Se abiti in città e vuoi sentire un pò di primavera ecco cosa puoi fare:
stare più tempo all’aria aperta e muoversi in bicicletta è il massimo;
fare la pausa pranzo all’aperto è sempre un break dalle quattro mura del nostro ufficio;
andare fuori città, al mare, in montagna o in collina aiuta tantissimo a ricollegarci al ciclo della natura: non ti senti forse rinnovata/o quando puoi stare un pò di tempo nella natura? E’ forse una delle più grandi forme di detox che abbiamo…

Ma se non riesci a fare tutto questo oppure non basta… rivolgiti anche al cibo e sceglilo in maniera più primaverile!
Cosa vuol dire scegliere il cibo in modo più primaverile?
Beh sicuramente scegliere le verdure di stagione, quindi ecco che si fa largo nella nostra cucina il colore verde: spinaci, erbette, aglio ursino, rucola, carciofi, broccoli, cime di rapa…
Poi comincia ad usare un pò più di verdure in insalata e cruditè: insalatine verdi che sfruttano ancora le arance, oppure mix di finocchi, carote e rape rosse, oppure rivitalizza le tue insalate usando germogli e sapori più pungenti come la rucola e il crescione.
Non dimenticare anche i metodi di cottura: qualche stufato in meno per favorire una cottura a vapore in più! A vapore puoi cuocere non solo le verdure, per esempio potresti preparare dei dumplings o dei muffin cotti a vapore.

In primavera io ricomincio a fare i pesti per esempio, e ce ne possono essere di tutti i tipi: rucola, spinaci, crescione, aglio ursino… Oggi prepariamo insieme quello di broccoli, che vi ho già spiegato come preparare durante la rubrica Pillole di Cucina Naturale.

Questa ricetta che andiamo a preparare è:

  • vegan
  • lattosio free
  • plant based e inoltre
  • senza glutine con il bonus extra di essere veramente
  • semplice!

Prima di andare alla ricetta ti ricordo che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Penne con pesto di broccoli

Ingredienti (dosi per due persone)

200 g circa di cimette di broccoli pulite
6 gherigli di noce
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di miso di ceci
1 limone piccolo
olio evo q.b.

Procedimento

Fai scottare in acqua bollente salata le cimette di broccolo per circa 3 minuti: devono risultare ancora sode e dal colore verde brillante. Nella stessa acqua bollente, dopo i broccoli, fai scottare anche lo spicchio di aglio che poi andrai ad usare per il pesto.
In un mixer frulla le noci con l’aglio fino a macinarle finemente, quindi aggiungi i broccoli, il miso e l’olio evo. Frulla tutto insieme in modo da ottenere un pesto. Se vuoi renderlo più cremoso prima di usarlo aggiungi alcuni cucchiai di acqua di cottura della pasta che verrà condita con il pesto.

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Le ricette al volo..cioè quando non ho molto tempo per stare ai fornelli ma ho molta fame!!!

Ecco questa è una di quelle ricette che non richiedere delle doti culinarie eccezionali, non ti porterà via molto tempo ma sicuramente richiede qualche accortezza nella scelta degli ingredienti da tenere in dispensa.

Per esempio ho sempre in dispensa degli ingredienti ex-ordinari, eccellenti che uso in occasioni speciali oppure quando ho pochissimo tempo per cucinare… Eh si perchè sono quegli ingredienti che anche “spogliati” di qualsiasi condimento si esprimono alla grande.. Come per esempio succede con la pasta. Ho sempre in dispensa dei formati di pasta che anche con un filo di olio di oliva mi rapiscono come un cantastorie. Per es. la pasta stroncatura, ma ve ne ho già parlato qui e qui.

Poi avere per le emergenze un barattolo di cannellini già cotti può essere sempre utile. Non amo usare quotidianamente i legumi precotti, ma tenerne solo qualche confezione per le giornate in cui non ho proprio tempo per cucinare.
Nel caso non ti ricordassi, ho già fatto un post su come si cucinano e preparano i legumi qui.
Pasta integrale & legumi e hai già realizzato una combinazione nutriente e ti potrà dare carica nel lungo pomeriggio che ti attende, senza doverti preoccupare di proteine (perchè è vero che c’è anche il dubbio a volte del “avrò mangiato abbastanza proteine”?).

