Articoli

, , , , ,

Crema di baccelli verdi

Le creme e le vellutate di verdure si possono fare un pò con tutto: asparagi, carote, zucca e di bucce di piselli..! Ecco, se per caso sei tra quelli che non amano gli sprechi o meglio ancora tra quelli che adora mangiare i piselli appena raccolti crudi adesso sai che le bucce non dovranno andare più tra i rifiuti organici!! La prima volta che la provai fu almeno 15 anni fa a Noto, e quando mi venne servita rimasi stupita a sapere che non si trattava di piselli ma solo delle bucce.. Qualche settimana fa mi trovavo a Siracusa e passeggiando per l’antico mercato di Ortigia fra il verde acceso delle bancarelle ho deciso di ripetere la magia della crema di baccelli…

Le dosi sono generiche, ti farai l’occhio in fretta se segui il procedimento. Unico must: i piselli rigorosamente bio!

Ingredienti

Bucce di piselli

qualche cipollotto fresco

Aglio, Menta

Olio evo

sale

Procedimento

Trita cipollotto e aglio in proporzione alla quantità di bucce di piselli che hai a disposizione: cipollotto e aglio ti servono per dare una base che insaporisca leggermente. Cuoci il cipollotto e l’aglio con olio evo e qualche cucchiaio di acqua in un tegame capiente.

Pulisci e lava accuratamente i baccelli dei piselli ( i piselli potresti già averli usati qui oppure qui ): non usare bucce che sono molto disidratate ma preferisci quelle carnose. Tagliali grossolanamente e aggiungili al tegame, ricoprili con acqua, aggiusta di sale e porta ad ebollizione. Fai cuocere finchè i baccelli non sono teneri, circa 20 minuti. Frulla il contenuto della pentola e successivamente passalo con un passaverdure per eliminare le fibre grossolane che saranno rimaste nella crema: i baccelli contengono molta più fibra dei piselli, quindi questo passaggio è necessario per ottenere una crema più liscia e libera da filamenti grossolani.
Tritare la menta finemente e usarla per insaporire la crema. Servila tiepida.

, , , , ,

Sbriciolata alle mandorle e farina di mais spinato

Mandorle Siciliane, una farina di mais di varietà antica della Lombardia e profumatissime scorze di limone Calabrese… ogni pezzo di questo dolce rustico è un pezzo d’Italia!

Ho deciso di provare una farina di mais di varietà spinato, punteggiata di scuro e non completamente dorata come siamo abituati per il mais: si chiama spinato questa varietà perchè è caratterizzata da avere degli uncini o piccoli rostri..insomma un mais armato! E’ una caratteristica delle varietà più antiche, quindi meno “addomesticate” e abituate a cavarsela in situazioni avverse ad essere munite da alcune naturali forme di difesa: in questo caso gli uncini servivano  a dissuadere gli uccelli.
Mi sono ispirata alla ricetta della sbrisolona mantovana, per stravolgerla: solo farina integrale, niente burro, niente uova, molto meno zucchero.

E i profumatissimi limoni e le mandorle siciliane fanno la differenza!

Prima di andare alla ricetta ricorda che per restare aggiornata/o e non perdere le news, ti puoi iscrivire alla NEWSLETTER.
Puoi sintonizzarti anche sui social seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook.

Invece se volessi assaggiare dal #vivo, partecipa al prossimo #evento!

 

Ingredienti (diametro 20-22 cm)

100 g di farina di mais

100 g di farina integrale

100 g di mandorle

60 g di zucchero mascobado

60 g di olio di mais

40 g di acqua fredda

1 cucchiaino di succo di limone

1 limone

1/2 cucchiaino di lievito per dolci

pizzico di sale

Procedimento

Trita grossolanamente circa 40 g di mandorle e metti le altre da parte.

In una terrina unisci la farina di mais, la farina integrale, lo zucchero, le mandorle tritate e quelle intere, il lievito, il sale, la scorza di un limone e mescola insieme gli ingredienti con una frusta in modo da omogeneizzarli.

Emulsiona insieme l’acqua, l’olio e il succo di limone e aggiungili agli ingredienti secchi e amalgama velocemente e in modo grossolano disponendo l’impasto a pioggia sulla tortiera cercando di sbriciolarlo con le mani il più possibile: l’impasto non deve assolutamente essere compattato sul fondo.

