Oggi mi sono svegliata con una delle prima giornate uggiose di Settembre; clima umido e pioggerellina, mattinata grigina e indossare il maglioncino mi fa sentire comoda e protetta.
Però siamo solo agli inizi di Settembre… ho voglia di un piatto che sia a metà tra l’estate e l’autunno, che mi faccia fare la transizione e non che mi catapulti nel nostalgico autunno alla velocità della luce!

Piatto unico in una sola pentola

Ho deciso di preparare un piatto semplice, dagli ingredienti alla preparazione attraversando l’uso dell’attrazzetura: tutto in una pentola, per avere più tempo per me oggi e dedicarne meno alle padelle da lavare! Così ho deciso di mettere insieme verdure, cereale e legumi in un unico piatto, una vellutata corroborante, ma anche pratica, nutriente e veloce allo stesso tempo. La combinazione di cereali, legumi e verdure in un unico piatto ce la può anche far scegliere come soluzione unica, o quasi, per il pranzo. Personalmente ho aggiunto solo un insalata mista e ho terminato con una tisana per finire il momento “comfort in vista dell’Autunno”.

Dolce e giallo-arancione, le caratteristiche della tarda estate

Nella cucina macrobiotica il colore arancio è legato alla tarda estate, quel momento dell’anno in cui ti rendi conto che non possiamo parlare più di Estate, ma anche l’Autunno non è pieno. In questa stagione le ultime pesche sono color del sole, c’è il mais e si fano strada le zucche. E l’arancione lo trovo una risorsa: pieno e rotondo, guardarlo mi mette in contatto con il calore interno. Il cereale della tarda estate è proprio il mais.

La tarda Estate nella medicina cinese

L’elemento Terra, che corrisponde alla tarda Estate nella medicina cinese è l’elemento che caratterizza questa quinta stagione. La Terra è un pò il centro, tutto torna ad essa, è nascita e vita e il luogo del nostro riposo. E’ la nostra casa. Dalla Terra tutto ha origine, ogni fonte di vita, e anche il nostro nutrimento (frutta, verdura, cereali..) per cui è bene prendercene cura. La Terra è capace di accogliere e trasformare, e questa qualità la possiamo avvertire particolarmente nella natura in questo periodo: è il momento della raccolta dei frutti dell’estate, si avverte la generosità della natura e se riusciamo ad accogliere tutto questo possiamo trasformarlo e riposare in questo. Praticamente fare nostre le qualità dell’elemento Terra.

Di cosa abbiamo bisogno in questa stagione?

Più che mai abbiamo bisogno di raccogliere e farci nutrire dai frutti dell’Estate: l’energia accumulata, che sia fisicamente perchè ci siamo riposati, emotivamente perchè condiviso con persone care, o mentalmente perchè ci siamo arricchiti di nuove situazioni o esperienze, adesso diventa vero nutrimento. Teniamolo ben a mente perchè è il momento dell’anno in cui c’è un declino dell’energia yang, dopo l’esplosione estiva si ha un calo, e possiamo surfarlo o possiamo farci travolgere, dipende solo dal fatto se abbiamo o meno un buon surf!

Cosa posso fare per me in questo periodo?

Dal punto di vista di stile di vita vuol dire che è il momento giusto per:

  • riposare e andare a letto presto la sera;
  • svegliarci presto la mattina e dedicare un pò di tempo alla meditazione e riconnetterci con il nostro centro, la nostra Terra;
  • consumare dei cibi caldi e liquidi: zuppe e vellutate sono perfette, insieme a tisane con delle spezie, zenzero, cannella, cardamomo, chiodi di garofano che possono stimolarci, ma in maniera dolce, come richiede la stagione;
  • andare a fare la spesa come rituale, non come l’ennesima cosa da fare della nostra “To do list”: consideralo come momento in cui vai a procurarti ciò che può nutrirti, che ti può dare sostegno, cura nel modo più di sostegno per la stagione: sono fantastici i mercati per riconnetterti alla Terra anche quando sei in pieno centro città;
  • cercare supporto anche esterno per mantenere l’equilibrio attraverso i cambi di stagione (se ne vuoi parlare, prenota subito la tua consulenza con me!)
  • preparare questa nutriente vellutata della quale ti dono la ricetta a seguire!

Ingredienti per 4 persone

100 g di lenticchie rosse decorticate

70 g di farina di mais per polenta

300 g di carote biologiche

1 cipolla

2 spicchi di aglio

1 mazzetto di basilico

1 fetta di limone con buccia

olio evo, sale

Procedimento

Sciacqua bene le lenticchie.

In una pentola con fondo spesso versa circa 600 ml di acqua, e aggiungi le carote e la cipolla tagliati a pezzetti, l’aglio, il basilico, la farina di mais e le e lenticchie, accendi il fuoco e porta ad ebollizione mescolando di tanto in tanto, aggiungi 2-3 cucchiai di olio e il limone con la buccia e copri con coperchio facendo cuocere a fuoco basso per circa 35 minuti. Terminato questo tempo con un frullatore ad immersione frulla tutto fino a ridurlo in crema. Aggiusta di sale ed eventualmente valuta se aggiungere ancora acqua per aggiustare la consistenza: dovrai ottenere una vellutata liscia.

Servi tiepida, personalmente ho aggiunto dei pomodori secchi tritati e mandorle tostate ma nulla vieta di fare delle varianti.

La zuppa di batate e lenticchie rosse è un piatto ricco di sapori e nutriente, perfetto per una giornata in cui vuoi essere dolcemente confortata da una zuppa!

Anche se siamo in primavera, la sera amo ancora usare delle zuppe, corroboranti e nutrienti. Oppure a pranzo, in una delle giornate di pioggia che intervallano le giornate primaverili.

Le batate non sono patate

Le batate sono molto diverse dalle patate, soprattutto per la composizione  del loro amido (ti ricordi l’articolo sull’amido?): sono un’ottima fonte di carboidrati complessi, vitamine (come la vitamina A e C) e si, si possono mangiare anche crude in insalata per usufruire al massimo della sua vitamina C (e si, crude, perchè non sono patate!). Le bucce poi sono importantissime, non buttarle: da esse viene estratto il cajapo, una sostanza antiossidante, usata per regolare il metabolismo del colesterolo e in grado di ridurre la glicemia basale in individui affetti da diabete di tipo 2.

E le lenticchie rosse decorticate? Hanno i superpoteri!

Le lenticchie rosse sono ricche di proteine vegetali, fibre, ferro e vitamine del gruppo B. Le scelgo spesso come legume perchè  essendo decorticate sono facilmente digeribili e non corro il rischio di gonfiori intestinali per un eccesso di fibre (cosa che personalmente mi accade se invece consumo 2 volte al giorno legumi interi!).

Questa zuppa ha una consistenza vellutata e un sapore naturalmente dolce grazie alle batate, che si bilancia bene con il gusto più terroso delle lenticchie rosse e con le spezie.

Questa zuppa è molto versatile: puoi personalizzarla aggiungendo qualche verdura in foglia l termine (per es. qualche foglia di spinacio) o renderla più cremosa con del latte di cocco oppure delle panne vegetali (occhio sempre all’etichetta delle panne vegetali!).

