Articoli

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

La Grecia mi rilassa… i greci mi rilassano… e anche il cibo greco mi rilassa! La cucina greca rimane tra le mie preferite negli ultimi anni perchè ha la capacità di preservarsi e rimanere ancora autentica, senza grandi pretese (però con grandi porzioni) e con contenuto.. Poco dedita all’apparenza e tanto alla sostanza… O almeno è la cucina greca che io ancora insegue e cerco quando mi trovo li. Inoltre la cucina greca è ricchissima di piatti vegetariani e addirittura vegan..si perchè l’onnipresente feta non è sempre così onnipresente, e molti piatti della tradizione nascono a base vegetale con aggiunta postuma del formaggio per arricchire il piatto. Come per le domatokeftedes, le polpette (o frittelle) di pomodori. Girando per le taverne greche si possono trovare spesso con aggiunta di uova alla pastella oppure di pezzetti di feta per insaporirle di più. Cercando la loro storia ho scoperto che in realtà la forma più semplice naturalmente era senza derivati animali: una ricetta semplice, bastava avere dei buoni pomodori, prendere delle erbe aromatiche dal vaso sul davanzale e aggiungere un pò di farina che era sempre in dispensa.. Beh l’olio, essenziale nei paesi del bacino del Mediterraneo.

Raramente i miei piatti sono avulsi dall’ambiente in cui mi trovo, e così visto che in questi giorni sono in Calabria è stato inevitabile pensare alle domatokeftedes. Anche perchè i pomodori sono l’ingrediente fondamentale, maturi ma ancora sodi, dolci e profumati: non provateci nemmeno con un pomodoro aranciato uscito da una vaschetta di plastica dimenticata da alcuni giorni in un banco frigo del supermercato.

Va bene che fritto è buono tutto ma suvvia, non esageriamo!

Le erbe aromatiche non sono opzionali, anzi siate abbondanti: oltre al loro delicato aroma porteranno un pò di freschezza al piatto (che comunque è pur sempre fritto!)

So già che qualcuno di voi che mi conosce si chiederà, e la macrobiotica cosa ne pensa?

In macrobiotica il pomodoro è considerato molto yin (talmente yin che veniva sconsigliato in alcuni casi), ma dal punto di vista energetico effettivamente viene annullato dalla cottura, cioè yanghizzato dal fatto che viene usata un metodo di cottura molto yang. Trovo che siano ottime preparate occasionalmente, senza esagerare con il fritto considerata la stagione (abbiamo l’autunno che ci aspetta per le tempure!!!).

Ammiratori della macrobiotica provate anche voi e fatemi sapere come vi siete trovati!

Dimenticavo, se non ricordi le regole per un buon fritto vai qui.

Domatokeftedes

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Instagram e  Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Ti piace il mio post? Condivi allora la scoperta fatta con i tuoi amici sui social: spread love, spread good food – @jyoti_zenkitchen

INGREDIENTI (per circa 8 domatokeftedes)

200 g di pomodorini maturi
1/4 di cipolla rossa
basilico, foglie di sedano, menta fresca
origano
sale
circa 2 cucchiai di farina di tipo 1
Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Taglia i pomodorini a cubettini piccoli, trita la cipolla e le erbe aromatiche. In un piatto mescola i pomodori con le erbe aromatiche, la cipolla, sale e origano. Il pomodoro butterà fuori un pò di acqua di vegetazione, e va benissimo perchè a questo punto aggiungerai la farina che asciugherà il composto e farà da legante.

Fai riposare in frigo per 1-2 ore la pastella, in questo modo i sapori diventerssano più distinti e friggerai meglio le domatokeftedes.

Dopo aver fatto riposare la pastella, prepara una padella con olio per friggere (io ho usato olio di oliva in questo caso), forma le polpette con l’aiuto di un cucchiaio e falle cuocere dsu entrambi i lati. Servile calde (e che te lo dico a fare!!!)

