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E’ arrivata la tarda Estate! Non è ancora Autunno, ma non è nemmeno Estate…siamo a metà! Nella tradizione orientale questa è la quinta stagione, il momento in cui la terra si mostra in tutta la sua abbondanza e con i suoi colori caldi, accoglienti e morbidi, non ancora caratterizzato da quella sensazione di malinconia che invece accompagna l’arrivo dell’Autunno.

Quindi in questa stagione è facile trovarsi in casa tantissima frutta di ogni tipo, giunta a piena maturazione, dolce e succosa. E’ il periodo delle conserve.

Da piccola ricordo che in questa stagione se avevamo tanta frutta che non si riusciva a consumare in tempo facevamo le marmellate. Ma in questo periodo si faceva una marmellata in particolare, quella di “Tutti i Frutti”! Si perchè magari ci si ritrovava con qualche pesca, delle susine, magari dell’uva oppure delle perine e poi qualche fico.. Tutti maturi insieme che non si riusciva a smaltire. Così si metteva tutto in un pentolone con dello zucchero e si facevano cuocere insieme. Era veramente fantastico, è poi ogni anno aveva un gusto diverso ma sempre molto buono perchè i frutti in questo periodo raggiungono il massimo della loro dolcezza!

Mi sono ritrovata in quella stessa situazione oggi e così ho preparato questa composta con 3 tipi di frutti diversi accomunati tutti dall’essere molto maturi e dolci per cui ho potuto usare pochissimo zucchero per dolcificare.

Varianti

Ho usato in questo caso prugne, pesche e fichi ma nulla vieta di aggiungere uva, pere o mele..
Anche le proporzioni possono variare: un pò di iniziativa e di buon senso e potete ottenere sempre delle marmellate diversa ma buonissime.
Il segreto è la frutta matura e quindi naturalmente dolce!

Ingredienti

900 g di prugne
600 g di pesche
250 g di fichi
120 g di zucchero di canna

Procedimento

Pulire tutta la frutta e denocciolare pesche e prugne. Se la frutta non è trattata potreste fare a meno di sbucciare pesche e fichi.

Versare tutta la frutta tagliata a pezzettoni in una pentola con lo zucchero (io nel mio caso ho usato il Cook Expert della Magimix) e far cuocere con coperchio per circa 1 ora.

Versare in dei barattoli ben puliti e asciutti la composta ottenuta, chiudere (controllare sempre che il coperchio sia in buone condizioni specie se si tratta di barattoli già utilizzati).

Sistemare tutti i barattoli in una pentola con acqua calda in modo che siano ricoperti dall’acqua e portare ad ebollizione. Far bollire per 25-30 minuti circa.

Una volta raffreddati si possono conservare anche per un anno.

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Late Summer has arrived! It’s not Autumn yet, but it’s not Summer either … we’re halfway through! In the oriental tradition this is the fifth season, the moment in which the earth shows itself in all its abundance and with its warm, welcoming and soft colors, not yet characterized by that feeling of melancholy that instead accompanies the arrival of Autumn. .

So in this season it is easy to find a lot of fruit of all kinds at home, fully ripe, sweet and juicy. It is the period of preserves.

As a child I remember that in this season if we had a lot of fruit that we couldn’t consume in time, we would make jams. But in this period they made a jam in particular, that of “Tutti i Frutti”! Yes, because maybe we found ourselves with some peaches, plums, maybe grapes or pearls and then some figs .. All ripe together that could not be disposed of. So they put everything in a cauldron with sugar and they cooked together. It was really fantastic, and every year it had a different taste but always very good because the fruits in this period reach the maximum of their sweetness!

I found myself in that same situation today and so I prepared this compote with 3 types of different fruits all united by being very ripe and sweet so I could use very little sugar to sweeten

Variant

In this case I used plums, peaches and figs but nothing prevents you from adding grapes, pears or apples ..
Even the proportions can vary: a little initiative and common sense and you can always get different but very good jams.
The secret is ripe and therefore naturally sweet fruit!

Ingredients

900 g plums
600 g peach
250 figs
120 whole sugar cane

Method

Clean all the fruit and ston the peaches and plums. If the fruit is not treated you could do without peeling peaches and figs.
Pour all the fruit cut into large pieces in a pan with the sugar (in my case I used the Magimix Cook Expert) and cook with lid for about 1 hour.

Pour the compote obtained into well-cleaned and dry jars, close (always check that the lid is in good condition, especially in the case of jars that have already been used).

Place all the jars in a pot with hot water so that they are covered with water and bring to a boil. Boil for about 25-30 minutes.

Jar can be kept for up to a year.

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L’estate è la stagione che preferisco per preparare ogni tanto qualche succo con l’estrattore.
Ci sono molti pro e contro sull’uso degli estratti nella propria alimentazione perchè di fatto è un modo “parziale” di consumare frutta e verdura. Infatti il succo ottenuto con un estrattore è fondamentalmente un concentrato di acqua, minerali, vitamine e fitonutrienti presenti in frutta e verdura, eliminando invece le fibre.

PRO & CONTRO

I succhi ottenuti attraverso un estrattore sono un concentrato di nutrienti, aumentando in alcuni casi la quantità e biodisponibilità dei nutrienti. Questo può essere importante specie nei casi in cui non si abbia l’abitudine di consumare porzioni di frutta e verdura con regolarità, o semplicemente in un perido molto intenso e stressante in cui c’è bisogno un extra. Inoltre per persone con problemi di assorbimento potrebbe essere un aiuto. I succhi inoltre danno una rapida dose di energia poichi i zuccheri presenti negli ortaggi non sono rallentati nell’assorbimento dalle fibre (che sono assenti) e questo è un ottimo modo per gli sportivi di avere dell’energia immediatamente pronta all’uso senza “rallentamenti” dovuti alla digestione.

C’è l’altro lato della medaglia. Infatti proprio perchè ricco di zuccheri “liberi” questo può favorire un picco glicemico se invece non siete pronti ad andare a correre o fare work-out dopo aver bevuto il vostro estratto. Inoltre non saziano come se aveste mangiato tutti gli ingredienti interi, perchè mancando la fibra per saziarsi bisogna usarne molto di più (con conseguente aumento di zuccheri). Inoltre eliminiamo la fibra che comunque ha una parte estremamente importante per la nostra alimentazione.

Quindi succhi freschi appena estratti, si o no?

