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La Grecia mi rilassa… i greci mi rilassano… e anche il cibo greco mi rilassa! La cucina greca rimane tra le mie preferite negli ultimi anni perchè ha la capacità di preservarsi e rimanere ancora autentica, senza grandi pretese (però con grandi porzioni) e con contenuto.. Poco dedita all’apparenza e tanto alla sostanza… O almeno è la cucina greca che io ancora insegue e cerco quando mi trovo li. Inoltre la cucina greca è ricchissima di piatti vegetariani e addirittura vegan..si perchè l’onnipresente feta non è sempre così onnipresente, e molti piatti della tradizione nascono a base vegetale con aggiunta postuma del formaggio per arricchire il piatto. Come per le domatokeftedes, le polpette (o frittelle) di pomodori. Girando per le taverne greche si possono trovare spesso con aggiunta di uova alla pastella oppure di pezzetti di feta per insaporirle di più. Cercando la loro storia ho scoperto che in realtà la forma più semplice naturalmente era senza derivati animali: una ricetta semplice, bastava avere dei buoni pomodori, prendere delle erbe aromatiche dal vaso sul davanzale e aggiungere un pò di farina che era sempre in dispensa.. Beh l’olio, essenziale nei paesi del bacino del Mediterraneo.

Raramente i miei piatti sono avulsi dall’ambiente in cui mi trovo, e così visto che in questi giorni sono in Calabria è stato inevitabile pensare alle domatokeftedes. Anche perchè i pomodori sono l’ingrediente fondamentale, maturi ma ancora sodi, dolci e profumati: non provateci nemmeno con un pomodoro aranciato uscito da una vaschetta di plastica dimenticata da alcuni giorni in un banco frigo del supermercato.

Va bene che fritto è buono tutto ma suvvia, non esageriamo!

Le erbe aromatiche non sono opzionali, anzi siate abbondanti: oltre al loro delicato aroma porteranno un pò di freschezza al piatto (che comunque è pur sempre fritto!)

So già che qualcuno di voi che mi conosce si chiederà, e la macrobiotica cosa ne pensa?

In macrobiotica il pomodoro è considerato molto yin (talmente yin che veniva sconsigliato in alcuni casi), ma dal punto di vista energetico effettivamente viene annullato dalla cottura, cioè yanghizzato dal fatto che viene usata un metodo di cottura molto yang. Trovo che siano ottime preparate occasionalmente, senza esagerare con il fritto considerata la stagione (abbiamo l’autunno che ci aspetta per le tempure!!!).

Ammiratori della macrobiotica provate anche voi e fatemi sapere come vi siete trovati!

Dimenticavo, se non ricordi le regole per un buon fritto vai qui.

Domatokeftedes

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INGREDIENTI (per circa 8 domatokeftedes)

200 g di pomodorini maturi
1/4 di cipolla rossa
basilico, foglie di sedano, menta fresca
origano
sale
circa 2 cucchiai di farina di tipo 1
Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Taglia i pomodorini a cubettini piccoli, trita la cipolla e le erbe aromatiche. In un piatto mescola i pomodori con le erbe aromatiche, la cipolla, sale e origano. Il pomodoro butterà fuori un pò di acqua di vegetazione, e va benissimo perchè a questo punto aggiungerai la farina che asciugherà il composto e farà da legante.

Fai riposare in frigo per 1-2 ore la pastella, in questo modo i sapori diventerssano più distinti e friggerai meglio le domatokeftedes.

Dopo aver fatto riposare la pastella, prepara una padella con olio per friggere (io ho usato olio di oliva in questo caso), forma le polpette con l’aiuto di un cucchiaio e falle cuocere dsu entrambi i lati. Servile calde (e che te lo dico a fare!!!)

ENGLISH VERSION

Greece relaxes me … the Greeks relax me … and Greek food relaxes me too! Greek cuisine remains among my favorites in recent years because it has the ability to preserve itself and still remain authentic, without great pretensions (but with large portions) and with content .. Little devoted to appearance and much to substance … Or at least it is the Greek cuisine that I still pursue and look for when I am there. In addition, Greek cuisine is rich in vegetarian and even vegan dishes .. yes, because the omnipresent feta is not always so omnipresent, and many traditional dishes are born based on plants with posthumous addition of cheese to enrich the dish. As for the domatokeftedes, the meatballs (or fritters) of tomatoes. Wandering around the Greek taverns you can often find them with the addition of eggs to the batter or pieces of feta to flavor them more. Looking for their history, I discovered that in reality the simplest form of course was without animal derivatives: a simple recipe, it was enough to have some good tomatoes, take some aromatic herbs from the pot on the windowsill and add a little flour that was always in the pantry .. Well the oil, essential in the countries of the Mediterranean basin.

My dishes are rarely detached from the environment in which I find myself, and so since I am in Calabria these days it was inevitable to think of domatokeftedes. Also because tomatoes are the fundamental ingredient, ripe but still firm, sweet and fragrant: don’t even try it with an orange tomato that came out of a plastic tray forgotten a few days ago in a supermarket refrigerator counter.

It’s okay that fried everything is good but come on, let’s not exaggerate!

Aromatic herbs are not optional, rather be abundant: in addition to their delicate aroma they will bring a little freshness to the dish (which is still fried!)

I already know that some of you who know me will wonder, and what do you think about macrobiotics?

In macrobiotics, the tomato is considered very yin (so much yin that it was not recommended in some cases), but from an energy point of view it is effectively canceled by cooking, that is, yanghized by the fact that a very yang cooking method is used. I find that they are excellent prepared occasionally, without exaggerating with the fried considering the season (we have autumn waiting for us for the tempure !!!).

Macrobiotics admirers try it and let me know how you found it!

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INGREDIENTES (6 to 8 fritters)

200 g of ripe cherry tomatoes
1/4 of a red onion
basil, celery leaves, fresh mint
origan
salt
about 2 tablespoons of type 1 flour
Frying oil

METHOD

Cut the cherry tomatoes into small cubes, chop the onion and aromatic herbs. In a dish, mix the tomatoes with the herbs, onion, salt and oregano. The tomato will throw out some vegetation water, and that’s fine because at this point you will add the flour which will dry the mixture and act as a binder.

Let the batter rest in the fridge for 1-2 hours, in this way the flavors become more distinct and you will fry the domatokeftedes better.

After letting the batter rest, prepare a pan with oil for frying (I used olive oil in this case), shape the fritters with the help of a spoon and cook them on both sides. Serve them warm.

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Mai sentito un richiamo per il miglio? Può sembrare anomalo ma io si!
Mettiamo in chiaro, non è sempre stato così, e anzi ci sono stati molti casi in cui lo mangiavo “come medicina”: facevo da “mamma giudiziosa” per me stessa e mi dicevo: “Sai che oggi tocca al miglio a pranzo perchè ti fa bene a questo questo e quell’altro?” E così, nonostante i sogni fossero altri procedo e preparo il miglio…

Ma in questo periodo non è così, una specie di “intelligenza naturale” mi fa star bene all’idea di un piatto di miglio come se stessi immaginando una granita siciliana alla mandorla (che sapete bene che in estate è la cosa che più adoro!!!).

Quando sono in equilibrio mi rendo conto come sia più facile ascoltare le reali esigenze espresse dal corpo piuttosto che le reazioni agli stress del momento (“Stasera pizza” come ricompensa dopo una lunga e faticosa giornata, oppure “Adesso il gelato” per sentirmi soddisfatta dopo una serie di tensioni e risposte/risultati/situazioni non soddisfacenti..) e mi stupisco di come avvolte mi possa allontanare da questo stato e riconquistarlo sia sempre una riscoperta.

Naturalmente non tutti devono desiderare miglio per esserein equilibrio, ma spesso capita di passare le giornate completamente alienati da se stessi e dalle reali esigenze e ci sono alcuni metri di misura che ci possono far accorgere di questo distacco, per me per esempio uno di questi è come e cosa mangio!