Ecco alcune caratteristiche principali di questa zuppa:

  • 100% vegetale: non contiene ingredienti di origine animale, perfetta per chi segue una dieta vegan ma anche per il più onnivoro degli onnivori.

  • Nutriente: contiene proteine, fibre, carboidrati complessi…tutto quello che ci serve!

  • Comfort food: un piatto che scalda il cuore grazie alla sua consistenza cremosa e al suo sapore avvolgente.

  • Facile da preparare: bastano pochi ingredienti e qualche spezia.

Ingredienti

600 kg circa di batate dolci

200 g di lenticchie decorticate gialle o rosse

1 cipolla dorata o bianca grande (o 2 piccole)

1 carota

3 spicchi di aglio

1 cucchiaino abbondante di curry medio

1 cucchiaino di curcuma

1 fetta di limone tagliata sottile

Il succo di mezzo limone piccolo

Olio di cocco (o altro olio a scelta)

sale

Procedimento

Trita la cipolla, l’aglio, la carota e la fetta di limone.

Sbuccia la batata (conserva le bucce se bio per un’altra ricetta, magari delle chips) e tagliala a tocchetti.

Sciacqua le lenticchie decorticate e mettile da parte.

In una pentola versa un cucchiaio di olio, aggiungi la cipolla, l’aglio, il limone, carota, le spezie e il sale e fai insaporire per qualche minuto, quindi aggiungi anche le batate ricopri con acqua, aggiusta di sale e copri con un coperchio: fai cuocere per circa 15 minuti, quindi aggiungi anche le lenticchie e se necessario dell’altra acqua e fai cuocere altri 15 minuti circa.

La zuppa è pronta quando le lenticchie sono pronte e diventa cremosa. Aggiusta il sale e termina la zuppa con il succo di limone e servi calda.

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Credo siano almeno 10 anni che non preparo e mangio un insalata di pasta fredda, nella mia mente era stata relegata a “piatto irrilevante”. Ieri improvvisamente mi sono risvegliata da questo incantesimo con diverse motivazioni a supporto di questo piatto:

  • E’ un ottimo modo per creare un piatto unico con diversi ingredienti di riciclo o che altrimenti non sarebbero sufficienti per realizzare un’altra ricetta ex-novo
  • Si riesce ad ottenere un piatto comodo da portare con noi, al mare, pic-nic o lavoro, o da avere in frigorifero già pronto da arraffare, semplice ed equilibrato in breve tempo
  • Lo so che sto per oltraggiare qualcuno con questa affermazione, ma “l’insalata di pasta può essere una scelta più sana per molti” perché ha un più basso picco glicemico dopo aver mangiato rispetto alla sua analoga appena fatta, si arricchisce di amido-resistente, viene assimilata più lentamente e il nostro microbiota ne risulta avvantaggiato.

Per prepararla ho riciclato le verdure che avevo in frigorifero e per ottimizzare i tempi non ho scelto nulla che dovesse essere cotto a parte, così ho realizzato tutto in “one-pot”, si trattava soltanto di tagliare ed eventualmente scottare (cosa che ho fatto direttamente nella pentola della pasta mentre cuoceva tutto).

Per renderla un piatto unico equilibrato, oltre alle verdure ho aggiunto anche dei legumi, scegliendo delle lenticchie che avevo già cotto in precedenza con delle verdurine. Sicuramente potreste usare delle verdure in scatola per comodità, ma in un piatto così semplice anche questo farà la differenza: le mie lenticchie erano senza dubbio più gustose di qualsiasi confezione di lenticchie lessate che si trovi sugli scaffali dei supermercati, ma in mancanza di un esubero come nel mio caso, ci si potrebbe accontentare di un legume confezionato (consiglio sempre in vetro!). Usando legume e pasta troviamo tutto il pool di amminoacidi essenziali che serve alla sintesi proteica, come vi spiego sempre ai miei corsi.

Tenetevi forte mangiatori di pasta, perché in questo caso ho deciso di calcolare circa 40 grammi di pasta a persona in questo caso, favorendo nella proporzione gli altri ingredienti. Si tratta di un tipo di proporzione che uso quando voglio restare leggera e se aumentassi la pasta sfavorendo verdure e legumi so che dopo potrei fare più fatica a riprendere attività che richiedono concentrazione (per es. consulenze, studiare, gestione social, newsletter..). Di solito per me al pasto aggiungo un altra porzione di verdure, oppure insalata con aggiunta di semi e/o olive.
Questo è il mio personale caso, voi sentitevi liberi di aumentare le dosi a vostro piacimento in base alle vostre esigenze personali, sicuramente diverse dalle mie.

Detto questo, l’amido-resistente che cos’è? Vi rimando ad un mio precedente post sull’argomento qui.
In breve vi dico che l’amido sottoposto al calore (per esempio pasta o patate che cuociono) si gelatinizza, diventando molto assimilabile ma raffreddando in questo caso l’amido si ritrasforma di nuovo, si parla di amido resistente retrogradato, più simile alla forma iniziale. Questa forma è più resistente agli enzimi che lo degraderebbero altrimenti molto rapidamente, rallenta l’assorbimento, e di conseguenza contribuisce alla nostra salute metabolica modulando l’assorbimento di carboidrati, di conseguenza non aumentando rapidamente la quantità di zuccheri nel sangue. Inoltre, l’amido resistente e gli acidi grassi a catena corta, derivanti dalla sua demolizione nel colon, rappresentano un valido supporto della flora intestinale, diminuendo anche il rischio di malattie infiammatorie intestinali. IMPORTANTE: tutto questo nell’ambito di una dieta equilibrata!!!

Io ho scelto i fusilli di grano timilia della Valdibella (no ADV, mi piace e basta!) perchè oltre al sapore che adoro, trovo che dia un ottimo risultato anche mangiata da fredda, e non è poco per tutti gli amanti della pasta espressa. Anche altri formati di pasta corta possono andare molto bene.

Per la cottura non è il caso di tirarla fuori un qualche minuto prima per tenerla al dente perché venendo poi raffreddata, tenderà comunque ad indurirsi, quindi in questo caso troppo al dente, potrebbe essere un errore.

Conservale in frigorifero in un contenitore di vetro con coperchio

Adesso andiamo alla ricetta!

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Ingredienti

80 g di fusilli di grano duro timilia

160 g circa di lenticchie lessate

2 carote

1 peperone piccolo

2 pomodori medio piccoli

2 cucchiai di mandorle tostate

4-5 ciuffi di basilico e menta

1 spicchio di limone fermentato (in mancanza una bella grattugiata di scorza di limone)

1/2 cucchiaino di origano

olio evo, sale

Procedimento

Porta ad ebollizione l’acqua per la pasta e aggiungi anche il sale.

Lava le verdure: taglia il peperone a cubetti di mezzo centimetro, le carote a fiammifero e i pomodori a filettini.
Trita le erbe aromatiche e il limone fermentato e mettili in una ciotola con i pomodori, l’origano, il sale e metti da parte.

Quando l’acqua bolle, butta la pasta e fai cuocere per il tempo indicato:
– 3 minuti prima della fine della cottura aggiungi all’acqua con la pasta anche i peperoni a cubetti e mescola
– 1 minuto prima della fine di cottura aggiungi le carote

Prendi la ciotola con i pomodori, e scola da eventuale acqua di vegetazione in eccesso e aggiungi un paio di cucchiai di olio evo e gira.