Cuoci in forno statico preriscaldato a 180°C per 35 minuti circa.

, , , , ,

Vellutata di piselli e zucchine con farro al basilico e fiori di zucca pastellati

Dalle temperature esterne la stagione sembra dire che più che in tarda primavera siamo in estate!
Sia in un caso o nell’altro ho riscoperto come possa essere piacevole cucinare vellutate e zuppe anche se non siamo in pieno Febbraio!
Sono solita fare queste scelte nel mio menù quando voglio in qualche modo far “riposare” il mio sistema digestivo, perchè cucinare il cibo bene e lentamente per un certo lasso di tempo lo rende in alcuni casi molto più digeribile e di semplice assimilazione per il corpo. Una sorta di predigestione se siamo capaci a cucinarlo! Ammolli, cotture lente, erbe aromatiche: una sorta di cerimoniale più che preparazione per agevolare il nostro sistema digestivo.
Zucchine e piselli sono delle star per questa vellutata: ma anche i piselli freschi vanno ammollati?!? Si, lo consiglio caldamente: breve ammollo e riasciaquo successivo li renderanno più gradevoli e meno “flautolenti”!!

Poi ci sono i cereali che non mancano mai nella mia giornata: per cereali intendo naturalmente i cereali in chicco  (pane, pasta, crackers… sono tutti farinacei.. insomma una gran differenza con la potenza e meraviglia del chicco!!). I cereali nella mia giornata non sono semplicemente “i carboidrati”, ma ciò che energeticamente mi dà un centro, una piattaforma salda da cui partire (per questo a colazione non mancano mai). Dal punto di vista nutrizionale,i cereali integrali,  forniscono energia che può essere scaglionata gradatamente nel tempo e quindi essere di supporto per gestire al meglio le nostre riserve energetiche.
Cereali, vellutata e …fiori di zucca pastellati: si perchè le fritture le trovo delle coccole che fanno bene all’animo (e al piatto in questo caso). Di come friggere bene sia importante e come fare ne ho già parlato in precedenza in questo articolo.

Gli ingredienti nelle ricette semplici fanno sempre la differenza: non si tratta solo di verdure e cereali biologici, ma molto di più. Si tratta di ingredienti curati con dedizione, rispettando l’ambiente, il corso delle stagioni, i ritmi della natura, gli andamenti delle piante e il lavoro degli esseri umani. Sembra un miracolo ma tutto questo poi lo si assapora nel cibo (energia). In questo caso all’esito finale hanno contribuito i ragazzi dell’azienda agricola la Maldura e quelli del Cencio Molle che crescono e curano i loro ortaggi e cereali come se fossero loro figli! E’ sempre un piacere quando sono a Mantova andare ad acquistare da loro e sentire delle attenzioni che hanno verso la terra e le piante.

E ora si passi alla ricetta..

Ingredienti

120 g di farro integrale
150 g di piselli freschi già sgranati
2 zucchine piccole
1/2 cipolla
1 carota
una manciata di foglie di basilico fresco
1 foglia di alloro
olio evo
sale
senape di Dijon delicata

Per i fiori di zucca pastellati
fiori di zucca
farina di riso
farina di ceci
acqua frizzante fredda
olio per friggere
Procedimento
Metto in ammollo il farro: secondo la tipologia di decorticatura che ha avuto l’ammollo potrebbe variare da poche ore a una notte (per ridurre i tempi di cottura e avere un cereale più digeribile): nel  mio caso sono bastate un paio di ore e successivamente la cottura per assorbimento fino a completo assorbimento dell’acqua.

Metto in ammollo anche i piselli per un ora quindi li sbollento per 10 minuti in acqua con alloro. In un tegame faccio stufare la cipolla solo con acqua, la carota cubettata, la zucchine e aggiungo i piselli. Faccio cuocere a fuoco basso per 15 minuti circa poi aggiungo acqua a coprire e faccio cuocere per altri 20 minuti circa a fuoco basso. Infine frullo le verdure con un mixer e quindi aggiusto di sale olio ed eventualmente acqua per arrivare alla consistenza desiderata.
A parte mi preparo un olio al basilico con l’olio evo e il basilico e insaporisco il farro.

