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Qualche giorno fà ho promesso sui social che avrei postato la mia ricetta a base vegetale per la Babka, un dolce lievitato che era diffuso tra gli ebrei che vivevano nell’Europa centrale: un dolce ricco, una pasta lievitata farcita con frutta secca, cannella, burro, cioccolato..
La mia versione naturalmente è senza prodotti di origine animali, e ho provato a sintetizzare un dolce che fosse goloso grazie alla farcitura, ma ancora delicato e che ricorda il pane.

Richiede lentezza, pazienza e attesa, per riservare grandi sorprese! Mi piacerebbe che lo sentisse perchè le foto non potranno mai rendere onore ai profumi, fraganza e gusto.. Ma vi lascio la mia ricetta così potrete provarci.

Ho usato il mio lievito madre, compagno di tante scorribbande con il forno! E ho deciso di prepararmi una nocciolata al cioccolato fondente per farcirlo.

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Andiamo adesso alla ricetta!

Ingredienti

300 g di farina di tipo 1

65 g di lievito madre liquido

40 g di zucchero mascobado

35 g di olio di oliva (io 20 g di olio di oliva e 15 di olio di cocco)

100 g di bevanda di soia

100 g di acqua

1 cucchiaino di sale

Per il ripieno

65 g di cioccolato fondente

60 g di crema di nocciole

40 g di zucchero mascobado

Per spennellare la superfice: sciroppo di acero

Procedimento

Impasta la farina con il latte di soia e l’acqua e lascia riposare per 15 minuti circa. Aggiungi il lievito madre e impasta ancora e lascia riposare 10 minuti. Aggiungi per finire il sale, l’olio e lo zucchero e impasta bene tutti gli ingredienti in modo da avere un impasto omogeneo. Lavoralo per almeno 10 minuti.
Lascia riposare l’impasto per circa 3 ore a temperatura ambiente coperto, poi sposta il tuo impasto in frigorifero e lascialo riposare per circa 14-18 ore.
Prepara la farcitura facendo sciogliere il cioccolato a bagnomaria e una volta fuso aggiungere la crema di nocciole e lo zucchero mascobado, amalgama molto bene e tieni da parte.

Quando è trascorso il tempo per il riposo stendi il tuo impasto in modo da ottenere un rettangolo di circa 25 cm x 20 cm e su di esso distribuisci la crema al cioccolato. Arrotola il tuo impasto cercando di non far fuoriuscire la farcitura e poi taglia per il lato lungo il cordone ottenuto, in modo che tu ottenga due capi da intrecciare. Disponi l’impasto delicatamente in una teglia che lo contenga e lascia lievitare altre 2-3 ore a temperatura ambiente, quindi inforna a 180°C. Io ho coperto l’impasto per i primi 25 minuti di cottura e poi ho scoperto e lasciato cuocere per altri 25 minuti circa. Cinque minuti prima di finire la cottura spennella la supefice con sciroppo di acero e poi lascia cuocere ancora 5 minuti prima di sfornare.

ENGLISH VERSION

A few days ago I promised on social media that I would post my plant-based recipe for Babka, a leavened dessert that was popular among Jews living in central Europe: a rich dessert, a leavened dough stuffed with dried fruit, cinnamon, butter, chocolate .. Of course, my version is without products of animal origin, and I tried to synthesize a dessert that was greedy thanks to the filling, but still delicate and reminiscent of bread.
It requires slowness, patience and waiting, to reserve big surprises! I would like you to hear it because the photos will never honor the scents, fragrance and taste .. But I leave you my recipe so you can try it.

I used my mother yeast, companion of many runs with the oven! And I decided to prepare a dark chocolate hazelnut to stuff it.

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Let’s go to the recipe now!

Ingredients
300 g of type 1 flour
65 g of liquid yeast
40 g of mascobado sugar
35 g of olive oil (I 20 g of olive oil and 15 of coconut oil)
100 g of soy drink
100 g of water
1 teaspoon of salt

For the stuffing
65 g of dark chocolate
60 g of hazelnut cream
40 g of mascobado sugar

To brush the surface: maple syrup

Method
Mix the flour with the soy milk and water and let it rest for about 15 minutes. Add the mother yeast and knead again and let it rest for 10 minutes. Finally add the salt, oil and sugar and mix all the ingredients well so as to have a homogeneous mixture. Work it for at least 10 minutes. Let the dough rest for about 3 hours at room temperature covered, then move your dough to the refrigerator and let it rest for about 14-18 hours.
Prepare the filling by melting the chocolate in a bain-marie and once melted add the hazelnut cream and mascobado sugar, mix very well and keep aside.
When the resting time has elapsed, roll out your dough so as to obtain a rectangle of about 25 cm x 20 cm and spread the chocolate cream on it. Roll up your dough trying not to let the filling come out and then cut for the side along the resulting cord, so that you get two ends to weave. Arrange the dough gently in a pan that contains it and let it rise another 2-3 hours at room temperature, then bake at 180 ° C. I covered the dough for the first 25 minutes of cooking and then I uncovered and left it to cook for about another 25 minutes. Five minutes before finishing cooking, brush the surface with maple syrup and then let it cook for another 5 minutes before taking it out of the oven.

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Quando leggiamo “amido” ci rendiamo conto che non sempre lo guardiamo di buon occhio, soprattutto perchè lo ritroviamo in molti prodotti di uso quotidiano (crackers, grissini, pane, biscotti, ecc.). Spesso abbiamo ragione ma bisogna distinguere perchè non tutti gli amidi sono uguali e alcuni sono benefici per la salute.

Quando pensiamo agli amidi ci vengono in mente cibi altamente processati, ma sono ricchi in amidi anche cibi integrali, non lavorati, come il riso, il mais, le patate, il frumento, i legumi.. La maggior parte delle diete tradizionali sono basate sugli amidi!

Sia dei biscotti al cioccolato che il riso integrale contengono amidi, ma il tipo di amidi contenuti non è lo stesso, e questo fa la differenza. Alcuni amidi addirittura sono tra i cibi più sani che possiamo trovare, per esempio per il nostro microbiota intestinale.

COSA SONO GLI AMIDI?

Noi distinguiamo i carboidrati in amidi, zuccheri e fibre. Nello specifico gli amidi e le fibre sono carboidrati complessi, mentre gli zuccheri sono carboidrati semplici. Gli amidi sono prodotti dalle piante, come sistema di conservazione dell’energia, e sono fonte di energia per gli animali che se ne nutrono. Le piante che di solito contengono più amidi sono quelle che devono crescere con meno luce solare o nel sottosuolo, in quel caso convertono l’energia in amido per poterla usare nel tempo. Le piante che vivono soprattutto in ambienti caldi e luminosi non hanno bisogno di conservare tutta l’energia in amidi perchè hanno una maggiore disponibilità.

Gli amidi sono costituiti fondamentalmente da due molecole, amilosio e amilopectina. In base a questa composizione può essere ridotto in glucosio più o meno rapidamente. In base a queste caratteristiche distinguiamo 3 tipi di amidi: amidi a lento assorbimento, amidi a rapido assorbimento e amido-resistente.

AMIDI A RAPIDO ASSORBIMENTO

L’amilopectina è la componenete dell’amido che viene digerita più in fretta: questo significa che viene scissa in glucosio che passa nel sangue e crea un aumento della glicemia immediato con un’altrettanto rapida caduta (ipoglicemia). Queste rapide oscillazioni creano degli stress ossidativi nel corpo che possono danneggiare le cellule e sono causa di infiammazione: tutto ciò può portare a malattie croniche derivanti da indici glicemici alti e aumento di peso. I cibi ricchi in amido a rapido assorbimento hanno anche la controindicazione che tendono a formare ad alte temperature una maggiore quantità di acrilamide che è carcinogena. Un esempio sono le patatine fritte (sob!) e alcuni prodotti altamente processati derivanti da cereali.
Questo tipo di amidi sono utili però per chi le performance atletiche. Gli atleti hanno bisogno di far lavorare la muscolatura bene durante le gare o le esercitazioni e il picco glicemico creato dagli amidi a rapido assorbimento fa si che ci sia glucosio immediatamente disponibile per la muscolatura.

