Questi biscotti sono semplici, con pochi ingredienti buoni e scelti con cura per ottenere un biscotto goloso e gluten free.
These biscuits are simple, with few good ingredients and carefully chosen to obtain a greedy and gluten free biscuit.
SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION

Sto provando dei nuovi dolci senza glutine, l’idea è che rimangano comunque semplici nella ricetta e senza l’aggiunta di farine raffinate, amido e fecola. Molto spesso i prodotti senza glutine che si possono trovare in commercio hanno una lunga lista di ingredienti e tra questi oltre allo zucchero sono presenti anche farine raffinate e amidi che contengono zuccheri semplici e contribuiscono quanto i dolcificanti ad aumentare la nostra glicemia dopo averli assunti. Molti scelgono un prodotto senza glutine perchè costretti dalle circostanze (celiachia, gluten sensivity…) e per ovviare a questo problema poi si ritrovano ad avere altre conseguenze.

Trovo che le alternative esistano, a volte possono sembrare più complesse o leggermente più costose ma se non dedichiamo tempo e energia alla nostra felicità e salute a cosa dovremmo dedicarci? Comunque, sicuramente in questo caso non sono troppo complesse!

Per questa ricetta mi sono rifatta a quella dei “Biscotti alle nocciole” di Donna Hay nel libro “Life in Balance“: mi è sembrata una buona ricetta che ho riadattato per le mie esigenze. Ho scelto delle farine integrali senza glutine (farina di riso integrale e grano saraceno), delle nocciole, come dolcificante lo sciroppo di acero. Per la farcitura al cacao ho usato cioccolato fondente al 70% con burro di arachidi, rendendo quindi la crema più golosa ma anche più ricca in proteine.

Questi biscotti sono naturalmente:

  • senza zucchero raffinato
  • senza glutine
  • senza latticini e senza uova
  • senza soia
  • vegan

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Instagram e  Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Proverai la mia ricetta? Condivi allora la scoperta fatta con i tuoi amici sui social: spread love, spread good food – @jyoti_zenkitchen

Ingredienti (per 18-20 biscotti circa)

100 g di farina di grano saraceno
60 g di farina di riso integrale
100 g di sciroppo di acero
75 g di farina di nocciole
60 g di olio di vinacciolo
20 g di acqua
½ cucchiaino di sale fino
1/2 cucchiaino di lievito per dolci (facoltativo)

Crema al cioccolato

80 g di cioccolato fondente
40 g di burro di arachidi senza zucchero

Procedimento

Setaccia le farine, il lievito e il sale in una terrina. Emulsiona insieme acqua, sciroppo di acero e olio e usa l’emulsione per impastare insieme tutto. L’impasto sarà un pochino sbricioloso, ma continua a lavorarlo per renderlo omogeneo e il più compatto possibile: sarà la natura leggermente collante dello sciroppo di acero che ti aiuterà un pochino. Poni l’impasto a raffreddare in firgorifero per almeno 40 minuti. Dopo il tempo di riposo forma con l’impasto dei piccoli biscotti tondi dello stesso diametro e inforna a 180°C per 20 minuti circa (o fino a quando non saranno ben cotti con i bordi leggermente dorati.

Fai raffreddare i biscotti e a parte fai sciogliere il cioccolato fondente e aggiungi il burro di arachidi. Lascialo raffreddare un pochino prima di disporlo sulla metà dei biscotti per poi adagiarci sopra il resto dei biscotti.

CHEF TIPS

Prova a variare la quantità di farine: puoi usare esclusivamente grano saraceno se ti piace il suo sapore, altrimenti, come in questo caso mescola con farina di riso o farina di miglio.
Questi biscotti possono essere conservati tranquillamente a temperatura ambiente, in un barattolo di vetro, fino ad una settimana!


Se ancora non lo conosci, ti ricordo il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.
Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra.

Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.


I’m trying new gluten-free desserts, the idea is that they remain simple in the recipe and without the addition of refined flours, potato flour and corn starch. Very often gluten-free products found on the market have a long list of ingredients and among these in addition to sugar there are also refined flours and starches that contain simple sugars which contribute as much as sweeteners to increase our blood sugar. Many choose a gluten-free product because they are forced by circumstances (celiac disease, gluten sensivity …) and to remedy this problem then they find themselves having other consequences.

I believe that alternatives exist, sometimes they may seem more complex or slightly more expensive but if we don’t really dedicate time and energy to our own happiness and health what should we dedicate ourselves to? However, these is not the case as these cookies are certainly not too complex!

For this recipe I went back to Donna Hay‘s “Hazelnut Biscuits” in her book “Life in Balance“: it seemed like a good recipe which I adapted for my needs. I chose gluten-free wholemeal flours (brown rice flour and buckwheat), hazelnuts, maple syrup as a sweetener. For the cocoa filling I used 70% dark chocolate with peanut butter, thus making the cream more delicious but also richer in proteins.