Per i fiori di zucca preparare una pastella con 50% di farina di ceci e 50% di farina di riso e aggiungere poco per volta l’acqua frizzante fredda. Bagnare i fiori di zucca nella pastella e friggerli in abbondante olio caldo.

Servire il farro con la vellutata e dei fiori di zucca, a piacere accompagnare con maionese veg alla senape.

, ,

Pasta soba con foglie di senape, cipolla rossa e pomodorini

Tour de force da alcune settimane! Cucinare e insegnare mi rende veramente felice ma anch’io mi posso esaurire correndo da Sud a Nord (passando per il Centro!) tra un corso e un evento: in questi casi per riprendermi utilizzo dei piatti semplici e corroboranti per me. Se in inverno mi rivolgo alle zuppe, in questa stagione un piatto veloce con ortaggi freschi (foglie verdi…mi raccomando non dimentichiamole in Primavera!) che sfrutta l’energia rinforzante della pasta soba ci vuole proprio per ripristinare le energie!

Quando ho bisogno di un piatto nutriente e veloce utilizzo la pasta soba con delle verdure: nella tradizione cinese viene considerato il cibo della buona sorte (è infatti di buon auspicio mangiare la zuppa con la pasta soba a inizio anno). Penso che questa credenza nascesse dall’esperienza della gente nel mangiare questo piatto e sentirsi rigenerato, scaldato in inverno, quasi rinforzato.. Sicuramente niente male come caratteristiche .. la scienza medica in fondo nacque proprio dalle osservazioni empiriche!
La pasta soba in effetti è a base di grano saraceno e frumento (quantità variabili in base a quella che acquistate o preparate voi stessi): il grano saraceno, ha un profilo nutrizionale notevole come alimento, soprattutto utile in caso di spossatezza, debolezza, freddo.

Io l’ho preparata in questo caso alle foglie di senape, degli anelli di cipolle e pomodorini freschi ben maturi risulta un piatto ottimo per la stagione.
La senape è una splendida erbacea con potere antinfiammatorio e ottima per il fegato (si siamo proprio nella stagione giusta per supportarlo più che possiamo). Il sapore poi è particolarissimo: prima sembra dolce, poi amaro e infine arriva il piccante.. Stupefacente! Ci si può veramente sbizzarrire! La semplicità è il segreto in questo piatto (e l’energia che dona!!!).

Ingredienti per 2 persone:
160 g di spaghetti soba
un mazzetto di foglie di senape
1 cipolla rossa di Tropea
10-12 pomodorini ben maturi al punto giusto
olio evo
sale
Procedimento
Preparare dell’acqua bollente salata in cui far scottare per 2-3 minuti le foglie di senape e per 1 minuto la cipolla tagliata a fettine: a piacere la stessa acqua può essere usata per cuocere al pasta soba.
Cuocere la pasta soba al dente e successivamente sciacquarla abbondantemente sotto acqua corrente.
Tagliare i pomodorini a metà e spadellarli in qualche cucchiaio di olio evo per un paio di minuti: aggiungere la pasta, le foglie di senape e la cipolla.
Servire subito ed enjoy it!

, , , , , ,

Smoothie alle fragole e avena

Spesso sono necessarie delle idee veloci che possano sollevarci dal passare molto tempo in cucina, ma ci assicurino allo stesso tempo di avere il carico di energie che ci serve per affrontare la giornata. Adesso con le giornate più calde la stagione ci mette a disposizione più frutta, ma usare solo un frutto per il nostro snack/merenda/colazione avvolte non ci porta lontano dal punto di vista energetico. Ecco che per la colazione o per dei break al volo veloci quando il lavoro intenso non mi consente molte pause, ricorro agli smoothie (o frullati lisci): in particolare se nello smoothie utilizzo non solo frutta, come accade solitamente, ma anche dei cereali, allora può diventare una vera fonte di energia che ci sostiene nella giornata. I cereali che uso più frequentemente sono i fiocchi di avena per le loro caratteristiche nutrizionali, ma nulla vieta di sostituirli (di farro, frumento, grano saraceno..): sconsiglio invece i cereali soffiati che per via del trattamento che subiscono hanno una maggiore quantità di zuccheri semplici liberi.

