Articoli

, , , , , ,

Chai ossia il te speziato dell’India

“Chai chai…chai chai” è un suono che risuona nelle strade trafficate di Madras oppure di fronte ai tempi di Madurai o alla stazione dei treni di Bangalore e sui treni diretti ovunque in India.. Il chai è una bevanda…anzi la bevanda in India! E’ un te speziato, anche se non proprio quello che intendiamo in Europa per “te”. Infatti il chai ha la caratteristica che non solo sia arricchito da spezie profumatissime (e benefiche!), ma che è a base di latte (oppure latte e acqua), di conseguenza più corposo di quello cui siamo abituati essere un te.
Se lo si assaggia per strada da uno dei tanti venditori ambulanti si potrebbe notare questo grande calderone profumato dove si porta ad ebollizione il latte insieme a spezie (cardamomo, cannella, zenzero, pepe nero, coriandolo, chiodi di garofano, anice stellato, noce moscata… a ognuno la sua miscela!) e un pò di te nero naturalmente.
Poche bevande sono così aromatiche, profumate, avvolgenti e accomodanti come il chai per me. Spesso in inverno il suo effetto diventa oltre balsamo per l’animo anche panacea per i raffreddamenti.. E si, perchè scegliendo bene le spezie da aggiungere si può sfruttare questa bevanda per prepararci anche un buon supporto per gli acciacchi di stagione: zenzero (ottimo per liberare le vie aeree), cannella (nella medicina cinese usata nei rimedi per combattere il freddo), chiodi di garofano e anice stellato (entrambi antibatterici)..  Ma naturalmente se la usate come rimedio per un raffreddore abbiate cura di non aggiungere zuccheri extra, basterà usare un latte vegetale (per sua natura più dolce) come ho indicato nella mia ricetta e magari una spolverata di cannella in più!

P.S. Una volta diventati pratici con il gusto del chai, nessuno vieta di usarlo in altre forme, come per esempio la mia crema per farcire delle frolle al gusto di masala chai.

Per restare aggiornata/o e non perdere le news, iscriviti alla NEWSLETTER.
Puoi sintonizzarti anche sui social seguendo la mia Cucina Naturale su Facebook.

Ingredienti (2 tazze)
350-400 ml di latte di avena
1 cucchiaino di te nero darjeeling
1 bacca di cardamomo
4 fettine di zenzero fresco
3 chiodi di garofano
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/3 di cucchiaino di semi di coriandolo
noce moscata
anice stellato in polvere

Procedimento
Versare il latte in un pentolino e aggiungere le fettine di zenzero fresco quindi fare sobbollire per alcuni minuti. Nel frattempo macinare il cardamomo, i chiodi di garofano, il coriandolo e poca noce moscata.
Aggiungere le spezie polverizzate e quelle già in polvere al latte che ha sobbollito per qualche minuto con lo zenzero e lasciare ancora un minuto, quindi aggiungere anche il te e spegnere lasciando riposare per almeno 3-4 minuti.
Filtrare e servire caldo.

, , , , , ,

Vellutata di miglio, lenticchie rosse e zucca con maggiorana

E’ stato un lungo periodo di assenza dal blog, tra nuovi progetti di lavoro, viaggi, formazione e ancora nuovi progetti … Un periodo intenso, costruttivo e  pieno di evoluzioni. E ancora lo è. Ma il blog non poteva rimanere fermo per così tanto tempo, e lo spunto è arrivato sentendo dai miei corsisti al mio ultimo corso quanto sia difficile per alcuni di loro trovare delle soluzioni veramente efficaci e salutari per il pranzo quando sono al lavoro. Non sono riuscita a  trattenermi dallo scrivere un post con una ricetta/spunto per salvare il pranzo  ( e così facendo spesso anche il resto della giornata!) nei casi in cui si è spesso costretti a mangiar fuori e non si ha molto tempo.
Se a pranzo c’è qualcosa che non ci dovremmo far mancare per poter procedere con serenità anche per il resto della giornata, questo sono i carboidrati complessi… mi riferisco soprattutto ai cereali. Se ad essi ci aggiungiamo poi una piccola quantità di legumi e delle verdure il più è fatto! Il massimo con le giornate molto fredde che si preparano è che sia anche qualcosa di caldo! Ecco quindi la ricetta di oggi:  una splendida vellutata con queste caratteristiche da portar con sè, magari anche in un termos.. Il pranzo fuori casa è salvo! E’ naturalmente ottima anche se si gusta a casa propria con calma a pranzo o cena con chi ci fa piacere.

