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Mai sentito un richiamo per il miglio? Può sembrare anomalo ma io si!
Mettiamo in chiaro, non è sempre stato così, e anzi ci sono stati molti casi in cui lo mangiavo “come medicina”: facevo da “mamma giudiziosa” per me stessa e mi dicevo: “Sai che oggi tocca al miglio a pranzo perchè ti fa bene a questo questo e quell’altro?” E così, nonostante i sogni fossero altri procedo e preparo il miglio…

Ma in questo periodo non è così, una specie di “intelligenza naturale” mi fa star bene all’idea di un piatto di miglio come se stessi immaginando una granita siciliana alla mandorla (che sapete bene che in estate è la cosa che più adoro!!!).

Quando sono in equilibrio mi rendo conto come sia più facile ascoltare le reali esigenze espresse dal corpo piuttosto che le reazioni agli stress del momento (“Stasera pizza” come ricompensa dopo una lunga e faticosa giornata, oppure “Adesso il gelato” per sentirmi soddisfatta dopo una serie di tensioni e risposte/risultati/situazioni non soddisfacenti..) e mi stupisco di come avvolte mi possa allontanare da questo stato e riconquistarlo sia sempre una riscoperta.

Naturalmente non tutti devono desiderare miglio per esserein equilibrio, ma spesso capita di passare le giornate completamente alienati da se stessi e dalle reali esigenze e ci sono alcuni metri di misura che ci possono far accorgere di questo distacco, per me per esempio uno di questi è come e cosa mangio!

Poi ci sono le esigenze fisiologiche, non dimentichiamoci (anche se lo sottovalutiamo) che ogni sostanza che entra nel nostro corpo avvia una serie di eventi e reazioni a catena, che possono essere di vario tipo e che noi possiamo avvertire in maniera evidente oppure più sottile.
Il miglio grazie alle sue fibre e la presenza di amido-resistente riesce a rendere più stabili i livelli di zucchero nel sangue e ha un basso indice glicemico rispetto ad altri cereali che possono creare maggiori oscillazioni.

Le fibre del miglio inoltre intervengono a ridurre il colesterolo di origine esogena nel corpo favorendo l’aumento di colesterolo HDL e produzione di una sostanza anti-infiammatoria che ha funzione protettiva del cuore.

Personalmente non mi rendo conto in maniera conscia se il mio colesterolo LDL diminuisce e le condizioni di infiammazione diminuiscono nel mio corpo quando mangio miglio, ma sicuramente energeticamente mi rendo conto che se non mangio cereali in chicco per più giorni comincio a sentirmi un pò più “instabile” rispetto a quando li uso e mi sento più centrata (macrobiotica docet).

E il miglio sia quindi, però in versioni più estive!

Se fino all’inverno può far piacere avere il miglio per le zuppe, sformati e polpette, appena arriva il caldo e estate vorremmo anche fare a meno dei “papponi” e avere qualcosa di più sgranato e meno colloso quindi si può usare qualche accorgimento.

  • Tosta il miglio: tostare il miglio fa si che il cereale diventi più profumato e soprattutto tenga un pochino di più la cottura, ottimo quindi quando vorresti averlo un pò più sgranato
  • Occhio al’acqua: aggiungi per 1 parte di miglio massimo 3 parti di acqua (quindi una tazza di miglio , 3 tazze di acqua), per evitare che poi il cereale sia costretto ad assorbire più acqua del necessario trasformandosi quindi in una “pappa”, infatti il miglio ha la capacità di assorbire moltissima acqua (infatti si può usare tranquillamente come una polenta aumentando le dosi di acqua, ma questo lo sapevi già se hai il mio libro!). Ma attenzione, non cadere nell’errore di usare un rapporto miglio:acqua di 1:2 perchè rischia di essere troppo poca quindi il miglio non si cuoce adeguatamente e da alimento miracoloso per il nostro intestino si trasforma in alimento di digestione complicata.
  • Ancora acqua: cuocilo in acqua già bollente. Dopo averlo tostato aggiungi acqua calda al tuo miglio perchè così si sfalda meno lasciando il chicco più strutturato.

Andiamo ai fornelli?

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INGREDIENTI

160 g di miglio

2-3 cucchiai di pesto di riciclo (trovi la ricetta sul mio libro) oppure altro pesto verde a scelta

150 – 180 g di legumi a scelta già cotti

2 cucchiai di uvetta

Mandorle tostate o pistacchi

300 g circa di pomodorini maturi

1 spicchio di aglio

Una manciatina di rucola

Erbe aromatiche a scelta (aneto, prezzemolo, menta, finocchio selvatico..)

PROCEDIMENTO

Taglia i pomodorini a metà e passali in padella per pochi minuti con un po’ di olio, l’aglio schiacciato e sale: quando sono pronti aggiungi i legumi ad insaporire.

Dopo averlo lavato tosta il miglio e cuocilo con 3 parti di acqua calda, sale e cuoci per assorbimento. Appena cotto togli il coperchio e disponilo su una pirofina o piatto di portata abbastanza grande per poterlo distendere e farlo raffreddare prima. Sgrana bene appena si è raffreddato e condisci con qualche cucchiaio di pesto, aggiungi un abbondante trito di erbe aromatiche, l’uvetta, i pomodorini con i legumi e mescola insieme, infine aggiungi anche le foglie di rucola fresche e i pistacchi (o mandorle).