Poi ci sono le esigenze fisiologiche, non dimentichiamoci (anche se lo sottovalutiamo) che ogni sostanza che entra nel nostro corpo avvia una serie di eventi e reazioni a catena, che possono essere di vario tipo e che noi possiamo avvertire in maniera evidente oppure più sottile.
Il miglio grazie alle sue fibre e la presenza di amido-resistente riesce a rendere più stabili i livelli di zucchero nel sangue e ha un basso indice glicemico rispetto ad altri cereali che possono creare maggiori oscillazioni.

Le fibre del miglio inoltre intervengono a ridurre il colesterolo di origine esogena nel corpo favorendo l’aumento di colesterolo HDL e produzione di una sostanza anti-infiammatoria che ha funzione protettiva del cuore.

Personalmente non mi rendo conto in maniera conscia se il mio colesterolo LDL diminuisce e le condizioni di infiammazione diminuiscono nel mio corpo quando mangio miglio, ma sicuramente energeticamente mi rendo conto che se non mangio cereali in chicco per più giorni comincio a sentirmi un pò più “instabile” rispetto a quando li uso e mi sento più centrata (macrobiotica docet).

E il miglio sia quindi, però in versioni più estive!

Se fino all’inverno può far piacere avere il miglio per le zuppe, sformati e polpette, appena arriva il caldo e estate vorremmo anche fare a meno dei “papponi” e avere qualcosa di più sgranato e meno colloso quindi si può usare qualche accorgimento.

  • Tosta il miglio: tostare il miglio fa si che il cereale diventi più profumato e soprattutto tenga un pochino di più la cottura, ottimo quindi quando vorresti averlo un pò più sgranato
  • Occhio al’acqua: aggiungi per 1 parte di miglio massimo 3 parti di acqua (quindi una tazza di miglio , 3 tazze di acqua), per evitare che poi il cereale sia costretto ad assorbire più acqua del necessario trasformandosi quindi in una “pappa”, infatti il miglio ha la capacità di assorbire moltissima acqua (infatti si può usare tranquillamente come una polenta aumentando le dosi di acqua, ma questo lo sapevi già se hai il mio libro!). Ma attenzione, non cadere nell’errore di usare un rapporto miglio:acqua di 1:2 perchè rischia di essere troppo poca quindi il miglio non si cuoce adeguatamente e da alimento miracoloso per il nostro intestino si trasforma in alimento di digestione complicata.
  • Ancora acqua: cuocilo in acqua già bollente. Dopo averlo tostato aggiungi acqua calda al tuo miglio perchè così si sfalda meno lasciando il chicco più strutturato.

Andiamo ai fornelli?

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INGREDIENTI

160 g di miglio

2-3 cucchiai di pesto di riciclo (trovi la ricetta sul mio libro) oppure altro pesto verde a scelta

150 – 180 g di legumi a scelta già cotti

2 cucchiai di uvetta

Mandorle tostate o pistacchi

300 g circa di pomodorini maturi

1 spicchio di aglio

Una manciatina di rucola

Erbe aromatiche a scelta (aneto, prezzemolo, menta, finocchio selvatico..)

PROCEDIMENTO

Taglia i pomodorini a metà e passali in padella per pochi minuti con un po’ di olio, l’aglio schiacciato e sale: quando sono pronti aggiungi i legumi ad insaporire.

Dopo averlo lavato tosta il miglio e cuocilo con 3 parti di acqua calda, sale e cuoci per assorbimento. Appena cotto togli il coperchio e disponilo su una pirofina o piatto di portata abbastanza grande per poterlo distendere e farlo raffreddare prima. Sgrana bene appena si è raffreddato e condisci con qualche cucchiaio di pesto, aggiungi un abbondante trito di erbe aromatiche, l’uvetta, i pomodorini con i legumi e mescola insieme, infine aggiungi anche le foglie di rucola fresche e i pistacchi (o mandorle).

Miglio come cous cous…

ENGLISH VERSION

Ever heard a “call” for millet? It may seem anomalous but I do!

Let’s make it clear, it hasn’t always been like this, and indeed there have been many cases in which I ate it “as a medicine”: I’m a “judicious mother” for myself and I say to myself: “Jyoti you know that today it’s the turn of millet for lunch because it is good for this and that?!? ”
And so, despite my dreams were others I proceed and prepare the millet …
But in this period it is not like that, a kind of “natural intelligence” makes me feel good about the idea of ​​a plate of millet as if I were imagining a Sicilian granita almond (which you know well that in summer is the thing I love most!). When I am in balance I realize how easier it is to listen to the real needs expressed by the body rather than the reactions to the stresses of the moment (“Tonight pizza” as a reward after a long and tiring day, or “Now the ice cream” to feel satisfied after a series of tensions and unsatisfactory responses / results / situations ..) and I am amazed at how sometimes I can get away from this state and regain it is always a rediscovery. Of course not everyone has to desire millet to be in balance, but it often happens to spend the days completely alienated from oneself and from real needs and there are a few meters that can make us realize this detachment, for me for example one of these is how and what I eat
Then there are the physiological needs, let’s not forget (even if we underestimate it) that every substance that enters our body starts a series of events and chain reactions, which can be of various types and that we can perceive in an evident or more subtle way. . Millet, thanks to its fibers and the presence of resistant starch, is able to make blood sugar levels more stable and has a low glycemic index compared to other grains that can create greater fluctuations.
Millet fibers also act to reduce cholesterol of exogenous origin in the body by promoting the increase of HDL cholesterol and the production of an anti-inflammatory substance that has a protective function of the heart.
Personally, I don’t consciously realize if my LDL cholesterol decreases and the inflammatory conditions decrease in my body when I eat millet, but certainly energetically I realize that if I don’t eat grains for several days I begin to feel a little more ” unstable “compared to when I use them and I feel more focused (macrobiotica docet).

And the millet is therefore, but in a more summery versions!
If until the winter it may be nice to have the millet for soups, flans and meatballs, as soon as the heat arrives and summer we would also like to do without the “pimps” and have something more grainy and less sticky so you can use some tricks.

  • Toast the millet : toasting the millet makes the cereal become more fragrant and above all it keeps cooking a little longer, so excellent when you would like to have it a little more grainy
  • Watch out for the water: add for 1 part of millet a maximum of 3 parts of water (therefore a cup of millet, 3 cups of water), to avoid that the cereal is forced to absorb more water than necessary, thus turning into a “gruel”, in fact the millet it has the ability to absorb a lot of water (in fact it can be used safely as a polenta by increasing the doses of water, but you already knew this if you have mine book !). But be careful, do not fall into the error of using a millet: water ratio of 1: 2 because it risks being too little so millet does not cook properly and from a miraculous food for our intestine it turns into a food for complicated digestion.
  • More water: cook it in already boiling water. After roasting it, add hot water to your millet because it flakes less, leaving the grain more structured.

Shall we go to the kitchen?

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INGREDIENTES

160 g of millet

2-3 spoon of “recycled pesto” (recipe on my book) or another green vegan pesto

150 – 180 g cooked beans of your choice

2 spoon of dry raisin

Roasted tomatoes or pistachio

300 g ripe tomatoes

1 garlic clove

Some arangula

Fresh erbs of your choice (dill, parsley, mint, wild fennel..)

METHOD

Cut the cherry tomatoes in half and pass them in a pan for a few minutes with a little oil, crushed garlic and salt: when ready, add the legumes to flavor.

After washing it, toast the millet and cook it with 3 parts of hot water, salt and cook for absorption. As soon as it is cooked, remove the lid and place it on an ovenproof dish or serving dish large enough to spread out and let it cool beforehand. Shell well as soon as it has cooled down and season with a few tablespoons of pesto, add a generous amount of chopped aromatic fresh herbs, raisins, cherry tomatoes with legumes and mix together, finally add the fresh rocket leaves and pistachios (or almonds).

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Con l’arrivo del caldo sono importanti i piatti veloci, semplici e freschi.

