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Oggi mi sono svegliata con una strana sensazione di stanchezza e di pensantezza: mi capita quando per esempio faccio una cena abbondante rispetto alle mie esigenze oppure con piatti troppo eleborati.

Ma non era questo il caso, l’unica scorpacciata che avevo fatto la sera prima era di social e web!

Dimentica tutto quello che sai riguardo il detox

Ogni volta che pensiamo al detox pensiamo a dei beveroni verdi, green poke e litri di tisane, per aiutare alleggerire magari il nostro fegato e l’intestino.

Ma oggi dobbiamo considerare qualcos’altro oltre che la disintossicazione del corpo. Infatti non siamo soggetti solo a sovraccarichi alimentari, per cui ci prendiamo una tregua da alcuni cibi: siamo anche sottoposti a sovraccarichi di tipo emotivo e psicologico per via del flusso di informazioni che riceviamo costantemente senza filtri. La guerra in Ucraina, l’Iran e il nucleare, la famiglia nel bosco, la dieta per l’estate, le “10 cose da non mangiare per perdere 5 kg”, il metodo perfetto per piegare le mutande…

E le richieste nei nostri confronti sono aumentate, è un fatto oggettivo! La società che ci ospita ci richiede di essere sempre più prestanti, sempre più veloci, sempre brillanti, sempre in modalità ON.
Ed è inevitabile che questo ci porti un’enorme pressione interna.
Così ci muoviamo annebbiati mentalmente e intorpiditi emozionalmente: confusione, stanchezza emotiva, ansia o senso di blocco, ci rendono difficile ascoltare i nostri bisogni autentici. Continuiamo a “funzionare” come ci viene richiesto, ma con una sensazione di peso interno e perdita di chiarezza.

Non si tratta solo del corpo che ha bisogno di detox

Quindi siamo sommersi da flussi di informazioni che arrivano dall’esterno e che non riusciamo sempre a controllare.
Così ci sentiamo sovraccaricati da pensieri ripetitivi oppure pressati dalle aspettative altrui (che hai ormai interiorizzato).

E questo non è un nostro mal funzionamento, anzi accomuna la maggior parte di noi, e accade quando veniamo iperstimolati a lungo, e le richieste (sia esterne che interne) nei nostri confronti aumentano, venendo meno gli spazi di silenzio.

E la soluzione non è bere il 5° caffè, acquistare integratori tonificanti oppure iniziare l’ennesima attività che finalmente ci cambierà la vita… Si perchè spesso queste sensazioni sono solo sintomi ragionevoli del corpo, perchè è arrivato il momento di “staccare la spina”.. veramente!

Quinidi c’è speranza!

L’energia stagnante si elimina. Gli schemi di pensiero negativi si abbandonano. Le routine obsolete si rinnovano.

Partiamo dai principi del detox che applichiamo al corpo e proviamo a usarli per rinnovare quegli ambiti della nostra vita che ci sembrano “intossicati”.

  • Il detox non è relegato ad un periodo che inizia e finisce, una volta l’anno o in primavera, nè è legato a “restrizioni”:
    il detox è qualcosa che facciamo poco per volta ogni giorno, prendendoci cura con il nutrimento, il riposo e seguendo i ritmi. I termini poco per volta e ogni giorno sono importanti! Poco, perchè se il “troppo” ci ha portato in questa condizione, la soluzione non è fare “troppo” in direzione opposta, sarebbe come remare controcorrente, ci costa un enorme fatica! E ogni giorno, perchè abbiamo bisogno di realizzare qualcosa che sia fattibile per noi, nel quotidiano, e se per farlo dobbiamo trasformarci in supereroi, forse non è il momento o non fa al caso nostro!
  • Dall’esterno non arriva la soluzione, semmai degli aiuti: non possiamo delegare la soluzione solo alla vacanza di turno, al terapista, nutrizionista o integratore magico, questi possono essere supporti, ma il vero lavoro lo facciamo noi, poco alla volta.
  • Siamo portati naturalmente al detox, inteso come affinare i nostri processi e accrescere le nostre potenzialità, quello che possiamo fare noi è agevolarlo, alleggerendo i nostri pesi.
  • Non è uguale per tutti: siamo tutti diversi, per questo veniamo chiamati ad ascoltarci, essere flessibili anzichè aderire a degli schemi rigidi. Quello che è servito alla tua migliore amica non è detto che funzioni per te, e se lo farà non è detto che lo farà con gli stessi risultati e tempi. Della nostra originalità fa parte questo, rispondiamo tutti in maniera diversa agli stimoli esterni, e sono tutte risposte valide. Possiamo solo essere curiosi di scoprire come funzioniamo.

Puoi pensare e vedere più chiaramente quando elimini ciò che non funziona più per te. E poi, puoi intenzionalmente riempire la tua vita con ciò che ti fa sentire veramente in armonia, felice e guarito.

Cosa posso fare per me in questo periodo?

Dal punto di vista di stile di vita vuol dire che è il momento giusto per:

  • riposare e andare a letto la sera non troppo tardi: e se ti rendi conto che per svegliarti riposato hai bisogno di 8-9 ore, anzichè chi dorme 6 ore va benissimo così. Ognuno ha i suoi tempi di recupero necessari in base alle diverse fai della vita, sesso e età, lo sapevi?
  • svegliarci presto la mattina e dedicare un pò di tempo alla meditazione, oppure a leggere qualche pagina del nostro libro preferito, andare a camminare o scrivere il proprio diario. L’importante è che si tratti di un attività che porti l’attenzione su di te e che non ti solleciti troppo (quindi scrollare i social, attività con le app sul cellulare, scorrere le foto sono attività da escludere la mattina appena svegli;
  • consumare dei cibi caldi e liquidi: zuppe e vellutate tiepide sono perfette, insieme a tisane con delle spezie, zenzero, cannella, cardamomo, chiodi di garofano che possono stimolarci, ma in maniera dolce, come richiede la stagione;
  • andare a fare la spesa come rituale, non come l’ennesima cosa da fare della nostra “To do list”: consideralo come momento in cui vai a procurarti ciò che può nutrirti, che ti può dare sostegno e cura nel modo più di sostegno per la stagione: sono fantastici i mercati per riconnetterti alla Terra anche quando sei in pieno centro città;
  • cercare supporto anche esterno per mantenere l’equilibrio attraverso i cambi di stagione (se ne vuoi parlare, prenota subito la tua consulenza con me!)
  • preparare alcuni delle ricette di stagione che trovi qui!

Oggi mi sono svegliata con una delle prima giornate uggiose di Settembre; clima umido e pioggerellina, mattinata grigina e indossare il maglioncino mi fa sentire comoda e protetta.
Però siamo solo agli inizi di Settembre… ho voglia di un piatto che sia a metà tra l’estate e l’autunno, che mi faccia fare la transizione e non che mi catapulti nel nostalgico autunno alla velocità della luce!

Piatto unico in una sola pentola

Ho deciso di preparare un piatto semplice, dagli ingredienti alla preparazione attraversando l’uso dell’attrazzetura: tutto in una pentola, per avere più tempo per me oggi e dedicarne meno alle padelle da lavare! Così ho deciso di mettere insieme verdure, cereale e legumi in un unico piatto, una vellutata corroborante, ma anche pratica, nutriente e veloce allo stesso tempo. La combinazione di cereali, legumi e verdure in un unico piatto ce la può anche far scegliere come soluzione unica, o quasi, per il pranzo. Personalmente ho aggiunto solo un insalata mista e ho terminato con una tisana per finire il momento “comfort in vista dell’Autunno”.

