Oggi mi sono svegliata con una delle prima giornate uggiose di Settembre; clima umido e pioggerellina, mattinata grigina e indossare il maglioncino mi fa sentire comoda e protetta.
Però siamo solo agli inizi di Settembre… ho voglia di un piatto che sia a metà tra l’estate e l’autunno, che mi faccia fare la transizione e non che mi catapulti nel nostalgico autunno alla velocità della luce!

Piatto unico in una sola pentola

Ho deciso di preparare un piatto semplice, dagli ingredienti alla preparazione attraversando l’uso dell’attrazzetura: tutto in una pentola, per avere più tempo per me oggi e dedicarne meno alle padelle da lavare! Così ho deciso di mettere insieme verdure, cereale e legumi in un unico piatto, una vellutata corroborante, ma anche pratica, nutriente e veloce allo stesso tempo. La combinazione di cereali, legumi e verdure in un unico piatto ce la può anche far scegliere come soluzione unica, o quasi, per il pranzo. Personalmente ho aggiunto solo un insalata mista e ho terminato con una tisana per finire il momento “comfort in vista dell’Autunno”.

Dolce e giallo-arancione, le caratteristiche della tarda estate

Nella cucina macrobiotica il colore arancio è legato alla tarda estate, quel momento dell’anno in cui ti rendi conto che non possiamo parlare più di Estate, ma anche l’Autunno non è pieno. In questa stagione le ultime pesche sono color del sole, c’è il mais e si fano strada le zucche. E l’arancione lo trovo una risorsa: pieno e rotondo, guardarlo mi mette in contatto con il calore interno. Il cereale della tarda estate è proprio il mais.

La tarda Estate nella medicina cinese

L’elemento Terra, che corrisponde alla tarda Estate nella medicina cinese è l’elemento che caratterizza questa quinta stagione. La Terra è un pò il centro, tutto torna ad essa, è nascita e vita e il luogo del nostro riposo. E’ la nostra casa. Dalla Terra tutto ha origine, ogni fonte di vita, e anche il nostro nutrimento (frutta, verdura, cereali..) per cui è bene prendercene cura. La Terra è capace di accogliere e trasformare, e questa qualità la possiamo avvertire particolarmente nella natura in questo periodo: è il momento della raccolta dei frutti dell’estate, si avverte la generosità della natura e se riusciamo ad accogliere tutto questo possiamo trasformarlo e riposare in questo. Praticamente fare nostre le qualità dell’elemento Terra.

Di cosa abbiamo bisogno in questa stagione?

Più che mai abbiamo bisogno di raccogliere e farci nutrire dai frutti dell’Estate: l’energia accumulata, che sia fisicamente perchè ci siamo riposati, emotivamente perchè condiviso con persone care, o mentalmente perchè ci siamo arricchiti di nuove situazioni o esperienze, adesso diventa vero nutrimento. Teniamolo ben a mente perchè è il momento dell’anno in cui c’è un declino dell’energia yang, dopo l’esplosione estiva si ha un calo, e possiamo surfarlo o possiamo farci travolgere, dipende solo dal fatto se abbiamo o meno un buon surf!

Cosa posso fare per me in questo periodo?

Dal punto di vista di stile di vita vuol dire che è il momento giusto per:

  • riposare e andare a letto presto la sera;
  • svegliarci presto la mattina e dedicare un pò di tempo alla meditazione e riconnetterci con il nostro centro, la nostra Terra;
  • consumare dei cibi caldi e liquidi: zuppe e vellutate sono perfette, insieme a tisane con delle spezie, zenzero, cannella, cardamomo, chiodi di garofano che possono stimolarci, ma in maniera dolce, come richiede la stagione;
  • andare a fare la spesa come rituale, non come l’ennesima cosa da fare della nostra “To do list”: consideralo come momento in cui vai a procurarti ciò che può nutrirti, che ti può dare sostegno, cura nel modo più di sostegno per la stagione: sono fantastici i mercati per riconnetterti alla Terra anche quando sei in pieno centro città;
  • cercare supporto anche esterno per mantenere l’equilibrio attraverso i cambi di stagione (se ne vuoi parlare, prenota subito la tua consulenza con me!)
  • preparare questa nutriente vellutata della quale ti dono la ricetta a seguire!

Ingredienti per 4 persone

100 g di lenticchie rosse decorticate

70 g di farina di mais per polenta

300 g di carote biologiche

1 cipolla

2 spicchi di aglio

1 mazzetto di basilico

1 fetta di limone con buccia

olio evo, sale

Procedimento

Sciacqua bene le lenticchie.

In una pentola con fondo spesso versa circa 600 ml di acqua, e aggiungi le carote e la cipolla tagliati a pezzetti, l’aglio, il basilico, la farina di mais e le e lenticchie, accendi il fuoco e porta ad ebollizione mescolando di tanto in tanto, aggiungi 2-3 cucchiai di olio e il limone con la buccia e copri con coperchio facendo cuocere a fuoco basso per circa 35 minuti. Terminato questo tempo con un frullatore ad immersione frulla tutto fino a ridurlo in crema. Aggiusta di sale ed eventualmente valuta se aggiungere ancora acqua per aggiustare la consistenza: dovrai ottenere una vellutata liscia.

Servi tiepida, personalmente ho aggiunto dei pomodori secchi tritati e mandorle tostate ma nulla vieta di fare delle varianti.

La soluzione per affrontare questo caldo terribile viene anche dal cibo, e in questo caso dalla Spagna e dal suo gazpacho.
Il gazpacho è diffuso in tutta la Spagna ma sembra sia originario di Siviglia, il sud della Spagna, dove le estati sono particolarmente roventi.
Uno dei modi migliori per affrontare il caldo è sicuramente tanta verdura ricca di acqua e risparmi le energie, soprattutto non aumentare le temperature ulteriormente riscaldando, cuocendo troppo o arrostendo. Quindi questo gazpacho fa veramente al caso nostro e ti posso garantire che è perfetto anche a colazione per rinfrescare una mattina che comincia alle 6 A.M. con già 27°C.

Questa ricetta è priva di pane, quindi veramente perfetta in qualsiasi momento della giornata, anche quando a pranzo non hai proprio fame per il caldo può essere una buona soluzione per reidratarci e rimineralizzare il nostro corpo.

Sicuramente è una ricetta dedicata agli amanti degli ortaggi estivi per definizione: pomodori (mi raccomando maturi al punto giusto), cetriolo, peperone.
Per condire e aggiustare il sapore uso olio evo, aceto di mele, succo di limone e sale.

Per renderlo un pochino più cremoso e ricco nel caso in cui io lo usi anche per la mia colazione, aggiungo degli anacardi ammollati: questa è decisamente una variazione alla ricetta originale, ma molto utile per far fronte alle esigenze della stagione!

La ricetta salva-estate

E’ una ricetta naturalmente senza glutine, latte e uova.
E’ fresca grazie ai suoi ingredienti ma anche incredibilmente rinfrescante e riminerallizzante.

