Ci sono momenti durante la preparazione del cibo che non vanno secondo i piani prestabiliti, perchè non trovi o dimentichi un ingrediente, hai dovuto pianificare al volo, devi creare piatti da ciò che è disponibile in frigo. Questi sono i momenti in cui devo essere flessibile, intraprendente, utilizzare la mia esperienza e usare il mio intuito…

Il proprio intuito va un pò risvegliato in alcuni casi, non tutti sono in contatto con esso, non tutti pensano di averlo quante volte si sente dire “io non ho intuito!”?… Non si tratta di averlo o non averlo, ma di seguirlo o non seguirlo: la sua voce è molto fievole, di solito non è una voce invadente e altisonante, ma sussura lievemente e quindi bisogna allenarsi ad ascoltarlo altrimenti si rischia di essere sordi alla sua vocina.

Le ricette? Utili come linee guida, ci mostrano la strada, possono essere ispiranti, e se considerate come un insegnamento ci danno molte più possibilità e ci liberano. Le ricette per chi comincia ad usare il suo intuito sono fatte per mostrare la strda, poi ci si arriva sulle proprie gambe, con i mezzi che abbiamo a disposizione e con i tempi che abbiamo.
Seguire una ricetta in maniera precisa ci serve a fare la “copia” del piatto di qualcun’altro, non a tirare fuori quello che invece e il nostro personale piatto.

Inoltre ricorda che siamo tutti cuochi: che non vuol dire che tutti siamo capaci a dirigere un ristorante o fare una crema catalana perfetta. Vuol dire che tutti siamo capaci di cucinare perchè nel nostro intimo tutti siamo in grado di nutrire noi stessi e le persone che amiamo, solo che molti non lo hanno mai saputo nè sperimentato. Come tutte le doti innate bisogna dargli spazio e coltivarle se vogliamo riappropriarcene, altrimenti continueremo a pensare di non esserne capaci! Ma ricorda che preparare cibo che sia di nutrimento e supporto per noi e per gli altri non ha nulla a che vedere con la performance e il cibo performante: oggi più che mai è necessario riappropriarci di questo concetto perchè stiamo confondendo il cibo che nutre il corpo con quello che appaga la mente e i suoi perfezionismi , gli occhi e le sue aspettative e le emozioni che sono sempre insaziabili.

Tu cosa ne pensi? Fammelo sapere nei commenti.


Devo essere sincera, non ho mai apprezzato particolarmente il concetrato di pomodoro: l’ho sempre considerato un”accessorio” del quale potevo fare a meno. Se lo tengo in frigorifero mi può capitare di ricordarmi di usarlo qua e di là per aggiustare qualcosa che non mi convince ma in generale lo evito. Fino ad oggi! Oggi tutto è cambiato e ho capito perchè non amavo particolarmente il concetrato di pomodoro: semplicemente perchè non ne avevo mai assaggiato uno così buono!
Vi racconto la storia, non è lunga.
Tutto comincia con dei splendidi pomodorini perini maturi. Vederli mi ha fatto venire in mente i pomodori secchi così ho deciso di asciugarli al sole per essiccarli. Dopo 1-2 giorni arriva un imprevisto: la pioggia! I miei pomodorini sono a rischio, li guardo e decido di cambiare il loro destino: li cuocio, li frullo e ottengo una purea densa eccezionale: il mio concentrato di pomodoro!
Per cosa lo puoi usare se riesci a resistere dal mangiarlo a cucchiaiate?

  • Puoi aggiungere il concetrato ottenuto al tuo sugo di pomodoro per condire la pasta, gli darà una marcia in più!
  • Puoi usarlo da spalmare in uno strato sottile su delle tartine aggiungendo poi verdure grigliate, avocado, creme di legumi..
  • Puoi usarlo per colorare e insaporire le tue salse.
  • Puoi usarlo come il classico concetrato per “sistemare” delle ricette.

E adesso la ricetta passo a passo…

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Concentrato di pomodoro
Il concentrato di pomodoro più buono del mondo!