VELOCI perchè abbiamo voglia di passare meno tempo in cucina ed essere più attivi, di stare all’aperto e di essere più sociali e avere tempo anche per relazionarci con gli altri: è normale, sentiamo che l’ambiente intorno cambia, che ci sarebbe più spazio o che vogliamo più spazio, è l’espansione che porta con se l’Estate!

SEMPLICI perchè l’ultima cosa che vorremmo in questo periodo dell’anno è sentirci spenti, sovraccaricati e privi di energie!

FRESCHI (qui si scopre l’acqua calda!!!) perchè in che altro modo “sano” potremmo cercare di rinfrescare il nostro corpo?

Ecco che le ricette come questo sono eccezionali per avere in un unico piatto tutto ciò che può servirci per rimanere in forma, e questo perchè:

la quinoa non è un cereale, ma un seme che è ricco di nutrienti e di tutti gli amminoacidi essenziali, quindi ottima da utilizzare quando abbiamo fretta (cuoce in 15 minuti) ma vogliamo comunque avere un piatto equilibrato;

le verdure fresche di stagione faranno la loro parte per quanto riguarda minerali, vitamine, fitonutrienti fibre e acqua;

l’avocado non ci fa mancare gli omega-3 dal piatto (ma se non lo trovate perchè la stagione di quelli italiani è quasi finita) potete sostituire con una bella dose di gherigli di noci.

Il pane integrale di pasta madre dà un extra-bonus di carboidrati complessi insieme ad una croccantezza che rende veramente soddisfacente la ricetta anche per chi ama avere qualcosa da “sgranocchiare” nel piatto.

Passiamo alla ricetta!

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Insalata di quinoa con fette di pane a lievitazione naturale

Ingredienti (approssimativamente 2 persone)

80 g di quinoa
250 g di cetriolo
250 g di pomodoro
2-3 cipollotti piccoli
2 spicchi di aglio
Prezzemolo, menta
2 cucchiaini di aceto di mele, olio, sale, pepe, origano
150 g di pane a fette
Insalata verde
1 avocado piccolo

Procedimento

Prepara la quinoa cuocendola per assorbimento dopo averla sciacquata molto bene.
Prepara le fette di pane condendole con un po’ di olio e sale (se lo gradisci anche strofinando dell’aglio) e facendole tostare fino a quando diventano ben croccanti, quasi biscottati: puoi tostarle in forno, in padella oppure in un tostapane, scegli tu il metodo più sostenibile.
Taglia i pomodori e cetrioli a cubettini piccoli, aggiungi i cipollotti a fettine, un trito abbondante di menta e prezzemolo, origano, i due spicchi di aglio schiacciati quindi l’aceto, olio, sale e pepe: mescola bene insieme e quindi aggiungi la quinoa raffreddata, sgranata e ben drenata dell’acqua in eccesso.

In un piatto spezzetta le foglie di insalata, aggiungi la quinoa con le verdure e le fette di pane tostato ulteriormente spezzate a mano.
Sbuccia e taglia l’avocado a fettine e aggiungilo all’insalata.


ENGLISH VERSION

With the arrival of summer fast, simple and fresh dishes are important.

FAST because we want to spend less time cooking and be more active, to spend time outdoors and to be more social and also have time to relate to others: it is normal, we feel that the surrounding environment changes, that there would be more space or that we want more space, is the expansion that Summer brings with it!

SIMPLE because the last thing we want at this time of year is to feel spent, overloaded and lacking in energy.

FRESH becouse is an “healthy” way to protect and refresh our body.

Here, recipes like this are exceptional for having everything you need to stay fit in one dish, and this is why:
quinoa is not a cereal, but a seed that is rich in nutrients and all essential amino acids, therefore excellent to use when we are in a hurry (it cooks in 15 minutes) but we still want to have a balanced dish;

seasonal vegetables will play their part in terms of minerals, vitamins, phytonutrients, fiber and water;

avocado does not make us miss the omega-3s from the plate (but if you can’t find it because the season of the Italian ones is almost over) you can replace it with a good dose of walnuts.

Sourdough wholemeal bread gives an extra bonus of complex carbohydrates together with a crunchiness that makes the recipe truly satisfying even for those who love something to crunching on their plate.
Move on to the recipe!

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Quinoa salad with sourdough bread

Ingredients

80 g of quinoa
250 g of cucumber
250 g of tomato
2-3 small spring onions
2 cloves of garlic
Parsley, mint
2 teaspoons of apple cider vinegar, oil, salt, pepper, oregano
150 g of sliced ​​bread
Green salad
1 avocado

Method

Prepare the quinoa for absorption.
Prepare the slices of bread by adding a little oil and salt and toasting it until it becomes a rusks: you can do it in the oven, in a pan or in a toaster, choose the more sustainable method for you.
Cut the tomatoes and cucumbers into small cubes, add the sliced ​​spring onions, a generous amount of chopped mint and parsley, oregano, crushed garlic, then the vinegar, oil, salt and pepper.

Mix well together and then add the cold and well-drained quinoa of the excess water. In a dish, chop the salad leaves, add the quinoa and further broken slices of toast. Add avocado sliced.

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Fino a qualche tempo fa ero in fissa per tutte le superpalline energetiche a base di datteri e frutta secca
Poi ho fatto una lunga pausa (ne avrò mangiate troppe?), e qualche mese fa ho deciso di recuperare le mie vecchie ricette a riguardo e complici le giornate fredde ho ricominciato ad apprezzare questi piccoli bite potentissimi per via dei loro ingredienti: datteri, uvetta, albicocche secche, noci, mandorle, cacao ecc. Ne ho preparati di diverso tipo: al cacao amaro, al limone, ai lamponi, cocco, nocciolate e al burro di arachidi.. Questa versione di bliss ball (un nome che adoro molto rispetto al classico energy ball!!!) al burro di arachidi devo dire che è quella che trovo più adatta come spezza fame pomeridiano. Per riprendere le energie in un pomeriggio lungo, impegnativo e freddo sono ideali, anche perchè le arachidi sono delle leguminose, quindi ricche in proteine oltre che grassi, per cui è un ottima combinazione per poter poi tenere duro qualche altra ora fino al momento di cena.

INGREDIENTI SPECIALI

Ci sono degli ingredienti che trovo “speciali”, perchè ricchi di peculiarità, ad alto valore nutrizione e allo stesso tempo golosi (soprattutto se combinati tra di loro):

  • I datteri vengono da sempre additati come una “superbomba calorica”, ma non vanno reclusi in questo box! Si tratta di un frutto zuccherino, ma estremamente ricco di minerali (magnesio, ferro, rame, zinco, calcio..) e di quasi tutti gli amminoacidi essenziali.
  • Le arachidi sono “il new black” dell’alimentazione: sottovalutate per moltissimo tempo, ultimamente le troviamo su qualsiasi scaffale di supermercato.. per fortuna, aggiungerei! Infatti le arachidi, se non sono addizionate con olii, zuccheri o eccesso di sale, sono uno snack eccezionale!
  • Il cacao amaro è considerato un cibo funzionale, cioè un cibo che è in grado da una parte di apportare nutrienti e dall’altra di sortire un effetto biologico positivo sul corpo, sopratturro sul muscolo cardiaco (ma attenzione, non si può dire esattamente lo stesso per il cioccolato bianco o al latte!!)
  • Lo sciroppo di acero, è apprezzato per il suo indice glicemico medio, è energizzante ma rimane sempre un dolcificante, quindi da usare con moderazione. Fai attenzione ai prodotti che si trovano in vendita, ormai è diventato comune chiamare sciroppo di acero anche degli sciroppi ipocalorici con aggiunta di aromi che richiamano lo sciroppo di acero ma non hanno nulla a che vedere. Leggi le etichette!

QUANTO SI CONSERVANO?

Una delle cose più fantastiche di queste balls, oltre al fatto che sono golose, è che con il tipo di ingredienti che le costituiscono possono essere conservate per moltissimo tempo: in frigorifero per almeno 2 settimane (se riuscite a trattenervi dal non finirle!). Potete conservarle anche a temperatura ambiente, ma in questo caso meglio consumarle entro qualche giorno (e non sarà un problema immagino!)