Il cetriolo è depurativo e drenante, ricchissimo di acqua (è quello che ci serve in questa stagione) e inoltre contiene l’acido tartarico, un acido organico che contribuisce al controllo della glicemia nel sangue e alla trasformazione del glucosio in deposito di riserva. Le sue fibre contribuiscono alle sue proprietà di regolazione della fame, per questo è sempre meglio acquistarli biologici proprio per poter usare la sua buccia in assoluta tranquillità. La buccia del cetriolo è particolarmente ricca di vitamina K e in generale della maggior parte degli antiossidanti presenti nell’ortaggio. I pomodori e il peperone sono ricchi di vitamina C e antiossidanti.

Controindicazioni

Il gazpacho ha come ingredienti principali le solanacee, in particolar modo pomodori e peperone. Chi soffre di malattie autoimmuni e infiammatorie è bene che limiti in alcuni periodi l’abbondante uso di questo ortaggi. Anche chi soffre ci artropatie potrebbe trarre sollievo da una dieta povera in solanacee. In generale però è sempre bene verificare il proprio caso specifico, puoi farti aiutare dal tuo nutrizionista di fiducia per valutarne l’uso o meno per migliorare le tue condizioni di salute.
Se invece sei completamente disorientata a riguardo puoi contattarmi per una consulenza personalizzata.

Gazpacho a colazione?

Un’altra delle strane idee di Jyoti per la colazione?
Nulla di strano, fondamentalmente si tratta di verdure e grassi sani, quindi bere un bicchiere di gazpacho a colazione è un modo per partire la mattina con un cibo che ci rinfresca, re-idrata e ricco di fibre e privo di zucchero semplici, quindi ci aiuta a mantenere stabile la nostra energia durante le successive ore. Personalmente dopo aver bevuto il mio gazpacho completo la mia colazione con una fetta di pane integrale con burro di arachidi e qualche uvetta e sono tranquilla che non avrò fame per molte ore, senza esseremi appesantita.

Che ne dici, adesso possiamo passare alla ricetta di oggi? E’ veramente semplice!

Ingredienti (2-3 bicchieri)

500 g di pomodori maturi piccoli

1/2 cetriolo grande

1/2 peperone

1/2 cipolla rossa piccola (anche un cipollotto può andare benissimo)

1/2 spicchio di aglio (facoltativo)

1 cucchiaio di aceto di mele o vino, 1 cucchiaio di succo di limone o più secondo gusti

2-3 cucchiai di olio evo

Una manciata di anacardi precedentemente ammollati in acqua bollente per ammorbidirli, 1-2 cubetti di ghiaccio

Procedimento

In un mixer o frullatore versa la verdura ancora fredda da frigo e tagliata a pezzi, l’aceto, il sale e il limone e gli anacardi e il ghiaccio e azione la macchina. Frulla fino ad ottenere un composto omogeneo, senza pezzetti. A questo punto aggiungi l’olio evo e frulla, rendendo così il gazpacho più cremoso e montato. In base alla consistenza che preferisci e alle caratteristiche delle verdure potresti aggiungere ghiaccio.

Consiglio

Puoi fare una maggiore quantità di gazpacho e si conserva bene in frigorifero: il gusto rimane inalterato per un paio di giorni, ma con il passare del tempo il gazpacho andrà incontro a fenomeni di ossidazione e calare il quantitativo di nutrienti (per es. degradazione della vit.C). Per prolungarne la vita sempre meglio lavorare con ingredienti ben freddi da frigo, ed eventualmente mettere anche il boccale del frullatore in frigorifero prima dell’uso.

Simbolo di rinascita e vitalità… parliamo della Pasqua? No, parliamo dell’aglio orsino!
Se ti piacciono le erbe aromatiche non puoi non averne sentito parlare, in primavera è una pianta che non passa inosservata, per il suo profumo (di aglio) ma anche per il suo colore verde brillante e la forma allungata verso l’alto…proprio la direzione dell’energia in Primavera.

Proprietà dell’aglio orsino

L’aglio orsino ha qualità antibatteriche, antinffiamatorie e depurative. Rafforza in generale il sistema immunitario, grazie anche alle sue proprietà antiossidanti, ed è ricco di vitamina C quindi è ottimo mangiarlo anche crudo per non deteriorarla con la cottura.

Poi ci sono anche leggende sulle sue proprietà: per esempio il nome sarebbe dovuto al fatto che gli orsi ne sono ghiotti e al risveglio dal loro letargo lo cercano con avidità per recuperare le energie… Io non sono un orso, ma solo a vederlo e annusarlo recupero sicuramente il buonumore, e tu?

Usare l’aglio orsino non solo ti permette di creare dei piatti speciali grazie al suo aroma ma mi connette alla stagione primaverile, alla sua energia fresca, frizzante e alle potenzialità di questa stagione!

Oggi ho scelto di condividere la ricetta di un risotto con l’aglio orsino anche perchè la primavera sta ancora esitando, con l’alternardi di giornate un pò fredde che per me richiedono ancora piatti caldi e confortanti proprio come un risotto.

Ingredienti per 2 persone

170 g di riso vialone nano semintegrale
400 g circa di brodo vegetale
60 g di aglio orsino
20 g tra gherigli di noci e anacardi
1 scalogno
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaio di crema di mandorle bianca
sale, pepe

Procedimento
Trita lo scalogno e fallo rosolare in un tegame con 1-2 cucchiai di olio evo. Aggiungi quindi il riso e fallo tostare leggermente mescolando per un minuto circa, quindi aggiungi poco per volta il brodo vegetale.

Intanto taglia grossolanamente l’aglio orsino e frullalo in un mixer con le noci e anacardi, aggiungendo alla fine gradatamente un pò di brodo vegetale in modo da afar amalgamare e ottenere quasi una cremina, quindi metti da parte.

Fai cuocere mescolando di tanto in tanto il riso e dopo 10 minuti circa aggiungi la crema di aglio orsino, il sale e se necessario regola ancora il brodo. Termina la cottura del riso amalgamando gli ingredienti e aggiungendo anche il cucchiaio di crema di mandorle. Togli dal fuoco il riso preferibilmente al dente perchè comunque continuerà ancora la sua cottura per alcuni minuti.
Per i tempi totali di cottura del riso orientati anche secondo le indicazioni di cottura del riso scelto.
Servi subito il riso caldo, magari aggiungendo delle mandorle tostate tagliate.


La zuppa di batate e lenticchie rosse è un piatto ricco di sapori e nutriente, perfetto per una giornata in cui vuoi essere dolcemente confortata da una zuppa!

Anche se siamo in primavera, la sera amo ancora usare delle zuppe, corroboranti e nutrienti. Oppure a pranzo, in una delle giornate di pioggia che intervallano le giornate primaverili.

Le batate non sono patate

Le batate sono molto diverse dalle patate, soprattutto per la composizione  del loro amido (ti ricordi l’articolo sull’amido?): sono un’ottima fonte di carboidrati complessi, vitamine (come la vitamina A e C) e si, si possono mangiare anche crude in insalata per usufruire al massimo della sua vitamina C (e si, crude, perchè non sono patate!). Le bucce poi sono importantissime, non buttarle: da esse viene estratto il cajapo, una sostanza antiossidante, usata per regolare il metabolismo del colesterolo e in grado di ridurre la glicemia basale in individui affetti da diabete di tipo 2.

