La soluzione per affrontare questo caldo terribile viene anche dal cibo, e in questo caso dalla Spagna e dal suo gazpacho.
Il gazpacho è diffuso in tutta la Spagna ma sembra sia originario di Siviglia, il sud della Spagna, dove le estati sono particolarmente roventi.
Uno dei modi migliori per affrontare il caldo è sicuramente tanta verdura ricca di acqua e risparmi le energie, soprattutto non aumentare le temperature ulteriormente riscaldando, cuocendo troppo o arrostendo. Quindi questo gazpacho fa veramente al caso nostro e ti posso garantire che è perfetto anche a colazione per rinfrescare una mattina che comincia alle 6 A.M. con già 27°C.

Questa ricetta è priva di pane, quindi veramente perfetta in qualsiasi momento della giornata, anche quando a pranzo non hai proprio fame per il caldo può essere una buona soluzione per reidratarci e rimineralizzare il nostro corpo.

Sicuramente è una ricetta dedicata agli amanti degli ortaggi estivi per definizione: pomodori (mi raccomando maturi al punto giusto), cetriolo, peperone.
Per condire e aggiustare il sapore uso olio evo, aceto di mele, succo di limone e sale.

Per renderlo un pochino più cremoso e ricco nel caso in cui io lo usi anche per la mia colazione, aggiungo degli anacardi ammollati: questa è decisamente una variazione alla ricetta originale, ma molto utile per far fronte alle esigenze della stagione!

La ricetta salva-estate

E’ una ricetta naturalmente senza glutine, latte e uova.
E’ fresca grazie ai suoi ingredienti ma anche incredibilmente rinfrescante e riminerallizzante.

Il cetriolo è depurativo e drenante, ricchissimo di acqua (è quello che ci serve in questa stagione) e inoltre contiene l’acido tartarico, un acido organico che contribuisce al controllo della glicemia nel sangue e alla trasformazione del glucosio in deposito di riserva. Le sue fibre contribuiscono alle sue proprietà di regolazione della fame, per questo è sempre meglio acquistarli biologici proprio per poter usare la sua buccia in assoluta tranquillità. La buccia del cetriolo è particolarmente ricca di vitamina K e in generale della maggior parte degli antiossidanti presenti nell’ortaggio. I pomodori e il peperone sono ricchi di vitamina C e antiossidanti.

Controindicazioni

Il gazpacho ha come ingredienti principali le solanacee, in particolar modo pomodori e peperone. Chi soffre di malattie autoimmuni e infiammatorie è bene che limiti in alcuni periodi l’abbondante uso di questo ortaggi. Anche chi soffre ci artropatie potrebbe trarre sollievo da una dieta povera in solanacee. In generale però è sempre bene verificare il proprio caso specifico, puoi farti aiutare dal tuo nutrizionista di fiducia per valutarne l’uso o meno per migliorare le tue condizioni di salute.
Se invece sei completamente disorientata a riguardo puoi contattarmi per una consulenza personalizzata.

Gazpacho a colazione?

Un’altra delle strane idee di Jyoti per la colazione?
Nulla di strano, fondamentalmente si tratta di verdure e grassi sani, quindi bere un bicchiere di gazpacho a colazione è un modo per partire la mattina con un cibo che ci rinfresca, re-idrata e ricco di fibre e privo di zucchero semplici, quindi ci aiuta a mantenere stabile la nostra energia durante le successive ore. Personalmente dopo aver bevuto il mio gazpacho completo la mia colazione con una fetta di pane integrale con burro di arachidi e qualche uvetta e sono tranquilla che non avrò fame per molte ore, senza esseremi appesantita.

Che ne dici, adesso possiamo passare alla ricetta di oggi? E’ veramente semplice!

Ingredienti (2-3 bicchieri)

500 g di pomodori maturi piccoli

1/2 cetriolo grande

1/2 peperone

1/2 cipolla rossa piccola (anche un cipollotto può andare benissimo)

1/2 spicchio di aglio (facoltativo)

1 cucchiaio di aceto di mele o vino, 1 cucchiaio di succo di limone o più secondo gusti

2-3 cucchiai di olio evo

Una manciata di anacardi precedentemente ammollati in acqua bollente per ammorbidirli, 1-2 cubetti di ghiaccio

Procedimento

In un mixer o frullatore versa la verdura ancora fredda da frigo e tagliata a pezzi, l’aceto, il sale e il limone e gli anacardi e il ghiaccio e azione la macchina. Frulla fino ad ottenere un composto omogeneo, senza pezzetti. A questo punto aggiungi l’olio evo e frulla, rendendo così il gazpacho più cremoso e montato. In base alla consistenza che preferisci e alle caratteristiche delle verdure potresti aggiungere ghiaccio.

Consiglio

Puoi fare una maggiore quantità di gazpacho e si conserva bene in frigorifero: il gusto rimane inalterato per un paio di giorni, ma con il passare del tempo il gazpacho andrà incontro a fenomeni di ossidazione e calare il quantitativo di nutrienti (per es. degradazione della vit.C). Per prolungarne la vita sempre meglio lavorare con ingredienti ben freddi da frigo, ed eventualmente mettere anche il boccale del frullatore in frigorifero prima dell’uso.

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Quanti piatti rientrano tra i tuoi preferiti soprattutto per un coinvolgimento emotivo che hai? Ricette che ti direbbero poco, ma in realtà appena le nomini o meglio ancora le vedi, fanno riemergere immediatamente una sensazione, un immagine o un ricordo che ne condizioneranno l’intera esperienza gustativa. Ricette che vedi non per come sono, ma per come tu eri quando le hai vissute la prima volta, e l’esperienza è stata così forte che è rimasta così impressa positivamente.
Ecco, quella dei fagioli corona al forno è una di queste ricette, solo rievocarla mi mette di buon’umore perchè legata ai viaggi in Grecia in estate, al caldo, al mare, al cielo azzurro.
I fagioli gigantes, fagioli Corona, sono molto usati in Grecia (e ho scoperto che anche in Calabria sono molto usati), hanno una sapore dolce, una pasta morbida e si disfano difficilmente per questo si prestano alle lunghe cotture. Attenzione, non sono i fagioli Spagna, sono un’altra varietà ancora più grande!

Questa ricetta è molto semplice ma estremamente aromatica e confortante per via del sapore che viene conferito ai fagioli dalla doppia e lunga cottura.

Gli ingredienti che ti servono sono pochi ma buoni:

  • Fagioli corona
  • Pomodori maturi
  • Cipolle
  • Spezie ed erbe aromatiche( la freschezza dell’aneto per me è super in questo piatto)

Visto che la cottura in forno è lunga di solito ne approfitto per fare in contemporanea delle altre cose: biscotti, verdure, pane, ecc.

Adesso andiamo alla ricetta!

