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Oggi mi sono svegliata con una strana sensazione di stanchezza e di pensantezza: mi capita quando per esempio faccio una cena abbondante rispetto alle mie esigenze oppure con piatti troppo eleborati.

Ma non era questo il caso, l’unica scorpacciata che avevo fatto la sera prima era di social e web!

Dimentica tutto quello che sai riguardo il detox

Ogni volta che pensiamo al detox pensiamo a dei beveroni verdi, green poke e litri di tisane, per aiutare alleggerire magari il nostro fegato e l’intestino.

Ma oggi dobbiamo considerare qualcos’altro oltre che la disintossicazione del corpo. Infatti non siamo soggetti solo a sovraccarichi alimentari, per cui ci prendiamo una tregua da alcuni cibi: siamo anche sottoposti a sovraccarichi di tipo emotivo e psicologico per via del flusso di informazioni che riceviamo costantemente senza filtri. La guerra in Ucraina, l’Iran e il nucleare, la famiglia nel bosco, la dieta per l’estate, le “10 cose da non mangiare per perdere 5 kg”, il metodo perfetto per piegare le mutande…

E le richieste nei nostri confronti sono aumentate, è un fatto oggettivo! La società che ci ospita ci richiede di essere sempre più prestanti, sempre più veloci, sempre brillanti, sempre in modalità ON.
Ed è inevitabile che questo ci porti un’enorme pressione interna.
Così ci muoviamo annebbiati mentalmente e intorpiditi emozionalmente: confusione, stanchezza emotiva, ansia o senso di blocco, ci rendono difficile ascoltare i nostri bisogni autentici. Continuiamo a “funzionare” come ci viene richiesto, ma con una sensazione di peso interno e perdita di chiarezza.

Non si tratta solo del corpo che ha bisogno di detox

Quindi siamo sommersi da flussi di informazioni che arrivano dall’esterno e che non riusciamo sempre a controllare.
Così ci sentiamo sovraccaricati da pensieri ripetitivi oppure pressati dalle aspettative altrui (che hai ormai interiorizzato).

E questo non è un nostro mal funzionamento, anzi accomuna la maggior parte di noi, e accade quando veniamo iperstimolati a lungo, e le richieste (sia esterne che interne) nei nostri confronti aumentano, venendo meno gli spazi di silenzio.

E la soluzione non è bere il 5° caffè, acquistare integratori tonificanti oppure iniziare l’ennesima attività che finalmente ci cambierà la vita… Si perchè spesso queste sensazioni sono solo sintomi ragionevoli del corpo, perchè è arrivato il momento di “staccare la spina”.. veramente!

Quinidi c’è speranza!

L’energia stagnante si elimina. Gli schemi di pensiero negativi si abbandonano. Le routine obsolete si rinnovano.

Partiamo dai principi del detox che applichiamo al corpo e proviamo a usarli per rinnovare quegli ambiti della nostra vita che ci sembrano “intossicati”.

  • Il detox non è relegato ad un periodo che inizia e finisce, una volta l’anno o in primavera, nè è legato a “restrizioni”:
    il detox è qualcosa che facciamo poco per volta ogni giorno, prendendoci cura con il nutrimento, il riposo e seguendo i ritmi. I termini poco per volta e ogni giorno sono importanti! Poco, perchè se il “troppo” ci ha portato in questa condizione, la soluzione non è fare “troppo” in direzione opposta, sarebbe come remare controcorrente, ci costa un enorme fatica! E ogni giorno, perchè abbiamo bisogno di realizzare qualcosa che sia fattibile per noi, nel quotidiano, e se per farlo dobbiamo trasformarci in supereroi, forse non è il momento o non fa al caso nostro!
  • Dall’esterno non arriva la soluzione, semmai degli aiuti: non possiamo delegare la soluzione solo alla vacanza di turno, al terapista, nutrizionista o integratore magico, questi possono essere supporti, ma il vero lavoro lo facciamo noi, poco alla volta.
  • Siamo portati naturalmente al detox, inteso come affinare i nostri processi e accrescere le nostre potenzialità, quello che possiamo fare noi è agevolarlo, alleggerendo i nostri pesi.
  • Non è uguale per tutti: siamo tutti diversi, per questo veniamo chiamati ad ascoltarci, essere flessibili anzichè aderire a degli schemi rigidi. Quello che è servito alla tua migliore amica non è detto che funzioni per te, e se lo farà non è detto che lo farà con gli stessi risultati e tempi. Della nostra originalità fa parte questo, rispondiamo tutti in maniera diversa agli stimoli esterni, e sono tutte risposte valide. Possiamo solo essere curiosi di scoprire come funzioniamo.

Puoi pensare e vedere più chiaramente quando elimini ciò che non funziona più per te. E poi, puoi intenzionalmente riempire la tua vita con ciò che ti fa sentire veramente in armonia, felice e guarito.

Cosa posso fare per me in questo periodo?

Dal punto di vista di stile di vita vuol dire che è il momento giusto per:

  • riposare e andare a letto la sera non troppo tardi: e se ti rendi conto che per svegliarti riposato hai bisogno di 8-9 ore, anzichè chi dorme 6 ore va benissimo così. Ognuno ha i suoi tempi di recupero necessari in base alle diverse fai della vita, sesso e età, lo sapevi?
  • svegliarci presto la mattina e dedicare un pò di tempo alla meditazione, oppure a leggere qualche pagina del nostro libro preferito, andare a camminare o scrivere il proprio diario. L’importante è che si tratti di un attività che porti l’attenzione su di te e che non ti solleciti troppo (quindi scrollare i social, attività con le app sul cellulare, scorrere le foto sono attività da escludere la mattina appena svegli;
  • consumare dei cibi caldi e liquidi: zuppe e vellutate tiepide sono perfette, insieme a tisane con delle spezie, zenzero, cannella, cardamomo, chiodi di garofano che possono stimolarci, ma in maniera dolce, come richiede la stagione;
  • andare a fare la spesa come rituale, non come l’ennesima cosa da fare della nostra “To do list”: consideralo come momento in cui vai a procurarti ciò che può nutrirti, che ti può dare sostegno e cura nel modo più di sostegno per la stagione: sono fantastici i mercati per riconnetterti alla Terra anche quando sei in pieno centro città;
  • cercare supporto anche esterno per mantenere l’equilibrio attraverso i cambi di stagione (se ne vuoi parlare, prenota subito la tua consulenza con me!)
  • preparare alcuni delle ricette di stagione che trovi qui!