This cookies are:

  • refined sugar free
  • gluten free
  • dairy free and egg free
  • soy free
  • vegan

May I remind you that to stay tuned and not miss out the latest news you can subscribe to the NEWSLETTER. You can also tune in on social networks: following my Natural Cuisine page on Instagram and Facebook you will not miss the events and news. I’ll be waiting for you!

Will you try my recipe? Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

Ingredients (for about 18-20 cookies)

100 g of buckwheat flour
60 g of brown rice flour
100 g of maple syrup
75 g of hazelnut flour
60 g of grapeseed oil
20 g of water
½ teaspoon of fine salt
1/2 teaspoon of baking powder

Chocolate cream

80 g of dark chocolate
40 g unsweetened peanut butter

Procedure

Sift the flours, baking powder and salt into a mixing bowl. Make an emulsion by mixing together water, oil and maple syrop and use it to knead everything together. The dough will be a little crumbly, but continue to knead it to make it homogeneous and as compact as possible: the slightly sticky nature of the maple syrup will help you a little. Put the dough in the fridge for at least 40 minutes. After the resting time, roll out the dought, form small round biscuits of the same diameter and bake at 180 ° C for about 20 minutes (or until they are well cooked and the edges slightly golden.

Whilst are cooling, separately melt the dark chocolate and add the peanut butter. Let it cool down a bit before spreading putting the remaining cookies on top like a sandwich.

CHEF TIPS

Try varying the amount of flour: you can only use buckwheat if you like it otherwise, as in this case mix with rice flour or millet flour.
These cookies can be safely stored at room temperature, in a glass jar, for up to a week!


If you still don’t know it, let me remind you of my cookbook “ZenKitchen 108 plant-based recipes for natural, healthy and happy cooking”. In the book you will find many plant-based recipes for every day, but not only: a solid foundation on the fundamentals of healthy natural cooking and lots of extra tips and suggestions.

You can find it on Ibs books, on Feltrinelli and many other book sites. Visit the dedicated page to find out more.



SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION

Avevo pubblicato la foto qualche tempo fa su IG ma non avevo avuto il tempo di scrivere post con la ricetta, ma eccomi qui.
E’ una ricetta molto semplice che non richiede grandi capacità, per dolcificare l’impasto ho usato una purea di mela che preparo e di solito conservo qualche giorno in frigorifero per preparare dei dolci (se non viene semplicemente mangiata a cucchiaiate prima).
Preparare una purea di mela (o composta) è un buon modo per prepararsi un dolcificante naturale a casa, che può essere utile come ripieno per crostate, dolcificante per biscotti, base per delle creme e naturalmente per preparare delle barrette come in questo caso. Ti spiego passo passo come ottenere una purea di mele e tutti i vantaggi nel mio libro di cucina naturale, quindi ti rimando lì se vuoi imparare a preparare la mia purea di mele.

Per le nostre barrette supersemplici hai bisogno di

  • cioccolato fondente
  • miglio soffiato (o altro cereale soffiato a scelta)
  • mandorle (o altra frutta secca)
  • la nostra purea di mele

Queste barrette sono

  • vegan
  • gluten free
  • senza zucchero aggiunto
  • senza cottura

Per la conservazione di queste barrette ti consiglio il frigorifero: conservandole in frigorifero puoi mantenerle fino ad un paio di settimane!

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto anche lì!

Ingredienti (circa 8 barrette)

130 g di cioccolato fondente

160 g di purea di mele cotte

30 g di uvetta

40 g di mandorle

30 g di miglio soffiato

2 cucchiai di rhum

Pizzico di sale

Fave di tonka per aromatizzare

Procedimento

Sciogli il cioccolato fondente e lascia l’uvetta in ammollo con il rhum.

In una terrina versa il miglio soffiato, l’uvetta, le mandorle.
Mescola la purea di mela con il cioccolato fuso, aggiungi il sale e le fave di tonka grattugiate (se usate). Usa l’insieme di mela e cioccolata per incorporate gli altri ingredienti, quindi, dopo aver amalgamato tutto, versa in uno stampo in modo da ottenere un blocco (riquadro) dello spessore di almeno 1,5 cm.
Fai raffreddare tutto in frigorifero per alcune ore e poi taglia con un coltello il blocco in modo da ottenere delle barrette.

Conservale in frigorifero.


Some time ago I posted the picture on IG, but I didn’t have time to write posts with the recipe, but here I am.

It is a very simple recipe that does not require great skills; to sweeten the dough I used an apple puree that I prepare myself and usually keep it a few days in the fridge for making desserts (when it is not just eaten by the spoonful first).

Preparing an apple puree (or compote) is a good way for making a natural sweetener at home, which can be used as a filling for pies, sweetener for biscuits, base for puddings and of course for making bars, like in this case. I will explain step by step how to make an apple puree and all its benefits in my natural cookery book, so check it out if you wish to learn how to make my apple puree.