Allora abbiamo fagioli, abbiamo pasta integrale…adesso ci manca qualcosa per rendere speciale il nostro piatto…senza troppo impegno magari.. Ecco che arriva in nostro aiuto allora l’aglio nero!

L’aglio nero è aglio che è stato sottoposto ad un processo di “invecchiamento” (diciamo cosi) con temperatura e umidità controllati. Questo trasforma l’aglio nel tempo facendogli perdere il suo caratteristico aroma forte e sapore e trasformandolo i composti in esso contenuti così che il suo sapore diventa dolciastro, profumato, ricorda vagamente il caramello e la liquirizia. Viene di solito definito come un aglio fermentato, ma in realtà l’aglio nero non si può considerare frutto di un attività microbica (appunto come accade nella fermentazione) ma più che altro frutto di una serie di reazioni chimiche che avvengono nel tempo in quelle condizioni controllate.

L’aglio nero solitamente viene ben digerito e approcciato anche da chi non ama/usa spesso l’aglio. E in effetti era nato proprio dall’esigenza di rendere il comune aglio più digeribile e utilizzabile da tutti (e si perchè l’aglio negli ultimi anni si è fatto una brutta nomea).
L’aglio nero non perde le tradizionali funzioni biologiche dell’aglio, quindi è anti-inffiammatorio, anti-ossidante e ha un azione cardio-protettiva.

La ricetta è semplicissima se hai già tutti gli ingredienti, quindi ci possiamo mettere all’opera.

Prima di andare alla ricetta non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.

Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più

Stroncatura con crema di cannellini all’aglio nero

Ingredienti per 2 persone

180 g di pasta integrale (io ho usato la stroncatura)
200 g di fagioli cannellini già pronti
3-4 foglie di salvia
2 spicchi di aglio nero
olio evo
sale

Procedimento

  • Porta ad ebollizione l’acqua salata per la pasta.
  • In una padella fai rosolare i fagioli cannellini con 2 cucchiai di olio e la salvia, se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
  • Butta la pasta e preparati a frullare insieme cannellini, aglio nero aggiungendo altri 2-3 cucchiai di olio evo ed acqua di cottura della pasta fino ad ottenere una crema molto liscia.
  • Scola la pasta al dente, tenendo da parte dell’altra acqua di cottura, e falla mantecare con la crema di cannellini e aglio nero ottenuta aggiungendo dell’acqua di cottura se necessario…. e bon app!

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Ci sono giornate invernali in cui c’è bisogno di un pò più di colore, di calore e di semplicità nutriente. Così nasce questo risotto!
In una giornata con poco voglia di cucinare ma con il desiderio di prendermi cura e dare anche un tocco di colore e bellezza senza troppo make-up…
Ho usato un riso semintegrale, una giusta via di mezzo tra un riso integrale che poco farebbe ricordare il risotto, soprattutto senza l’uso di latticini o panne e grassi vegetali, e il riso bianco, un pò troppo impoverito della sua autentica natura di riso per i miei gusti.
Per il colore ho pensato alla barbabieta, il suo colore che può avere diverse gradazioni e intensità mi sembra il più adatto a contrastare la grigia giornata.
Un emulsione di limone, olio evo e capperi invece danno una sferzata vivace e fresca allo stesso tempo.
Il risultato è stato soprendentemente delicato con gusto, nonostante la barbabietola possa dare avvolte da pensare per il suo gusto “ferroso”.
Come al solito la mia ricetta è
vegan
lattosio free
plant based e inoltre
senza glutine con il bonus extra di essere veramente
semplice!

Passiamo alla ricetta, ma non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Adesso alla ricetta di oggi!!!