Dolce e giallo-arancione, le caratteristiche della tarda estate

Nella cucina macrobiotica il colore arancio è legato alla tarda estate, quel momento dell’anno in cui ti rendi conto che non possiamo parlare più di Estate, ma anche l’Autunno non è pieno. In questa stagione le ultime pesche sono color del sole, c’è il mais e si fano strada le zucche. E l’arancione lo trovo una risorsa: pieno e rotondo, guardarlo mi mette in contatto con il calore interno. Il cereale della tarda estate è proprio il mais.

La tarda Estate nella medicina cinese

L’elemento Terra, che corrisponde alla tarda Estate nella medicina cinese è l’elemento che caratterizza questa quinta stagione. La Terra è un pò il centro, tutto torna ad essa, è nascita e vita e il luogo del nostro riposo. E’ la nostra casa. Dalla Terra tutto ha origine, ogni fonte di vita, e anche il nostro nutrimento (frutta, verdura, cereali..) per cui è bene prendercene cura. La Terra è capace di accogliere e trasformare, e questa qualità la possiamo avvertire particolarmente nella natura in questo periodo: è il momento della raccolta dei frutti dell’estate, si avverte la generosità della natura e se riusciamo ad accogliere tutto questo possiamo trasformarlo e riposare in questo. Praticamente fare nostre le qualità dell’elemento Terra.

Di cosa abbiamo bisogno in questa stagione?

Più che mai abbiamo bisogno di raccogliere e farci nutrire dai frutti dell’Estate: l’energia accumulata, che sia fisicamente perchè ci siamo riposati, emotivamente perchè condiviso con persone care, o mentalmente perchè ci siamo arricchiti di nuove situazioni o esperienze, adesso diventa vero nutrimento. Teniamolo ben a mente perchè è il momento dell’anno in cui c’è un declino dell’energia yang, dopo l’esplosione estiva si ha un calo, e possiamo surfarlo o possiamo farci travolgere, dipende solo dal fatto se abbiamo o meno un buon surf!

Cosa posso fare per me in questo periodo?

Dal punto di vista di stile di vita vuol dire che è il momento giusto per:

  • riposare e andare a letto presto la sera;
  • svegliarci presto la mattina e dedicare un pò di tempo alla meditazione e riconnetterci con il nostro centro, la nostra Terra;
  • consumare dei cibi caldi e liquidi: zuppe e vellutate sono perfette, insieme a tisane con delle spezie, zenzero, cannella, cardamomo, chiodi di garofano che possono stimolarci, ma in maniera dolce, come richiede la stagione;
  • andare a fare la spesa come rituale, non come l’ennesima cosa da fare della nostra “To do list”: consideralo come momento in cui vai a procurarti ciò che può nutrirti, che ti può dare sostegno, cura nel modo più di sostegno per la stagione: sono fantastici i mercati per riconnetterti alla Terra anche quando sei in pieno centro città;
  • cercare supporto anche esterno per mantenere l’equilibrio attraverso i cambi di stagione (se ne vuoi parlare, prenota subito la tua consulenza con me!)
  • preparare questa nutriente vellutata della quale ti dono la ricetta a seguire!

Ingredienti per 4 persone

100 g di lenticchie rosse decorticate

70 g di farina di mais per polenta

300 g di carote biologiche

1 cipolla

2 spicchi di aglio

1 mazzetto di basilico

1 fetta di limone con buccia

olio evo, sale

Procedimento

Sciacqua bene le lenticchie.

In una pentola con fondo spesso versa circa 600 ml di acqua, e aggiungi le carote e la cipolla tagliati a pezzetti, l’aglio, il basilico, la farina di mais e le e lenticchie, accendi il fuoco e porta ad ebollizione mescolando di tanto in tanto, aggiungi 2-3 cucchiai di olio e il limone con la buccia e copri con coperchio facendo cuocere a fuoco basso per circa 35 minuti. Terminato questo tempo con un frullatore ad immersione frulla tutto fino a ridurlo in crema. Aggiusta di sale ed eventualmente valuta se aggiungere ancora acqua per aggiustare la consistenza: dovrai ottenere una vellutata liscia.

Servi tiepida, personalmente ho aggiunto dei pomodori secchi tritati e mandorle tostate ma nulla vieta di fare delle varianti.

Simbolo di rinascita e vitalità… parliamo della Pasqua? No, parliamo dell’aglio orsino!
Se ti piacciono le erbe aromatiche non puoi non averne sentito parlare, in primavera è una pianta che non passa inosservata, per il suo profumo (di aglio) ma anche per il suo colore verde brillante e la forma allungata verso l’alto…proprio la direzione dell’energia in Primavera.

Proprietà dell’aglio orsino

L’aglio orsino ha qualità antibatteriche, antinffiamatorie e depurative. Rafforza in generale il sistema immunitario, grazie anche alle sue proprietà antiossidanti, ed è ricco di vitamina C quindi è ottimo mangiarlo anche crudo per non deteriorarla con la cottura.

Poi ci sono anche leggende sulle sue proprietà: per esempio il nome sarebbe dovuto al fatto che gli orsi ne sono ghiotti e al risveglio dal loro letargo lo cercano con avidità per recuperare le energie… Io non sono un orso, ma solo a vederlo e annusarlo recupero sicuramente il buonumore, e tu?

Usare l’aglio orsino non solo ti permette di creare dei piatti speciali grazie al suo aroma ma mi connette alla stagione primaverile, alla sua energia fresca, frizzante e alle potenzialità di questa stagione!

Oggi ho scelto di condividere la ricetta di un risotto con l’aglio orsino anche perchè la primavera sta ancora esitando, con l’alternardi di giornate un pò fredde che per me richiedono ancora piatti caldi e confortanti proprio come un risotto.

Ingredienti per 2 persone

170 g di riso vialone nano semintegrale
400 g circa di brodo vegetale
60 g di aglio orsino
20 g tra gherigli di noci e anacardi
1 scalogno
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaio di crema di mandorle bianca
sale, pepe

Procedimento
Trita lo scalogno e fallo rosolare in un tegame con 1-2 cucchiai di olio evo. Aggiungi quindi il riso e fallo tostare leggermente mescolando per un minuto circa, quindi aggiungi poco per volta il brodo vegetale.

Intanto taglia grossolanamente l’aglio orsino e frullalo in un mixer con le noci e anacardi, aggiungendo alla fine gradatamente un pò di brodo vegetale in modo da afar amalgamare e ottenere quasi una cremina, quindi metti da parte.

Fai cuocere mescolando di tanto in tanto il riso e dopo 10 minuti circa aggiungi la crema di aglio orsino, il sale e se necessario regola ancora il brodo. Termina la cottura del riso amalgamando gli ingredienti e aggiungendo anche il cucchiaio di crema di mandorle. Togli dal fuoco il riso preferibilmente al dente perchè comunque continuerà ancora la sua cottura per alcuni minuti.
Per i tempi totali di cottura del riso orientati anche secondo le indicazioni di cottura del riso scelto.
Servi subito il riso caldo, magari aggiungendo delle mandorle tostate tagliate.


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Credo siano almeno 10 anni che non preparo e mangio un insalata di pasta fredda, nella mia mente era stata relegata a “piatto irrilevante”. Ieri improvvisamente mi sono risvegliata da questo incantesimo con diverse motivazioni a supporto di questo piatto:

  • E’ un ottimo modo per creare un piatto unico con diversi ingredienti di riciclo o che altrimenti non sarebbero sufficienti per realizzare un’altra ricetta ex-novo
  • Si riesce ad ottenere un piatto comodo da portare con noi, al mare, pic-nic o lavoro, o da avere in frigorifero già pronto da arraffare, semplice ed equilibrato in breve tempo
  • Lo so che sto per oltraggiare qualcuno con questa affermazione, ma “l’insalata di pasta può essere una scelta più sana per molti” perché ha un più basso picco glicemico dopo aver mangiato rispetto alla sua analoga appena fatta, si arricchisce di amido-resistente, viene assimilata più lentamente e il nostro microbiota ne risulta avvantaggiato.