ENGLISH VERSION

Greece relaxes me … the Greeks relax me … and Greek food relaxes me too! Greek cuisine remains among my favorites in recent years because it has the ability to preserve itself and still remain authentic, without great pretensions (but with large portions) and with content .. Little devoted to appearance and much to substance … Or at least it is the Greek cuisine that I still pursue and look for when I am there. In addition, Greek cuisine is rich in vegetarian and even vegan dishes .. yes, because the omnipresent feta is not always so omnipresent, and many traditional dishes are born based on plants with posthumous addition of cheese to enrich the dish. As for the domatokeftedes, the meatballs (or fritters) of tomatoes. Wandering around the Greek taverns you can often find them with the addition of eggs to the batter or pieces of feta to flavor them more. Looking for their history, I discovered that in reality the simplest form of course was without animal derivatives: a simple recipe, it was enough to have some good tomatoes, take some aromatic herbs from the pot on the windowsill and add a little flour that was always in the pantry .. Well the oil, essential in the countries of the Mediterranean basin.

My dishes are rarely detached from the environment in which I find myself, and so since I am in Calabria these days it was inevitable to think of domatokeftedes. Also because tomatoes are the fundamental ingredient, ripe but still firm, sweet and fragrant: don’t even try it with an orange tomato that came out of a plastic tray forgotten a few days ago in a supermarket refrigerator counter.

It’s okay that fried everything is good but come on, let’s not exaggerate!

Aromatic herbs are not optional, rather be abundant: in addition to their delicate aroma they will bring a little freshness to the dish (which is still fried!)

I already know that some of you who know me will wonder, and what do you think about macrobiotics?

In macrobiotics, the tomato is considered very yin (so much yin that it was not recommended in some cases), but from an energy point of view it is effectively canceled by cooking, that is, yanghized by the fact that a very yang cooking method is used. I find that they are excellent prepared occasionally, without exaggerating with the fried considering the season (we have autumn waiting for us for the tempure !!!).

Macrobiotics admirers try it and let me know how you found it!

Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.

Will you try my recipe? Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

INGREDIENTES (6 to 8 fritters)

200 g of ripe cherry tomatoes
1/4 of a red onion
basil, celery leaves, fresh mint
origan
salt
about 2 tablespoons of type 1 flour
Frying oil

METHOD

Cut the cherry tomatoes into small cubes, chop the onion and aromatic herbs. In a dish, mix the tomatoes with the herbs, onion, salt and oregano. The tomato will throw out some vegetation water, and that’s fine because at this point you will add the flour which will dry the mixture and act as a binder.

Let the batter rest in the fridge for 1-2 hours, in this way the flavors become more distinct and you will fry the domatokeftedes better.

After letting the batter rest, prepare a pan with oil for frying (I used olive oil in this case), shape the fritters with the help of a spoon and cook them on both sides. Serve them warm.

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

Mai sentito un richiamo per il miglio? Può sembrare anomalo ma io si!
Mettiamo in chiaro, non è sempre stato così, e anzi ci sono stati molti casi in cui lo mangiavo “come medicina”: facevo da “mamma giudiziosa” per me stessa e mi dicevo: “Sai che oggi tocca al miglio a pranzo perchè ti fa bene a questo questo e quell’altro?” E così, nonostante i sogni fossero altri procedo e preparo il miglio…

Ma in questo periodo non è così, una specie di “intelligenza naturale” mi fa star bene all’idea di un piatto di miglio come se stessi immaginando una granita siciliana alla mandorla (che sapete bene che in estate è la cosa che più adoro!!!).

Quando sono in equilibrio mi rendo conto come sia più facile ascoltare le reali esigenze espresse dal corpo piuttosto che le reazioni agli stress del momento (“Stasera pizza” come ricompensa dopo una lunga e faticosa giornata, oppure “Adesso il gelato” per sentirmi soddisfatta dopo una serie di tensioni e risposte/risultati/situazioni non soddisfacenti..) e mi stupisco di come avvolte mi possa allontanare da questo stato e riconquistarlo sia sempre una riscoperta.