Oggi mi sono svegliata con una delle prima giornate uggiose di Settembre; clima umido e pioggerellina, mattinata grigina e indossare il maglioncino mi fa sentire comoda e protetta.
Però siamo solo agli inizi di Settembre… ho voglia di un piatto che sia a metà tra l’estate e l’autunno, che mi faccia fare la transizione e non che mi catapulti nel nostalgico autunno alla velocità della luce!

Piatto unico in una sola pentola

Ho deciso di preparare un piatto semplice, dagli ingredienti alla preparazione attraversando l’uso dell’attrazzetura: tutto in una pentola, per avere più tempo per me oggi e dedicarne meno alle padelle da lavare! Così ho deciso di mettere insieme verdure, cereale e legumi in un unico piatto, una vellutata corroborante, ma anche pratica, nutriente e veloce allo stesso tempo. La combinazione di cereali, legumi e verdure in un unico piatto ce la può anche far scegliere come soluzione unica, o quasi, per il pranzo. Personalmente ho aggiunto solo un insalata mista e ho terminato con una tisana per finire il momento “comfort in vista dell’Autunno”.

Dolce e giallo-arancione, le caratteristiche della tarda estate

Nella cucina macrobiotica il colore arancio è legato alla tarda estate, quel momento dell’anno in cui ti rendi conto che non possiamo parlare più di Estate, ma anche l’Autunno non è pieno. In questa stagione le ultime pesche sono color del sole, c’è il mais e si fano strada le zucche. E l’arancione lo trovo una risorsa: pieno e rotondo, guardarlo mi mette in contatto con il calore interno. Il cereale della tarda estate è proprio il mais.

La tarda Estate nella medicina cinese

L’elemento Terra, che corrisponde alla tarda Estate nella medicina cinese è l’elemento che caratterizza questa quinta stagione. La Terra è un pò il centro, tutto torna ad essa, è nascita e vita e il luogo del nostro riposo. E’ la nostra casa. Dalla Terra tutto ha origine, ogni fonte di vita, e anche il nostro nutrimento (frutta, verdura, cereali..) per cui è bene prendercene cura. La Terra è capace di accogliere e trasformare, e questa qualità la possiamo avvertire particolarmente nella natura in questo periodo: è il momento della raccolta dei frutti dell’estate, si avverte la generosità della natura e se riusciamo ad accogliere tutto questo possiamo trasformarlo e riposare in questo. Praticamente fare nostre le qualità dell’elemento Terra.

Di cosa abbiamo bisogno in questa stagione?

Più che mai abbiamo bisogno di raccogliere e farci nutrire dai frutti dell’Estate: l’energia accumulata, che sia fisicamente perchè ci siamo riposati, emotivamente perchè condiviso con persone care, o mentalmente perchè ci siamo arricchiti di nuove situazioni o esperienze, adesso diventa vero nutrimento. Teniamolo ben a mente perchè è il momento dell’anno in cui c’è un declino dell’energia yang, dopo l’esplosione estiva si ha un calo, e possiamo surfarlo o possiamo farci travolgere, dipende solo dal fatto se abbiamo o meno un buon surf!

Cosa posso fare per me in questo periodo?

Dal punto di vista di stile di vita vuol dire che è il momento giusto per:

  • riposare e andare a letto presto la sera;
  • svegliarci presto la mattina e dedicare un pò di tempo alla meditazione e riconnetterci con il nostro centro, la nostra Terra;
  • consumare dei cibi caldi e liquidi: zuppe e vellutate sono perfette, insieme a tisane con delle spezie, zenzero, cannella, cardamomo, chiodi di garofano che possono stimolarci, ma in maniera dolce, come richiede la stagione;
  • andare a fare la spesa come rituale, non come l’ennesima cosa da fare della nostra “To do list”: consideralo come momento in cui vai a procurarti ciò che può nutrirti, che ti può dare sostegno, cura nel modo più di sostegno per la stagione: sono fantastici i mercati per riconnetterti alla Terra anche quando sei in pieno centro città;
  • cercare supporto anche esterno per mantenere l’equilibrio attraverso i cambi di stagione (se ne vuoi parlare, prenota subito la tua consulenza con me!)
  • preparare questa nutriente vellutata della quale ti dono la ricetta a seguire!

Ingredienti per 4 persone

100 g di lenticchie rosse decorticate

70 g di farina di mais per polenta

300 g di carote biologiche

1 cipolla

2 spicchi di aglio

1 mazzetto di basilico

1 fetta di limone con buccia

olio evo, sale

Procedimento

Sciacqua bene le lenticchie.

In una pentola con fondo spesso versa circa 600 ml di acqua, e aggiungi le carote e la cipolla tagliati a pezzetti, l’aglio, il basilico, la farina di mais e le e lenticchie, accendi il fuoco e porta ad ebollizione mescolando di tanto in tanto, aggiungi 2-3 cucchiai di olio e il limone con la buccia e copri con coperchio facendo cuocere a fuoco basso per circa 35 minuti. Terminato questo tempo con un frullatore ad immersione frulla tutto fino a ridurlo in crema. Aggiusta di sale ed eventualmente valuta se aggiungere ancora acqua per aggiustare la consistenza: dovrai ottenere una vellutata liscia.

Servi tiepida, personalmente ho aggiunto dei pomodori secchi tritati e mandorle tostate ma nulla vieta di fare delle varianti.

Ottimo a colazione…ma anche a merenda, dopo pranzo o quando ne hai voglia!

Sono convinta dell’importanza della colazione: è il pasto della giornata più rilevante, quello che ne determina l’andamento perchè influenza i nostri ormoni condizionando il tono dell’energia (e anche dell’umore) per il resto della giorno.

E’ importante cominciare la giornata con la colazione più adatta alle nostre esigenze:
la colazione non è una convenzione, un modo per addolcire il fatto che la sveglia ha suonato troppo presto o un sommario metodo per tappare il buco di fame che senti dopo 12 ore di digiuno notturno. La colazione è un pasto.

La colazione regola l’energia per la giornata

La colazione può intervenire a regolare i nostri livelli di cortisolo, più conosciuto come “l’ormone dello stress”.