Miglio come cous cous…

ENGLISH VERSION

Ever heard a “call” for millet? It may seem anomalous but I do!

Let’s make it clear, it hasn’t always been like this, and indeed there have been many cases in which I ate it “as a medicine”: I’m a “judicious mother” for myself and I say to myself: “Jyoti you know that today it’s the turn of millet for lunch because it is good for this and that?!? ”
And so, despite my dreams were others I proceed and prepare the millet …
But in this period it is not like that, a kind of “natural intelligence” makes me feel good about the idea of ​​a plate of millet as if I were imagining a Sicilian granita almond (which you know well that in summer is the thing I love most!). When I am in balance I realize how easier it is to listen to the real needs expressed by the body rather than the reactions to the stresses of the moment (“Tonight pizza” as a reward after a long and tiring day, or “Now the ice cream” to feel satisfied after a series of tensions and unsatisfactory responses / results / situations ..) and I am amazed at how sometimes I can get away from this state and regain it is always a rediscovery. Of course not everyone has to desire millet to be in balance, but it often happens to spend the days completely alienated from oneself and from real needs and there are a few meters that can make us realize this detachment, for me for example one of these is how and what I eat
Then there are the physiological needs, let’s not forget (even if we underestimate it) that every substance that enters our body starts a series of events and chain reactions, which can be of various types and that we can perceive in an evident or more subtle way. . Millet, thanks to its fibers and the presence of resistant starch, is able to make blood sugar levels more stable and has a low glycemic index compared to other grains that can create greater fluctuations.
Millet fibers also act to reduce cholesterol of exogenous origin in the body by promoting the increase of HDL cholesterol and the production of an anti-inflammatory substance that has a protective function of the heart.
Personally, I don’t consciously realize if my LDL cholesterol decreases and the inflammatory conditions decrease in my body when I eat millet, but certainly energetically I realize that if I don’t eat grains for several days I begin to feel a little more ” unstable “compared to when I use them and I feel more focused (macrobiotica docet).

And the millet is therefore, but in a more summery versions!
If until the winter it may be nice to have the millet for soups, flans and meatballs, as soon as the heat arrives and summer we would also like to do without the “pimps” and have something more grainy and less sticky so you can use some tricks.

  • Toast the millet : toasting the millet makes the cereal become more fragrant and above all it keeps cooking a little longer, so excellent when you would like to have it a little more grainy
  • Watch out for the water: add for 1 part of millet a maximum of 3 parts of water (therefore a cup of millet, 3 cups of water), to avoid that the cereal is forced to absorb more water than necessary, thus turning into a “gruel”, in fact the millet it has the ability to absorb a lot of water (in fact it can be used safely as a polenta by increasing the doses of water, but you already knew this if you have mine book !). But be careful, do not fall into the error of using a millet: water ratio of 1: 2 because it risks being too little so millet does not cook properly and from a miraculous food for our intestine it turns into a food for complicated digestion.
  • More water: cook it in already boiling water. After roasting it, add hot water to your millet because it flakes less, leaving the grain more structured.

Shall we go to the kitchen?

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INGREDIENTES

160 g of millet

2-3 spoon of “recycled pesto” (recipe on my book) or another green vegan pesto

150 – 180 g cooked beans of your choice

2 spoon of dry raisin

Roasted tomatoes or pistachio

300 g ripe tomatoes

1 garlic clove

Some arangula

Fresh erbs of your choice (dill, parsley, mint, wild fennel..)

METHOD

Cut the cherry tomatoes in half and pass them in a pan for a few minutes with a little oil, crushed garlic and salt: when ready, add the legumes to flavor.

After washing it, toast the millet and cook it with 3 parts of hot water, salt and cook for absorption. As soon as it is cooked, remove the lid and place it on an ovenproof dish or serving dish large enough to spread out and let it cool beforehand. Shell well as soon as it has cooled down and season with a few tablespoons of pesto, add a generous amount of chopped aromatic fresh herbs, raisins, cherry tomatoes with legumes and mix together, finally add the fresh rocket leaves and pistachios (or almonds).

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Con l’arrivo del caldo sono importanti i piatti veloci, semplici e freschi.

VELOCI perchè abbiamo voglia di passare meno tempo in cucina ed essere più attivi, di stare all’aperto e di essere più sociali e avere tempo anche per relazionarci con gli altri: è normale, sentiamo che l’ambiente intorno cambia, che ci sarebbe più spazio o che vogliamo più spazio, è l’espansione che porta con se l’Estate!

SEMPLICI perchè l’ultima cosa che vorremmo in questo periodo dell’anno è sentirci spenti, sovraccaricati e privi di energie!

FRESCHI (qui si scopre l’acqua calda!!!) perchè in che altro modo “sano” potremmo cercare di rinfrescare il nostro corpo?

Ecco che le ricette come questo sono eccezionali per avere in un unico piatto tutto ciò che può servirci per rimanere in forma, e questo perchè:

la quinoa non è un cereale, ma un seme che è ricco di nutrienti e di tutti gli amminoacidi essenziali, quindi ottima da utilizzare quando abbiamo fretta (cuoce in 15 minuti) ma vogliamo comunque avere un piatto equilibrato;

le verdure fresche di stagione faranno la loro parte per quanto riguarda minerali, vitamine, fitonutrienti fibre e acqua;

l’avocado non ci fa mancare gli omega-3 dal piatto (ma se non lo trovate perchè la stagione di quelli italiani è quasi finita) potete sostituire con una bella dose di gherigli di noci.