Naturalmente non tutti devono desiderare miglio per esserein equilibrio, ma spesso capita di passare le giornate completamente alienati da se stessi e dalle reali esigenze e ci sono alcuni metri di misura che ci possono far accorgere di questo distacco, per me per esempio uno di questi è come e cosa mangio!

Poi ci sono le esigenze fisiologiche, non dimentichiamoci (anche se lo sottovalutiamo) che ogni sostanza che entra nel nostro corpo avvia una serie di eventi e reazioni a catena, che possono essere di vario tipo e che noi possiamo avvertire in maniera evidente oppure più sottile.
Il miglio grazie alle sue fibre e la presenza di amido-resistente riesce a rendere più stabili i livelli di zucchero nel sangue e ha un basso indice glicemico rispetto ad altri cereali che possono creare maggiori oscillazioni.

Le fibre del miglio inoltre intervengono a ridurre il colesterolo di origine esogena nel corpo favorendo l’aumento di colesterolo HDL e produzione di una sostanza anti-infiammatoria che ha funzione protettiva del cuore.

Personalmente non mi rendo conto in maniera conscia se il mio colesterolo LDL diminuisce e le condizioni di infiammazione diminuiscono nel mio corpo quando mangio miglio, ma sicuramente energeticamente mi rendo conto che se non mangio cereali in chicco per più giorni comincio a sentirmi un pò più “instabile” rispetto a quando li uso e mi sento più centrata (macrobiotica docet).

E il miglio sia quindi, però in versioni più estive!

Se fino all’inverno può far piacere avere il miglio per le zuppe, sformati e polpette, appena arriva il caldo e estate vorremmo anche fare a meno dei “papponi” e avere qualcosa di più sgranato e meno colloso quindi si può usare qualche accorgimento.

  • Tosta il miglio: tostare il miglio fa si che il cereale diventi più profumato e soprattutto tenga un pochino di più la cottura, ottimo quindi quando vorresti averlo un pò più sgranato
  • Occhio al’acqua: aggiungi per 1 parte di miglio massimo 3 parti di acqua (quindi una tazza di miglio , 3 tazze di acqua), per evitare che poi il cereale sia costretto ad assorbire più acqua del necessario trasformandosi quindi in una “pappa”, infatti il miglio ha la capacità di assorbire moltissima acqua (infatti si può usare tranquillamente come una polenta aumentando le dosi di acqua, ma questo lo sapevi già se hai il mio libro!). Ma attenzione, non cadere nell’errore di usare un rapporto miglio:acqua di 1:2 perchè rischia di essere troppo poca quindi il miglio non si cuoce adeguatamente e da alimento miracoloso per il nostro intestino si trasforma in alimento di digestione complicata.
  • Ancora acqua: cuocilo in acqua già bollente. Dopo averlo tostato aggiungi acqua calda al tuo miglio perchè così si sfalda meno lasciando il chicco più strutturato.

Andiamo ai fornelli?

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Instagram e  Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Ti piace il mio post? Condivi allora la scoperta fatta con i tuoi amici sui social: spread love, spread good food – @jyoti_zenkitchen

INGREDIENTI

160 g di miglio

2-3 cucchiai di pesto di riciclo (trovi la ricetta sul mio libro) oppure altro pesto verde a scelta

150 – 180 g di legumi a scelta già cotti

2 cucchiai di uvetta

Mandorle tostate o pistacchi

300 g circa di pomodorini maturi

1 spicchio di aglio

Una manciatina di rucola

Erbe aromatiche a scelta (aneto, prezzemolo, menta, finocchio selvatico..)

PROCEDIMENTO

Taglia i pomodorini a metà e passali in padella per pochi minuti con un po’ di olio, l’aglio schiacciato e sale: quando sono pronti aggiungi i legumi ad insaporire.