Questa vellutata è più semplice a farsi che a spiegarsi, ma nella sua semplicità nasconde dei preziosi doni: aiuta a portare equilibrio agli zuccheri del sangue, supporta il sistema pancreas-milza e ci nutre profondamente.. proprio quello di cui abbiamo bisogno in questo periodo.


Ingredienti
60 g di miglio
50 g di lenticchie rosse
2 fette di zucca
1 carota
1/2 porro piccolo (oppure una piccola cipolla bianca)
maggiorana a piacere
1 foglia di alloro
olio evo
sale
Procedimento
Lavo bene il miglio e le lenticchie rosse e le lascio in acqua per circa 30 minuti.
Dopo averli lavati taglio finemente il porro, cubetto la carota e la zucca. Verso un paio di cucchiai di olio in un tegame antiaderente e a fuoco medio faccio rosolare il porro con la carota e la zucca per 5 minuti circa, quindi aggiungo un pizzico di sale e faccio cuocere ancora con coperchio per altri 10 minuti.
Aggiungo  il miglio e le lenticchie rosse sciacquate e aggiungo l’acqua (per ogni porzione di miglio 3 di acqua, per ogni porzione di lenticchie rosse 2 di acqua). Aggiungo la foglia di alloro e far cuocere con coperchio per circa 20 minuti. Dopo questo tempo elimino la foglia di alloro, eventualmente aggiusto di sale e frullo il contenuto del tegame in modo da ottenere una crema liscia. Faccio cuocere ancora qualche minuto e aromatizzo con foglie di maggiorana.

, , , , , ,

Zuppa di azuki e zucca

Trovo che ci siano alcuni cibi che sono particolarmente amici di alcuni momenti dell’anno: così ecco che quando arrivano delle giornate fredde d’inverno come adesso oltre a bere qualche tisana calda in più e indossare i miei maglioni più caldi comincio anche a cucinare quello che può aiutare di più il mio corpo a rispondere bene a questo cambio climatico.
Oggi per esempio lo faccio abbinando un cereale semplice (riso integrale ma potrebbe essere anche miglio oppure grano saraceno..) ad una zuppa di azuki e zucca.
Gli azuki sono dei legumi interessanti per tutti i i loro valori nutritivi e sono di grande supporto per i reni: il freddo li mette sotto sforzo notevolmente (quante volte capita di sentire frasi del tipo: “con questo freddo devo correre costantemente in bagno..”?!?).
La zucca è un vegetale per eccellenza che aiuta a stabilizzare gli zuccheri nel sangue e supporta il pancreas in particola modo: affermato dalla medicina cinesi millenni fa, dalla macrobiotica più ampiamente diffuso negli ultimi cinquantanni…riportato nelle riveste scientifiche come antidiabetico negli ultimi anni… Anche la scienza arriva infine a ciò che gli antichi saperi avevano dedotto da secoli dalla semplice osservazione della natura.

Aggiunta di cipolla supporta la liberazione del sangue dalle tossine e le erbe espandono il tutto con le loro caratteristiche: ecco una delle ricette con cui tengo lontano gli effetti deleteri delle giornate fredde (e di troppe tossine) da mio corpo.

azuki_zucca

Ingredienti

Cereale a piacere (riso integrale, miglio, grano saraceno, avena..)