Il cortisolo alla mattina dovrebbe essere più alto, è normale poichè è anche un ormone legato alla sveglia e all’inizio delle attività: è l’ormone che ci fa “dare una mossa”. Il cortisolo serve anche a regolare la pressione, il sistema immunitario, la concentrazione e la glicemia. Dopo la sveglia il cortisolo dovrebbe abbassarsi, salvo dei picchi dovuti a qualcosa che “ci attiva” e ci tiene all’erta perchè dobbiamo essere pronti ad agire.
Se però il cortisolo rimane alto per troppo tempo comincia ad intaccare le nostre riserve perchè il corpo si comporta come fosse sempre in modalità di lotta o fuga: ciò è molto stressante per noi, compreso il nostro sistema immunitario!
Il cortisolo inoltre ha attività catabolica, cioè agisce intaccando le riserve che ha a disposizione per far fronte all’emergenza: di solito fra queste riserve ci sono anche i muscoli. Questa non è una cosa negativa a priori, anzi un meccanismo di protezione del corpo, ma è importante che non si ripeta frequentemente altrimenti il corpo perderà peso a discapito della muscolatura.

Ci sono alcuni alimenti che fanno aumentare il cortisolo, e questi sono soprattutto gli zuccheri semplici, quindi la colazione dolce intesa come croissant, fetta di torta o biscotti tende a farlo aumentare. Però anche saltare la colazione e stare in restrizioni fa aumentare il cortisolo!

E se non faccio colazione?

Saltare la colazione, anche se non siamo affamati, oltre ad aumentare il nostro cortisolo per via della restrizione in cui induciamo il nostro fisico, comporta una riduzione della glicemia nelle ore successive. Questo calo si traduce in stanchezza, affaticamento, offuscamento mentale, cosa che ci porta a cercare cibi che ci diano “immediatamente energia”: il terzo caffè, lo snack dolce, il cioccolatino perchè sentiamo un disperato urlo che viene dal corpo e dice: “HO BISOGNO DI ENERGIA!”
Ti è familiare?

E il nostro corpo ha ragione. Solo che noi avvertiamo l’urgenza e rispondiamo esattamente come in emergenza: zuccheri semplici o alimenti stimolanti (o entrambi).
Gli zuccheri ingeriti fanno aumentare rapidamente la glicemia, creano “un picco”, per cui il corpo interviene producendo insulina per “eliminare” l’eccesso di glucosio dal sangue (che dopo poco stimola di nuovo la fame fra l’altro). Questo processo può avvenire diverse volte al giorno e nel ripetersi intacca le nostre risorse di insulina (sapevi che possono esaurirsi o comunque diminuire molto?) ma soprattutto lo zucchero non scompare nel nulla grazie all’insulina ma viene stoccato in tessuto di riserva. Un meccanismo che è utile in alcuni casi, ma se si ripete tutti i giorni può condurre lentamente alle malattie metaboliche e all’aumento di peso.

Quindi solo colazione salata?

Una colazione salata è sicuramente un ottima soluzione, ma per colazione non dolce s’intende una colazione che può contenere anche zuccheri ma non in un rapporto predominante e non raffinati. Per esempio un porridge di fiocchi di avena con noci, mirtilli e uvetta non è una colazione salata, contiene gli zuccheri della frutta, ma è ben bilanciata perchè contiene anche tante fibre e grassi insaturi.

La ricetta che vi propongo oggi, ottima per colazione ma non solo, è particolarmente ricca di tanti nutrienti che ci servono a durante la giornata ed essere stabili e in energia:

Semi di chia: ricchi di omega-3, fondamentali per il nostro sistema nervoso

Frutti rossi: ricchi di antiossidanti

Yogurt al naturale: dei fermenti lattici per il nostro intestino già di primo mattino

Fagioli cannellini: ebbene si, la base è preparata con fagioli cannellini, una piccola dose di proteine e fibre ottime per il nostro intestino

Puoi prepararne anche più porzioni e conservarlo per le mattine successive.

Ingredienti

125 g di yogurt di soia al naturale

2 cucchiai di semi di chia

1 cucchiaino di uvetta

80-100 g di fagioli cannellini ben cotti

2 datteri

1 cucchiaio di farina di carrube (oppure cacao amaro)

1 cucchiaino di crema di anacardi (o altro burro vegetale)

Frutta fresca e semi a piacere

Procedimento

Frulla i cannellini con la farina di carrube, la crema di anacardi e i datteri e aggiungi acqua eventualmente fino a raggiungere la consistenza cremosa.

Aggiungi allo yogurt i semi di chia e l’uvetta e lascia riposare per 10-15 minuti perchè i semi di idratino: se lo yogurt è di tipo compatto potrebbe essere utile aggiungere del latte vegetale o acqua per raggiungere la consistenza desiderata.

Assembla in una tazza il tutto: disponi la crema di cannellini alla carruba, poi lo yogurt con i semi di chia e termina con frutta fresca di stagione e semi o frutta secca a piacere (io fragole e pistacchi!).

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La prima volta che mi venne proposta una vellutata di carote non ero al settimo cielo.. ero un pò prevenuta a riguardo. Stavo seguendo il mio annuale corso internazionale di macrobiotica e la cuoca che teneva il corso per il menù estivo ci propose una vellutata di carote molto semplice: la ricetta era così semplice che non riuscivo nemmeno a capire che cosa potesse avere di tanto speciale, ma mi sbagliavo di grosso! Era straordinariamente semplice e stupefacente per quanto fosse gustosa. Da allora la vellutata di carote è tra il mio repertorio di creme di verdure serali per la primavera e l’estate.

Si anche per l’estate, avete capito bene: anche in estate si può avere bisogno la sera di un sapore rilassante e accogliente che ci riporta al nostro centro, proprio come il sapore di questa crema che io preparo aggiungendo anche delle lenticchie decorticate per creare un piatto unico per una cena leggera.

USA LE CAROTE CON LA BUCCIA!

