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Avevo pubblicato la foto qualche tempo fa su IG ma non avevo avuto il tempo di scrivere post con la ricetta, ma eccomi qui.
E’ una ricetta molto semplice che non richiede grandi capacità, per dolcificare l’impasto ho usato una purea di mela che preparo e di solito conservo qualche giorno in frigorifero per preparare dei dolci (se non viene semplicemente mangiata a cucchiaiate prima).
Preparare una purea di mela (o composta) è un buon modo per prepararsi un dolcificante naturale a casa, che può essere utile come ripieno per crostate, dolcificante per biscotti, base per delle creme e naturalmente per preparare delle barrette come in questo caso. Ti spiego passo passo come ottenere una purea di mele e tutti i vantaggi nel mio libro di cucina naturale, quindi ti rimando lì se vuoi imparare a preparare la mia purea di mele.

Per le nostre barrette supersemplici hai bisogno di

  • cioccolato fondente
  • miglio soffiato (o altro cereale soffiato a scelta)
  • mandorle (o altra frutta secca)
  • la nostra purea di mele

Queste barrette sono

  • vegan
  • gluten free
  • senza zucchero aggiunto
  • senza cottura

Per la conservazione di queste barrette ti consiglio il frigorifero: conservandole in frigorifero puoi mantenerle fino ad un paio di settimane!

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Ingredienti (circa 8 barrette)

130 g di cioccolato fondente

160 g di purea di mele cotte

30 g di uvetta

40 g di mandorle

30 g di miglio soffiato

2 cucchiai di rhum

Pizzico di sale

Fave di tonka per aromatizzare

Procedimento

Sciogli il cioccolato fondente e lascia l’uvetta in ammollo con il rhum.

In una terrina versa il miglio soffiato, l’uvetta, le mandorle.
Mescola la purea di mela con il cioccolato fuso, aggiungi il sale e le fave di tonka grattugiate (se usate). Usa l’insieme di mela e cioccolata per incorporate gli altri ingredienti, quindi, dopo aver amalgamato tutto, versa in uno stampo in modo da ottenere un blocco (riquadro) dello spessore di almeno 1,5 cm.
Fai raffreddare tutto in frigorifero per alcune ore e poi taglia con un coltello il blocco in modo da ottenere delle barrette.

Conservale in frigorifero.

Se abiti in città e vuoi sentire un pò di primavera ecco cosa puoi fare:
stare più tempo all’aria aperta e muoversi in bicicletta è il massimo;
fare la pausa pranzo all’aperto è sempre un break dalle quattro mura del nostro ufficio;
andare fuori città, al mare, in montagna o in collina aiuta tantissimo a ricollegarci al ciclo della natura: non ti senti forse rinnovata/o quando puoi stare un pò di tempo nella natura? E’ forse una delle più grandi forme di detox che abbiamo…

Ma se non riesci a fare tutto questo oppure non basta… rivolgiti anche al cibo e sceglilo in maniera più primaverile!
Cosa vuol dire scegliere il cibo in modo più primaverile?
Beh sicuramente scegliere le verdure di stagione, quindi ecco che si fa largo nella nostra cucina il colore verde: spinaci, erbette, aglio ursino, rucola, carciofi, broccoli, cime di rapa…
Poi comincia ad usare un pò più di verdure in insalata e cruditè: insalatine verdi che sfruttano ancora le arance, oppure mix di finocchi, carote e rape rosse, oppure rivitalizza le tue insalate usando germogli e sapori più pungenti come la rucola e il crescione.
Non dimenticare anche i metodi di cottura: qualche stufato in meno per favorire una cottura a vapore in più! A vapore puoi cuocere non solo le verdure, per esempio potresti preparare dei dumplings o dei muffin cotti a vapore.

In primavera io ricomincio a fare i pesti per esempio, e ce ne possono essere di tutti i tipi: rucola, spinaci, crescione, aglio ursino… Oggi prepariamo insieme quello di broccoli, che vi ho già spiegato come preparare durante la rubrica Pillole di Cucina Naturale.