100 g di azuki secchi

250 g di zucca

1 cipolla

salvia e rosmarino

kombu o alloro (o entrambi)

sale integrale

olio evo

hatcho miso (facoltativo)

Procedimento

Lavo gli azuki accuratamente e li metto in ammollo alcune ore prima (o la sera  prima). Cuocio gli azuki in acqua fredda ricoprendoli almeno con due dita di liquido e aggiungo delle foglie di alloro e un pezzettino di alga kombu. La cotture richiede tra i 35 e i 50 minuti (dipende molto dagli azuki). A fine cottura aggiungo il sale.
In un secondo tegame scaldo dell’olio evo e aggiungo la cipolla tagliata a fettine sottili e la faccio ammorbidire a fuoco basso. Aggiungo anche la salvia e il rosmarino alla cipolla e quindi la zucca: aggiungo pochissima acqua per non far bruciare il fondo e coprendo con un coperchio faccio cuocere a fuoco basso fino a far si che anche la zucca si ammorbidisca.
Aggiungo alla zucca gli azuki (con eventuale loro liquido di cottura) e lascio insaporire: a scelta aggiusto di sale semplicemente oppure aggiungo poco miso a fine cottura. Servo insieme a riso integrale lungo (magari insaporito con erbe aromatiche e semi) o altro cereale.

Se gli azuki non ti stancano e poi vuoi continuare con un idea dolce con gli azuki e adatta all’inverno prova per esempio la mia idea di azuki in tazza… and enjoy!

, , ,

Lo yogurt di mandorla con semi di chia e le supercolazioni

Per chi ama usare lo yogurt a colazione piuttosto che per merenda ma è stanco del solito yogurt di soia al naturale la soluzione ottima è dedicarsi all’autoproduzione (parolone che nasconde grandi semplicità) e preparare da sè il proprio yogurt.

Lo yogurt di mandorle è fondamentalmente un latte di mandorle fermentato per almeno 8-10 ore che non produce coaguli, di conseguenza non si ottiene la consistenza densa e cremosa dello yogurt classico. Per ovviare a questo particolare che per molti potrebbe fare la differenza solitamente faccio addensare lo yogurt con uno di questi due metodi:

– farina di semi di carrube, un ottimo addensante anche a freddo, ricco di fibre, che non ha effetti indesiderati sul sapore;

– semi di chia, che non è un vero e proprio addensante ma aggiungendo al latte tende a gelificare, rendendolo più compatto oltre che impreziosirlo dei suoi nutrienti (amminoacidi e grassi essenziali e fibre salutari per il nostro intestino).

Il vantaggio di utilizzare i semi di chia è che si crea l’effetto “soap & brush” dell’intestino: i semi di chia con la loro gelatina insieme ai fermenti hanno un effetto di profonda pulizia sull’intestino e riequilibrio della flora intestinale, appunto proprio quando passiamo su una superficie una spazzola con sapone.

yogurt_mandorle_chia_small

Ingredienti:

1 litro di latte di mandorla al naturale

125 d di yogurt di soia oppure uno starter per yogurt (si trovano solitamente in farmacia)

Procedimento

Scelgo un latte di mandorla al naturale e che sia abbastanza denso: tra quelli in commercio trovo il mio preferito è questo, altrimenti si può autoprodurre anche il proprio latte di mandorla al naturale!
Scaldo il latte di mandorla rendendolo tiepido quindi lo verso in un contenitore di vetro pulito che possa essere chiuso: se il coperchio è ermetico mi assicuro di riempirlo per non oltre i 2/3 .
Aggiungo al latte di mandorla tiepido lo yogurt oppure i fermenti e mescolo molto bene in modo da redistribuire uniformemente.
Conservo in un ambiente tiepido, oppure avvolto in un panno caldo, in modo che si mantenga la temperatura e lo yogurt possa fermentare (per circa 8 ore).
Avvenuta la fermentazione lo conservo in frigorifero e preparo di volta in volta la porzione necessaria. Per circa 150 ml di yogurt fermentato aggiungo un cucchiaino di semi di chia, mescolo e lascio riposare per circa 30 minuti/ 1 ora così che i semi di chia rilascino il loro gel. Posso aggiungere frutta secca, frutta fresca o cereali per arricchirlo.

, , , , ,

Golden Milk, il latte d’oro

Da anni è immancabile nei miei corsi di cucina sulle spezie e fino a poco tempo fa era un perfetto sconosciuto ai più. Negli ultimi mesi invece non si sente parlare di altro, tanto che molte aziende si sono già attivate e produrlo e venderlo come bevanda già pronta oppure miscele pronte e aromatizzate a cui va aggiunto solo la parte liquida.
Ben vengano le buone abitudini, ma visto che in tanti continuate a chiedermi: “ma come si fa il Golden Milk?” ecco qualche spiegazione.