E le lenticchie rosse decorticate? Hanno i superpoteri!

Le lenticchie rosse sono ricche di proteine vegetali, fibre, ferro e vitamine del gruppo B. Le scelgo spesso come legume perchè  essendo decorticate sono facilmente digeribili e non corro il rischio di gonfiori intestinali per un eccesso di fibre (cosa che personalmente mi accade se invece consumo 2 volte al giorno legumi interi!).

Questa zuppa ha una consistenza vellutata e un sapore naturalmente dolce grazie alle batate, che si bilancia bene con il gusto più terroso delle lenticchie rosse e con le spezie.

Questa zuppa è molto versatile: puoi personalizzarla aggiungendo qualche verdura in foglia l termine (per es. qualche foglia di spinacio) o renderla più cremosa con del latte di cocco oppure delle panne vegetali (occhio sempre all’etichetta delle panne vegetali!).

Ecco alcune caratteristiche principali di questa zuppa:

  • 100% vegetale: non contiene ingredienti di origine animale, perfetta per chi segue una dieta vegan ma anche per il più onnivoro degli onnivori.

  • Nutriente: contiene proteine, fibre, carboidrati complessi…tutto quello che ci serve!

  • Comfort food: un piatto che scalda il cuore grazie alla sua consistenza cremosa e al suo sapore avvolgente.

  • Facile da preparare: bastano pochi ingredienti e qualche spezia.

Ingredienti

600 kg circa di batate dolci

200 g di lenticchie decorticate gialle o rosse

1 cipolla dorata o bianca grande (o 2 piccole)

1 carota

3 spicchi di aglio

1 cucchiaino abbondante di curry medio

1 cucchiaino di curcuma

1 fetta di limone tagliata sottile

Il succo di mezzo limone piccolo

Olio di cocco (o altro olio a scelta)

sale

Procedimento

Trita la cipolla, l’aglio, la carota e la fetta di limone.

Sbuccia la batata (conserva le bucce se bio per un’altra ricetta, magari delle chips) e tagliala a tocchetti.

Sciacqua le lenticchie decorticate e mettile da parte.

In una pentola versa un cucchiaio di olio, aggiungi la cipolla, l’aglio, il limone, carota, le spezie e il sale e fai insaporire per qualche minuto, quindi aggiungi anche le batate ricopri con acqua, aggiusta di sale e copri con un coperchio: fai cuocere per circa 15 minuti, quindi aggiungi anche le lenticchie e se necessario dell’altra acqua e fai cuocere altri 15 minuti circa.

La zuppa è pronta quando le lenticchie sono pronte e diventa cremosa. Aggiusta il sale e termina la zuppa con il succo di limone e servi calda.

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La prima volta che mi venne proposta una vellutata di carote non ero al settimo cielo.. ero un pò prevenuta a riguardo. Stavo seguendo il mio annuale corso internazionale di macrobiotica e la cuoca che teneva il corso per il menù estivo ci propose una vellutata di carote molto semplice: la ricetta era così semplice che non riuscivo nemmeno a capire che cosa potesse avere di tanto speciale, ma mi sbagliavo di grosso! Era straordinariamente semplice e stupefacente per quanto fosse gustosa. Da allora la vellutata di carote è tra il mio repertorio di creme di verdure serali per la primavera e l’estate.

Si anche per l’estate, avete capito bene: anche in estate si può avere bisogno la sera di un sapore rilassante e accogliente che ci riporta al nostro centro, proprio come il sapore di questa crema che io preparo aggiungendo anche delle lenticchie decorticate per creare un piatto unico per una cena leggera.

USA LE CAROTE CON LA BUCCIA!

Acquista carote biologiche e usale con la buccia. Le carote sono ricche di vitamina C, betacarotene e antiossidanti e tutti questi nutrienti sono concentrati sulla buccia, quindi eliminarla comporterebbe eliminarne la superfice con maggiore concentrazione. Questo significa che le carote hanno l’abilità di proteggere il corpo dalle cellule degradate, supportare lo sviluppo di nuove cellule e supportare il sistema immunitario. Le unghie, la pelle e e i capelli sono le parti che ne traggono maggiore beneficio. Inoltre avere una cena leggera a base di questa vellutata è un buon modo per alleggerire il lavoro del fegato (specie dopo degli eccessi!).
Usa carote non trattate, eviti gli sprechi e aumenti il benessere per te e per il pianeta!

Adesso andiamo alla ricetta della vellutata di carote.

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INGREDIENTI

200 g di carote

100 g di lenticchie rosse o gialle decorticate

1 cipolla piccola

1 pezzettino di sedano

1 spicchio di aglio piccolo

Olio evo, sale, pepe

1/2 cucchiaino di curcuma, una grattugiata di zenzero fresco

1 cucchiaio scarso di aceto di mele

pesto di erbe aromatiche (io un mix di rucola, basilico e aneto)

Procedimento

Lava bene le lenticchie decorticate.

In una pentola versa 1 cucchiaio di olio evo e poca acqua, quindi aggiungi la cipolla, aglio, sedano e carote tagliate a tocchetti e fai cuocere per 5-8 minuti. Aggiungi anche il sale, lo zenzero e la curcuma e continua a cuocere.
Aggiungi le lenticchie rosse e ricopri abbondantemente con acqua calda, l’aceto di mele e copri con il coperchio e fai cuocere lentamente per circa 30 minuti.

Trascorso il tempo di cottura, termina aggiustando di sale e pepe e frulla con un mixer tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.

Prendi qualche cucchiaio del tuo pesto, e se troppo denso stemperalo con un cucchiaio di olio evo e usalo per guarnire la vellutata.

Questo sito è cominciato circa 12 anni fa e da allora nel mio tempo libero ho scritto più di 500 post di informazione, ricette, consigli etc.
Ho deciso di continuare a tenere libero l’accesso alle ricette e privo di qualsiasi fastidioso pop-up pubblicitario in modo da poter continuare a navigare in tranquillità evitando di dover scansare immagini moleste, link che cliccati per errore ti portano in un universo parallelo o video che si attivano con suoni molesti che non riesci a silenziare perchè non li trovi nella pagina!
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Grazie
Jyoti

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Quanti piatti rientrano tra i tuoi preferiti soprattutto per un coinvolgimento emotivo che hai? Ricette che ti direbbero poco, ma in realtà appena le nomini o meglio ancora le vedi, fanno riemergere immediatamente una sensazione, un immagine o un ricordo che ne condizioneranno l’intera esperienza gustativa. Ricette che vedi non per come sono, ma per come tu eri quando le hai vissute la prima volta, e l’esperienza è stata così forte che è rimasta così impressa positivamente.
Ecco, quella dei fagioli corona al forno è una di queste ricette, solo rievocarla mi mette di buon’umore perchè legata ai viaggi in Grecia in estate, al caldo, al mare, al cielo azzurro.
I fagioli gigantes, fagioli Corona, sono molto usati in Grecia (e ho scoperto che anche in Calabria sono molto usati), hanno una sapore dolce, una pasta morbida e si disfano difficilmente per questo si prestano alle lunghe cotture. Attenzione, non sono i fagioli Spagna, sono un’altra varietà ancora più grande!