Acquista carote biologiche e usale con la buccia. Le carote sono ricche di vitamina C, betacarotene e antiossidanti e tutti questi nutrienti sono concentrati sulla buccia, quindi eliminarla comporterebbe eliminarne la superfice con maggiore concentrazione. Questo significa che le carote hanno l’abilità di proteggere il corpo dalle cellule degradate, supportare lo sviluppo di nuove cellule e supportare il sistema immunitario. Le unghie, la pelle e e i capelli sono le parti che ne traggono maggiore beneficio. Inoltre avere una cena leggera a base di questa vellutata è un buon modo per alleggerire il lavoro del fegato (specie dopo degli eccessi!).
Usa carote non trattate, eviti gli sprechi e aumenti il benessere per te e per il pianeta!

Adesso andiamo alla ricetta della vellutata di carote.

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INGREDIENTI

200 g di carote

100 g di lenticchie rosse o gialle decorticate

1 cipolla piccola

1 pezzettino di sedano

1 spicchio di aglio piccolo

Olio evo, sale, pepe

1/2 cucchiaino di curcuma, una grattugiata di zenzero fresco

1 cucchiaio scarso di aceto di mele

pesto di erbe aromatiche (io un mix di rucola, basilico e aneto)

Procedimento

Lava bene le lenticchie decorticate.

In una pentola versa 1 cucchiaio di olio evo e poca acqua, quindi aggiungi la cipolla, aglio, sedano e carote tagliate a tocchetti e fai cuocere per 5-8 minuti. Aggiungi anche il sale, lo zenzero e la curcuma e continua a cuocere.
Aggiungi le lenticchie rosse e ricopri abbondantemente con acqua calda, l’aceto di mele e copri con il coperchio e fai cuocere lentamente per circa 30 minuti.

Trascorso il tempo di cottura, termina aggiustando di sale e pepe e frulla con un mixer tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.

Prendi qualche cucchiaio del tuo pesto, e se troppo denso stemperalo con un cucchiaio di olio evo e usalo per guarnire la vellutata.

Questo sito è cominciato circa 12 anni fa e da allora nel mio tempo libero ho scritto più di 500 post di informazione, ricette, consigli etc.
Ho deciso di continuare a tenere libero l’accesso alle ricette e privo di qualsiasi fastidioso pop-up pubblicitario in modo da poter continuare a navigare in tranquillità evitando di dover scansare immagini moleste, link che cliccati per errore ti portano in un universo parallelo o video che si attivano con suoni molesti che non riesci a silenziare perchè non li trovi nella pagina!
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Grazie
Jyoti

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Come anticipato nel predente post ecco la mia ricetta di porridge di quinoa!

Ma prima di tutto, perché il porridge? E perché di quinoa?

Preparare il porridge per colazione di consente di avere una colazione “cucinata” e “calda” anche la mattina, in pratica un pasto.
Spesso sottovalutiamo l’importanza di un cibo cucinato a colazione e andiamo verso prodotti già pronti o freddi (yogurt, cereali, biscotti, solo frutta..). Avere un cibo caldo ci consente di introdurre un alimento che contribuisce a mantenere la nostra temperatura corporea o quando necessario a scaldarci, aiutando il nostro sistema digestivo a gestire le temperature (a differenza di uno yogurt con frutta, che però può essere utile per qualcuno nelle calde giornate estive). Se il nostro corpo non è impegnato a dover mantenere la temperatura può tranquillamente dedicare tutta la sua energia alla digestione che sta per accadere. In termini energetici contribuiamo a dare altra energia ad inizio giornata, cosa che direi è abbastanza utile visto che ci aspetta un lungo giorno!

Cucinare è anche un modo per iniziare una “piccola digestione” del cibo: dei fiocchi di avena cucinati sono molto più digeribili dal corpo rispetto ad un muesli di cereali aggiunto semplicemente ad un latte vegetale o yogurt: la cottura ha aiutato le fibre ad ammorbidirsi, ad assorbire meglio il liquido, reidratandosi assorbendo anche più acqua rispetto ad un uso a freddo.

Spesso alle consulenze alcuni clienti mi raccontano:

 “Guarda i cereali a colazione mi gonfiano e non li digerisco proprio!”

Io “E come li usi?”

“Beh aggiungo ai muesli del latte vegetale e li mangio così”

Questo comportamento può andar bene anche per anni per alcune persone, ma non funziona affatto per molte che hanno una costituzione più delicata, soprattutto a livello intestinale.

E perché usare la quinoa a colazione?

Perché la quinoa è molto energetica, contiene tutti gli amminoacidi essenziali, è senza glutine (un vantaggio per molti), è ricca di fibra che favoriscono un buon funzionamento dell’intestino e contiene sostanze anti-infiammatorie. Essendo la colazione il pasto più importanti della giornata, che dà una sorta di direzione al nostro corpo per la giornata (si, proprio attraverso il nostro intestino!) l’ideale è concentrarsi su una colazione che sia nutriente e ci consenta di muoverci durante la mattinata con serenità e stabilità e la colazione è tra le varie opportunità.

Lo so che molti sono affezionati alle torte da colazione, biscotti, oppure sognano croissant “sani” e brioche soffici che aprano la giornata.
Anch’io amo tutto ciò (e molti di voi lo sanno!) e ho le mattinate in cui sono indulgente con me stessa perché è quello di cui ho bisogno, ed è bello, ma è occasionale. La realtà è che mi sento decisamente meglio con altri tipi di colazioni, che siano più simili ai pasti: mi fanno sentire più energica, di buon umore e più presente. Il benessere che mi deriva è tale che non faccio nessuna fatica a sceglierle rispetto alle colazioni più golose!
Si tratta di fare un po’ di pratica con i messaggi che ci manda il nostro corpo  costantemente (24h/24h), intercettarli, ascoltarli/interpretarli e provare.

A seguire un piccolo esercizio

La mattina prima di colazione fermati per qualche minuto, può essere anche seduto a tavola prima di colazione, ma sii certo di essere comodo.

Mantieni un leggero sorriso sulle labbra (non saltare questo step, è fondamentale, lascia perdere la tua mente che ti dice che è inutile!).

Poggia le tue mani sulla pancia e fai un bel respiro, profondo che arrivi fino alla pancia per gonfiarla e sgonfiarla come un palloncino. Fanne più di uno.

Adesso poniti questa domanda: “Di cosa ho bisogno stamattina a colazione?”. Respira e ascolta.