For our super simple bars you will need:

  • Dark chocolate
  • Puffed millet (or another puffed cereal of your choice
  • Almonds (or any other nuts)
  • Our apple pure

These bars are

  • vegan
  • gluten free
  • without added sugar
  • no cooking

I suggest storing these bars in the fridge: they will keep for up to a fortnight!

Ingredients (about 8 bars)

130 g dark chocolate

160 g apple pure

30 g raisins

40 g almonds

30 g puffed millet

2 Tbsp rhum

Pinch of salt

Tonka beans for flavour, grated (opt)./

Method

Melt the dark chocolate and soak the raisins in the rhum.

Add to a bowl the puffed millet, the raisins and the almonds. Mix the apple puree with the melted chocolate, add salt and the grated tonka beans (if using). Use the apple-chocolate mixture to incorporate the other ingredients then

Se c’è una marmellata che adoro è quella di arance fatta bene.
Stamattina ho trovato delle bellissime arance biologiche di Sicilia, e le spremute, e quelle a fermentare sono saltate fuori anche delle arance per una marmellata!
Più che marmellata la chiamo composta perchè la quantità di zuccheri è ridotta, questo comporta che una volta aperte vanno conservate in frigorifero e consumate solitamente entro una settimana.
Le COMPOSTE sono tutte le preparazioni di frutta e zucchero che hanno minimo il 65% di frutta (per arrivare al 100in alcuni casi!).
In questo caso ho usato il 20% di zucchero (zucchero di canna integrale) e l’80% di frutta.
Se cerchi altri esempi di composte prova a vedere la mia vecchia ricetta di composta di ananas alle spezie.

Per le spezie in questo caso non mi sapevo decidere, così ho optato per un roma diverso per ogni vasetto riempito (in totale 4), aggiungendo per ognuno bacca di vaniglia, anice stellato, cannella e fave di cacao. Le ho inserite nel barattolo riempito di composta che poi è stato sterilizzato (30 minuti) e poi rimarrà in dispensa qualche mese. Sicuramente può essere consumata prima ma con il passare del tempo le spezie impregneranno sempre di più la composta e il gusto sarà più completo.

Il segreto di una buona marmellata di arance è pelarle molto bene a vivo, cioè pelarle con coltello eliminando non solo la buccia esterna ma anche il più possibile le pellicine bianche che sono responsabili del caratteristico sapore amaro (cosa che ti costringe ad aggiungere grandi quantità di zucchero nella marmellata nei casi in cui non vengono pelati bene gli agrumi).

Passiamo alla ricetta, ma non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Composta di arance con spezie – vaniglia/ fave di cacao/ anice stellato/ cannella

Ingredienti

700 g di arance bio pelate a vivo
1 mela
170 G di zucchero di canna
80 g di buccia di arancia biologica
1/2 bacca di vaniglia
1 bacchetta di cannella
1 anice stellato
4-5 fave di cacao
Pizzico di sale

Procedimento

In una pentola a fondo pesante inserisci le tue arance pelate a vivo, tagliate a pezzi e assicurandoti che non ci siano semi.
Aggiungi anche lo zucchero e metti su fuoco basso e fai cuocere. Sbuccia la mela e tagliala a dadine e aggiungila alle arance.
Lava le bucce di arancia messe da parte: devono essere bucce senza la parte bianca (albedo) dell’arancia. Puoi ottenerle pelando le arance con un pelapatate!
Metti le bucce in un pentolino, ricoprile di acqua, porta ad ebollizione e fai bollire per 5 minuti, quindi drena le scorze di arancia, sciacquale, tagliale grossolanamente e aggiungile alle arance sul fuoco.
Fai cuocere in totale per circa 30 minuti, quindi frulla con un frullatore ad immersione tutto e controlla la consistenza con un cucchiaino. Non deve essere liquida.
Quando la composta è pronta togliala da fuoco e riempi 4 barattoli, inserendo in ognuno di essi:
1 anice stellato
1 bacchetta di cannella
1/2 bacca di vaniglia
4-5 fave di cacao pestate con mortaio

Chiudi i barattoli e mettili in una pentola ricoprendoli di acqua. Porta ad ebollizione l’acqua e falli bollire per 30 minuti. Fai raffreddare tutto.