Ingredienti per due persone

Risotto con barbabietola, capperi e limone

160 g di riso semintegrale
1 cipolla
1 rapa piccola (100 g circa)
2 cucchiai di brandy
350 g di brodo vegetale
1 cucchaio di capperi dissalati
il succo di mezzo limone piccolo
olio evo
sale

Procedimento

Lava la rapa rossa molto bene e sbucciala.
Trita la cipolla finemente. Fai lo stesso anche con la rapa rossa (se non riesci a tritarla finemente a coltello puoi usare un tritatutto).
In un tegame abbastanza capiente versa 2-3 cucchiai di olio e fai rosolare insieme cipolla e barbabietola a fuoco basso per circa 3 minuti. Aggiungi il riso e fallo tostare leggermente. Aggiungi il brandy per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tanto.
Prepara intanto un emulsione con il succo di limone e 2-3 cucchiai di olio evo, aggiungi anche i capperi tritati e mescola. Se ti piace puoi aggiungere anche qualche zest di limone all’emulsione.
Servi il riso aggiungendo l’emulsione direttamente nel piatto sul risotto.

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Questo piatto l’avevo conosciuto anni fa all’instituto macrobiotico del Portogallo: lo adoravo, ma non ho mai pensato di rifarlo fino a stamattina… forse, da buona italiana, per le mie resistenze verso la presenza del tofu in una lasagna?  😅
Ma oggi, la sveglia in una mattinata fredda mi ha fatto cambiare idea e venir voglia di questo piatto: riscaldante, nutriente e allo stesso tempo delicato.

Ho deciso di provare la ricetta di Marta Horta Varatojo dal libro porteghese “Cozinha da Marta”, aggiugendo alcune mie personali varianti e il risultato è stato…. Beh… è stato “mezza teglia spazzolata via da sola in 10 minuti”, e poi prontissima a riprendere il lavoro senza pesantezza e senza la voglia di dessert post lasagna! La naturale dolcezza della zucca ha reso questo piatto per me molto equilibrato anche se molto goloso: credo che diventerà il mio nuovo comfort food invernale! 😋

La ricetta è molto semplice, e mi piace molto l’idea che sia anche una buona candidata per diventare un “piatto unico” per l’inverno.

A proposito dei piatti unici, sai che nel mio libro “ZenKitchen, 108 ricette plant-based di cucina naturale sana e felice” (dalla prossima settimana i link su dove acquistarlo!) trovi tante ricette di piatti unici e non solo: nel libro c’è un inserto in cui, fra l’altro, ti suggerisco sia i piatti unici che le combinazioni di piatti per creare menù completi e equilibrati con le ricette che trovi all’interno del libro!

Ma torniamo alla ricetta, questa lasagna è

  • semplice
  • plant-based
  • senza latticini
  • senza uova
Lasagne di zucca e tofu affumicato

Ingredienti (per 3 – 4 persone)

  • pasta di semola di grano duro
  • 500 g di zucca mondata
  • 1 carota
  • 1 cipolla grande
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 panetti di tofu affumicato
  • erbe aromatiche a piacere
  • 120 ml circa panna vegetale
  • 100 ml di vino bianco
  • olio evo
  • tamari
  • sale

Procedimento
Pulisci la carota, la cipolla e l’aglio. Grattugia tutte le verdure a julienne, puoi usare anche il disco con fori medio-larghi di un robot tritatutto (io ho usato il mio Magimix ed è stato velocissimo).
In un tegame ampio versa qualche cucchiaio di olio evo, poca acqua, il tamari per insaporire e tutte le verdure a julienne e falle stufare lentamente con coperchio per circa 25-30 minuti. Nel frattempo trita un pò di erbe aromatiche (io ho usato rosmarino, santoreggia e origano) e le aggiungi alle verdure insieme al sale. Aggiungi anche il vino bianco e continua la cottura. Le verdure saranno pronte quando saranno molto morbide (quasi a sfaldarsi): se anche rimane del liquido di cottura sul fondo tienilo per inumidire le lasagne.
Taglia i panetti di tofu in orizzontale: io da ogni panetto ho ricavato 3-4 fette.
Preparati ad assemblare la lasagna: spennella una pirofila con un pò di olio evo, fodera il fondo con il primo strato di pasta, ricopri completamente con le verdure stufate* (assicurati di aggiungere anche il loro sughetto) e aggiungi qualche cucchiaio di panna vegetale, quindi ricopri con altre sfoglie di pasta e così via fino a quando hai verdure disponibili. Termina con un ultimo strato di verdure su cui disponi le fette di tofu a ricoprire la lasagna, come un ultimo strato, e termina ricoprendo con un pò di panna vegetale e erbe aromatiche a piacere. Ricopri la pirofila con carta di alluminio e disponi in forno a 180°C per 30-40 minuti. Se vuoi che si gratini un pochino la superfice elimina la carta di alluminio 5 minuti prima di spegnere il forno.
Servila tiepida e fatti scaldare dal suo sapore e nutrire dalla dolcezza della zucca.