Potresti non sentire nulla, e va benissimo. Potresti visualizzare un cibo. Potresti avere delle sensazioni che ti indicano che hai bisogno di qualcosa di caldo (un porridge), di liquido (te, tisane), qualcosa di fresco (magari la  frutta) o la sensazione di aver bisogno di masticare (una bella fetta di pane tostato con hummus?).

Non ci sono aspettative, non è una gara.

E’ un esercizio che serve a sintonizzarti con il tuo corpo e i messaggi che invia. Anche se ti sembra di non aver sentito nulla, va benissimo, hai dato la tua disponibilità a voler ascoltare le esigenze del tuo corpo. Con un po’ di pratica vedrai che i messaggi di risposta ci saranno, e sempre più chiari.

Buona giornata!

Ingredienti (per 2 porzioni)

100 g di quinoa in chicchi
1 cucchiaio di fiocchi di avena piccoli
150 g di acqua (oppure latte vegetale)
100 g di latte di mandorla o altro latte vegetale
1 cucchiaio di burro di mandorle (o altro burro vegetale)
100 g di frutti di bosco surgelati o freschi (io mirtilli selvatici)
2 cucchiai di uvetta
Una manciata di mandorle /frutta di stagione/ altra frutta secca
Latte vegetale o acqua extra

Procedimento

Risciacqua la quinoa, lavala bene e scolala. Se hai in programma questa colazione dalla sera prima allora metti la quinoa in ammollo e scola la mattina.

Metti la quinoa, i fiocchi di avena, il latte vegetale, acqua, uvetta e crema di mandorle in una pentola, porta ad ebollizione con un coperchio e fai cuocere per circa 10-15 minuti. Se usi frutti di bosco surgelati aggiungi anche quest’ultimi se sono freschi aggiungili alla fine. Tieni a portata di mano acqua o latte vegetale per aggiustare la consistenza del porridge.

Versa in una tazza e aggiungi le mandorle e a piacere se ti va puoi arricchire ulteriormente con frutta secca, semi, fave di cacao, spezie .

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ENGLISH VERSION

As I anticipated in the previous post here is my quinoa porridge recipe.

But first of all, why porridge? And why quinoa?

Preparing porridge for breakfast allows you to have a “cooked” and “hot” breakfast even in the morning, basically a meal.
We often underestimate the importance of cooked food for breakfast and go for ready-made or cold products (yogurt, cereals, biscuits, just fruit…). Having a hot food allows us to introduce a food that helps maintain our body temperature or when necessary warm us up, helping our digestive system to manage temperatures (unlike a yogurt with fruit, which however can be useful for someone in hot summer days). If our body is not busy maintaining the temperature it can easily dedicate all its energy to the digestion that is about to happen. In terms of energy we help give more energy at the start of the day, which I would say is quite useful considering we have a long day ahead of us!

Cooking is also a way to start a “small digestion” of food: cooked oat flakes are much more digestible by the body than cereal muesli simply added to vegetable milk or yogurt: cooking has helped the fibers to soften, to absorb the liquid better, rehydrating itself and absorbing even more water compared to cold use.

During consultations, some clients often tell me:

“Look, cereals for breakfast make me bloated and I can’t digest them at all!”

Me “And how do you use them?”

“Well I add some vegetable milk to the muesli and eat them like this”

This behavior may be fine for some people for years, but it doesn’t work at all for many who have a more delicate constitution, especially at an intestinal level.

And why use quinoa for breakfast?

Because quinoa is very energetic, contains all the essential amino acids, is gluten-free (an advantage for many), is rich in fiber which promotes good intestinal functioning and contains anti-inflammatory substances. Since breakfast is the most important meal of the day, which gives a sort of direction to our body for the day (yes, right through our intestines!), the ideal is to focus on a breakfast that is nutritious and allows us to move during the morning with serenity and stability and breakfast is among the various opportunities.

I know that many are fond of breakfast cakes, biscuits, or dream of “healthy” croissants and soft croissants to start the day.
I love all of that too (and many of you know!) and I have mornings where I indulge myself because that’s what I need, and it’s nice, but it’s occasional. The reality is that I feel much better with other types of breakfasts, which are more similar to meals: they make me feel more energetic, in a good mood and more present. The well-being I derive from it is such that I have no difficulty choosing them over more delicious breakfasts!
It’s about doing a bit of practice with the messages that our body sends us constantly (24/7), intercepting them, listening to/interpreting them and trying.

Below is a small exercise

In the morning before breakfast, stop for a few minutes, it can even be sitting at the table before breakfast, but make sure you are comfortable.

Keep a light smile on your lips (don’t skip this step, it’s essential, forget about your mind telling you it’s useless!).

Place your hands on your belly and take a deep breath that reaches down to your belly to inflate and deflate it like a balloon. Do more than one.

Now ask yourself this question: “What do I need for breakfast this morning?”. Breathe and listen.

You may not feel anything, and that’s totally fine. You may visualize a food. You may have sensations that tell you that you need something hot (porridge), liquid (tea, herbal tea), something fresh (perhaps fruit) or the sensation of needing to chew (a nice slice of toast with hummus?).

There are no expectations, it’s not a competition.

It’s an exercise that helps you tune into your body and the messages it sends. Even if you feel like you haven’t heard anything, that’s fine, you’ve given your willingness to listen to your body’s needs. With a little practice you will see that the response messages will be there, and increasingly clear.

Have a nice day!

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E’ da molto tempo che non riesco a dedicarmi al blog, un pò gli impegni che mi portano da altre parti un pò perchè quando penso a scrivere sul blog mi viene subito in mente il mio web master che mi ricorda che devo scrivere tenendo conto della SEO. Mi vengono i brividi quando questo accade e quindi riabbasso subito lo schermo del mio portatile e passo al successivo punto della to do list!
Quando iniziai a scrivere il mio blog l’obiettivo era la condivisione delle mie scoperte in cucina (e un pò nella vita!) ed è e rimane la cosa più divertente e il motivo per continuare a tenere un blog.

Quindi oggi ho deciso di non dare ascolto a quella vocina che parla di “targettizzazione topic” e “long tail keyword” ma a quella che vi racconterà della zuppa marocchina e di quanto sia confortante.
Questa ricetta ha una lunga lista di ingredienti, ma una buona parte sono spezie che danno alla zuppa le sue note particolari.
L’ho preparata l’ultima volta in occasione di uno show-cooking in provincia di Brescia, ospite della bottega di Andrea, un negozio di alimenti biologici molto grazioso e molto curato grazie al lavoro dei due giovani proprietari che credono profondamente nel progetto come mezzo per divulgare anche più consapevolezza alimentare e ambientale.