Ma di cosa stiamo parlando?
Il Golden Milk è una bevanda largamente diffusa in India, soprattutto come rimedio/prevenzione. Si narra che gli yogi consigliassero ai loro discepoli, che tenevano per lungo tempo le loro posizioni yoga, di usarla almeno per 40 giorni all’anno in modo che le loro articolazioni potessero trovare sostegno da questa bevanda.. Le articolazioni e non solo aggiungerei. Il Golden Milk ha una composizione tale da essere considerato un antinfiammatorio naturale, sia per articolazioni, ma in generale anche per l’apparato scheletrico e muscolare…
Essendo la curcuma il “principio attivo” di questa bevanda, le sue proprietà sono molte altre ancora:

antiossidante molto potente (da qui l’azione antinfiammatoria) che svolge la sua attività non solo a livello muscolare ma riduce anche lo stress ossidativa interno che è una sorta di piccolo stato di infiammazione cronica lieve con cui spesso conviviamo perchè molto silente e lieve (ma spesso cronico);

– la spezia anti-cancro (definita così da molti ricercatori): si è visto come la curcumina si attiva sia come inibitore della proliferazione cellulare, sia come “killer” di cellule anomale. Sempre per il suo potere antinfiammatorio può prevenire gli stati che determinano lo svilupparsi di un tumore;

– allevia i sintomi dell’artrite: varie ricerche hanno dimostrato che la curcumina allieva i sintomi dell’artrite nel giro di 2 settimane come un farmaco antinfiammatorio;

fegato: sembra che contribuisca a tenere il fegato in salute favorendo la produzione di enzimi deputati alla detossificazione del fegato, sia favorendo il flusso biliare che depura e rinvigorisce il fegato;

– per le donne in età fertile: le bevande a base di curcuma sono consigliate per dare sollievo ai fastidiosi crampi e disturbi mestruali. La cura deve essere preventiva, per esempio una settimana prima del ciclo.

Questo solo per citare alcuni degli effetti benefici, in effetti la letteratura scientifica si è data molto da fare riguardo gli studi sui benefici della curcumina…Ma l’ispirazione è sempre data dalle tradizioni popolari: la curcuma era così tanto usata e per così innumerevoli rimedi che un fondo (più di un fondo) di verità ci doveva essere.

Come si prepara il Golden Milk?
L’originale ricetta indiana sembra che fosse a base di una pasta di curcuma, acqua e pepe che viene sciolta in un bicchiere di latte di capra con un cucchiaio di olio di mandorle.

In pratica abbiamo bisogno perchè la curcuma funzioni che ci sia nella miscela una (o più sostanze) che contribuiscono a favorirne l’assorbimento: il pepe e la parte grassa (olio e latte). That’s it!

Se si comprende il principio, è semplice creare la propria versione, in base alle proprie esigenze e gusti (più o meno pepe, latte vegetale invece di quello animale, aggiungere del dolcificante a piacere per renderlo più gradevole..).

Personalmente non preparo la pasta di curcuma (a base di curcuma, poco pepe e acqua tiepida quanto basta per avere una pasta) per il mio golden milk ma parto direttamente dalla curcuma in polvere. E’ comunque molto veloce.

Uso un latte vegetale, che ritengo più sano per me e per il pianeta, e preferisco il latte di mandorle: la scelta va sul latte di mandorla perchè tra i latti vegetali è uno di quelli con una maggiore quantità di grassi buoni ideali per favorire l’assorbimento della curcumina.

Sull’uso del pepe ognuno può far appello alle proprie esigenze: personalmente ne uso un pizzico per ogni bicchiere che mi preparo. Può essere eliminato nel caso si soffra di problemi gastrici oppure limitarlo moltissimo. Se eliminate il pepe potreste aggiungere un pò di zenzero, cannella, chiodi di garofano oppure una miscela di spezie ma soprattutto non dimenticate di aggiungere alla bevanda il cucchiaino di olio per dare la possibilità alla curcuma di essere assorbita.