Personalmente li uso sfruttando le loro caratteristiche a mio favore, quando serve, quindi:

  • li preferisco in Estate (o comunque quando fa caldo) per sfruttare il loro potere rinfrescante. E’ molto raro che li usi invece in Inverno.
  • li uso con maggiore tranquillità prima di andare a fare sport, durante camminate in montagna, prima di andare a nuotare, ecc. Questo mi garantisce di sfruttare gli zuccheri liberi presenti senza causare dei picchi glicemici che il corpo mal gestisce
  • li uso come rinforzo vitaminico se ho avuto per qualche giorno pasti non equilibrati con poca frutta e verdura fresca. Per esempio se mi capita di mangiare fuori per più giorni consecutivi oppure in viaggio e non aver avuto modo di avere pasti equilibrati. L’ideale in questi casi sarebbe consumarli ai pasti.

In conclusione, un estratto non è neè buono nè cattivo, sta a noi farne un buon uso adatto alle nostre personali esigenza senza aderire ai trend del momento. Le diete sono sempre strettamente personali e devo essere aderenti alle proprie esigenze.

Come preparare un succo: trucchi e consigli

TEMPERATURA – Soprattutto in Estate ti consiglio di preparare il tuo succo con la frutta e verdura appena tirata fuori dal frigorifero, infatti la bassa temperatura impedisce ulteriormente i processi di ossidazione. Non devi naturalmente berlo gelato, considera che tra lavare la verdura, tagliarla e estrarre il succo, soprattutto in estate, si scalderà un pò, quindi avrai alla fine il succo alla temperatura che gradisci (oppure aggiungerai un pochino di acqua a temperatura ambiente se ancora non lo fosse).

STAGIONALITA’ – Usare verdura di stagione è importantissimo: hai la garanzia di avere delle verdure con il loro massimo di nutrienti poichè raccolti da poco e al giusto punto di maturazione..e soprattutto adatte al periodo!

+ VERDURA – FRUTTA = TOP – So bene che pensando ai succhi ci vengono in mente succo di pera, mela e lamponi oppure frutti di bosco, o in estate melone e albicocca… Sono tutti buonissimi, ma consumare abitualmente succhi solo a base di frutta può essere sul lungo termine non solo inutile per il corpo ma addirittura nocivo. Quando realizzate i vostri succhi date smpre la precedenza alla verdura e usate la frutta per rendere il tutto più gradevole non per dolcificare come se si trattasse di un dessert da bere! Di solito quando metto insieme la mia verdura per il succo, inserisco nell’estrattore prima gli ortaggi e infine la frutta che mi serve ad aggiustare il sapore in alcuni casi: in questo modo mano a mano che aggiungo la frutta (per esempio pezzi di mela) posso assaggiare come sta venendo ed eventualmente fermarmi per tempo per non esagerare. Ricordati che un succo sano non dovrebbe essere molto dolce, sicuramente ma gradevole.

COLORI E AROMI – Per me è molto divertente osservare il colore dei succhi che ottengo (in realtà lo decido prima), perchè mi da un indicazione di quello che andrà a fare per me!
ESTRATTO VERDE: ha una componente predominante a base di clorofilla, quindi una grande funzione detossificante soprattutto per il fegato (foglie verdi, cetriolo, sedano, carota, mela) .

ESTRATTO VIOLA-PORPORA: un grande antiossidante grazie alla predominanza di flavonoidi, un booster di energia (per esempio barbabietola, cetriolo, mela, limone, zenzero

ESTRATTO GIALLO/ARANCIO: solitamente ricco in vitamina C ma anche ottimo per l’estate e la nostra pelle grazie ai caretenoidi presenti (per esempio finocchio, carota, melone, limone, curcuma)

A seguire la mia ricetta di uno succo estivo dal gusto fresco e vivace, grazie al limone e allo zenzero, e delicatamente dolce. Magari potrebbe bastare solo una mela per qualcuno, per qualcun’altro un pò di più, il test dell’assaggio è sempre infallibile.

Ingredienti

1 mela (1+1/2 se si preferisci una maggiore dolcezza)

1 cetriolo

2 carote piccole

12-15 foglie di bietoline

1/2 limone bio

pezzettino di zenzero

Procedimento

Lava tutte le verdure molto bene, se sono biologiche non sarà necessario sbucciarle. Taglia tutto a pezzi ed estrai tutto con il tuo estrattore.

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There are many pros and cons to using extracts in your diet because in fact it is a “partial” way of consuming fruit and vegetables. In fact, the juice obtained with an extractor is basically a concentrate of water, minerals, vitamins and phytonutrients present in fruit and vegetables, eliminating fiber instead.

Pros and cons

The juices obtained through an extractor are a concentrate of nutrients, increasing in some cases the quantity and bioavailability of the nutrients. This can be important especially in cases where you are not in the habit of consuming portions of fruit and vegetables on a regular basis, or simply in a very intense and stressful period when you need an extra. Also for people with absorption problems it could be a help. The juices also give a quick dose of energy since the sugars present in the vegetables are not slowed down in absorption by the fibers (which are absent) and this is a great way for athletes to have energy immediately ready for use without “slowdowns. “due to digestion.
There is the other side of the coin. In fact, precisely because it is rich in “free” sugars, this can promote a glycemic peak if you are not ready to go for a run or work-out after drinking your extract. They also do not satiate as if you had eaten all the ingredients whole, because lacking the fiber to satiate you have to use much more (with a consequent increase in sugars). Furthermore, we eliminate the fiber which in any case has an extremely important part for our diet.

So freshly extracted juices, yes or no?
Personally I use them by exploiting their characteristics in my favor, when needed, so:

  • I prefer them in Summer (or in any case when it’s hot) to exploit their cooling power. It is very rare that you use them in Winter instead.
  • I use them with greater peace of mind before going to play sports, during mountain walks, before going swimming, etc. This guarantees me to take advantage of the free sugars present without causing glycemic spikes that the body badly manages
  • I use them as a vitamin reinforcement if I have had unbalanced meals with little fresh fruit and vegetables for a few days. For example, if I happen to eat out for several consecutive days or while traveling and not having had the opportunity to have balanced meals. The ideal in these cases would be to consume them with meals.

In conclusion, an extract is neither good nor bad, it is up to us to make a good use of it suited to our personal needs without adhering to the trends of the moment. Diets are always strictly personal and I must adhere to your needs.

How to prepare a juice: tips and tricks

I prefer them in Summer (or in any case when it’s hot) to exploit their cooling power. It is very rare that youTEMPERATURE Especially in the summer I recommend that you prepare your juice with fruit and vegetables just taken out of the refrigerator, in fact the low temperature further prevents oxidation processes. Naturally you don’t have to drink ice cream, consider that between washing the vegetables, cutting them and extracting the juice, especially in summer, it will heat up a little, so you will eventually have the juice at the temperature you like (or you will add a little water at room temperature if still it wasn’t).
SEASONALITY – Using seasonal vegetables is very important: you are guaranteed to have vegetables with their maximum nutrients as they have been recently harvested and at the right point of ripeness .. and especially suitable for the period!