Questo tipo di zuppa è molto usata in inverno in Marocco e viene anche considerata una sorta di depurante del corpo (le lenticchie come tutti i legumi sono diuretiche). Il coriandolo è stato riconosciuto utili ai fini dei problemi intestinali: cattiva digestione, crampi intestinali, stipsi, gas intestinali. Inoltre sia nella medicina ayurvedica che nella medicina tradizionale del Medioriente viene utilizzato per le proprietà distensive e calmanti.

E’ una zuppa molto semplice e soprattutto è one-pot, cioè tutto in una pentola, quindi non sporcherai molto!

A proposito di legumi, lo sai che il 20 Marzo c’è un corso dedicato esclusivamente ai legumi in tutte le loro forme?!? Vai alle info QUI

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Ingredienti

  • 450 g circa di batata
  • 270 g circa di lenticchie verdi
  • 2 carote, 2 cipolle, 1 gambo abbondante di sedano
  • 4-5 spicchi di aglio
  • 1+ ½ cucchiaino di coriandolo, 1 cucchiaino di cumino, ½ cucchiaino di cannella,
  • ½ cucchiaino di curcuma, ½ cucchiaino di paprika affumicata (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di curry dolce o poco più (per aggiustare il gusto), Noce moscata q.b.
  • 200 g circa di spinaci
  • Olio evo, sale, limone per servire

    Procedimento

    Lava le lenticchie bene e preferibilmente lasciale in ammollo prima dell’uso.

    Taglia le cipolle, carote, sedano, batata, peperone e l’aglio.

    Versa in una pentola a fondo pesante l’olio, quindi la cipolla con sedano, carote e le spezie ad eccezione della paprica affumicata e noce moscata. Fai insaporire quindi aggiungi le batate e le lenticchie. Ricopri con acqua bollente fino a ricoprire e aggiungi la noce moscata e se lo gradisci la paprika affumicata. Fai cuocere lentamente per circa 50 minuti. Aggiungi il sale aggiungi gli spinaci lavati e spezzettali e fai cuocere ancora 3 minuti.

    Servi con poco succo di limone.

    Moroccan soup

    ENGLISH VERSION

    It’s been a long time since I’ve been able to devote myself to blogging, partly due to commitments that take me elsewhere partly because when I think of writing on the blog my web master immediately comes to mind who reminds me that I have to write taking into account the SEO. I get chills when this happens and so I immediately lower the screen of my laptop and move on to the next item on the to do list!
    When I started writing my blog, the goal was to share my discoveries in the kitchen (and a little bit in life!) and it is and remains the funniest thing and the reason to keep blogging.

    So today I decided not to listen to that little voice that talks about “topic targeting” and “long tail keyword” but to the one that will tell you about Moroccan soup and how comforting it is.
    This recipe has a long list of ingredients, but a good portion are spices that give the soup its distinctive notes.
    I prepared it for the last time on the occasion of a show-cooking in the province of Brescia, as a guest of Andrea’s workshop, a very nice and well-kept organic food store thanks to the work of the two young owners who deeply believe in the project as a means to spread even more food and environmental awareness.

    This type of soup is widely used in winter in Morocco and is also considered a sort of body purifier (lentils, like all legumes, are diuretics). Coriander has been recognized as useful for intestinal problems: bad digestion, intestinal cramps, constipation, intestinal gas. Furthermore, it is used both in Ayurvedic medicine and in traditional Middle Eastern medicine for its relaxing and calming properties.

    Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.Will you try my recipe?

    Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

    Ingredients

    450 g of sweet potato

    270 g of green lentils

    2 carrots, 2 onions, 1 large stalk of celery

    4-5 cloves of garlic

    1+ ½ teaspoon coriander, 1 teaspoon cumin, ½ teaspoon cinnamon,

    ½ teaspoon turmeric, ½ teaspoon smoked paprika (optional)

    1 teaspoon of sweet curry or a little more (to adjust the taste), nutmeg to taste

    About 200 g of spinach

    Evo oil, salt, lemon to serve

    Method

    Wash the lentils well and preferably let them soak before use.

    Cut the onions, carrots, celery, sweet potato, bell pepper and garlic.

    Pour the oil into a heavy-bottomed saucepan, then the onion with celery, carrots and spices except for the smoked paprika and nutmeg. Season then add the sweet potatoes and lentils. Cover with boiling water until covered and add the nutmeg and, if you like, the smoked paprika. Cook slowly for about 50 minutes. Add the salt, add the washed and chopped spinach and cook for another 3 minutes.

    Serve with a little lemon juice.

    Hai dei buoni propositi per l’anno nuovo? Io si, e tra i vari quest’anno ho c’ho infilato diminuire la quantità di zuccheri che uso (sono sempre un inguaribile golosa!) e dedicarmi ancora di più alla creazione di ricette sugar free e sugarless. Nei buoni propositi ho messo anche la semplicità, e questo vale anche per le ricette!!!
    Ho pensato che un dolce sempre gradevole nelle sere d’inverno è un caldo crumble.
    Avevo delle bellissime pere biologiche sotto gli occhi e le ho prese al volo.
    Ho pensato “Niente farina oggi!” così scelto di usare dei fiocchi di avena che contrinuiscono a scaldare l’inverno.
    Mandorle, uvetta e un paio di cucchiai di amaretto e via alla preparazione del dolce!
    Il risultato è un dolce cui il croccante crumble contrasta le pere morbidissime.
    Usa delle pere mature per essere sicuro di non dover aggiungere dolcificanti extra.
    Questo dolce è:

    gluten free (ci sono i fiocchi di avena senza glutine)

    senza zucchero aggiunto

    senza lattosio

    vegan

    senza soia

    semplice e veloce

    Naturalmente, tante altre ricette con queste caratteristiche le trovi anche sul mio libro di cucina naturale “ZenKitchen: 108 ricette plant-based per una cucina sana e felice” che puoi acquistare on-line o richiedilo presso la tua libreria di fiducia

    Prima di passare alla ricetta semplicissima, un aggiornamento: da Gennaio in punta di piedi vorrei far ripartire i corsi di ZenKitchen!
    Con le dovute misure e sempre in sicurezza per tutti e nel rispetto delle norme, proveremo a tornare ad incontrarci in cucina.
    Le classi saranno sempre ridotte nel numero di partecipanti in modo da garantire a tutti serenità e sicurezza. Credo fermamente che l’obiettivo più grande in questo momento sia cooperare e diffondere un pò di serenità, e nel mio caso, anche divulgare più consapevolezza alimentare. Anche perchè ormai lo sappiamo tutti, il benessere passa anche dal cibo e scelte alimentari sane!