Questa ricetta è molto semplice ma estremamente aromatica e confortante per via del sapore che viene conferito ai fagioli dalla doppia e lunga cottura.

Gli ingredienti che ti servono sono pochi ma buoni:

  • Fagioli corona
  • Pomodori maturi
  • Cipolle
  • Spezie ed erbe aromatiche( la freschezza dell’aneto per me è super in questo piatto)

Visto che la cottura in forno è lunga di solito ne approfitto per fare in contemporanea delle altre cose: biscotti, verdure, pane, ecc.

Adesso andiamo alla ricetta!

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300 g di fagioli corona

3-4 pomodori maturi

3-400 g di passata di pomodoro

1 cipolla

1 carota

1/2 peperone rosso

1 bastoncino di cannella

1 pezzettino di sedano

1 foglia di alloro, alcune foglie di sedano

Aneto fresco

1 spicchio di aglio

Olio evo, sale, pepe

Procedimento

Comincia il giorno prima mettendo i fagioli secchi in ammollo, serviranno circa 24 ore. Risciacqua bene i fagioli e falli cuocere con abbondante acqua, foglie di sedano e alloro per circa 1 ora. I fagioli cuoceranno ancora in forno quindi non devono essere stracotti.

Affetta la cipolla, trita il sedano, aglio, la carota e il peperone e fai cuocere tutto con olio evo in una pentola (o teglia) preferibilmente che possa poi andare anche in forno. Aggiungi i pomodori tagliati a pezzetti, i fagioli e la passata di pomodoro. Aggiusta con sale, pepe, aggiungi anche l’aneto tritato finemente ed eventualmente altre erbe aromatiche a piacere (origano, basilico, alloro..). Fai cuocere alcuni minuti, quindi copri la teglia con un coperchio oppure con carta di alluminio e continua la cottura in forno a 180°C circa per circa 1 ora.

Trascorso questo tempo togli la carta di alluminio, verifica se va aggiustato con sale, olio evo o altre erbe e termina la cottura per altri 15 minuti scoperto.

Puoi consumare questo piatto tiepido oppure a temperatura ambiente. Può anche essere preparato il giorno prima.

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Grazie

Jyoti

ENGLISH VERSION

How many dishes are among your favorites mainly for an emotional involvement? Recipes that would tell you little, but in reality as soon as you name them or better yet see them, they immediately bring back a sensation, an image or a memory that will influence the entire taste experience.
Here is the baked corona beans is one of these recipes, just remembering it puts me in a good mood because it is linked to trips to Greece in the summer, to the heat, to the sea, to the blue sky.
Gigantes beans, Corona beans, are widely used in Greece (and I discovered that they are also widely used in Calabria), they have a sweet flavor, a soft texture and are difficult to fall apart for this reason they lend themselves to long cooking. Be careful, they are not Spanish beans, they are another even larger variety!

This recipe is very simple but extremely aromatic and comforting because of the flavor that is given to the beans by the double and long cooking.

The ingredients you need are few but good:

Corona beans

Ripe tomatoes

Onions

Spices and aromatic herbs (the freshness of dill is super for me in this dish)

Since the cooking in the oven is long, I usually take advantage of it to do other things at the same time: biscuits, vegetables, bread, etc.

Now let’s get to the recipe!

Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.Will you try my recipe?Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

300 g of corona beans

3-4 ripe tomatoes

3-400 g of tomato puree

1 onion

1 carrot

1/2 red pepper

1 cinnamon stick

1 small piece of celery

1 bay leaf, some celery leaves

Fresh dill

1 clove of garlic

EVO oil, salt, pepper

Method

Start the day before by soaking the dried beans, it will take about 24 hours. Rinse the beans well and cook them with plenty of water, celery leaves and bay leaves for about 1 hour. The beans will still cook in the oven so they must not be overcooked.

Slice the onion, chop the celery, garlic, carrot and pepper and cook everything with extra virgin olive oil in a pot (or pan) preferably that can also go in the oven. Add the chopped tomatoes, the beans and the tomato puree. Season with salt, pepper, also add the finely chopped dill and possibly other aromatic herbs to taste (oregano, basil, bay leaves..). Cook for a few minutes, then cover the pan with a lid or with aluminum foil and continue cooking in the oven at about 180 ° C for about 1 hour.

After this time, remove the aluminum foil, check if it needs to be adjusted with salt, extra virgin olive oil or other herbs and finish cooking for another 15 minutes uncovered.

You can eat this dish warm or at room temperature. It can also be prepared the day before.

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Come anticipato nel predente post ecco la mia ricetta di porridge di quinoa!

Ma prima di tutto, perché il porridge? E perché di quinoa?

Preparare il porridge per colazione di consente di avere una colazione “cucinata” e “calda” anche la mattina, in pratica un pasto.
Spesso sottovalutiamo l’importanza di un cibo cucinato a colazione e andiamo verso prodotti già pronti o freddi (yogurt, cereali, biscotti, solo frutta..). Avere un cibo caldo ci consente di introdurre un alimento che contribuisce a mantenere la nostra temperatura corporea o quando necessario a scaldarci, aiutando il nostro sistema digestivo a gestire le temperature (a differenza di uno yogurt con frutta, che però può essere utile per qualcuno nelle calde giornate estive). Se il nostro corpo non è impegnato a dover mantenere la temperatura può tranquillamente dedicare tutta la sua energia alla digestione che sta per accadere. In termini energetici contribuiamo a dare altra energia ad inizio giornata, cosa che direi è abbastanza utile visto che ci aspetta un lungo giorno!

Cucinare è anche un modo per iniziare una “piccola digestione” del cibo: dei fiocchi di avena cucinati sono molto più digeribili dal corpo rispetto ad un muesli di cereali aggiunto semplicemente ad un latte vegetale o yogurt: la cottura ha aiutato le fibre ad ammorbidirsi, ad assorbire meglio il liquido, reidratandosi assorbendo anche più acqua rispetto ad un uso a freddo.

Spesso alle consulenze alcuni clienti mi raccontano:

 “Guarda i cereali a colazione mi gonfiano e non li digerisco proprio!”

Io “E come li usi?”

“Beh aggiungo ai muesli del latte vegetale e li mangio così”

Questo comportamento può andar bene anche per anni per alcune persone, ma non funziona affatto per molte che hanno una costituzione più delicata, soprattutto a livello intestinale.

E perché usare la quinoa a colazione?

Perché la quinoa è molto energetica, contiene tutti gli amminoacidi essenziali, è senza glutine (un vantaggio per molti), è ricca di fibra che favoriscono un buon funzionamento dell’intestino e contiene sostanze anti-infiammatorie. Essendo la colazione il pasto più importanti della giornata, che dà una sorta di direzione al nostro corpo per la giornata (si, proprio attraverso il nostro intestino!) l’ideale è concentrarsi su una colazione che sia nutriente e ci consenta di muoverci durante la mattinata con serenità e stabilità e la colazione è tra le varie opportunità.