Per prepararla ho riciclato le verdure che avevo in frigorifero e per ottimizzare i tempi non ho scelto nulla che dovesse essere cotto a parte, così ho realizzato tutto in “one-pot”, si trattava soltanto di tagliare ed eventualmente scottare (cosa che ho fatto direttamente nella pentola della pasta mentre cuoceva tutto).

Per renderla un piatto unico equilibrato, oltre alle verdure ho aggiunto anche dei legumi, scegliendo delle lenticchie che avevo già cotto in precedenza con delle verdurine. Sicuramente potreste usare delle verdure in scatola per comodità, ma in un piatto così semplice anche questo farà la differenza: le mie lenticchie erano senza dubbio più gustose di qualsiasi confezione di lenticchie lessate che si trovi sugli scaffali dei supermercati, ma in mancanza di un esubero come nel mio caso, ci si potrebbe accontentare di un legume confezionato (consiglio sempre in vetro!). Usando legume e pasta troviamo tutto il pool di amminoacidi essenziali che serve alla sintesi proteica, come vi spiego sempre ai miei corsi.

Tenetevi forte mangiatori di pasta, perché in questo caso ho deciso di calcolare circa 40 grammi di pasta a persona in questo caso, favorendo nella proporzione gli altri ingredienti. Si tratta di un tipo di proporzione che uso quando voglio restare leggera e se aumentassi la pasta sfavorendo verdure e legumi so che dopo potrei fare più fatica a riprendere attività che richiedono concentrazione (per es. consulenze, studiare, gestione social, newsletter..). Di solito per me al pasto aggiungo un altra porzione di verdure, oppure insalata con aggiunta di semi e/o olive.
Questo è il mio personale caso, voi sentitevi liberi di aumentare le dosi a vostro piacimento in base alle vostre esigenze personali, sicuramente diverse dalle mie.

Detto questo, l’amido-resistente che cos’è? Vi rimando ad un mio precedente post sull’argomento qui.
In breve vi dico che l’amido sottoposto al calore (per esempio pasta o patate che cuociono) si gelatinizza, diventando molto assimilabile ma raffreddando in questo caso l’amido si ritrasforma di nuovo, si parla di amido resistente retrogradato, più simile alla forma iniziale. Questa forma è più resistente agli enzimi che lo degraderebbero altrimenti molto rapidamente, rallenta l’assorbimento, e di conseguenza contribuisce alla nostra salute metabolica modulando l’assorbimento di carboidrati, di conseguenza non aumentando rapidamente la quantità di zuccheri nel sangue. Inoltre, l’amido resistente e gli acidi grassi a catena corta, derivanti dalla sua demolizione nel colon, rappresentano un valido supporto della flora intestinale, diminuendo anche il rischio di malattie infiammatorie intestinali. IMPORTANTE: tutto questo nell’ambito di una dieta equilibrata!!!

Io ho scelto i fusilli di grano timilia della Valdibella (no ADV, mi piace e basta!) perchè oltre al sapore che adoro, trovo che dia un ottimo risultato anche mangiata da fredda, e non è poco per tutti gli amanti della pasta espressa. Anche altri formati di pasta corta possono andare molto bene.

Per la cottura non è il caso di tirarla fuori un qualche minuto prima per tenerla al dente perché venendo poi raffreddata, tenderà comunque ad indurirsi, quindi in questo caso troppo al dente, potrebbe essere un errore.

Conservale in frigorifero in un contenitore di vetro con coperchio

Adesso andiamo alla ricetta!

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Ingredienti

80 g di fusilli di grano duro timilia

160 g circa di lenticchie lessate

2 carote

1 peperone piccolo

2 pomodori medio piccoli

2 cucchiai di mandorle tostate

4-5 ciuffi di basilico e menta

1 spicchio di limone fermentato (in mancanza una bella grattugiata di scorza di limone)

1/2 cucchiaino di origano

olio evo, sale

Procedimento

Porta ad ebollizione l’acqua per la pasta e aggiungi anche il sale.

Lava le verdure: taglia il peperone a cubetti di mezzo centimetro, le carote a fiammifero e i pomodori a filettini.
Trita le erbe aromatiche e il limone fermentato e mettili in una ciotola con i pomodori, l’origano, il sale e metti da parte.

Quando l’acqua bolle, butta la pasta e fai cuocere per il tempo indicato:
– 3 minuti prima della fine della cottura aggiungi all’acqua con la pasta anche i peperoni a cubetti e mescola
– 1 minuto prima della fine di cottura aggiungi le carote

Prendi la ciotola con i pomodori, e scola da eventuale acqua di vegetazione in eccesso e aggiungi un paio di cucchiai di olio evo e gira.

A fine cottura scola la pasta con le verdure, versala in un contenitore capiente in modo che si raffreddi un pochino e aggiungi i pomodori conditi, le lenticchie e mescola tutto insieme aggiungendo se necessario dell’altro olio evo. Termina aggiungendo le mandorle tostate.

Fai raffreddare e conserva in frigorifero in un contenitore di vetro con coperchio. Puoi conservarla per qualche giorno e verrai stupito all’apertura del coperchio dai profumi ben nitidi che emana. Enjoy!


ENGLISH VERSION

I think it’s been at least 10 years since I prepared and ate a cold pasta salad, in my mind it had been relegated to an “irrelevant dish”. Yesterday I suddenly woke up from this spell with several reasons to support this dish:

  1. It is an excellent way to create a single dish with different recycled ingredients or which otherwise would not be sufficient to create another recipe from scratch
  2. It is possible to obtain a convenient dish to take with us, to the seaside, picnic or work, or to have in the fridge ready to grab, simple and balanced in a short time
  3. I know I’m about to offend someone with this statement, but “pasta salad can be a healthier choice for many” because it has a lower glycemic peak after eating compared to its freshly made analogue, it is enriched with resistant starch , it is assimilated more slowly and our microbiota is advantaged.

    To prepare it I recycled the vegetables I had in the fridge and to optimize the times I didn’t choose anything that needed to be cooked separately, so I made everything in “one-pot”, it was just a matter of cutting and possibly blanching (which I did directly into the pasta pot while everything was cooking).

    To make it a balanced single dish, in addition to the vegetables I also added legumes, choosing lentils that I had already cooked previously with some vegetables. Sure you could use canned vegetables for convenience, but in such a simple dish even this will make a difference: my lentils were undoubtedly tastier than any package of boiled lentils found on supermarket shelves, but in the absence of a surplus as in my case, you could be satisfied with a packaged legume (I always recommend in glass!). Using legumes and pasta we find the entire pool of essential amino acids needed for protein synthesis, as I always explain to you in my courses.

    Brace yourselves pasta eaters, because in this case I decided to calculate around 40 grams of pasta per person in this case, favoring the other ingredients in proportion. This is a type of proportion that I use when I want to stay light and if I increased the pasta by disfavoring vegetables and legumes I know that afterwards I might have a harder time resuming activities that require concentration (e.g. consultancy, studying, social management, newsletters…) . Usually for me I add another portion of vegetables to the meal, or salad with added seeds and/or olives.
    This is my personal case, you feel free to increase the doses as you wish based on your personal needs, which are certainly different from mine.
    Having said that, what is resistant starch? I refer you to a previous post of mine on the subject here.
    In short, I’ll tell you that starch subjected to heat (for example pasta or potatoes that are cooked) gelatinises, becoming very assimilable but by cooling in this case the starch transforms again, we speak of retrograded resistant starch, more similar to the shape initial. This form is more resistant to enzymes that would otherwise degrade it very quickly, slows down absorption, and consequently contributes to our metabolic health by modulating the absorption of carbohydrates, therefore not rapidly increasing the amount of sugar in the blood. Furthermore, resistant starch and short-chain fatty acids, deriving from its breakdown in the colon, represent a valid support for the intestinal flora, also decreasing the risk of inflammatory intestinal diseases. IMPORTANT: all this as part of a balanced diet!!!