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300 g di fagioli corona

3-4 pomodori maturi

3-400 g di passata di pomodoro

1 cipolla

1 carota

1/2 peperone rosso

1 bastoncino di cannella

1 pezzettino di sedano

1 foglia di alloro, alcune foglie di sedano

Aneto fresco

1 spicchio di aglio

Olio evo, sale, pepe

Procedimento

Comincia il giorno prima mettendo i fagioli secchi in ammollo, serviranno circa 24 ore. Risciacqua bene i fagioli e falli cuocere con abbondante acqua, foglie di sedano e alloro per circa 1 ora. I fagioli cuoceranno ancora in forno quindi non devono essere stracotti.

Affetta la cipolla, trita il sedano, aglio, la carota e il peperone e fai cuocere tutto con olio evo in una pentola (o teglia) preferibilmente che possa poi andare anche in forno. Aggiungi i pomodori tagliati a pezzetti, i fagioli e la passata di pomodoro. Aggiusta con sale, pepe, aggiungi anche l’aneto tritato finemente ed eventualmente altre erbe aromatiche a piacere (origano, basilico, alloro..). Fai cuocere alcuni minuti, quindi copri la teglia con un coperchio oppure con carta di alluminio e continua la cottura in forno a 180°C circa per circa 1 ora.

Trascorso questo tempo togli la carta di alluminio, verifica se va aggiustato con sale, olio evo o altre erbe e termina la cottura per altri 15 minuti scoperto.

Puoi consumare questo piatto tiepido oppure a temperatura ambiente. Può anche essere preparato il giorno prima.

Questo sito è cominciato circa 12 anni fa e da allora nel mio tempo libero ho scritto più di 500 post di informazione, ricette, consigli etc.
Ho deciso di continuare a tenere libero l’accesso alle ricette e privo di qualsiasi fastidioso pop-up pubblicitario in modo da poter continuare a navigare in tranquillità evitando di dover scansare immagini moleste, link che cliccati per errore ti portano in un universo parallelo o video che si attivano con suoni molesti che non riesci a silenziare perchè non li trovi nella pagina!
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Grazie

Jyoti

ENGLISH VERSION

How many dishes are among your favorites mainly for an emotional involvement? Recipes that would tell you little, but in reality as soon as you name them or better yet see them, they immediately bring back a sensation, an image or a memory that will influence the entire taste experience.
Here is the baked corona beans is one of these recipes, just remembering it puts me in a good mood because it is linked to trips to Greece in the summer, to the heat, to the sea, to the blue sky.
Gigantes beans, Corona beans, are widely used in Greece (and I discovered that they are also widely used in Calabria), they have a sweet flavor, a soft texture and are difficult to fall apart for this reason they lend themselves to long cooking. Be careful, they are not Spanish beans, they are another even larger variety!

This recipe is very simple but extremely aromatic and comforting because of the flavor that is given to the beans by the double and long cooking.

The ingredients you need are few but good:

Corona beans

Ripe tomatoes

Onions

Spices and aromatic herbs (the freshness of dill is super for me in this dish)

Since the cooking in the oven is long, I usually take advantage of it to do other things at the same time: biscuits, vegetables, bread, etc.

Now let’s get to the recipe!

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300 g of corona beans

3-4 ripe tomatoes

3-400 g of tomato puree

1 onion

1 carrot

1/2 red pepper

1 cinnamon stick

1 small piece of celery

1 bay leaf, some celery leaves

Fresh dill

1 clove of garlic

EVO oil, salt, pepper

Method

Start the day before by soaking the dried beans, it will take about 24 hours. Rinse the beans well and cook them with plenty of water, celery leaves and bay leaves for about 1 hour. The beans will still cook in the oven so they must not be overcooked.

Slice the onion, chop the celery, garlic, carrot and pepper and cook everything with extra virgin olive oil in a pot (or pan) preferably that can also go in the oven. Add the chopped tomatoes, the beans and the tomato puree. Season with salt, pepper, also add the finely chopped dill and possibly other aromatic herbs to taste (oregano, basil, bay leaves..). Cook for a few minutes, then cover the pan with a lid or with aluminum foil and continue cooking in the oven at about 180 ° C for about 1 hour.

After this time, remove the aluminum foil, check if it needs to be adjusted with salt, extra virgin olive oil or other herbs and finish cooking for another 15 minutes uncovered.

You can eat this dish warm or at room temperature. It can also be prepared the day before.

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La Grecia mi rilassa… i greci mi rilassano… e anche il cibo greco mi rilassa! La cucina greca rimane tra le mie preferite negli ultimi anni perchè ha la capacità di preservarsi e rimanere ancora autentica, senza grandi pretese (però con grandi porzioni) e con contenuto.. Poco dedita all’apparenza e tanto alla sostanza… O almeno è la cucina greca che io ancora insegue e cerco quando mi trovo li. Inoltre la cucina greca è ricchissima di piatti vegetariani e addirittura vegan..si perchè l’onnipresente feta non è sempre così onnipresente, e molti piatti della tradizione nascono a base vegetale con aggiunta postuma del formaggio per arricchire il piatto. Come per le domatokeftedes, le polpette (o frittelle) di pomodori. Girando per le taverne greche si possono trovare spesso con aggiunta di uova alla pastella oppure di pezzetti di feta per insaporirle di più. Cercando la loro storia ho scoperto che in realtà la forma più semplice naturalmente era senza derivati animali: una ricetta semplice, bastava avere dei buoni pomodori, prendere delle erbe aromatiche dal vaso sul davanzale e aggiungere un pò di farina che era sempre in dispensa.. Beh l’olio, essenziale nei paesi del bacino del Mediterraneo.

Raramente i miei piatti sono avulsi dall’ambiente in cui mi trovo, e così visto che in questi giorni sono in Calabria è stato inevitabile pensare alle domatokeftedes. Anche perchè i pomodori sono l’ingrediente fondamentale, maturi ma ancora sodi, dolci e profumati: non provateci nemmeno con un pomodoro aranciato uscito da una vaschetta di plastica dimenticata da alcuni giorni in un banco frigo del supermercato.

Va bene che fritto è buono tutto ma suvvia, non esageriamo!

Le erbe aromatiche non sono opzionali, anzi siate abbondanti: oltre al loro delicato aroma porteranno un pò di freschezza al piatto (che comunque è pur sempre fritto!)

So già che qualcuno di voi che mi conosce si chiederà, e la macrobiotica cosa ne pensa?

In macrobiotica il pomodoro è considerato molto yin (talmente yin che veniva sconsigliato in alcuni casi), ma dal punto di vista energetico effettivamente viene annullato dalla cottura, cioè yanghizzato dal fatto che viene usata un metodo di cottura molto yang. Trovo che siano ottime preparate occasionalmente, senza esagerare con il fritto considerata la stagione (abbiamo l’autunno che ci aspetta per le tempure!!!).