La ricetta è:

  • Plant-based, vegan
  • Senza burro, uova, latticini
  • Senza zucchero
  • Paleo
  • Gluten free
  • semplice e veloce

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Ingredienti

100 g di arachidi (preferibilmente tostate)

100 g di datteri denocciolati

30 g di mandorle

30 g di sciroppo di acero

10 g di burro di cacao o olio di cocco

1 cucchiaino di crema di mandorle

pizzico di sale

Copertura: 100 g di cioccolato fondente

Procedimento

Con un mixer molto potente frulla prima le arachidi e le mandorle fino a ridurle quasi ad una pasta (un burro di arachidi denso), puoi aiutarti aggiungendo il burro di cacao sciolto e la crema di mandorle. Aggiungi anche i datteri tritati grossolanamente e lo sciroppo di acero e amalgama tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo e maneggiabile.

Forma con quest’impasto delle palline che metti in frigorifero a raffreddare per circa un ora.

Fai sciogliereil cioccolato fondente a bagno maria e tuffa le palline raffreddate all’interno per ricoprirle. Aggiungi a piacere della granella di arachidi.


Until some time ago I was obsessed with all energy balls based on dates and dried fruit …
Then I took a long break (will I have eaten too many?), and a few months ago I decided to recover my old recipes about it and thanks to the cold days I started to appreciate these little powerful bites because of their ingredients: dates, raisins , dried apricots, walnuts, almonds, cocoa etc. I have prepared different types: bitter cocoa, lemon, raspberry, coconut, hazelnut and peanut butter .. This version of bliss ball (a name that I really love compared to the classic energy ball !!!) with butter peanuts I must say that it is the one that I find most suitable as an afternoon hunger breaker. To regain energy in a long, demanding and cold afternoon, they are ideal, also because peanuts are leguminous plants, therefore rich in proteins as well as fats, so it is an excellent combination to then be able to hold on for a few more hours until dinner time.

SPECIAL INGREDIENTS

There are some ingredients that I find “special”, because they are rich in peculiarities, with a high nutritional value and at the same time greedy (especially if combined with each other):

  • Dates have always been referred to as a “caloric superbomb”, but they should not be enclosed in this box) It’s a sugary fruit, but ectremely rich in minerals (magnesium, iron, zinc, calcium..) and almost all essential amino acids.
  • Peanuts are “the new black” of food: undervalued for a very long time, lately we find them on any supermarket shelf.. luckily.. In fact, peanuts, if they are not added with oils, sugars or excess salt, are an exceptional snack!
  • Bitter cocoa is considered a functional food, that is a food able on one hand to provide nutrients and on the other hand to have a positive biological effect on the body, especially on the heart muscle (but be careful, we cannot say the same for white or milk chocolate!)
  • Maple syrup, appreciated for its average glicemyc index, is energezing but always remains a sweetener, therfore to be used in moderation. Pay attention to the products that are on sale, it has now become common to call maple syrop even low-calorie syrups made with aromas that recall maple syrup but have nothing to do with it. Read the labels!

HOW LONG DO THEY KEEP?

One of the most fantastic things about these balls, besides the fact that they are greedy, is that with the type of ingredients that make them up, they can be kept for a very long time: in the refrigerator for at least 2 weeks (if you can refrain from not finishing them!).
You can also keep them at room temperature, but in this case it is better to consume them within a few days (and it won’t be a problem I guess!)

This recipe is:

  • Plant-based
  • No sugar added
  • No sugar, no eggs, butter or ant animal derivates
  • gluten free (replacing flour with rice flour)
  • Paleo
  • quick and easy

I remind you that to stay tuned and not miss out on the latest news you can subscribe to the NEWSLETTER. You can also tune in on social networks: following my Natural Cuisine page on Instagram and Facebook you will miss not events and news. I’ll be waiting for you! Will  you try my recipe? Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

Ingredients

100 g of peanuts (preferably roasted)

100 g of pitted dates

30 g of almonds

30 g of maple syrup

10 g of cocoa butter or coconut oil

1 teaspoon of almond cream

pinch of salt

Coverage: 100 g of dark chocolate

Method

With a very powerful mixer, first blend the peanuts and almonds until almost reduced to a paste (a thick peanut butter), you can help yourself by adding the melted cocoa butter and almond cream. Also add the coarsely chopped dates and maple syrup and mix everything until you get a smooth and manageable mixture.

Shape this dough into balls that you put in the refrigerator to cool for about an hour.

Melt the dark chocolate in a bain-marie and dip the cooled balls inside to cover them. Add chopped peanuts to taste.

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Confesso di non essere una fanatica della besciamella e dei cibi in besciamella.. Sin da bambina tutto ciò che era estremamente filante o dall’aspetto cremoso (esclusi i dolci naturalmente!!!) non mi interessava minimamente, anzi era da evitare. Non ho mai ben capito perchè, non si trattava di sapori sgradevoli, ma di sensazioni.. Avevo l’impressione di non vedere il cibo “nascosto” in queste creme e salse.
Crescendo è un pò passata questa sensazione, ma a tutt’oggi non sono una patita di finti formaggi, salse abbondanti e besciamelle.. Però mi rendo conto che queste soluzioni piacciono molto, soprattutto quando si vuole “invogliare” qualcuno a consumare delle verdure poco gradite: non mi riferisco solo ai bambini, ma anche agli adulti!

COME SI PREPARA LA BESCIAMELLA

Ci sono dei piccoli accorgimenti che puoi usare per fare la tua besciamella a casa:

  • Rapporto tra farina e latte: mediamente si tratta di 100 g di farina su 1 litro di latte, se preferisci una besciamella meno soda basta diminuire di poco la quantità di farina
  • Come non far formare grumi alla farina: è sempre meglio la farina prima di usarla per preparare il fondo della besciamella…altrimenti potrebbe seguire una lotta con i grumi
  • Noce moscata, sempre meglio inserirla verso la fine cottura in modo che il profumo sia più intenso
  • Latte: sempre meglio a temperatura ambiente da aggiungere a filo per evitare la formazione di grumi

CHE LATTE VEGETALE USO?

Ci sono tantissimi tipi diversi di bevande vegetali che si possono usare per sostituire il latte.

  • Bevanda di soia, dal sapore abbastanza neutro, viene trasformato da una buona dose di noce moscata insieme all’olio di oliva
  • Latte di mandorle, ma rigorosamente senza zucchero (verifica sempre gli ingredienti)
  • Bevanda di riso o di avena, le sconsiglio perchè hanno un sapore tendenzialmente dolce che altera il risultato finale
  • Bevande di anacardi, noci macadamia, canapa se sono senza zucchero possono essere una buona scelta
  • Brodo vegetale, può essere un alternativa al latte per ottenere una besciamella più leggera

Detto questo oggi per rendere i miei cavoletti di Bruxelles, cavolfiori viola e cavolfiori verdi più attraenti ho deciso di prepararli con la mia besciamella, andiamo alla ricetta!

Questa ricetta è:

  • Plant-based, vegan
  • Senza burro, uova, latticini
  • Gluten free (sostituendo farina con farina di riso)
  • semplice e veloce

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Ingredienti

Verdure: circa 700 g tra cavoletti di Bruxelles, cavolfiori verdi e viola

Per la besciamella:

700 ml di latte di mandorla senza zucchero

300 ml di brodo vegetale

100 g di farina di tipo 2 (oppure farina di riso per la versione gluten free)

50-70 g di olio di oliva

q.b. noce moscata

aglio in polvere

sale

Procedimento

Lava e pulisci le verdure e scottale in acqua bollente già salata in modo che siano al dente.

In una pentola versa la farina e l’olio e comincia a mescolare prima a fuoco spento e poi con fuoco al minimo. Sempre mentre mescoli aggiungi poco per volta il latte vegetale a filo per evitare di formare grumi. Dopo aver aggiunto il latte vegetale passa al brodo, sempr emescolando per eveitare che si attacchi sul fondo. Porta ad ebollizione e aggiungi anche il sale e l’aglio in polvere (se lo usi) e quando raggiunge la densità desiderata spegni il fuoco e aggiungi la noce moscata.