La frutta da abbinare può variare, se si vuole sostituire la banana, che in questo caso funzione anche da dolcificante, basterebbe usare delle mele o pere ma magari aggiungendo un cucchiaio di un dolcificante grezzo a scelta oppure qualche dattero o fico secco… Insomma si presta a molte varianti, validissime per sostenere il corpo in queste giornate primaverili!
Enjoy!

Ingredienti (per 2 persone)
1 banana,
una decina di fragole fresche
4 cucchiai di fiocchi di avena mignon
latte di avena (o mandorle o riso)
dolcificante a piacere (facoltativo)
Procedimento
Versare i fiocchi di avena in un contenitore in ammollo con del latte vegetale fino a ricoprirlo.  Lasciare in ammollo per circa 30 minuti:  è preferibile lasciarlo in ammollo anche per più tempo, per esempio tutta la notte( in tal caso in frigorifero) in modo da aumentarne la digeribilità.
Frullare l’avena con le fragole e la banana e aggiungere poco alla volta altro latte fino a raggiungere la consistenza desiderata. A piacere aggiungere se necessario dell’altro dolcificante. Ottimo per colazione o merenda.

, ,

Fusilli timilia con broccoletti e finocchietto selvatico profumati con scorze di limone

Risveglio delle mie radici del Sud in questa preparazione, tanto buona quanto veloce. E soprattutto la bellezza delle cose semplici!

Verdi broccoli, ricchi di calcio, olive in salamoia, con la loro lenta fermentazione lattica, profumatissimo e dolce finocchietto selvatico, che supporta la digestione e scorze di limone raccolto da poche ore.

E tutto sembra avere un ordine!

fusilli_broccoli

Ingredienti (per 2 persone)

160 g di pasta di grano timilia
350-400 g di broccoletti freschi
2 cucchiai di olive
un mazzetto di finocchietto selvatico
la scorza di un limone
1 spcchio di aglio
olio evo
sale marino integrale

Procedimento

Pulire i broccoletti separando le cime fiorite da eventuali foglie tenere.
Verso un cucchiaio di olio evo in una padella a fondo pesante, faccio scaldare aggiungendo lo spicchio di aglio.
Aggiungo le foglie piccole del broccolo e qualche cucchiaio di acqua, copro con un coperchio e lascio cuocere per alcuni minuti. Successivamente aggiungo
il finocchietto selvatico tritato grossolanamente e le olive. Faccio cuocere 2-3 minuti e lasciar riposare con coperchio.
In acqua bollente salata cuocio la pasta e aggiungo le cimette dei broccoli: le cimette dovranno cuocere circa 5 minuti quindi calcolo quando aggiungerli in base ai tempi di cottura della pasta.
Quando la pasta è al dente scolo e verso tutto nella padella e continuo a cuocere a fuoco vivace per 1 minuto circa con i restanti ingredienti.

Enjoy!

fusilli_broccoli_1

, , , , ,

Golden Milk, il latte d’oro

Da anni è immancabile nei miei corsi di cucina sulle spezie e fino a poco tempo fa era un perfetto sconosciuto ai più. Negli ultimi mesi invece non si sente parlare di altro, tanto che molte aziende si sono già attivate e produrlo e venderlo come bevanda già pronta oppure miscele pronte e aromatizzate a cui va aggiunto solo la parte liquida.
Ben vengano le buone abitudini, ma visto che in tanti continuate a chiedermi: “ma come si fa il Golden Milk?” ecco qualche spiegazione.

Ma di cosa stiamo parlando?
Il Golden Milk è una bevanda largamente diffusa in India, soprattutto come rimedio/prevenzione. Si narra che gli yogi consigliassero ai loro discepoli, che tenevano per lungo tempo le loro posizioni yoga, di usarla almeno per 40 giorni all’anno in modo che le loro articolazioni potessero trovare sostegno da questa bevanda.. Le articolazioni e non solo aggiungerei. Il Golden Milk ha una composizione tale da essere considerato un antinfiammatorio naturale, sia per articolazioni, ma in generale anche per l’apparato scheletrico e muscolare…
Essendo la curcuma il “principio attivo” di questa bevanda, le sue proprietà sono molte altre ancora:

antiossidante molto potente (da qui l’azione antinfiammatoria) che svolge la sua attività non solo a livello muscolare ma riduce anche lo stress ossidativa interno che è una sorta di piccolo stato di infiammazione cronica lieve con cui spesso conviviamo perchè molto silente e lieve (ma spesso cronico);