Dopo averlo lavato tosta il miglio e cuocilo con 3 parti di acqua calda, sale e cuoci per assorbimento. Appena cotto togli il coperchio e disponilo su una pirofina o piatto di portata abbastanza grande per poterlo distendere e farlo raffreddare prima. Sgrana bene appena si è raffreddato e condisci con qualche cucchiaio di pesto, aggiungi un abbondante trito di erbe aromatiche, l’uvetta, i pomodorini con i legumi e mescola insieme, infine aggiungi anche le foglie di rucola fresche e i pistacchi (o mandorle).

Miglio come cous cous…

ENGLISH VERSION

Ever heard a “call” for millet? It may seem anomalous but I do!

Let’s make it clear, it hasn’t always been like this, and indeed there have been many cases in which I ate it “as a medicine”: I’m a “judicious mother” for myself and I say to myself: “Jyoti you know that today it’s the turn of millet for lunch because it is good for this and that?!? ”
And so, despite my dreams were others I proceed and prepare the millet …
But in this period it is not like that, a kind of “natural intelligence” makes me feel good about the idea of ​​a plate of millet as if I were imagining a Sicilian granita almond (which you know well that in summer is the thing I love most!). When I am in balance I realize how easier it is to listen to the real needs expressed by the body rather than the reactions to the stresses of the moment (“Tonight pizza” as a reward after a long and tiring day, or “Now the ice cream” to feel satisfied after a series of tensions and unsatisfactory responses / results / situations ..) and I am amazed at how sometimes I can get away from this state and regain it is always a rediscovery. Of course not everyone has to desire millet to be in balance, but it often happens to spend the days completely alienated from oneself and from real needs and there are a few meters that can make us realize this detachment, for me for example one of these is how and what I eat
Then there are the physiological needs, let’s not forget (even if we underestimate it) that every substance that enters our body starts a series of events and chain reactions, which can be of various types and that we can perceive in an evident or more subtle way. . Millet, thanks to its fibers and the presence of resistant starch, is able to make blood sugar levels more stable and has a low glycemic index compared to other grains that can create greater fluctuations.
Millet fibers also act to reduce cholesterol of exogenous origin in the body by promoting the increase of HDL cholesterol and the production of an anti-inflammatory substance that has a protective function of the heart.
Personally, I don’t consciously realize if my LDL cholesterol decreases and the inflammatory conditions decrease in my body when I eat millet, but certainly energetically I realize that if I don’t eat grains for several days I begin to feel a little more ” unstable “compared to when I use them and I feel more focused (macrobiotica docet).

And the millet is therefore, but in a more summery versions!
If until the winter it may be nice to have the millet for soups, flans and meatballs, as soon as the heat arrives and summer we would also like to do without the “pimps” and have something more grainy and less sticky so you can use some tricks.

  • Toast the millet : toasting the millet makes the cereal become more fragrant and above all it keeps cooking a little longer, so excellent when you would like to have it a little more grainy
  • Watch out for the water: add for 1 part of millet a maximum of 3 parts of water (therefore a cup of millet, 3 cups of water), to avoid that the cereal is forced to absorb more water than necessary, thus turning into a “gruel”, in fact the millet it has the ability to absorb a lot of water (in fact it can be used safely as a polenta by increasing the doses of water, but you already knew this if you have mine book !). But be careful, do not fall into the error of using a millet: water ratio of 1: 2 because it risks being too little so millet does not cook properly and from a miraculous food for our intestine it turns into a food for complicated digestion.
  • More water: cook it in already boiling water. After roasting it, add hot water to your millet because it flakes less, leaving the grain more structured.

Shall we go to the kitchen?

Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.

Will you try my recipe? Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

INGREDIENTES

160 g of millet

2-3 spoon of “recycled pesto” (recipe on my book) or another green vegan pesto

150 – 180 g cooked beans of your choice

2 spoon of dry raisin

Roasted tomatoes or pistachio

300 g ripe tomatoes

1 garlic clove

Some arangula

Fresh erbs of your choice (dill, parsley, mint, wild fennel..)