Il pane integrale di pasta madre dà un extra-bonus di carboidrati complessi insieme ad una croccantezza che rende veramente soddisfacente la ricetta anche per chi ama avere qualcosa da “sgranocchiare” nel piatto.

Passiamo alla ricetta!

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Insalata di quinoa con fette di pane a lievitazione naturale

Ingredienti (approssimativamente 2 persone)

80 g di quinoa
250 g di cetriolo
250 g di pomodoro
2-3 cipollotti piccoli
2 spicchi di aglio
Prezzemolo, menta
2 cucchiaini di aceto di mele, olio, sale, pepe, origano
150 g di pane a fette
Insalata verde
1 avocado piccolo

Procedimento

Prepara la quinoa cuocendola per assorbimento dopo averla sciacquata molto bene.
Prepara le fette di pane condendole con un po’ di olio e sale (se lo gradisci anche strofinando dell’aglio) e facendole tostare fino a quando diventano ben croccanti, quasi biscottati: puoi tostarle in forno, in padella oppure in un tostapane, scegli tu il metodo più sostenibile.
Taglia i pomodori e cetrioli a cubettini piccoli, aggiungi i cipollotti a fettine, un trito abbondante di menta e prezzemolo, origano, i due spicchi di aglio schiacciati quindi l’aceto, olio, sale e pepe: mescola bene insieme e quindi aggiungi la quinoa raffreddata, sgranata e ben drenata dell’acqua in eccesso.

In un piatto spezzetta le foglie di insalata, aggiungi la quinoa con le verdure e le fette di pane tostato ulteriormente spezzate a mano.
Sbuccia e taglia l’avocado a fettine e aggiungilo all’insalata.


ENGLISH VERSION

With the arrival of summer fast, simple and fresh dishes are important.

FAST because we want to spend less time cooking and be more active, to spend time outdoors and to be more social and also have time to relate to others: it is normal, we feel that the surrounding environment changes, that there would be more space or that we want more space, is the expansion that Summer brings with it!

SIMPLE because the last thing we want at this time of year is to feel spent, overloaded and lacking in energy.

FRESH becouse is an “healthy” way to protect and refresh our body.

Here, recipes like this are exceptional for having everything you need to stay fit in one dish, and this is why:
quinoa is not a cereal, but a seed that is rich in nutrients and all essential amino acids, therefore excellent to use when we are in a hurry (it cooks in 15 minutes) but we still want to have a balanced dish;

seasonal vegetables will play their part in terms of minerals, vitamins, phytonutrients, fiber and water;

avocado does not make us miss the omega-3s from the plate (but if you can’t find it because the season of the Italian ones is almost over) you can replace it with a good dose of walnuts.

Sourdough wholemeal bread gives an extra bonus of complex carbohydrates together with a crunchiness that makes the recipe truly satisfying even for those who love something to crunching on their plate.
Move on to the recipe!

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Quinoa salad with sourdough bread

Ingredients

80 g of quinoa
250 g of cucumber
250 g of tomato
2-3 small spring onions
2 cloves of garlic
Parsley, mint
2 teaspoons of apple cider vinegar, oil, salt, pepper, oregano
150 g of sliced ​​bread
Green salad
1 avocado

Method

Prepare the quinoa for absorption.
Prepare the slices of bread by adding a little oil and salt and toasting it until it becomes a rusks: you can do it in the oven, in a pan or in a toaster, choose the more sustainable method for you.
Cut the tomatoes and cucumbers into small cubes, add the sliced ​​spring onions, a generous amount of chopped mint and parsley, oregano, crushed garlic, then the vinegar, oil, salt and pepper.

Mix well together and then add the cold and well-drained quinoa of the excess water. In a dish, chop the salad leaves, add the quinoa and further broken slices of toast. Add avocado sliced.

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

A 9 mesi di distanza dall’uscita del mio libro finalmente una presentazione dal vivo, in presenza come si dice oggi! Non potevo crederci, ormai ci avevo rinunciato viste le difficoltà ad organizzare eventi in presenza con un certo numero di persone ma in realtà è stato possibile, e nel migliore dei modi perchè all’aperto in una bellissima corte a Mantova. Il tutto organizzato e ospitato dal Manto-Gas, il gruppo di acquisto solidale di Mantova.

E’ stato veramente bello, tra la location, la possibilità di parlare al pubblico senza mascherina (avevo quasi perso l’abitudine) e i partecipanti superattenti, curiosi, desiderosi di fare domande e comprendere..

Durante la presentazione, visto che parlare di cibo non basta mai, bisogna poterlo cucinare e assaggiare ho preparato una crema di miglio dolce per tutti con una composta di mirtilli, un dolce delicatissimo, adatto alle merende quotidiane o che è possibile usare anche a colazione. All’inizio dell’autunno aiutarci ad affrontare il cambio in corso con tutti i mezzi a disposizione è importantissimo, così ho scelto il miglio perchè in questa stagione tutti lamentano spesso un indebolimento dei capelli con caduta (mia mamma dice sempre che ” in autunno i capelli cadono insieme alle castagne” e tra tutti i cereali il miglio è quello più adatto a supportare i nostri capelli (avete mai notato che i principali prodotti naturali anticaduta sono a base di miglio?). Per addolcirlo ho usato del malto di riso, un dolcificante che non mi fa fare grandi oscillazioni emotive quando lo uso nei dolci, insomma lo considero il dolcificante meno “dopante” fra tutti. E i frutti di bosco, una composta che rinfresca e con la sua leggera acidità ravviva la crema.