AMIDI A LENTO ASSORBIMENTO

Il 20-30% degli amidi nelle piante è dato dall’amilosio, un amido a lenta assimilazione. Questo tipo di amido non crea dei picchi glicemici, ma al contrario fa innalzare la glicemia molto lentamente ed altrettanto lentamente nel tempo la fa abbassare. Questi amidi contribuiscono a mantenere stabile la glicemia e a limitare lo sviluppo di malattie metaboliche (come l’obesità, il diabete..).
I cibi che contengono questo tipo di amido tendono a far aumentare il colesterolo HDL (quello buono) rispetto a quello LDL (il cosiddetto cattivo).

I cibi che contengono soprattutto amidi a lento assorbimento sono i legumi, i semi, le noci.

AMIDO RESISTENTE

Amido resistente è un tipo di amido che non viene digerito, ma viene scomposto solo dai nostri batteri del colon, quindi una fibra fermentabile. Quando i nostri batteri la rompono, da essi producono una serie di acidi grassi. I vantaggi nell’assumere i cibi che contengono amido resistente sono moltissimi.

  • Gli amido resistenti rinforzano i nostri batteri intestinali: rinforzare i nostri batteri intestinali buoni vuol dire creare una barriera più forte verso i batteri nocivi
  • I cibi che contengono amido resistente tendono ad aumentare la nostra sensibilità all’insulina
  • Diminuiscono il rischio di incrementare il colesterolo LDL
  • Favoriscono la produzione da parte dei batteri di acidi grassi a catena corta che svolgono una funzione anti-infiammatoria

I cibi che contengono la maggior quantità di amido resistente sono i cereali integrali, i legumi, le patate e le banane verdi.

CONSIGLI IN CUCINA

In base al tipo di cottura gli amidi possono cambiare forma ed essere più o meno rapidamente assimilabili.

Gli amidi resistenti in generale tendono a cambiare struttura con le cotture troppo lunghe o troppo calore, ma possono riabbassando al temperatura possono tornare disponibili. E’ l’esempio della pasta e delle patate: le patate calde o la pasta hanno un indice glicemico più elevato rispetto alle stesse patate e pasta raffreddate (per es. l’insalata di pasta o di patate), o nel caso degli avanzi. Sembra che la pasta fredda riscaldata non ritorni ad avere lo stesso indice glicemico della pasta appena cotta. Riciclare e usare il cibo avanzato sembra che proprio che fosse un attitudine saggia da tutti i punti di vista!

Aggiungere frutti di bosco (mirtilli, lamponi, more, fragole..) ai propri pasti potrebbe funzionare come un inibitore della scissione dell’amido, lasciando così più amidi disponibili per i nostri batteri.

In generale l’uso di cereali integrali, legumi, semi e noci nella nostra alimentazione garantirà sempre la presenza di amidi utili al nostro intestino.

Per mettere in pratica in cucina ti aspetto ad uno dei miei corsi, dove trattiamo questo e altri argomenti (oltre a cucinare). Hai visto i nuovi corsi in calendario?

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When we read the word “starch” we realize that we don’t always look kindly on it, especially when we find it in many everyday products (crackers, bread sticks, bread, etc.). We are often right, but a distinction must be made because not all starches are the same and some are beneficial to health.

When we think of starches, highly processed foods come to mind, but whole, unprocessed foods are also rich in starches, such as rice, corn, potatoes, wheat, legumes. Most traditional diets are based on starches!

Both chocolate chip cookies and brown rice contain starches, but the type of starch they contain is not the same, and that makes a difference. Some starches are even among the healthiest foods we can find, for example for our gut microbiota.

WHAT ARE STARCHES?

We distinguish carbohydrates into starches, sugars and fibers. Specifically, starches and fibers are complex carbohydrates, while sugars are simple carbohydrates. Starches are produced by plants, as an energy conservation system, and are a source of energy for the animals that eat them. The plants that usually contain more starch are those that need to grow with less sunlight or underground, in which case they convert the energy into starch to be able to use it over time. Plants that live mainly in warm and bright environments do not need to store all the energy in starches because they have a greater availability.
Starches are basically made up of two molecules, amylose and amylopectin. Based on this composition it can be reduced to glucose more or less rapidly. Based on these characteristics we distinguish 3 types of starches: slow digestible starches, rapid digestible starches and starch-resistant

RAPID DIGESTIBLE STARCH

Amylopectin is the component of starch that is digested more quickly: this means that it is broken down into glucose that passes into the blood and creates an immediate increase in blood sugar with an equally rapid fall (hypoglycemia).
These rapid fluctuations create oxidative stresses in the body that can damage cells and cause inflammation – all of which can lead to chronic diseases resulting from high glycemic indices and weight gain. Foods rich in rapidly absorbed starch also have the drawback that they tend to form a greater amount of acrylamide which is carcinogenic at high temperatures. Examples are french fries (sob!) and some highly processed grain products.
This type of starches are useful however for those with athletic performance. Athletes need to work their muscles well during competitions or exercises, and the glycemic spike created by the rapidly absorbed starches means that there is glucose immediately available for the muscles.

SLOW DIGESTIBLE STARCH

20-30% of starches in plants are given by amylose, a slowly assimilated starch. This type of starch does not create glycemic peaks, but on the contrary it causes the blood sugar to rise very slowly and just as slowly it lowers over time. These starches help keep blood sugar stable and limit the development of metabolic diseases (such as obesity, diabetes …). Foods containing this type of starch tend to raise HDL (good) cholesterol compared to LDL (the so-called bad).

Foods that mainly contain slow-absorbing starches are legumes, seeds, nuts.

RESISTENT STARCH

Resistant starch is a type of starch that is not digested but is only broken down by our colon bacteria, hence a fermentable fiber. When our bacteria break it down, they produce a series of fatty acids. The benefits of eating foods that contain resistant starch are many.
– Resistant starch strengthens our gut bacteria: strengthening our good gut bacteria means creating a stronger barrier to harmful bacteria
– Foods that contain resistant starch tend to increase our insulin sensitivity
– They decrease the risk of raising LDL cholesterol
– Promote the production by bacteria of short-chain fatty acids that perform an anti-inflammatory function.

Foods that contain the greatest amount of resistant starch are whole grains, legumes, potatoes and green bananas.

COOKING TIPS

Depending on the type of cooking, starches can change shape and be more or less quickly assimilated.

Resistant starches in general tend to change their structure with cooking that is too long or too hot, but can be made available again by lowering the temperature. This is the example of pasta and potatoes: hot potatoes or pasta have a higher glycemic index than the same cooled potatoes and pasta (eg pasta or potato salad), or in the case of leftovers. It seems that reheated cold pasta does not return to having the same glycemic index as freshly cooked pasta. Recycling and using leftover food seems like it was a wise attitude from all points of view!
Adding berries (blueberries, raspberries, blackberries, strawberries …) to your meals could work as a starch breakdown inhibitor, thus leaving more starches available for our bacteria.
In general, the use of whole grains, legumes, seeds and nuts in our diet will always guarantee the presence of starches useful for our intestine.