A fine cottura scola la pasta con le verdure, versala in un contenitore capiente in modo che si raffreddi un pochino e aggiungi i pomodori conditi, le lenticchie e mescola tutto insieme aggiungendo se necessario dell’altro olio evo. Termina aggiungendo le mandorle tostate.

Fai raffreddare e conserva in frigorifero in un contenitore di vetro con coperchio. Puoi conservarla per qualche giorno e verrai stupito all’apertura del coperchio dai profumi ben nitidi che emana. Enjoy!


ENGLISH VERSION

I think it’s been at least 10 years since I prepared and ate a cold pasta salad, in my mind it had been relegated to an “irrelevant dish”. Yesterday I suddenly woke up from this spell with several reasons to support this dish:

  1. It is an excellent way to create a single dish with different recycled ingredients or which otherwise would not be sufficient to create another recipe from scratch
  2. It is possible to obtain a convenient dish to take with us, to the seaside, picnic or work, or to have in the fridge ready to grab, simple and balanced in a short time
  3. I know I’m about to offend someone with this statement, but “pasta salad can be a healthier choice for many” because it has a lower glycemic peak after eating compared to its freshly made analogue, it is enriched with resistant starch , it is assimilated more slowly and our microbiota is advantaged.

    To prepare it I recycled the vegetables I had in the fridge and to optimize the times I didn’t choose anything that needed to be cooked separately, so I made everything in “one-pot”, it was just a matter of cutting and possibly blanching (which I did directly into the pasta pot while everything was cooking).

    To make it a balanced single dish, in addition to the vegetables I also added legumes, choosing lentils that I had already cooked previously with some vegetables. Sure you could use canned vegetables for convenience, but in such a simple dish even this will make a difference: my lentils were undoubtedly tastier than any package of boiled lentils found on supermarket shelves, but in the absence of a surplus as in my case, you could be satisfied with a packaged legume (I always recommend in glass!). Using legumes and pasta we find the entire pool of essential amino acids needed for protein synthesis, as I always explain to you in my courses.

    Brace yourselves pasta eaters, because in this case I decided to calculate around 40 grams of pasta per person in this case, favoring the other ingredients in proportion. This is a type of proportion that I use when I want to stay light and if I increased the pasta by disfavoring vegetables and legumes I know that afterwards I might have a harder time resuming activities that require concentration (e.g. consultancy, studying, social management, newsletters…) . Usually for me I add another portion of vegetables to the meal, or salad with added seeds and/or olives.
    This is my personal case, you feel free to increase the doses as you wish based on your personal needs, which are certainly different from mine.
    Having said that, what is resistant starch? I refer you to a previous post of mine on the subject here.
    In short, I’ll tell you that starch subjected to heat (for example pasta or potatoes that are cooked) gelatinises, becoming very assimilable but by cooling in this case the starch transforms again, we speak of retrograded resistant starch, more similar to the shape initial. This form is more resistant to enzymes that would otherwise degrade it very quickly, slows down absorption, and consequently contributes to our metabolic health by modulating the absorption of carbohydrates, therefore not rapidly increasing the amount of sugar in the blood. Furthermore, resistant starch and short-chain fatty acids, deriving from its breakdown in the colon, represent a valid support for the intestinal flora, also decreasing the risk of inflammatory intestinal diseases. IMPORTANT: all this as part of a balanced diet!!!

    I chose the Timilia wheat fusilli from Valdibella (no ADV, I just like it!) because in addition to the flavor that I adore, I find that it gives an excellent result even when eaten cold, and that’s no small thing for all lovers of express pasta. Other short pasta shapes can also work very well.

    When cooking, it is not a good idea to take it out a few minutes early to keep it al dente because, as it is then cooled, it will tend to harden anyway, so in this case too al dente could be a mistake.

    Store them in the refrigerator in a glass container with a lid

    Now let’s get to the recipe!

Ingredients

80 g of Timilia durum wheat fusilli

Approximately 160 g of boiled lentils

2 carrots

1 small pepper

2 medium-small tomatoes

2 tablespoons toasted almonds

4-5 sprigs of basil and mint

1 wedge of fermented lemon (if missing, a nice grated lemon zest)

1/2 teaspoon oregano

extra virgin olive oil, salt

Procedure

Bring the water for the pasta to the boil and add the salt.

Wash the vegetables: cut the pepper into half-centimeter cubes, the carrots into matchsticks and the tomatoes into fillets.
Chop the aromatic herbs and fermented lemon and place them in a bowl with the tomatoes, oregano, salt and set aside.

When the water boils, add the pasta and cook for the indicated time:

  • 3 minutes before the end of cooking, add the diced peppers to the water with the pasta and mix
  • 1 minute before the end of cooking add the carrots

Take the bowl with the tomatoes, drain any excess vegetable water and add a couple of spoons of extra virgin olive oil and stir.

At the end of cooking, drain the pasta with the vegetables, pour it into a large container so that it cools down a little and add the seasoned tomatoes, the lentils and mix everything together, adding more extra virgin olive oil if necessary. Finish by adding the toasted almonds.

Cool and store in the refrigerator in a glass container with a lid. You can keep it for a few days and you will be amazed when you open the lid by the clear scents it gives off. Enjoy!

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La prima volta che mi venne proposta una vellutata di carote non ero al settimo cielo.. ero un pò prevenuta a riguardo. Stavo seguendo il mio annuale corso internazionale di macrobiotica e la cuoca che teneva il corso per il menù estivo ci propose una vellutata di carote molto semplice: la ricetta era così semplice che non riuscivo nemmeno a capire che cosa potesse avere di tanto speciale, ma mi sbagliavo di grosso! Era straordinariamente semplice e stupefacente per quanto fosse gustosa. Da allora la vellutata di carote è tra il mio repertorio di creme di verdure serali per la primavera e l’estate.

Si anche per l’estate, avete capito bene: anche in estate si può avere bisogno la sera di un sapore rilassante e accogliente che ci riporta al nostro centro, proprio come il sapore di questa crema che io preparo aggiungendo anche delle lenticchie decorticate per creare un piatto unico per una cena leggera.

USA LE CAROTE CON LA BUCCIA!

Acquista carote biologiche e usale con la buccia. Le carote sono ricche di vitamina C, betacarotene e antiossidanti e tutti questi nutrienti sono concentrati sulla buccia, quindi eliminarla comporterebbe eliminarne la superfice con maggiore concentrazione. Questo significa che le carote hanno l’abilità di proteggere il corpo dalle cellule degradate, supportare lo sviluppo di nuove cellule e supportare il sistema immunitario. Le unghie, la pelle e e i capelli sono le parti che ne traggono maggiore beneficio. Inoltre avere una cena leggera a base di questa vellutata è un buon modo per alleggerire il lavoro del fegato (specie dopo degli eccessi!).
Usa carote non trattate, eviti gli sprechi e aumenti il benessere per te e per il pianeta!

Adesso andiamo alla ricetta della vellutata di carote.