Questa ricetta si rifà al pudding di miglio al cioccolato che trovate naturalmente nel mio libro di ricette ZenKitchen, 108 ricette plant-based per una cuina naturale sana e felice.

Adesso che ho detto tutto manca solo la ricetta!

La crema di miglio con composta di frutti di bosco è

  • plant-based
  • senza zucchero
  • senza uova, burro o qualsiasi derivato animale
  • gluten free (sostituendo il dolcificante)
  • semplice e veloce
  • senza forno

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Ingredienti

200 g di miglio decorticato

1 l di latte di mandorla autoprodotto (trovi la mia versione nel mio libro)

400 g di acqua

120-140 g di malto di riso (sciroppo di riso per una versione gluten free)

la scorza di un limone piccolo

1 stecca di cannella

1/2 bacca di vaniglia

Un pizzico di sale

Composta di mirtilli rossi e neri per guarnire

Procedimento

Lava abbondantemente il miglio e risciacqua.

In una pentola versa l’acqua e il latte di mandorle, il miglio lavato, un pizzico di sale la vaniglia e la cannella. Fai cuocere a fuoco basso per circa 35 minuti, o comunque fino a quando il miglio non si è ingrossato ed è ben morbido.

Mescola bene con un mestolo, elimina la cannella e la vaniglia e aggiungi un pò di scorza di limone grattugiata e il malto. Mescola ancora e se preferisci un composto molto liscio (come una crema) frulla con il frullatore ad immersione.
Servi in delle coppette con un topping di marmellata di mirtilli e conserva in frigorifero. Servilo fresco.

JYOTI TIPS: If you like, you could keep the plain millet base in a container in the refrigerator and use it in the morning as porridge by adding dried fruit and fresh fruit to taste.


ENGLISH VERSION

9 months after the release of my book finally a live presentation, in the presence as they say today! I could not believe it, by now I had given up on it given the difficulties in organizing events in presence with a certain number of people but in reality it was possible, and in the best way because it was outdoors in a beautiful courtyard in Mantua. All organized and hosted by Manto-Gas, the solidarity buying group from Mantua.

It was really nice, between the location, the opportunity to speak to the public without a mask (I had almost lost the habit) and the super-attentive, curious participants, eager to ask questions and understand ..

During the presentation, since talking about food is never enough, you need to be able to cook and taste it, I prepared a sweet millet cream for everyone with a blueberry compote, a very delicate dessert, suitable for daily snacks or that you can also use for breakfast. At the beginning of autumn, helping us to face the change in progress with all the means available is very important, so I chose the mile because in this season everyone often complains of a weakening of the hair with falling out (my mother always says that “in autumn the hair fall together with chestnuts “and of all cereals millet is the most suitable to support our hair (have you ever noticed that the main natural anti-hair loss products are based on millet?). To sweeten it I used rice malt, a sweetener that does not make me make great emotional fluctuations when I use it in desserts, in short, I consider it the least “doping” sweetener of all, and berries, a compote that refreshes and revives the cream with its slight acidity.

This recipe harks back to the chocolate millet pudding found naturally in my ZenKitchen cookbook, 108 plant-based recipes for a healthy and happy natural cuisine.

Now that I have said everything, only the recipe is missing!

Millet cream with wild berries compote is:

  • Plant-based
  • No sugar
  • no eggs, butter or any anymal derivates
  • gluten free (replacing the sweetener)
  • quick and easy
  • no bake dessert

I remind you that to stay tuned and not miss out on the latest news you can subscribe to the NEWSLETTER. You can also tune in on social networks: following my Natural Cuisine page on Instagram and Facebook you will miss not events and news. I’ll be waiting for you!

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Millet cream with wild berry compote

Ingredients

200 g of shelled millet

1 liter of self-produced almond milk (find my version in my book)

400 g of water

120-140 g of rice malt (ryce syrop for a gluten free version)

the zest of a small lemon

1 cinnamon stick

1/2 vanilla bean

Methods

Wash the millet thoroughly and rinse.

In a saucepan, pour the water and almond milk, the washed millet, a pinch of salt, the vanilla and the cinnamon. Cook over low heat for about 35 minutes, or until the millet has thickened and is very soft.

Mix well with a ladle, remove the cinnamon and vanilla and add some grated lemon zest and malt. Stir again and if you prefer a very smooth mixture (like a cream) blend with the hand blender.
Serve in small bowls with a blueberry jam topping and refrigerate. Serve it fresh.

JYOTI TIPS: Se ti va potresti conservare la base di miglio semplice in un contenitore in frigorifero e usarla la mattina come porridge aggiungendo frutta secca e frutta fresca a piacere.

Fave e baccelli?!?
Si hai presente quando acquisti le fave, magari 1 kg e torni a casa con la tua busta piena, le sbucci e ti rimangono in una terrina a malapena 300 g di fave e dall’altra parte una montagna di bucce da buttare nel’organico?!?