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Fino a qualche tempo fa ero in fissa per tutte le superpalline energetiche a base di datteri e frutta secca
Poi ho fatto una lunga pausa (ne avrò mangiate troppe?), e qualche mese fa ho deciso di recuperare le mie vecchie ricette a riguardo e complici le giornate fredde ho ricominciato ad apprezzare questi piccoli bite potentissimi per via dei loro ingredienti: datteri, uvetta, albicocche secche, noci, mandorle, cacao ecc. Ne ho preparati di diverso tipo: al cacao amaro, al limone, ai lamponi, cocco, nocciolate e al burro di arachidi.. Questa versione di bliss ball (un nome che adoro molto rispetto al classico energy ball!!!) al burro di arachidi devo dire che è quella che trovo più adatta come spezza fame pomeridiano. Per riprendere le energie in un pomeriggio lungo, impegnativo e freddo sono ideali, anche perchè le arachidi sono delle leguminose, quindi ricche in proteine oltre che grassi, per cui è un ottima combinazione per poter poi tenere duro qualche altra ora fino al momento di cena.

INGREDIENTI SPECIALI

Ci sono degli ingredienti che trovo “speciali”, perchè ricchi di peculiarità, ad alto valore nutrizione e allo stesso tempo golosi (soprattutto se combinati tra di loro):

  • I datteri vengono da sempre additati come una “superbomba calorica”, ma non vanno reclusi in questo box! Si tratta di un frutto zuccherino, ma estremamente ricco di minerali (magnesio, ferro, rame, zinco, calcio..) e di quasi tutti gli amminoacidi essenziali.
  • Le arachidi sono “il new black” dell’alimentazione: sottovalutate per moltissimo tempo, ultimamente le troviamo su qualsiasi scaffale di supermercato.. per fortuna, aggiungerei! Infatti le arachidi, se non sono addizionate con olii, zuccheri o eccesso di sale, sono uno snack eccezionale!
  • Il cacao amaro è considerato un cibo funzionale, cioè un cibo che è in grado da una parte di apportare nutrienti e dall’altra di sortire un effetto biologico positivo sul corpo, sopratturro sul muscolo cardiaco (ma attenzione, non si può dire esattamente lo stesso per il cioccolato bianco o al latte!!)
  • Lo sciroppo di acero, è apprezzato per il suo indice glicemico medio, è energizzante ma rimane sempre un dolcificante, quindi da usare con moderazione. Fai attenzione ai prodotti che si trovano in vendita, ormai è diventato comune chiamare sciroppo di acero anche degli sciroppi ipocalorici con aggiunta di aromi che richiamano lo sciroppo di acero ma non hanno nulla a che vedere. Leggi le etichette!

QUANTO SI CONSERVANO?

Una delle cose più fantastiche di queste balls, oltre al fatto che sono golose, è che con il tipo di ingredienti che le costituiscono possono essere conservate per moltissimo tempo: in frigorifero per almeno 2 settimane (se riuscite a trattenervi dal non finirle!). Potete conservarle anche a temperatura ambiente, ma in questo caso meglio consumarle entro qualche giorno (e non sarà un problema immagino!)

La ricetta è:

  • Plant-based, vegan
  • Senza burro, uova, latticini
  • Senza zucchero
  • Paleo
  • Gluten free
  • semplice e veloce

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Ingredienti

100 g di arachidi (preferibilmente tostate)

100 g di datteri denocciolati

30 g di mandorle

30 g di sciroppo di acero

10 g di burro di cacao o olio di cocco

1 cucchiaino di crema di mandorle

pizzico di sale

Copertura: 100 g di cioccolato fondente

Procedimento

Con un mixer molto potente frulla prima le arachidi e le mandorle fino a ridurle quasi ad una pasta (un burro di arachidi denso), puoi aiutarti aggiungendo il burro di cacao sciolto e la crema di mandorle. Aggiungi anche i datteri tritati grossolanamente e lo sciroppo di acero e amalgama tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo e maneggiabile.

Forma con quest’impasto delle palline che metti in frigorifero a raffreddare per circa un ora.

Fai sciogliereil cioccolato fondente a bagno maria e tuffa le palline raffreddate all’interno per ricoprirle. Aggiungi a piacere della granella di arachidi.


Until some time ago I was obsessed with all energy balls based on dates and dried fruit …
Then I took a long break (will I have eaten too many?), and a few months ago I decided to recover my old recipes about it and thanks to the cold days I started to appreciate these little powerful bites because of their ingredients: dates, raisins , dried apricots, walnuts, almonds, cocoa etc. I have prepared different types: bitter cocoa, lemon, raspberry, coconut, hazelnut and peanut butter .. This version of bliss ball (a name that I really love compared to the classic energy ball !!!) with butter peanuts I must say that it is the one that I find most suitable as an afternoon hunger breaker. To regain energy in a long, demanding and cold afternoon, they are ideal, also because peanuts are leguminous plants, therefore rich in proteins as well as fats, so it is an excellent combination to then be able to hold on for a few more hours until dinner time.

SPECIAL INGREDIENTS

There are some ingredients that I find “special”, because they are rich in peculiarities, with a high nutritional value and at the same time greedy (especially if combined with each other):

  • Dates have always been referred to as a “caloric superbomb”, but they should not be enclosed in this box) It’s a sugary fruit, but ectremely rich in minerals (magnesium, iron, zinc, calcium..) and almost all essential amino acids.
  • Peanuts are “the new black” of food: undervalued for a very long time, lately we find them on any supermarket shelf.. luckily.. In fact, peanuts, if they are not added with oils, sugars or excess salt, are an exceptional snack!
  • Bitter cocoa is considered a functional food, that is a food able on one hand to provide nutrients and on the other hand to have a positive biological effect on the body, especially on the heart muscle (but be careful, we cannot say the same for white or milk chocolate!)
  • Maple syrup, appreciated for its average glicemyc index, is energezing but always remains a sweetener, therfore to be used in moderation. Pay attention to the products that are on sale, it has now become common to call maple syrop even low-calorie syrups made with aromas that recall maple syrup but have nothing to do with it. Read the labels!

HOW LONG DO THEY KEEP?

One of the most fantastic things about these balls, besides the fact that they are greedy, is that with the type of ingredients that make them up, they can be kept for a very long time: in the refrigerator for at least 2 weeks (if you can refrain from not finishing them!).
You can also keep them at room temperature, but in this case it is better to consume them within a few days (and it won’t be a problem I guess!)

This recipe is:

  • Plant-based
  • No sugar added
  • No sugar, no eggs, butter or ant animal derivates
  • gluten free (replacing flour with rice flour)
  • Paleo
  • quick and easy

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Ingredients

100 g of peanuts (preferably roasted)

100 g of pitted dates

30 g of almonds

30 g of maple syrup

10 g of cocoa butter or coconut oil

1 teaspoon of almond cream

pinch of salt

Coverage: 100 g of dark chocolate

Method

With a very powerful mixer, first blend the peanuts and almonds until almost reduced to a paste (a thick peanut butter), you can help yourself by adding the melted cocoa butter and almond cream. Also add the coarsely chopped dates and maple syrup and mix everything until you get a smooth and manageable mixture.

Shape this dough into balls that you put in the refrigerator to cool for about an hour.

Melt the dark chocolate in a bain-marie and dip the cooled balls inside to cover them. Add chopped peanuts to taste.

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Confesso di non essere una fanatica della besciamella e dei cibi in besciamella.. Sin da bambina tutto ciò che era estremamente filante o dall’aspetto cremoso (esclusi i dolci naturalmente!!!) non mi interessava minimamente, anzi era da evitare. Non ho mai ben capito perchè, non si trattava di sapori sgradevoli, ma di sensazioni.. Avevo l’impressione di non vedere il cibo “nascosto” in queste creme e salse.
Crescendo è un pò passata questa sensazione, ma a tutt’oggi non sono una patita di finti formaggi, salse abbondanti e besciamelle.. Però mi rendo conto che queste soluzioni piacciono molto, soprattutto quando si vuole “invogliare” qualcuno a consumare delle verdure poco gradite: non mi riferisco solo ai bambini, ma anche agli adulti!