  • VEGETABLES – FRUIT = TOP – I know well that when we think about juices we can think of pear, apple and raspberry juice or berries, or in summer melon and apricot … They are all very good, but usually only consume juices based on fruit can be in the long run not only useless to the body but downright harmful. When you make your juices, always give priority to vegetables and use fruit to make everything more pleasant, not to sweeten as if it were a dessert to drink! Usually when I put my vegetables together for juice, I put in the extractor first the vegetables and finally the fruit that I need to adjust the flavor in some cases: in this way as I add the fruit (for example pieces of apple ) I can taste how it is coming and eventually stop in time so as not to overdo it. Remember that a healthy juice should not be very sweet, certainly but pleasant.
  • COLORS AND AROMAS – For me it is a lot of fun to observe the color of the juices I get (actually I decide it first), because it gives me an indication of what it will do for me!
    • GREEN EXTRACT: has a predominant component based on chlorophyll, therefore a great detoxifying function especially for the liver (green leaves, cucumber, celery, carrot, apple)
    • PURPLE-PURPLE EXTRACT: a great antioxidant thanks to the predominance of flavonoids, a booster of energy (e.g. beetroot, cucumber, apple, lemon, ginger
    • YELLOW / ORANGE EXTRACT: usually rich in vitamin C but also excellent for the summer and our skin thanks to the caretenoids present (for example fennel, carrot, melon, lemon, turmeric)

To follow my recipe for a summer juice with a fresh and lively taste, thanks to lemon and ginger, and delicately sweet. Maybe just an apple could be enough for someone, for someone else a little more, the taste test is always infallible.

Ingredients

1 apple (1 + 1/2 if you prefer more sweetness)
1 cucumber
2 small carrots
12-15 chard leaves
1/2 organic lemon, small piece of ginger

Method

Wash all the vegetables very well, if they are organic it will not be necessary to peel them. Cut everything into pieces and extract everything with your juice maker.

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Either you love it or you hate it…Why?
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Noi italiani amiamo le erbe aromatiche fresche nei nostri piatti e le usiamo spessissimo: il profumato basilico, l’onnipresente prezzemolo, l’intenso alloro, lo stimolante rosmarino… Ma le foglie di coriandolo fresco proprio non le possiamo soffrire!

A me piace il coriandolo fresco, lo confesso.
In piccole quantità lo trovo veramente interessante, ma l’ho un pò relegato in un angolo della mia cucina perchè in Italia la maggior parte delle persone mi dicono “Sà di cimice!“.
Per me è sempre stata stupefacente questa risposta, non riuscivo a capire come si potesse associare una cimice morta alle foglie di coriandolo fresco. All’inizio pensavo che forse si trattasse di una sorta di abitudine e di reazione emotiva: io l’ho sempre mangiato durante i miei viaggi, quindi forse mi ero abituata al suo sapore in occasioni particolari a cui ero affezionata. Ma la risposta “Sà di cimice!” era troppo frequente e così ho deciso di fare qualche ricerca…

CORIANDOLO, TROVA LE DIFFERENZE

Intanto facciamo una premessa, quando in cucina si parla di coriandolo si parla di due forme botaniche diverse della stessa pianta. La pianta del coriandolo ha delle foglie (che ricordano appunto il prezzemolo) e che si usano come qualsiasi erba aromatica fresca in cucina: si può aggiungere ai vostri falafel, al guacamole, ad un insalata di patate fredda, al curry di verdure… Non c’è fine alle possibilità di utilizzo. Di seguito vi lascio la ricetta per un pesto!
La stessa pianta produce delle infiorescenze e quindi dei semi, piccoli, tondi, che usiamo spesso in cucina, appunto il “coriandolo“! Nel primo caso abbiamo le foglie fresche e nel secondo caso i semi (considerate una spezia). Tendenzialmente quando troviamo tra gli ingredienti il coriandolo ci si riferisce ai semi, mentre se è specificato che è fresco ci riferiamo alle foglie. La differenza in termini di gusto fra le due forme della stessa pianta è abissale, quindi se siete tra quelli a cui non piace il coriandolo fresco, date una chance ai suoi semi, potrebbero stupirvi.

Foglie di coriandolocilantro leaves

PROPRIETA’ DEL CORIANDOLO

Il gusto del coriandolo fresco sarà davvero terribile per molti di voi, ma le sue proprietà sono eccezionali. Una volta incrociai una collega, cuoca cinese, nella sua pausa pranzo, e si era appena preparata un’insalata con mele e coriandolo fresco per detossificarsi. Fui stupita dall’abbinamento.. e dalle quantità di coriandolo usate! In effetti il coriandolo fresco ha moltissime proprietà:

  • contiene dei composti antimicrobici che aiutano a proteggere il corpo da infezioni e malattie causate dai cibi avariati
  • è un grande antinfiammatorio e leggermente analgesico
  • ha un leggero effetto ansiolitico
  • aiuta in caso di problemi digestivi (chi non ama il suo odore non lo direbbe, ma è cosi!)
  • abbassa i livelli del glucosio ematico (tanto che chi ha livelli di glucosio ematico bassi dovrebbe farci attenzione)
  • protegge dallo stress ossidativo
  • sembra che sia coinvolto nella mobilitazione ed eliminazione dei metalli pesanti (fonte non verificata)

Insomma… “saprà di cimice” ma apporta così tanti benefici che bisognerebbe prenderlo in considerazione.

PERCHE’ NON HA PER TUTTI LO STESSO SAPORE? COLPA DEI GENI!

Cosa ci ha fatto di male il povero coriandolo fresco? Perchè nei paesi arabi, asiatici o latino-americani è ampiamente usato e invece noi lo snobbiamo?
Il coriandolo è anche uno degli ingredienti fondamentali di piatti come il guacamole o il chili messicano, piuttosto che un buon curry thay o un veg pulao… E allora?

Perchè io lo trovo gradevole e la maggior parte dei partecipanti ai miei corsi vivono bene senza? Tutta colpa dei geni!

Si perchè il coriandolo contiene un aldeide, e alcuni di noi hanno potrebbero avere un gene che li rende ipersensibili ad un composto, un’aldeide, presente nel coriandolo fresco.
Sembra che in generale siano le donne ad avere una maggiore sensibilità rispetto agli uomini (in effetti nella mia esperienza statisticamente è così!). Non solo, i latino-americani e le popolazioni dell’est- e sud-asiatico, sono molto meno sensibili a questa aldeide rispetto agli europei (motivo per cui nelle loro ricette troviamo spessissimo il coriandolo contrariamente ai piatti di tradizione europea).