Ecco ci sono delle alternative finchè è primavera e puoi avere a disposizione delle fave che siano:

– fresche con i baccelli integri, senza macchie nere e ben idratati di modo che siano ben teneri;
– biologiche, cioè assolutamente non trattate, così che si possano usare i baccelli esposti all’ambiente senza remore.

Se ci sono queste caratteristiche allora sappi che puoi utilizzare per i tuoi piatti anche i baccello!
PRO:
I baccelli delle fave hanno un sapore estremamente delicato, delizioso!
Una buona parte delle proprietà nutrizionali delle fave sono contenute anche nel baccello (ebbene si!) quindi le userai anzichè buttarle;
Si riducono decisamente gli sprechi.

CONTRO
Non tutti amano la consistenza della buccia, carnosa e leggermente “pelosa”!

…Ma ai “contro” si può rimediare con alcuni metodi di cottura…per esempio perchè non preparare una tempura con i baccelli oppure fare un pesto dopo averli sbollentati o ancora ripassarle in abbondante olio evo?!?

Io oggi vi propongo una ricetta primaverile di un orzo con fave e baccelli. Nella medicina cinese l’orzo e gli alimenti verdi sono gli ideali per la primavera: si consiglia anche di andare direttamente per i campi a raccoglierli, non solo per poterle poi mangiare appena raccolte, ma perchè lo stesso verde intorno rilasserebbe il sistema Fegato.. Pensaci la prossima volta che vai a fare una passeggiata nel verde!!

Ops… prima di andare alla ricetta ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER.
Puoi sintonizzarti anche sui social seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook.

Non solo… se ancora non lo sapessi, ti ricordo che anche quest’anno collaboro alla realizzazione della Primal con Irene Sgarbi, dal 22 al 29 Giugno: è un processo fondamentale soprattutto se sei arrivato alla conclusione che vuoi diventare l’adulto che avresti sempre desiderato avere accanto da bambino!

Orzo con fave e baccelli

Ingredienti
230 g di orzo perlato
500 g di fave (con baccello)
1 aglio novello piccolo con le sue foglie
2 foglie di salvia sclerea
qualche fogliolina di menta
olio evo
sale
Procedimento
Cuocere l’orzo in abbondante acqua salata.
Sbucciare le fave mettendo da una parte i baccelli.
Cuocere in acqua bollente salata le fave per 2-3 minuti.
Prendere 5-6 baccelli, lavarli, tagliarli a pezzettini e asciugarli su un canovaccio pulito. I baccelli si ossidano in fretta quindi passare subito alla cottura: in un pentolino aggiungere abbondante olio e friggere i baccelli delle fave per pochi minuti per lato, quindi scolarli e salarli mettendoli da parte.
Tagliare finemente la salvia sclerea e l’aglio comprensivo di fusto e foglie e farli rosolare in un tegame con olio evo. Aggiungere le fave e qualche fogliolina di menta quindi spegnere e aggiungere l’orzo ad insaporire: infine aggiungere i baccelli e servire.

I consigli di Jyoti
Se non hai a disposizione Salvia Sclerea e aglio giovane puoi sostituire con salvia tradizionale e con uno spicchio di aglio a magari alcune foglie verdi di cipollotto tagliati finemente!

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La primavera, germoglio dopo germoglio, è arrivata a pieno ritmo.
E anche la pioggia di questi giorni ne fà parte.. rinfresca l’aria, la rinnova e disseta la terra.. Che ci sostiene e ci nutre!
In questa stagione la terra per nutrirci ci offre alcuni vegetali di stagione fantastici per il nostro corpo: in questo piatto in particolare ho scelto la rucola e gli agretti!
Gli agretti sono tendenzialmente diuretici e sostengono i processi di depurazione (ve ne ho parlato anche qui ), invece la rucola, con il suo sapore pungente stimola il fegato e le sue funzionalità: in primavera per favorire una buona partenza del corpo dopo l’inverno.
Qui ho preparato un pesto con la rucola e i pistacchi per la pasta di grano timilia (ormai sanno tutti che è una delle mie preferite è quella degli amici della ValdiBella: se non li conosci ancora visita il loro sito!) ai quali ho aggiunto degli agretti e fili di carote scottati e spadellati: un piatto ben calibrato tra verdure e pasta: accompagna con dei legumi e qualche cruditè e il tuo pranzo sarà completo!

Ingredienti (per 2 persone)

120 g di linguine di grano timilia

un mazzetto di agretti

1 carota

1 spicchio di aglio

un mazzetto piccolo di rucola

4-5 foglie di aglio ursino

30 g di pistacchi

olio evo

sale 

Procedimento

Portare l’acqua per la pasta già salata ad ebollizione in una pentola. Lavare gli agretti, pulirli delle radici e la base troppo coriacea e sbollentarlo nell’acqua per 3 minuti circa, quindi scolare e metterli da parte.

Pulire la carota e tagliarla per la lunghezza aiutandosi con un pelapatate oppure con un attrezzo per preparare gli spaghetti vegetali: ottenuti i fili di carota sbollentarli nella stessa acqua bollente per 30 secondi. Scolarli e ripassarli in padella con olio evo e uno spicchio di aglio con anche gli agretti. 

Nell’acqua di cottura delle verdure cuocere le linguine.