Lo so che molti sono affezionati alle torte da colazione, biscotti, oppure sognano croissant “sani” e brioche soffici che aprano la giornata.
Anch’io amo tutto ciò (e molti di voi lo sanno!) e ho le mattinate in cui sono indulgente con me stessa perché è quello di cui ho bisogno, ed è bello, ma è occasionale. La realtà è che mi sento decisamente meglio con altri tipi di colazioni, che siano più simili ai pasti: mi fanno sentire più energica, di buon umore e più presente. Il benessere che mi deriva è tale che non faccio nessuna fatica a sceglierle rispetto alle colazioni più golose!
Si tratta di fare un po’ di pratica con i messaggi che ci manda il nostro corpo  costantemente (24h/24h), intercettarli, ascoltarli/interpretarli e provare.

A seguire un piccolo esercizio

La mattina prima di colazione fermati per qualche minuto, può essere anche seduto a tavola prima di colazione, ma sii certo di essere comodo.

Mantieni un leggero sorriso sulle labbra (non saltare questo step, è fondamentale, lascia perdere la tua mente che ti dice che è inutile!).

Poggia le tue mani sulla pancia e fai un bel respiro, profondo che arrivi fino alla pancia per gonfiarla e sgonfiarla come un palloncino. Fanne più di uno.

Adesso poniti questa domanda: “Di cosa ho bisogno stamattina a colazione?”. Respira e ascolta.

Potresti non sentire nulla, e va benissimo. Potresti visualizzare un cibo. Potresti avere delle sensazioni che ti indicano che hai bisogno di qualcosa di caldo (un porridge), di liquido (te, tisane), qualcosa di fresco (magari la  frutta) o la sensazione di aver bisogno di masticare (una bella fetta di pane tostato con hummus?).

Non ci sono aspettative, non è una gara.

E’ un esercizio che serve a sintonizzarti con il tuo corpo e i messaggi che invia. Anche se ti sembra di non aver sentito nulla, va benissimo, hai dato la tua disponibilità a voler ascoltare le esigenze del tuo corpo. Con un po’ di pratica vedrai che i messaggi di risposta ci saranno, e sempre più chiari.

Buona giornata!

Ingredienti (per 2 porzioni)

100 g di quinoa in chicchi
1 cucchiaio di fiocchi di avena piccoli
150 g di acqua (oppure latte vegetale)
100 g di latte di mandorla o altro latte vegetale
1 cucchiaio di burro di mandorle (o altro burro vegetale)
100 g di frutti di bosco surgelati o freschi (io mirtilli selvatici)
2 cucchiai di uvetta
Una manciata di mandorle /frutta di stagione/ altra frutta secca
Latte vegetale o acqua extra

Procedimento

Risciacqua la quinoa, lavala bene e scolala. Se hai in programma questa colazione dalla sera prima allora metti la quinoa in ammollo e scola la mattina.

Metti la quinoa, i fiocchi di avena, il latte vegetale, acqua, uvetta e crema di mandorle in una pentola, porta ad ebollizione con un coperchio e fai cuocere per circa 10-15 minuti. Se usi frutti di bosco surgelati aggiungi anche quest’ultimi se sono freschi aggiungili alla fine. Tieni a portata di mano acqua o latte vegetale per aggiustare la consistenza del porridge.

Versa in una tazza e aggiungi le mandorle e a piacere se ti va puoi arricchire ulteriormente con frutta secca, semi, fave di cacao, spezie .

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ENGLISH VERSION

As I anticipated in the previous post here is my quinoa porridge recipe.

But first of all, why porridge? And why quinoa?

Preparing porridge for breakfast allows you to have a “cooked” and “hot” breakfast even in the morning, basically a meal.
We often underestimate the importance of cooked food for breakfast and go for ready-made or cold products (yogurt, cereals, biscuits, just fruit…). Having a hot food allows us to introduce a food that helps maintain our body temperature or when necessary warm us up, helping our digestive system to manage temperatures (unlike a yogurt with fruit, which however can be useful for someone in hot summer days). If our body is not busy maintaining the temperature it can easily dedicate all its energy to the digestion that is about to happen. In terms of energy we help give more energy at the start of the day, which I would say is quite useful considering we have a long day ahead of us!

Cooking is also a way to start a “small digestion” of food: cooked oat flakes are much more digestible by the body than cereal muesli simply added to vegetable milk or yogurt: cooking has helped the fibers to soften, to absorb the liquid better, rehydrating itself and absorbing even more water compared to cold use.

During consultations, some clients often tell me:

“Look, cereals for breakfast make me bloated and I can’t digest them at all!”

Me “And how do you use them?”

“Well I add some vegetable milk to the muesli and eat them like this”

This behavior may be fine for some people for years, but it doesn’t work at all for many who have a more delicate constitution, especially at an intestinal level.

And why use quinoa for breakfast?

Because quinoa is very energetic, contains all the essential amino acids, is gluten-free (an advantage for many), is rich in fiber which promotes good intestinal functioning and contains anti-inflammatory substances. Since breakfast is the most important meal of the day, which gives a sort of direction to our body for the day (yes, right through our intestines!), the ideal is to focus on a breakfast that is nutritious and allows us to move during the morning with serenity and stability and breakfast is among the various opportunities.

I know that many are fond of breakfast cakes, biscuits, or dream of “healthy” croissants and soft croissants to start the day.
I love all of that too (and many of you know!) and I have mornings where I indulge myself because that’s what I need, and it’s nice, but it’s occasional. The reality is that I feel much better with other types of breakfasts, which are more similar to meals: they make me feel more energetic, in a good mood and more present. The well-being I derive from it is such that I have no difficulty choosing them over more delicious breakfasts!
It’s about doing a bit of practice with the messages that our body sends us constantly (24/7), intercepting them, listening to/interpreting them and trying.

Below is a small exercise

In the morning before breakfast, stop for a few minutes, it can even be sitting at the table before breakfast, but make sure you are comfortable.

Keep a light smile on your lips (don’t skip this step, it’s essential, forget about your mind telling you it’s useless!).

Place your hands on your belly and take a deep breath that reaches down to your belly to inflate and deflate it like a balloon. Do more than one.

Now ask yourself this question: “What do I need for breakfast this morning?”. Breathe and listen.

You may not feel anything, and that’s totally fine. You may visualize a food. You may have sensations that tell you that you need something hot (porridge), liquid (tea, herbal tea), something fresh (perhaps fruit) or the sensation of needing to chew (a nice slice of toast with hummus?).

There are no expectations, it’s not a competition.

It’s an exercise that helps you tune into your body and the messages it sends. Even if you feel like you haven’t heard anything, that’s fine, you’ve given your willingness to listen to your body’s needs. With a little practice you will see that the response messages will be there, and increasingly clear.

Have a nice day!

