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Il tempeh può essere un ottimo sostituto delle proteine animali per un secondo veloce e appetitoso. Il tempeh, contrariamente ai legumi che vanno comunque “premeditatati” (mettere in ammollo per esempio e cuocerli) può essere una buona scelta per un pranzo da realizzare last minute, quindi averne una confezione in frigo può essere una scelta intelligente come salva-pranzo.

Il tempeh è un prodotto fermentato, derivante dalla soia per l’esattezza, anche se oggi lo si può trovare anche come prodotto della fermentazione dei ceci oppure dei fagioli. Le sue origini sono lontane, in Indonesia, dove lo si trova in ogni casa, poichè cibo povero, infatti è un ingrediente principe dello street food indonesiano (ti ricordi il Gado Gado!) .

Se sei un fan dell’autoproduzione potresti avventurarti nel processo di fermentazione che porta alla produzione del tempeh (è necessario per partire uno starter che io di solito trovo qui ).
Se invece sei alle prime armi, per iniziare puoi comprarlo il tuo tempeh già pronto in qualche negozio di alimenti biologici, confenzione al naturale, in mdo che possa essere tu a conferirgli gusto con questa ricetta.

In questo caso ho usato verdure che si possono avere facilmente in casa in questa stagione: cipolle, carote, ravanelli e sedano. Anche se qualcuno storce il naso con il sapore pungente dei ravanelli consiglio di provarli in cottura: perdono il sapore pungente diventando delicatamente dolci.
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Tempeh al rosmarino con verdure agrodolci e olive taggiasche

Ingredienti

150 g di Tempeh al naturale
un mazzetto di rosmarino
3 cucchiai di tamari
olio evo
sale
Per le verdure
2 carote
1 cipolla rossa
5-6 ravanelli
2 cucchiai di olive taggiasche
2 spicchi di aglio
sedano
1-2 cucchiai di aceto di mele
olio evo
sale marino

Procedimento
Cubettare il tempeh e metterlo in un contenitore con il rosmarino tritato, il tamari e l’olio evo: lasciar riposare per almeno 30 minuti, meglio 2 ore.
Tagliare la cipolla rossa a spicchi grossolani, le carote a losanga, il sedano grossolano, e i ravanelli in 4 spicchi. In un tegame versare l’olio evo e aggiungere gli spicchi di aglio intero a rosolare quindi aggiungere le altre verdure: far cuocere insieme mescolando per una decina di minuti, quindi aggiungere anche le olive e due cucchiai di aceto di mele, continuando a far cuocere per altri 10 minuti circa aggiungendo anche il sale.
In contemporanea cucinare il tempeh con la sua marinatura in una padella a parte, facendolo rosolare un pochino. A fine cottura aggiugere i tempeh alle verdure e terminarli insieme. Servire caldo.

La primavera, germoglio dopo germoglio, è arrivata a pieno ritmo.
E anche la pioggia di questi giorni ne fà parte.. rinfresca l’aria, la rinnova e disseta la terra.. Che ci sostiene e ci nutre!
In questa stagione la terra per nutrirci ci offre alcuni vegetali di stagione fantastici per il nostro corpo: in questo piatto in particolare ho scelto la rucola e gli agretti!
Gli agretti sono tendenzialmente diuretici e sostengono i processi di depurazione (ve ne ho parlato anche qui ), invece la rucola, con il suo sapore pungente stimola il fegato e le sue funzionalità: in primavera per favorire una buona partenza del corpo dopo l’inverno.
Qui ho preparato un pesto con la rucola e i pistacchi per la pasta di grano timilia (ormai sanno tutti che è una delle mie preferite è quella degli amici della ValdiBella: se non li conosci ancora visita il loro sito!) ai quali ho aggiunto degli agretti e fili di carote scottati e spadellati: un piatto ben calibrato tra verdure e pasta: accompagna con dei legumi e qualche cruditè e il tuo pranzo sarà completo!