COME SI PREPARA LA BESCIAMELLA

Ci sono dei piccoli accorgimenti che puoi usare per fare la tua besciamella a casa:

  • Rapporto tra farina e latte: mediamente si tratta di 100 g di farina su 1 litro di latte, se preferisci una besciamella meno soda basta diminuire di poco la quantità di farina
  • Come non far formare grumi alla farina: è sempre meglio la farina prima di usarla per preparare il fondo della besciamella…altrimenti potrebbe seguire una lotta con i grumi
  • Noce moscata, sempre meglio inserirla verso la fine cottura in modo che il profumo sia più intenso
  • Latte: sempre meglio a temperatura ambiente da aggiungere a filo per evitare la formazione di grumi

CHE LATTE VEGETALE USO?

Ci sono tantissimi tipi diversi di bevande vegetali che si possono usare per sostituire il latte.

  • Bevanda di soia, dal sapore abbastanza neutro, viene trasformato da una buona dose di noce moscata insieme all’olio di oliva
  • Latte di mandorle, ma rigorosamente senza zucchero (verifica sempre gli ingredienti)
  • Bevanda di riso o di avena, le sconsiglio perchè hanno un sapore tendenzialmente dolce che altera il risultato finale
  • Bevande di anacardi, noci macadamia, canapa se sono senza zucchero possono essere una buona scelta
  • Brodo vegetale, può essere un alternativa al latte per ottenere una besciamella più leggera

Detto questo oggi per rendere i miei cavoletti di Bruxelles, cavolfiori viola e cavolfiori verdi più attraenti ho deciso di prepararli con la mia besciamella, andiamo alla ricetta!

Questa ricetta è:

  • Plant-based, vegan
  • Senza burro, uova, latticini
  • Gluten free (sostituendo farina con farina di riso)
  • semplice e veloce

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Ingredienti

Verdure: circa 700 g tra cavoletti di Bruxelles, cavolfiori verdi e viola

Per la besciamella:

700 ml di latte di mandorla senza zucchero

300 ml di brodo vegetale

100 g di farina di tipo 2 (oppure farina di riso per la versione gluten free)

50-70 g di olio di oliva

q.b. noce moscata

aglio in polvere

sale

Procedimento

Lava e pulisci le verdure e scottale in acqua bollente già salata in modo che siano al dente.

In una pentola versa la farina e l’olio e comincia a mescolare prima a fuoco spento e poi con fuoco al minimo. Sempre mentre mescoli aggiungi poco per volta il latte vegetale a filo per evitare di formare grumi. Dopo aver aggiunto il latte vegetale passa al brodo, sempr emescolando per eveitare che si attacchi sul fondo. Porta ad ebollizione e aggiungi anche il sale e l’aglio in polvere (se lo usi) e quando raggiunge la densità desiderata spegni il fuoco e aggiungi la noce moscata.

In una teglia distribuisci qualche cucchiaio di besciamella, poi le verdure e ricopri con la besciamella, quindi cuoci in forno a 190°C per 15-20 minuti circa.


I must say that I am not a fanatic of béchamel and béchamel foods .. Since I was a child, everything that was extremely stringy or creamy-looking (excluding desserts of course !!!) did not interest me, indeed it was to be avoided. I never really understood why, it wasn’t unpleasant flavors, but just a sensation.
Growing up this feeling is a bit past, but to this day I am not a fan of fake cheeses, abundant sauces and béchamel.. But I realize that these answers are very popular, especially when you want to “entice” someone to consume some vegetables they dislike: I am not referring only to children, but also to adults!

HOW TO PREPARE BECHAMEL

There are some small tricks to make your béchamel at home:

  • Ratio between flour and milk: on average it is 100g of flour per liter of milk, if you prefer a less firm béchamel just reduce the amount of flour a little
  • How not to make flour lumps: it is always better to sift the flour before using it to prepare the bottom of the béchamel, otherwise a fight with lumps could follow…!
  • It’s always better to insert nutmeg at the of cooking so that the aroma is more intense
  • Milk (in this case plantbased)is always better at room temperature and adding slowly to avoi the formation of lumps

WHICH PLANT MILK CAN I USE?

There are many different types of plant-based drinks that can be used as a substitute for milk.

  • Soy drink, with a fairly neutral flavor, is transformed by a good dose of nutmeg together with olive oil
  • Almond milk strictly sugar free (always check the ingredients)
  • Rice or oat drink, I do not recommend them because they have basically a sweet taste that alters the final result
  • Cashew, macadamia nut, hemp drinks without sugar can be a good choice
  • Vegetable broth can be an alternative to milk to obtain a ligther bechamel

That said today to make my Brussels sprouts, purple cauliflower and green cauliflower more attractive I decided to make them with my bechamel, let’s go to the recipe!

This recipe is:

  • Plant-based
  • No sugar, no eggs, butter or ant animal derivates
  • gluten free (replacing flour with rice flour)
  • quick and easy

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Ingredients

Vegetables: about 700g of Brussels sprouts, green and purple cauliflowers

For the bechamel

700 ml of sugar-free almond milk
300 ml of vegetable broth
100 g of type 2 flour (or rice flour for the gluten free version)
50-70 g of olive oil
pinch of nutmeg
garlic powder
salt

Method

Wash and clean the vegetables and blanch them in boiling salted water so that they are al dente.

In a saucepan pour the flour and oil and start mixing first with the heat off and then with the heat at low. While stirring, add the vegetable milk a little at a time to avoid forming lumps. After adding the vegetable milk, switch to the broth, always stirring to avoid it sticking to the bottom. Bring to a boil and also add the salt and garlic powder (if you use it) and when it reaches the desired density turn off the heat and add the nutmeg.

Spread a few tablespoons of béchamel into a pan, then the vegetables and cover with the béchamel, then bake in the oven at 190 ° C for about 15-20 minutes.

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A 9 mesi di distanza dall’uscita del mio libro finalmente una presentazione dal vivo, in presenza come si dice oggi! Non potevo crederci, ormai ci avevo rinunciato viste le difficoltà ad organizzare eventi in presenza con un certo numero di persone ma in realtà è stato possibile, e nel migliore dei modi perchè all’aperto in una bellissima corte a Mantova. Il tutto organizzato e ospitato dal Manto-Gas, il gruppo di acquisto solidale di Mantova.

E’ stato veramente bello, tra la location, la possibilità di parlare al pubblico senza mascherina (avevo quasi perso l’abitudine) e i partecipanti superattenti, curiosi, desiderosi di fare domande e comprendere..

Durante la presentazione, visto che parlare di cibo non basta mai, bisogna poterlo cucinare e assaggiare ho preparato una crema di miglio dolce per tutti con una composta di mirtilli, un dolce delicatissimo, adatto alle merende quotidiane o che è possibile usare anche a colazione. All’inizio dell’autunno aiutarci ad affrontare il cambio in corso con tutti i mezzi a disposizione è importantissimo, così ho scelto il miglio perchè in questa stagione tutti lamentano spesso un indebolimento dei capelli con caduta (mia mamma dice sempre che ” in autunno i capelli cadono insieme alle castagne” e tra tutti i cereali il miglio è quello più adatto a supportare i nostri capelli (avete mai notato che i principali prodotti naturali anticaduta sono a base di miglio?). Per addolcirlo ho usato del malto di riso, un dolcificante che non mi fa fare grandi oscillazioni emotive quando lo uso nei dolci, insomma lo considero il dolcificante meno “dopante” fra tutti. E i frutti di bosco, una composta che rinfresca e con la sua leggera acidità ravviva la crema.