    I chose the Timilia wheat fusilli from Valdibella (no ADV, I just like it!) because in addition to the flavor that I adore, I find that it gives an excellent result even when eaten cold, and that’s no small thing for all lovers of express pasta. Other short pasta shapes can also work very well.

    When cooking, it is not a good idea to take it out a few minutes early to keep it al dente because, as it is then cooled, it will tend to harden anyway, so in this case too al dente could be a mistake.

    Store them in the refrigerator in a glass container with a lid

    Now let’s get to the recipe!

Ingredients

80 g of Timilia durum wheat fusilli

Approximately 160 g of boiled lentils

2 carrots

1 small pepper

2 medium-small tomatoes

2 tablespoons toasted almonds

4-5 sprigs of basil and mint

1 wedge of fermented lemon (if missing, a nice grated lemon zest)

1/2 teaspoon oregano

extra virgin olive oil, salt

Procedure

Bring the water for the pasta to the boil and add the salt.

Wash the vegetables: cut the pepper into half-centimeter cubes, the carrots into matchsticks and the tomatoes into fillets.
Chop the aromatic herbs and fermented lemon and place them in a bowl with the tomatoes, oregano, salt and set aside.

When the water boils, add the pasta and cook for the indicated time:

  • 3 minutes before the end of cooking, add the diced peppers to the water with the pasta and mix
  • 1 minute before the end of cooking add the carrots

Take the bowl with the tomatoes, drain any excess vegetable water and add a couple of spoons of extra virgin olive oil and stir.

At the end of cooking, drain the pasta with the vegetables, pour it into a large container so that it cools down a little and add the seasoned tomatoes, the lentils and mix everything together, adding more extra virgin olive oil if necessary. Finish by adding the toasted almonds.

Cool and store in the refrigerator in a glass container with a lid. You can keep it for a few days and you will be amazed when you open the lid by the clear scents it gives off. Enjoy!

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La prima volta che mi venne proposta una vellutata di carote non ero al settimo cielo.. ero un pò prevenuta a riguardo. Stavo seguendo il mio annuale corso internazionale di macrobiotica e la cuoca che teneva il corso per il menù estivo ci propose una vellutata di carote molto semplice: la ricetta era così semplice che non riuscivo nemmeno a capire che cosa potesse avere di tanto speciale, ma mi sbagliavo di grosso! Era straordinariamente semplice e stupefacente per quanto fosse gustosa. Da allora la vellutata di carote è tra il mio repertorio di creme di verdure serali per la primavera e l’estate.

Si anche per l’estate, avete capito bene: anche in estate si può avere bisogno la sera di un sapore rilassante e accogliente che ci riporta al nostro centro, proprio come il sapore di questa crema che io preparo aggiungendo anche delle lenticchie decorticate per creare un piatto unico per una cena leggera.

USA LE CAROTE CON LA BUCCIA!

Acquista carote biologiche e usale con la buccia. Le carote sono ricche di vitamina C, betacarotene e antiossidanti e tutti questi nutrienti sono concentrati sulla buccia, quindi eliminarla comporterebbe eliminarne la superfice con maggiore concentrazione. Questo significa che le carote hanno l’abilità di proteggere il corpo dalle cellule degradate, supportare lo sviluppo di nuove cellule e supportare il sistema immunitario. Le unghie, la pelle e e i capelli sono le parti che ne traggono maggiore beneficio. Inoltre avere una cena leggera a base di questa vellutata è un buon modo per alleggerire il lavoro del fegato (specie dopo degli eccessi!).
Usa carote non trattate, eviti gli sprechi e aumenti il benessere per te e per il pianeta!

Adesso andiamo alla ricetta della vellutata di carote.

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INGREDIENTI

200 g di carote

100 g di lenticchie rosse o gialle decorticate

1 cipolla piccola

1 pezzettino di sedano

1 spicchio di aglio piccolo

Olio evo, sale, pepe

1/2 cucchiaino di curcuma, una grattugiata di zenzero fresco

1 cucchiaio scarso di aceto di mele

pesto di erbe aromatiche (io un mix di rucola, basilico e aneto)

Procedimento

Lava bene le lenticchie decorticate.

In una pentola versa 1 cucchiaio di olio evo e poca acqua, quindi aggiungi la cipolla, aglio, sedano e carote tagliate a tocchetti e fai cuocere per 5-8 minuti. Aggiungi anche il sale, lo zenzero e la curcuma e continua a cuocere.
Aggiungi le lenticchie rosse e ricopri abbondantemente con acqua calda, l’aceto di mele e copri con il coperchio e fai cuocere lentamente per circa 30 minuti.

Trascorso il tempo di cottura, termina aggiustando di sale e pepe e frulla con un mixer tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.

Prendi qualche cucchiaio del tuo pesto, e se troppo denso stemperalo con un cucchiaio di olio evo e usalo per guarnire la vellutata.

Questo sito è cominciato circa 12 anni fa e da allora nel mio tempo libero ho scritto più di 500 post di informazione, ricette, consigli etc.
Ho deciso di continuare a tenere libero l’accesso alle ricette e privo di qualsiasi fastidioso pop-up pubblicitario in modo da poter continuare a navigare in tranquillità evitando di dover scansare immagini moleste, link che cliccati per errore ti portano in un universo parallelo o video che si attivano con suoni molesti che non riesci a silenziare perchè non li trovi nella pagina!
Il sito può continuare ad avere queste caratteristiche fino a quando sarà “vitale“: cioè significa se continua ad essere visitato regolarmente, si interagisce nei commenti, viene condiviso con gli amici, condiviso sui social, se continua a fare quello per cui è nato: essere condiviso! Per cui se vuoi anche tu che questo spazio rimanga tale ti chiedo di darmi una mano!
Grazie
Jyoti

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Quanti piatti rientrano tra i tuoi preferiti soprattutto per un coinvolgimento emotivo che hai? Ricette che ti direbbero poco, ma in realtà appena le nomini o meglio ancora le vedi, fanno riemergere immediatamente una sensazione, un immagine o un ricordo che ne condizioneranno l’intera esperienza gustativa. Ricette che vedi non per come sono, ma per come tu eri quando le hai vissute la prima volta, e l’esperienza è stata così forte che è rimasta così impressa positivamente.
Ecco, quella dei fagioli corona al forno è una di queste ricette, solo rievocarla mi mette di buon’umore perchè legata ai viaggi in Grecia in estate, al caldo, al mare, al cielo azzurro.
I fagioli gigantes, fagioli Corona, sono molto usati in Grecia (e ho scoperto che anche in Calabria sono molto usati), hanno una sapore dolce, una pasta morbida e si disfano difficilmente per questo si prestano alle lunghe cotture. Attenzione, non sono i fagioli Spagna, sono un’altra varietà ancora più grande!

Questa ricetta è molto semplice ma estremamente aromatica e confortante per via del sapore che viene conferito ai fagioli dalla doppia e lunga cottura.

Gli ingredienti che ti servono sono pochi ma buoni:

  • Fagioli corona
  • Pomodori maturi
  • Cipolle
  • Spezie ed erbe aromatiche( la freschezza dell’aneto per me è super in questo piatto)

Visto che la cottura in forno è lunga di solito ne approfitto per fare in contemporanea delle altre cose: biscotti, verdure, pane, ecc.

Adesso andiamo alla ricetta!

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300 g di fagioli corona

3-4 pomodori maturi

3-400 g di passata di pomodoro

1 cipolla

1 carota

1/2 peperone rosso

1 bastoncino di cannella

1 pezzettino di sedano

1 foglia di alloro, alcune foglie di sedano

Aneto fresco

1 spicchio di aglio

Olio evo, sale, pepe

Procedimento

Comincia il giorno prima mettendo i fagioli secchi in ammollo, serviranno circa 24 ore. Risciacqua bene i fagioli e falli cuocere con abbondante acqua, foglie di sedano e alloro per circa 1 ora. I fagioli cuoceranno ancora in forno quindi non devono essere stracotti.