*L’umidità delle verdure è molto importante, perchè servirà anche ad inumidire la pasta e farla cuocere perfettamente. Nel caso in cui avessi ottenuto delle verdure troppo asciutte provvedi con l’aggiunta di qualche cucchiaio di brodo vegetale.

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Il topinambur è un tubero la cui pianta è bellissima, cresce alta alta con un bellissimo fiore giallo. La sua origine è nel Nord America, ho scoperto che era coltivato dagli indiani nativi che lo coltivavano e usavano comunemente, quindi è da loro che ne abbiamo imparato indirettamente l’uso.
Molti mi dicono di non usare il topinamebur perchè “è difficile da pulire”: in realtà non è da sbucciare, la sua pellicina esterna è edibile (non è una patata!) quindi basta lavarlo molto bene e munirsi di una spazzola per le verdure e diventa veramente semplice: va bene…è vero io inoltre chiedo quando vado a fare la spesa chiedo sempre a chi me li fornisce di scegliermi quelli un pò meno irregolari!!! =)

Il topinambur ha un sapore che ricorda il carciofo ed è ricco di zuccheri, quindi un sapore dolciatro: il suo grande pregio è di contenere molta inulina, uno zucchero che ha una struttura complessa che non viene assimilato dall’intestino ma arriva fino al colon nutrendo il nostro microbiota (e non facendo aumentare drasticamente il picco glicemico). Arrivate nell’intestino i nostri batteri banchetterano con le fibre dell’inulina. Si è scoperta essere così preziosa perchè riesce a modulare la crescita del nostro microbiota in maniera molto positiva. Io ho provato anche a fermentarlo ed è ottimo!!!

Quindi topinambur SI! Ha un sacco di pregi… ma dietro l’angolo si possono nascondere gonfiore e metorismo se non siamo abituati, quindi non esagerare se è la prima volta che provi i topinambur!

Io non sono una grande appassionata di risotti .. ma amo sicuramente variare tanto, quindi capita anche il turno del risotto!
Visto che è un periodo denso per l’uscita del mio libro (che sarà disponibile da Dicembre!!! Che bello finalmente si può dire!!! =) ) ho cucinato con il mio Cook Expert della Magimix per ridurre le operazioni e non dover essere impegnata a mescolare in cottura per ottenere un risotto morbido (tenendo conto che non uso burro, formaggio ecc. e il riso era semintegrale è fondamentale mescolare di tanto in tanto per aumentare la cremosità!). Il risultato è stato eccezionale!

Con un tempo così uggioso come in questi giorni, quando è raro vedere qualche raggio di sole attraverso le nubi e la nebbia, un risotto che unisce topinambur, il profumo del timo e crema di nocciole rincuora e ristora!

A seguire la ricetta semplice semplice, senza glutine, senza latticini, vegan e adatta a tutti!

A dire il vero a furia di scrivere di topinambur mi è venuta voglia di provare a farne anche degli gnocchi… Che ne dici se fosse la prossima ricetta?