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Ci sono dei cereali e dei piatti che mi sembrano si associno benissimo alla tarda primavera-estate e ai periodi caldi. Una di questi è la quinoa!
Va bene, prima di essere linciata mediaticamente bisogna spiegare che la quinoa non è un cereale in senso stretto, botanicamente si tratta di piante diverse e si parla di pseudo cereale. Lo definiamo cereale normalmente dal punto di vista commerciale e gastronomico perchè più vicino alla categoria dei cereali (come farro, orzo, grano, riso, miglio..) e anche perché si usa in chicchi come glia altri cereali. Non si tratta quindi di un errore definirla cereale, è semplicemente una generalizzazione.

La quinoa non è solo un cereale che adoro quando arriva il caldo, ma è una grande risorsa perchè dal punto di vista nutrizionale è corredata di tutti gli amminoacidi essenziali: non vuol dire che è più ricca di proteine rispetto agli altri cereali, ma che nel suo corredo ne possiede tutta la gamma necessaria agli essere umani (che non sono in grado di produrre i nove amminoacidi essenziali citati prima).

La quinoa contiene anche dei flavonoidi, kaempferolo e quercetina, loro agiscono come anti-infiammatori del corpo e come anti-ossidanti, cioè proteggono le cellule dai danni che vengono prodotti dalle molecole chiamate radicali liberi.

La quinoa contiene molte fibre, più di cereali molto famosi per la loro ricchezza in fibre, come il riso integrale.

La quinoa contiene vitamine e minerali, come magnesio, rame, zinco, ferro. Ma ti ricordo che contiene anche sostanze che spesso non sono di sostegno per il corpo e possono creare degli effetti indesiderati (per le es. le saponine che possono arrivare a produrre anti-nutrienti). Queste sostanze sono chiamate genericamente anti-nutrienti, ma possono facilmente essere “disattivati” grazie a buone e sagge pratiche da fare prima di cucinarla: niente di trascendentale o misterioso, basta lavare la quinoa o meglio ancora ammollarla per qualche ora prima di cuocerla. Lavare e ammollare la rendono non solo più digeribile e favorisce il regolare assorbimento dei nutrienti, ma la rende anche più gustosa: infatti le saponine la possono rendere molto amara e poco gradevole. Ho conosciuto molti che non amavano la quinoa, dopo aver saputo che andava lavata molto bene prima di cuocerla però le cose sono cambiate completamente.

La quinoa è anche una buona fonte di colina, una vitamina che contribuisce a prevenire i disturbi neurologici e che è amata dal nostro nervo vago, infatti la sua azione risulta essenziale per l’organismo umano perché partecipa alla sintesi di indispensabili mediatori come acetilcolina fondamentale per ristabilire equilibrio del sistema nervoso parasimpatico e come modulatore proprio del nervo vago.

A tutte queste proprietà si aggiunge una caratteristica che sicuramente avvantaggia chi non ha molto tempo a disposizione: è veloce da cuocere, in 15 minuti la tua quinoa è già pronta!

Oggi la ricetta di una delle mie bowl preferite per pranzo in questa stagione (a proposito di stagione, lo sai che prossimamente c’è a Mantova il corso di cucina dedicato all’Estate?). Magari la prossima volta magari vi lascio anche la ricetta per un “porridge” di quinoa per colazione, super-nutriente e goloso, che ne pensi? Fammi sapere nei commenti!

Adesso veniamo al pranzo di oggi, un piatto estremamente semplice ma reso complesso nel sapore e dalle erbe aromatiche e dall’harissa. Inoltre ho aggiunto della “quasi feta” vegetale fatta con le mandorle (ve la ricordate? Quella che prepariamo al corso dei formaggi vegetali): così facendo ho reso il piatto da un punto di vista nutrizionale. In mancanza potreste aggiungere delle mandorle, il sapore sarà diverso ma lo avrete comunque reso più completo per un piatto unico.

Ingredienti 

160 g di quinoa

250 g di piselli freschi già sgusciati (in mancanza optate per quelli surgelati) 

La scorza di 1 limone piccolo + 3 cucchiaino di succo di limone

50 g di “feta” vegetale di mandorle (oppure vedi i suggerimenti sopra)

Aneto e menta a sentimento

1 cucchiaino di harissa

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro (facoltativo)

Olio evo, sale

Procedimento 

Risciacqua la quinoa abbondantemente, se hai già programmato questo piatto magari lasciala in ammollo qualche ora.

Trita l’aneto e mettilo da parte.

Sbollenta i piselli in acqua bollente se sono freschi e grandi, se sono piccoli e teneri (oppure surgelati) questo passaggio non è necessario.

In una pentola versa un paio di cucchiai di olio evo e aggiungi l’aneto tritato e le scorze di limone e fai cuocere per 1 o 2 minuti, quindi aggiungi la quinoa scolata dall’acqua e circa 300 g di acqua. Aggiungi i piselli, sale, il concentrato di pomodoro e l’harissa, quindi copri con il coperchio e fai cuocere fino a completo assorbimento dell’acqua. A fine cottura aggiunge delle foglie di menta tritata e al momento di servire la feta di mandorle.

Puoi consumarlo tiepido oppure freddo: se ti piace la freschezza e i profumi questo piatto è per te!


ENGLISH VERSION

There are cereals and dishes that seem to me to go very well with late spring-summer and hot periods. One of these is quinoa!
Okay, before being lynched by the media we need to explain that quinoa is not a cereal in the strict sense, botanically they are different plants and we talk about a pseudo cereal. We normally define it as a cereal from a commercial and gastronomic point of view because it is closer to the category of cereals (such as spelt, barley, wheat, rice, millet…) and also because it is used in grains like other cereals. It is therefore not an error to define it as a cereal, it is simply a generalisation.

Quinoa is not only a cereal that I love when the heat arrives, but it is a great resource because from a nutritional point of view it is equipped with all the essential amino acids: it does not mean that it is richer in proteins than other cereals, but that in its complement has the entire range necessary for human beings (who are unable to produce the nine essential amino acids mentioned above).

Quinoa also contains flavonoids, kaempferol and quercetin, which act as anti-inflammatories in the body and as anti-oxidants, that is, they protect cells from damage caused by molecules called free radicals.

Quinoa contains a lot of fibre, more than cereals that are very famous for their richness in fibre, such as brown rice.

Quinoa contains vitamins and minerals, such as magnesium, copper, zinc, iron. But let’s remember that it also contains substances that are often not supportive for the body and can create unwanted effects (for example saponins which can produce anti-nutrients). These substances are generically called anti-nutrients, but they can easily be “deactivated” thanks to good and wise practices to do before cooking it: nothing transcendental or mysterious, just wash the quinoa or better yet soak it for a few hours before cooking it. Washing and soaking not only make it more digestible and promotes the regular absorption of nutrients, but also makes it tastier: in fact the saponins can make it very bitter and unpleasant. I met many who didn’t like quinoa, but after learning that it needed to be washed very well before cooking it, things changed completely.

Quinoa is also a good source of choline, a vitamin that helps prevent neurological disorders and which is loved by our vagus nerve, in fact its action is essential for the human organism because it participates in the synthesis of essential mediators such as acetylcholine which is essential for restore balance of the parasympathetic nervous system and as a modulator of the vagus nerve.