Ci sono giornate invernali in cui c’è bisogno di un pò più di colore, di calore e di semplicità nutriente. Così nasce questo risotto!
In una giornata con poco voglia di cucinare ma con il desiderio di prendermi cura e dare anche un tocco di colore e bellezza senza troppo make-up…
Ho usato un riso semintegrale, una giusta via di mezzo tra un riso integrale che poco farebbe ricordare il risotto, soprattutto senza l’uso di latticini o panne e grassi vegetali, e il riso bianco, un pò troppo impoverito della sua autentica natura di riso per i miei gusti.
Per il colore ho pensato alla barbabieta, il suo colore che può avere diverse gradazioni e intensità mi sembra il più adatto a contrastare la grigia giornata.
Un emulsione di limone, olio evo e capperi invece danno una sferzata vivace e fresca allo stesso tempo.
Il risultato è stato soprendentemente delicato con gusto, nonostante la barbabietola possa dare avvolte da pensare per il suo gusto “ferroso”.
Come al solito la mia ricetta è
vegan
lattosio free
plant based e inoltre
senza glutine con il bonus extra di essere veramente
semplice!

Passiamo alla ricetta, ma non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Adesso alla ricetta di oggi!!!


Ingredienti per due persone

Risotto con barbabietola, capperi e limone

160 g di riso semintegrale
1 cipolla
1 rapa piccola (100 g circa)
2 cucchiai di brandy
350 g di brodo vegetale
1 cucchaio di capperi dissalati
il succo di mezzo limone piccolo
olio evo
sale

Procedimento

Lava la rapa rossa molto bene e sbucciala.
Trita la cipolla finemente. Fai lo stesso anche con la rapa rossa (se non riesci a tritarla finemente a coltello puoi usare un tritatutto).
In un tegame abbastanza capiente versa 2-3 cucchiai di olio e fai rosolare insieme cipolla e barbabietola a fuoco basso per circa 3 minuti. Aggiungi il riso e fallo tostare leggermente. Aggiungi il brandy per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tanto.
Prepara intanto un emulsione con il succo di limone e 2-3 cucchiai di olio evo, aggiungi anche i capperi tritati e mescola. Se ti piace puoi aggiungere anche qualche zest di limone all’emulsione.
Servi il riso aggiungendo l’emulsione direttamente nel piatto sul risotto.

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate.

Bevande calde o pozioni magiche? Quando vuoi rallentare e rilassarti una bevanda calda è capace di darti conforto e relax.
Ciò che bevi è importante quanto ciò che mangi. Alcune bevande sono adatte per reidratarci e magari supportare alcune funzioni fisiologiche (alcune tisane per esempio) altre bevande oltre a idratare sono anche nutrienti.
Le bevande calde fanno parte di tutte le culture, si può scegliere fra tante ma bisogna anche destreggiarsi fra quelle troppo ricche di zuccheri o grassi. Quindi, è importante capire quali ci fanno veramente bene e quali sono più adatte per noi.

CI SCALDANO

Bere abitualmente bevande calde ci scalda…sembra l’ovvio ma non è esattamente così. E’ stato ipotizzato che l’uso di bevande calde aiuta il corpo ad adattarsi meglio alle temperature esterne. Paradossalmente, bere una bevanda calda prima di cominciare l’attività fisica aiuta il corpo ad attivare la traspirazione e quindi prepararlo al successivo ambiente caldo che si creerà.

SONO SALUTARI

Le bevande calde posso aiutare la digestione perchè favoriscono il rilassamento della muscolatura dello stomaco. Alcune bevande rilassanti per le pareti dello stomaco sono quelle a base di menta, zenzero, camomilla.
Le bevande calde alleviano i sintomi influenzali: aggiungendo semplicemente del succo di limone in una tazza di acqua calda l’abbiamo arricchito di una bella quantità d vitamina C che supporta il sistema immunitario. Un pò di zenzero aiuta il fegato, mentre alcuni te verde, roobois, ibiscus sono antinfiammatori.

SONO CALMANTI

Solo prendersi il tempo di preparare una bevanda calda, versarla in tazza, aspettare che si raffreddi e quindi sorseggiarla, ti costringe a fermarti e passare da un ritmo frenetico ad una pausa. E’ un ottimo esercizio quando si soffre di fame nervosa prepare prima una tisana e sorseggiarla: nella maggior parte dei casi subentra la giusta calma che ti potrà dissuadere dal aggredire una fetta di torta. Ci sono molte tisane che sono naturalmente calmanti per i composti naturali che contengono. Anche nelle relazioni con gli altri, quando inviti un amica/o a bere una tisana stai creando un’ambiente diverso (più caldo?!?) rispetto a quando gli offri un caffè freddo!
Hai visto anche il succo di mela caldo?

TIPI DI BEVANDE CALDE

Té, caffè e cioccolata calda? Non finisce qui, la varietà di bevande calde.

GOLDEN MILK

E’ molto più di una bevanda, è un elisir! Ha così tante proprietà che è difficile trovare persone a cui non sia adatta. Leggi di più qui.

CIOCCOLATA CALDA

La più amata! Ma il rischio, soprattutto se si usano dei preparati, è che sia ricca di zuccheri, addensanti e/o con latte. Prepara la migliora cioccolata calda di sempre usando un buon latte vegetale (mandorla per esempio), un ottimo cacao amaro e dolcificala con dei datteri (frullali nel latte vegetale). In questo modo sceglierai solo il meglio per te e avrai una buona bevanda energetica!