Ma questa sensibilità non è definitiva! Il nostro cervello riesce a “metabolizzarla” e trasformarla, soprattutto se l’associa ad eventi positivi e quindi riesce ad adattarsi a questo odore (forse nel mio caso, l’esperienza di averlo conosciuto e assaggiato sempre in viaggio me lo ha reso meno ostile).

Quindi non tutto è perduto. Un giorno potreste passare dall’odiarlo all’amarlo!

Nel frattempo, se come me lo amate e vi siete muniti di piantine di coriandolo fresco, ecco la ricetta di un pesto interessante da utilizzare per condire riso integrale, sandwich, legumi ecc.

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Pesto di rucola e coriandolo – rocket and cilantro pesto

Se ancora non lo conosci, ti ricordo il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.

Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

PESTO DI RUCOLA E CORIANDOLO FRESCO

Ingredienti

60 g circa di anacardi

15-20 g di rucola

15 g coriandolo fresco

qualche foglia di sedano

1 spicchio di aglio

olio evo

Procedimento

In un mixer aggiungi gli anacardi e comincia a frullarli finemente, quindi aggiungi rucola, aglio e coriandolo e le foglie di sedano fino ad ottenere un composto omogeneo e finemente sminuzzato. Aggiungi olio evo e frulla per altri 5-10 secondi, quindi versa in un barattolo, livella e ricopri con olio evo. Conserva in frigorifero.

CHEF TIPS

Puoi cambiare il rapporto tra le varie erbe e il coriandolo, soprattutto se non ti piace moltissimo (per il momento), e aumentare la rucola diminuendo il coriandolo fresco. Puoi sostituire gli anacardi con noci macadamia o mandorle; aggiungi sempre olio di oliva perchè i grassi mitigano il sapore del coriandolo fresco.



We Italians love fresh aromatic herbs in ours dishes and we use them very often: the fragrant basil, the omnipresent parsley, the intense bay leaf, the stimulating rosemary … But we just can’t stand fresh coriander leaves!

I like fresh coriander. In small quantities I find it really interesting, but it is confined to a corner of my kitchen because in Italy most people tell me “It’s taste like shield bug!”. This answer has always astonished me, I couldn’t understand how a shield bug could be associated with fresh coriander leaves. At first I thought that maybe it was a kind of habit and emotional reaction: I’ve always eaten it during my travels, so I got used to its taste on special occasions that I was fond of. But the answer “It tastes like a shield bug!” it was too frequent so I decided to do some research.

CILANTRO, FINDS THE DIFFERENCES

Let’s make a premise: when we talk about coriander/cilantro in the kitchen, we talk about two different botanical forms of the same plant. The coriander plant has leaves (which are reminiscent of parsley) and which are used like any fresh aromatic herb in the kitchen: add them to your falafel, guacamole, a cold potato salad, vegetable curry … endless uses!
Below you’ll find the recipe for a pesto!
The same plant produces inflorescences and therefore seeds, small and round, which are often used in the kitchen, precisely the “coriander”! In one case we have the fresh leaves and in other case the seeds (considered a spice). Generally when we find coriander among the ingredients they referring to the seeds, whereas if it is specified that it is “fresh” they are talking about the leaves. The difference in taste between the two forms of the same plant is huge, so if you are among those who don’t like fresh coriander, give its seeds a chance, they might surprise you.

Coriander seed

CILANTRO PROPERTIES

The taste of fresh cilantro will be truly awful for many of you, but its properties are exceptional. I once ran into a colleague, a Chinese cook, on her lunch break, and she had just made herself a salad with apples and fresh coriander to detoxify. I was amazed by the combination .. and the amount of coriander used! In fact, fresh coriander has many properties:

  • it contains antimicrobial compounds that help the body protect the body from infections and diseases caused by spoiled foods
    it is a great anti-inflammatory and mildly analgesic
  • has a slight anxiolytic effect
  • helps in case of digestive problems (those who do not like its smell would not say, but it is!)
  • lowers blood glucose levels (so much so that those with low blood glucose levels should be careful)
    protects from oxidative stress
  • it seems to be involved in the mobilization and elimination of heavy metals (source not verified)

Well … “it tastes like a dead bug” but it brings so many benefits that it should be taken into consideration.


WHY IT DOESN’T HAVE THE SAME TASTE FOR EVERYONE? IT’S THE GENES FAULT

What have they done wrong to us?
Why is it widely used in Arabic, Asian or Latin American countries and whilst we simply ignore it?
Coriander is also one of the key ingredients in dishes like guacamole or Mexican chili, rather than a good Thay curry or veg pulao … So what?
Why I find it pleasant whereas most of my course participants live well without it? It’s the genes fault!
Yes, because coriander contains an aldehyde and some of us may have a gene that makes them ipersensitive to this aldehyde which is present in fresh coriander.
Generally speaking it seems that women have a higher sensitivity to it than men (in fact in my experience statistically it is!). Furthermore, Latin Americans, East and South Asians, are much less sensitive to this aldehyde than Europeans (which is why we often find coriander in their recipes, unlike traditional European dishes). But this sensitivity is not definitive! Our brain is able to “metabolize” it and transform it, especially if it associates it with positive events and therefore manages to adapt to this smell (perhaps in my case, the experience of having known and tasted it whilst travelling made it less hostile to me!! ).
Thus, not everything is lost. One day you might go from hating cilantro to loving him!
In the meantime, if you love it and have provided yourself with fresh coriander, here is an interesting pesto you can use to season brown rice, sandwiches, legumes, etc.

May I remind you that to stay tuned and not miss out on the latest news you can subscribe to the NEWSLETTER. You can also tune in on social networks: following my Natural Cuisine page on Instagram and Facebook you will not miss any events and news. I’ll be waiting for you!

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If you still don’t know it, let me remind you of my cookbook “ZenKitchen 108 plant-based recipes for natural, healthy and happy cooking

You can find it on Ibs books, on Feltrinelli and many other book sites. Visit the dedicated page to find out more.

ROCKET AND CILANTRO PESTO

Ingredients:

60 g cashew

15-20 g rocket

15 g fresh cilantro leaves

a few celery leaves

1 garlic clove

olive oil

Method

In a mixer add the cashews and blend them finely, then add the rocket, garlic, coriander and the celery leaves until you get a homogeneous and finely chopped mixture. Add extra virgin olive oil and blend for another 5-10 seconds, then pour into a jar, level and cover with extra virgin olive oil. Store in the refrigerator.