E il sapore?
C’è chi lo ama al naturale e a chi invece non piace il sapore. Suggerisco sempre di iniziare con una dose più bassa di curcuma in modo da familiarizzare con il sapore (nella mia ricetta per esempio si può iniziare con 1/2 cucchiaino aumentando le dosi di giorno in giorno).
Dolcificare si può? Si magari con un dolcificante naturale come il malto, zucchero di cocco, sciroppo di dattero, succo di mela… Niente paura, funzionerà lo stesso, basta non esagerare con gli zuccheri!!!

Ed ecco la mia ricetta..

goldenmilk

Ingredienti (per una tazza):

1 cucchiaino abbondante di curcuma

1-2 cucchiaini di olio di lino (va bene anche mandorle, canapa o altri oli a scelta)

1 pizzico di pepe macinato di fresco

1/4 cucchiaino di garam masala (facoltativo)

200 ml circa latte di mandorle al naturale (preferisco quelli prodotto in  Italia)

succo di acero  a piacere

Procedimento

In una tazza verso la curcuma, macino il pepe nero, aggiungo il garam masala e l’olio di lino.

Scaldo il latte di mandorla, rendendolo tiepido o poco più. Ne verso una piccola quantità nella tazza per sciogliere le spezie e i piccoli grumi di curcuma (sgradevoli al palato). Aggiungo il rimanente latte e infine dolcifico a piacere.

, , ,

Insalata di fagioli azuki e avocado

Ne ho già parlato in altre occasioni dei fagioli azuki (la cioccolata in tazza oppure la torta con cioccolata di azuki ), e non me ne stancherei mai, tanto trovo questi piccoli fagioli quasi “magici”. In questa insalata tanto semplice quanto gradevole, ottima per l’estate, sono combinati con l’avocado, altro mio idolo della stagione calda.
..non servono particolari procedimenti per questo semplice piatto, se non cura e amore nel prepararlo. Enjoy!

fagioliazuki_insalata

Ingredienti

150 g di azuki già lessati

200 g di pomodorini maturi

1 avocado maturo

½ cipolla rossa di Tropea

Foglie di spinacino a piacere

Erba cipollina e basilico

Sale marino integrale

2 cucchiai di succo di limone

Olio evo (facoltativo)

Procedimento

Preparare l’insalata tagliando l’avocado a cubetti, aggiungere il limone, l’erba cipollina e il basilico e mescolare in una terrina.   Aggiungere i pomodorini tagliati, gli azuki  e lasciare marinare per circa 30 minuti in frigorifero.

Aggiungere prima di servire la cipolla tagliata a fettine sottili e lo spinacino.

Aggiustare di sale e pepe ed eventualmente aggiungere olio di oliva se necessario (se l’avocado è abbastanza maturo potrebbe non essere necessario).

,

Kale, cavolo riccio oppure nero…comunque sono tutti super..

Kale è un vocabolo inglese che indica un ortaggio a foglia verde scura, irregolare e spesso lobata oppure riccia. Cresce tipicamente nei climi freddi (ecco perchè ne fanno grandi scorpacciate in Gran Bretagna) e, buona notizia, anche da noi in Italia esiste e lo coltiviamo. Lo conosciamo come cavolo nero oppure cavolo riccio. Non sono esattamente uguali ma si assomigliano poichè appartenenti alla stessa famiglia: il cavolo riccio era stato un pò dimenticato  dai nostri contadini, quindi non è proprio alla portata del banco del supermercato, ma in molti mercati del nord Italia è ancora possibile trovarlo.
kalecuttingboard
Sembra che il cavolo riccio abbia una maggiore concentrazione di nutrienti rispetto al più conosciuto cavolo nero (quello della ribollita toscana per intenderci), per questo è proprio lui ad essere stato identificato da moltissimi magazine come uno dei più importanti “superfood“: nulla da invidiare quindi a bacche di Goji, alchenchengi, maca e il resto dell’esotica famiglia dei “superfood”.
Ma che proprietà ha questo cavolo riccio (e in minor quantità il suo cugino minore cavolo nero)?
Alcune riassunte:
– è considerato uno degli alimenti con più alti valori ORAC (Oxigen Radical Absorbance Capacity): significa che ha un tenore di antiossidanti (vitamina C, beta-carotene, quercitina..) molto elevato e quindi una grande capacità di riassorbire i radicali liberi.
– contiene composti che si trasformano in isotiocianati nel tratto digestivo: questi ultimi sono composti ormai noti nella prevenzione del cancro.
– protegge le vie urinarie, grazie alla sua ricchezza in pro-vitamina A e contrariamente a molti ortaggi a foglia verde contiene un basso quantitativo di ossalati.