– la spezia anti-cancro (definita così da molti ricercatori): si è visto come la curcumina si attiva sia come inibitore della proliferazione cellulare, sia come “killer” di cellule anomale. Sempre per il suo potere antinfiammatorio può prevenire gli stati che determinano lo svilupparsi di un tumore;

– allevia i sintomi dell’artrite: varie ricerche hanno dimostrato che la curcumina allieva i sintomi dell’artrite nel giro di 2 settimane come un farmaco antinfiammatorio;

fegato: sembra che contribuisca a tenere il fegato in salute favorendo la produzione di enzimi deputati alla detossificazione del fegato, sia favorendo il flusso biliare che depura e rinvigorisce il fegato;

– per le donne in età fertile: le bevande a base di curcuma sono consigliate per dare sollievo ai fastidiosi crampi e disturbi mestruali. La cura deve essere preventiva, per esempio una settimana prima del ciclo.

Questo solo per citare alcuni degli effetti benefici, in effetti la letteratura scientifica si è data molto da fare riguardo gli studi sui benefici della curcumina…Ma l’ispirazione è sempre data dalle tradizioni popolari: la curcuma era così tanto usata e per così innumerevoli rimedi che un fondo (più di un fondo) di verità ci doveva essere.

Come si prepara il Golden Milk?
L’originale ricetta indiana sembra che fosse a base di una pasta di curcuma, acqua e pepe che viene sciolta in un bicchiere di latte di capra con un cucchiaio di olio di mandorle.

In pratica abbiamo bisogno perchè la curcuma funzioni che ci sia nella miscela una (o più sostanze) che contribuiscono a favorirne l’assorbimento: il pepe e la parte grassa (olio e latte). That’s it!

Se si comprende il principio, è semplice creare la propria versione, in base alle proprie esigenze e gusti (più o meno pepe, latte vegetale invece di quello animale, aggiungere del dolcificante a piacere per renderlo più gradevole..).

Personalmente non preparo la pasta di curcuma (a base di curcuma, poco pepe e acqua tiepida quanto basta per avere una pasta) per il mio golden milk ma parto direttamente dalla curcuma in polvere. E’ comunque molto veloce.

Uso un latte vegetale, che ritengo più sano per me e per il pianeta, e preferisco il latte di mandorle: la scelta va sul latte di mandorla perchè tra i latti vegetali è uno di quelli con una maggiore quantità di grassi buoni ideali per favorire l’assorbimento della curcumina.

Sull’uso del pepe ognuno può far appello alle proprie esigenze: personalmente ne uso un pizzico per ogni bicchiere che mi preparo. Può essere eliminato nel caso si soffra di problemi gastrici oppure limitarlo moltissimo. Se eliminate il pepe potreste aggiungere un pò di zenzero, cannella, chiodi di garofano oppure una miscela di spezie ma soprattutto non dimenticate di aggiungere alla bevanda il cucchiaino di olio per dare la possibilità alla curcuma di essere assorbita.

E il sapore?
C’è chi lo ama al naturale e a chi invece non piace il sapore. Suggerisco sempre di iniziare con una dose più bassa di curcuma in modo da familiarizzare con il sapore (nella mia ricetta per esempio si può iniziare con 1/2 cucchiaino aumentando le dosi di giorno in giorno).
Dolcificare si può? Si magari con un dolcificante naturale come il malto, zucchero di cocco, sciroppo di dattero, succo di mela… Niente paura, funzionerà lo stesso, basta non esagerare con gli zuccheri!!!

Ed ecco la mia ricetta..

goldenmilk

Ingredienti (per una tazza):

1 cucchiaino abbondante di curcuma

1-2 cucchiaini di olio di lino (va bene anche mandorle, canapa o altri oli a scelta)

1 pizzico di pepe macinato di fresco

1/4 cucchiaino di garam masala (facoltativo)

200 ml circa latte di mandorle al naturale (preferisco quelli prodotti in  Italia)

succo di acero  a piacere

Procedimento

In una tazza verso la curcuma, macino il pepe nero, aggiungo il garam masala e l’olio di lino.