Affetta la cipolla, trita il sedano, aglio, la carota e il peperone e fai cuocere tutto con olio evo in una pentola (o teglia) preferibilmente che possa poi andare anche in forno. Aggiungi i pomodori tagliati a pezzetti, i fagioli e la passata di pomodoro. Aggiusta con sale, pepe, aggiungi anche l’aneto tritato finemente ed eventualmente altre erbe aromatiche a piacere (origano, basilico, alloro..). Fai cuocere alcuni minuti, quindi copri la teglia con un coperchio oppure con carta di alluminio e continua la cottura in forno a 180°C circa per circa 1 ora.

Trascorso questo tempo togli la carta di alluminio, verifica se va aggiustato con sale, olio evo o altre erbe e termina la cottura per altri 15 minuti scoperto.

Puoi consumare questo piatto tiepido oppure a temperatura ambiente. Può anche essere preparato il giorno prima.

Questo sito è cominciato circa 12 anni fa e da allora nel mio tempo libero ho scritto più di 500 post di informazione, ricette, consigli etc.
Ho deciso di continuare a tenere libero l’accesso alle ricette e privo di qualsiasi fastidioso pop-up pubblicitario in modo da poter continuare a navigare in tranquillità evitando di dover scansare immagini moleste, link che cliccati per errore ti portano in un universo parallelo o video che si attivano con suoni molesti che non riesci a silenziare perchè non li trovi nella pagina!
Il sito può continuare ad avere queste caratteristiche fino a quando sarà “vitale“: cioè significa se continua ad essere visitato regolarmente, si interagisce nei commenti, viene condiviso con gli amici, condiviso sui social, se continua a fare quello per cui è nato: essere condiviso! Per cui se vuoi anche tu che questo spazio rimanga tale ti chiedo di darmi una mano!
Grazie

Jyoti

ENGLISH VERSION

How many dishes are among your favorites mainly for an emotional involvement? Recipes that would tell you little, but in reality as soon as you name them or better yet see them, they immediately bring back a sensation, an image or a memory that will influence the entire taste experience.
Here is the baked corona beans is one of these recipes, just remembering it puts me in a good mood because it is linked to trips to Greece in the summer, to the heat, to the sea, to the blue sky.
Gigantes beans, Corona beans, are widely used in Greece (and I discovered that they are also widely used in Calabria), they have a sweet flavor, a soft texture and are difficult to fall apart for this reason they lend themselves to long cooking. Be careful, they are not Spanish beans, they are another even larger variety!

This recipe is very simple but extremely aromatic and comforting because of the flavor that is given to the beans by the double and long cooking.

The ingredients you need are few but good:

Corona beans

Ripe tomatoes

Onions

Spices and aromatic herbs (the freshness of dill is super for me in this dish)

Since the cooking in the oven is long, I usually take advantage of it to do other things at the same time: biscuits, vegetables, bread, etc.

Now let’s get to the recipe!

Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.Will you try my recipe?Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

300 g of corona beans

3-4 ripe tomatoes

3-400 g of tomato puree

1 onion

1 carrot

1/2 red pepper

1 cinnamon stick

1 small piece of celery

1 bay leaf, some celery leaves

Fresh dill

1 clove of garlic

EVO oil, salt, pepper

Method

Start the day before by soaking the dried beans, it will take about 24 hours. Rinse the beans well and cook them with plenty of water, celery leaves and bay leaves for about 1 hour. The beans will still cook in the oven so they must not be overcooked.

Slice the onion, chop the celery, garlic, carrot and pepper and cook everything with extra virgin olive oil in a pot (or pan) preferably that can also go in the oven. Add the chopped tomatoes, the beans and the tomato puree. Season with salt, pepper, also add the finely chopped dill and possibly other aromatic herbs to taste (oregano, basil, bay leaves..). Cook for a few minutes, then cover the pan with a lid or with aluminum foil and continue cooking in the oven at about 180 ° C for about 1 hour.

After this time, remove the aluminum foil, check if it needs to be adjusted with salt, extra virgin olive oil or other herbs and finish cooking for another 15 minutes uncovered.

You can eat this dish warm or at room temperature. It can also be prepared the day before.

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Come anticipato nel predente post ecco la mia ricetta di porridge di quinoa!

Ma prima di tutto, perché il porridge? E perché di quinoa?

Preparare il porridge per colazione di consente di avere una colazione “cucinata” e “calda” anche la mattina, in pratica un pasto.
Spesso sottovalutiamo l’importanza di un cibo cucinato a colazione e andiamo verso prodotti già pronti o freddi (yogurt, cereali, biscotti, solo frutta..). Avere un cibo caldo ci consente di introdurre un alimento che contribuisce a mantenere la nostra temperatura corporea o quando necessario a scaldarci, aiutando il nostro sistema digestivo a gestire le temperature (a differenza di uno yogurt con frutta, che però può essere utile per qualcuno nelle calde giornate estive). Se il nostro corpo non è impegnato a dover mantenere la temperatura può tranquillamente dedicare tutta la sua energia alla digestione che sta per accadere. In termini energetici contribuiamo a dare altra energia ad inizio giornata, cosa che direi è abbastanza utile visto che ci aspetta un lungo giorno!

Cucinare è anche un modo per iniziare una “piccola digestione” del cibo: dei fiocchi di avena cucinati sono molto più digeribili dal corpo rispetto ad un muesli di cereali aggiunto semplicemente ad un latte vegetale o yogurt: la cottura ha aiutato le fibre ad ammorbidirsi, ad assorbire meglio il liquido, reidratandosi assorbendo anche più acqua rispetto ad un uso a freddo.

Spesso alle consulenze alcuni clienti mi raccontano:

 “Guarda i cereali a colazione mi gonfiano e non li digerisco proprio!”

Io “E come li usi?”

“Beh aggiungo ai muesli del latte vegetale e li mangio così”

Questo comportamento può andar bene anche per anni per alcune persone, ma non funziona affatto per molte che hanno una costituzione più delicata, soprattutto a livello intestinale.

E perché usare la quinoa a colazione?

Perché la quinoa è molto energetica, contiene tutti gli amminoacidi essenziali, è senza glutine (un vantaggio per molti), è ricca di fibra che favoriscono un buon funzionamento dell’intestino e contiene sostanze anti-infiammatorie. Essendo la colazione il pasto più importanti della giornata, che dà una sorta di direzione al nostro corpo per la giornata (si, proprio attraverso il nostro intestino!) l’ideale è concentrarsi su una colazione che sia nutriente e ci consenta di muoverci durante la mattinata con serenità e stabilità e la colazione è tra le varie opportunità.

Lo so che molti sono affezionati alle torte da colazione, biscotti, oppure sognano croissant “sani” e brioche soffici che aprano la giornata.
Anch’io amo tutto ciò (e molti di voi lo sanno!) e ho le mattinate in cui sono indulgente con me stessa perché è quello di cui ho bisogno, ed è bello, ma è occasionale. La realtà è che mi sento decisamente meglio con altri tipi di colazioni, che siano più simili ai pasti: mi fanno sentire più energica, di buon umore e più presente. Il benessere che mi deriva è tale che non faccio nessuna fatica a sceglierle rispetto alle colazioni più golose!
Si tratta di fare un po’ di pratica con i messaggi che ci manda il nostro corpo  costantemente (24h/24h), intercettarli, ascoltarli/interpretarli e provare.

A seguire un piccolo esercizio

La mattina prima di colazione fermati per qualche minuto, può essere anche seduto a tavola prima di colazione, ma sii certo di essere comodo.