Ingredienti (per 2 persone)

120 g di linguine di grano timilia

un mazzetto di agretti

1 carota

1 spicchio di aglio

un mazzetto piccolo di rucola

4-5 foglie di aglio ursino

30 g di pistacchi

olio evo

sale 

Procedimento

Portare l’acqua per la pasta già salata ad ebollizione in una pentola. Lavare gli agretti, pulirli delle radici e la base troppo coriacea e sbollentarlo nell’acqua per 3 minuti circa, quindi scolare e metterli da parte.

Pulire la carota e tagliarla per la lunghezza aiutandosi con un pelapatate oppure con un attrezzo per preparare gli spaghetti vegetali: ottenuti i fili di carota sbollentarli nella stessa acqua bollente per 30 secondi. Scolarli e ripassarli in padella con olio evo e uno spicchio di aglio con anche gli agretti. 

Nell’acqua di cottura delle verdure cuocere le linguine.

In un mortaio pestare la rucola e l’aglio ursino dopo averli tagliati finemente a coltello aiutandosi anche con i pistacchi. Preparare un pesto grossolano e aggiungere l’olio.

Scola le linguine al dente, aggiungi il pesto di rucola e infine gli agretti e le carote. Servi subito.

Enjoy!

 Pensavo di parlarvi di un insalata che è deliziosa, semplice e splendida per utilizzare la frutta secca che gira per casa durante le feste natalizie.. Un post fresco e veloce insomma..     Invece nell’accingermi a scrivere un post sul mio sito dopo quasi un mese ho appena scoperto che è arrivato il fatidico momento in cui wordpress ha cambiato tutte le sue impostazioni di scrittura… ci impiegherò un pò ad abituarmi quindi non so bene quando sarà pronto questo post…speriamo prima di Natale!!!  =) 

Torno alla nostra insalata, mi sono ispirata ad un piatto ammirato in un libro di ricette israeliane alcuni mesi fa, che mi è tornata in mente in questo periodo perchè è quello in cui i datteri si trovano in quasi tutte le case. Ho scelto la valeriana per questa insalata dopo il racconto di Serena, contadina appassionata dell’azienda Cencio Molle di Mantova:  queste foglioline dall’aspetto così delicato in inverno crescono molto bene, soprattutto dopo una gelata che acquistare alle foglie dolcezza e diventare più croccanti! La valeriana aiuta il fegato e le sue funzioni depurative.

 

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Insalata di valeriana, datteri e mandorle

Ingredienti
30-40 g foglie fresche di valeriana
1/2 cipolla rossa piccola (oppure 1/4 di una grande)
3-4 datteri
una manciata abbondante di mandorle
pane tipo chapati o pita (anche il pane carasau può andar bene)
1 cucchiaio di aceto di melograno
1 cucchiaio di olio evo
sumac
sale, peperoncino (facoltativo)

Procedimento
Tagliare la cipolla a fettine finissime, unirla ai datteri snocciolati e tagliati e mescolarli insieme in una ciotolina insieme all’aceto di melograno. Far marinare per circa 30 minuti. 
Lavare la valeriana e disporla in una terrina. Tostare in padella le mandorle e il pane tagliato a triangolini: sul finire della tostatura aggiungere l’olio evo, il sumac, il peperoncino e il sale: amalgamare bene e spegnere il fuoco. 
Aggiungere all’insalata la cipolle con i datteri marinati insieme alle mandorle con il pane. Enjoy!

I consigli di Jyoti
Prova a sostituire potrebbero essere sostituiti anche da delle ottime albicocche disidratate per rendere la ricetta più “nostrana”!
L’aceto di melograno può essere sostituito dall’aceto di mele.

Le creme e le vellutate di verdure si possono fare un pò con tutto: asparagi, carote, zucca e di bucce di piselli..! Ecco, se per caso sei tra quelli che non amano gli sprechi o meglio ancora tra quelli che adora mangiare i piselli appena raccolti crudi adesso sai che le bucce non dovranno andare più tra i rifiuti organici!! La prima volta che la provai fu almeno 15 anni fa a Noto, e quando mi venne servita rimasi stupita a sapere che non si trattava di piselli ma solo delle bucce.. Qualche settimana fa mi trovavo a Siracusa e passeggiando per l’antico mercato di Ortigia fra il verde acceso delle bancarelle ho deciso di ripetere la magia della crema di baccelli…

Le dosi sono generiche, ti farai l’occhio in fretta se segui il procedimento. Unico must: i piselli rigorosamente bio!