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INGREDIENTI

200 g di carote

100 g di lenticchie rosse o gialle decorticate

1 cipolla piccola

1 pezzettino di sedano

1 spicchio di aglio piccolo

Olio evo, sale, pepe

1/2 cucchiaino di curcuma, una grattugiata di zenzero fresco

1 cucchiaio scarso di aceto di mele

pesto di erbe aromatiche (io un mix di rucola, basilico e aneto)

Procedimento

Lava bene le lenticchie decorticate.

In una pentola versa 1 cucchiaio di olio evo e poca acqua, quindi aggiungi la cipolla, aglio, sedano e carote tagliate a tocchetti e fai cuocere per 5-8 minuti. Aggiungi anche il sale, lo zenzero e la curcuma e continua a cuocere.
Aggiungi le lenticchie rosse e ricopri abbondantemente con acqua calda, l’aceto di mele e copri con il coperchio e fai cuocere lentamente per circa 30 minuti.

Trascorso il tempo di cottura, termina aggiustando di sale e pepe e frulla con un mixer tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.

Prendi qualche cucchiaio del tuo pesto, e se troppo denso stemperalo con un cucchiaio di olio evo e usalo per guarnire la vellutata.

Questo sito è cominciato circa 12 anni fa e da allora nel mio tempo libero ho scritto più di 500 post di informazione, ricette, consigli etc.
Ho deciso di continuare a tenere libero l’accesso alle ricette e privo di qualsiasi fastidioso pop-up pubblicitario in modo da poter continuare a navigare in tranquillità evitando di dover scansare immagini moleste, link che cliccati per errore ti portano in un universo parallelo o video che si attivano con suoni molesti che non riesci a silenziare perchè non li trovi nella pagina!
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Grazie
Jyoti

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Quanti piatti rientrano tra i tuoi preferiti soprattutto per un coinvolgimento emotivo che hai? Ricette che ti direbbero poco, ma in realtà appena le nomini o meglio ancora le vedi, fanno riemergere immediatamente una sensazione, un immagine o un ricordo che ne condizioneranno l’intera esperienza gustativa. Ricette che vedi non per come sono, ma per come tu eri quando le hai vissute la prima volta, e l’esperienza è stata così forte che è rimasta così impressa positivamente.
Ecco, quella dei fagioli corona al forno è una di queste ricette, solo rievocarla mi mette di buon’umore perchè legata ai viaggi in Grecia in estate, al caldo, al mare, al cielo azzurro.
I fagioli gigantes, fagioli Corona, sono molto usati in Grecia (e ho scoperto che anche in Calabria sono molto usati), hanno una sapore dolce, una pasta morbida e si disfano difficilmente per questo si prestano alle lunghe cotture. Attenzione, non sono i fagioli Spagna, sono un’altra varietà ancora più grande!

Questa ricetta è molto semplice ma estremamente aromatica e confortante per via del sapore che viene conferito ai fagioli dalla doppia e lunga cottura.

Gli ingredienti che ti servono sono pochi ma buoni:

  • Fagioli corona
  • Pomodori maturi
  • Cipolle
  • Spezie ed erbe aromatiche( la freschezza dell’aneto per me è super in questo piatto)

Visto che la cottura in forno è lunga di solito ne approfitto per fare in contemporanea delle altre cose: biscotti, verdure, pane, ecc.

Adesso andiamo alla ricetta!

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300 g di fagioli corona

3-4 pomodori maturi

3-400 g di passata di pomodoro

1 cipolla

1 carota

1/2 peperone rosso

1 bastoncino di cannella

1 pezzettino di sedano

1 foglia di alloro, alcune foglie di sedano

Aneto fresco

1 spicchio di aglio

Olio evo, sale, pepe

Procedimento

Comincia il giorno prima mettendo i fagioli secchi in ammollo, serviranno circa 24 ore. Risciacqua bene i fagioli e falli cuocere con abbondante acqua, foglie di sedano e alloro per circa 1 ora. I fagioli cuoceranno ancora in forno quindi non devono essere stracotti.

Affetta la cipolla, trita il sedano, aglio, la carota e il peperone e fai cuocere tutto con olio evo in una pentola (o teglia) preferibilmente che possa poi andare anche in forno. Aggiungi i pomodori tagliati a pezzetti, i fagioli e la passata di pomodoro. Aggiusta con sale, pepe, aggiungi anche l’aneto tritato finemente ed eventualmente altre erbe aromatiche a piacere (origano, basilico, alloro..). Fai cuocere alcuni minuti, quindi copri la teglia con un coperchio oppure con carta di alluminio e continua la cottura in forno a 180°C circa per circa 1 ora.

Trascorso questo tempo togli la carta di alluminio, verifica se va aggiustato con sale, olio evo o altre erbe e termina la cottura per altri 15 minuti scoperto.

Puoi consumare questo piatto tiepido oppure a temperatura ambiente. Può anche essere preparato il giorno prima.

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Grazie

Jyoti

ENGLISH VERSION

How many dishes are among your favorites mainly for an emotional involvement? Recipes that would tell you little, but in reality as soon as you name them or better yet see them, they immediately bring back a sensation, an image or a memory that will influence the entire taste experience.
Here is the baked corona beans is one of these recipes, just remembering it puts me in a good mood because it is linked to trips to Greece in the summer, to the heat, to the sea, to the blue sky.
Gigantes beans, Corona beans, are widely used in Greece (and I discovered that they are also widely used in Calabria), they have a sweet flavor, a soft texture and are difficult to fall apart for this reason they lend themselves to long cooking. Be careful, they are not Spanish beans, they are another even larger variety!

This recipe is very simple but extremely aromatic and comforting because of the flavor that is given to the beans by the double and long cooking.

The ingredients you need are few but good:

Corona beans

Ripe tomatoes

Onions

Spices and aromatic herbs (the freshness of dill is super for me in this dish)

Since the cooking in the oven is long, I usually take advantage of it to do other things at the same time: biscuits, vegetables, bread, etc.

Now let’s get to the recipe!

Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.Will you try my recipe?Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

300 g of corona beans

3-4 ripe tomatoes

3-400 g of tomato puree

1 onion

1 carrot

1/2 red pepper

1 cinnamon stick

1 small piece of celery

1 bay leaf, some celery leaves

Fresh dill

1 clove of garlic

EVO oil, salt, pepper

Method

Start the day before by soaking the dried beans, it will take about 24 hours. Rinse the beans well and cook them with plenty of water, celery leaves and bay leaves for about 1 hour. The beans will still cook in the oven so they must not be overcooked.

Slice the onion, chop the celery, garlic, carrot and pepper and cook everything with extra virgin olive oil in a pot (or pan) preferably that can also go in the oven. Add the chopped tomatoes, the beans and the tomato puree. Season with salt, pepper, also add the finely chopped dill and possibly other aromatic herbs to taste (oregano, basil, bay leaves..). Cook for a few minutes, then cover the pan with a lid or with aluminum foil and continue cooking in the oven at about 180 ° C for about 1 hour.

After this time, remove the aluminum foil, check if it needs to be adjusted with salt, extra virgin olive oil or other herbs and finish cooking for another 15 minutes uncovered.

You can eat this dish warm or at room temperature. It can also be prepared the day before.