Risotto con topinambur e crema di nocciole

Ingredienti (per 3 persone)

240 g riso semintegrale
200 g topinambur
1 scalogno
500 ml circa di brodo vegetale
3 cucchiai di olio evo
50 ml circa di vino bianco
1 cucchiaio di crema di nocciole (100%)
q.b. timo
q.b. sale

Procedimento

Lava il topinambur molto bene e spazzolalo con una spugna in fibra di cocco per eliminare le impurità e la terra.
Taglia il topinambur a pezzetti e fallo sbollentare in acqua salata per circa 6-7 minuti. Trita i pezzi di topinambur sbollentati grossolanamente con un coltello e mettili da parte.
Trita lo scalogno e. In un tegame versa l’olio e fai rosolare lo scalogno. Aggiungi il timo, il topinambur e successivamente il riso per farlo tostare leggermente. Aggiungi il vino bianco per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tando.
A fine cottura aggiungi la crema di nocciole e servi subito.

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Era in programma per Sabato 21 Marzo il corso di cucina con Cristina Fusi.. poi è arrivato un virus più virulento di altri e abbiamo deciso che posticipiamo: non annulliamo, semplicemente lo riproporremo in un momento più propizio per tutti.

Cristina Fusi è una grande esperta di macrobiotica ed energia del cibo è ha tantissime conoscenze da condividere, quindi l’aspettiamo nella cucina di ZenKitchen a Mantova!
Intanto che la primavera procede silenziosa, ho chiesto a Cristina di poter condividere la ricetta della zuppa di miso che consiglia visto che abbiamo parlato delle proprietà del miso giusto qualche giorno fa: è la zuppa del momento, perchè come qualcuno di voi ben saprà, in base alle esigenze e alla stagione la nostra zuppa di miso può avere degli ingredienti diversi.

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Ricordati che se vuoi approfondire argomenti di cucina naturale puoi iscriverti ai prossimi corsi in calendario oppure farti il regalo di un corso personalizzato su misura per te che concorderemo insieme!

A sinistra, carote, daikon e shiitake. A destra zuppa di miso pronta.

Cristina ci dice:
“Una zuppa di miso per sostenere il sistema immunitario.
In questa ricetta ci sono i funghi shiitake secchi, il daikon e le carote.
Il fungo shiitake ha proprietà antivirali, immunostimolanti, antitumorali, antitrombotiche, epatoprotettive, ipotensive, concorre a ridurre i livelli di colesterolo.
La combinazione di carote e daikon, secondo la macrobiotica, “scioglie i depositi di grasso solidificatesi profondamente nell’organismo”. (Cit. Il libro dei rimedi macrobiotici).
Il miso deriva dalla fermentazione di soia (in Italia si trova preparato anche con ceci), un cereale, riso o orzo e sale. Il prodotto fermentato ha proprietà probiotiche, va a nutrire il microbiota e a sostenere il sistema immunitario.

Ricetta per 4 persone:
4 funghi shiitake
80 g di daikon già pulito
80 g di carote già pulite
4 cm di alga wakame
Cipollotto
Zenzero
1 cucchiaio o più di miso

Ammollare i funghi per un’ora.
Tagliare le verdure a dadini o a julienne. Affettare sottilmente i funghi. Utilizzare l’acqua di ammollo, unire altra acqua per arrivare ad un litro, aggiungere i funghi e l’alga ammollata e tagliata.
Far raggiungere l’evoluzione è cuocere coperto e a fuoco moderato per 10 minuti.
Unire le verdure e proseguire per 7-8 minuti.
Spengere. Prelevare un po’ di brodo e sciogliere il miso, unire alla zuppa.
Attendere un paio di minuti e servire con la parte verde, tritata, del cipollotto e/o succo di zenzero, ottenuto dallo zenzero tritato e strizzato.”

Se vuoi seguire Cristina qui trovi la sua pagina. Oppure on-line trovi i suoi libri di ricette!