Added to all these properties is a feature that certainly benefits those who don’t have much time available: it’s quick to cook, in 15 minutes your quinoa is ready!

Today the recipe for one of my favorite bowls for lunch this season, but next time maybe I’ll also leave you the recipe for a quinoa “porridge” for breakfast, super-nutritious and delicious, what do you think? Let me know in the comments!

Now we come to today’s lunch, an extremely simple dish but made complex in flavor and by aromatic herbs and harissa. I also added some vegetable “almost feta” made with almonds (do you remember it? The one we prepare during the plant based cheese course): by doing so I improved the dish from a nutritional point of view. If not, you could add some almonds, the flavor will be different but you will still have made it more complete for a single dish.

Ingredients

160 g of quinoa

250 g of fresh peas, already shelled (if you don’t have them, opt for frozen ones)

The zest of 1 small lemon + 3 teaspoons of lemon juice

50 g of almond vegetable “feta” (or see suggestions above)

Dill and mint to taste

1 teaspoon harissa

1 teaspoon tomato paste (optional)

Extra virgin olive oil, salt

Method

Rinse the quinoa thoroughly, if you have already planned this dish perhaps leave it to soak for a few hours.

She chop the dill and set it aside.

Blanch the peas in boiling water if they are fresh and large, if they are small and tender (or frozen) this step is not necessary.

Pour a couple of tablespoons of extra virgin olive oil into a pan and add the chopped dill and lemon peel and cook for 1 or 2 minutes, then add the quinoa drained of the water and about 300 g of water. Add the peas, salt, tomato paste and harissa, then cover with the lid and cook until the water is completely absorbed. At the end of cooking he adds some chopped mint leaves and when ready to serve the almond feta.

You can eat it warm or cold: if you like freshness and aromas this dish is for you!

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

E’ da molto tempo che non riesco a dedicarmi al blog, un pò gli impegni che mi portano da altre parti un pò perchè quando penso a scrivere sul blog mi viene subito in mente il mio web master che mi ricorda che devo scrivere tenendo conto della SEO. Mi vengono i brividi quando questo accade e quindi riabbasso subito lo schermo del mio portatile e passo al successivo punto della to do list!
Quando iniziai a scrivere il mio blog l’obiettivo era la condivisione delle mie scoperte in cucina (e un pò nella vita!) ed è e rimane la cosa più divertente e il motivo per continuare a tenere un blog.

Quindi oggi ho deciso di non dare ascolto a quella vocina che parla di “targettizzazione topic” e “long tail keyword” ma a quella che vi racconterà della zuppa marocchina e di quanto sia confortante.
Questa ricetta ha una lunga lista di ingredienti, ma una buona parte sono spezie che danno alla zuppa le sue note particolari.
L’ho preparata l’ultima volta in occasione di uno show-cooking in provincia di Brescia, ospite della bottega di Andrea, un negozio di alimenti biologici molto grazioso e molto curato grazie al lavoro dei due giovani proprietari che credono profondamente nel progetto come mezzo per divulgare anche più consapevolezza alimentare e ambientale.

Questo tipo di zuppa è molto usata in inverno in Marocco e viene anche considerata una sorta di depurante del corpo (le lenticchie come tutti i legumi sono diuretiche). Il coriandolo è stato riconosciuto utili ai fini dei problemi intestinali: cattiva digestione, crampi intestinali, stipsi, gas intestinali. Inoltre sia nella medicina ayurvedica che nella medicina tradizionale del Medioriente viene utilizzato per le proprietà distensive e calmanti.

E’ una zuppa molto semplice e soprattutto è one-pot, cioè tutto in una pentola, quindi non sporcherai molto!

A proposito di legumi, lo sai che il 20 Marzo c’è un corso dedicato esclusivamente ai legumi in tutte le loro forme?!? Vai alle info QUI

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Ingredienti

  • 450 g circa di batata
  • 270 g circa di lenticchie verdi
  • 2 carote, 2 cipolle, 1 gambo abbondante di sedano
  • 4-5 spicchi di aglio
  • 1+ ½ cucchiaino di coriandolo, 1 cucchiaino di cumino, ½ cucchiaino di cannella,
  • ½ cucchiaino di curcuma, ½ cucchiaino di paprika affumicata (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di curry dolce o poco più (per aggiustare il gusto), Noce moscata q.b.
  • 200 g circa di spinaci
  • Olio evo, sale, limone per servire

    Procedimento

    Lava le lenticchie bene e preferibilmente lasciale in ammollo prima dell’uso.

    Taglia le cipolle, carote, sedano, batata, peperone e l’aglio.

    Versa in una pentola a fondo pesante l’olio, quindi la cipolla con sedano, carote e le spezie ad eccezione della paprica affumicata e noce moscata. Fai insaporire quindi aggiungi le batate e le lenticchie. Ricopri con acqua bollente fino a ricoprire e aggiungi la noce moscata e se lo gradisci la paprika affumicata. Fai cuocere lentamente per circa 50 minuti. Aggiungi il sale aggiungi gli spinaci lavati e spezzettali e fai cuocere ancora 3 minuti.

    Servi con poco succo di limone.

    Moroccan soup

    ENGLISH VERSION

    It’s been a long time since I’ve been able to devote myself to blogging, partly due to commitments that take me elsewhere partly because when I think of writing on the blog my web master immediately comes to mind who reminds me that I have to write taking into account the SEO. I get chills when this happens and so I immediately lower the screen of my laptop and move on to the next item on the to do list!
    When I started writing my blog, the goal was to share my discoveries in the kitchen (and a little bit in life!) and it is and remains the funniest thing and the reason to keep blogging.

    So today I decided not to listen to that little voice that talks about “topic targeting” and “long tail keyword” but to the one that will tell you about Moroccan soup and how comforting it is.
    This recipe has a long list of ingredients, but a good portion are spices that give the soup its distinctive notes.
    I prepared it for the last time on the occasion of a show-cooking in the province of Brescia, as a guest of Andrea’s workshop, a very nice and well-kept organic food store thanks to the work of the two young owners who deeply believe in the project as a means to spread even more food and environmental awareness.

    This type of soup is widely used in winter in Morocco and is also considered a sort of body purifier (lentils, like all legumes, are diuretics). Coriander has been recognized as useful for intestinal problems: bad digestion, intestinal cramps, constipation, intestinal gas. Furthermore, it is used both in Ayurvedic medicine and in traditional Middle Eastern medicine for its relaxing and calming properties.

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    Ingredients

    450 g of sweet potato

    270 g of green lentils

    2 carrots, 2 onions, 1 large stalk of celery

    4-5 cloves of garlic

    1+ ½ teaspoon coriander, 1 teaspoon cumin, ½ teaspoon cinnamon,

    ½ teaspoon turmeric, ½ teaspoon smoked paprika (optional)

    1 teaspoon of sweet curry or a little more (to adjust the taste), nutmeg to taste

    About 200 g of spinach

    Evo oil, salt, lemon to serve

    Method

    Wash the lentils well and preferably let them soak before use.