Ammiratori della macrobiotica provate anche voi e fatemi sapere come vi siete trovati!

Dimenticavo, se non ricordi le regole per un buon fritto vai qui.

Domatokeftedes

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INGREDIENTI (per circa 8 domatokeftedes)

200 g di pomodorini maturi
1/4 di cipolla rossa
basilico, foglie di sedano, menta fresca
origano
sale
circa 2 cucchiai di farina di tipo 1
Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Taglia i pomodorini a cubettini piccoli, trita la cipolla e le erbe aromatiche. In un piatto mescola i pomodori con le erbe aromatiche, la cipolla, sale e origano. Il pomodoro butterà fuori un pò di acqua di vegetazione, e va benissimo perchè a questo punto aggiungerai la farina che asciugherà il composto e farà da legante.

Fai riposare in frigo per 1-2 ore la pastella, in questo modo i sapori diventerssano più distinti e friggerai meglio le domatokeftedes.

Dopo aver fatto riposare la pastella, prepara una padella con olio per friggere (io ho usato olio di oliva in questo caso), forma le polpette con l’aiuto di un cucchiaio e falle cuocere dsu entrambi i lati. Servile calde (e che te lo dico a fare!!!)

ENGLISH VERSION

Greece relaxes me … the Greeks relax me … and Greek food relaxes me too! Greek cuisine remains among my favorites in recent years because it has the ability to preserve itself and still remain authentic, without great pretensions (but with large portions) and with content .. Little devoted to appearance and much to substance … Or at least it is the Greek cuisine that I still pursue and look for when I am there. In addition, Greek cuisine is rich in vegetarian and even vegan dishes .. yes, because the omnipresent feta is not always so omnipresent, and many traditional dishes are born based on plants with posthumous addition of cheese to enrich the dish. As for the domatokeftedes, the meatballs (or fritters) of tomatoes. Wandering around the Greek taverns you can often find them with the addition of eggs to the batter or pieces of feta to flavor them more. Looking for their history, I discovered that in reality the simplest form of course was without animal derivatives: a simple recipe, it was enough to have some good tomatoes, take some aromatic herbs from the pot on the windowsill and add a little flour that was always in the pantry .. Well the oil, essential in the countries of the Mediterranean basin.

My dishes are rarely detached from the environment in which I find myself, and so since I am in Calabria these days it was inevitable to think of domatokeftedes. Also because tomatoes are the fundamental ingredient, ripe but still firm, sweet and fragrant: don’t even try it with an orange tomato that came out of a plastic tray forgotten a few days ago in a supermarket refrigerator counter.

It’s okay that fried everything is good but come on, let’s not exaggerate!

Aromatic herbs are not optional, rather be abundant: in addition to their delicate aroma they will bring a little freshness to the dish (which is still fried!)

I already know that some of you who know me will wonder, and what do you think about macrobiotics?

In macrobiotics, the tomato is considered very yin (so much yin that it was not recommended in some cases), but from an energy point of view it is effectively canceled by cooking, that is, yanghized by the fact that a very yang cooking method is used. I find that they are excellent prepared occasionally, without exaggerating with the fried considering the season (we have autumn waiting for us for the tempure !!!).

Macrobiotics admirers try it and let me know how you found it!

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INGREDIENTES (6 to 8 fritters)

200 g of ripe cherry tomatoes
1/4 of a red onion
basil, celery leaves, fresh mint
origan
salt
about 2 tablespoons of type 1 flour
Frying oil

METHOD

Cut the cherry tomatoes into small cubes, chop the onion and aromatic herbs. In a dish, mix the tomatoes with the herbs, onion, salt and oregano. The tomato will throw out some vegetation water, and that’s fine because at this point you will add the flour which will dry the mixture and act as a binder.

Let the batter rest in the fridge for 1-2 hours, in this way the flavors become more distinct and you will fry the domatokeftedes better.

After letting the batter rest, prepare a pan with oil for frying (I used olive oil in this case), shape the fritters with the help of a spoon and cook them on both sides. Serve them warm.

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Confesso di non essere una fanatica della besciamella e dei cibi in besciamella a tutti i costi.. Sin da bambina tutto ciò che era estremamente filante o dall’aspetto cremoso (esclusi i dolci naturalmente!!!) non mi interessava minimamente, anzi era da evitare. Non ho mai ben capito perchè, non si trattava di sapori sgradevoli, ma di sensazioni.. Avevo l’impressione di non vedere il cibo “nascosto” in queste creme e salse.
Crescendo è un pò passata questa sensazione, ma a tutt’oggi non sono una patita di finti formaggi, salse abbondanti e besciamelle.. Però mi rendo conto che queste soluzioni piacciono molto, soprattutto quando si vuole “invogliare” qualcuno a consumare delle verdure poco gradite: non mi riferisco solo ai bambini, ma anche agli adulti!

COME SI PREPARA LA BESCIAMELLA

Ci sono dei piccoli accorgimenti che puoi usare per fare la tua besciamella a casa:

  • Rapporto tra farina e latte: mediamente si tratta di 100 g di farina su 1 litro di latte, se preferisci una besciamella meno soda basta diminuire di poco la quantità di farina
  • Come non far formare grumi alla farina: è sempre meglio la farina prima di usarla per preparare il fondo della besciamella…altrimenti potrebbe seguire una lotta con i grumi
  • Noce moscata, sempre meglio inserirla verso la fine cottura in modo che il profumo sia più intenso
  • Latte: sempre meglio a temperatura ambiente da aggiungere a filo per evitare la formazione di grumi

CHE LATTE VEGETALE USO?

Ci sono tantissimi tipi diversi di bevande vegetali che si possono usare per sostituire il latte.

  • Bevanda di soia, dal sapore abbastanza neutro, viene trasformato da una buona dose di noce moscata insieme all’olio di oliva
  • Latte di mandorle, ma rigorosamente senza zucchero (verifica sempre gli ingredienti)
  • Bevanda di riso o di avena, le sconsiglio perchè hanno un sapore tendenzialmente dolce che altera il risultato finale
  • Bevande di anacardi, noci macadamia, canapa se sono senza zucchero possono essere una buona scelta
  • Brodo vegetale, può essere un alternativa al latte per ottenere una besciamella più leggera

Detto questo oggi per rendere i miei cavoletti di Bruxelles, cavolfiori viola e cavolfiori verdi più attraenti ho deciso di prepararli con la mia besciamella, andiamo alla ricetta!

Questa ricetta è:

  • Plant-based, vegan
  • Senza burro, uova, latticini
  • Gluten free (sostituendo farina con farina di riso)
  • semplice e veloce

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Ingredienti

Verdure: circa 700 g tra cavoletti di Bruxelles, cavolfiori verdi e viola

Per la besciamella:

700 ml di latte di mandorla senza zucchero

300 ml di brodo vegetale

100 g di farina di tipo 2 (oppure farina di riso per la versione gluten free)

50-70 g di olio di oliva

q.b. noce moscata

aglio in polvere

sale

Procedimento

Lava e pulisci le verdure e scottale in acqua bollente già salata in modo che siano al dente.