TE E INFUSI

Te verdi, bianchi e neri sono ricchi di antiossidanti e fitonutrienti, quindi sono delle ottime bevande, ma soprattutto se li bevi spesso, fai attenzione ai dolcificanti: evitali se puoi o riducine l’uso. Nell’ambito degli infusi esiste un panorama vastissimo, basta solo guardarsi intorno e cercare ciò che è più adatto alle proprie esigenze (esiste l’infuso giusto per ognuno di noi!).

CAFFE

La bevanda più diffusa ma anche controversa: il caffè ha molti pregi e difetti, quindi va scelto (e usato) secondo esigenze. Visto che la maggior parte di piantagioni di caffè sono in mano a multinazionali molto controverse sarebbe preferibile scegliere caffè del Fair Trade.

E I BRODI?

Cosa c’è di più rilassante e nutriente in inverno di un brodo caldo: sottovalutato o finito nel dimenticatoio, in realta un buon brodo caldo è un ottimo rimedio e molto più semplice da avere di quello che si crede: basta usare per esempio un pò di miso in acqua calda e si ottiene rapidamente una bevanda calda ottima per l’intestino.

Non c’è che l’imbarazzo della scelta… c’è una bevanda calda per ognuno di noi dietro l’angolo!

Trovi un capitolo chiamato Spezieria nel mio libro con tante bevande-rimedi caldi in tazza…

Come?!? Non sai ancora del mio libro?!?
Corri a vedere ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice QUI.

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate.

Questo piatto l’avevo conosciuto anni fa all’instituto macrobiotico del Portogallo: lo adoravo, ma non ho mai pensato di rifarlo fino a stamattina… forse, da buona italiana, per le mie resistenze verso la presenza del tofu in una lasagna?  😅
Ma oggi, la sveglia in una mattinata fredda mi ha fatto cambiare idea e venir voglia di questo piatto: riscaldante, nutriente e allo stesso tempo delicato.

Ho deciso di provare la ricetta di Marta Horta Varatojo dal libro porteghese “Cozinha da Marta”, aggiugendo alcune mie personali varianti e il risultato è stato…. Beh… è stato “mezza teglia spazzolata via da sola in 10 minuti”, e poi prontissima a riprendere il lavoro senza pesantezza e senza la voglia di dessert post lasagna! La naturale dolcezza della zucca ha reso questo piatto per me molto equilibrato anche se molto goloso: credo che diventerà il mio nuovo comfort food invernale! 😋

La ricetta è molto semplice, e mi piace molto l’idea che sia anche una buona candidata per diventare un “piatto unico” per l’inverno.

A proposito dei piatti unici, sai che nel mio libro “ZenKitchen, 108 ricette plant-based di cucina naturale sana e felice” (dalla prossima settimana i link su dove acquistarlo!) trovi tante ricette di piatti unici e non solo: nel libro c’è un inserto in cui, fra l’altro, ti suggerisco sia i piatti unici che le combinazioni di piatti per creare menù completi e equilibrati con le ricette che trovi all’interno del libro!

Ma torniamo alla ricetta, questa lasagna è

  • semplice
  • plant-based
  • senza latticini
  • senza uova
Lasagne di zucca e tofu affumicato

Ingredienti (per 3 – 4 persone)

  • pasta di semola di grano duro
  • 500 g di zucca mondata
  • 1 carota
  • 1 cipolla grande
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 panetti di tofu affumicato
  • erbe aromatiche a piacere
  • 120 ml circa panna vegetale
  • 100 ml di vino bianco
  • olio evo
  • tamari
  • sale

Procedimento
Pulisci la carota, la cipolla e l’aglio. Grattugia tutte le verdure a julienne, puoi usare anche il disco con fori medio-larghi di un robot tritatutto (io ho usato il mio Magimix ed è stato velocissimo).
In un tegame ampio versa qualche cucchiaio di olio evo, poca acqua, il tamari per insaporire e tutte le verdure a julienne e falle stufare lentamente con coperchio per circa 25-30 minuti. Nel frattempo trita un pò di erbe aromatiche (io ho usato rosmarino, santoreggia e origano) e le aggiungi alle verdure insieme al sale. Aggiungi anche il vino bianco e continua la cottura. Le verdure saranno pronte quando saranno molto morbide (quasi a sfaldarsi): se anche rimane del liquido di cottura sul fondo tienilo per inumidire le lasagne.
Taglia i panetti di tofu in orizzontale: io da ogni panetto ho ricavato 3-4 fette.
Preparati ad assemblare la lasagna: spennella una pirofila con un pò di olio evo, fodera il fondo con il primo strato di pasta, ricopri completamente con le verdure stufate* (assicurati di aggiungere anche il loro sughetto) e aggiungi qualche cucchiaio di panna vegetale, quindi ricopri con altre sfoglie di pasta e così via fino a quando hai verdure disponibili. Termina con un ultimo strato di verdure su cui disponi le fette di tofu a ricoprire la lasagna, come un ultimo strato, e termina ricoprendo con un pò di panna vegetale e erbe aromatiche a piacere. Ricopri la pirofila con carta di alluminio e disponi in forno a 180°C per 30-40 minuti. Se vuoi che si gratini un pochino la superfice elimina la carta di alluminio 5 minuti prima di spegnere il forno.
Servila tiepida e fatti scaldare dal suo sapore e nutrire dalla dolcezza della zucca.