Miso è una parola magica per chi conosce la macrobiotica.. Poi arrivò anche la scienza della nutrizione e confermò con dati alla mano ciò che la saggezza popolare aveva intuito. ☯️
Il miso è un prodotto fermentato, di origine giapponese, ma ormai largamente diffuso ovunque nel mondo.
E’ un prodotto:
👉derivante da cereali (riso, orzo, miglio, grano saraceno..) e legumi (soia principalmente ma anche ceci, fagioli );
👉fermentato da un minimo di un paio di mesi (miso giovane o estivo) fino a qualche anno.
Nella macrobiotica è considerato terapeutico e quindi consigliato in caso di moltissimi disturbi. Perché?!?🤔

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PROPRIETA’
Il miso apporta moltissimi benefici poichè:

📌 ricchissimo di enzimi digestivi (molecole che arrivano nel nostro stomaco e facilitano i successivi processi digestivi;
📌contiene fitocomposti utili alla nostra flora batterica;
contiene probiotici, quei batteri che entrano nel nostro corpo e si schierano a fianco della nostra flora intestinale;
📌 riduce i sintomi legati a problemi digestivi;
📌è ricco di antiossidanti e quindi protegge le nostre cellule dai radicali liberi (ossia l’invecchiamento cellulare);

Molti studi hanno indicato che riduce le probabilità di sviluppare tumori.
Nella macrobiotica in generale quando si vuole favorire la ripresa di una persona e rinvigorirla una buona zuppa di miso è sempre consigliata. 💪

PERCHE’ USARLO ❓
Dopo aver letto tutti i benefici ve lo devo ancora spiegare?!?

DOVE SI TROVA ✈️
Lo si trova in tutti i negozi di alimenti biologici, negozi specializzati e alcune farmacie.

Puoi trovare diversi tipi di #miso: hatcho miso, miso di orzo, miso di riso, shiro miso.. Sono tutti ottimi prodotti che apportano i benefici di cui abbiamo accennato. Per iniziare consiglio miso di orzo o di riso. L’Hatcho miso è di gusto molto forte per cui di solito sconsiglio di iniziare la prima volta con quest’ultimo.

COME SI USA 🍵
La cosa più semplice che si può fare e scioglierne 1 cucchiaino circa (o più secondo gusto) in una tazza di acqua calda berlo prima dei pasti. Usarlo come è nella tradizione orientale prima del pranzo ci consente di sfruttare la sua ricchezza di enzimi digestivi che faciliteranno la digestione.

In Giappone (ma anche a casa mia) viene usato spesso a colazione. ☕️
Personalmente lo uso a colazione soprattutto se ho sintomi influenzali o affaticamento generale.

In alternativa puoi scioglierne un cucchiaino nella tua normale zuppa o minestrone invece di usare sale o dadi vegetali:  RICORDATI però di non cuocerlo ma usarlo direttamente al momento di servire la zuppa.
Oppure per preparare la tradizionale #zuppadimiso

CONTROINDICAZIONI
E’ un prodotto salato – il sale è fondamentale per il processo di fermentazione – quindi bisogna dosarlo: per esempio usarlo per un brodo senza aggiungere ulteriormente sale, oppure per preparare un condimento per l’insalata omettendo sempre il sale.

Prossimamente ricetta di zuppa di miso al completo… stay tuned!

Il #verde è il colore a cui si pensa quando si dice #Primavera!

In Primavera tutto riprende vita a partire dalle piccole foglie e piante e il loro brillantissimo e spiccato colore è il verde! La primavera silenziosamente stà arrivando nonostante i clamori del virus..facciamole spazio piano piano.

Quotidianamente il colore verde dovrebbe essere presente nei nostri piatti. In particolare in Primavera la #macrobiotica ci suggerisce di fare molto attenzione al nostro fegato e per pensarci in maniera semplice senza dover andar a far la spesa con un libro di scienze della nutrizione sotto il braccio ci da delle #sempliciindicazioni:

🥬 usare piante a foglia verde
🌱 usare germogli e piante giovani e tenere
🍋 dare spazio tra i sapori al gusto leggermente “acido”

Insomma, se ci pensi, riassunto vuol dire
❗️“Mangiare ciò che ti offre la stagione”❗️
In macrobiotica l’uso delle #foglieverdi è caldamente suggerito per favorire la depurazione del nostro corpo e alleggerire il lavoro del #fegato. In effetti tutto ciò che è verde è ricco di clorofilla, e LA CLOROFILLA COSA FA?!? 🤔
La #clorofilla per esempio:
🌱 stimola il sistema immunitario
🌱 favorisce la depurazione del fegato
🌱 combatte l’anemia
🌱 regola la pressione arteriosa

Usare degli ingredienti a foglia verde in maniera semplice è un buon modo per ottenere dei benefici in questo senso, quindi oggi… let’s make #pesto!