METHOD

Cut the cherry tomatoes in half and pass them in a pan for a few minutes with a little oil, crushed garlic and salt: when ready, add the legumes to flavor.

After washing it, toast the millet and cook it with 3 parts of hot water, salt and cook for absorption. As soon as it is cooked, remove the lid and place it on an ovenproof dish or serving dish large enough to spread out and let it cool beforehand. Shell well as soon as it has cooled down and season with a few tablespoons of pesto, add a generous amount of chopped aromatic fresh herbs, raisins, cherry tomatoes with legumes and mix together, finally add the fresh rocket leaves and pistachios (or almonds).

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

Con l’arrivo del caldo sono importanti i piatti veloci, semplici e freschi.

VELOCI perchè abbiamo voglia di passare meno tempo in cucina ed essere più attivi, di stare all’aperto e di essere più sociali e avere tempo anche per relazionarci con gli altri: è normale, sentiamo che l’ambiente intorno cambia, che ci sarebbe più spazio o che vogliamo più spazio, è l’espansione che porta con se l’Estate!

SEMPLICI perchè l’ultima cosa che vorremmo in questo periodo dell’anno è sentirci spenti, sovraccaricati e privi di energie!

FRESCHI (qui si scopre l’acqua calda!!!) perchè in che altro modo “sano” potremmo cercare di rinfrescare il nostro corpo?

Ecco che le ricette come questo sono eccezionali per avere in un unico piatto tutto ciò che può servirci per rimanere in forma, e questo perchè:

la quinoa non è un cereale, ma un seme che è ricco di nutrienti e di tutti gli amminoacidi essenziali, quindi ottima da utilizzare quando abbiamo fretta (cuoce in 15 minuti) ma vogliamo comunque avere un piatto equilibrato;

le verdure fresche di stagione faranno la loro parte per quanto riguarda minerali, vitamine, fitonutrienti fibre e acqua;

l’avocado non ci fa mancare gli omega-3 dal piatto (ma se non lo trovate perchè la stagione di quelli italiani è quasi finita) potete sostituire con una bella dose di gherigli di noci.

Il pane integrale di pasta madre dà un extra-bonus di carboidrati complessi insieme ad una croccantezza che rende veramente soddisfacente la ricetta anche per chi ama avere qualcosa da “sgranocchiare” nel piatto.

Passiamo alla ricetta!

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Instagram e  Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Ti piace il mio post? Condivi allora la scoperta fatta con i tuoi amici sui social: spread love, spread good food – @jyoti_zenkitchen
Insalata di quinoa con fette di pane a lievitazione naturale

Ingredienti (approssimativamente 2 persone)

80 g di quinoa
250 g di cetriolo
250 g di pomodoro
2-3 cipollotti piccoli
2 spicchi di aglio
Prezzemolo, menta
2 cucchiaini di aceto di mele, olio, sale, pepe, origano
150 g di pane a fette
Insalata verde
1 avocado piccolo

Procedimento

Prepara la quinoa cuocendola per assorbimento dopo averla sciacquata molto bene.
Prepara le fette di pane condendole con un po’ di olio e sale (se lo gradisci anche strofinando dell’aglio) e facendole tostare fino a quando diventano ben croccanti, quasi biscottati: puoi tostarle in forno, in padella oppure in un tostapane, scegli tu il metodo più sostenibile.
Taglia i pomodori e cetrioli a cubettini piccoli, aggiungi i cipollotti a fettine, un trito abbondante di menta e prezzemolo, origano, i due spicchi di aglio schiacciati quindi l’aceto, olio, sale e pepe: mescola bene insieme e quindi aggiungi la quinoa raffreddata, sgranata e ben drenata dell’acqua in eccesso.