    Pere crumble senza zucchero

    Ingredienti per 4 piccole cocotte

    2 belle pere mature
    40 g di fiocchi di avena mignon (senza glutine per la versione gluten free)
    40 g di mandorle macinate a farina
    1 cucchiaio di olio di cocco
    2 cucchiai di uvetta
    2 cucchiai di amaretto di Saronno
    2 cucchiai di succo di mela (o acqua oppure succo di acero o malto se le pere non sono molto mature)

    Procedimento

    Sbuccia le pere e tagliale a cubetti e uniscile in una terrina all’uvetta e l’amaretto di Saranno e lascia marinare per 10-15 minuti.

    Nel frattempo mescola insieme i fiocchi di avena con la farina di mandorle e il succo di mela e l’olio di cocco e amalgama tutto insieme ottenendo un composto sabbioso e grossolano.

    Suddividi le pere in 4 piccole cocotte e aggiungi il crumble. Fai cuocere in forno statico a 160°C per 30 minuti circa o comunque fino a quando le pere non saranno morbide. Servile calde.

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    Bevande calde o pozioni magiche? Quando vuoi rallentare e rilassarti una bevanda calda è capace di darti conforto e relax.
    Ciò che bevi è importante quanto ciò che mangi. Alcune bevande sono adatte per reidratarci e magari supportare alcune funzioni fisiologiche (alcune tisane per esempio) altre bevande oltre a idratare sono anche nutrienti.
    Le bevande calde fanno parte di tutte le culture, si può scegliere fra tante ma bisogna anche destreggiarsi fra quelle troppo ricche di zuccheri o grassi. Quindi, è importante capire quali ci fanno veramente bene e quali sono più adatte per noi.

    CI SCALDANO

    Bere abitualmente bevande calde ci scalda…sembra l’ovvio ma non è esattamente così. E’ stato ipotizzato che l’uso di bevande calde aiuta il corpo ad adattarsi meglio alle temperature esterne. Paradossalmente, bere una bevanda calda prima di cominciare l’attività fisica aiuta il corpo ad attivare la traspirazione e quindi prepararlo al successivo ambiente caldo che si creerà.

    SONO SALUTARI

    Le bevande calde posso aiutare la digestione perchè favoriscono il rilassamento della muscolatura dello stomaco. Alcune bevande rilassanti per le pareti dello stomaco sono quelle a base di menta, zenzero, camomilla.
    Le bevande calde alleviano i sintomi influenzali: aggiungendo semplicemente del succo di limone in una tazza di acqua calda l’abbiamo arricchito di una bella quantità d vitamina C che supporta il sistema immunitario. Un pò di zenzero aiuta il fegato, mentre alcuni te verde, roobois, ibiscus sono antinfiammatori.

    SONO CALMANTI

    Solo prendersi il tempo di preparare una bevanda calda, versarla in tazza, aspettare che si raffreddi e quindi sorseggiarla, ti costringe a fermarti e passare da un ritmo frenetico ad una pausa. E’ un ottimo esercizio quando si soffre di fame nervosa prepare prima una tisana e sorseggiarla: nella maggior parte dei casi subentra la giusta calma che ti potrà dissuadere dal aggredire una fetta di torta. Ci sono molte tisane che sono naturalmente calmanti per i composti naturali che contengono. Anche nelle relazioni con gli altri, quando inviti un amica/o a bere una tisana stai creando un’ambiente diverso (più caldo?!?) rispetto a quando gli offri un caffè freddo!
    Hai visto anche il succo di mela caldo?

    TIPI DI BEVANDE CALDE

    Té, caffè e cioccolata calda? Non finisce qui, la varietà di bevande calde.

    GOLDEN MILK

    E’ molto più di una bevanda, è un elisir! Ha così tante proprietà che è difficile trovare persone a cui non sia adatta. Leggi di più qui.

    CIOCCOLATA CALDA

    La più amata! Ma il rischio, soprattutto se si usano dei preparati, è che sia ricca di zuccheri, addensanti e/o con latte. Prepara la migliora cioccolata calda di sempre usando un buon latte vegetale (mandorla per esempio), un ottimo cacao amaro e dolcificala con dei datteri (frullali nel latte vegetale). In questo modo sceglierai solo il meglio per te e avrai una buona bevanda energetica!

    TE E INFUSI

    Te verdi, bianchi e neri sono ricchi di antiossidanti e fitonutrienti, quindi sono delle ottime bevande, ma soprattutto se li bevi spesso, fai attenzione ai dolcificanti: evitali se puoi o riducine l’uso. Nell’ambito degli infusi esiste un panorama vastissimo, basta solo guardarsi intorno e cercare ciò che è più adatto alle proprie esigenze (esiste l’infuso giusto per ognuno di noi!).

    CAFFE‘

    La bevanda più diffusa ma anche controversa: il caffè ha molti pregi e difetti, quindi va scelto (e usato) secondo esigenze. Visto che la maggior parte di piantagioni di caffè sono in mano a multinazionali molto controverse sarebbe preferibile scegliere caffè del Fair Trade.

    E I BRODI?

    Cosa c’è di più rilassante e nutriente in inverno di un brodo caldo: sottovalutato o finito nel dimenticatoio, in realta un buon brodo caldo è un ottimo rimedio e molto più semplice da avere di quello che si crede: basta usare per esempio un pò di miso in acqua calda e si ottiene rapidamente una bevanda calda ottima per l’intestino.

    Non c’è che l’imbarazzo della scelta… c’è una bevanda calda per ognuno di noi dietro l’angolo!

    Trovi un capitolo chiamato Spezieria nel mio libro con tante bevande-rimedi caldi in tazza…

    Come?!? Non sai ancora del mio libro?!?
    Corri a vedere ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice QUI.