Scaldo il latte di mandorla, rendendolo tiepido o poco più. Ne verso una piccola quantità nella tazza per sciogliere le spezie e i piccoli grumi di curcuma (sgradevoli al palato). Aggiungo il rimanente latte e infine dolcifico a piacere.

, , , ,

Crema al cioccolato mandorle e datteri

Il titolo racchiude già tutta la ricetta! Una ricetta per colazioni e merende gioiose… e per gli amanti del cioccolato!

Una crema semplicissima, fatta da esclusivamente 3 ingredienti che sono, per le loro caratteristiche nutrizionali, degli alimenti che riescono a dare un grande sprint di energia in vari momenti della giornata: dalla colazione alla merenda del primo pomeriggio.

Gli ingredienti sono importanti:

cioccolata fondente al 75%, magari se la scelta cade sul “fair trade” potrebbe essere il modo per far bene a noi stessi con un ottimo cioccolato e ai diritti dei contadini dall’altra parte del mondo!

crema di mandorle al naturale: una crema a base di 100% di mandorle, può essere preparata in casa se si dispone di un buon robot oppure ci si può affidare a quelle in vendita in commercio, rigorosamente senza aggiunta di zuccheri, qui ho usato l’ottima Valdibella.

datteri al naturale: che siano tunisino o mediorientali assicurarsi soprattutto che siano al naturale e non trattati con sciroppo di glucosio!

crema_mandorle_cioccolato_datteri

Ingredienti

12-15 datteri tipo deglet noor

40 g di cioccolato fondente

30 g di crema di mandorle

acqua

Procedimento

Dopo averli sciacquati metto in ammollo i datteri in acqua quanto basta per ricoprirli.

Faccio sciogliere il cioccolato fondente su fuoco basso e aggiungo la crema di mandorle. Amalgamo.

Frullo molto bene i datteri aggiungendo poco per volta la stessa acqua dell’ammollo in modo da ottenere una crema liscia e omogenea, somigliante ad una composta.

Aggiungo i datteri alla cioccolata e crema di mandorle e frullo tutto insieme in modo da amalgamare.

La posso conservare in frigo, ma è sempre meglio consumarla a temperatura ambiente in modo che risulti anche più cremosa da spalmare.

, , , , ,

Penne di timilia al pesto di canapa e basilico

Usare i grani antichi è come risalire alle nostre origini…attraverso il cibo.
I grani antichi sono dei grani che non hanno subito le selezioni fatte dall’uomo attraverso i secoli, nè con mezzi semplici dovuti all’addomesticamento dato dall’agricoltura, nè in laboratorio.
I grani antichi sono grani “selvatici”, che l’uomo non ha mai addomesticato, perchè spesso irregolari, con scarse rese, troppo piccoli… insomma poco gestibili come tutto ciò che rimane selvatico. Ma come tali i loro sapori rimangono unici, così come anche le loro qualità!
Solitamente sono naturalmente biologici, poichè anche molto resistenti ai parassiti. Alcuni di essi rimanevano l’ultima salvezza negli anni di carestia per la loro resistenza: meglio una resa bassa che nulla e quindi venivano piantati in extremis (il grano timilia per esempio ha anche un ciclo di crescita molto breve rispetto ad altri).
Hanno anche caratteristiche nutrizionali diverse: oltre che i vari apporti di minerali e ricchezza in pigmenti (che in alcuni casi danno delle colorazioni meravigliose alle farine) la caratteristica fondamentale è che il tipo di glutine che si forma dalle farine di grani antichi è sempre con caratteristiche di digeribilità molto più alte rispetto al tradizionale frumento.
La sola Italia è la culla di più di un centinaio di grani antichi diversi: perchè ci riduciamo(e spesso saturiamo) sempre con la farina di frumento tradizionale Triticum aestivum (grano tenero coltivata in Italia settentrionale) e Triticum durum (grano duro nelle regioni centromeridionali)?!?