Questa ricetta che andiamo a preparare è:

  • vegan
  • lattosio free
  • plant based e inoltre
  • senza glutine con il bonus extra di essere veramente
  • semplice!

Prima di andare alla ricetta ti ricordo che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Penne con pesto di broccoli

Ingredienti (dosi per due persone)

200 g circa di cimette di broccoli pulite
6 gherigli di noce
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di miso di ceci
1 limone piccolo
olio evo q.b.

Procedimento

Fai scottare in acqua bollente salata le cimette di broccolo per circa 3 minuti: devono risultare ancora sode e dal colore verde brillante. Nella stessa acqua bollente, dopo i broccoli, fai scottare anche lo spicchio di aglio che poi andrai ad usare per il pesto.
In un mixer frulla le noci con l’aglio fino a macinarle finemente, quindi aggiungi i broccoli, il miso e l’olio evo. Frulla tutto insieme in modo da ottenere un pesto. Se vuoi renderlo più cremoso prima di usarlo aggiungi alcuni cucchiai di acqua di cottura della pasta che verrà condita con il pesto.

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Le ricette al volo..cioè quando non ho molto tempo per stare ai fornelli ma ho molta fame!!!

Ecco questa è una di quelle ricette che non richiedere delle doti culinarie eccezionali, non ti porterà via molto tempo ma sicuramente richiede qualche accortezza nella scelta degli ingredienti da tenere in dispensa.

Per esempio ho sempre in dispensa degli ingredienti ex-ordinari, eccellenti che uso in occasioni speciali oppure quando ho pochissimo tempo per cucinare… Eh si perchè sono quegli ingredienti che anche “spogliati” di qualsiasi condimento si esprimono alla grande.. Come per esempio succede con la pasta. Ho sempre in dispensa dei formati di pasta che anche con un filo di olio di oliva mi rapiscono come un cantastorie. Per es. la pasta stroncatura, ma ve ne ho già parlato qui e qui.

Poi avere per le emergenze un barattolo di cannellini già cotti può essere sempre utile. Non amo usare quotidianamente i legumi precotti, ma tenerne solo qualche confezione per le giornate in cui non ho proprio tempo per cucinare.
Nel caso non ti ricordassi, ho già fatto un post su come si cucinano e preparano i legumi qui.
Pasta integrale & legumi e hai già realizzato una combinazione nutriente e ti potrà dare carica nel lungo pomeriggio che ti attende, senza doverti preoccupare di proteine (perchè è vero che c’è anche il dubbio avvolte del “avrò mangiato abbastanza proteine”?).

Allora abbiamo fagioli, abbiamo pasta integrale…adesso ci manca qualcosa per rendere speciale il nostro piatto…senza troppo impegno magari.. Ecco che arriva in nostro aiuto allora l’aglio nero!

L’aglio nero è aglio che è stato sottoposto ad un processo di “invecchiamento” (diciamo cosi) con temperatura e umidità controllati. Questo trasforma l’aglio nel tempo facendogli perdere il suo caratteristico aroma forte e sapore e trasformandolo i composti in esso contenuti così che il suo sapore diventa dolciastro, profumato, ricorda vagamente il caramello e la liquirizia. Viene di solito definito come un aglio fermentato, ma in realtà l’aglio nero non si può considerare frutto di un attività microbica (appunto come accade nella fermentazione) ma più che altro frutto di una serie di reazioni chimiche che avvengono nel tempo in quelle condizioni controllate.

L’aglio nero è solitamente viene facilmente digerito e approcciato anche da chi non ama/usa solitamente l’aglio. E in effetti era nato proprio dall’esigenza di rendere il comune aglio più digeribile e utilizzabile da tutti (e si perchè l’aglio negli ultimi anni si è fatto una brutta nomea).
L’aglio nero non perde le tradizionali funzioni biologiche dell’aglio, quindi è anti-inffiammatorio, anti-ossidante e ha un azione cardio-protettiva.

La ricetta è semplicissima se hai già tutti gli ingredienti, quindi ci possiamo mettere all’opera.

Prima di andare alla ricetta non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.

Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più

Stroncatura con crema di cannellini all’aglio nero

Ingredienti per 2 persone

180 g di pasta integrale (io ho usato la stroncatura)
200 g di fagioli cannellini già pronti
3-4 foglie di salvia
2 spicchi di aglio nero
olio evo
sale

Procedimento

  • Porta ad ebollizione l’acqua salata per la pasta.
  • In una padella fai rosolare i fagioli cannellini con 2 cucchiai di olio e la salvia, se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
  • Butta la pasta e preparati a frullare insieme cannellini, aglio nero aggiungendo altri 2-3 cucchiai di olio evo ed acqua di cottura della pasta fino ad ottenere una crema molto liscia.
  • Scola la pasta al dente, tenendo da parte dell’altra acqua di cottura, e falla mantecare con la crema di cannellini e aglio nero ottenuta aggiungendo dell’acqua di cottura se necessario…. e bon app!

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Se c’è una marmellata che adoro è quella di arance fatta bene.
Stamattina ho trovato delle bellissime arance biologiche di Sicilia, e le spremute, e quelle a fermentare sono saltate fuori anche delle arance per una marmellata!
Più che marmellata la chiamo composta perchè la quantità di zuccheri è ridotta, questo comporta che una volta aperte vanno conservate in frigorifero e consumate solitamente entro una settimana.
Le COMPOSTE sono tutte le preparazioni di frutta e zucchero che hanno minimo il 65% di frutta (per arrivare al 100in alcuni casi!).
In questo caso ho usato il 20% di zucchero (zucchero di canna integrale) e l’80% di frutta.
Se cerchi altri esempi di composte prova a vedere la mia vecchia ricetta di composta di ananas alle spezie.

Per le spezie in questo caso non mi sapevo decidere, così ho optato per un roma diverso per ogni vasetto riempito (in totale 4), aggiungendo per ognuno bacca di vaniglia, anice stellato, cannella e fave di cacao. Le ho inserite nel barattolo riempito di composta che poi è stato sterilizzato (30 minuti) e poi rimarrà in dispensa qualche mese. Sicuramente può essere consumata prima ma con il passare del tempo le spezie impregneranno sempre di più la composta e il gusto sarà più completo.

Il segreto di una buona marmellata di arance è pelarle molto bene a vivo, cioè pelarle con coltello eliminando non solo la buccia esterna ma anche il più possibile le pellicine bianche che sono responsabili del caratteristico sapore amaro (cosa che ti costringe ad aggiungere grandi quantità di zucchero nella marmellata nei casi in cui non vengono pelati bene gli agrumi).

Passiamo alla ricetta, ma non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Composta di arance con spezie – vaniglia/ fave di cacao/ anice stellato/ cannella

Ingredienti

700 g di arance bio pelate a vivo
1 mela
170 G di zucchero di canna
80 g di buccia di arancia biologica
1/2 bacca di vaniglia
1 bacchetta di cannella
1 anice stellato
4-5 fave di cacao
Pizzico di sale

Procedimento

In una pentola a fondo pesante inserisci le tue arance pelate a vivo, tagliate a pezzi e assicurandoti che non ci siano semi.
Aggiungi anche lo zucchero e metti su fuoco basso e fai cuocere. Sbuccia la mela e tagliala a dadine e aggiungila alle arance.
Lava le bucce di arancia messe da parte: devono essere bucce senza la parte bianca (albedo) dell’arancia. Puoi ottenerle pelando le arance con un pelapatate!
Metti le bucce in un pentolino, ricoprile di acqua, porta ad ebollizione e fai bollire per 5 minuti, quindi drena le scorze di arancia, sciacquale, tagliale grossolanamente e aggiungile alle arance sul fuoco.
Fai cuocere in totale per circa 30 minuti, quindi frulla con un frullatore ad immersione tutto e controlla la consistenza con un cucchiaino. Non deve essere liquida.
Quando la composta è pronta togliala da fuoco e riempi 4 barattoli, inserendo in ognuno di essi:
1 anice stellato
1 bacchetta di cannella
1/2 bacca di vaniglia
4-5 fave di cacao pestate con mortaio

Chiudi i barattoli e mettili in una pentola ricoprendoli di acqua. Porta ad ebollizione l’acqua e falli bollire per 30 minuti. Fai raffreddare tutto.