Ingredienti

Bucce di piselli

qualche cipollotto fresco

Aglio, Menta

Olio evo

sale

Procedimento

Trita cipollotto e aglio in proporzione alla quantità di bucce di piselli che hai a disposizione: cipollotto e aglio ti servono per dare una base che insaporisca leggermente. Cuoci il cipollotto e l’aglio con olio evo e qualche cucchiaio di acqua in un tegame capiente.

Pulisci e lava accuratamente i baccelli dei piselli ( i piselli potresti già averli usati qui oppure qui ): non usare bucce che sono molto disidratate ma preferisci quelle carnose. Tagliali grossolanamente e aggiungili al tegame, ricoprili con acqua, aggiusta di sale e porta ad ebollizione. Fai cuocere finchè i baccelli non sono teneri, circa 20 minuti. Frulla il contenuto della pentola e successivamente passalo con un passaverdure per eliminare le fibre grossolane che saranno rimaste nella crema: i baccelli contengono molta più fibra dei piselli, quindi questo passaggio è necessario per ottenere una crema più liscia e libera da filamenti grossolani.
Tritare la menta finemente e usarla per insaporire la crema. Servila tiepida.

Mandorle Siciliane, una farina di mais di varietà antica della Lombardia e profumatissime scorze di limone Calabrese… ogni pezzo di questo dolce rustico è un pezzo d’Italia!

Ho deciso di provare una farina di mais di varietà spinato, punteggiata di scuro e non completamente dorata come siamo abituati per il mais: si chiama spinato questa varietà perchè è caratterizzata da avere degli uncini o piccoli rostri..insomma un mais armato! E’ una caratteristica delle varietà più antiche, quindi meno “addomesticate” e abituate a cavarsela in situazioni avverse ad essere munite da alcune naturali forme di difesa: in questo caso gli uncini servivano  a dissuadere gli uccelli.
Mi sono ispirata alla ricetta della sbrisolona mantovana, per stravolgerla: solo farina integrale, niente burro, niente uova, molto meno zucchero.

E i profumatissimi limoni e le mandorle siciliane fanno la differenza!

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Ingredienti (diametro 20-22 cm)

100 g di farina di mais

100 g di farina integrale

100 g di mandorle

60 g di zucchero mascobado

60 g di olio di mais

40 g di acqua fredda

1 cucchiaino di succo di limone

1 limone

1/2 cucchiaino di lievito per dolci

pizzico di sale

Procedimento

Trita grossolanamente circa 40 g di mandorle e metti le altre da parte.

In una terrina unisci la farina di mais, la farina integrale, lo zucchero, le mandorle tritate e quelle intere, il lievito, il sale, la scorza di un limone e mescola insieme gli ingredienti con una frusta in modo da omogeneizzarli.

Emulsiona insieme l’acqua, l’olio e il succo di limone e aggiungili agli ingredienti secchi e amalgama velocemente e in modo grossolano disponendo l’impasto a pioggia sulla tortiera cercando di sbriciolarlo con le mani il più possibile: l’impasto non deve assolutamente essere compattato sul fondo.

Cuoci in forno statico preriscaldato a 180°C per 35 minuti circa.

Dalle temperature esterne la stagione sembra dire che più che in tarda primavera siamo in estate!
Sia in un caso o nell’altro ho riscoperto come possa essere piacevole cucinare vellutate e zuppe anche se non siamo in pieno Febbraio!
Sono solita fare queste scelte nel mio menù quando voglio in qualche modo far “riposare” il mio sistema digestivo, perchè cucinare il cibo bene e lentamente per un certo lasso di tempo lo rende in alcuni casi molto più digeribile e di semplice assimilazione per il corpo. Una sorta di predigestione se siamo capaci a cucinarlo! Ammolli, cotture lente, erbe aromatiche: una sorta di cerimoniale più che preparazione per agevolare il nostro sistema digestivo.
Zucchine e piselli sono delle star per questa vellutata: ma anche i piselli freschi vanno ammollati?!? Si, lo consiglio caldamente: breve ammollo e riasciaquo successivo li renderanno più gradevoli e meno “flautolenti”!!