Vista la stagione, e il momento che stamo vivendo, ho scelto il #crescione per preparare il pesto. Ancora poco conosciuto da noi, in altri paese viene annoverato tra le #piantemedicinali e #superfood perché molto ricco di nutrienti, soprattutto di vitamina C (sempre lei, la più amata del momento!!!). Inoltre fa parte della famiglia dei #cavoli, quindi ne condivide alcune proprietà (la presenza di glucosinolato che è una molecola famosa per la sua capacità anticancerogena!).

Il crescione ha un sapore pungente, ricorda la rucola con una punta di senape!!

🥣Ecco come lo preparo: 👇

Ingredienti
📌un mazzetto di #crescione (tra i 100 e i 120 g)
📌una manciata di #mandorle
📌1 cucchiaino di #capperi dissalati
📌1 spicchio di #aglio
📌#Olio evo q.b.

Procedimento
Ripulisco il crescione dai gambi più grossolani e uso sia le foglie che i gambi più piccoli e teneri: trito grossolanamente a coltello il #crescione, le #mandorle, #capperi e #aglio e poi le pesto in un mortaio. Per una versione più rapida un #mixer va benissimo: la vostra clorofilla non se ne avrà troppo a male! Aggiungo infine l’olio evo.

‼️👉Se non hai il crescione puoi provare con la #rucola: ha anch’essa un ottimo potere sul fegato.

Io l’ho usato con delle #linguine integrali calabresi insieme a delle mandorle tostate e uvetta! Ma va benissimo per #cereali piuttosto che per arricchire un #sandwich fatto con un buon pane!

🤓Maggiori info sulla clorofilla: www.academicfoodjournal.com

STAY TUNED!!!
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Gli gnocchi di patate cosa hanno di speciale per te?!? Per me che siano fatti a mano praticamente uno ad uno!!

Prima impastati, poi l’impasto arrotolato in cordoncini e infine questi cordoncini tagliati e rotolati nella farina passando tutti attraverso le mani uno ad uno. Hanno bisogno delle massima attenzione e quando si presta tanta cura ad un piatto non può non essere buono! Questa almeno è la mia teoria, e la tua?

Oggi la ricetta prevede la preparazione di questi gnocchi di patate magenta, dal colore rosa timido e dal gusto delicatissimo. Se sei di corsa saranno buonissimi anche con un filo di olio evo e della salvia, ma visto che io non lo ero ho preparato una pestata di foglie fresco di basilico e mandorle.
Le patate magenta hanno un gusto ottimo e se vuoi provarle in altre preparazioni prova per esempio questa idea

Questa ricetta è:
senza uova
senza lattosio e latticini
senza burro
vegan
facile e veloce da realizzare

Se non te la senti di affrontare questa ricetta da solo/a ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

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Ingredienti gnocchi per 3-4 persone
500 g di patate magenta
100-150 g di farina di grano timidia integrale
Per la ricetta della pestata di foglie fresche di basilico e mandorle vedi qui
oppure per variare pesto basilico e pistacchi oppure pesto di rucola

Procedimento
Scegli delle patate più o meno delle stesse dimensioni e falle cuocere in vaporiera (o forno a vapore): così facendo le patate manterranno tutto il loro sapore e inoltre assorbiranno meno acqua.
Quando le patate sono ben cotte sbucciarle..lo so, saranno bollenti ma l’ideale è lavorarle calde per quanto possibile.
Una volta sbucciate schiacciarle con uno schiaccia patate e raccoglierle in una terrina capiente: aggiungere poco alla volta la farina alle patate e impastare: dovrai ottenere un impasto sodo e omogeneo. Aggiungere più farina renderà gli gnocchi più sodi ma farà anche perdere un pò il sapore delle patate magenta così delicate. L’uso di una minore quantità di farina farà emergere il sapore delle patate e renderà gli gnocchi più morbidi.
Dopo aver ottenuto l’impasto tagliarlo in 5 pezzi e da ognuno ottenere dei cordoncini di impasto e con un tagliapasta tagliare dei pezzetti di circa 1 cm: ripassarli bene nella farina e quindi metterli da parte. Procedere con i restanti.
Preparare una pentola con acqua salata e portarla ad ebollizione. Gettare in acqua gli gnocchi delicatamente e poco per volta e ripescarli quando vengono su a galla.
Se sarà stata usata poca farina verranno a galla molto più velocemente, ma attenzione che non scuociano!
Condirli con pesto secondo i propri gusti!