Ingredienti

2 kg di pomodori perini maturi
sale marino
olio evo

Procedimento
Lava bene tutti i pomodori e tagliali a metà in senso della lunghezza. Disponili su una superfice piana pulita, può essere un cassettina di legno, oppure di cartone, o ancora una griglia: quest’ultima è l’ideale perchè è una superficie che fa circolare l’aria e asciugare bene i pomodori.
Disponi i pomodori al sole protetti dalle incursioni degli insetti: io uso un pezzo di tulle che li ricopra ma faccia passare i raggi solari.
Fai asciugare i pomodori al sole caldo e ritirali la sera quando potrebbero essere soggetti all’umidità: ci vorranno 1-2 giorni (dipende dall’esposizione): sono pronti quando sono asciutti all’esterno ma con ancora una polpa morbida e lavorabile. Sono riconoscibili anche dal profumo molto dolce.
A questo punto tagliali a pezzi, cuocili per circa 15 minuti a fuoco basso e poi frullali in un mixer fino a ridurli a purea*. Inserisci il concentrato in un barattolo di vetro pulito e nel farlo cerca di eliminare tutte le bolle di aria dentro il barattolo. Ricopri la superfice con un filo di olio di oliva e conserva in frigorifero.
Da questa quantità si ottiene un barattolo di circa 200 g.
Se vuoi conservarlo per più tempo procedi con la sterilizzazione dei barattoli ottenuti. Enjoy!

*E’ necessario un mixer abbastanza potente per ottenere una purea omogenea.

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I grani antichi hanno senza dubbio delle qualità stupefacenti. Non solo sono grani tendenzialmente privi di manipolazioni e con un glutine di più semplice assimilazione per l’organismo.. sono accompagnati da sapori e profumi veramente unici! Credo che più da narrare siano da assaggiare!
Ho scelto una farina siciliana, Timilia (o Timidia o Tumminia..) per un pane che ha come ingredienti solo farina (appunto), acqua e sale.. Certo lievitazione lunga con pasta madre.. ma sempre di farina e acqua stiamo parlando!
Il consumo di farine antiche come questa lo trovo importante, soprattutto perchè si tratta di alimenti che sono ancora poco lavorati e non modificati – a differenza purtroppo della più diffusa farina bianca – e ciò contribuisce in parte a contrastare l’insorgere di intolleranze alimentari a carico soprattutto del nostro delicatissimo e impegnatissimo sistema digerente.  Ho già accennato in precedenza ai grani antici siciliani e a chi ancora si dedica a produrli con passione.

pane_tumminia

Ingredienti

 400 g di farina di tumminia (oppure mix di grani siciliani con 70-80% tumminia)

260-280 g di acqua

80 g di pasta madre rinfrescata

8 g di sale

Procedimento

Procedo come nella consueta preprarazione del pane con pasta madre tenendo conto le caratteristiche della farina: si tratta di un grano duro (molto duro nel caso del Tumminia) quindi la prima fase in cui si lascia riposare la farina impastata solo con acqua può durare molto più del solito (dai 30 minuti addirittura a 3-6 ore tenendo il contenitore in frigorifero).
Procedo con la consueta lavorazione aggiungendo la pasta madre e lasciando riposare e infine aggiungendo il sale e continuando lavorazione. I tempi di maturazione possono variare dalle 5 alle 7-8 ore in base al grado di efficienza  della pasta madre e alla temperatura.
Lo inforno su pietra refrattaria a circa 220 C per i primi 25-30 minuti e successivamente a 180-190 C per altri 30 circa.

Da anni è immancabile nei miei corsi di cucina sulle spezie e fino a poco tempo fa era un perfetto sconosciuto ai più. Negli ultimi mesi invece non si sente parlare di altro, tanto che molte aziende si sono già attivate e produrlo e venderlo come bevanda già pronta oppure miscele pronte e aromatizzate a cui va aggiunto solo la parte liquida.
Ben vengano le buone abitudini, ma visto che in tanti continuate a chiedermi: “ma come si fa il Golden Milk?” ecco qualche spiegazione.

Ma di cosa stiamo parlando?
Il Golden Milk è una bevanda largamente diffusa in India, soprattutto come rimedio/prevenzione. Si narra che gli yogi consigliassero ai loro discepoli, che tenevano per lungo tempo le loro posizioni yoga, di usarla almeno per 40 giorni all’anno in modo che le loro articolazioni potessero trovare sostegno da questa bevanda.. Le articolazioni e non solo aggiungerei. Il Golden Milk ha una composizione tale da essere considerato un antinfiammatorio naturale, sia per articolazioni, ma in generale anche per l’apparato scheletrico e muscolare…
Essendo la curcuma il “principio attivo” di questa bevanda, le sue proprietà sono molte altre ancora:

– antiossidante molto potente (da qui l’azione antinfiammatoria) che svolge la sua attività non solo a livello muscolare ma riduce anche lo stress ossidativa interno che è una sorta di piccolo stato di infiammazione cronica lieve con cui spesso conviviamo perchè molto silente e lieve (ma spesso cronico);