In una pentola versa la farina e l’olio e comincia a mescolare prima a fuoco spento e poi con fuoco al minimo. Sempre mentre mescoli aggiungi poco per volta il latte vegetale a filo per evitare di formare grumi. Dopo aver aggiunto il latte vegetale passa al brodo, sempr emescolando per eveitare che si attacchi sul fondo. Porta ad ebollizione e aggiungi anche il sale e l’aglio in polvere (se lo usi) e quando raggiunge la densità desiderata spegni il fuoco e aggiungi la noce moscata.

In una teglia distribuisci qualche cucchiaio di besciamella, poi le verdure e ricopri con la besciamella, quindi cuoci in forno a 190°C per 15-20 minuti circa.


I must say that I am not a fanatic of béchamel and béchamel foods .. Since I was a child, everything that was extremely stringy or creamy-looking (excluding desserts of course !!!) did not interest me, indeed it was to be avoided. I never really understood why, it wasn’t unpleasant flavors, but just a sensation.
Growing up this feeling is a bit past, but to this day I am not a fan of fake cheeses, abundant sauces and béchamel.. But I realize that these answers are very popular, especially when you want to “entice” someone to consume some vegetables they dislike: I am not referring only to children, but also to adults!

HOW TO PREPARE BECHAMEL

There are some small tricks to make your béchamel at home:

  • Ratio between flour and milk: on average it is 100g of flour per liter of milk, if you prefer a less firm béchamel just reduce the amount of flour a little
  • How not to make flour lumps: it is always better to sift the flour before using it to prepare the bottom of the béchamel, otherwise a fight with lumps could follow…!
  • It’s always better to insert nutmeg at the of cooking so that the aroma is more intense
  • Milk (in this case plantbased)is always better at room temperature and adding slowly to avoi the formation of lumps

WHICH PLANT MILK CAN I USE?

There are many different types of plant-based drinks that can be used as a substitute for milk.

  • Soy drink, with a fairly neutral flavor, is transformed by a good dose of nutmeg together with olive oil
  • Almond milk strictly sugar free (always check the ingredients)
  • Rice or oat drink, I do not recommend them because they have basically a sweet taste that alters the final result
  • Cashew, macadamia nut, hemp drinks without sugar can be a good choice
  • Vegetable broth can be an alternative to milk to obtain a ligther bechamel

That said today to make my Brussels sprouts, purple cauliflower and green cauliflower more attractive I decided to make them with my bechamel, let’s go to the recipe!

This recipe is:

  • Plant-based
  • No sugar, no eggs, butter or ant animal derivates
  • gluten free (replacing flour with rice flour)
  • quick and easy

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Ingredients

Vegetables: about 700g of Brussels sprouts, green and purple cauliflowers

For the bechamel

700 ml of sugar-free almond milk
300 ml of vegetable broth
100 g of type 2 flour (or rice flour for the gluten free version)
50-70 g of olive oil
pinch of nutmeg
garlic powder
salt

Method

Wash and clean the vegetables and blanch them in boiling salted water so that they are al dente.

In a saucepan pour the flour and oil and start mixing first with the heat off and then with the heat at low. While stirring, add the vegetable milk a little at a time to avoid forming lumps. After adding the vegetable milk, switch to the broth, always stirring to avoid it sticking to the bottom. Bring to a boil and also add the salt and garlic powder (if you use it) and when it reaches the desired density turn off the heat and add the nutmeg.

Spread a few tablespoons of béchamel into a pan, then the vegetables and cover with the béchamel, then bake in the oven at 190 ° C for about 15-20 minutes.

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Se qualche volta dimentichi di avere il tuo pane a lunga lievitazione, dopo alcuni giorni diventa troppo duro per essere ancora affettato e consumato come fai di solito. Qui entrano in scena i piatti in cui si ricicla il pane: avrai visto qualche ricetta qui e un dolce con il pane vecchio qui…
Oggi però vi racconto il mio metodo preferito in estate, semplice, senza pretese e supergoloso!
Ma ricordati che il segreto dei piatti semplici sono gli ingredienti: sono pochi ma devono essere veramente buoni!
Gli ingredienti sono:

  • pane integrale o semintegrale a lunga lievitazione (perchè lo voglia digeribile e che ci faccia bene!)
  • pomodori maturi al punto giusto (una ricetta rigorosamente estiva quindi!) di un bel colore rosso e il profumo quasi dolce, possono essere una buona scelta i pomodori cuore di bue
  • olio di extravergina di oliva “quello buono”!
  • delle erbe aromatiche belle fresche (se avete la vostra piantina in vaso è il top!)

A questo punto possiamo procedere!

Ingredienti ( a “sentimento” ossia come si preferisce, basta che siano buoni!)

Pomodori maturi tipo cuore di bue

Pane raffermo

Capperi dissalati

Erbe aromatiche fresche (basilico, prezzemolo e menta)

Aglio

Olio evo

Sale

Procedimento

Ho tagliato i pomodori maturi e ho aggiunto le erbe scelte tritate insieme al sale e ho messo da parte.

In una padella antiaderente ho scaldato l’olio di oliva, aggiungendo aglio fresco e i capperi e un pochino di #alganori.L’alga nori è facoltativa, ma io volevo aggiungere un pò di profumo (ed energia) del mare!!!
Ho fatto scaldare per 10 minuti stando molto attenta che l’olio non friggesse.
Poi ho aggiunto il pane a lunga lievitazione in padella e fatto insaporire in modo che assorbisse anche buona parte dell’olio. Ho versato tutto il contenuto della padella in un piatto da portata e su di esso i pomodori e quindi… Enjoy!

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If occasionally you forget that you have your long-leavened bread, after a few days it becomes too hard to still be sliced and eaten as you usually do. Here the dishes in which the bread is recycled enter the scene: you will have seen some recipes here and a dessert with old bread here …
But today I’ll tell you about my favorite method in the summer, simple, unpretentious and super tasty!
But remember that the secret of simple dishes are the ingredients: they are few but they must be really good!
The ingredients are:

  • wholemeal or semi-wholemeal bread with long leavening (because we want it to be digestible and it is good for us!!!)
  • tomatoes ripe at the right point (a strictly summer recipe!) with a beautiful red color and an almost sweet scent, oxheart tomatoes can be a good choice
  • extra virgin olive oil “the good one”!
  • some nice fresh aromatic herbs (if you have your own potted plant it is the top!)

If you got everything we are ready to go..