In un mortaio pestare la rucola e l’aglio ursino dopo averli tagliati finemente a coltello aiutandosi anche con i pistacchi. Preparare un pesto grossolano e aggiungere l’olio.

Scola le linguine al dente, aggiungi il pesto di rucola e infine gli agretti e le carote. Servi subito.

Enjoy!

Se in molti post e ricette vi ho parlato di grani antichi, adesso vi racconto della scoperta fatta la scorsa primavera quando durante una conferenza ho ascoltato per la prima volta il prof. Ceccarelli e la sua storia con le popolazioni di grani evolutivi.

Il prof. Ceccarelli, ricercatore genetista, è soprattutto una persona che si stanca mai di parlare di grani, come un innamorato che non si stanca mai di narrare le bellezze della sua amata! E’ sempre ispirante incontrare persone che amano profondamente ciò che fanno.

Ceccarelli ha passato la maggior parte della sua carriera a studiare le varietà di grani soprattutto tra Siria, Iran e India. Così ha scoperto che in alcune aree, dove venivano coltivate da millenni in maniera artigianale miscele di grani, i campi erano estremamente produttive anche senza uso di pesticidi e concimi, più delle monoculture.

Ecco cosa accadeva. Niente “monocultura” così largamente diffusa oggi, nel campo del povero contadino invece crescevano diversi tipi di spighe di grano, più basse e più alte, più dure o più tenere, e tutte coesistevano nello stesso campo. Prima del raccolto il contadino raccoglieva delle spighe per la semina successiva: sceglieva le spighe che gli sembravano più belle e delle piante più sane, le conservava e le seminava per l’anno successivo. E così via ogni anno.

In questo modo si creava nel campo di grano, una convivenza di grani con caratteristiche diverse tra loro (si chiama biodiversità), che rendeva le popolazioni nel loro insieme molto resistenti e non facilmente soggette a malattie, e questo anche grazie allo sviluppo di piante più forti grazie anche ad un apparato radicale più esteso (significa che la pianta ha più possibilità di cercare e acquisire nutrienti dal terreno!).

Anche l”uomo ha fatto la sua parte, in modo saggio, scegliendo manualmente ogni anno le spighe più belle da conservare per la semina. Queste popolazioni si chiamano evolutive proprio perchè il loro corredo genetico si evolve e cambia in conformità all’ambiente, adattandosi sempre meglio.

Le farine ottenute come sono? I sapori sono indescrivibili e sempre unici, perchè diverse da regione a regione. Il glutine contenuto non è solitamente debole, empiricamente si è osservato fra le popolazioni che ne facevano uso che le intolleranze al glutine, allergie e celiachia erano sconosciute. Si potrebbe dedurre quindi che siano più digeribili.

Altra bella notizia: questi semi, proprio perchè così soggetti a variazioni, non possono essere soggette a royalties e brevetti (vi ricordate il Kamuth?): ogni contadino è custode dei propri semi!

Dopo essere venuta a conoscenza di tutte queste notizie ero estasiata e non vedevo l’ora di trovare qualcuno che avesse deciso di coltivare questi grani..

Tra impegni vari non riuscii a mettermi subito alla ricerca… Ma i grani trovarono me prima che io trovassi loro!!

Un bel giorno mi arrivò in regalo un sacchetto con qualche kilo di farina sfusa: la persona che me le regalò mi disse che erano farine molto particolari e che chi le coltivava aveva particolare cura verso i suoi grani.. Mi sorse un dubbio: “Vuoi vedere che…”…
Così feci subito una ricerca: telefonai alla signora Lucia, la proprietaria dell’azienda da cui provenivano le farine e le chiesi se poteva dirmi qualcosa in più.

Lucia Ferraroni è una signora gentilissima e disponibile, piena di entusiasmo per i prodotti della terra. Lucia ha subito accolto la mia richiesta raccontandomi dei suoi campi, del piccolo Agribio-panificio che hanno creato a Reggio Emilia, della necessita di favorire questo tipo di agricoltura per ristabilire un pò di equilibrio nell’ambiente.. Eh si, erano contadini che si erano dedicati alle popolazioni di grani evolutivi.
La telefonata fu breve ma nutriente, come lo sono le cose belle e fatte con amore!

Dopo una prima prova il cui risultato non mi convinceva (dovevo migliorare la lievitazione), questo è l’ultimo pane realizzato con la farina dell’azienda Ferraroni.

Saranno i grani, sarà la passione che ci mette chi lo coltiva, sarà stata l’emozione e la gioia di lavorare una farina così piena vita… ma super è dire poco! Forse il miglior pane di sempre!

Vuoi dei motivi per cercare e usare queste farine?

  • Perchè potresti preparare il pane più buono della tua vita!!!  =)
  • Perchè se non sei abile con la panificazione sono ottimi anche i biscotti!! =)
  • Perchè sono farine molto più equilibrate e ricche di nutrienti per noi e sostenibili per l’agricoltura.
  • Perchè i piccoli contadini che producono queste farine lo fanno perchè amano la Terra!
  • Perchè si tratta colture che “naturalmente” non hanno bisogno di pesticidi ed erbicidi.

Ingredienti

500 g di farina di grani evolutivi

200 g di padre rinfrescata con 50% di farine di grani evolutivi

acqua q.b (circa 220 ml)

5 g sale

Procedimento

Sono partita con una breve autolisi della sola farina con acqua tiepida.