CHEF TIPS

You can change the ratio of herbs to cilantro, especially if you don’t like it very much (for now) – increase the rocket and decrease the fresh cilantro. You can replace cashews with macadamia nuts or almonds; always add olive oil because the fats mitigate the flavor of fresh coriander.

Le ricette al volo..cioè quando non ho molto tempo per stare ai fornelli ma ho molta fame!!!

Ecco questa è una di quelle ricette che non richiedere delle doti culinarie eccezionali, non ti porterà via molto tempo ma sicuramente richiede qualche accortezza nella scelta degli ingredienti da tenere in dispensa.

Per esempio ho sempre in dispensa degli ingredienti ex-ordinari, eccellenti che uso in occasioni speciali oppure quando ho pochissimo tempo per cucinare… Eh si perchè sono quegli ingredienti che anche “spogliati” di qualsiasi condimento si esprimono alla grande.. Come per esempio succede con la pasta. Ho sempre in dispensa dei formati di pasta che anche con un filo di olio di oliva mi rapiscono come un cantastorie. Per es. la pasta stroncatura, ma ve ne ho già parlato qui e qui.

Poi avere per le emergenze un barattolo di cannellini già cotti può essere sempre utile. Non amo usare quotidianamente i legumi precotti, ma tenerne solo qualche confezione per le giornate in cui non ho proprio tempo per cucinare.
Nel caso non ti ricordassi, ho già fatto un post su come si cucinano e preparano i legumi qui.
Pasta integrale & legumi e hai già realizzato una combinazione nutriente e ti potrà dare carica nel lungo pomeriggio che ti attende, senza doverti preoccupare di proteine (perchè è vero che c’è anche il dubbio a volte del “avrò mangiato abbastanza proteine”?).

Allora abbiamo fagioli, abbiamo pasta integrale…adesso ci manca qualcosa per rendere speciale il nostro piatto…senza troppo impegno magari.. Ecco che arriva in nostro aiuto allora l’aglio nero!

L’aglio nero è aglio che è stato sottoposto ad un processo di “invecchiamento” (diciamo cosi) con temperatura e umidità controllati. Questo trasforma l’aglio nel tempo facendogli perdere il suo caratteristico aroma forte e sapore e trasformandolo i composti in esso contenuti così che il suo sapore diventa dolciastro, profumato, ricorda vagamente il caramello e la liquirizia. Viene di solito definito come un aglio fermentato, ma in realtà l’aglio nero non si può considerare frutto di un attività microbica (appunto come accade nella fermentazione) ma più che altro frutto di una serie di reazioni chimiche che avvengono nel tempo in quelle condizioni controllate.

L’aglio nero solitamente viene ben digerito e approcciato anche da chi non ama/usa spesso l’aglio. E in effetti era nato proprio dall’esigenza di rendere il comune aglio più digeribile e utilizzabile da tutti (e si perchè l’aglio negli ultimi anni si è fatto una brutta nomea).
L’aglio nero non perde le tradizionali funzioni biologiche dell’aglio, quindi è anti-inffiammatorio, anti-ossidante e ha un azione cardio-protettiva.

La ricetta è semplicissima se hai già tutti gli ingredienti, quindi ci possiamo mettere all’opera.

Prima di andare alla ricetta non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.

Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più

Stroncatura con crema di cannellini all’aglio nero

Ingredienti per 2 persone

180 g di pasta integrale (io ho usato la stroncatura)
200 g di fagioli cannellini già pronti
3-4 foglie di salvia
2 spicchi di aglio nero
olio evo
sale

Procedimento

  • Porta ad ebollizione l’acqua salata per la pasta.
  • In una padella fai rosolare i fagioli cannellini con 2 cucchiai di olio e la salvia, se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
  • Butta la pasta e preparati a frullare insieme cannellini, aglio nero aggiungendo altri 2-3 cucchiai di olio evo ed acqua di cottura della pasta fino ad ottenere una crema molto liscia.
  • Scola la pasta al dente, tenendo da parte dell’altra acqua di cottura, e falla mantecare con la crema di cannellini e aglio nero ottenuta aggiungendo dell’acqua di cottura se necessario…. e bon app!

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Ci sono giornate invernali in cui c’è bisogno di un pò più di colore, di calore e di semplicità nutriente. Così nasce questo risotto!
In una giornata con poco voglia di cucinare ma con il desiderio di prendermi cura e dare anche un tocco di colore e bellezza senza troppo make-up…
Ho usato un riso semintegrale, una giusta via di mezzo tra un riso integrale che poco farebbe ricordare il risotto, soprattutto senza l’uso di latticini o panne e grassi vegetali, e il riso bianco, un pò troppo impoverito della sua autentica natura di riso per i miei gusti.
Per il colore ho pensato alla barbabieta, il suo colore che può avere diverse gradazioni e intensità mi sembra il più adatto a contrastare la grigia giornata.
Un emulsione di limone, olio evo e capperi invece danno una sferzata vivace e fresca allo stesso tempo.
Il risultato è stato soprendentemente delicato con gusto, nonostante la barbabietola possa dare avvolte da pensare per il suo gusto “ferroso”.
Come al solito la mia ricetta è
vegan
lattosio free
plant based e inoltre
senza glutine con il bonus extra di essere veramente
semplice!

Passiamo alla ricetta, ma non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Adesso alla ricetta di oggi!!!


Ingredienti per due persone

Risotto con barbabietola, capperi e limone

160 g di riso semintegrale
1 cipolla
1 rapa piccola (100 g circa)
2 cucchiai di brandy
350 g di brodo vegetale
1 cucchaio di capperi dissalati
il succo di mezzo limone piccolo
olio evo
sale

Procedimento

Lava la rapa rossa molto bene e sbucciala.
Trita la cipolla finemente. Fai lo stesso anche con la rapa rossa (se non riesci a tritarla finemente a coltello puoi usare un tritatutto).
In un tegame abbastanza capiente versa 2-3 cucchiai di olio e fai rosolare insieme cipolla e barbabietola a fuoco basso per circa 3 minuti. Aggiungi il riso e fallo tostare leggermente. Aggiungi il brandy per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tanto.
Prepara intanto un emulsione con il succo di limone e 2-3 cucchiai di olio evo, aggiungi anche i capperi tritati e mescola. Se ti piace puoi aggiungere anche qualche zest di limone all’emulsione.
Servi il riso aggiungendo l’emulsione direttamente nel piatto sul risotto.