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Ci sono dei cereali e dei piatti che mi sembrano si associno benissimo alla tarda primavera-estate e ai periodi caldi. Una di questi è la quinoa!
Va bene, prima di essere linciata mediaticamente bisogna spiegare che la quinoa non è un cereale in senso stretto, botanicamente si tratta di piante diverse e si parla di pseudo cereale. Lo definiamo cereale normalmente dal punto di vista commerciale e gastronomico perchè più vicino alla categoria dei cereali (come farro, orzo, grano, riso, miglio..) e anche perché si usa in chicchi come glia altri cereali. Non si tratta quindi di un errore definirla cereale, è semplicemente una generalizzazione.

La quinoa non è solo un cereale che adoro quando arriva il caldo, ma è una grande risorsa perchè dal punto di vista nutrizionale è corredata di tutti gli amminoacidi essenziali: non vuol dire che è più ricca di proteine rispetto agli altri cereali, ma che nel suo corredo ne possiede tutta la gamma necessaria agli essere umani (che non sono in grado di produrre i nove amminoacidi essenziali citati prima).

La quinoa contiene anche dei flavonoidi, kaempferolo e quercetina, loro agiscono come anti-infiammatori del corpo e come anti-ossidanti, cioè proteggono le cellule dai danni che vengono prodotti dalle molecole chiamate radicali liberi.

La quinoa contiene molte fibre, più di cereali molto famosi per la loro ricchezza in fibre, come il riso integrale.

La quinoa contiene vitamine e minerali, come magnesio, rame, zinco, ferro. Ma ti ricordo che contiene anche sostanze che spesso non sono di sostegno per il corpo e possono creare degli effetti indesiderati (per le es. le saponine che possono arrivare a produrre anti-nutrienti). Queste sostanze sono chiamate genericamente anti-nutrienti, ma possono facilmente essere “disattivati” grazie a buone e sagge pratiche da fare prima di cucinarla: niente di trascendentale o misterioso, basta lavare la quinoa o meglio ancora ammollarla per qualche ora prima di cuocerla. Lavare e ammollare la rendono non solo più digeribile e favorisce il regolare assorbimento dei nutrienti, ma la rende anche più gustosa: infatti le saponine la possono rendere molto amara e poco gradevole. Ho conosciuto molti che non amavano la quinoa, dopo aver saputo che andava lavata molto bene prima di cuocerla però le cose sono cambiate completamente.

La quinoa è anche una buona fonte di colina, una vitamina che contribuisce a prevenire i disturbi neurologici e che è amata dal nostro nervo vago, infatti la sua azione risulta essenziale per l’organismo umano perché partecipa alla sintesi di indispensabili mediatori come acetilcolina fondamentale per ristabilire equilibrio del sistema nervoso parasimpatico e come modulatore proprio del nervo vago.

A tutte queste proprietà si aggiunge una caratteristica che sicuramente avvantaggia chi non ha molto tempo a disposizione: è veloce da cuocere, in 15 minuti la tua quinoa è già pronta!

Oggi la ricetta di una delle mie bowl preferite per pranzo in questa stagione (a proposito di stagione, lo sai che prossimamente c’è a Mantova il corso di cucina dedicato all’Estate?). Magari la prossima volta magari vi lascio anche la ricetta per un “porridge” di quinoa per colazione, super-nutriente e goloso, che ne pensi? Fammi sapere nei commenti!

Adesso veniamo al pranzo di oggi, un piatto estremamente semplice ma reso complesso nel sapore e dalle erbe aromatiche e dall’harissa. Inoltre ho aggiunto della “quasi feta” vegetale fatta con le mandorle (ve la ricordate? Quella che prepariamo al corso dei formaggi vegetali): così facendo ho reso il piatto da un punto di vista nutrizionale. In mancanza potreste aggiungere delle mandorle, il sapore sarà diverso ma lo avrete comunque reso più completo per un piatto unico.

Ingredienti 

160 g di quinoa

250 g di piselli freschi già sgusciati (in mancanza optate per quelli surgelati) 

La scorza di 1 limone piccolo + 3 cucchiaino di succo di limone

50 g di “feta” vegetale di mandorle (oppure vedi i suggerimenti sopra)

Aneto e menta a sentimento

1 cucchiaino di harissa

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro (facoltativo)

Olio evo, sale

Procedimento 

Risciacqua la quinoa abbondantemente, se hai già programmato questo piatto magari lasciala in ammollo qualche ora.

Trita l’aneto e mettilo da parte.

Sbollenta i piselli in acqua bollente se sono freschi e grandi, se sono piccoli e teneri (oppure surgelati) questo passaggio non è necessario.

In una pentola versa un paio di cucchiai di olio evo e aggiungi l’aneto tritato e le scorze di limone e fai cuocere per 1 o 2 minuti, quindi aggiungi la quinoa scolata dall’acqua e circa 300 g di acqua. Aggiungi i piselli, sale, il concentrato di pomodoro e l’harissa, quindi copri con il coperchio e fai cuocere fino a completo assorbimento dell’acqua. A fine cottura aggiunge delle foglie di menta tritata e al momento di servire la feta di mandorle.

Puoi consumarlo tiepido oppure freddo: se ti piace la freschezza e i profumi questo piatto è per te!


ENGLISH VERSION

There are cereals and dishes that seem to me to go very well with late spring-summer and hot periods. One of these is quinoa!
Okay, before being lynched by the media we need to explain that quinoa is not a cereal in the strict sense, botanically they are different plants and we talk about a pseudo cereal. We normally define it as a cereal from a commercial and gastronomic point of view because it is closer to the category of cereals (such as spelt, barley, wheat, rice, millet…) and also because it is used in grains like other cereals. It is therefore not an error to define it as a cereal, it is simply a generalisation.

Quinoa is not only a cereal that I love when the heat arrives, but it is a great resource because from a nutritional point of view it is equipped with all the essential amino acids: it does not mean that it is richer in proteins than other cereals, but that in its complement has the entire range necessary for human beings (who are unable to produce the nine essential amino acids mentioned above).

Quinoa also contains flavonoids, kaempferol and quercetin, which act as anti-inflammatories in the body and as anti-oxidants, that is, they protect cells from damage caused by molecules called free radicals.

Quinoa contains a lot of fibre, more than cereals that are very famous for their richness in fibre, such as brown rice.

Quinoa contains vitamins and minerals, such as magnesium, copper, zinc, iron. But let’s remember that it also contains substances that are often not supportive for the body and can create unwanted effects (for example saponins which can produce anti-nutrients). These substances are generically called anti-nutrients, but they can easily be “deactivated” thanks to good and wise practices to do before cooking it: nothing transcendental or mysterious, just wash the quinoa or better yet soak it for a few hours before cooking it. Washing and soaking not only make it more digestible and promotes the regular absorption of nutrients, but also makes it tastier: in fact the saponins can make it very bitter and unpleasant. I met many who didn’t like quinoa, but after learning that it needed to be washed very well before cooking it, things changed completely.

Quinoa is also a good source of choline, a vitamin that helps prevent neurological disorders and which is loved by our vagus nerve, in fact its action is essential for the human organism because it participates in the synthesis of essential mediators such as acetylcholine which is essential for restore balance of the parasympathetic nervous system and as a modulator of the vagus nerve.