*L’umidità delle verdure è molto importante, perchè servirà anche ad inumidire la pasta e farla cuocere perfettamente. Nel caso in cui avessi ottenuto delle verdure troppo asciutte provvedi con l’aggiunta di qualche cucchiaio di brodo vegetale.

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate.

Sono andata a trovare mia mamma e mentre sfogliava un settimanale appare una foto di torta cioccolato e pere e mia mamma sposta lo sguardo dalla rivista a me e mi dice “Ma la facciamo una anche noi?!?”
A casa di mia mamma non ci sono 12 tipi di farine e 8 tipi di dolcificanti naturali, nè latti vegetali o robot e attrezzature sofisticate, quindi con quello che c’era a disposizione mi sono organizzata per una ricetta veloce di torta pere e cioccolato. Beh c’erano per fortuna i due ingredienti fondamentali: pere e cioccolato fondente!

La ricetta a seguire è quindi molto semplice e adatta a tutti perchè non ci sono ingredienti sofisticati; le dosi sono con un “circa” davanti perchè la bilancia che ho usato credo che avesse un errore medio di circa 50 g!!! =)

Ad essere sincera ero contenta che non ci fossero bilance di precisione e tutto sia stato lasciato semplicemente agli ingredienti in dispensa: dopo gli ultimi mesi passati a ragionare, calcolare e riprovare ricette per avere dosi precise per le ricette del mio libro, è stato un sollievo non dover prestare troppa attenzione ai grammi!

Questa torta è:
senza burro
senza uova
leggera e veramente semplice
perfetta per colazione
vegan

Torta cioccolato e pere vegan

Ingredienti

180 g di farine mix (per me semola di grano duro e farina di grano tenero)
2-3 pere mature
80 g circa di zucchero di canna
100 g di cioccolato fondente
30 g di olio di oliva
1 cucchiaio di cacao amaro
1 cucchiaino di lievito abbondante
un pizzico di sale
q.b. acqua

Procedimento

Fai scaldare il forno a 180°C.
Metti l’olio e il cioccolato in un contenitore e fai sciogliere a bagnomaria.
Sbuccia le pere e tagliale a cubetti.
In una terrina setaccia le farine con il lievito, sale e cacao. Aggiungi circa 150-200 ml di acqua e il cioccolato sciolto con olio eamalgama tutto. Aggiungi le pere a pezzetti e se necessario aggiungi ancora un pò di acqua (dipende dall’assorbimento delle farine): il composto che dovrai ottenere deve essere come una crema non troppo liquida ma densa.
Versa l’impasto in una teglia da forno foderata con carta antiaderente e inforna per 30 minuti a 180°C.
Fai raffreddare e se ti piace… condividi il mio post! ;)

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate oppure per un corso di cucina su misura per te!

Il topinambur è un tubero la cui pianta è bellissima, cresce alta alta con un bellissimo fiore giallo. La sua origine è nel Nord America, ho scoperto che era coltivato dagli indiani nativi che lo coltivavano e usavano comunemente, quindi è da loro che ne abbiamo imparato indirettamente l’uso.
Molti mi dicono di non usare il topinamebur perchè “è difficile da pulire”: in realtà non è da sbucciare, la sua pellicina esterna è edibile (non è una patata!) quindi basta lavarlo molto bene e munirsi di una spazzola per le verdure e diventa veramente semplice: va bene…è vero io inoltre chiedo quando vado a fare la spesa chiedo sempre a chi me li fornisce di scegliermi quelli un pò meno irregolari!!! =)

Il topinambur ha un sapore che ricorda il carciofo ed è ricco di zuccheri, quindi un sapore dolciatro: il suo grande pregio è di contenere molta inulina, uno zucchero che ha una struttura complessa che non viene assimilato dall’intestino ma arriva fino al colon nutrendo il nostro microbiota (e non facendo aumentare drasticamente il picco glicemico). Arrivate nell’intestino i nostri batteri banchetterano con le fibre dell’inulina. Si è scoperta essere così preziosa perchè riesce a modulare la crescita del nostro microbiota in maniera molto positiva. Io ho provato anche a fermentarlo ed è ottimo!!!