    Cut the onions, carrots, celery, sweet potato, bell pepper and garlic.

    Pour the oil into a heavy-bottomed saucepan, then the onion with celery, carrots and spices except for the smoked paprika and nutmeg. Season then add the sweet potatoes and lentils. Cover with boiling water until covered and add the nutmeg and, if you like, the smoked paprika. Cook slowly for about 50 minutes. Add the salt, add the washed and chopped spinach and cook for another 3 minutes.

    Serve with a little lemon juice.

    SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

    La Grecia mi rilassa… i greci mi rilassano… e anche il cibo greco mi rilassa! La cucina greca rimane tra le mie preferite negli ultimi anni perchè ha la capacità di preservarsi e rimanere ancora autentica, senza grandi pretese (però con grandi porzioni) e con contenuto.. Poco dedita all’apparenza e tanto alla sostanza… O almeno è la cucina greca che io ancora insegue e cerco quando mi trovo li. Inoltre la cucina greca è ricchissima di piatti vegetariani e addirittura vegan..si perchè l’onnipresente feta non è sempre così onnipresente, e molti piatti della tradizione nascono a base vegetale con aggiunta postuma del formaggio per arricchire il piatto. Come per le domatokeftedes, le polpette (o frittelle) di pomodori. Girando per le taverne greche si possono trovare spesso con aggiunta di uova alla pastella oppure di pezzetti di feta per insaporirle di più. Cercando la loro storia ho scoperto che in realtà la forma più semplice naturalmente era senza derivati animali: una ricetta semplice, bastava avere dei buoni pomodori, prendere delle erbe aromatiche dal vaso sul davanzale e aggiungere un pò di farina che era sempre in dispensa.. Beh l’olio, essenziale nei paesi del bacino del Mediterraneo.

    Raramente i miei piatti sono avulsi dall’ambiente in cui mi trovo, e così visto che in questi giorni sono in Calabria è stato inevitabile pensare alle domatokeftedes. Anche perchè i pomodori sono l’ingrediente fondamentale, maturi ma ancora sodi, dolci e profumati: non provateci nemmeno con un pomodoro aranciato uscito da una vaschetta di plastica dimenticata da alcuni giorni in un banco frigo del supermercato.

    Va bene che fritto è buono tutto ma suvvia, non esageriamo!

    Le erbe aromatiche non sono opzionali, anzi siate abbondanti: oltre al loro delicato aroma porteranno un pò di freschezza al piatto (che comunque è pur sempre fritto!)

    So già che qualcuno di voi che mi conosce si chiederà, e la macrobiotica cosa ne pensa?

    In macrobiotica il pomodoro è considerato molto yin (talmente yin che veniva sconsigliato in alcuni casi), ma dal punto di vista energetico effettivamente viene annullato dalla cottura, cioè yanghizzato dal fatto che viene usata un metodo di cottura molto yang. Trovo che siano ottime preparate occasionalmente, senza esagerare con il fritto considerata la stagione (abbiamo l’autunno che ci aspetta per le tempure!!!).

    Ammiratori della macrobiotica provate anche voi e fatemi sapere come vi siete trovati!

    Dimenticavo, se non ricordi le regole per un buon fritto vai qui.

    Domatokeftedes

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    INGREDIENTI (per circa 8 domatokeftedes)

    200 g di pomodorini maturi
    1/4 di cipolla rossa
    basilico, foglie di sedano, menta fresca
    origano
    sale
    circa 2 cucchiai di farina di tipo 1
    Olio per friggere

    PROCEDIMENTO

    Taglia i pomodorini a cubettini piccoli, trita la cipolla e le erbe aromatiche. In un piatto mescola i pomodori con le erbe aromatiche, la cipolla, sale e origano. Il pomodoro butterà fuori un pò di acqua di vegetazione, e va benissimo perchè a questo punto aggiungerai la farina che asciugherà il composto e farà da legante.

    Fai riposare in frigo per 1-2 ore la pastella, in questo modo i sapori diventerssano più distinti e friggerai meglio le domatokeftedes.

    Dopo aver fatto riposare la pastella, prepara una padella con olio per friggere (io ho usato olio di oliva in questo caso), forma le polpette con l’aiuto di un cucchiaio e falle cuocere dsu entrambi i lati. Servile calde (e che te lo dico a fare!!!)

    ENGLISH VERSION

    Greece relaxes me … the Greeks relax me … and Greek food relaxes me too! Greek cuisine remains among my favorites in recent years because it has the ability to preserve itself and still remain authentic, without great pretensions (but with large portions) and with content .. Little devoted to appearance and much to substance … Or at least it is the Greek cuisine that I still pursue and look for when I am there. In addition, Greek cuisine is rich in vegetarian and even vegan dishes .. yes, because the omnipresent feta is not always so omnipresent, and many traditional dishes are born based on plants with posthumous addition of cheese to enrich the dish. As for the domatokeftedes, the meatballs (or fritters) of tomatoes. Wandering around the Greek taverns you can often find them with the addition of eggs to the batter or pieces of feta to flavor them more. Looking for their history, I discovered that in reality the simplest form of course was without animal derivatives: a simple recipe, it was enough to have some good tomatoes, take some aromatic herbs from the pot on the windowsill and add a little flour that was always in the pantry .. Well the oil, essential in the countries of the Mediterranean basin.

    My dishes are rarely detached from the environment in which I find myself, and so since I am in Calabria these days it was inevitable to think of domatokeftedes. Also because tomatoes are the fundamental ingredient, ripe but still firm, sweet and fragrant: don’t even try it with an orange tomato that came out of a plastic tray forgotten a few days ago in a supermarket refrigerator counter.

    It’s okay that fried everything is good but come on, let’s not exaggerate!

    Aromatic herbs are not optional, rather be abundant: in addition to their delicate aroma they will bring a little freshness to the dish (which is still fried!)

    I already know that some of you who know me will wonder, and what do you think about macrobiotics?

    In macrobiotics, the tomato is considered very yin (so much yin that it was not recommended in some cases), but from an energy point of view it is effectively canceled by cooking, that is, yanghized by the fact that a very yang cooking method is used. I find that they are excellent prepared occasionally, without exaggerating with the fried considering the season (we have autumn waiting for us for the tempure !!!).

    Macrobiotics admirers try it and let me know how you found it!

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    INGREDIENTES (6 to 8 fritters)

    200 g of ripe cherry tomatoes
    1/4 of a red onion
    basil, celery leaves, fresh mint
    origan
    salt
    about 2 tablespoons of type 1 flour
    Frying oil

    METHOD

    Cut the cherry tomatoes into small cubes, chop the onion and aromatic herbs. In a dish, mix the tomatoes with the herbs, onion, salt and oregano. The tomato will throw out some vegetation water, and that’s fine because at this point you will add the flour which will dry the mixture and act as a binder.

    Let the batter rest in the fridge for 1-2 hours, in this way the flavors become more distinct and you will fry the domatokeftedes better.

    After letting the batter rest, prepare a pan with oil for frying (I used olive oil in this case), shape the fritters with the help of a spoon and cook them on both sides. Serve them warm.