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Il topinambur è un tubero la cui pianta è bellissima, cresce alta alta con un bellissimo fiore giallo. La sua origine è nel Nord America, ho scoperto che era coltivato dagli indiani nativi che lo coltivavano e usavano comunemente, quindi è da loro che ne abbiamo imparato indirettamente l’uso.
Molti mi dicono di non usare il topinamebur perchè “è difficile da pulire”: in realtà non è da sbucciare, la sua pellicina esterna è edibile (non è una patata!) quindi basta lavarlo molto bene e munirsi di una spazzola per le verdure e diventa veramente semplice: va bene…è vero io inoltre chiedo quando vado a fare la spesa chiedo sempre a chi me li fornisce di scegliermi quelli un pò meno irregolari!!! =)

Il topinambur ha un sapore che ricorda il carciofo ed è ricco di zuccheri, quindi un sapore dolciatro: il suo grande pregio è di contenere molta inulina, uno zucchero che ha una struttura complessa che non viene assimilato dall’intestino ma arriva fino al colon nutrendo il nostro microbiota (e non facendo aumentare drasticamente il picco glicemico). Arrivate nell’intestino i nostri batteri banchetterano con le fibre dell’inulina. Si è scoperta essere così preziosa perchè riesce a modulare la crescita del nostro microbiota in maniera molto positiva. Io ho provato anche a fermentarlo ed è ottimo!!!

Quindi topinambur SI! Ha un sacco di pregi… ma dietro l’angolo si possono nascondere gonfiore e metorismo se non siamo abituati, quindi non esagerare se è la prima volta che provi i topinambur!

Io non sono una grande appassionata di risotti .. ma amo sicuramente variare tanto, quindi capita anche il turno del risotto!
Visto che è un periodo denso per l’uscita del mio libro (che sarà disponibile da Dicembre!!! Che bello finalmente si può dire!!! =) ) ho cucinato con il mio Cook Expert della Magimix per ridurre le operazioni e non dover essere impegnata a mescolare in cottura per ottenere un risotto morbido (tenendo conto che non uso burro, formaggio ecc. e il riso era semintegrale è fondamentale mescolare di tanto in tanto per aumentare la cremosità!). Il risultato è stato eccezionale!

Con un tempo così uggioso come in questi giorni, quando è raro vedere qualche raggio di sole attraverso le nubi e la nebbia, un risotto che unisce topinambur, il profumo del timo e crema di nocciole rincuora e ristora!

A seguire la ricetta semplice semplice, senza glutine, senza latticini, vegan e adatta a tutti!

A dire il vero a furia di scrivere di topinambur mi è venuta voglia di provare a farne anche degli gnocchi… Che ne dici se fosse la prossima ricetta?

Risotto con topinambur e crema di nocciole

Ingredienti (per 3 persone)

240 g riso semintegrale
200 g topinambur
1 scalogno
500 ml circa di brodo vegetale
3 cucchiai di olio evo
50 ml circa di vino bianco
1 cucchiaio di crema di nocciole (100%)
q.b. timo
q.b. sale

Procedimento

Lava il topinambur molto bene e spazzolalo con una spugna in fibra di cocco per eliminare le impurità e la terra.
Taglia il topinambur a pezzetti e fallo sbollentare in acqua salata per circa 6-7 minuti. Trita i pezzi di topinambur sbollentati grossolanamente con un coltello e mettili da parte.
Trita lo scalogno e. In un tegame versa l’olio e fai rosolare lo scalogno. Aggiungi il timo, il topinambur e successivamente il riso per farlo tostare leggermente. Aggiungi il vino bianco per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tando.
A fine cottura aggiungi la crema di nocciole e servi subito.

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Se dovessi sintetizzare la macrobiotica direi che è una forma di comprensione delle “leggi” della Natura: è una saggezza che nasce dall’osservazione senza giudizio dell’esperienza.

Per l’Estate la macrobiotica ci suggerisce alcuni accorgimenti utili per vivere al meglio la stagione.

1. ALIMENTAZIONE A BASE VEGETALE

Favorire nella propria alimentazione il cibo di origine vegetale è bene tutto l’anno, ma in Estate è ancora più auspicabile poiché porta freschezza e idrata il corpo, cosa che ci serve per contrastare il caldo esterno (eccesso di Yang). Aumentare le porzioni di cibo di origine vegetale in questa stagione non è nemmeno troppo difficile vista l’abbondanza, ma attenzione anche a come li preparate!

2. METODI DI COTTURA

L’Estate richiede leggerezza, quindi favorire tra i tipi di cottura la scottatura in acqua bollente delle verdure pochissimi minuti (o secondi), saltare rapidamente le verdure per condire i nostri cereali, usare le verdure crude. Evitare le cotture in forno e la frittura: tendo ad essere molto scaldanti del corpo e in questa stagione (salvo cambiamenti climatici) non ci dovrebbe servire.

3. ZUCCHERI SI MA BUONI

L’Estate è la stagione degli zuccheri…BUONI! E’ il periodo dell’anno in cui la maggior parte di frutta giunge a maturazione e grazie al sole diventa dolcissima. Frullare la frutta matura insieme con un po’ di latte vegetale ci permette per esempio di ottenere smoothie freschi e dissetanti. La frutta matura può essere usata anche per preparare dei ghiaccioli casalinghi oppure deliziosi sorbetti.

4. ACQUA … PER NON ANDARE A FUOCO!

Bere acqua è fondamentale tutto l’anno, ma in Estate ancora di più: siamo sottoposti ad un aumento della temperatura che favorisce l’aumento della traspirazione del corpo. Lo sai che spesso molti non ascoltano i sintomi della sete e e rispondono a questa esigenza del corpo fornendo del cibo? Paradossale,vero? Pensi di aver voglia sempre di gelato ma in realto devi bere molto di più! Poni più attenzione ai segnali del corpo: avere speso le labbra asciutte e inumidirle con la lingua è uno dei tanti segnali.   

5. RINFRESCARE NON E’ RAFFREDDARE

E’ bene portare freschezza al fisico in maniera sana al corpo, ma è importante non raffreddarlo, quindi si a frutta e verdura, no a bibite ghiacciate, né esagerare con cibi freddi da frigoriferi, gelati e ghiaccioli.

6. RIDUCI I PRODOTTI DA FORNO

Pane, grissini, crackers, torte salate ci possono sembrare soluzioni per snack veloci ma in estate solo da ridurre perché troppo Yang per la stagione calda: riducili soprattutto se soffri di pelle secca. E poi, se ci pensi, a chi piace accendere il forno in piena Estate?

7. PASSA TEMPO ALL’ARIA APERTA

L’estate per tutti gli esseri viventi è il momento dell’anno di massima vitalità, lo stesso dovrebbe essere accadere nella nostra vita: passa più tempo all’aria aperta, da solo o meglio ancora con gli amici. Il benessere è fatto da buone abitudini come questa.