– la spezia anti-cancro (definita così da molti ricercatori): si è visto come la curcumina si attiva sia come inibitore della proliferazione cellulare, sia come “killer” di cellule anomale. Sempre per il suo potere antinfiammatorio può prevenire gli stati che determinano lo svilupparsi di un tumore;

– allevia i sintomi dell’artrite: varie ricerche hanno dimostrato che la curcumina allieva i sintomi dell’artrite nel giro di 2 settimane come un farmaco antinfiammatorio;

– fegato: sembra che contribuisca a tenere il fegato in salute favorendo la produzione di enzimi deputati alla detossificazione del fegato, sia favorendo il flusso biliare che depura e rinvigorisce il fegato;

– per le donne in età fertile: le bevande a base di curcuma sono consigliate per dare sollievo ai fastidiosi crampi e disturbi mestruali. La cura deve essere preventiva, per esempio una settimana prima del ciclo.

Questo solo per citare alcuni degli effetti benefici, in effetti la letteratura scientifica si è data molto da fare riguardo gli studi sui benefici della curcumina…Ma l’ispirazione è sempre data dalle tradizioni popolari: la curcuma era così tanto usata e per così innumerevoli rimedi che un fondo (più di un fondo) di verità ci doveva essere.

Come si prepara il Golden Milk?
L’originale ricetta indiana sembra che fosse a base di una pasta di curcuma, acqua e pepe che viene sciolta in un bicchiere di latte di capra con un cucchiaio di olio di mandorle.

In pratica abbiamo bisogno perchè la curcuma funzioni che ci sia nella miscela una (o più sostanze) che contribuiscono a favorirne l’assorbimento: il pepe e la parte grassa (olio e latte). That’s it!

Se si comprende il principio, è semplice creare la propria versione, in base alle proprie esigenze e gusti (più o meno pepe, latte vegetale invece di quello animale, aggiungere del dolcificante a piacere per renderlo più gradevole..).

Personalmente non preparo la pasta di curcuma (a base di curcuma, poco pepe e acqua tiepida quanto basta per avere una pasta) per il mio golden milk ma parto direttamente dalla curcuma in polvere. E’ comunque molto veloce.

Uso un latte vegetale, che ritengo più sano per me e per il pianeta, e preferisco il latte di mandorle: la scelta va sul latte di mandorla perchè tra i latti vegetali è uno di quelli con una maggiore quantità di grassi buoni ideali per favorire l’assorbimento della curcumina.

Sull’uso del pepe ognuno può far appello alle proprie esigenze: personalmente ne uso un pizzico per ogni bicchiere che mi preparo. Può essere eliminato nel caso si soffra di problemi gastrici oppure limitarlo moltissimo. Se eliminate il pepe potreste aggiungere un pò di zenzero, cannella, chiodi di garofano oppure una miscela di spezie ma soprattutto non dimenticate di aggiungere alla bevanda il cucchiaino di olio per dare la possibilità alla curcuma di essere assorbita.

E il sapore?
C’è chi lo ama al naturale e a chi invece non piace il sapore. Suggerisco sempre di iniziare con una dose più bassa di curcuma in modo da familiarizzare con il sapore (nella mia ricetta per esempio si può iniziare con 1/2 cucchiaino aumentando le dosi di giorno in giorno).
Dolcificare si può? Si magari con un dolcificante naturale come il malto, zucchero di cocco, sciroppo di dattero, succo di mela… Niente paura, funzionerà lo stesso, basta non esagerare con gli zuccheri!!!

Ed ecco la mia ricetta..

goldenmilk

Ingredienti (per una tazza):

1 cucchiaino abbondante di curcuma

1-2 cucchiaini di olio di lino (va bene anche mandorle, canapa o altri oli a scelta)

1 pizzico di pepe macinato di fresco

1/4 cucchiaino di garam masala (facoltativo)

200 ml circa latte di mandorle al naturale (preferisco quelli prodotti in  Italia)

succo di acero  a piacere

Procedimento

In una tazza verso la curcuma, macino il pepe nero, aggiungo il garam masala e l’olio di lino.

Scaldo il latte di mandorla, rendendolo tiepido o poco più. Ne verso una piccola quantità nella tazza per sciogliere le spezie e i piccoli grumi di curcuma (sgradevoli al palato). Aggiungo il rimanente latte e infine dolcifico a piacere.