May I remind you that to stay tuned and not miss out on the latest news you can subscribe to the NEWSLETTER. You can also tune in on social networks: following my Natural Cuisine page on Instagram and Facebook you will not miss any events and news. I’ll be waiting for you!

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Ingredients (without doses or rather as you prefer, as long as they are good!)

Ripe beefsteak type tomatoes

Stale bread

Desalted capers

Fresh aromatic herbs (basil, parsley and mint)

Garlic

Extra virgin olive oil

salt

Method

I cut the ripe tomatoes and added the chopped choice herbs along with the salt and set aside. In a non-stick pan I heated the olive oil, adding fresh garlic and capers and a little bit of # alganori. The nori seaweed is optional, but I wanted to add some scent (and energy) of the sea !!! I did heat for 10 minutes being very careful that the oil did not fry. Then I added the long leavening bread in the pan and seasoned so that it also absorbed a good part of the oil. I poured all the contents of the pan into a serving dish and the tomatoes on it and then … Enjoy!

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Da quando ho scoperto quando sono squisiste le barbabietole arrostite in forno sono diventate uno dei miei contorni preferiti! Il sapore si concentra in maniera eccezionale senza essere stucchevolmente dolce!
Se quando acquisti le barbabietole le trovi con le foglie, usa le foglie come una qualsiasi verdura verde o mescolale nelle tue torte salate con altre erbette.
Più le barbabietole sono rosse acceso e più sono ricche di nutrienti… E’ vero, sono bellissime da vedere anche quelle giallo-arancio, ma le barbabietole rosse sono sicuramente dei superalimenti rispetto alle loro omonime un pò meno colorate.

Queste barbabietole (o rape rosse) sono veramente semplici da preparare, quindi basta avere in casa gli ingredienti e si può procedere immediatamente.

Questa ricetta è:

  • gluten free
  • dairy free
  • vegan
  • semplice e veloce

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Ingredienti

4-5 rape rosse con la buccia

1-2 cucchiai di sciroppo di acero

2 cucchiai di olio evo

150 g di yogurt di soia al naturale

1 spicchio di aglio

sale

Procedimento

Lave bene le rape rosse e mettile in una teglia in forno a 230°C per circa 30 minuti o finchè non saranno ben cotte (fai una prova inserendo una forchetta e verifica se penetra bene all’interno).
Quando le rape sono cotte sbucciale e tagliale a fette, quindi condiscile con lo sciroppo di acero, un cucchaio di olio evo e un pizzico di sale. Lascia marinare circa 30 minuti e nel frattempo aggiungi allo yogurt lo spicchio di aglio grattugiato, il sale e un cucchiaio di olio evo e lascia riposare.
Al momento di servire le rape condiscile con lo yogurt.

Se ti piacciono le ricette con le rape rosse (o barbabietole) puoi andare a curiosare anche sul mio libro “ZenKitchen 108 ricette per una cucina naturale sana e felice“

Roosted beetroots

Since I discovered how delicious they are, oven-roasted beets have become one of my favorite side dishes! The flavor is exceptionally concentrated without being cloyingly sweet!
When you buy beets if you find them with leaves, use the leaves like any green vegetable or mix them in your quiches with other herbs. The more bright red the beets are, the richer they are in nutrients … It’s true, even the yellow-orange ones are beautiful to look at, but red beets are certainly superfoods compared to their namesake a little less colorful.
These beets are really simple to prepare, so just have the ingredients at home and you can proceed immediately.
This recipe is:

  • gluten free
  • dairy free
  • vegan
  • quick and easy

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Ingredients

4-5 red turnips with skin

1-2 tablespoons of maple syrup

2 tablespoons of extra virgin olive oil

150 g of natural soy yogurt

1 clove of garlic

salt

Method

Wash the beetroots well and place them in a pan in the oven at 230 ° C for about 30 minutes or until they are well cooked (test by inserting a fork and check if it penetrates well).
When the turnips are cooked, peel them and cut them into slices, then season them with the maple syrup, a spoonful of extra virgin olive oil and a pinch of salt. Leave to marinate for about 30 minutes and in the meantime add the grated garlic clove, salt and a tablespoon of extra virgin olive oil to the yogurt and let it rest.
When it is time to serve the turnips, season them with the yogurt.

If you like recipes with beetroot (or beetroot) you can also browse my book “Zenkitchen, 108 ricette plant-based per una cucina sana e felice“

Either you love it or you hate it…Why?
SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

Noi italiani amiamo le erbe aromatiche fresche nei nostri piatti e le usiamo spessissimo: il profumato basilico, l’onnipresente prezzemolo, l’intenso alloro, lo stimolante rosmarino… Ma le foglie di coriandolo fresco proprio non le possiamo soffrire!

A me piace il coriandolo fresco, lo confesso.
In piccole quantità lo trovo veramente interessante, ma l’ho un pò relegato in un angolo della mia cucina perchè in Italia la maggior parte delle persone mi dicono “Sà di cimice!“.
Per me è sempre stata stupefacente questa risposta, non riuscivo a capire come si potesse associare una cimice morta alle foglie di coriandolo fresco. All’inizio pensavo che forse si trattasse di una sorta di abitudine e di reazione emotiva: io l’ho sempre mangiato durante i miei viaggi, quindi forse mi ero abituata al suo sapore in occasioni particolari a cui ero affezionata. Ma la risposta “Sà di cimice!” era troppo frequente e così ho deciso di fare qualche ricerca…

CORIANDOLO, TROVA LE DIFFERENZE

Intanto facciamo una premessa, quando in cucina si parla di coriandolo si parla di due forme botaniche diverse della stessa pianta. La pianta del coriandolo ha delle foglie (che ricordano appunto il prezzemolo) e che si usano come qualsiasi erba aromatica fresca in cucina: si può aggiungere ai vostri falafel, al guacamole, ad un insalata di patate fredda, al curry di verdure… Non c’è fine alle possibilità di utilizzo. Di seguito vi lascio la ricetta per un pesto!
La stessa pianta produce delle infiorescenze e quindi dei semi, piccoli, tondi, che usiamo spesso in cucina, appunto il “coriandolo“! Nel primo caso abbiamo le foglie fresche e nel secondo caso i semi (considerate una spezia). Tendenzialmente quando troviamo tra gli ingredienti il coriandolo ci si riferisce ai semi, mentre se è specificato che è fresco ci riferiamo alle foglie. La differenza in termini di gusto fra le due forme della stessa pianta è abissale, quindi se siete tra quelli a cui non piace il coriandolo fresco, date una chance ai suoi semi, potrebbero stupirvi.