Mantieni un leggero sorriso sulle labbra (non saltare questo step, è fondamentale, lascia perdere la tua mente che ti dice che è inutile!).

Poggia le tue mani sulla pancia e fai un bel respiro, profondo che arrivi fino alla pancia per gonfiarla e sgonfiarla come un palloncino. Fanne più di uno.

Adesso poniti questa domanda: “Di cosa ho bisogno stamattina a colazione?”. Respira e ascolta.

Potresti non sentire nulla, e va benissimo. Potresti visualizzare un cibo. Potresti avere delle sensazioni che ti indicano che hai bisogno di qualcosa di caldo (un porridge), di liquido (te, tisane), qualcosa di fresco (magari la  frutta) o la sensazione di aver bisogno di masticare (una bella fetta di pane tostato con hummus?).

Non ci sono aspettative, non è una gara.

E’ un esercizio che serve a sintonizzarti con il tuo corpo e i messaggi che invia. Anche se ti sembra di non aver sentito nulla, va benissimo, hai dato la tua disponibilità a voler ascoltare le esigenze del tuo corpo. Con un po’ di pratica vedrai che i messaggi di risposta ci saranno, e sempre più chiari.

Buona giornata!

Ingredienti (per 2 porzioni)

100 g di quinoa in chicchi
1 cucchiaio di fiocchi di avena piccoli
150 g di acqua (oppure latte vegetale)
100 g di latte di mandorla o altro latte vegetale
1 cucchiaio di burro di mandorle (o altro burro vegetale)
100 g di frutti di bosco surgelati o freschi (io mirtilli selvatici)
2 cucchiai di uvetta
Una manciata di mandorle /frutta di stagione/ altra frutta secca
Latte vegetale o acqua extra

Procedimento

Risciacqua la quinoa, lavala bene e scolala. Se hai in programma questa colazione dalla sera prima allora metti la quinoa in ammollo e scola la mattina.

Metti la quinoa, i fiocchi di avena, il latte vegetale, acqua, uvetta e crema di mandorle in una pentola, porta ad ebollizione con un coperchio e fai cuocere per circa 10-15 minuti. Se usi frutti di bosco surgelati aggiungi anche quest’ultimi se sono freschi aggiungili alla fine. Tieni a portata di mano acqua o latte vegetale per aggiustare la consistenza del porridge.

Versa in una tazza e aggiungi le mandorle e a piacere se ti va puoi arricchire ulteriormente con frutta secca, semi, fave di cacao, spezie .

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ENGLISH VERSION

As I anticipated in the previous post here is my quinoa porridge recipe.

But first of all, why porridge? And why quinoa?

Preparing porridge for breakfast allows you to have a “cooked” and “hot” breakfast even in the morning, basically a meal.
We often underestimate the importance of cooked food for breakfast and go for ready-made or cold products (yogurt, cereals, biscuits, just fruit…). Having a hot food allows us to introduce a food that helps maintain our body temperature or when necessary warm us up, helping our digestive system to manage temperatures (unlike a yogurt with fruit, which however can be useful for someone in hot summer days). If our body is not busy maintaining the temperature it can easily dedicate all its energy to the digestion that is about to happen. In terms of energy we help give more energy at the start of the day, which I would say is quite useful considering we have a long day ahead of us!

Cooking is also a way to start a “small digestion” of food: cooked oat flakes are much more digestible by the body than cereal muesli simply added to vegetable milk or yogurt: cooking has helped the fibers to soften, to absorb the liquid better, rehydrating itself and absorbing even more water compared to cold use.

During consultations, some clients often tell me:

“Look, cereals for breakfast make me bloated and I can’t digest them at all!”

Me “And how do you use them?”

“Well I add some vegetable milk to the muesli and eat them like this”

This behavior may be fine for some people for years, but it doesn’t work at all for many who have a more delicate constitution, especially at an intestinal level.

And why use quinoa for breakfast?

Because quinoa is very energetic, contains all the essential amino acids, is gluten-free (an advantage for many), is rich in fiber which promotes good intestinal functioning and contains anti-inflammatory substances. Since breakfast is the most important meal of the day, which gives a sort of direction to our body for the day (yes, right through our intestines!), the ideal is to focus on a breakfast that is nutritious and allows us to move during the morning with serenity and stability and breakfast is among the various opportunities.

I know that many are fond of breakfast cakes, biscuits, or dream of “healthy” croissants and soft croissants to start the day.
I love all of that too (and many of you know!) and I have mornings where I indulge myself because that’s what I need, and it’s nice, but it’s occasional. The reality is that I feel much better with other types of breakfasts, which are more similar to meals: they make me feel more energetic, in a good mood and more present. The well-being I derive from it is such that I have no difficulty choosing them over more delicious breakfasts!
It’s about doing a bit of practice with the messages that our body sends us constantly (24/7), intercepting them, listening to/interpreting them and trying.

Below is a small exercise

In the morning before breakfast, stop for a few minutes, it can even be sitting at the table before breakfast, but make sure you are comfortable.

Keep a light smile on your lips (don’t skip this step, it’s essential, forget about your mind telling you it’s useless!).

Place your hands on your belly and take a deep breath that reaches down to your belly to inflate and deflate it like a balloon. Do more than one.

Now ask yourself this question: “What do I need for breakfast this morning?”. Breathe and listen.

You may not feel anything, and that’s totally fine. You may visualize a food. You may have sensations that tell you that you need something hot (porridge), liquid (tea, herbal tea), something fresh (perhaps fruit) or the sensation of needing to chew (a nice slice of toast with hummus?).

There are no expectations, it’s not a competition.

It’s an exercise that helps you tune into your body and the messages it sends. Even if you feel like you haven’t heard anything, that’s fine, you’ve given your willingness to listen to your body’s needs. With a little practice you will see that the response messages will be there, and increasingly clear.

Have a nice day!

Ci sono momenti durante la preparazione del cibo che non vanno secondo i piani prestabiliti, perchè non trovi o dimentichi un ingrediente, hai dovuto pianificare al volo, devi creare piatti da ciò che è disponibile in frigo. Questi sono i momenti in cui devo essere flessibile, intraprendente, utilizzare la mia esperienza e usare il mio intuito…

Il proprio intuito va un pò risvegliato in alcuni casi, non tutti sono in contatto con esso, non tutti pensano di averlo quante volte si sente dire “io non ho intuito!”?… Non si tratta di averlo o non averlo, ma di seguirlo o non seguirlo: la sua voce è molto fievole, di solito non è una voce invadente e altisonante, ma sussura lievemente e quindi bisogna allenarsi ad ascoltarlo altrimenti si rischia di essere sordi alla sua vocina.

Le ricette? Utili come linee guida, ci mostrano la strada, possono essere ispiranti, e se considerate come un insegnamento ci danno molte più possibilità e ci liberano. Le ricette per chi comincia ad usare il suo intuito sono fatte per mostrare la strda, poi ci si arriva sulle proprie gambe, con i mezzi che abbiamo a disposizione e con i tempi che abbiamo.
Seguire una ricetta in maniera precisa ci serve a fare la “copia” del piatto di qualcun’altro, non a tirare fuori quello che invece e il nostro personale piatto.

Inoltre ricorda che siamo tutti cuochi: che non vuol dire che tutti siamo capaci a dirigere un ristorante o fare una crema catalana perfetta. Vuol dire che tutti siamo capaci di cucinare perchè nel nostro intimo tutti siamo in grado di nutrire noi stessi e le persone che amiamo, solo che molti non lo hanno mai saputo nè sperimentato. Come tutte le doti innate bisogna dargli spazio e coltivarle se vogliamo riappropriarcene, altrimenti continueremo a pensare di non esserne capaci! Ma ricorda che preparare cibo che sia di nutrimento e supporto per noi e per gli altri non ha nulla a che vedere con la performance e il cibo performante: oggi più che mai è necessario riappropriarci di questo concetto perchè stiamo confondendo il cibo che nutre il corpo con quello che appaga la mente e i suoi perfezionismi , gli occhi e le sue aspettative e le emozioni che sono sempre insaziabili.