Dopo 10 minuti ho aggiunto la madre e ho lavorato insieme per amalgamare.

Lasciato riposare altri 10 minuti, quindi ho aggiunto il sale e ho lavorato per circa 10 minuti.

Ho lasciato maturare per circa 5 ore a temperatura ambiente.

Cottura su pietra refrattaria a 220°C per 30 minuti e 180°C per altri 35 minuti circa.

 

 

 

 

Pochi ingredienti assemblati posso dare grandi risultati: accade per questo misto di risi con melanzane e basilico dai gusti e profumi ben definiti. Si tratta di una ricetta semplice, ma la semplicità è di per sè una grande forma di raffinatezza e di una bellezza disarmante.

Accompagnato da un hummus o una purea di fave oppure un dhal di lenticchie e delle foglie di insalata fresche potrebbe costituire il tuo pranzo.

Ingredienti

120 g di riso basmati

60 g di riso rosso

2 melanzane medio-piccole

6-8 foglie di basilico

1 spicchio di aglio

origano

olio evo, sale

Procedimento

Cuoci il riso rosso dopo averlo ammollato per 8 ore e aver cambiato l’acqua: l’ammollo renderà la cottura più veloce e il riso più digeribile. L’ammollo non è obbligatorio ma sicuramente se usi cereali integrali quotidianamente è un ottima prassi.

Metti il riso basmati in un contenitore con l’acqua e lascialo in ammollo per circa 1 ora.

Taglia e melanzane a fette spesse 1,5 cm e disponile su un piatto, distribuendo del sale e lasciandole con un peso a pressarle per circa 30 minuti in modo che perdano l’acqua di vegetazione. Passato questo tempo tagliale a cubetti e disponile in una terrina aggiungendo l’aglio schiacciato, olio evo e origano: lascia riposare per almeno 30 minuti dopodichè versa il contenuto della terrina in un wok ben caldo e cuocile.

Cuocere il riso basmati in acqua salata e a fine cottura uniscilo al riso rosso sgranando bene i due risi.

Trita il basilico fresco finemente e aggiungilo ai risi insieme alle melanzane. Servilo a temperatura ambiente.

Avevo dimenticato quanto fossero buoni e versatili gli sformati!

Volevo provare una ricetta croata ma alla fine l’ho dirottata verso questi piccoli e deliziosi tortini di riso semintegrale. L’uso del forno in estate ha i suoi “contro”, ma basta aspettare una serata più fresca per adoperarvi…Oppure mette questa ricetta nel cassetto per la fine di agosto.. Finchè ci son peperoni c’è speranza!!!
E se proprio non ti va di cucinare.. c’è sempre in vista il nostro prossimo #HealthyHour che è l’1 Agosto e coincide con l'”Earth Overshoot Day” per il 2018.

L’1 agosto 2018 (un giorno prima rispetto al 2017) è il giorno nel quale l’umanità consuma le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno:  significa che da questo giorno in poi stiamo consumando più di quanto il pianeta potrebbe produrre, lo stiamo “sfruttando”. Non potevamo rimanere indifferenti e quindi abbiamo deciso di dedicare il nostro HealthyHour a questa giornata, perchè il cibo non è solo una questione di gusto, ma uno dei tanti strumenti a nostra disposizione per il nostro cambiamento e per sostenere il nostro pianeta.  Tutti i partecipanti riceveranno un piccolo dono simbolico da parte nostra per poter prendersi cura di un “pezzettino” di pianeta!

Prendendoci cura del nostro corpo ci prendiamo cura del nostro “tempio”… prendendoci cura del pianeta ci prendiamo cura della “casa” in cui è custodito il nostro tempio!

 

Ingredienti

200 g di riso semintegrale

1 peperone giallo

1 cipolla rossa grande o due piccole

olio evo

salsa ai peperoni

1 peperone rosso

1 cucchiaio di capperi

1 cucchiaio di olio evo

2 cucchiai di mayo oppure una manciata di noci

peperoncino di Espelette o altro peperoncino delicato

Procedimento

Arrostisci su una piastra il peperone rosso in modo che si possa eliminare la pellicina e il peperone sia morbido. Taglia il peperone giallo a listarelle e spadellarlo in una padella antiaderente con poco olio e un pizzico di sale.

Trita la cipolla rossa e falla cuocere in un tegame con olio evo, quindi aggiungere il riso e insaporire: a piacere si può aggiungere un pò di vino bianco come per un risotto. Aggiungere quindi l’acqua bollente (1:1,5) ricoprendo tutto, il sale e lascia cuocere.

Nel frattempo, dopo aver spellato il peperone rosso, frullalo con i capperi, olio evo, la mayo o le noci e se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua: deve risultare una salsa densa.

Sulla fine cottura del riso aggiungere i peperoni gialli e la salsa e amalgamare insieme.

A questo punto sarebbe già un ottimo risotto ai peperoni il risultato ma per i tortini si va avanti…

Versa il riso in degli stampini o in un unico stampo grande e inforna a 180°C per 15 minuti in modo che formino una leggere crosticina e servi tiepidi.

 

Mandorle Siciliane, una farina di mais di varietà antica della Lombardia e profumatissime scorze di limone Calabrese… ogni pezzo di questo dolce rustico è un pezzo d’Italia!