Foglie di coriandolo – cilantro leaves

PROPRIETA’ DEL CORIANDOLO

Il gusto del coriandolo fresco sarà davvero terribile per molti di voi, ma le sue proprietà sono eccezionali. Una volta incrociai una collega, cuoca cinese, nella sua pausa pranzo, e si era appena preparata un’insalata con mele e coriandolo fresco per detossificarsi. Fui stupita dall’abbinamento.. e dalle quantità di coriandolo usate! In effetti il coriandolo fresco ha moltissime proprietà:

  • contiene dei composti antimicrobici che aiutano a proteggere il corpo da infezioni e malattie causate dai cibi avariati
  • è un grande antinfiammatorio e leggermente analgesico
  • ha un leggero effetto ansiolitico
  • aiuta in caso di problemi digestivi (chi non ama il suo odore non lo direbbe, ma è cosi!)
  • abbassa i livelli del glucosio ematico (tanto che chi ha livelli di glucosio ematico bassi dovrebbe farci attenzione)
  • protegge dallo stress ossidativo
  • sembra che sia coinvolto nella mobilitazione ed eliminazione dei metalli pesanti (fonte non verificata)

Insomma… “saprà di cimice” ma apporta così tanti benefici che bisognerebbe prenderlo in considerazione.

PERCHE’ NON HA PER TUTTI LO STESSO SAPORE? COLPA DEI GENI!

Cosa ci ha fatto di male il povero coriandolo fresco? Perchè nei paesi arabi, asiatici o latino-americani è ampiamente usato e invece noi lo snobbiamo?
Il coriandolo è anche uno degli ingredienti fondamentali di piatti come il guacamole o il chili messicano, piuttosto che un buon curry thay o un veg pulao… E allora?

Perchè io lo trovo gradevole e la maggior parte dei partecipanti ai miei corsi vivono bene senza? Tutta colpa dei geni!

Si perchè il coriandolo contiene un aldeide, e alcuni di noi hanno potrebbero avere un gene che li rende ipersensibili ad un composto, un’aldeide, presente nel coriandolo fresco.
Sembra che in generale siano le donne ad avere una maggiore sensibilità rispetto agli uomini (in effetti nella mia esperienza statisticamente è così!). Non solo, i latino-americani e le popolazioni dell’est- e sud-asiatico, sono molto meno sensibili a questa aldeide rispetto agli europei (motivo per cui nelle loro ricette troviamo spessissimo il coriandolo contrariamente ai piatti di tradizione europea).

Ma questa sensibilità non è definitiva! Il nostro cervello riesce a “metabolizzarla” e trasformarla, soprattutto se l’associa ad eventi positivi e quindi riesce ad adattarsi a questo odore (forse nel mio caso, l’esperienza di averlo conosciuto e assaggiato sempre in viaggio me lo ha reso meno ostile).

Quindi non tutto è perduto. Un giorno potreste passare dall’odiarlo all’amarlo!

Nel frattempo, se come me lo amate e vi siete muniti di piantine di coriandolo fresco, ecco la ricetta di un pesto interessante da utilizzare per condire riso integrale, sandwich, legumi ecc.

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Pesto di rucola e coriandolo – rocket and cilantro pesto

Se ancora non lo conosci, ti ricordo il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.

Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

PESTO DI RUCOLA E CORIANDOLO FRESCO

Ingredienti

60 g circa di anacardi

15-20 g di rucola

15 g coriandolo fresco

qualche foglia di sedano

1 spicchio di aglio

olio evo

Procedimento

In un mixer aggiungi gli anacardi e comincia a frullarli finemente, quindi aggiungi rucola, aglio e coriandolo e le foglie di sedano fino ad ottenere un composto omogeneo e finemente sminuzzato. Aggiungi olio evo e frulla per altri 5-10 secondi, quindi versa in un barattolo, livella e ricopri con olio evo. Conserva in frigorifero.

CHEF TIPS

Puoi cambiare il rapporto tra le varie erbe e il coriandolo, soprattutto se non ti piace moltissimo (per il momento), e aumentare la rucola diminuendo il coriandolo fresco. Puoi sostituire gli anacardi con noci macadamia o mandorle; aggiungi sempre olio di oliva perchè i grassi mitigano il sapore del coriandolo fresco.



We Italians love fresh aromatic herbs in ours dishes and we use them very often: the fragrant basil, the omnipresent parsley, the intense bay leaf, the stimulating rosemary … But we just can’t stand fresh coriander leaves!

I like fresh coriander. In small quantities I find it really interesting, but it is confined to a corner of my kitchen because in Italy most people tell me “It’s taste like shield bug!”. This answer has always astonished me, I couldn’t understand how a shield bug could be associated with fresh coriander leaves. At first I thought that maybe it was a kind of habit and emotional reaction: I’ve always eaten it during my travels, so I got used to its taste on special occasions that I was fond of. But the answer “It tastes like a shield bug!” it was too frequent so I decided to do some research.

CILANTRO, FINDS THE DIFFERENCES

Let’s make a premise: when we talk about coriander/cilantro in the kitchen, we talk about two different botanical forms of the same plant. The coriander plant has leaves (which are reminiscent of parsley) and which are used like any fresh aromatic herb in the kitchen: add them to your falafel, guacamole, a cold potato salad, vegetable curry … endless uses!
Below you’ll find the recipe for a pesto!
The same plant produces inflorescences and therefore seeds, small and round, which are often used in the kitchen, precisely the “coriander”! In one case we have the fresh leaves and in other case the seeds (considered a spice). Generally when we find coriander among the ingredients they referring to the seeds, whereas if it is specified that it is “fresh” they are talking about the leaves. The difference in taste between the two forms of the same plant is huge, so if you are among those who don’t like fresh coriander, give its seeds a chance, they might surprise you.

Coriander seed

CILANTRO PROPERTIES

The taste of fresh cilantro will be truly awful for many of you, but its properties are exceptional. I once ran into a colleague, a Chinese cook, on her lunch break, and she had just made herself a salad with apples and fresh coriander to detoxify. I was amazed by the combination .. and the amount of coriander used! In fact, fresh coriander has many properties:

  • it contains antimicrobial compounds that help the body protect the body from infections and diseases caused by spoiled foods
    it is a great anti-inflammatory and mildly analgesic
  • has a slight anxiolytic effect
  • helps in case of digestive problems (those who do not like its smell would not say, but it is!)
  • lowers blood glucose levels (so much so that those with low blood glucose levels should be careful)
    protects from oxidative stress
  • it seems to be involved in the mobilization and elimination of heavy metals (source not verified)

Well … “it tastes like a dead bug” but it brings so many benefits that it should be taken into consideration.