8. IL CIBO DELL’ESTATE

I cereali prettamente estivi per eccellenza sono il farro, grano (quindi cous cous, bulgur), il mais.. Legumi, fagioli borlotti e ceci sono ottimi. Tutte le verdure di stagione sono benvenute: zucchine, cetrioli, peperoni, cipolle fresche, insalate, carote novelle, ravanelli, fagiolini.. E le solanacee? Melanzane, pomodori, peperoni raggiungono il massimo della maturazione proprio in questo periodo dell’anno: in macrobiotica non sono molto consigliati per varie motivi (magari faremo un post sul tema): il mio consiglio è usarli con moderazione tenendo conto delle proprie condizioni di salute (se hai dubbi consultati con il tuo professionista di fiducia). Personalmente ne faccio uso in estate nell’ambito di una dieta varia, scegliendoli ben maturi, biologici e locali.

9. …MA I CONSIGLI NON ERANO 8?

Si avevo scritto 8 consigli, ma voglio aggiungere un altra cosa…
Nella medicina cinese l’Estate è legata all’emozione della Gioia: essere creativi, espansivi e vitali facendo posto alla gioia nel cuore è nutriente come scegliere il cibo giusto: nutriamo lo spirito, importante quanto il corpo. Se ciò non accade potremmo avere la sensazione di arrivare all’autunno avendo mancato qualcosa. Una gioiosa Estate a Te!

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Estate e melanzane sono quasi sinonimo! E’ il loro momento, come quello di altri ortaggi di stagione, ma oggi è la sua giornata: la melanzana. Vista in maniera ambigua perchè appartenente alla famiglia delle solanacea, la sua buccia e la zona in cui si ha la maggiore concentrazone di solanina, per questo è importante sceglierle sempre in stagione, quando hanno raggiunto la massima maturazione e anche la minore quantità di solanina. Eliminare la buccia e cuocere molto bene sono delle accortezze in più che posso essere utilizzate. Se si osserva bene in effetti, le melanzane sono originarie dell’India e diffuse nel Medio Oriente: i loro piatti più tradizionali a base di melanzane hanno tutti delle lunghe cotture, in forno o stufate. E così facendo non solo diminuisce la solanina, ma aumenta la biodisponibilità degli antiossdanti di cui è ricca.

  • In macrobiotica non viene solitamente usata la melanzana, perchè considerato un alimento eccessivamente yin, e in effetti, per alcune persone potrebbe essere controindicato. Io applico la regola del buon senso per questo ortaggio: biologico, di stagione, non troppo frequente. Un uso misurato in un organismo in forma non crea grossi problemi, mentre un uso frequente in persone più fragili a causa delle loro condizioni o della loro costituzione potrebbe essere poco o per nulla indicato. Adesso veniamo alla ricetta:
  • semplice
  • vegan
  • senza soia
  • senza latticini
  • ricca di fibre
  • buonissima

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Ingredienti per le più buone melanzane ripiene:
2 melanzane viola senza semi
1 cipolla
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio abbondante di capperi dissalati
2-3 cucchiai di olive taggiasche
4 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
Olio evo q.b.
Origano q.b.
Basilico q.b.
sale q.b.

Procedimento
Lava le melanzane, tagliale a metà nel senso della lunghezza e cospargi la fetta con abbondante sale: per migliorare il risultato incidi la metà della melanzana con la punta di un coltello, in questo modo il sale penetrerà anche all’interno e anche la cottura sarà agevolata. Lascia le melanzane a perdere la loro acqua di vegetazione per almeno 30 minuti dopodichè sciacqua del sale in eccesso e strizza delicatamente per eliminare ulteriore acqua. Disponi le melanzane su una pirofila, irrorale con olio evo e falle cuocere in forno a 180°C per 25 minuti circa o finchè la polpa non sarà morbida.

Trita la cipolla finemente e falla rosolare in una padella antiaderente con olio evo. Aggiungi l’aglio tritato, i capperi, le olive ed eventualmente poca acqua e fai cuocere per una decina di minuti. Raccogli con un cucchiaio la polpa delle melanzane nella zona centrale mantenendo inalterato il bordo esterno, aggiungi la polpa alla padella con le cipolle e fai insaporire bene: aggiungi anche origano e basilico.

Prepara una padella con un giro di olio evo e aggiungi il pan grattato e fallo rosolare bene: aggiungi un pizzico di sale, il prezzemolo e il basilico e se vuoi a piacere qualche fogliolina di menta tutto tritato finemente. Aggiungi il pan grattato ottenuto al composto a base di melanzane e usalo per riempire le barchette di melanzana ottenute in precedenza.
Inforna a 180°C per altri 15 minuti circa.

Se la ricetta ti intriga ma cucinare non è per te ricordati del mio servizio chef a domicilio: cucino io per te e i tuoi cari e a te non resta che goderti tutto, contattami.

In generale la cosa che facciamo più spesso quando ci ammaliamo è bere una grande quantità di tisane e bevande calde: meglio non aspettare di ammalarsi, INIZIAMO a farlo subito. ☕️☕️☕️
Bere, soprattutto bevande calde, non sovraccarica il nostro intestino, ma anzi facilita i normali processi di depurazione.

Meglio evitare le bevande fredde in questa stagione, soprattutto la mattina, perché raffreddano il corpo e in questo possono affaticarci: il corpo deve spendere altre energie per riscaldarsi ulteriormente invece di incanalarle per altre funzioni fisiologiche.
Questo vale ancora di più per chi ha sintomi influenzali.

COSA BERE?
Possono andare bene tutti i tipi di tisane con erbe: per un uso frequente meglio evitare quelle contenenti teina e caffeina che a lungo andare affaticano i reni oltre a creare in alcuni soggetti ipereccitazione.

Anche se siamo a casa è sicuramente più pratico preparare la nostra bevanda la mattina per avere disponibile durante tutta la giornata (magari tenendolo in un termos o scaldandolo un minuto all’occorrenza).
I vantaggi di questa pratica?⁉️

📌E’ rilassante anzi anti-stress: ho subito a disposizione la bevanda in qualsiasi momento della giornata senza troppi intoppi (“non ho voglia di prepararla” “lo faccio poi” ecc. ecc.);
📌Per molti diventa una “coperta di Linus”: usiamo il cibo per levigare una grande quantità di emozioni (paura, tristezza, solitudine, sconforto..) e le bevande calde in generale hanno un effetto calmante sulla maggior parte di noi. Inoltre è una buona tecnica quando si stà a casa per evitare di sgranocchiare costantemente: prendi una tazza in mano e vedrai che molto spesso passa.