Perchè non provare allora?
Vista la stagione si potrebbe partire da una semplice zuppa e magari 1-2 foglie aggiunte crude alla nostra insalata.

, , , ,

Vellutata di patate dolci

Per quanto il nome e l’aspetto facciano pensare in tutto e per tutto alle comuni patate in realtà si differenziano notevolmente, sia per il sapore (una tale dolcezza da giostrare a nostro favore nei piatti salati e da sfruttare per i piatti dolci) sia per le caratteristiche nutrizionali.
Intanto le patate dolci non fanno parte della famiglia delle solanacee (patate, peperoni, pomodori, melanzane) quindi a parte il nome non hanno nulla a che vedere con la patata comune. E’ ricca di fibre e amidi “buoni” se paragonati a quelli della patata (infatti ha anche un indice glicemico molto più basso), un basso contenuto di grassi e un alto contenuto di minerali. La buccia si è visto che ha proprietà di ridurre le glicemia e il colesterolo. In Giappone l’estratto della buccia viene usato per curare il diabete, l’ipertensione e l’anemia!
Insomma non resta che introdurla nella nostra cucina… Con i giusti accorgimenti diventa un ingrediente con cui creare anche sfumature nuove per i nostri piatti salati..

vellutatapatate.dolci.nome

Ingredienti
4 patate dolci
1 cipolla
1 porro
2 carota
1 spicchio di aglio
Olio evo
Za’atar (in mancanza sostituire con un mix di semi di sesamo tostati, timo, origano e sale)

Procedimento
In una pentola mettere versare qualche cucchiaio di olio evo e aggiungere l’aglio, la cipolla tritata, il porro e la carota tritata e far cuocere alcuni minuti a fuoco basso. Aggiungere acqua se necessario. Aggiungere quindi le patate tagliate a cubetti e e versare acqua o brodo vegetale fino a ricoprire. Far cuocere con coperchio per 20 minuti circa.
Scaldare un paio di cucchiai di olio evo e versarli sopra la miscela di za’tar quindi lasciarlo riposare per circa un ora.
Frullare la vellutata in modo da ottenere un composto liscio e servire nei piatti aggiungendo un cucchiaino di za’tar con olio a condire.

, , ,

Litchi

foto http://homeyeats.wordpress.com

La prima volta che li mangiai fu in Indonesia mentre mi trovavo con dei bambini… loro mangiavano queste strane palline rugose contentissimi come fossero le caramelle più buone del mondo…io li guardavo e me ne hanno offerta una… Che meraviglia!
Adesso improvvisamente me ne è venuta voglia…istintivamente…è da qualche giorno che ho bisogno di mangiarne uno o due…è come se il mio corpo me li richiedesse… Quindi gli obbedisco…e nel frattempo mi sono documentata un pochino su i vari effetti benefici del litchi.
Proprietà e benefici: ricerche fatte soprattutto in Cina mostrano come il Litchi sia un antiossidante, attivi la protezione contro i virus, favorisce l‘irrorazione sanguigna, è ricco di vitamina C (circa 71,5 mg per 100 g di frutto),  E’ ricco di  vitamine del gruppo B (niacini, tiamina, folati) e di minerali come il potassio e il rame.
E’ possibile trovare tutta una serie di infusi, tisane, decotti a base di Litchi come rimedi per diversi disturbi: diarrea, anemia, raffreddore, mal di stomaco, ecc. in questo sito:
http://www.bitterrootrestoration.com/health-care/medicinal-uses-of-litchi.html