WHY IT DOESN’T HAVE THE SAME TASTE FOR EVERYONE? IT’S THE GENES FAULT

What have they done wrong to us?
Why is it widely used in Arabic, Asian or Latin American countries and whilst we simply ignore it?
Coriander is also one of the key ingredients in dishes like guacamole or Mexican chili, rather than a good Thay curry or veg pulao … So what?
Why I find it pleasant whereas most of my course participants live well without it? It’s the genes fault!
Yes, because coriander contains an aldehyde and some of us may have a gene that makes them ipersensitive to this aldehyde which is present in fresh coriander.
Generally speaking it seems that women have a higher sensitivity to it than men (in fact in my experience statistically it is!). Furthermore, Latin Americans, East and South Asians, are much less sensitive to this aldehyde than Europeans (which is why we often find coriander in their recipes, unlike traditional European dishes). But this sensitivity is not definitive! Our brain is able to “metabolize” it and transform it, especially if it associates it with positive events and therefore manages to adapt to this smell (perhaps in my case, the experience of having known and tasted it whilst travelling made it less hostile to me!! ).
Thus, not everything is lost. One day you might go from hating cilantro to loving him!
In the meantime, if you love it and have provided yourself with fresh coriander, here is an interesting pesto you can use to season brown rice, sandwiches, legumes, etc.

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If you still don’t know it, let me remind you of my cookbook “ZenKitchen 108 plant-based recipes for natural, healthy and happy cooking”

You can find it on Ibs books, on Feltrinelli and many other book sites. Visit the dedicated page to find out more.

ROCKET AND CILANTRO PESTO

Ingredients:

60 g cashew

15-20 g rocket

15 g fresh cilantro leaves

a few celery leaves

1 garlic clove

olive oil

Method

In a mixer add the cashews and blend them finely, then add the rocket, garlic, coriander and the celery leaves until you get a homogeneous and finely chopped mixture. Add extra virgin olive oil and blend for another 5-10 seconds, then pour into a jar, level and cover with extra virgin olive oil. Store in the refrigerator.

CHEF TIPS

You can change the ratio of herbs to cilantro, especially if you don’t like it very much (for now) – increase the rocket and decrease the fresh cilantro. You can replace cashews with macadamia nuts or almonds; always add olive oil because the fats mitigate the flavor of fresh coriander.

Dieta vegan, vegetariana o onnivora ormai il tofu ha bussato alla porta di tutti o quasi e tutti lo hanno sentito nominare. Anche mia mamma! Qualche giorno fa al telefono mi chiede:
M: “Cosi prepari per cena?”
Io: “Tofu”
M: “Topu?!?”
Io: ” No mamma, T O F U”
M: (con tono preoccupato) ” Oh mamma mia, cos’è il TOPU?!?”

Insomma volenti o nolenti, avvezzi o meno, tutti ne sentono parlare.
Ecco qualche info per la preparazione e per sfatare qualche mito!

Il tofu è un formaggio di soia?

Il tofu non è un formaggio di soia. Ce lo può ricordare per colore, aspetto ma non ha nulla a che fare con un formaggio. Chiamarlo così è stata una “semplificazione” occidentale per classificarlo tra gli alimenti. L’uso di questo termine ci ha fatto cadere in errore, facendoci intendere che il tofu si possa mangiare tal quale, esattamente come tutti i formaggi, ma non è così, infatti…

Il tofu si mangia crudo?

Assolutamente no!
Aprire il tofu, tagliarlo a cubetti e metterlo allegramente in insalata come fosse feta NON SI FA!
Aprire la confezione di tofu, metterla in un frullatore con basilico , olio evo e pomodori secchi come suggeriscono tante ricette? DIMENTICALO!

E’ sempre meglio cuocere il tofu prima dell’uso, quindi cucinalo sempre. Non significa che non puoi metterlo più in insalata o farci le tue creme al basilico e pomodorini: prima di usarlo in questo tipo di ricette, prendi la quantità prescelta di tofu e fallo cuocere 3-4 minuti in acqua bollente, meglio leggermente salata.

Ma tanto il tofu non sa di nulla!

Ti dò una meravigliosa notizia: fondamentalmente hai ragione! Ma è proprio questo il pregio del tofu! Sei tu che puoi impremergli qualsiasi gusto tu voglia: usa basilico e olive e avrai sapori mediterranei, tante spezie per dargli un sapore asiatico, miso per dargli un tocco che ricordi il giappone… E poi cuocilo con le verdure e ne assorbirà il sapore, oppure usalo per i ripieni, polpette, burger o ancora per i dolci: e si perchè assorbirà anche i sapori dolci! Insomma si può essere più pratici di così?

E’ una roba strana!

Apri la confezione, è umido e spugnoso e ti fa orrore? Torna a al secondo punto: il tofu va cucinato, non si mangia crudo!!! Le consistenze sono di diverso tipo e fra l’altro cucinato opportunamente cambia la consistenza… ai miei corsi di cucina impari anche questo!

Non è un cibo della nostra tradizione!

Spesso ci sono dei pregiudizi verso il tofu, motivo per cui non viene usato… Per esempio: “il tofu non è un cibo della nostra tradizione” , verissimo, lo abbiamo preso in prestito dall’oriente (ma lo produciamo anche in Italia), così come importiamo il salmone o il cacao per produrre cioccolato immancabile ormai in ogni dolce. Le nostre abitudini sono cambiate nel tempo, l’importante e che cambino in manera sostenibile e non siano completamente stravolte. Sicuramente non sarà il tofu a stravolgere i nostri usi.

Il tofu fa male!

Sono stati fatti moltissimi studi sulla soia e per anni ci sono stati molte discussioni riguardo gli isoflavoni della soia e la loro capacità di mimare gli estrogeni nel corpo. Allo stato attuale i ricercatori hanno concluso che la soia (e quindi il tofu) è un prodotto sicuro per le donne. Le cose cambiano se una donna sta facendo dei trattamenti medici specifici, in questi casi verificare sempre con il proprio professionista di fiducia.

E adesso prepariamo finalmente il nostro scrumble tofu!

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Scrumble Tofu

SCRUMBLE TOFU – LA RICETTA

Ingredienti

250 g di tofu al naturale
2 carote
1 cipolla rossa grande
1 cucchiaino raso di curcuma
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di curry dolce
1 mazzetto di erba cipollina
olio di semi di sesamo (o altro olio a scelta)
sale

Procedimento

Prepara le verdure: sbuccia l’aglio, trita finemente la cipolla e taglia le carote a fette sottili.
Prendi i panetti di tofu e sbriciolalo con le mani, l’effetto risultante ricorderà l’aspetto degli scrumble eggs, ma non solo: il fatto che il tofu abbia una così vasta superfce irregolare esposta ai condimenti gli permetterà di assorbire di più e essere più gustoso!

In una padella versa l’olio e aggiungi l’aglio e fallo rosolare per 2 minuti circa. Togli lo spicchio di aglio e aggiungi la cipolla e le carote e falle rosolare lentamente, aggiungi anche il curry dolce. Dopo 7-8 minuti aggiungi anche il tofu, la curcuma e il sale e amagama molto bene. Fai cuocere con coperchio per altri 10 minuti circa quindi spegni e aggiungi l’erba cipollina tritata.
Servilo con riso integrale o basmati, altre verdure oppure con un insalata a scelta. Ottimo a colazione in sostituzione delle scrumble eggs!!!