Ci sono giornate invernali in cui c’è bisogno di un pò più di colore, di calore e di semplicità nutriente. Così nasce questo risotto!
In una giornata con poco voglia di cucinare ma con il desiderio di prendermi cura e dare anche un tocco di colore e bellezza senza troppo make-up…
Ho usato un riso semintegrale, una giusta via di mezzo tra un riso integrale che poco farebbe ricordare il risotto, soprattutto senza l’uso di latticini o panne e grassi vegetali, e il riso bianco, un pò troppo impoverito della sua autentica natura di riso per i miei gusti.
Per il colore ho pensato alla barbabieta, il suo colore che può avere diverse gradazioni e intensità mi sembra il più adatto a contrastare la grigia giornata.
Un emulsione di limone, olio evo e capperi invece danno una sferzata vivace e fresca allo stesso tempo.
Il risultato è stato soprendentemente delicato con gusto, nonostante la barbabietola possa dare avvolte da pensare per il suo gusto “ferroso”.
Come al solito la mia ricetta è
vegan
lattosio free
plant based e inoltre
senza glutine con il bonus extra di essere veramente
semplice!

Passiamo alla ricetta, ma non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Adesso alla ricetta di oggi!!!


Ingredienti per due persone

Risotto con barbabietola, capperi e limone

160 g di riso semintegrale
1 cipolla
1 rapa piccola (100 g circa)
2 cucchiai di brandy
350 g di brodo vegetale
1 cucchaio di capperi dissalati
il succo di mezzo limone piccolo
olio evo
sale

Procedimento

Lava la rapa rossa molto bene e sbucciala.
Trita la cipolla finemente. Fai lo stesso anche con la rapa rossa (se non riesci a tritarla finemente a coltello puoi usare un tritatutto).
In un tegame abbastanza capiente versa 2-3 cucchiai di olio e fai rosolare insieme cipolla e barbabietola a fuoco basso per circa 3 minuti. Aggiungi il riso e fallo tostare leggermente. Aggiungi il brandy per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tanto.
Prepara intanto un emulsione con il succo di limone e 2-3 cucchiai di olio evo, aggiungi anche i capperi tritati e mescola. Se ti piace puoi aggiungere anche qualche zest di limone all’emulsione.
Servi il riso aggiungendo l’emulsione direttamente nel piatto sul risotto.

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Hai dei buoni propositi per l’anno nuovo? Io si, e tra i vari quest’anno ho c’ho infilato diminuire la quantità di zuccheri che uso (sono sempre un inguaribile golosa!) e dedicarmi ancora di più alla creazione di ricette sugar free e sugarless. Nei buoni propositi ho messo anche la semplicità, e questo vale anche per le ricette!!!
Ho pensato che un dolce sempre gradevole nelle sere d’inverno è un caldo crumble.
Avevo delle bellissime pere biologiche sotto gli occhi e le ho prese al volo.
Ho pensato “Niente farina oggi!” così scelto di usare dei fiocchi di avena che contrinuiscono a scaldare l’inverno.
Mandorle, uvetta e un paio di cucchiai di amaretto e via alla preparazione del dolce!
Il risultato è un dolce cui il croccante crumble contrasta le pere morbidissime.
Usa delle pere mature per essere sicuro di non dover aggiungere dolcificanti extra.
Questo dolce è:

gluten free (ci sono i fiocchi di avena senza glutine)

senza zucchero aggiunto

senza lattosio

vegan

senza soia

semplice e veloce

Naturalmente, tante altre ricette con queste caratteristiche le trovi anche sul mio libro di cucina naturale “ZenKitchen: 108 ricette plant-based per una cucina sana e felice” che puoi acquistare on-line o richiedilo presso la tua libreria di fiducia

Prima di passare alla ricetta semplicissima, un aggiornamento: da Gennaio in punta di piedi vorrei far ripartire i corsi di ZenKitchen!
Con le dovute misure e sempre in sicurezza per tutti e nel rispetto delle norme, proveremo a tornare ad incontrarci in cucina.
Le classi saranno sempre ridotte nel numero di partecipanti in modo da garantire a tutti serenità e sicurezza. Credo fermamente che l’obiettivo più grande in questo momento sia cooperare e diffondere un pò di serenità, e nel mio caso, anche divulgare più consapevolezza alimentare. Anche perchè ormai lo sappiamo tutti, il benessere passa anche dal cibo e scelte alimentari sane!