Poi ci sono i cereali che non mancano mai nella mia giornata: per cereali intendo naturalmente i cereali in chicco  (pane, pasta, crackers… sono tutti farinacei.. insomma una gran differenza con la potenza e meraviglia del chicco!!). I cereali nella mia giornata non sono semplicemente “i carboidrati”, ma ciò che energeticamente mi dà un centro, una piattaforma salda da cui partire (per questo a colazione non mancano mai). Dal punto di vista nutrizionale,i cereali integrali,  forniscono energia che può essere scaglionata gradatamente nel tempo e quindi essere di supporto per gestire al meglio le nostre riserve energetiche.
Cereali, vellutata e …fiori di zucca pastellati: si perchè le fritture le trovo delle coccole che fanno bene all’animo (e al piatto in questo caso). Di come friggere bene sia importante e come fare ne ho già parlato in precedenza in questo articolo.

Gli ingredienti nelle ricette semplici fanno sempre la differenza: non si tratta solo di verdure e cereali biologici, ma molto di più. Si tratta di ingredienti curati con dedizione, rispettando l’ambiente, il corso delle stagioni, i ritmi della natura, gli andamenti delle piante e il lavoro degli esseri umani. Sembra un miracolo ma tutto questo poi lo si assapora nel cibo (energia). In questo caso all’esito finale hanno contribuito i ragazzi dell’azienda agricola la Maldura e quelli del Cencio Molle che crescono e curano i loro ortaggi e cereali come se fossero loro figli! E’ sempre un piacere quando sono a Mantova andare ad acquistare da loro e sentire delle attenzioni che hanno verso la terra e le piante.

E ora si passi alla ricetta..

Ingredienti

120 g di farro integrale
150 g di piselli freschi già sgranati
2 zucchine piccole
1/2 cipolla
1 carota
una manciata di foglie di basilico fresco
1 foglia di alloro
olio evo
sale
senape di Dijon delicata

Per i fiori di zucca pastellati
fiori di zucca
farina di riso
farina di ceci
acqua frizzante fredda
olio per friggere
Procedimento
Metto in ammollo il farro: secondo la tipologia di decorticatura che ha avuto l’ammollo potrebbe variare da poche ore a una notte (per ridurre i tempi di cottura e avere un cereale più digeribile): nel  mio caso sono bastate un paio di ore e successivamente la cottura per assorbimento fino a completo assorbimento dell’acqua.

Metto in ammollo anche i piselli per un ora quindi li sbollento per 10 minuti in acqua con alloro. In un tegame faccio stufare la cipolla solo con acqua, la carota cubettata, la zucchine e aggiungo i piselli. Faccio cuocere a fuoco basso per 15 minuti circa poi aggiungo acqua a coprire e faccio cuocere per altri 20 minuti circa a fuoco basso. Infine frullo le verdure con un mixer e quindi aggiusto di sale olio ed eventualmente acqua per arrivare alla consistenza desiderata.
A parte mi preparo un olio al basilico con l’olio evo e il basilico e insaporisco il farro.

Per i fiori di zucca preparare una pastella con 50% di farina di ceci e 50% di farina di riso e aggiungere poco per volta l’acqua frizzante fredda. Bagnare i fiori di zucca nella pastella e friggerli in abbondante olio caldo.

Servire il farro con la vellutata e dei fiori di zucca, a piacere accompagnare con maionese veg alla senape.