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    Il topinambur è un tubero la cui pianta è bellissima, cresce alta alta con un bellissimo fiore giallo. La sua origine è nel Nord America, ho scoperto che era coltivato dagli indiani nativi che lo coltivavano e usavano comunemente, quindi è da loro che ne abbiamo imparato indirettamente l’uso.
    Molti mi dicono di non usare il topinamebur perchè “è difficile da pulire”: in realtà non è da sbucciare, la sua pellicina esterna è edibile (non è una patata!) quindi basta lavarlo molto bene e munirsi di una spazzola per le verdure e diventa veramente semplice: va bene…è vero io inoltre chiedo quando vado a fare la spesa chiedo sempre a chi me li fornisce di scegliermi quelli un pò meno irregolari!!! =)

    Il topinambur ha un sapore che ricorda il carciofo ed è ricco di zuccheri, quindi un sapore dolciatro: il suo grande pregio è di contenere molta inulina, uno zucchero che ha una struttura complessa che non viene assimilato dall’intestino ma arriva fino al colon nutrendo il nostro microbiota (e non facendo aumentare drasticamente il picco glicemico). Arrivate nell’intestino i nostri batteri banchetterano con le fibre dell’inulina. Si è scoperta essere così preziosa perchè riesce a modulare la crescita del nostro microbiota in maniera molto positiva. Io ho provato anche a fermentarlo ed è ottimo!!!

    Quindi topinambur SI! Ha un sacco di pregi… ma dietro l’angolo si possono nascondere gonfiore e metorismo se non siamo abituati, quindi non esagerare se è la prima volta che provi i topinambur!

    Io non sono una grande appassionata di risotti .. ma amo sicuramente variare tanto, quindi capita anche il turno del risotto!
    Visto che è un periodo denso per l’uscita del mio libro (che sarà disponibile da Dicembre!!! Che bello finalmente si può dire!!! =) ) ho cucinato con il mio Cook Expert della Magimix per ridurre le operazioni e non dover essere impegnata a mescolare in cottura per ottenere un risotto morbido (tenendo conto che non uso burro, formaggio ecc. e il riso era semintegrale è fondamentale mescolare di tanto in tanto per aumentare la cremosità!). Il risultato è stato eccezionale!

    Con un tempo così uggioso come in questi giorni, quando è raro vedere qualche raggio di sole attraverso le nubi e la nebbia, un risotto che unisce topinambur, il profumo del timo e crema di nocciole rincuora e ristora!

    A seguire la ricetta semplice semplice, senza glutine, senza latticini, vegan e adatta a tutti!

    A dire il vero a furia di scrivere di topinambur mi è venuta voglia di provare a farne anche degli gnocchi… Che ne dici se fosse la prossima ricetta?

    Risotto con topinambur e crema di nocciole

    Ingredienti (per 3 persone)

    240 g riso semintegrale
    200 g topinambur
    1 scalogno
    500 ml circa di brodo vegetale
    3 cucchiai di olio evo
    50 ml circa di vino bianco
    1 cucchiaio di crema di nocciole (100%)
    q.b. timo
    q.b. sale

    Procedimento

    Lava il topinambur molto bene e spazzolalo con una spugna in fibra di cocco per eliminare le impurità e la terra.
    Taglia il topinambur a pezzetti e fallo sbollentare in acqua salata per circa 6-7 minuti. Trita i pezzi di topinambur sbollentati grossolanamente con un coltello e mettili da parte.
    Trita lo scalogno e. In un tegame versa l’olio e fai rosolare lo scalogno. Aggiungi il timo, il topinambur e successivamente il riso per farlo tostare leggermente. Aggiungi il vino bianco per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
    Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tando.
    A fine cottura aggiungi la crema di nocciole e servi subito.

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    Oggi scrivo di yogurt diversi dal solito: niente uso di latte vaccino, nè di soia, nemmeno il buonissimo latte di mandorla… Oggi uno “yogurt” di avena!
    Premesso che lo yogurt per definizione è un latte fermentato da alcuni microrganismi, i cosiddetti “fermenti lattici”. I fermenti lattici con la loro attività degradano il lattosio contenuto nel latte, creano dei sottoprodotti acidi e fanno coagulare il latte e lo arricchiscono di enzimi: il risultato è lo yogurt.

    Mi autoconcedo la licenza di usare il termine yogurt per questa preparazione di oggi a base di avena: si tratta di un alimento cremoso, compatto e leggermente acido per via dei fermenti presenti che può essere usato proprio come la yogurt!

    Perchè provarlo?

    Perchè è senza latte
    Perchè è senza soia
    Perchè è semplice
    Perchè è estremamente nutriente (e saziante, da non sottovalutare per uno snack/merenda!)
    Perchè è fermentato

    Come si può preparare?
    E’ semplicissimo e bastano due ingredienti: fiocchi di avena e un paio di cucchiai di un’altro yogurt da usare come starter!

    Andiamo a prepararlo!

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    Ingredienti

    40 g di fiocchi di avena mignon (rolled oat)
    160 g di acqua
    2 cucchiai di yogurt starter* (oppure fermenti lattici)
    Per guarnire: sciroppo di acero, granella di mandorle, cioccolata fondente, mirtilli..

    Procedimento

    In un contenitore unisci 120 g di acqua e i fiocchi di avena: lasciali in ammollo 10 minuti circa, si idrateranno e poi potrai frullarli con un frullatore ad immersione. Versa in un pentolino l’avena frullata e aggiungi la restante acqua quindi porta ad ebollizione per 1-2 minuti: il composta si addenserà leggermente.
    Se vuoi aromatizzare lo yogurt alla vaniglia questo è il momento giusto per aggiungerla, altrimenti salta questo step.
    Versa tutto in un barattolo di vetro, fai intiepidire e aggiungi lo starter prescelto: lascia ad incubare per 12-16 ore secondo i gusti.
    Conserva in frigorifero e guarnisci come preferisci per servirlo: personalmente qui ho alternato strati di yogurt con sciroppo di acero, gocce di cioccolato fondente e granella di mandorle.

    I suggerimenti di Jyoti
    Ami le cheesecake?Perchè non provi a farne una con lo yogurt di avena?!?

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