Added to all these properties is a feature that certainly benefits those who don’t have much time available: it’s quick to cook, in 15 minutes your quinoa is ready!

Today the recipe for one of my favorite bowls for lunch this season, but next time maybe I’ll also leave you the recipe for a quinoa “porridge” for breakfast, super-nutritious and delicious, what do you think? Let me know in the comments!

Now we come to today’s lunch, an extremely simple dish but made complex in flavor and by aromatic herbs and harissa. I also added some vegetable “almost feta” made with almonds (do you remember it? The one we prepare during the plant based cheese course): by doing so I improved the dish from a nutritional point of view. If not, you could add some almonds, the flavor will be different but you will still have made it more complete for a single dish.

Ingredients

160 g of quinoa

250 g of fresh peas, already shelled (if you don’t have them, opt for frozen ones)

The zest of 1 small lemon + 3 teaspoons of lemon juice

50 g of almond vegetable “feta” (or see suggestions above)

Dill and mint to taste

1 teaspoon harissa

1 teaspoon tomato paste (optional)

Extra virgin olive oil, salt

Method

Rinse the quinoa thoroughly, if you have already planned this dish perhaps leave it to soak for a few hours.

She chop the dill and set it aside.

Blanch the peas in boiling water if they are fresh and large, if they are small and tender (or frozen) this step is not necessary.

Pour a couple of tablespoons of extra virgin olive oil into a pan and add the chopped dill and lemon peel and cook for 1 or 2 minutes, then add the quinoa drained of the water and about 300 g of water. Add the peas, salt, tomato paste and harissa, then cover with the lid and cook until the water is completely absorbed. At the end of cooking he adds some chopped mint leaves and when ready to serve the almond feta.

You can eat it warm or cold: if you like freshness and aromas this dish is for you!

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

Le patate novelle sono una mia passione. Passo tutto l’anno a snobbare le patate e poi da maggio in poi vado a caccia di patate novelle e le uso in diversi modi. Preferisco le patate novelle non solo per il sapore ma anche perchè hanno una buccia molto sottile quindi non è necessario sbucciarle (naturalmente mi riferisco sempre a prodotti biologici!) e da un punto di vista nutrizionale le patate novelle hanno un minor quantitativo di carboidrati semplici (tradotto significa che hanno un indice glicemico leggermente più basso delle patate stagionate).

Non aver paura che le patate novelle siano solo un inutile carico di carboidrati, finalizzato esclusivamente al piacere delle tue papille gustative e null’altro. Le patate novelle hanno un maggior quantitativo di acqua rispetto alle patate e visto che possiamo tenerne la buccia in cottura riusciamo a disperdere meno i nutrienti. Per evitare sovraccarichi ai pasti è bene usare le patate novelle invece dei cereali o del pane o pasta e soprattutto usarle con moltissima verdura, grassi sani e magari anche dei legumi per creare un piatto completo e che così facendo non creerà variazioni importanti di glicemia nel sangue.

Come nel mio pranzo di oggi, io le ho usate con insalata mista, avocado e qualche lampone.

Come si preparano le patate novelle croccanti?

E’ un modo molto semplice con cui si ottiene un piatto super goloso, perfetto per tutti dai piccini agli adulti, l’unico vincolo che avrai è la stagione, perchè le patate novelle si trovano per un periodo piuttosto breve in Italia, solitamente da Maggio a Giugno.

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Grazie
Jyoti

COME PREPARARE LE PATATE NOVELLE CROCCANTI

Ingredienti

Patate novelle

Olio evo, sale, pepe nero

erbe aromatiche a piacere

Procedimento

Lava le patate novelle e falle cuocere intere con la buccia in acqua bollente salata: i tempi di cottura possono variare dai 10 ai 20 minuti in base alle dimensioni delle patate. Sono pronte quando la forchetta riesce a bucarle senza sforzo.

Disponi su una teglia la carta forno, poco olio evo e distribuisci sopra le patate intere. Con il fondo di un bicchiere o con un batticarne o un altro oggetto che possa svolgera una funzione simile schiaccia tutte le patate in modo che si “spiaccichino” sulla teglia: non sono richieste forme particolari, tonde o altro, irregolari vanno benissimo!

A questo punto spennella le patate con olio evo, aggiungi sale e erbe aromatiche a piacere e cuoci in forno a 220°C per circa 15 minuti o fino a quando le patate non saranno croccanti e la buccia croccante. Aggiungi pepe e accompagnale con tante verdure a piacere.

Un consiglio: preparane tante perchè finiranno in fretta!

ENGLISH VERSION

New potatoes are a passion of mine. I spend the whole year snubbing potatoes and then from May onwards I hunt for new potatoes and use them in different ways. I prefer new potatoes not only for the taste but also because they have a very thin skin so it is not necessary to peel them (of course I always refer to organic products!) and from a nutritional point of view new potatoes have a lower quantity of simple carbohydrates ( translated means they have a slightly lower glycemic index than seasoned potatoes).

Don’t be afraid that new potatoes are just an unnecessary load of carbohydrates, aimed solely at pleasing your taste buds and nothing else. New potatoes have a greater quantity of water than potatoes and since we can keep the peel during cooking we are able to disperse the nutrients less. To avoid overloads at meals it is good to use new potatoes instead of cereals or bread or pasta and above all to use them with lots of vegetables, healthy fats and perhaps even legumes to create a complete dish and which in doing so will not create important variations in blood sugar .

As in my lunch today, I used them with a mixed salad, avocado and some raspberries.

How to prepare crispy new potatoes?

It is a very simple way to obtain a super delicious dish, perfect for everyone from children to adults, the only constraint you will have is the season, because new potatoes are found for a rather short period in Italy, usually from May in June.

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Thank you
Jyoti

HOW TO PREPARE CRISPY NEW POTATOES

Ingredients

New potatoes

Evo oil, salt, black pepper

herbs to taste

Method

Wash the new potatoes and cook them whole in their skins in boiling salted water: cooking times can vary from 10 to 20 minutes depending on the size of the potatoes. They are ready when the fork manages to pierce them effortlessly.

Arrange the parchment paper, a little extra virgin olive oil on a baking sheet and distribute the whole potatoes on top. With the bottom of a glass or with a meat tenderizer or another object that can perform a similar function, mash all the potatoes so that they “squash” on the pan: no particular shapes are required, round or otherwise, irregular ones are fine!

At this point, brush the potatoes with extra virgin olive oil, add salt and aromatic herbs to taste and cook in the oven at 220°C for about 15 minutes or until the potatoes are crunchy and the skin crunchy. Add pepper and accompany them with as many vegetables as you like.

A tip: prepare many because they will run out quickly!!!

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

E’ da molto tempo che non riesco a dedicarmi al blog, un pò gli impegni che mi portano da altre parti un pò perchè quando penso a scrivere sul blog mi viene subito in mente il mio web master che mi ricorda che devo scrivere tenendo conto della SEO. Mi vengono i brividi quando questo accade e quindi riabbasso subito lo schermo del mio portatile e passo al successivo punto della to do list!
Quando iniziai a scrivere il mio blog l’obiettivo era la condivisione delle mie scoperte in cucina (e un pò nella vita!) ed è e rimane la cosa più divertente e il motivo per continuare a tenere un blog.