Tour de force da alcune settimane! Cucinare e insegnare mi rende veramente felice ma anch’io mi posso esaurire correndo da Sud a Nord (passando per il Centro!) tra un corso e un evento: in questi casi per riprendermi utilizzo dei piatti semplici e corroboranti per me. Se in inverno mi rivolgo alle zuppe, in questa stagione un piatto veloce con ortaggi freschi (foglie verdi…mi raccomando non dimentichiamole in Primavera!) che sfrutta l’energia rinforzante della pasta soba ci vuole proprio per ripristinare le energie!

Quando ho bisogno di un piatto nutriente e veloce utilizzo la pasta soba con delle verdure: nella tradizione cinese viene considerato il cibo della buona sorte (è infatti di buon auspicio mangiare la zuppa con la pasta soba a inizio anno). Penso che questa credenza nascesse dall’esperienza della gente nel mangiare questo piatto e sentirsi rigenerato, scaldato in inverno, quasi rinforzato.. Sicuramente niente male come caratteristiche .. la scienza medica in fondo nacque proprio dalle osservazioni empiriche!
La pasta soba in effetti è a base di grano saraceno e frumento (quantità variabili in base a quella che acquistate o preparate voi stessi): il grano saraceno, ha un profilo nutrizionale notevole come alimento, soprattutto utile in caso di spossatezza, debolezza, freddo.

Io l’ho preparata in questo caso alle foglie di senape, degli anelli di cipolle e pomodorini freschi ben maturi risulta un piatto ottimo per la stagione.
La senape è una splendida erbacea con potere antinfiammatorio e ottima per il fegato (si siamo proprio nella stagione giusta per supportarlo più che possiamo). Il sapore poi è particolarissimo: prima sembra dolce, poi amaro e infine arriva il piccante.. Stupefacente! Ci si può veramente sbizzarrire! La semplicità è il segreto in questo piatto (e l’energia che dona!!!).

Ingredienti per 2 persone:
160 g di spaghetti soba
un mazzetto di foglie di senape
1 cipolla rossa di Tropea
10-12 pomodorini ben maturi al punto giusto
olio evo
sale
Procedimento
Preparare dell’acqua bollente salata in cui far scottare per 2-3 minuti le foglie di senape e per 1 minuto la cipolla tagliata a fettine: a piacere la stessa acqua può essere usata per cuocere al pasta soba.
Cuocere la pasta soba al dente e successivamente sciacquarla abbondantemente sotto acqua corrente.
Tagliare i pomodorini a metà e spadellarli in qualche cucchiaio di olio evo per un paio di minuti: aggiungere la pasta, le foglie di senape e la cipolla.
Servire subito ed enjoy it!

Spesso sono necessarie delle idee veloci che possano sollevarci dal passare molto tempo in cucina, ma ci assicurino allo stesso tempo di avere il carico di energie che ci serve per affrontare la giornata. Adesso con le giornate più calde la stagione ci mette a disposizione più frutta, ma usare solo un frutto per il nostro snack/merenda/colazione avvolte non ci porta lontano dal punto di vista energetico. Ecco che per la colazione o per dei break al volo veloci quando il lavoro intenso non mi consente molte pause, ricorro agli smoothie (o frullati lisci): in particolare se nello smoothie utilizzo non solo frutta, come accade solitamente, ma anche dei cereali, allora può diventare una vera fonte di energia che ci sostiene nella giornata. I cereali che uso più frequentemente sono i fiocchi di avena per le loro caratteristiche nutrizionali, ma nulla vieta di sostituirli (di farro, frumento, grano saraceno..): sconsiglio invece i cereali soffiati che per via del trattamento che subiscono hanno una maggiore quantità di zuccheri semplici liberi.

La frutta da abbinare può variare, se si vuole sostituire la banana, che in questo caso funzione anche da dolcificante, basterebbe usare delle mele o pere ma magari aggiungendo un cucchiaio di un dolcificante grezzo a scelta oppure qualche dattero o fico secco… Insomma si presta a molte varianti, validissime per sostenere il corpo in queste giornate primaverili!
Enjoy!