In una teglia distribuisci qualche cucchiaio di besciamella, poi le verdure e ricopri con la besciamella, quindi cuoci in forno a 190°C per 15-20 minuti circa.


I must say that I am not a fanatic of béchamel and béchamel foods .. Since I was a child, everything that was extremely stringy or creamy-looking (excluding desserts of course !!!) did not interest me, indeed it was to be avoided. I never really understood why, it wasn’t unpleasant flavors, but just a sensation.
Growing up this feeling is a bit past, but to this day I am not a fan of fake cheeses, abundant sauces and béchamel.. But I realize that these answers are very popular, especially when you want to “entice” someone to consume some vegetables they dislike: I am not referring only to children, but also to adults!

HOW TO PREPARE BECHAMEL

There are some small tricks to make your béchamel at home:

  • Ratio between flour and milk: on average it is 100g of flour per liter of milk, if you prefer a less firm béchamel just reduce the amount of flour a little
  • How not to make flour lumps: it is always better to sift the flour before using it to prepare the bottom of the béchamel, otherwise a fight with lumps could follow…!
  • It’s always better to insert nutmeg at the of cooking so that the aroma is more intense
  • Milk (in this case plantbased)is always better at room temperature and adding slowly to avoi the formation of lumps

WHICH PLANT MILK CAN I USE?

There are many different types of plant-based drinks that can be used as a substitute for milk.

  • Soy drink, with a fairly neutral flavor, is transformed by a good dose of nutmeg together with olive oil
  • Almond milk strictly sugar free (always check the ingredients)
  • Rice or oat drink, I do not recommend them because they have basically a sweet taste that alters the final result
  • Cashew, macadamia nut, hemp drinks without sugar can be a good choice
  • Vegetable broth can be an alternative to milk to obtain a ligther bechamel

That said today to make my Brussels sprouts, purple cauliflower and green cauliflower more attractive I decided to make them with my bechamel, let’s go to the recipe!

This recipe is:

  • Plant-based
  • No sugar, no eggs, butter or ant animal derivates
  • gluten free (replacing flour with rice flour)
  • quick and easy

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Ingredients

Vegetables: about 700g of Brussels sprouts, green and purple cauliflowers

For the bechamel

700 ml of sugar-free almond milk
300 ml of vegetable broth
100 g of type 2 flour (or rice flour for the gluten free version)
50-70 g of olive oil
pinch of nutmeg
garlic powder
salt

Method

Wash and clean the vegetables and blanch them in boiling salted water so that they are al dente.

In a saucepan pour the flour and oil and start mixing first with the heat off and then with the heat at low. While stirring, add the vegetable milk a little at a time to avoid forming lumps. After adding the vegetable milk, switch to the broth, always stirring to avoid it sticking to the bottom. Bring to a boil and also add the salt and garlic powder (if you use it) and when it reaches the desired density turn off the heat and add the nutmeg.

Spread a few tablespoons of béchamel into a pan, then the vegetables and cover with the béchamel, then bake in the oven at 190 ° C for about 15-20 minutes.

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E’ arrivata la tarda Estate! Non è ancora Autunno, ma non è nemmeno Estate…siamo a metà! Nella tradizione orientale questa è la quinta stagione, il momento in cui la terra si mostra in tutta la sua abbondanza e con i suoi colori caldi, accoglienti e morbidi, non ancora caratterizzato da quella sensazione di malinconia che invece accompagna l’arrivo dell’Autunno.

Quindi in questa stagione è facile trovarsi in casa tantissima frutta di ogni tipo, giunta a piena maturazione, dolce e succosa. E’ il periodo delle conserve.

Da piccola ricordo che in questa stagione se avevamo tanta frutta che non si riusciva a consumare in tempo facevamo le marmellate. Ma in questo periodo si faceva una marmellata in particolare, quella di “Tutti i Frutti”! Si perchè magari ci si ritrovava con qualche pesca, delle susine, magari dell’uva oppure delle perine e poi qualche fico.. Tutti maturi insieme che non si riusciva a smaltire. Così si metteva tutto in un pentolone con dello zucchero e si facevano cuocere insieme. Era veramente fantastico, è poi ogni anno aveva un gusto diverso ma sempre molto buono perchè i frutti in questo periodo raggiungono il massimo della loro dolcezza!

Mi sono ritrovata in quella stessa situazione oggi e così ho preparato questa composta con 3 tipi di frutti diversi accomunati tutti dall’essere molto maturi e dolci per cui ho potuto usare pochissimo zucchero per dolcificare.

Varianti

Ho usato in questo caso prugne, pesche e fichi ma nulla vieta di aggiungere uva, pere o mele..
Anche le proporzioni possono variare: un pò di iniziativa e di buon senso e potete ottenere sempre delle marmellate diversa ma buonissime.
Il segreto è la frutta matura e quindi naturalmente dolce!

Ingredienti

900 g di prugne
600 g di pesche
250 g di fichi
120 g di zucchero di canna

Procedimento

Pulire tutta la frutta e denocciolare pesche e prugne. Se la frutta non è trattata potreste fare a meno di sbucciare pesche e fichi.

Versare tutta la frutta tagliata a pezzettoni in una pentola con lo zucchero (io nel mio caso ho usato il Cook Expert della Magimix) e far cuocere con coperchio per circa 1 ora.

Versare in dei barattoli ben puliti e asciutti la composta ottenuta, chiudere (controllare sempre che il coperchio sia in buone condizioni specie se si tratta di barattoli già utilizzati).

Sistemare tutti i barattoli in una pentola con acqua calda in modo che siano ricoperti dall’acqua e portare ad ebollizione. Far bollire per 25-30 minuti circa.

Una volta raffreddati si possono conservare anche per un anno.

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Late Summer has arrived! It’s not Autumn yet, but it’s not Summer either … we’re halfway through! In the oriental tradition this is the fifth season, the moment in which the earth shows itself in all its abundance and with its warm, welcoming and soft colors, not yet characterized by that feeling of melancholy that instead accompanies the arrival of Autumn. .

So in this season it is easy to find a lot of fruit of all kinds at home, fully ripe, sweet and juicy. It is the period of preserves.

As a child I remember that in this season if we had a lot of fruit that we couldn’t consume in time, we would make jams. But in this period they made a jam in particular, that of “Tutti i Frutti”! Yes, because maybe we found ourselves with some peaches, plums, maybe grapes or pearls and then some figs .. All ripe together that could not be disposed of. So they put everything in a cauldron with sugar and they cooked together. It was really fantastic, and every year it had a different taste but always very good because the fruits in this period reach the maximum of their sweetness!

I found myself in that same situation today and so I prepared this compote with 3 types of different fruits all united by being very ripe and sweet so I could use very little sugar to sweeten

Variant

In this case I used plums, peaches and figs but nothing prevents you from adding grapes, pears or apples ..
Even the proportions can vary: a little initiative and common sense and you can always get different but very good jams.
The secret is ripe and therefore naturally sweet fruit!

Ingredients

900 g plums
600 g peach
250 figs
120 whole sugar cane

Method

Clean all the fruit and ston the peaches and plums. If the fruit is not treated you could do without peeling peaches and figs.
Pour all the fruit cut into large pieces in a pan with the sugar (in my case I used the Magimix Cook Expert) and cook with lid for about 1 hour.

Pour the compote obtained into well-cleaned and dry jars, close (always check that the lid is in good condition, especially in the case of jars that have already been used).

Place all the jars in a pot with hot water so that they are covered with water and bring to a boil. Boil for about 25-30 minutes.

Jar can be kept for up to a year.