Quindi oggi ho deciso di non dare ascolto a quella vocina che parla di “targettizzazione topic” e “long tail keyword” ma a quella che vi racconterà della zuppa marocchina e di quanto sia confortante.
Questa ricetta ha una lunga lista di ingredienti, ma una buona parte sono spezie che danno alla zuppa le sue note particolari.
L’ho preparata l’ultima volta in occasione di uno show-cooking in provincia di Brescia, ospite della bottega di Andrea, un negozio di alimenti biologici molto grazioso e molto curato grazie al lavoro dei due giovani proprietari che credono profondamente nel progetto come mezzo per divulgare anche più consapevolezza alimentare e ambientale.

Questo tipo di zuppa è molto usata in inverno in Marocco e viene anche considerata una sorta di depurante del corpo (le lenticchie come tutti i legumi sono diuretiche). Il coriandolo è stato riconosciuto utili ai fini dei problemi intestinali: cattiva digestione, crampi intestinali, stipsi, gas intestinali. Inoltre sia nella medicina ayurvedica che nella medicina tradizionale del Medioriente viene utilizzato per le proprietà distensive e calmanti.

E’ una zuppa molto semplice e soprattutto è one-pot, cioè tutto in una pentola, quindi non sporcherai molto!

A proposito di legumi, lo sai che il 20 Marzo c’è un corso dedicato esclusivamente ai legumi in tutte le loro forme?!? Vai alle info QUI

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Ingredienti

  • 450 g circa di batata
  • 270 g circa di lenticchie verdi
  • 2 carote, 2 cipolle, 1 gambo abbondante di sedano
  • 4-5 spicchi di aglio
  • 1+ ½ cucchiaino di coriandolo, 1 cucchiaino di cumino, ½ cucchiaino di cannella,
  • ½ cucchiaino di curcuma, ½ cucchiaino di paprika affumicata (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di curry dolce o poco più (per aggiustare il gusto), Noce moscata q.b.
  • 200 g circa di spinaci
  • Olio evo, sale, limone per servire

    Procedimento

    Lava le lenticchie bene e preferibilmente lasciale in ammollo prima dell’uso.

    Taglia le cipolle, carote, sedano, batata, peperone e l’aglio.

    Versa in una pentola a fondo pesante l’olio, quindi la cipolla con sedano, carote e le spezie ad eccezione della paprica affumicata e noce moscata. Fai insaporire quindi aggiungi le batate e le lenticchie. Ricopri con acqua bollente fino a ricoprire e aggiungi la noce moscata e se lo gradisci la paprika affumicata. Fai cuocere lentamente per circa 50 minuti. Aggiungi il sale aggiungi gli spinaci lavati e spezzettali e fai cuocere ancora 3 minuti.

    Servi con poco succo di limone.

    Moroccan soup

    ENGLISH VERSION

    It’s been a long time since I’ve been able to devote myself to blogging, partly due to commitments that take me elsewhere partly because when I think of writing on the blog my web master immediately comes to mind who reminds me that I have to write taking into account the SEO. I get chills when this happens and so I immediately lower the screen of my laptop and move on to the next item on the to do list!
    When I started writing my blog, the goal was to share my discoveries in the kitchen (and a little bit in life!) and it is and remains the funniest thing and the reason to keep blogging.

    So today I decided not to listen to that little voice that talks about “topic targeting” and “long tail keyword” but to the one that will tell you about Moroccan soup and how comforting it is.
    This recipe has a long list of ingredients, but a good portion are spices that give the soup its distinctive notes.
    I prepared it for the last time on the occasion of a show-cooking in the province of Brescia, as a guest of Andrea’s workshop, a very nice and well-kept organic food store thanks to the work of the two young owners who deeply believe in the project as a means to spread even more food and environmental awareness.

    This type of soup is widely used in winter in Morocco and is also considered a sort of body purifier (lentils, like all legumes, are diuretics). Coriander has been recognized as useful for intestinal problems: bad digestion, intestinal cramps, constipation, intestinal gas. Furthermore, it is used both in Ayurvedic medicine and in traditional Middle Eastern medicine for its relaxing and calming properties.

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    Ingredients

    450 g of sweet potato

    270 g of green lentils

    2 carrots, 2 onions, 1 large stalk of celery

    4-5 cloves of garlic

    1+ ½ teaspoon coriander, 1 teaspoon cumin, ½ teaspoon cinnamon,

    ½ teaspoon turmeric, ½ teaspoon smoked paprika (optional)

    1 teaspoon of sweet curry or a little more (to adjust the taste), nutmeg to taste

    About 200 g of spinach

    Evo oil, salt, lemon to serve

    Method

    Wash the lentils well and preferably let them soak before use.

    Cut the onions, carrots, celery, sweet potato, bell pepper and garlic.

    Pour the oil into a heavy-bottomed saucepan, then the onion with celery, carrots and spices except for the smoked paprika and nutmeg. Season then add the sweet potatoes and lentils. Cover with boiling water until covered and add the nutmeg and, if you like, the smoked paprika. Cook slowly for about 50 minutes. Add the salt, add the washed and chopped spinach and cook for another 3 minutes.

    Serve with a little lemon juice.

    SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

    Con l’arrivo del caldo sono importanti i piatti veloci, semplici e freschi.

    VELOCI perchè abbiamo voglia di passare meno tempo in cucina ed essere più attivi, di stare all’aperto e di essere più sociali e avere tempo anche per relazionarci con gli altri: è normale, sentiamo che l’ambiente intorno cambia, che ci sarebbe più spazio o che vogliamo più spazio, è l’espansione che porta con se l’Estate!

    SEMPLICI perchè l’ultima cosa che vorremmo in questo periodo dell’anno è sentirci spenti, sovraccaricati e privi di energie!

    FRESCHI (qui si scopre l’acqua calda!!!) perchè in che altro modo “sano” potremmo cercare di rinfrescare il nostro corpo?

    Ecco che le ricette come questo sono eccezionali per avere in un unico piatto tutto ciò che può servirci per rimanere in forma, e questo perchè:

    la quinoa non è un cereale, ma un seme che è ricco di nutrienti e di tutti gli amminoacidi essenziali, quindi ottima da utilizzare quando abbiamo fretta (cuoce in 15 minuti) ma vogliamo comunque avere un piatto equilibrato;

    le verdure fresche di stagione faranno la loro parte per quanto riguarda minerali, vitamine, fitonutrienti fibre e acqua;

    l’avocado non ci fa mancare gli omega-3 dal piatto (ma se non lo trovate perchè la stagione di quelli italiani è quasi finita) potete sostituire con una bella dose di gherigli di noci.

    Il pane integrale di pasta madre dà un extra-bonus di carboidrati complessi insieme ad una croccantezza che rende veramente soddisfacente la ricetta anche per chi ama avere qualcosa da “sgranocchiare” nel piatto.

    Passiamo alla ricetta!