Ingredienti (per 2 persone)
1 banana,
una decina di fragole fresche
4 cucchiai di fiocchi di avena mignon
latte di avena (o mandorle o riso)
dolcificante a piacere (facoltativo)
Procedimento
Versare i fiocchi di avena in un contenitore in ammollo con del latte vegetale fino a ricoprirlo.  Lasciare in ammollo per circa 30 minuti:  è preferibile lasciarlo in ammollo anche per più tempo, per esempio tutta la notte( in tal caso in frigorifero) in modo da aumentarne la digeribilità.
Frullare l’avena con le fragole e la banana e aggiungere poco alla volta altro latte fino a raggiungere la consistenza desiderata. A piacere aggiungere se necessario dell’altro dolcificante. Ottimo per colazione o merenda.

Risveglio delle mie radici del Sud in questa preparazione, tanto buona quanto veloce. E soprattutto la bellezza delle cose semplici!

Verdi broccoli, ricchi di calcio, olive in salamoia, con la loro lenta fermentazione lattica, profumatissimo e dolce finocchietto selvatico, che supporta la digestione e scorze di limone raccolto da poche ore.

E tutto sembra avere un ordine!

fusilli_broccoli

Ingredienti (per 2 persone)

160 g di pasta di grano timilia
350-400 g di broccoletti freschi
2 cucchiai di olive
un mazzetto di finocchietto selvatico
la scorza di un limone
1 spcchio di aglio
olio evo
sale marino integrale

Procedimento

Pulire i broccoletti separando le cime fiorite da eventuali foglie tenere.
Verso un cucchiaio di olio evo in una padella a fondo pesante, faccio scaldare aggiungendo lo spicchio di aglio.
Aggiungo le foglie piccole del broccolo e qualche cucchiaio di acqua, copro con un coperchio e lascio cuocere per alcuni minuti. Successivamente aggiungo
il finocchietto selvatico tritato grossolanamente e le olive. Faccio cuocere 2-3 minuti e lasciar riposare con coperchio.
In acqua bollente salata cuocio la pasta e aggiungo le cimette dei broccoli: le cimette dovranno cuocere circa 5 minuti quindi calcolo quando aggiungerli in base ai tempi di cottura della pasta.
Quando la pasta è al dente scolo e verso tutto nella padella e continuo a cuocere a fuoco vivace per 1 minuto circa con i restanti ingredienti.

Enjoy!

fusilli_broccoli_1

Da anni è immancabile nei miei corsi di cucina sulle spezie e fino a poco tempo fa era un perfetto sconosciuto ai più. Negli ultimi mesi invece non si sente parlare di altro, tanto che molte aziende si sono già attivate e produrlo e venderlo come bevanda già pronta oppure miscele pronte e aromatizzate a cui va aggiunto solo la parte liquida.
Ben vengano le buone abitudini, ma visto che in tanti continuate a chiedermi: “ma come si fa il Golden Milk?” ecco qualche spiegazione.

Ma di cosa stiamo parlando?
Il Golden Milk è una bevanda largamente diffusa in India, soprattutto come rimedio/prevenzione. Si narra che gli yogi consigliassero ai loro discepoli, che tenevano per lungo tempo le loro posizioni yoga, di usarla almeno per 40 giorni all’anno in modo che le loro articolazioni potessero trovare sostegno da questa bevanda.. Le articolazioni e non solo aggiungerei. Il Golden Milk ha una composizione tale da essere considerato un antinfiammatorio naturale, sia per articolazioni, ma in generale anche per l’apparato scheletrico e muscolare…
Essendo la curcuma il “principio attivo” di questa bevanda, le sue proprietà sono molte altre ancora:

antiossidante molto potente (da qui l’azione antinfiammatoria) che svolge la sua attività non solo a livello muscolare ma riduce anche lo stress ossidativa interno che è una sorta di piccolo stato di infiammazione cronica lieve con cui spesso conviviamo perchè molto silente e lieve (ma spesso cronico);

– la spezia anti-cancro (definita così da molti ricercatori): si è visto come la curcumina si attiva sia come inibitore della proliferazione cellulare, sia come “killer” di cellule anomale. Sempre per il suo potere antinfiammatorio può prevenire gli stati che determinano lo svilupparsi di un tumore;