Pere crumble senza zucchero

Ingredienti per 4 piccole cocotte

2 belle pere mature
40 g di fiocchi di avena mignon (senza glutine per la versione gluten free)
40 g di mandorle macinate a farina
1 cucchiaio di olio di cocco
2 cucchiai di uvetta
2 cucchiai di amaretto di Saronno
2 cucchiai di succo di mela (o acqua oppure succo di acero o malto se le pere non sono molto mature)

Procedimento

Sbuccia le pere e tagliale a cubetti e uniscile in una terrina all’uvetta e l’amaretto di Saranno e lascia marinare per 10-15 minuti.

Nel frattempo mescola insieme i fiocchi di avena con la farina di mandorle e il succo di mela e l’olio di cocco e amalgama tutto insieme ottenendo un composto sabbioso e grossolano.

Suddividi le pere in 4 piccole cocotte e aggiungi il crumble. Fai cuocere in forno statico a 160°C per 30 minuti circa o comunque fino a quando le pere non saranno morbide. Servile calde.

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Bevande calde o pozioni magiche? Quando vuoi rallentare e rilassarti una bevanda calda è capace di darti conforto e relax.
Ciò che bevi è importante quanto ciò che mangi. Alcune bevande sono adatte per reidratarci e magari supportare alcune funzioni fisiologiche (alcune tisane per esempio) altre bevande oltre a idratare sono anche nutrienti.
Le bevande calde fanno parte di tutte le culture, si può scegliere fra tante ma bisogna anche destreggiarsi fra quelle troppo ricche di zuccheri o grassi. Quindi, è importante capire quali ci fanno veramente bene e quali sono più adatte per noi.

CI SCALDANO

Bere abitualmente bevande calde ci scalda…sembra l’ovvio ma non è esattamente così. E’ stato ipotizzato che l’uso di bevande calde aiuta il corpo ad adattarsi meglio alle temperature esterne. Paradossalmente, bere una bevanda calda prima di cominciare l’attività fisica aiuta il corpo ad attivare la traspirazione e quindi prepararlo al successivo ambiente caldo che si creerà.

SONO SALUTARI

Le bevande calde posso aiutare la digestione perchè favoriscono il rilassamento della muscolatura dello stomaco. Alcune bevande rilassanti per le pareti dello stomaco sono quelle a base di menta, zenzero, camomilla.
Le bevande calde alleviano i sintomi influenzali: aggiungendo semplicemente del succo di limone in una tazza di acqua calda l’abbiamo arricchito di una bella quantità d vitamina C che supporta il sistema immunitario. Un pò di zenzero aiuta il fegato, mentre alcuni te verde, roobois, ibiscus sono antinfiammatori.

SONO CALMANTI

Solo prendersi il tempo di preparare una bevanda calda, versarla in tazza, aspettare che si raffreddi e quindi sorseggiarla, ti costringe a fermarti e passare da un ritmo frenetico ad una pausa. E’ un ottimo esercizio quando si soffre di fame nervosa prepare prima una tisana e sorseggiarla: nella maggior parte dei casi subentra la giusta calma che ti potrà dissuadere dal aggredire una fetta di torta. Ci sono molte tisane che sono naturalmente calmanti per i composti naturali che contengono. Anche nelle relazioni con gli altri, quando inviti un amica/o a bere una tisana stai creando un’ambiente diverso (più caldo?!?) rispetto a quando gli offri un caffè freddo!
Hai visto anche il succo di mela caldo?

TIPI DI BEVANDE CALDE

Té, caffè e cioccolata calda? Non finisce qui, la varietà di bevande calde.