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Se qualche volta dimentichi di avere il tuo pane a lunga lievitazione, dopo alcuni giorni diventa troppo duro per essere ancora affettato e consumato come fai di solito. Qui entrano in scena i piatti in cui si ricicla il pane: avrai visto qualche ricetta qui e un dolce con il pane vecchio qui
Oggi però vi racconto il mio metodo preferito in estate, semplice, senza pretese e supergoloso!
Ma ricordati che il segreto dei piatti semplici sono gli ingredienti: sono pochi ma devono essere veramente buoni!
Gli ingredienti sono:

  • pane integrale o semintegrale a lunga lievitazione (perchè lo voglia digeribile e che ci faccia bene!)
  • pomodori maturi al punto giusto (una ricetta rigorosamente estiva quindi!) di un bel colore rosso e il profumo quasi dolce, possono essere una buona scelta i pomodori cuore di bue
  • olio di extravergina di oliva “quello buono”!
  • delle erbe aromatiche belle fresche (se avete la vostra piantina in vaso è il top!)

A questo punto possiamo procedere!

Ingredienti ( a “sentimento” ossia come si preferisce, basta che siano buoni!)

Pomodori maturi tipo cuore di bue

Pane raffermo

Capperi dissalati

Erbe aromatiche fresche (basilico, prezzemolo e menta)

Aglio

Olio evo

Sale

Procedimento

Ho tagliato i pomodori maturi e ho aggiunto le erbe scelte tritate insieme al sale e ho messo da parte.

In una padella antiaderente ho scaldato l’olio di oliva, aggiungendo aglio fresco e i capperi e un pochino di #alganori.L’alga nori è facoltativa, ma io volevo aggiungere un pò di profumo (ed energia) del mare!!!
Ho fatto scaldare per 10 minuti stando molto attenta che l’olio non friggesse.
Poi ho aggiunto il pane a lunga lievitazione in padella e fatto insaporire in modo che assorbisse anche buona parte dell’olio. Ho versato tutto il contenuto della padella in un piatto da portata e su di esso i pomodori e quindi… Enjoy!

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If occasionally you forget that you have your long-leavened bread, after a few days it becomes too hard to still be sliced and eaten as you usually do. Here the dishes in which the bread is recycled enter the scene: you will have seen some recipes here and a dessert with old bread here
But today I’ll tell you about my favorite method in the summer, simple, unpretentious and super tasty!
But remember that the secret of simple dishes are the ingredients: they are few but they must be really good!
The ingredients are:

  • wholemeal or semi-wholemeal bread with long leavening (because we want it to be digestible and it is good for us!!!)
  • tomatoes ripe at the right point (a strictly summer recipe!) with a beautiful red color and an almost sweet scent, oxheart tomatoes can be a good choice
  • extra virgin olive oil “the good one”!
  • some nice fresh aromatic herbs (if you have your own potted plant it is the top!)

If you got everything we are ready to go..

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Ingredients (without doses or rather as you prefer, as long as they are good!)

Ripe beefsteak type tomatoes

Stale bread

Desalted capers

Fresh aromatic herbs (basil, parsley and mint)

Garlic

Extra virgin olive oil

salt

Method

I cut the ripe tomatoes and added the chopped choice herbs along with the salt and set aside. In a non-stick pan I heated the olive oil, adding fresh garlic and capers and a little bit of # alganori. The nori seaweed is optional, but I wanted to add some scent (and energy) of the sea !!! I did heat for 10 minutes being very careful that the oil did not fry. Then I added the long leavening bread in the pan and seasoned so that it also absorbed a good part of the oil. I poured all the contents of the pan into a serving dish and the tomatoes on it and then … Enjoy!

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Da quando ho scoperto quando sono squisiste le barbabietole arrostite in forno sono diventate uno dei miei contorni preferiti! Il sapore si concentra in maniera eccezionale senza essere stucchevolmente dolce!
Se quando acquisti le barbabietole le trovi con le foglie, usa le foglie come una qualsiasi verdura verde o mescolale nelle tue torte salate con altre erbette.
Più le barbabietole sono rosse acceso e più sono ricche di nutrienti… E’ vero, sono bellissime da vedere anche quelle giallo-arancio, ma le barbabietole rosse sono sicuramente dei superalimenti rispetto alle loro omonime un pò meno colorate.

Queste barbabietole (o rape rosse) sono veramente semplici da preparare, quindi basta avere in casa gli ingredienti e si può procedere immediatamente.

Questa ricetta è:

  • gluten free
  • dairy free
  • vegan
  • semplice e veloce

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Ingredienti

4-5 rape rosse con la buccia

1-2 cucchiai di sciroppo di acero

2 cucchiai di olio evo

150 g di yogurt di soia al naturale

1 spicchio di aglio

sale

Procedimento

Lave bene le rape rosse e mettile in una teglia in forno a 230°C per circa 30 minuti o finchè non saranno ben cotte (fai una prova inserendo una forchetta e verifica se penetra bene all’interno).
Quando le rape sono cotte sbucciale e tagliale a fette, quindi condiscile con lo sciroppo di acero, un cucchaio di olio evo e un pizzico di sale. Lascia marinare circa 30 minuti e nel frattempo aggiungi allo yogurt lo spicchio di aglio grattugiato, il sale e un cucchiaio di olio evo e lascia riposare.
Al momento di servire le rape condiscile con lo yogurt.

Se ti piacciono le ricette con le rape rosse (o barbabietole) puoi andare a curiosare anche sul mio libro ZenKitchen 108 ricette per una cucina naturale sana e felice

Roosted beetroots

Since I discovered how delicious they are, oven-roasted beets have become one of my favorite side dishes! The flavor is exceptionally concentrated without being cloyingly sweet!
When you buy beets if you find them with leaves, use the leaves like any green vegetable or mix them in your quiches with other herbs. The more bright red the beets are, the richer they are in nutrients … It’s true, even the yellow-orange ones are beautiful to look at, but red beets are certainly superfoods compared to their namesake a little less colorful.
These beets are really simple to prepare, so just have the ingredients at home and you can proceed immediately.
This recipe is:

  • gluten free
  • dairy free
  • vegan
  • quick and easy

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Ingredients

4-5 red turnips with skin

1-2 tablespoons of maple syrup

2 tablespoons of extra virgin olive oil

150 g of natural soy yogurt

1 clove of garlic

salt

Method

Wash the beetroots well and place them in a pan in the oven at 230 ° C for about 30 minutes or until they are well cooked (test by inserting a fork and check if it penetrates well).
When the turnips are cooked, peel them and cut them into slices, then season them with the maple syrup, a spoonful of extra virgin olive oil and a pinch of salt. Leave to marinate for about 30 minutes and in the meantime add the grated garlic clove, salt and a tablespoon of extra virgin olive oil to the yogurt and let it rest.
When it is time to serve the turnips, season them with the yogurt.

If you like recipes with beetroot (or beetroot) you can also browse my bookZenkitchen, 108 ricette plant-based per una cucina sana e felice

Either you love it or you hate it…Why?
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Noi italiani amiamo le erbe aromatiche fresche nei nostri piatti e le usiamo spessissimo: il profumato basilico, l’onnipresente prezzemolo, l’intenso alloro, lo stimolante rosmarino… Ma le foglie di coriandolo fresco proprio non le possiamo soffrire!

A me piace il coriandolo fresco, lo confesso.
In piccole quantità lo trovo veramente interessante, ma l’ho un pò relegato in un angolo della mia cucina perchè in Italia la maggior parte delle persone mi dicono “Sà di cimice!“.
Per me è sempre stata stupefacente questa risposta, non riuscivo a capire come si potesse associare una cimice morta alle foglie di coriandolo fresco. All’inizio pensavo che forse si trattasse di una sorta di abitudine e di reazione emotiva: io l’ho sempre mangiato durante i miei viaggi, quindi forse mi ero abituata al suo sapore in occasioni particolari a cui ero affezionata. Ma la risposta “Sà di cimice!” era troppo frequente e così ho deciso di fare qualche ricerca…

CORIANDOLO, TROVA LE DIFFERENZE

Intanto facciamo una premessa, quando in cucina si parla di coriandolo si parla di due forme botaniche diverse della stessa pianta. La pianta del coriandolo ha delle foglie (che ricordano appunto il prezzemolo) e che si usano come qualsiasi erba aromatica fresca in cucina: si può aggiungere ai vostri falafel, al guacamole, ad un insalata di patate fredda, al curry di verdure… Non c’è fine alle possibilità di utilizzo. Di seguito vi lascio la ricetta per un pesto!
La stessa pianta produce delle infiorescenze e quindi dei semi, piccoli, tondi, che usiamo spesso in cucina, appunto il “coriandolo“! Nel primo caso abbiamo le foglie fresche e nel secondo caso i semi (considerate una spezia). Tendenzialmente quando troviamo tra gli ingredienti il coriandolo ci si riferisce ai semi, mentre se è specificato che è fresco ci riferiamo alle foglie. La differenza in termini di gusto fra le due forme della stessa pianta è abissale, quindi se siete tra quelli a cui non piace il coriandolo fresco, date una chance ai suoi semi, potrebbero stupirvi.