– allevia i sintomi dell’artrite: varie ricerche hanno dimostrato che la curcumina allieva i sintomi dell’artrite nel giro di 2 settimane come un farmaco antinfiammatorio;

fegato: sembra che contribuisca a tenere il fegato in salute favorendo la produzione di enzimi deputati alla detossificazione del fegato, sia favorendo il flusso biliare che depura e rinvigorisce il fegato;

– per le donne in età fertile: le bevande a base di curcuma sono consigliate per dare sollievo ai fastidiosi crampi e disturbi mestruali. La cura deve essere preventiva, per esempio una settimana prima del ciclo.

Questo solo per citare alcuni degli effetti benefici, in effetti la letteratura scientifica si è data molto da fare riguardo gli studi sui benefici della curcumina…Ma l’ispirazione è sempre data dalle tradizioni popolari: la curcuma era così tanto usata e per così innumerevoli rimedi che un fondo (più di un fondo) di verità ci doveva essere.

Come si prepara il Golden Milk?
L’originale ricetta indiana sembra che fosse a base di una pasta di curcuma, acqua e pepe che viene sciolta in un bicchiere di latte di capra con un cucchiaio di olio di mandorle.

In pratica abbiamo bisogno perchè la curcuma funzioni che ci sia nella miscela una (o più sostanze) che contribuiscono a favorirne l’assorbimento: il pepe e la parte grassa (olio e latte). That’s it!

Se si comprende il principio, è semplice creare la propria versione, in base alle proprie esigenze e gusti (più o meno pepe, latte vegetale invece di quello animale, aggiungere del dolcificante a piacere per renderlo più gradevole..).

Personalmente non preparo la pasta di curcuma (a base di curcuma, poco pepe e acqua tiepida quanto basta per avere una pasta) per il mio golden milk ma parto direttamente dalla curcuma in polvere. E’ comunque molto veloce.

Uso un latte vegetale, che ritengo più sano per me e per il pianeta, e preferisco il latte di mandorle: la scelta va sul latte di mandorla perchè tra i latti vegetali è uno di quelli con una maggiore quantità di grassi buoni ideali per favorire l’assorbimento della curcumina.

Sull’uso del pepe ognuno può far appello alle proprie esigenze: personalmente ne uso un pizzico per ogni bicchiere che mi preparo. Può essere eliminato nel caso si soffra di problemi gastrici oppure limitarlo moltissimo. Se eliminate il pepe potreste aggiungere un pò di zenzero, cannella, chiodi di garofano oppure una miscela di spezie ma soprattutto non dimenticate di aggiungere alla bevanda il cucchiaino di olio per dare la possibilità alla curcuma di essere assorbita.

E il sapore?
C’è chi lo ama al naturale e a chi invece non piace il sapore. Suggerisco sempre di iniziare con una dose più bassa di curcuma in modo da familiarizzare con il sapore (nella mia ricetta per esempio si può iniziare con 1/2 cucchiaino aumentando le dosi di giorno in giorno).
Dolcificare si può? Si magari con un dolcificante naturale come il malto, zucchero di cocco, sciroppo di dattero, succo di mela… Niente paura, funzionerà lo stesso, basta non esagerare con gli zuccheri!!!

Ed ecco la mia ricetta..

goldenmilk

Ingredienti (per una tazza):

1 cucchiaino abbondante di curcuma

1-2 cucchiaini di olio di lino (va bene anche mandorle, canapa o altri oli a scelta)

1 pizzico di pepe macinato di fresco

1/4 cucchiaino di garam masala (facoltativo)

200 ml circa latte di mandorle al naturale (preferisco quelli prodotti in  Italia)

succo di acero  a piacere

Procedimento

In una tazza verso la curcuma, macino il pepe nero, aggiungo il garam masala e l’olio di lino.

Scaldo il latte di mandorla, rendendolo tiepido o poco più. Ne verso una piccola quantità nella tazza per sciogliere le spezie e i piccoli grumi di curcuma (sgradevoli al palato). Aggiungo il rimanente latte e infine dolcifico a piacere.