Devo essere sincera, non ho mai apprezzato particolarmente il concetrato di pomodoro: l’ho sempre considerato un”accessorio” del quale potevo fare a meno. Se lo tengo in frigorifero mi può capitare di ricordarmi di usarlo qua e di là per aggiustare qualcosa che non mi convince ma in generale lo evito. Fino ad oggi! Oggi tutto è cambiato e ho capito perchè non amavo particolarmente il concetrato di pomodoro: semplicemente perchè non ne avevo mai assaggiato uno così buono!
Vi racconto la storia, non è lunga.
Tutto comincia con dei splendidi pomodorini perini maturi. Vederli mi ha fatto venire in mente i pomodori secchi così ho deciso di asciugarli al sole per essiccarli. Dopo 1-2 giorni arriva un imprevisto: la pioggia! I miei pomodorini sono a rischio, li guardo e decido di cambiare il loro destino: li cuocio, li frullo e ottengo una purea densa eccezionale: il mio concentrato di pomodoro!
Per cosa lo puoi usare se riesci a resistere dal mangiarlo a cucchiaiate?

  • Puoi aggiungere il concetrato ottenuto al tuo sugo di pomodoro per condire la pasta, gli darà una marcia in più!
  • Puoi usarlo da spalmare in uno strato sottile su delle tartine aggiungendo poi verdure grigliate, avocado, creme di legumi..
  • Puoi usarlo per colorare e insaporire le tue salse.
  • Puoi usarlo come il classico concetrato per “sistemare” delle ricette.

E adesso la ricetta passo a passo…

Ups! Aspetta… prima di passare alla ricetta ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news oppure seguimi su Instagram. Ti aspetto!
Concentrato di pomodoro
Il concentrato di pomodoro più buono del mondo!

Ingredienti

2 kg di pomodori perini maturi
sale marino
olio evo

Procedimento
Lava bene tutti i pomodori e tagliali a metà in senso della lunghezza. Disponili su una superfice piana pulita, può essere un cassettina di legno, oppure di cartone, o ancora una griglia: quest’ultima è l’ideale perchè è una superficie che fa circolare l’aria e asciugare bene i pomodori.
Disponi i pomodori al sole protetti dalle incursioni degli insetti: io uso un pezzo di tulle che li ricopra ma faccia passare i raggi solari.
Fai asciugare i pomodori al sole caldo e ritirali la sera quando potrebbero essere soggetti all’umidità: ci vorranno 1-2 giorni (dipende dall’esposizione): sono pronti quando sono asciutti all’esterno ma con ancora una polpa morbida e lavorabile. Sono riconoscibili anche dal profumo molto dolce.
A questo punto tagliali a pezzi, cuocili per circa 15 minuti a fuoco basso e poi frullali in un mixer fino a ridurli a purea*. Inserisci il concentrato in un barattolo di vetro pulito e nel farlo cerca di eliminare tutte le bolle di aria dentro il barattolo. Ricopri la superfice con un filo di olio di oliva e conserva in frigorifero.
Da questa quantità si ottiene un barattolo di circa 200 g.
Se vuoi conservarlo per più tempo procedi con la sterilizzazione dei barattoli ottenuti. Enjoy!

*E’ necessario un mixer abbastanza potente per ottenere una purea omogenea.

Se hai dubbi o vorresti saperne di cucina naturale e sogni il corso di cucina su misura per te contattami e prepareremo il corso su misura per te!
Se invece hai bisogno di trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze alimentari personalizzate.

Estate e melanzane sono quasi sinonimo! E’ il loro momento, come quello di altri ortaggi di stagione, ma oggi è la sua giornata: la melanzana. Vista in maniera ambigua perchè appartenente alla famiglia delle solanacea, la sua buccia e la zona in cui si ha la maggiore concentrazone di solanina, per questo è importante sceglierle sempre in stagione, quando hanno raggiunto la massima maturazione e anche la minore quantità di solanina. Eliminare la buccia e cuocere molto bene sono delle accortezze in più che posso essere utilizzate. Se si osserva bene in effetti, le melanzane sono originarie dell’India e diffuse nel Medio Oriente: i loro piatti più tradizionali a base di melanzane hanno tutti delle lunghe cotture, in forno o stufate. E così facendo non solo diminuisce la solanina, ma aumenta la biodisponibilità degli antiossdanti di cui è ricca.

  • In macrobiotica non viene solitamente usata la melanzana, perchè considerato un alimento eccessivamente yin, e in effetti, per alcune persone potrebbe essere controindicato. Io applico la regola del buon senso per questo ortaggio: biologico, di stagione, non troppo frequente. Un uso misurato in un organismo in forma non crea grossi problemi, mentre un uso frequente in persone più fragili a causa delle loro condizioni o della loro costituzione potrebbe essere poco o per nulla indicato. Adesso veniamo alla ricetta:
  • semplice
  • vegan
  • senza soia
  • senza latticini
  • ricca di fibre
  • buonissima

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Ingredienti per le più buone melanzane ripiene:
2 melanzane viola senza semi
1 cipolla
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio abbondante di capperi dissalati
2-3 cucchiai di olive taggiasche
4 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
Olio evo q.b.
Origano q.b.
Basilico q.b.
sale q.b.

Procedimento
Lava le melanzane, tagliale a metà nel senso della lunghezza e cospargi la fetta con abbondante sale: per migliorare il risultato incidi la metà della melanzana con la punta di un coltello, in questo modo il sale penetrerà anche all’interno e anche la cottura sarà agevolata. Lascia le melanzane a perdere la loro acqua di vegetazione per almeno 30 minuti dopodichè sciacqua del sale in eccesso e strizza delicatamente per eliminare ulteriore acqua. Disponi le melanzane su una pirofila, irrorale con olio evo e falle cuocere in forno a 180°C per 25 minuti circa o finchè la polpa non sarà morbida.

Trita la cipolla finemente e falla rosolare in una padella antiaderente con olio evo. Aggiungi l’aglio tritato, i capperi, le olive ed eventualmente poca acqua e fai cuocere per una decina di minuti. Raccogli con un cucchiaio la polpa delle melanzane nella zona centrale mantenendo inalterato il bordo esterno, aggiungi la polpa alla padella con le cipolle e fai insaporire bene: aggiungi anche origano e basilico.

Prepara una padella con un giro di olio evo e aggiungi il pan grattato e fallo rosolare bene: aggiungi un pizzico di sale, il prezzemolo e il basilico e se vuoi a piacere qualche fogliolina di menta tutto tritato finemente. Aggiungi il pan grattato ottenuto al composto a base di melanzane e usalo per riempire le barchette di melanzana ottenute in precedenza.
Inforna a 180°C per altri 15 minuti circa.

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