Foglie di coriandolocilantro leaves

PROPRIETA’ DEL CORIANDOLO

Il gusto del coriandolo fresco sarà davvero terribile per molti di voi, ma le sue proprietà sono eccezionali. Una volta incrociai una collega, cuoca cinese, nella sua pausa pranzo, e si era appena preparata un’insalata con mele e coriandolo fresco per detossificarsi. Fui stupita dall’abbinamento.. e dalle quantità di coriandolo usate! In effetti il coriandolo fresco ha moltissime proprietà:

  • contiene dei composti antimicrobici che aiutano a proteggere il corpo da infezioni e malattie causate dai cibi avariati
  • è un grande antinfiammatorio e leggermente analgesico
  • ha un leggero effetto ansiolitico
  • aiuta in caso di problemi digestivi (chi non ama il suo odore non lo direbbe, ma è cosi!)
  • abbassa i livelli del glucosio ematico (tanto che chi ha livelli di glucosio ematico bassi dovrebbe farci attenzione)
  • protegge dallo stress ossidativo
  • sembra che sia coinvolto nella mobilitazione ed eliminazione dei metalli pesanti (fonte non verificata)

Insomma… “saprà di cimice” ma apporta così tanti benefici che bisognerebbe prenderlo in considerazione.

PERCHE’ NON HA PER TUTTI LO STESSO SAPORE? COLPA DEI GENI!

Cosa ci ha fatto di male il povero coriandolo fresco? Perchè nei paesi arabi, asiatici o latino-americani è ampiamente usato e invece noi lo snobbiamo?
Il coriandolo è anche uno degli ingredienti fondamentali di piatti come il guacamole o il chili messicano, piuttosto che un buon curry thay o un veg pulao… E allora?

Perchè io lo trovo gradevole e la maggior parte dei partecipanti ai miei corsi vivono bene senza? Tutta colpa dei geni!

Si perchè il coriandolo contiene un aldeide, e alcuni di noi hanno potrebbero avere un gene che li rende ipersensibili ad un composto, un’aldeide, presente nel coriandolo fresco.
Sembra che in generale siano le donne ad avere una maggiore sensibilità rispetto agli uomini (in effetti nella mia esperienza statisticamente è così!). Non solo, i latino-americani e le popolazioni dell’est- e sud-asiatico, sono molto meno sensibili a questa aldeide rispetto agli europei (motivo per cui nelle loro ricette troviamo spessissimo il coriandolo contrariamente ai piatti di tradizione europea).

Ma questa sensibilità non è definitiva! Il nostro cervello riesce a “metabolizzarla” e trasformarla, soprattutto se l’associa ad eventi positivi e quindi riesce ad adattarsi a questo odore (forse nel mio caso, l’esperienza di averlo conosciuto e assaggiato sempre in viaggio me lo ha reso meno ostile).

Quindi non tutto è perduto. Un giorno potreste passare dall’odiarlo all’amarlo!

Nel frattempo, se come me lo amate e vi siete muniti di piantine di coriandolo fresco, ecco la ricetta di un pesto interessante da utilizzare per condire riso integrale, sandwich, legumi ecc.

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Pesto di rucola e coriandolo – rocket and cilantro pesto

Se ancora non lo conosci, ti ricordo il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.

Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

PESTO DI RUCOLA E CORIANDOLO FRESCO

Ingredienti

60 g circa di anacardi

15-20 g di rucola

15 g coriandolo fresco

qualche foglia di sedano

1 spicchio di aglio

olio evo

Procedimento

In un mixer aggiungi gli anacardi e comincia a frullarli finemente, quindi aggiungi rucola, aglio e coriandolo e le foglie di sedano fino ad ottenere un composto omogeneo e finemente sminuzzato. Aggiungi olio evo e frulla per altri 5-10 secondi, quindi versa in un barattolo, livella e ricopri con olio evo. Conserva in frigorifero.

CHEF TIPS

Puoi cambiare il rapporto tra le varie erbe e il coriandolo, soprattutto se non ti piace moltissimo (per il momento), e aumentare la rucola diminuendo il coriandolo fresco. Puoi sostituire gli anacardi con noci macadamia o mandorle; aggiungi sempre olio di oliva perchè i grassi mitigano il sapore del coriandolo fresco.



We Italians love fresh aromatic herbs in ours dishes and we use them very often: the fragrant basil, the omnipresent parsley, the intense bay leaf, the stimulating rosemary … But we just can’t stand fresh coriander leaves!

I like fresh coriander. In small quantities I find it really interesting, but it is confined to a corner of my kitchen because in Italy most people tell me “It’s taste like shield bug!”. This answer has always astonished me, I couldn’t understand how a shield bug could be associated with fresh coriander leaves. At first I thought that maybe it was a kind of habit and emotional reaction: I’ve always eaten it during my travels, so I got used to its taste on special occasions that I was fond of. But the answer “It tastes like a shield bug!” it was too frequent so I decided to do some research.

CILANTRO, FINDS THE DIFFERENCES

Let’s make a premise: when we talk about coriander/cilantro in the kitchen, we talk about two different botanical forms of the same plant. The coriander plant has leaves (which are reminiscent of parsley) and which are used like any fresh aromatic herb in the kitchen: add them to your falafel, guacamole, a cold potato salad, vegetable curry … endless uses!
Below you’ll find the recipe for a pesto!
The same plant produces inflorescences and therefore seeds, small and round, which are often used in the kitchen, precisely the “coriander”! In one case we have the fresh leaves and in other case the seeds (considered a spice). Generally when we find coriander among the ingredients they referring to the seeds, whereas if it is specified that it is “fresh” they are talking about the leaves. The difference in taste between the two forms of the same plant is huge, so if you are among those who don’t like fresh coriander, give its seeds a chance, they might surprise you.

Coriander seed

CILANTRO PROPERTIES

The taste of fresh cilantro will be truly awful for many of you, but its properties are exceptional. I once ran into a colleague, a Chinese cook, on her lunch break, and she had just made herself a salad with apples and fresh coriander to detoxify. I was amazed by the combination .. and the amount of coriander used! In fact, fresh coriander has many properties:

  • it contains antimicrobial compounds that help the body protect the body from infections and diseases caused by spoiled foods
    it is a great anti-inflammatory and mildly analgesic
  • has a slight anxiolytic effect
  • helps in case of digestive problems (those who do not like its smell would not say, but it is!)
  • lowers blood glucose levels (so much so that those with low blood glucose levels should be careful)
    protects from oxidative stress
  • it seems to be involved in the mobilization and elimination of heavy metals (source not verified)

Well … “it tastes like a dead bug” but it brings so many benefits that it should be taken into consideration.