Tu cosa ne pensi? Fammelo sapere nei commenti.


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Sempre più spesso ascolto persone che vengono dicendomi:

“Mangerei l’avocado, ma chissà quante calorie..”

“I datteri mi piacciono ma sono una bomba calorica!”

“Le noci lo so che fanno bene ma hanno troppe calorie purtroppo, quante ne posso mangiare?”

Sicuramente uno dei modi universalmente conosciuto per definire il cibo e quantizzarlo sono le calorie. Ma che cos’è una caloria? La caloria non è altro che un UNITA’ di MISURA usata in fisica (nella termodinamica per essere precisi) così definita: “La quantità di calore necessaria a portare 1 g di acqua distillata dalla temperatura di 14,4°C a 15,5°C alla normale pressione atmosferica”. Visto che il corpo risponde anche alle leggi della termodinamica allora si decise di usarla anche in campo medico e quindi per l’alimentazione: partendo dal glucosio, da lì in poi si cominciò a misura l’energia prodotta anche da qualsiasi alimento. Questo metodo venne sviluppato nel 1880… tanto rispetto per il lavoro che venne fatto all’epoca, ma da allora abbiamo capito molte cose sul nostro corpo, prima fra tutte che non può essere paragonato nel suo funzionamento ad un dispositivo di metallo con serpentine, termometro e simili…

Il calorimetro è un sistema che si occupa della fisica dell’alimento. Il cibo invece interferisce sul nostro corpo a livello metabolico coinvolgendo la fisica, la chimica e la biochimica. Inoltre sappiamo che il cibo ci suscita emozioni e quindi ci condiziona a livello psicologico. La medicina orientale invece ci insegna che il cibo ci condiziona dal punto di vista energetico.

Insomma, le calorie sono solo una delle tante sfaccettature le cibo, e sicuramente non la più importante.

Perchè le calorie sono così usate?

Le calorie sono nate da una visione molto semplificata del corpo: l’organismo ha bisogno di energia per funzionare, di conseguenza se gliela diamo lui funziona! Fine della storia! Si chiama visione meccanicistica. Considerato il complesso e sofisticato organismo che è l’essere umano, si poteva considerare un gran sollievo aver trovato il modo per dare delle indicazioni assolute, con risultati sempre uguali e che potevano essere standarizzate e applicate a tutti così facilmente. Un metodo infallibile con cui si poteva asserire di poter controllare e determinare alcuni effetti che gli alimenti avevano su di noi.

Quando nel 1880 cominciò ad essere applicato poteva essere un grosso passo avanti ma oggi (140 anni dopo) possiamo asserire con certezza che è un metodo solo parziale , che ha fatto e continua a fare dei danni se usato in maniera così arbistraria e disconnessa dal contesto. Ma soprattutto sappiamo che il nostro metabolismo non risponde solo alle calorie di un cibo, tutt’altro!

Perchè pensare solo in termini di calorie è inutile?

Per avere le stesse calorie di merendina (per es. quelle che mangi quando non ci vedi più dalla fame) mediamente devi mangiare 25-30 di mandorle, oppure di una bowl di insalata mista, con noci e condita con olio evo, o ancora una fetta di pane integrale (magari da 40 g circa) con 1/2 cucchiaio di burro di arachidi e qualche fragola…

Le calorie sono più o meno uguali ma il valore qualitativo e l’influenza che avrà sul nostro corpo sarà completamente diverso.

Da una parte abbiamo un prodotto raffinato, processato, ricco di grassi e zuccheri, senza vitamine, minerali, fibre, fitonutrienti. Dall’altra abbiamo un cibo semplice, dagli ingredienti riconoscibili e tracciabili, con fibre, minerali e secondo la tipologia scelta grassi piuttosto che proteine, zuccheri della frutta, vitamine, minerali..

E quindi?

Il nostro organismo non è un cilindro di metallo che brucia cibo ma un sistema complesso fatto di organi, tessuti, cellule, enzimi, ormoni, batteri, virus, sistema nervoso e mille altre realtà interconnesse fra di loro e interagisco. Un complesso influenzabile non solo da ciò che entra (sottoforma di cibo, acqua, aria..) ma anche da ciò che lo circonda: ambiente, persone, stagioni, luce, condizioni climatiche…

L’alimentazione deve essere basata più sul concetto di nutrizione e quindi di nutrienti che devono arrivare al nostro corpo attraverso il cibo. Ma è anche innegabile che il cibo oggi trasmette e fa da tramite le emozioni e ha un effetto sulla nostra psiche e sui nostri pensieri.
La macrobiotica invece ci insegna che il cibo ha un effetto in termini di energia vitale e la sua natura ha un impatto sul nostro sistema energetico e psicosomatico.

Bisogna avere tanto amore, curiosità e pazienza quando si sceglie un cibo, lo si prepara e lo si mangia perchè andrà ad interagire con un meraviglioso contenitore della vita e non con un calorimetro.

Se ti ritrovi spesso alla disperata ricerca di una dieta che “funzioni” anche per te, che dia al tuo corpo la forma desiderata, oppure davanti alla sensazione di non poter star bene senza pensare a cosa mangiare subito dopo e senti che la tua relazione con il cibo non è in equilibrio dal 3 al 5 Ottobre 2025 si terrà il workshop residenziale “Fai pace con il cibo“. Si tratta di un seminario per ritrovare uno spazio interiore di equilibrio, tra il sano e il buono, tra il “mi fa bene” e il “non posso resistere”, tra il contare le calorie in modo maniacale e ingurgitare riempendosi di cibo e sensi di colpa. Un lavoro di tipo psicoemotivo integrato dalla comprensione dei meccanismi fisiologici ed energetici dell’alimentazione in modo da avere gli strumenti per ricominciare a nutrirti con amore.


More and more often I hear people who come and tell me:

“I would eat avocado, but who knows how many calories..”

“I like dates but they are a calorie bomb!”

“I know walnuts are good for you but unfortunately they have too many calories, how many can I eat?”

Certainly one of the universally known ways to define food and quantify it are calories. But what is a calorie? The calorie is nothing more than a UNIT of MEASURE used in physics (in thermodynamics to be precise) defined as follows: “The amount of heat necessary to bring 1 g of distilled water from the temperature of 14.4°C to 15.5° C at normal atmospheric pressure”. Since the body also responds to the laws of thermodynamics, it was decided to use it also in the medical field and therefore for food: starting from glucose, from then on the energy produced by any food began to be measured. This method was developed in 1880… much respect for the work that was done at the time, but since then we have understood many things about our body, first of all that it cannot be compared in its functioning to a metal device with coils , thermometer…

The calorimeter is a system that deals with the physics of food. Food, on the other hand, interferes with our body on a metabolic level involving physics, chemistry and biochemistry. We also know that food arouses emotions in us and therefore conditions us on a psychological level. Oriental medicine, on the other hand, teaches us that food affects us from an energy point of view.

In short, calories are just one of the many facets of food, and certainly not the most important.

Why are calories so used?

Calories were born from a very simplified view of the body: the body needs energy to function, consequently if we give it to it it works! End of the story! It’s called mechanistic vision. Considering the complex and sophisticated organism that is the human being, it could be considered a great relief to have found the way to give absolute indications, with always the same results and which could be standardized and applied to everyone so easily. An infallible method by which one could claim to be able to control and determine some effects that food had on us.

When it began to be applied in 1880 it could have been a big step forward but today (140 years later) we can say with certainty that it is only a partial method, which has done and continues to do damage if used in such an arbitrary and disconnected way from the context . But above all we know that our metabolism doesn’t just respond to the calories of a food, far from it!