Questa ricetta si rifà al pudding di miglio al cioccolato che trovate naturalmente nel mio libro di ricette ZenKitchen, 108 ricette plant-based per una cuina naturale sana e felice.

Adesso che ho detto tutto manca solo la ricetta!

La crema di miglio con composta di frutti di bosco è

  • plant-based
  • senza zucchero
  • senza uova, burro o qualsiasi derivato animale
  • gluten free (sostituendo il dolcificante)
  • semplice e veloce
  • senza forno

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Ingredienti

200 g di miglio decorticato

1 l di latte di mandorla autoprodotto (trovi la mia versione nel mio libro)

400 g di acqua

120-140 g di malto di riso (sciroppo di riso per una versione gluten free)

la scorza di un limone piccolo

1 stecca di cannella

1/2 bacca di vaniglia

Un pizzico di sale

Composta di mirtilli rossi e neri per guarnire

Procedimento

Lava abbondantemente il miglio e risciacqua.

In una pentola versa l’acqua e il latte di mandorle, il miglio lavato, un pizzico di sale la vaniglia e la cannella. Fai cuocere a fuoco basso per circa 35 minuti, o comunque fino a quando il miglio non si è ingrossato ed è ben morbido.

Mescola bene con un mestolo, elimina la cannella e la vaniglia e aggiungi un pò di scorza di limone grattugiata e il malto. Mescola ancora e se preferisci un composto molto liscio (come una crema) frulla con il frullatore ad immersione.
Servi in delle coppette con un topping di marmellata di mirtilli e conserva in frigorifero. Servilo fresco.

JYOTI TIPS: If you like, you could keep the plain millet base in a container in the refrigerator and use it in the morning as porridge by adding dried fruit and fresh fruit to taste.


ENGLISH VERSION

9 months after the release of my book finally a live presentation, in the presence as they say today! I could not believe it, by now I had given up on it given the difficulties in organizing events in presence with a certain number of people but in reality it was possible, and in the best way because it was outdoors in a beautiful courtyard in Mantua. All organized and hosted by Manto-Gas, the solidarity buying group from Mantua.

It was really nice, between the location, the opportunity to speak to the public without a mask (I had almost lost the habit) and the super-attentive, curious participants, eager to ask questions and understand ..

During the presentation, since talking about food is never enough, you need to be able to cook and taste it, I prepared a sweet millet cream for everyone with a blueberry compote, a very delicate dessert, suitable for daily snacks or that you can also use for breakfast. At the beginning of autumn, helping us to face the change in progress with all the means available is very important, so I chose the mile because in this season everyone often complains of a weakening of the hair with falling out (my mother always says that “in autumn the hair fall together with chestnuts “and of all cereals millet is the most suitable to support our hair (have you ever noticed that the main natural anti-hair loss products are based on millet?). To sweeten it I used rice malt, a sweetener that does not make me make great emotional fluctuations when I use it in desserts, in short, I consider it the least “doping” sweetener of all, and berries, a compote that refreshes and revives the cream with its slight acidity.

This recipe harks back to the chocolate millet pudding found naturally in my ZenKitchen cookbook, 108 plant-based recipes for a healthy and happy natural cuisine.

Now that I have said everything, only the recipe is missing!

Millet cream with wild berries compote is:

  • Plant-based
  • No sugar
  • no eggs, butter or any anymal derivates
  • gluten free (replacing the sweetener)
  • quick and easy
  • no bake dessert

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Millet cream with wild berry compote

Ingredients

200 g of shelled millet

1 liter of self-produced almond milk (find my version in my book)

400 g of water

120-140 g of rice malt (ryce syrop for a gluten free version)

the zest of a small lemon

1 cinnamon stick

1/2 vanilla bean

Methods

Wash the millet thoroughly and rinse.

In a saucepan, pour the water and almond milk, the washed millet, a pinch of salt, the vanilla and the cinnamon. Cook over low heat for about 35 minutes, or until the millet has thickened and is very soft.

Mix well with a ladle, remove the cinnamon and vanilla and add some grated lemon zest and malt. Stir again and if you prefer a very smooth mixture (like a cream) blend with the hand blender.
Serve in small bowls with a blueberry jam topping and refrigerate. Serve it fresh.

JYOTI TIPS: Se ti va potresti conservare la base di miglio semplice in un contenitore in frigorifero e usarla la mattina come porridge aggiungendo frutta secca e frutta fresca a piacere.

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E’ arrivata la tarda Estate! Non è ancora Autunno, ma non è nemmeno Estate…siamo a metà! Nella tradizione orientale questa è la quinta stagione, il momento in cui la terra si mostra in tutta la sua abbondanza e con i suoi colori caldi, accoglienti e morbidi, non ancora caratterizzato da quella sensazione di malinconia che invece accompagna l’arrivo dell’Autunno.

Quindi in questa stagione è facile trovarsi in casa tantissima frutta di ogni tipo, giunta a piena maturazione, dolce e succosa. E’ il periodo delle conserve.

Da piccola ricordo che in questa stagione se avevamo tanta frutta che non si riusciva a consumare in tempo facevamo le marmellate. Ma in questo periodo si faceva una marmellata in particolare, quella di “Tutti i Frutti”! Si perchè magari ci si ritrovava con qualche pesca, delle susine, magari dell’uva oppure delle perine e poi qualche fico.. Tutti maturi insieme che non si riusciva a smaltire. Così si metteva tutto in un pentolone con dello zucchero e si facevano cuocere insieme. Era veramente fantastico, è poi ogni anno aveva un gusto diverso ma sempre molto buono perchè i frutti in questo periodo raggiungono il massimo della loro dolcezza!

Mi sono ritrovata in quella stessa situazione oggi e così ho preparato questa composta con 3 tipi di frutti diversi accomunati tutti dall’essere molto maturi e dolci per cui ho potuto usare pochissimo zucchero per dolcificare.

Varianti

Ho usato in questo caso prugne, pesche e fichi ma nulla vieta di aggiungere uva, pere o mele..
Anche le proporzioni possono variare: un pò di iniziativa e di buon senso e potete ottenere sempre delle marmellate diversa ma buonissime.
Il segreto è la frutta matura e quindi naturalmente dolce!

Ingredienti

900 g di prugne
600 g di pesche
250 g di fichi
120 g di zucchero di canna

Procedimento

Pulire tutta la frutta e denocciolare pesche e prugne. Se la frutta non è trattata potreste fare a meno di sbucciare pesche e fichi.

Versare tutta la frutta tagliata a pezzettoni in una pentola con lo zucchero (io nel mio caso ho usato il Cook Expert della Magimix) e far cuocere con coperchio per circa 1 ora.

Versare in dei barattoli ben puliti e asciutti la composta ottenuta, chiudere (controllare sempre che il coperchio sia in buone condizioni specie se si tratta di barattoli già utilizzati).

Sistemare tutti i barattoli in una pentola con acqua calda in modo che siano ricoperti dall’acqua e portare ad ebollizione. Far bollire per 25-30 minuti circa.

Una volta raffreddati si possono conservare anche per un anno.

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Late Summer has arrived! It’s not Autumn yet, but it’s not Summer either … we’re halfway through! In the oriental tradition this is the fifth season, the moment in which the earth shows itself in all its abundance and with its warm, welcoming and soft colors, not yet characterized by that feeling of melancholy that instead accompanies the arrival of Autumn. .

So in this season it is easy to find a lot of fruit of all kinds at home, fully ripe, sweet and juicy. It is the period of preserves.