COSA PREPARO IN QUESTO PERIODO? ☕️

Ho imparato a conoscere con la macrobiotica il BANCHA, un te dal sapore leggermente erbaceo quasi del tutto privo di teina, quindi senza ha il potere eccitante di un te nero.
In macrobiotica lo consideriamo una bevanda che ha il potere di concentrare l’energia e aiutare a concentrarsi. Gli viene attribuito un poter alcalinizzante del sangue perché rispetto ad altri te contiene molti più minerali (magnesio, potassio, fosforo) ed in generale consigliato per aiutare la digestione.

Per me preparo BANCHA con ZENZERO E LIMONE:

🍵Lo ZENZERO in #macrobiotica viene molto usato per le sue capacità riscaldanti del corpo e quello di aiutare a muovere l’energia verso l’alto (per esempio le vie respiratorie). Dal punto di vista scientifico è stato studiato ampiamente per i suoi benefici sullo stomaco, in caso di nausea, come antinffiammatorio e nelle malattie influenzale. Quindi se ti piace lo zenzero mi sembra una buona occasione questa per usarlo ampiamente!!

🍋LIMONE: siamo in primavera e dal punto di vista macrobiotico la mattina appena svegli un pizzico di acidità data dal limone nella nostra bevanda calda da una piccola spinta all’energia del fegato… Usare il limone è come dirgli “Come on.. Wake UP!”
Non esagerare, in questo caso non è necessario spremere mezzo limone nella tua bevanda calda,ne basta una fetta.
💡Una fettina di limone può fornire da sola fino a 7 mg di vit. C, quindi mediamente 1/10 della dose giornaliera consigliata in una tazza di te…non mi sembra male!!!

🔬Perché la vitamina C è cosi importante?
Consente l’assorbimento del ferro, è antiossidante (vuol dire che rimuove i radicali liberi che danneggiano le cellule sane), rinforza il sistema immunitario contro le influenze, aiuta la formazione del collagene della pelle.. Ricordati sempre però che eccedere con le dosi può avere anche effetti collaterali, quindi non ricorrere ad integratori – salvo prescrizioni specifiche – ma usa prima di tutto la vit. C presente in frutta e verdura! 🍋🍊🥦🥕🥝

🤔COME LO PREPARO?
Il bancha si prepara come un comune te:
-porto l’acqua a 80 C;
-aggiungo un cucchiaino di bancha (io ne uso 1 per circa 500 ml di acqua);
– lascio in infusione per almeno 3 minuti e nel frattempo aggiungo nella mia tazza 1 fetta di limone e dello zenzero grattugiato (a piacere);
– verso il bancha…PRONTO!!!
Ricorda che le foglie e i bastoncini del bancha possono essere riusati ancora una volta!!!

💡Quando le giornate sono più fredde o devo passare più tempo a casa (!!!) preparo almeno 6-700 ml la mattina per averlo pronto anche anche come bevanda dopo-pranzo e pomeriggio.

COSA NON E’
✔️Un rimedio miracoloso.. E’ l’insieme di tante buone abitudini che ci creerà un risultato!
✔️Un alternativa all’acqua o ai pasti;
✔️Un tappa-buchi: beviamo tanto ma non beviamo sempre, e ascoltiamo i nostri veri bisogni.

COSA EVITARE
✔️Per qualcuno è meglio evitare di bere fino a tardi la sera: il rischio e svegliarsi spesso la notte per andare in bagno perché è leggermente diuretico (e interrompere il sonno non è una buona pratica!); 😴
✔️Dolcificanti: meglio berlo senza dolcificare, oppure dosa la tua razione. Sei hai bisogno di sentire il dolce dopo mangiato anziché mangiare la cioccolata bevi una tisana leggermente dolcificata. In ogni caso quando lo dolcifichi mettilo in conto nella tua quota quotidiana di zuccheri.🍯
✔️Esagerare: come in tutte le cose… c’è un momento buono per le tisane tutto il giorno e un momento per fermarsi. E’ importante prestare attenzione a cosa abbiamo bisogno, quando e quanto! 🌱

Gli gnocchi di patate cosa hanno di speciale per te?!? Per me che siano fatti a mano praticamente uno ad uno!!

Prima impastati, poi l’impasto arrotolato in cordoncini e infine questi cordoncini tagliati e rotolati nella farina passando tutti attraverso le mani uno ad uno. Hanno bisogno delle massima attenzione e quando si presta tanta cura ad un piatto non può non essere buono! Questa almeno è la mia teoria, e la tua?

Oggi la ricetta prevede la preparazione di questi gnocchi di patate magenta, dal colore rosa timido e dal gusto delicatissimo. Se sei di corsa saranno buonissimi anche con un filo di olio evo e della salvia, ma visto che io non lo ero ho preparato una pestata di foglie fresco di basilico e mandorle.
Le patate magenta hanno un gusto ottimo e se vuoi provarle in altre preparazioni prova per esempio questa idea

Questa ricetta è:
senza uova
senza lattosio e latticini
senza burro
vegan
facile e veloce da realizzare

Se non te la senti di affrontare questa ricetta da solo/a ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

Prima di andare alla ricetta ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER.
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Ingredienti gnocchi per 3-4 persone
500 g di patate magenta
100-150 g di farina di grano timidia integrale
Per la ricetta della pestata di foglie fresche di basilico e mandorle vedi qui
oppure per variare pesto basilico e pistacchi oppure pesto di rucola

Procedimento
Scegli delle patate più o meno delle stesse dimensioni e falle cuocere in vaporiera (o forno a vapore): così facendo le patate manterranno tutto il loro sapore e inoltre assorbiranno meno acqua.
Quando le patate sono ben cotte sbucciarle..lo so, saranno bollenti ma l’ideale è lavorarle calde per quanto possibile.
Una volta sbucciate schiacciarle con uno schiaccia patate e raccoglierle in una terrina capiente: aggiungere poco alla volta la farina alle patate e impastare: dovrai ottenere un impasto sodo e omogeneo. Aggiungere più farina renderà gli gnocchi più sodi ma farà anche perdere un pò il sapore delle patate magenta così delicate. L’uso di una minore quantità di farina farà emergere il sapore delle patate e renderà gli gnocchi più morbidi.
Dopo aver ottenuto l’impasto tagliarlo in 5 pezzi e da ognuno ottenere dei cordoncini di impasto e con un tagliapasta tagliare dei pezzetti di circa 1 cm: ripassarli bene nella farina e quindi metterli da parte. Procedere con i restanti.
Preparare una pentola con acqua salata e portarla ad ebollizione. Gettare in acqua gli gnocchi delicatamente e poco per volta e ripescarli quando vengono su a galla.
Se sarà stata usata poca farina verranno a galla molto più velocemente, ma attenzione che non scuociano!
Condirli con pesto secondo i propri gusti!

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