Quindi topinambur SI! Ha un sacco di pregi… ma dietro l’angolo si possono nascondere gonfiore e metorismo se non siamo abituati, quindi non esagerare se è la prima volta che provi i topinambur!

Io non sono una grande appassionata di risotti .. ma amo sicuramente variare tanto, quindi capita anche il turno del risotto!
Visto che è un periodo denso per l’uscita del mio libro (che sarà disponibile da Dicembre!!! Che bello finalmente si può dire!!! =) ) ho cucinato con il mio Cook Expert della Magimix per ridurre le operazioni e non dover essere impegnata a mescolare in cottura per ottenere un risotto morbido (tenendo conto che non uso burro, formaggio ecc. e il riso era semintegrale è fondamentale mescolare di tanto in tanto per aumentare la cremosità!). Il risultato è stato eccezionale!

Con un tempo così uggioso come in questi giorni, quando è raro vedere qualche raggio di sole attraverso le nubi e la nebbia, un risotto che unisce topinambur, il profumo del timo e crema di nocciole rincuora e ristora!

A seguire la ricetta semplice semplice, senza glutine, senza latticini, vegan e adatta a tutti!

A dire il vero a furia di scrivere di topinambur mi è venuta voglia di provare a farne anche degli gnocchi… Che ne dici se fosse la prossima ricetta?

Risotto con topinambur e crema di nocciole

Ingredienti (per 3 persone)

240 g riso semintegrale
200 g topinambur
1 scalogno
500 ml circa di brodo vegetale
3 cucchiai di olio evo
50 ml circa di vino bianco
1 cucchiaio di crema di nocciole (100%)
q.b. timo
q.b. sale

Procedimento

Lava il topinambur molto bene e spazzolalo con una spugna in fibra di cocco per eliminare le impurità e la terra.
Taglia il topinambur a pezzetti e fallo sbollentare in acqua salata per circa 6-7 minuti. Trita i pezzi di topinambur sbollentati grossolanamente con un coltello e mettili da parte.
Trita lo scalogno e. In un tegame versa l’olio e fai rosolare lo scalogno. Aggiungi il timo, il topinambur e successivamente il riso per farlo tostare leggermente. Aggiungi il vino bianco per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tando.
A fine cottura aggiungi la crema di nocciole e servi subito.

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate.

Molti pensano ancora che i cibi semplici non siano proprio così buoni, come se il fatto che abbiano pochi ingredienti o siano senza zuccheri aggiunti o senza grassi sia un fattore negativo… Si accetta come un compromesso questa scelta perché… “almeno fa anche bene!” ma si continua a cercare con nostalgia altro..
E’ veramente una cosa strana per me, probabilmente perchè ormai da tempo ho rivisitato la mia dispensa e guardo con molto entusiasmo a ciò che è semplice e fatto con poco.
E’ importante anche capire che tutto ciò ha senso se i pochi ingredienti scelti sono veramente buoni e di qualità, faccio un esempio: pane con olio, sale e origano può essere la merenda più gustosa e soddisfacente del mondo se fatta con un pane fragrante preparato con una buona farina e lievitato il tempo necessario, accostato ad un olio evo spremuto a freddo di qualità e dell’origano fresco. La stessa “ricetta” preparata con pane in busta con scadenza a 30 giorni, polvere di origano stantia e olio di oliva mediocre.

La semplicità ha un sapore inimmaginabile: questo gelato ha solo 3 semplici ingredienti naturali ed è uno dei più buoni che abbia mangiato! Non è solo buono, é:

  • senza zuccheri aggiunti
  • senza lattosio
  • vegan
  • senza glutine
  • senza soia
  • semplice e veloce
  • senza gelatiera

Prima di passare alla ricetta semplicissima, così poi ti potrai mettere all’opera, ti lascio un paio di importanti notizie.

Da Settembre ripartiranno i corsi di ZenKitchen dal vivo!
Con le dovute misure riprenderemo i nostri incontri perchè credo fortemente ci sia bisogno di tornare all’umanità: non parlo di normalità, concetto relativo, ma l’umanità fatta di relazioni, incontri e condivisione, sempre in sicurezza per tutti e nel rispetto delle norme.
Le classi saranno ulteriormente ridotte nel numero di partecipanti, nonostante ciò mi impegnerò a mantenere i costi dei corsi moderati vista l’attuale situazione economica così difficile per tanti. Questa è stata una scelta complicata perchè comporterà un sforzo in termini economici, ma vorrei continuare a poter rendere accessibile questo servizio a quante più persone sia possibile e con la vostra collaborazione si potrà fare! Credo fermamente che l’obiettivo più grande in questo momento sia cooperare e diffondere un pò di serenità, e nel mio caso, divulgare più consapevolezza alimentare.
Anche perchè ormai lo sappiamo tutti, il benessere passa anche dal cibo e scelte alimentari sane!