As a child I remember that in this season if we had a lot of fruit that we couldn’t consume in time, we would make jams. But in this period they made a jam in particular, that of “Tutti i Frutti”! Yes, because maybe we found ourselves with some peaches, plums, maybe grapes or pearls and then some figs .. All ripe together that could not be disposed of. So they put everything in a cauldron with sugar and they cooked together. It was really fantastic, and every year it had a different taste but always very good because the fruits in this period reach the maximum of their sweetness!

I found myself in that same situation today and so I prepared this compote with 3 types of different fruits all united by being very ripe and sweet so I could use very little sugar to sweeten

Variant

In this case I used plums, peaches and figs but nothing prevents you from adding grapes, pears or apples ..
Even the proportions can vary: a little initiative and common sense and you can always get different but very good jams.
The secret is ripe and therefore naturally sweet fruit!

Ingredients

900 g plums
600 g peach
250 figs
120 whole sugar cane

Method

Clean all the fruit and ston the peaches and plums. If the fruit is not treated you could do without peeling peaches and figs.
Pour all the fruit cut into large pieces in a pan with the sugar (in my case I used the Magimix Cook Expert) and cook with lid for about 1 hour.

Pour the compote obtained into well-cleaned and dry jars, close (always check that the lid is in good condition, especially in the case of jars that have already been used).

Place all the jars in a pot with hot water so that they are covered with water and bring to a boil. Boil for about 25-30 minutes.

Jar can be kept for up to a year.

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L’estate è la stagione che preferisco per preparare ogni tanto qualche succo con l’estrattore.
Ci sono molti pro e contro sull’uso degli estratti nella propria alimentazione perchè di fatto è un modo “parziale” di consumare frutta e verdura. Infatti il succo ottenuto con un estrattore è fondamentalmente un concentrato di acqua, minerali, vitamine e fitonutrienti presenti in frutta e verdura, eliminando invece le fibre.

PRO & CONTRO

I succhi ottenuti attraverso un estrattore sono un concentrato di nutrienti, aumentando in alcuni casi la quantità e biodisponibilità dei nutrienti. Questo può essere importante specie nei casi in cui non si abbia l’abitudine di consumare porzioni di frutta e verdura con regolarità, o semplicemente in un perido molto intenso e stressante in cui c’è bisogno un extra. Inoltre per persone con problemi di assorbimento potrebbe essere un aiuto. I succhi inoltre danno una rapida dose di energia poichi i zuccheri presenti negli ortaggi non sono rallentati nell’assorbimento dalle fibre (che sono assenti) e questo è un ottimo modo per gli sportivi di avere dell’energia immediatamente pronta all’uso senza “rallentamenti” dovuti alla digestione.

C’è l’altro lato della medaglia. Infatti proprio perchè ricco di zuccheri “liberi” questo può favorire un picco glicemico se invece non siete pronti ad andare a correre o fare work-out dopo aver bevuto il vostro estratto. Inoltre non saziano come se aveste mangiato tutti gli ingredienti interi, perchè mancando la fibra per saziarsi bisogna usarne molto di più (con conseguente aumento di zuccheri). Inoltre eliminiamo la fibra che comunque ha una parte estremamente importante per la nostra alimentazione.

Quindi succhi freschi appena estratti, si o no?

Personalmente li uso sfruttando le loro caratteristiche a mio favore, quando serve, quindi:

  • li preferisco in Estate (o comunque quando fa caldo) per sfruttare il loro potere rinfrescante. E’ molto raro che li usi invece in Inverno.
  • li uso con maggiore tranquillità prima di andare a fare sport, durante camminate in montagna, prima di andare a nuotare, ecc. Questo mi garantisce di sfruttare gli zuccheri liberi presenti senza causare dei picchi glicemici che il corpo mal gestisce
  • li uso come rinforzo vitaminico se ho avuto per qualche giorno pasti non equilibrati con poca frutta e verdura fresca. Per esempio se mi capita di mangiare fuori per più giorni consecutivi oppure in viaggio e non aver avuto modo di avere pasti equilibrati. L’ideale in questi casi sarebbe consumarli ai pasti.

In conclusione, un estratto non è neè buono nè cattivo, sta a noi farne un buon uso adatto alle nostre personali esigenza senza aderire ai trend del momento. Le diete sono sempre strettamente personali e devo essere aderenti alle proprie esigenze.

Come preparare un succo: trucchi e consigli

TEMPERATURA – Soprattutto in Estate ti consiglio di preparare il tuo succo con la frutta e verdura appena tirata fuori dal frigorifero, infatti la bassa temperatura impedisce ulteriormente i processi di ossidazione. Non devi naturalmente berlo gelato, considera che tra lavare la verdura, tagliarla e estrarre il succo, soprattutto in estate, si scalderà un pò, quindi avrai alla fine il succo alla temperatura che gradisci (oppure aggiungerai un pochino di acqua a temperatura ambiente se ancora non lo fosse).

STAGIONALITA’ – Usare verdura di stagione è importantissimo: hai la garanzia di avere delle verdure con il loro massimo di nutrienti poichè raccolti da poco e al giusto punto di maturazione..e soprattutto adatte al periodo!

+ VERDURA – FRUTTA = TOP – So bene che pensando ai succhi ci vengono in mente succo di pera, mela e lamponi oppure frutti di bosco, o in estate melone e albicocca… Sono tutti buonissimi, ma consumare abitualmente succhi solo a base di frutta può essere sul lungo termine non solo inutile per il corpo ma addirittura nocivo. Quando realizzate i vostri succhi date smpre la precedenza alla verdura e usate la frutta per rendere il tutto più gradevole non per dolcificare come se si trattasse di un dessert da bere! Di solito quando metto insieme la mia verdura per il succo, inserisco nell’estrattore prima gli ortaggi e infine la frutta che mi serve ad aggiustare il sapore in alcuni casi: in questo modo mano a mano che aggiungo la frutta (per esempio pezzi di mela) posso assaggiare come sta venendo ed eventualmente fermarmi per tempo per non esagerare. Ricordati che un succo sano non dovrebbe essere molto dolce, sicuramente ma gradevole.

COLORI E AROMI – Per me è molto divertente osservare il colore dei succhi che ottengo (in realtà lo decido prima), perchè mi da un indicazione di quello che andrà a fare per me!
ESTRATTO VERDE: ha una componente predominante a base di clorofilla, quindi una grande funzione detossificante soprattutto per il fegato (foglie verdi, cetriolo, sedano, carota, mela) .

ESTRATTO VIOLA-PORPORA: un grande antiossidante grazie alla predominanza di flavonoidi, un booster di energia (per esempio barbabietola, cetriolo, mela, limone, zenzero

ESTRATTO GIALLO/ARANCIO: solitamente ricco in vitamina C ma anche ottimo per l’estate e la nostra pelle grazie ai caretenoidi presenti (per esempio finocchio, carota, melone, limone, curcuma)

A seguire la mia ricetta di uno succo estivo dal gusto fresco e vivace, grazie al limone e allo zenzero, e delicatamente dolce. Magari potrebbe bastare solo una mela per qualcuno, per qualcun’altro un pò di più, il test dell’assaggio è sempre infallibile.

Ingredienti

1 mela (1+1/2 se si preferisci una maggiore dolcezza)

1 cetriolo

2 carote piccole

12-15 foglie di bietoline

1/2 limone bio

pezzettino di zenzero

Procedimento

Lava tutte le verdure molto bene, se sono biologiche non sarà necessario sbucciarle. Taglia tutto a pezzi ed estrai tutto con il tuo estrattore.

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There are many pros and cons to using extracts in your diet because in fact it is a “partial” way of consuming fruit and vegetables. In fact, the juice obtained with an extractor is basically a concentrate of water, minerals, vitamins and phytonutrients present in fruit and vegetables, eliminating fiber instead.