Ho deciso di provare una farina di mais di varietà spinato, punteggiata di scuro e non completamente dorata come siamo abituati per il mais: si chiama spinato questa varietà perchè è caratterizzata da avere degli uncini o piccoli rostri..insomma un mais armato! E’ una caratteristica delle varietà più antiche, quindi meno “addomesticate” e abituate a cavarsela in situazioni avverse ad essere munite da alcune naturali forme di difesa: in questo caso gli uncini servivano  a dissuadere gli uccelli.
Mi sono ispirata alla ricetta della sbrisolona mantovana, per stravolgerla: solo farina integrale, niente burro, niente uova, molto meno zucchero.

E i profumatissimi limoni e le mandorle siciliane fanno la differenza!

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Invece se volessi assaggiare dal #vivo, partecipa al prossimo #evento!

 

Ingredienti (diametro 20-22 cm)

100 g di farina di mais

100 g di farina integrale

100 g di mandorle

60 g di zucchero mascobado

60 g di olio di mais

40 g di acqua fredda

1 cucchiaino di succo di limone

1 limone

1/2 cucchiaino di lievito per dolci

pizzico di sale

Procedimento

Trita grossolanamente circa 40 g di mandorle e metti le altre da parte.

In una terrina unisci la farina di mais, la farina integrale, lo zucchero, le mandorle tritate e quelle intere, il lievito, il sale, la scorza di un limone e mescola insieme gli ingredienti con una frusta in modo da omogeneizzarli.

Emulsiona insieme l’acqua, l’olio e il succo di limone e aggiungili agli ingredienti secchi e amalgama velocemente e in modo grossolano disponendo l’impasto a pioggia sulla tortiera cercando di sbriciolarlo con le mani il più possibile: l’impasto non deve assolutamente essere compattato sul fondo.

Cuoci in forno statico preriscaldato a 180°C per 35 minuti circa.

Ultimo giorno di Febbraio ma il tempo sembra essere tornato indietro… E’ cominciato adesso il freddo!
Giornate molto fredde che forse hanno colto qualcuno (o più di qualcuno) alla sprovvista mentre si stava preparando per la Primavera.. La Primavera sotto sotto c’è..arriva..si prepara.. l’energia che si muove come l’acqua sotterranea durante l’Inverno stà cercando la via per risalire e venire su in superficie.. E’ il movimento energetico che si fa in questa stagione.
E’ quello che fa la Natura intorno a noi (le piante si muovono dal letargo verso la comparsa dei germogli) e quello che fa la Natura in noi (se alziamo le nostre antenne lo sentiamo nel nostro corpo e nei nostri cicli che cambiano).
Ma torniamo a questi giorni ancora freddi e inaspettati e ai fagioli!!! C’è bisogno di scegliere in cibo giusto in queste occasioni… Io ho messo al bando le grandi terrine piene di insalate di tutti i tipi e oggi ho optato per contrastare il freddo esterno per un piatto semplice, molto conosciuto e forse anche per questo un pò sottovalutato, come la nostrana “pasta e fagioli”!
I fagioli sono nella medicina cinese tra gli alimenti che possono sostenerci in Inverno e soprattutto dagli attacchi del freddo (ricordate la loro forma di piccolo rene.. ecco secondo la medicina cinese vanno a supportare in particolar modo i nostri reni che il freddo lo patiscono veramente tanto): borlotti, cannellini, azuki, neri, rossi kidney… ci si può sbizzarrire con questi legumi alleati dei reni.

Piccole accortezze e scelta di ingredienti speciali posso rendere questo piatto un esperienza unica sia per il benessere del corpo che per quello del palato!

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Ingredienti

100 g di fagioli borlotti secchi
160 g di penne di grano Timidia
1 cipolla rossa
1 carota
1 costa d sedano
2 foglie di alloro
1 spicchio di aglio
1 pezzettino di alga kombu (facoltativa)
olio evo
shoyu
origano e maggiorana
peperoncino d’Espelette (o altro peperoncino)
sale

Procedimento

Mettere in ammollo i borlotti per almeno 8-10 ore (tutta la notte per esempio) quindi risciacquarli e ricoprirli abbondantemente di acqua e farli cuocere con allora e un pezzettino di alga kombu per circa 30-40 minuti.
In un altro tegame aggiungere il sedano, cipolla, carota e aglio tritati. Aggiungere poco olio e shoyu e far cuocere a fuoco basso per 10 minuti circa. Passato questo tempo aggiungere i cannellini che avevano già cotto per 30-40 minuti con la loro acqua di cottura e aggiungendo anche un pizzico di sale. Chiudere con un coperchio e far cuocere  fuoco basso per 20 minuti circa. Aggiungere al termine origano e maggiorana.
Finita la cottura mettere da pare 1-2 mestoli di fagioli borlotti, quindi cuocere le penne con i borlotti. L’acqua di cottura non deve essere troppo abbondante nè troppo poca in modo da “risottare” la pasta. A parte di può tenere dell’acqua bollente salata da aggiungere in caso l’acqua fosse troppo poca.
Sul finire di cottura della pasta (dopo 4-5 minuti) aggiungere il peperoncino e mescolare.
Spegnere il fuoco e spolverare con origano e se necessario aggiungere olio di oliva. Servire calda.
Enjoy!