GOLDEN MILK

E’ molto più di una bevanda, è un elisir! Ha così tante proprietà che è difficile trovare persone a cui non sia adatta. Leggi di più qui.

CIOCCOLATA CALDA

La più amata! Ma il rischio, soprattutto se si usano dei preparati, è che sia ricca di zuccheri, addensanti e/o con latte. Prepara la migliora cioccolata calda di sempre usando un buon latte vegetale (mandorla per esempio), un ottimo cacao amaro e dolcificala con dei datteri (frullali nel latte vegetale). In questo modo sceglierai solo il meglio per te e avrai una buona bevanda energetica!

TE E INFUSI

Te verdi, bianchi e neri sono ricchi di antiossidanti e fitonutrienti, quindi sono delle ottime bevande, ma soprattutto se li bevi spesso, fai attenzione ai dolcificanti: evitali se puoi o riducine l’uso. Nell’ambito degli infusi esiste un panorama vastissimo, basta solo guardarsi intorno e cercare ciò che è più adatto alle proprie esigenze (esiste l’infuso giusto per ognuno di noi!).

CAFFE

La bevanda più diffusa ma anche controversa: il caffè ha molti pregi e difetti, quindi va scelto (e usato) secondo esigenze. Visto che la maggior parte di piantagioni di caffè sono in mano a multinazionali molto controverse sarebbe preferibile scegliere caffè del Fair Trade.

E I BRODI?

Cosa c’è di più rilassante e nutriente in inverno di un brodo caldo: sottovalutato o finito nel dimenticatoio, in realta un buon brodo caldo è un ottimo rimedio e molto più semplice da avere di quello che si crede: basta usare per esempio un pò di miso in acqua calda e si ottiene rapidamente una bevanda calda ottima per l’intestino.

Non c’è che l’imbarazzo della scelta… c’è una bevanda calda per ognuno di noi dietro l’angolo!

Trovi un capitolo chiamato Spezieria nel mio libro con tante bevande-rimedi caldi in tazza…

Come?!? Non sai ancora del mio libro?!?
Corri a vedere ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice QUI.

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Sono andata a trovare mia mamma e mentre sfogliava un settimanale appare una foto di torta cioccolato e pere e mia mamma sposta lo sguardo dalla rivista a me e mi dice “Ma la facciamo una anche noi?!?”
A casa di mia mamma non ci sono 12 tipi di farine e 8 tipi di dolcificanti naturali, nè latti vegetali o robot e attrezzature sofisticate, quindi con quello che c’era a disposizione mi sono organizzata per una ricetta veloce di torta pere e cioccolato. Beh c’erano per fortuna i due ingredienti fondamentali: pere e cioccolato fondente!

La ricetta a seguire è quindi molto semplice e adatta a tutti perchè non ci sono ingredienti sofisticati; le dosi sono con un “circa” davanti perchè la bilancia che ho usato credo che avesse un errore medio di circa 50 g!!! =)

Ad essere sincera ero contenta che non ci fossero bilance di precisione e tutto sia stato lasciato semplicemente agli ingredienti in dispensa: dopo gli ultimi mesi passati a ragionare, calcolare e riprovare ricette per avere dosi precise per le ricette del mio libro, è stato un sollievo non dover prestare troppa attenzione ai grammi!

Questa torta è:
senza burro
senza uova
leggera e veramente semplice
perfetta per colazione
vegan

Torta cioccolato e pere vegan

Ingredienti

180 g di farine mix (per me semola di grano duro e farina di grano tenero)
2-3 pere mature
80 g circa di zucchero di canna
100 g di cioccolato fondente
30 g di olio di oliva
1 cucchiaio di cacao amaro
1 cucchiaino di lievito abbondante
un pizzico di sale
q.b. acqua