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    Insalata di quinoa con fette di pane a lievitazione naturale

    Ingredienti (approssimativamente 2 persone)

    80 g di quinoa
    250 g di cetriolo
    250 g di pomodoro
    2-3 cipollotti piccoli
    2 spicchi di aglio
    Prezzemolo, menta
    2 cucchiaini di aceto di mele, olio, sale, pepe, origano
    150 g di pane a fette
    Insalata verde
    1 avocado piccolo

    Procedimento

    Prepara la quinoa cuocendola per assorbimento dopo averla sciacquata molto bene.
    Prepara le fette di pane condendole con un po’ di olio e sale (se lo gradisci anche strofinando dell’aglio) e facendole tostare fino a quando diventano ben croccanti, quasi biscottati: puoi tostarle in forno, in padella oppure in un tostapane, scegli tu il metodo più sostenibile.
    Taglia i pomodori e cetrioli a cubettini piccoli, aggiungi i cipollotti a fettine, un trito abbondante di menta e prezzemolo, origano, i due spicchi di aglio schiacciati quindi l’aceto, olio, sale e pepe: mescola bene insieme e quindi aggiungi la quinoa raffreddata, sgranata e ben drenata dell’acqua in eccesso.

    In un piatto spezzetta le foglie di insalata, aggiungi la quinoa con le verdure e le fette di pane tostato ulteriormente spezzate a mano.
    Sbuccia e taglia l’avocado a fettine e aggiungilo all’insalata.


    ENGLISH VERSION

    With the arrival of summer fast, simple and fresh dishes are important.

    FAST because we want to spend less time cooking and be more active, to spend time outdoors and to be more social and also have time to relate to others: it is normal, we feel that the surrounding environment changes, that there would be more space or that we want more space, is the expansion that Summer brings with it!

    SIMPLE because the last thing we want at this time of year is to feel spent, overloaded and lacking in energy.

    FRESH becouse is an “healthy” way to protect and refresh our body.

    Here, recipes like this are exceptional for having everything you need to stay fit in one dish, and this is why:
    quinoa is not a cereal, but a seed that is rich in nutrients and all essential amino acids, therefore excellent to use when we are in a hurry (it cooks in 15 minutes) but we still want to have a balanced dish;

    seasonal vegetables will play their part in terms of minerals, vitamins, phytonutrients, fiber and water;

    avocado does not make us miss the omega-3s from the plate (but if you can’t find it because the season of the Italian ones is almost over) you can replace it with a good dose of walnuts.

    Sourdough wholemeal bread gives an extra bonus of complex carbohydrates together with a crunchiness that makes the recipe truly satisfying even for those who love something to crunching on their plate.
    Move on to the recipe!

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    Quinoa salad with sourdough bread

    Ingredients

    80 g of quinoa
    250 g of cucumber
    250 g of tomato
    2-3 small spring onions
    2 cloves of garlic
    Parsley, mint
    2 teaspoons of apple cider vinegar, oil, salt, pepper, oregano
    150 g of sliced ​​bread
    Green salad
    1 avocado

    Method

    Prepare the quinoa for absorption.
    Prepare the slices of bread by adding a little oil and salt and toasting it until it becomes a rusks: you can do it in the oven, in a pan or in a toaster, choose the more sustainable method for you.
    Cut the tomatoes and cucumbers into small cubes, add the sliced ​​spring onions, a generous amount of chopped mint and parsley, oregano, crushed garlic, then the vinegar, oil, salt and pepper.

    Mix well together and then add the cold and well-drained quinoa of the excess water. In a dish, chop the salad leaves, add the quinoa and further broken slices of toast. Add avocado sliced.

    Le ricette al volo..cioè quando non ho molto tempo per stare ai fornelli ma ho molta fame!!!

    Ecco questa è una di quelle ricette che non richiedere delle doti culinarie eccezionali, non ti porterà via molto tempo ma sicuramente richiede qualche accortezza nella scelta degli ingredienti da tenere in dispensa.

    Per esempio ho sempre in dispensa degli ingredienti ex-ordinari, eccellenti che uso in occasioni speciali oppure quando ho pochissimo tempo per cucinare… Eh si perchè sono quegli ingredienti che anche “spogliati” di qualsiasi condimento si esprimono alla grande.. Come per esempio succede con la pasta. Ho sempre in dispensa dei formati di pasta che anche con un filo di olio di oliva mi rapiscono come un cantastorie. Per es. la pasta stroncatura, ma ve ne ho già parlato qui e qui.

    Poi avere per le emergenze un barattolo di cannellini già cotti può essere sempre utile. Non amo usare quotidianamente i legumi precotti, ma tenerne solo qualche confezione per le giornate in cui non ho proprio tempo per cucinare.
    Nel caso non ti ricordassi, ho già fatto un post su come si cucinano e preparano i legumi qui.
    Pasta integrale & legumi e hai già realizzato una combinazione nutriente e ti potrà dare carica nel lungo pomeriggio che ti attende, senza doverti preoccupare di proteine (perchè è vero che c’è anche il dubbio a volte del “avrò mangiato abbastanza proteine”?).

    Allora abbiamo fagioli, abbiamo pasta integrale…adesso ci manca qualcosa per rendere speciale il nostro piatto…senza troppo impegno magari.. Ecco che arriva in nostro aiuto allora l’aglio nero!

    L’aglio nero è aglio che è stato sottoposto ad un processo di “invecchiamento” (diciamo cosi) con temperatura e umidità controllati. Questo trasforma l’aglio nel tempo facendogli perdere il suo caratteristico aroma forte e sapore e trasformandolo i composti in esso contenuti così che il suo sapore diventa dolciastro, profumato, ricorda vagamente il caramello e la liquirizia. Viene di solito definito come un aglio fermentato, ma in realtà l’aglio nero non si può considerare frutto di un attività microbica (appunto come accade nella fermentazione) ma più che altro frutto di una serie di reazioni chimiche che avvengono nel tempo in quelle condizioni controllate.

    L’aglio nero solitamente viene ben digerito e approcciato anche da chi non ama/usa spesso l’aglio. E in effetti era nato proprio dall’esigenza di rendere il comune aglio più digeribile e utilizzabile da tutti (e si perchè l’aglio negli ultimi anni si è fatto una brutta nomea).
    L’aglio nero non perde le tradizionali funzioni biologiche dell’aglio, quindi è anti-inffiammatorio, anti-ossidante e ha un azione cardio-protettiva.

    La ricetta è semplicissima se hai già tutti gli ingredienti, quindi ci possiamo mettere all’opera.

    Prima di andare alla ricetta non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.

    Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più

    Stroncatura con crema di cannellini all’aglio nero

    Ingredienti per 2 persone

    180 g di pasta integrale (io ho usato la stroncatura)
    200 g di fagioli cannellini già pronti
    3-4 foglie di salvia
    2 spicchi di aglio nero
    olio evo
    sale

    Procedimento

    • Porta ad ebollizione l’acqua salata per la pasta.
    • In una padella fai rosolare i fagioli cannellini con 2 cucchiai di olio e la salvia, se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
    • Butta la pasta e preparati a frullare insieme cannellini, aglio nero aggiungendo altri 2-3 cucchiai di olio evo ed acqua di cottura della pasta fino ad ottenere una crema molto liscia.
    • Scola la pasta al dente, tenendo da parte dell’altra acqua di cottura, e falla mantecare con la crema di cannellini e aglio nero ottenuta aggiungendo dell’acqua di cottura se necessario…. e bon app!

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