Pros and cons

The juices obtained through an extractor are a concentrate of nutrients, increasing in some cases the quantity and bioavailability of the nutrients. This can be important especially in cases where you are not in the habit of consuming portions of fruit and vegetables on a regular basis, or simply in a very intense and stressful period when you need an extra. Also for people with absorption problems it could be a help. The juices also give a quick dose of energy since the sugars present in the vegetables are not slowed down in absorption by the fibers (which are absent) and this is a great way for athletes to have energy immediately ready for use without “slowdowns. “due to digestion.
There is the other side of the coin. In fact, precisely because it is rich in “free” sugars, this can promote a glycemic peak if you are not ready to go for a run or work-out after drinking your extract. They also do not satiate as if you had eaten all the ingredients whole, because lacking the fiber to satiate you have to use much more (with a consequent increase in sugars). Furthermore, we eliminate the fiber which in any case has an extremely important part for our diet.

So freshly extracted juices, yes or no?
Personally I use them by exploiting their characteristics in my favor, when needed, so:

  • I prefer them in Summer (or in any case when it’s hot) to exploit their cooling power. It is very rare that you use them in Winter instead.
  • I use them with greater peace of mind before going to play sports, during mountain walks, before going swimming, etc. This guarantees me to take advantage of the free sugars present without causing glycemic spikes that the body badly manages
  • I use them as a vitamin reinforcement if I have had unbalanced meals with little fresh fruit and vegetables for a few days. For example, if I happen to eat out for several consecutive days or while traveling and not having had the opportunity to have balanced meals. The ideal in these cases would be to consume them with meals.

In conclusion, an extract is neither good nor bad, it is up to us to make a good use of it suited to our personal needs without adhering to the trends of the moment. Diets are always strictly personal and I must adhere to your needs.

How to prepare a juice: tips and tricks

I prefer them in Summer (or in any case when it’s hot) to exploit their cooling power. It is very rare that youTEMPERATURE Especially in the summer I recommend that you prepare your juice with fruit and vegetables just taken out of the refrigerator, in fact the low temperature further prevents oxidation processes. Naturally you don’t have to drink ice cream, consider that between washing the vegetables, cutting them and extracting the juice, especially in summer, it will heat up a little, so you will eventually have the juice at the temperature you like (or you will add a little water at room temperature if still it wasn’t).
SEASONALITY – Using seasonal vegetables is very important: you are guaranteed to have vegetables with their maximum nutrients as they have been recently harvested and at the right point of ripeness .. and especially suitable for the period!

  • VEGETABLES – FRUIT = TOP – I know well that when we think about juices we can think of pear, apple and raspberry juice or berries, or in summer melon and apricot … They are all very good, but usually only consume juices based on fruit can be in the long run not only useless to the body but downright harmful. When you make your juices, always give priority to vegetables and use fruit to make everything more pleasant, not to sweeten as if it were a dessert to drink! Usually when I put my vegetables together for juice, I put in the extractor first the vegetables and finally the fruit that I need to adjust the flavor in some cases: in this way as I add the fruit (for example pieces of apple ) I can taste how it is coming and eventually stop in time so as not to overdo it. Remember that a healthy juice should not be very sweet, certainly but pleasant.
  • COLORS AND AROMAS – For me it is a lot of fun to observe the color of the juices I get (actually I decide it first), because it gives me an indication of what it will do for me!
    • GREEN EXTRACT: has a predominant component based on chlorophyll, therefore a great detoxifying function especially for the liver (green leaves, cucumber, celery, carrot, apple)
    • PURPLE-PURPLE EXTRACT: a great antioxidant thanks to the predominance of flavonoids, a booster of energy (e.g. beetroot, cucumber, apple, lemon, ginger
    • YELLOW / ORANGE EXTRACT: usually rich in vitamin C but also excellent for the summer and our skin thanks to the caretenoids present (for example fennel, carrot, melon, lemon, turmeric)

To follow my recipe for a summer juice with a fresh and lively taste, thanks to lemon and ginger, and delicately sweet. Maybe just an apple could be enough for someone, for someone else a little more, the taste test is always infallible.

Ingredients

1 apple (1 + 1/2 if you prefer more sweetness)
1 cucumber
2 small carrots
12-15 chard leaves
1/2 organic lemon, small piece of ginger

Method

Wash all the vegetables very well, if they are organic it will not be necessary to peel them. Cut everything into pieces and extract everything with your juice maker.

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Tantissimi mi hanno chiesto: “vorrei comprare il tuo libro, c’è su Amazon?” oppure ”Ma posso ordinarlo con “prime” così mi arriva domani?”

Ecco, per il mio libro ho deciso questa volta di non usare l’incredibile vetrina che è Amazon!
Sei pazza!” me lo hanno detto in tanti, quindi siate più creativi!

Un libro scritto lentamente, meditato, rivisitato, che vuole entrare nelle case quasi in punta di piedi, senza disturbare, semmai sistemandosi accanto a te per essere sempre disponibile a darti dei consigli gentili per te e le persone che ami affinchè possiate trovare più armonia anche con il cibo.
Ecco un libro nato così ho pensato che non avrebbe gradito di essere lanciato dall’ingresso del portone ad 1 metro di distanza da un corriere frustato che si trova alla 123°esima consegna del giorno alle 11 del mattino.

Ed è vero che non volevo contribuire ulteriormente (seppur con un granellino, ne sono consapevole) alla crescita/uso/abuso di Amazon.

Non sono contro Amazon, anzi trovo sia uno strumento utilissimo se usato in modo equilibrato. Grazie a questa piattaforma ho comprato diversi libri pubblicati unicamente negli USA che non avrei potuto avere altrimenti e per questo sono grata.. Ma acquistare su Amazon proprio tutto, dallo spazzolino da denti agli elastici per i capelli mi sembra un pò troppo.

Mi sembra troppo perchè dietro questa “comodità” c’è un impatto sociale e ambientale.
Un impatto sociale perchè la maggior parte dei lavoratori di questa azienda sono sottoposti a stress lavorativi enormi: lo sapevi per esempio che danni e multe ai furgoni delle consegne sono a carico dei corrieri? …che però devono sempre garantire solo quelle 130 consegne al dì!
Un impatto ambientale perchè in realtà le consegne più veloci fanno male!
Si, perchè la maggior parte dei clienti ordinano attraverso le spedizioni veloci (il bello di Amazon è che hai l’oggetto dei tuoi desideri il giorno dopo!!) e non fanno ordini comulativi ma singoli (“Oggi quasi quasi ordino questo paio di calzini color verde smeraldo!). E le emissioni di CO2 continuano a crescere mentre noi siamo seduti sul divano.
Qualcuno mi dirà: “Ma ordinando così si risparmia tempo e denaro!”
A riguardo ho formulato la mia personale visione: non si risparmia mai sulle spalle di qualcun altro o del pianeta, è solo un illusione. Quando facciamo così stiamo semplicemente creando un debito verso il futuro. A proposito, quest’anno l’Earth Overshoot Day è il 29 Luglio, ancora più in anticipo rispetto al 2020 in cui è stato il 22 Agosto.

Da quel punto in poi, il pianeta non supporta più le richieste che chiediamo per vivere, mangiare, produrre energia, assorbire i gas inquinanti che noi stessi produciamo e inizia così a fornirci risorse a debito, sottraendole al futuro. In altri termini, ciò che gli ecosistemi terrestri riescono a produrre, assorbire e rigenerare durante un anno ma insufficienti a soddisfare le nostre esigenze. Il Global Footprint Network determina il pareggio tra consumi e disponibilità: oltre questo, si vanno a intaccare le disponibilità stabili del pianeta. È quasi come se ogni anno, dopo un certo periodo, continuassimo ad attingere da un conto corrente immaginario senza versare più nulla.”