Procedimento

Fai scaldare il forno a 180°C.
Metti l’olio e il cioccolato in un contenitore e fai sciogliere a bagnomaria.
Sbuccia le pere e tagliale a cubetti.
In una terrina setaccia le farine con il lievito, sale e cacao. Aggiungi circa 150-200 ml di acqua e il cioccolato sciolto con olio eamalgama tutto. Aggiungi le pere a pezzetti e se necessario aggiungi ancora un pò di acqua (dipende dall’assorbimento delle farine): il composto che dovrai ottenere deve essere come una crema non troppo liquida ma densa.
Versa l’impasto in una teglia da forno foderata con carta antiaderente e inforna per 30 minuti a 180°C.
Fai raffreddare e se ti piace… condividi il mio post! ;)

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Il topinambur è un tubero la cui pianta è bellissima, cresce alta alta con un bellissimo fiore giallo. La sua origine è nel Nord America, ho scoperto che era coltivato dagli indiani nativi che lo coltivavano e usavano comunemente, quindi è da loro che ne abbiamo imparato indirettamente l’uso.
Molti mi dicono di non usare il topinamebur perchè “è difficile da pulire”: in realtà non è da sbucciare, la sua pellicina esterna è edibile (non è una patata!) quindi basta lavarlo molto bene e munirsi di una spazzola per le verdure e diventa veramente semplice: va bene…è vero io inoltre chiedo quando vado a fare la spesa chiedo sempre a chi me li fornisce di scegliermi quelli un pò meno irregolari!!! =)

Il topinambur ha un sapore che ricorda il carciofo ed è ricco di zuccheri, quindi un sapore dolciatro: il suo grande pregio è di contenere molta inulina, uno zucchero che ha una struttura complessa che non viene assimilato dall’intestino ma arriva fino al colon nutrendo il nostro microbiota (e non facendo aumentare drasticamente il picco glicemico). Arrivate nell’intestino i nostri batteri banchetterano con le fibre dell’inulina. Si è scoperta essere così preziosa perchè riesce a modulare la crescita del nostro microbiota in maniera molto positiva. Io ho provato anche a fermentarlo ed è ottimo!!!

Quindi topinambur SI! Ha un sacco di pregi… ma dietro l’angolo si possono nascondere gonfiore e metorismo se non siamo abituati, quindi non esagerare se è la prima volta che provi i topinambur!

Io non sono una grande appassionata di risotti .. ma amo sicuramente variare tanto, quindi capita anche il turno del risotto!
Visto che è un periodo denso per l’uscita del mio libro (che sarà disponibile da Dicembre!!! Che bello finalmente si può dire!!! =) ) ho cucinato con il mio Cook Expert della Magimix per ridurre le operazioni e non dover essere impegnata a mescolare in cottura per ottenere un risotto morbido (tenendo conto che non uso burro, formaggio ecc. e il riso era semintegrale è fondamentale mescolare di tanto in tanto per aumentare la cremosità!). Il risultato è stato eccezionale!

Con un tempo così uggioso come in questi giorni, quando è raro vedere qualche raggio di sole attraverso le nubi e la nebbia, un risotto che unisce topinambur, il profumo del timo e crema di nocciole rincuora e ristora!

A seguire la ricetta semplice semplice, senza glutine, senza latticini, vegan e adatta a tutti!

A dire il vero a furia di scrivere di topinambur mi è venuta voglia di provare a farne anche degli gnocchi… Che ne dici se fosse la prossima ricetta?

Risotto con topinambur e crema di nocciole

Ingredienti (per 3 persone)

240 g riso semintegrale
200 g topinambur
1 scalogno
500 ml circa di brodo vegetale
3 cucchiai di olio evo
50 ml circa di vino bianco
1 cucchiaio di crema di nocciole (100%)
q.b. timo
q.b. sale

Procedimento

Lava il topinambur molto bene e spazzolalo con una spugna in fibra di cocco per eliminare le impurità e la terra.
Taglia il topinambur a pezzetti e fallo sbollentare in acqua salata per circa 6-7 minuti. Trita i pezzi di topinambur sbollentati grossolanamente con un coltello e mettili da parte.
Trita lo scalogno e. In un tegame versa l’olio e fai rosolare lo scalogno. Aggiungi il timo, il topinambur e successivamente il riso per farlo tostare leggermente. Aggiungi il vino bianco per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tando.
A fine cottura aggiungi la crema di nocciole e servi subito.

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