La Sicilia, il granaio dell’antico impero romano, è a sua volta uno scrigno di grani antichi che stanno piano piano tornando alla luce: timilia, perciasacchi, russello, maiorca.. solo per citare alcuni nomi.
I grani siciliani sono soprattutto (ma non solo) grani duri, come il grano Timilia.
Oggi ho usato proprio una pasta con questa farina, prodotta dagli agricoltori siciliani della Valdibella e in più accompagnate da un bellissimo simbolo di “AddioPizzo”, un bellissimo simbolo di rispetto della terra e dell’essere umano.
Il pesto con cui l’ho preparata è a base di semi di canapa e basilico: utilizzare dei semi di canapa decorticati, arricchisce il nostro pesto di omega 3, i preziosi acidi grassi essenziali. Profumo di basilico e rosso acceso dei pomodori.. Non resta che mettersi all’opera!

penne_timilia_pesto_canapa

Ingredienti

170-180 g di penne di grano Timilia
10-15 pomodorini pachino ben maturi
3 cucchiai di semi di canapa decorticati
1 cucchiaio di noci o anacardi
1 mazzo di basilico
1/2 spicchio di aglio
olio evo, sale

Procedimento
Macinare i semi di canapa in un mortaio con un pestello oppure tritarli con un tritatutto. Aggiungere l’aglio e le noci. Tagliare il basilico e aggiungerlo ai semi di canapa e tritare insieme aggiungendo poco per volta un pò di olio evo in modo da ottenere un pesto.
Tagliare i pomodorini a metà e aggiungere un pizzico di sale e olio e farli marinare per 15-30 minuti.
Far cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata e scolare al dente.
Condire con il pesto e aggiungere infine i pomodorini.

, , ,

Fregola sarda con lenticchie alla senape e pomodorini confit

La fregola è un tipo di pasta di origine sarda, forse la progenitrice della pasta come la conosciamo oggi nella sua complessità di forme: in questo caso infatti la farina di semola di grano duro era assemblata insieme a fare delle piccole palline che poi vengono cotte in forno: si ottengono così delle perle essicate che al momento dell’uso vengono cotte come la comune pasta (una pasta di doppia cottura quindi..) e a cui vengono aggiunti i condimenti del caso.
In questo caso l’ho unita a delle splendide lenticchie siciliane della Valdibella  , bio e certificate da “AddioPizzo”, davvero un bel segnale a garanzia di  un prodotto che ha alle spalle anche il rispetto dell’uomo oltre che dell’ambiente. Quindi niente di meglio che unire i prodotti di due splendide isole, cereali da una parte e legumi dall’altra, e il risultato è diventato un piatto equilibrato, sfizioso e divertente (un ottima preparazione per i bambini che così si ritroveranno un piatto pieno di “palline” da inseguire!!!).
Lenticchie delicatamente insaporite da una senape di Dijon delicata e aggiunta di pomodorini caramellati con delle erbe provenzali hanno reso il tutto veramente delizioso. Passiamo alla ricetta..

fregola_lenticchie

Ingredienti per 2 persone

120 g di fregola

80 g di lenticchie secche piccole

15-20 pomodorini maturi

1-2 cucchiaini di senape

1 gambo di sedano, 1/2 carota, 1 scalogno, 1 pezzettino di alga kombu

maggiorana, origano, salvia

sale

olio evo

Procedimento

Lavare bene le lenticchie, metterle a cuocere in acqua con il sedano, la carota, lo scalogno e la kombu. La cottura è di circa 25-30 minuti. A fine cottura salare a piacere e scolare le lenticchie. Disporre in una terrina le lenticchie con la senape e amalgamare insieme.

Cuocere in abbondante acqua bollente salata (o se si preferisce brodo vegetale) la fregola: i tempi di cottura possono leggermente variare da una marca all’altra, di solito tra i 10 e i 15 minuti).

Tagliare i pomodorini a metà e metterli in un tegame largo in cui si  versato un pò di olio evo. Aggiungere le erbe aromatiche e il sale e far cuocere a fuoco vivace per alcuni minuti.

Quando pronta scolare la fregola, raffreddarla e mescolarla alle lenticchie e ai pomodorini. Servire tiepido con dell’olio evo, ma perfetto anche come piatto freddo. Enjoy!