Seconda notizia…in Autunno ci sarà una bellissima sorpresa..chi mi conosce ne sente parlare da anni e finalmente ci sono: uscirà il mio libro di cucina naturale!!! Sono emozionata, ancora al lavoro, a tratti preoccupata e a tratti entusiasta. Manca ancora un pò di lavoro riorganizzativo e dovremmo esserci. Adesso sai già cosa regalare dall’autunno in poi per compleanni, anniversari oppure cosa mettere sotto l’albero di Natale!!!! =)

Dopo le due importanti news si può passare alla ricetta!

Gelato banana e lamponi senza zucchero

Ingredienti (1 porzione abbondante /2 piccole)

1 banana matura (circa 200 g)
una dozzina di lamponi
1 cucchiaio di crema di mandorle

Procedimento

Taglia la banana a rondelle e congelala. Se ti piacerà questo gelato ti sarà comodo tenere in congelatore sempre un paio di banane tagliate a rondelline.
Con un frullatore a immersione che riesca a tritare il ghiaccio (tipo Bamix) o con un buon mixer tritatutto frulla tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenere un gelato montato e cremoso.
Servilo in dei bicchieri che in precedenza avrai lasciato in freezer per 5 minuti: in questo modo il tuo gelato si scioglierà meno in fretta.
Consumalo subito.
Vista la semplicità nel prepararlo è sempre meglio farlo al momento.

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Ricordati che se cucinare non fà per te, ma mangiare si, esiste il mio servizio chef a domicilio: cucino io per te e i tuoi cari e a te non resta che goderti tuttocontattami.

Il sale ha sempre occupato un posto importante nella via dell’uomo, tanto che molte guerre sono state fatte per il sale. “Avere del sale in zucca” significa essere una persona che ha giudizio, e il termine “salario” deriva dal sale, come anche l'”insalata” o la “salamoia”. Perchè il sale è così importante?

Perchè amiamo il sale?

Il sale contiene sodio, un minerale fondamentale in molte funzioni fisiologiche, come il passagio degli impulsi nervosi o la contrazione e il rilassamento della muscolatura, o ancora regolare gli scambi tra i fluidi interni. Insomma il sodio è fondamentale e il sale è un concentrato di sodio!

L’uomo inoltre nei secoli ha imparato a conoscere l’importanza del sodio nella conservazione del cibo, anche quella fondamentale per la sua sopravvivenza durante gli inverni, i periodi di scarsità o gli spostamenti. Il sale in tutti questi casi poteva fare la differenza.

Allora il sale fa bene?

Il sale, come tutti gli alimenti, in eccesso può essere dannoso. E con il modello di alimentazione moderna è facile incorrere in un eccesso perchè il sale viene usato nell’industria alimentare sia come efficace conservante sia per coprire dei sapori poco accattivanti in cibi di scarsa qualità. Da qui il sale si è guadagnato una brutta reputazione!

Da dove viene l’eccesso di sodio?

Quindi la maggior parte di sodio in eccesso nell’alimentazione mediamente non arriva da un abuso di sale a tavola, ma dall’accumolo di sodio “nascosto” negli alimenti: carne, insaccati, cibi già pronti, verdure in scatola, biscotti, pane, cracker, formaggi.. tutti hanno sale aggiunto, in quantità variabili.

Allora tutti dovrebbero eliminare completamente il sale?

Assolutamente no.
Ci sono categorie di persone per le quali potrebbe essere oppurtuno diminuire la quantità di sale, per esempio:
– chi consuma pasti abitualmente fuori casa (ristorante/bar/astronomie..);
– chi fa largo consumo di cibi già pronti all’uso;
– chi ha particolari patologie (sempre seguendo direttive del proprio medico di fiducia).

Chi invece tende a cucinare i propri pasti, fare scarso uso di cibi pronti all’uso (quindi con aggiunta di sale) tendenzialmente dovrebbe avere più sottocontrollo il quantitativo di sale che viene aggiunto ai suoi cibi. Solitamente chi ha una dieta principalmente plant-based non ha grossi problemi di eccesso di sale (naturalmente in linea di massima!)

Eliminare il sale completamente significa eliminare una delle maggiori fonti di sodio nella nostra alimentazione. Dal punto di vista gastronomico significa eliminare uno dei fattori principali della trasformazione e conservazione degli alimenti.

E se devo mangiare senza sale?

Niente piatti tristi per favore, possiamo trovare il modo di mangiare bene, quindi invece del sale puoi provare a:

  • aggiungere più erbe aromatiche ai tuoi piatti;
  • usare una maggiore quantità di sedano (ricco di sodio e sapore “umami”);
  • usare spezie a volontà;
  • aumentare l’uso dell’aglio e della cipolla, eventualmente in polvere.

Aspetta aspetta…
adesso che sei arrivato fin chi ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news oppure seguimi su Instagram. Ti aspetto!

P.S. Se l’articolo ti è sembrato utile aiutami a condividerlo. =)