WHY IT DOESN’T HAVE THE SAME TASTE FOR EVERYONE? IT’S THE GENES FAULT

What have they done wrong to us?
Why is it widely used in Arabic, Asian or Latin American countries and whilst we simply ignore it?
Coriander is also one of the key ingredients in dishes like guacamole or Mexican chili, rather than a good Thay curry or veg pulao … So what?
Why I find it pleasant whereas most of my course participants live well without it? It’s the genes fault!
Yes, because coriander contains an aldehyde and some of us may have a gene that makes them ipersensitive to this aldehyde which is present in fresh coriander.
Generally speaking it seems that women have a higher sensitivity to it than men (in fact in my experience statistically it is!). Furthermore, Latin Americans, East and South Asians, are much less sensitive to this aldehyde than Europeans (which is why we often find coriander in their recipes, unlike traditional European dishes). But this sensitivity is not definitive! Our brain is able to “metabolize” it and transform it, especially if it associates it with positive events and therefore manages to adapt to this smell (perhaps in my case, the experience of having known and tasted it whilst travelling made it less hostile to me!! ).
Thus, not everything is lost. One day you might go from hating cilantro to loving him!
In the meantime, if you love it and have provided yourself with fresh coriander, here is an interesting pesto you can use to season brown rice, sandwiches, legumes, etc.

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You can find it on Ibs books, on Feltrinelli and many other book sites. Visit the dedicated page to find out more.

ROCKET AND CILANTRO PESTO

Ingredients:

60 g cashew

15-20 g rocket

15 g fresh cilantro leaves

a few celery leaves

1 garlic clove

olive oil

Method

In a mixer add the cashews and blend them finely, then add the rocket, garlic, coriander and the celery leaves until you get a homogeneous and finely chopped mixture. Add extra virgin olive oil and blend for another 5-10 seconds, then pour into a jar, level and cover with extra virgin olive oil. Store in the refrigerator.

CHEF TIPS

You can change the ratio of herbs to cilantro, especially if you don’t like it very much (for now) – increase the rocket and decrease the fresh cilantro. You can replace cashews with macadamia nuts or almonds; always add olive oil because the fats mitigate the flavor of fresh coriander.

Questi biscotti sono semplici, con pochi ingredienti buoni e scelti con cura per ottenere un biscotto goloso e gluten free.
These biscuits are simple, with few good ingredients and carefully chosen to obtain a greedy and gluten free biscuit.
SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION

Sto provando dei nuovi dolci senza glutine, l’idea è che rimangano comunque semplici nella ricetta e senza l’aggiunta di farine raffinate, amido e fecola. Molto spesso i prodotti senza glutine che si possono trovare in commercio hanno una lunga lista di ingredienti e tra questi oltre allo zucchero sono presenti anche farine raffinate e amidi che contengono zuccheri semplici e contribuiscono quanto i dolcificanti ad aumentare la nostra glicemia dopo averli assunti. Molti scelgono un prodotto senza glutine perchè costretti dalle circostanze (celiachia, gluten sensivity…) e per ovviare a questo problema poi si ritrovano ad avere altre conseguenze.

Trovo che le alternative esistano, a volte possono sembrare più complesse o leggermente più costose ma se non dedichiamo tempo e energia alla nostra felicità e salute a cosa dovremmo dedicarci? Comunque, sicuramente in questo caso non sono troppo complesse!

Per questa ricetta mi sono rifatta a quella dei “Biscotti alle nocciole” di Donna Hay nel libro “Life in Balance“: mi è sembrata una buona ricetta che ho riadattato per le mie esigenze. Ho scelto delle farine integrali senza glutine (farina di riso integrale e grano saraceno), delle nocciole, come dolcificante lo sciroppo di acero. Per la farcitura al cacao ho usato cioccolato fondente al 70% con burro di arachidi, rendendo quindi la crema più golosa ma anche più ricca in proteine.

Questi biscotti sono naturalmente:

  • senza zucchero raffinato
  • senza glutine
  • senza latticini e senza uova
  • senza soia
  • vegan

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Ingredienti (per 18-20 biscotti circa)

100 g di farina di grano saraceno
60 g di farina di riso integrale
100 g di sciroppo di acero
75 g di farina di nocciole
60 g di olio di vinacciolo
20 g di acqua
½ cucchiaino di sale fino
1/2 cucchiaino di lievito per dolci (facoltativo)

Crema al cioccolato

80 g di cioccolato fondente
40 g di burro di arachidi senza zucchero

Procedimento

Setaccia le farine, il lievito e il sale in una terrina. Emulsiona insieme acqua, sciroppo di acero e olio e usa l’emulsione per impastare insieme tutto. L’impasto sarà un pochino sbricioloso, ma continua a lavorarlo per renderlo omogeneo e il più compatto possibile: sarà la natura leggermente collante dello sciroppo di acero che ti aiuterà un pochino. Poni l’impasto a raffreddare in firgorifero per almeno 40 minuti. Dopo il tempo di riposo forma con l’impasto dei piccoli biscotti tondi dello stesso diametro e inforna a 180°C per 20 minuti circa (o fino a quando non saranno ben cotti con i bordi leggermente dorati.

Fai raffreddare i biscotti e a parte fai sciogliere il cioccolato fondente e aggiungi il burro di arachidi. Lascialo raffreddare un pochino prima di disporlo sulla metà dei biscotti per poi adagiarci sopra il resto dei biscotti.

CHEF TIPS

Prova a variare la quantità di farine: puoi usare esclusivamente grano saraceno se ti piace il suo sapore, altrimenti, come in questo caso mescola con farina di riso o farina di miglio.
Questi biscotti possono essere conservati tranquillamente a temperatura ambiente, in un barattolo di vetro, fino ad una settimana!


Se ancora non lo conosci, ti ricordo il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.
Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra.

Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.


I’m trying new gluten-free desserts, the idea is that they remain simple in the recipe and without the addition of refined flours, potato flour and corn starch. Very often gluten-free products found on the market have a long list of ingredients and among these in addition to sugar there are also refined flours and starches that contain simple sugars which contribute as much as sweeteners to increase our blood sugar. Many choose a gluten-free product because they are forced by circumstances (celiac disease, gluten sensivity …) and to remedy this problem then they find themselves having other consequences.

I believe that alternatives exist, sometimes they may seem more complex or slightly more expensive but if we don’t really dedicate time and energy to our own happiness and health what should we dedicate ourselves to? However, these is not the case as these cookies are certainly not too complex!

For this recipe I went back to Donna Hay‘s “Hazelnut Biscuits” in her book “Life in Balance“: it seemed like a good recipe which I adapted for my needs. I chose gluten-free wholemeal flours (brown rice flour and buckwheat), hazelnuts, maple syrup as a sweetener. For the cocoa filling I used 70% dark chocolate with peanut butter, thus making the cream more delicious but also richer in proteins.

This cookies are:

  • refined sugar free
  • gluten free
  • dairy free and egg free
  • soy free
  • vegan

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Ingredients (for about 18-20 cookies)

100 g of buckwheat flour
60 g of brown rice flour
100 g of maple syrup
75 g of hazelnut flour
60 g of grapeseed oil
20 g of water
½ teaspoon of fine salt
1/2 teaspoon of baking powder

Chocolate cream

80 g of dark chocolate
40 g unsweetened peanut butter

Procedure

Sift the flours, baking powder and salt into a mixing bowl. Make an emulsion by mixing together water, oil and maple syrop and use it to knead everything together. The dough will be a little crumbly, but continue to knead it to make it homogeneous and as compact as possible: the slightly sticky nature of the maple syrup will help you a little. Put the dough in the fridge for at least 40 minutes. After the resting time, roll out the dought, form small round biscuits of the same diameter and bake at 180 ° C for about 20 minutes (or until they are well cooked and the edges slightly golden.

Whilst are cooling, separately melt the dark chocolate and add the peanut butter. Let it cool down a bit before spreading putting the remaining cookies on top like a sandwich.

CHEF TIPS

Try varying the amount of flour: you can only use buckwheat if you like it otherwise, as in this case mix with rice flour or millet flour.
These cookies can be safely stored at room temperature, in a glass jar, for up to a week!


If you still don’t know it, let me remind you of my cookbook “ZenKitchen 108 plant-based recipes for natural, healthy and happy cooking”. In the book you will find many plant-based recipes for every day, but not only: a solid foundation on the fundamentals of healthy natural cooking and lots of extra tips and suggestions.

You can find it on Ibs books, on Feltrinelli and many other book sites. Visit the dedicated page to find out more.