(Fonte www.eni.com)

Ecco perchè il mio libro al momento lo trovate nelle librerie on-line (con tempistiche di consegne di minimo una settimana, sorry!), oppure ordinandolo presso la vostra libreria di fiducia, o se preferite potete scrivere anche alla casa editrice e saranno felici di rispondervi (sono persone vere, quindi abbiate pazienza se non ricevete risposta entro 6 minuti!) o per chi si trova a Mantova nelle librerie e presso la ZenKitchen.

Mi scuso per le difficoltà e la scomodità, ma sono fiduciosa che il mio libro vi arriverà comunque al momento giusto!
Jyoti

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Se qualche volta dimentichi di avere il tuo pane a lunga lievitazione, dopo alcuni giorni diventa troppo duro per essere ancora affettato e consumato come fai di solito. Qui entrano in scena i piatti in cui si ricicla il pane: avrai visto qualche ricetta qui e un dolce con il pane vecchio qui
Oggi però vi racconto il mio metodo preferito in estate, semplice, senza pretese e supergoloso!
Ma ricordati che il segreto dei piatti semplici sono gli ingredienti: sono pochi ma devono essere veramente buoni!
Gli ingredienti sono:

  • pane integrale o semintegrale a lunga lievitazione (perchè lo voglia digeribile e che ci faccia bene!)
  • pomodori maturi al punto giusto (una ricetta rigorosamente estiva quindi!) di un bel colore rosso e il profumo quasi dolce, possono essere una buona scelta i pomodori cuore di bue
  • olio di extravergina di oliva “quello buono”!
  • delle erbe aromatiche belle fresche (se avete la vostra piantina in vaso è il top!)

A questo punto possiamo procedere!

Ingredienti ( a “sentimento” ossia come si preferisce, basta che siano buoni!)

Pomodori maturi tipo cuore di bue

Pane raffermo

Capperi dissalati

Erbe aromatiche fresche (basilico, prezzemolo e menta)

Aglio

Olio evo

Sale

Procedimento

Ho tagliato i pomodori maturi e ho aggiunto le erbe scelte tritate insieme al sale e ho messo da parte.

In una padella antiaderente ho scaldato l’olio di oliva, aggiungendo aglio fresco e i capperi e un pochino di #alganori.L’alga nori è facoltativa, ma io volevo aggiungere un pò di profumo (ed energia) del mare!!!
Ho fatto scaldare per 10 minuti stando molto attenta che l’olio non friggesse.
Poi ho aggiunto il pane a lunga lievitazione in padella e fatto insaporire in modo che assorbisse anche buona parte dell’olio. Ho versato tutto il contenuto della padella in un piatto da portata e su di esso i pomodori e quindi… Enjoy!

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If occasionally you forget that you have your long-leavened bread, after a few days it becomes too hard to still be sliced and eaten as you usually do. Here the dishes in which the bread is recycled enter the scene: you will have seen some recipes here and a dessert with old bread here
But today I’ll tell you about my favorite method in the summer, simple, unpretentious and super tasty!
But remember that the secret of simple dishes are the ingredients: they are few but they must be really good!
The ingredients are:

  • wholemeal or semi-wholemeal bread with long leavening (because we want it to be digestible and it is good for us!!!)
  • tomatoes ripe at the right point (a strictly summer recipe!) with a beautiful red color and an almost sweet scent, oxheart tomatoes can be a good choice
  • extra virgin olive oil “the good one”!
  • some nice fresh aromatic herbs (if you have your own potted plant it is the top!)

If you got everything we are ready to go..

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Ingredients (without doses or rather as you prefer, as long as they are good!)

Ripe beefsteak type tomatoes

Stale bread

Desalted capers

Fresh aromatic herbs (basil, parsley and mint)

Garlic

Extra virgin olive oil

salt

Method

I cut the ripe tomatoes and added the chopped choice herbs along with the salt and set aside. In a non-stick pan I heated the olive oil, adding fresh garlic and capers and a little bit of # alganori. The nori seaweed is optional, but I wanted to add some scent (and energy) of the sea !!! I did heat for 10 minutes being very careful that the oil did not fry. Then I added the long leavening bread in the pan and seasoned so that it also absorbed a good part of the oil. I poured all the contents of the pan into a serving dish and the tomatoes on it and then … Enjoy!

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Da quando ho scoperto quando sono squisiste le barbabietole arrostite in forno sono diventate uno dei miei contorni preferiti! Il sapore si concentra in maniera eccezionale senza essere stucchevolmente dolce!
Se quando acquisti le barbabietole le trovi con le foglie, usa le foglie come una qualsiasi verdura verde o mescolale nelle tue torte salate con altre erbette.
Più le barbabietole sono rosse acceso e più sono ricche di nutrienti… E’ vero, sono bellissime da vedere anche quelle giallo-arancio, ma le barbabietole rosse sono sicuramente dei superalimenti rispetto alle loro omonime un pò meno colorate.

Queste barbabietole (o rape rosse) sono veramente semplici da preparare, quindi basta avere in casa gli ingredienti e si può procedere immediatamente.

Questa ricetta è:

  • gluten free
  • dairy free
  • vegan
  • semplice e veloce

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Ingredienti

4-5 rape rosse con la buccia

1-2 cucchiai di sciroppo di acero

2 cucchiai di olio evo

150 g di yogurt di soia al naturale

1 spicchio di aglio

sale

Procedimento

Lave bene le rape rosse e mettile in una teglia in forno a 230°C per circa 30 minuti o finchè non saranno ben cotte (fai una prova inserendo una forchetta e verifica se penetra bene all’interno).
Quando le rape sono cotte sbucciale e tagliale a fette, quindi condiscile con lo sciroppo di acero, un cucchaio di olio evo e un pizzico di sale. Lascia marinare circa 30 minuti e nel frattempo aggiungi allo yogurt lo spicchio di aglio grattugiato, il sale e un cucchiaio di olio evo e lascia riposare.
Al momento di servire le rape condiscile con lo yogurt.

Se ti piacciono le ricette con le rape rosse (o barbabietole) puoi andare a curiosare anche sul mio libro ZenKitchen 108 ricette per una cucina naturale sana e felice

Roosted beetroots

Since I discovered how delicious they are, oven-roasted beets have become one of my favorite side dishes! The flavor is exceptionally concentrated without being cloyingly sweet!
When you buy beets if you find them with leaves, use the leaves like any green vegetable or mix them in your quiches with other herbs. The more bright red the beets are, the richer they are in nutrients … It’s true, even the yellow-orange ones are beautiful to look at, but red beets are certainly superfoods compared to their namesake a little less colorful.
These beets are really simple to prepare, so just have the ingredients at home and you can proceed immediately.
This recipe is:

  • gluten free
  • dairy free
  • vegan
  • quick and easy

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Ingredients

4-5 red turnips with skin

1-2 tablespoons of maple syrup

2 tablespoons of extra virgin olive oil

150 g of natural soy yogurt

1 clove of garlic

salt

Method

Wash the beetroots well and place them in a pan in the oven at 230 ° C for about 30 minutes or until they are well cooked (test by inserting a fork and check if it penetrates well).
When the turnips are cooked, peel them and cut them into slices, then season them with the maple syrup, a spoonful of extra virgin olive oil and a pinch of salt. Leave to marinate for about 30 minutes and in the meantime add the grated garlic clove, salt and a tablespoon of extra virgin olive oil to the yogurt and let it rest.
When it is time to serve the turnips, season them with the yogurt.

If you like recipes with beetroot (or beetroot) you can also browse my bookZenkitchen, 108 ricette plant-based per una cucina sana e felice