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Fave e baccelli?!?
Si hai presente quando acquisti le fave, magari 1 kg e torni a casa con la tua busta piena, le sbucci e ti rimangono in una terrina a malapena 300 g di fave e dall’altra parte una montagna di bucce da buttare nel’organico?!?

Ecco ci sono delle alternative finchè è primavera e puoi avere a disposizione delle fave che siano:

– fresche con i baccelli integri, senza macchie nere e ben idratati di modo che siano ben teneri;
– biologiche, cioè assolutamente non trattate, così che si possano usare i baccelli esposti all’ambiente senza remore.

Se ci sono queste caratteristiche allora sappi che puoi utilizzare per i tuoi piatti anche i baccello!
PRO:
I baccelli delle fave hanno un sapore estremamente delicato, delizioso!
Una buona parte delle proprietà nutrizionali delle fave sono contenute anche nel baccello (ebbene si!) quindi le userai anzichè buttarle;
Si riducono decisamente gli sprechi.

CONTRO
Non tutti amano la consistenza della buccia, carnosa e leggermente “pelosa”!

…Ma ai “contro” si può rimediare con alcuni metodi di cottura…per esempio perchè non preparare una tempura con i baccelli oppure fare un pesto dopo averli sbollentati o ancora ripassarle in abbondante olio evo?!?

Io oggi vi propongo una ricetta primaverile di un orzo con fave e baccelli. Nella medicina cinese l’orzo e gli alimenti verdi sono gli ideali per la primavera: si consiglia anche di andare direttamente per i campi a raccoglierli, non solo per poterle poi mangiare appena raccolte, ma perchè lo stesso verde intorno rilasserebbe il sistema Fegato.. Pensaci la prossima volta che vai a fare una passeggiata nel verde!!

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Non solo… se ancora non lo sapessi, ti ricordo che anche quest’anno collaboro alla realizzazione della Primal con Irene Sgarbi, dal 22 al 29 Giugno: è un processo fondamentale soprattutto se sei arrivato alla conclusione che vuoi diventare l’adulto che avresti sempre desiderato avere accanto da bambino!

Orzo con fave e baccelli

Ingredienti
230 g di orzo perlato
500 g di fave (con baccello)
1 aglio novello piccolo con le sue foglie
2 foglie di salvia sclerea
qualche fogliolina di menta
olio evo
sale
Procedimento
Cuocere l’orzo in abbondante acqua salata.
Sbucciare le fave mettendo da una parte i baccelli.
Cuocere in acqua bollente salata le fave per 2-3 minuti.
Prendere 5-6 baccelli, lavarli, tagliarli a pezzettini e asciugarli su un canovaccio pulito. I baccelli si ossidano in fretta quindi passare subito alla cottura: in un pentolino aggiungere abbondante olio e friggere i baccelli delle fave per pochi minuti per lato, quindi scolarli e salarli mettendoli da parte.
Tagliare finemente la salvia sclerea e l’aglio comprensivo di fusto e foglie e farli rosolare in un tegame con olio evo. Aggiungere le fave e qualche fogliolina di menta quindi spegnere e aggiungere l’orzo ad insaporire: infine aggiungere i baccelli e servire.

I consigli di Jyoti
Se non hai a disposizione Salvia Sclerea e aglio giovane puoi sostituire con salvia tradizionale e con uno spicchio di aglio a magari alcune foglie verdi di cipollotto tagliati finemente!

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