Why is thinking only in terms of calories useless?

To have the same calories as a snack on average you have to eat 25-30 of almonds, or a bowl of mixed salad, with walnuts and dressed with extra virgin olive oil, or even a slice of wholemeal bread (perhaps about 40 g) with 1/2 tablespoon of peanut butter and a few strawberries…

The calories are more or less the same but the qualitative value and the influence it will have on our body will be completely different. On the one hand we have a refined, processed product, rich in fats and sugars, without vitamins, minerals, fibers or phytonutrients. On the other hand, we have simple food, with recognizable and traceable ingredients, with fibres, minerals and, depending on the type chosen, fats rather than proteins, fruit sugars, vitamins, minerals..

So what?

Our body is not a metal cylinder that burns food but a complex system made up of organs, tissues, cells, enzymes, hormones, bacteria, viruses, the nervous system and a thousand other interconnected and interacting realities. A complex that can be influenced not only by what enters it (in the form of food, water, air…) but also by what surrounds it: environment, people, seasons, light, climatic conditions…

Nutrition must be based more on the concept of nutrition and therefore of nutrients that must reach our body through food. But it is also undeniable that food today transmits and acts through emotions and has an effect on our psyche and our thoughts.
Macrobiotics, on the other hand, teaches us that food has an effect in terms of vital energy and its nature has an impact on our energy and psychosomatic system.

You need to have a lot of love, curiosity and patience when choosing a food, preparing it and eating it because it will interact with a wonderful container of life and not with a calorimeter.

If you often find yourself desperately looking for a diet that “works” for you too, that gives your body the desired shape, or faced with the feeling of not being able to feel good without thinking about what to eat immediately afterwards and you feel that your relationship with food is not in balance from 20 to 23 July the residential workshop “Make peace with food” will be held. It is a seminar to rediscover an inner space of balance, between the healthy and the good, between the “it’s good for me” and the “I can’t resist”, between counting calories obsessively and gulping down filling up with food and senses of guilt. A psycho-emotional work integrated by an understanding of the physiological and energetic mechanisms of nutrition in order to have the tools to start feeding yourself again with love.

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Ho subito sposato il nome “mosaico di cioccolato” per questo dolce per due motivi:

  • contiene pezzetti di biscotti di vario genere frantumati, proprio come i pezzi di un mosaico
  • anche se l’ispirazione era il salame di cioccolato ma gli ingredienti completamente diversi, chiamandolo così non si potrà incappare nel cinico e precisino commentatore di turno che esordisce “ma non puoi chiamarlo salame di cioccolato perchè manca questo, questo e quest’altro..” Amen!

Si tratta di un dolce perfetto per questa stagione in cui potremmo farci anche una ragione del fatto che si comincino a preparare meno dolci da forno e più dolci freddi (ecco diciamo che tutti potranno farsene una ragione ma non io!!!).
E’ semplice e di sicura riuscita e i ceci lo rendono molto più facilmente gestibile dal punto di vista nutrizionale, ricurdendone l’impatto sulla glicemia.

Si esatto i ceci sono l’ingredienti principe di questo dolce, che lo rendono più equilibrato rispetto a dei suoi analoghi per l’alto contenuto di proteine e fibre dei legumi. Insomma lo potremmo definire un mosaico di cioccolato “proteico” (termine che fa tanto “cool” in questo periodo!)

Ho usato i ceci in questo dolce per dare massa senza dover aumentare troppo i grassi (una sorta di sostituto del tradizionale burro del salame di cioccolato ma più “healthy”): il risultato è decisamente interessante e golosissimo!!!

Consigli

Usa dei biscotti di buona qualità: non si tratta di riempire alla meno peggio ma di dare ancora più gusto. Io avevo a disposizione biscotti di vario genere e mescolarli ha dato come risultato un mosaico per nulla monotono perchè ogni morso aveva delle sfumature diverse.

Io ho usato il cioccolato fondente al 70%, perchè non amo l’eccesso di dolce: se ti consideri a sweet tooth allora magari passa ad un cioccolato al 60% prima di aggiungere altro dolcificante.

La crema di nocciole potrebbe essere sostituita da una crema di mandorle o del burro di arachidi, questione di gusti.

Andiamo alla ricetta e buon divertimento: divertirsi mentre si cucina alleggerisce il cuore e rende tutto più buono … e se proprio avete sbagliato qualcosa se sei felice troverai una soluzione per il tuo errore (o scoprirai più facilmente la lezione/risorsa!). EnjoY

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Ingredienti

200 g di cioccolato fondente al 70%

140 g di ceci cotti

120 g di biscotti vegan

30 g di crema di nocciole 100%

20 g di sciroppo di acero

½ cucchiaino di caffè in polvere (facoltativo)

Pizzico di sale

Procedimento

Rompi i biscotti in pezzettini grossolani. Sciogli il cioccolato fondente a bagnomaria. Frulla i ceci fino a ridurli ad una pasta omogenea e aggiungi la pasta di nocciole e lo sciroppo di acero, frulla ancora sempre a rendere il tutto omogeno quindi aggiungi il cioccolato fondente fuso e il caffè in polvere se usato. All’impasto ottenuto aggiungi i biscotti sbriciolati, amalgama e distribuisci in uno stampo oppure forma un cilindro aiutandoti con la carta forno. Fai riposare in frigorifero per almeno un paio di ore prima di poterlo tagliare a fette.

ENGLISH VERSION

I immediately loved the name “chocolate mosaic” for this cake for two reasons:

it contains bits of crushed biscuits of various kinds, just like the pieces of a mosaic

even if the inspiration was the chocolate salami but the ingredients are completely different, calling it that you won’t be able to run into the cynical and precise commentator on duty who begins “but you can’t call it chocolate salami because this, this and that is missing .. “Amen!

It is a perfect dessert for this season in which we could also accept the fact that we begin to prepare less baked desserts and more cold desserts (let’s say that everyone can accept it but not me!!!).
It’s simple and sure to succeed and chickpeas make it much easier to manage from a nutritional point of view, reducing its impact on blood sugar.

Yes, exactly, chickpeas are the main ingredients of this dessert, which make it more balanced than its analogues due to the high protein and fiber content of legumes. In short, we could define it as a “protein” chocolate mosaic (a term that is so “cool” these days!)

I used chickpeas in this dessert to add mass without having to increase the fat too much (a sort of substitute for the traditional chocolate salami butter but more “healthy”): the result is definitly interesting and good.

Tips

Use good quality biscuits: it’s not a question of filling as best as possible but of giving even more flavor. I had biscuits of various kinds available and mixing them resulted in a mosaic that was by no means monotonous because each bite had different nuances.

I used 70% dark chocolate, because I don’t like excess sweetness: if you consider yourself a sweet tooth then maybe switch to 60% chocolate before adding more sweetener.

The hazelnut butter could be replaced by an almond butter or peanut butter, a matter of taste.

Let’s go to the recipe and have fun: having fun while cooking lightens the heart and makes everything tastier … and if you really did something wrong, if you’re happy you’ll find a solution for your mistake (or you’ll discover the lesson/resource more easily!). Enjoy

Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.Will you try my recipe?

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Ingredients

200 g 70% dark chocolate

140 g cooked chickpeas

120 g vegan biscuits

30 g 100% hazelnut cream

20 g maple syrup

½ teaspoon ground coffee (optional)

Pinch of salt

Method

Break the biscuits into coarse pieces.

Melt the dark chocolate.

Blend the chickpeas until they are reduced to a homogeneous paste and add the hazelnut paste and the maple syrup, blend again to make everything homogeneous then add the melted dark chocolate and the coffee powder if using.

To the dough obtained add the crumbled biscuits, amalgamate and distribute in a mold or form a cylinder helping you with the oven paper. Let it rest in the refrigerator for at least a couple of hours before you can cut it into slices.