In un piatto spezzetta le foglie di insalata, aggiungi la quinoa con le verdure e le fette di pane tostato ulteriormente spezzate a mano.
Sbuccia e taglia l’avocado a fettine e aggiungilo all’insalata.


ENGLISH VERSION

With the arrival of summer fast, simple and fresh dishes are important.

FAST because we want to spend less time cooking and be more active, to spend time outdoors and to be more social and also have time to relate to others: it is normal, we feel that the surrounding environment changes, that there would be more space or that we want more space, is the expansion that Summer brings with it!

SIMPLE because the last thing we want at this time of year is to feel spent, overloaded and lacking in energy.

FRESH becouse is an “healthy” way to protect and refresh our body.

Here, recipes like this are exceptional for having everything you need to stay fit in one dish, and this is why:
quinoa is not a cereal, but a seed that is rich in nutrients and all essential amino acids, therefore excellent to use when we are in a hurry (it cooks in 15 minutes) but we still want to have a balanced dish;

seasonal vegetables will play their part in terms of minerals, vitamins, phytonutrients, fiber and water;

avocado does not make us miss the omega-3s from the plate (but if you can’t find it because the season of the Italian ones is almost over) you can replace it with a good dose of walnuts.

Sourdough wholemeal bread gives an extra bonus of complex carbohydrates together with a crunchiness that makes the recipe truly satisfying even for those who love something to crunching on their plate.
Move on to the recipe!

Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.

Will you try my recipe? Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

Quinoa salad with sourdough bread

Ingredients

80 g of quinoa
250 g of cucumber
250 g of tomato
2-3 small spring onions
2 cloves of garlic
Parsley, mint
2 teaspoons of apple cider vinegar, oil, salt, pepper, oregano
150 g of sliced ​​bread
Green salad
1 avocado

Method

Prepare the quinoa for absorption.
Prepare the slices of bread by adding a little oil and salt and toasting it until it becomes a rusks: you can do it in the oven, in a pan or in a toaster, choose the more sustainable method for you.
Cut the tomatoes and cucumbers into small cubes, add the sliced ​​spring onions, a generous amount of chopped mint and parsley, oregano, crushed garlic, then the vinegar, oil, salt and pepper.

Mix well together and then add the cold and well-drained quinoa of the excess water. In a dish, chop the salad leaves, add the quinoa and further broken slices of toast. Add avocado sliced.

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

Qualche giorno fà ho promesso sui social che avrei postato la mia ricetta a base vegetale per la Babka, un dolce lievitato che era diffuso tra gli ebrei che vivevano nell’Europa centrale: un dolce ricco, una pasta lievitata farcita con frutta secca, cannella, burro, cioccolato..
La mia versione naturalmente è senza prodotti di origine animali, e ho provato a sintetizzare un dolce che fosse goloso grazie alla farcitura, ma ancora delicato e che ricorda il pane.

Richiede lentezza, pazienza e attesa, per riservare grandi sorprese! Mi piacerebbe che lo sentisse perchè le foto non potranno mai rendere onore ai profumi, fraganza e gusto.. Ma vi lascio la mia ricetta così potrete provarci.

Ho usato il mio lievito madre, compagno di tante scorribbande con il forno! E ho deciso di prepararmi una nocciolata al cioccolato fondente per farcirlo.

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Instagram e  Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Ti piace il mio post? Condivi allora la scoperta fatta con i tuoi amici sui social: spread love, spread good food – @jyoti_zenkitchen

Andiamo adesso alla ricetta!

Ingredienti

300 g di farina di tipo 1

65 g di lievito madre liquido

40 g di zucchero mascobado

35 g di olio di oliva (io 20 g di olio di oliva e 15 di olio di cocco)

100 g di bevanda di soia

100 g di acqua

1 cucchiaino di sale

Per il ripieno

65 g di cioccolato fondente

60 g di crema di nocciole

40 g di zucchero mascobado

Per spennellare la superfice: sciroppo di acero

Procedimento

Impasta la farina con il latte di soia e l’acqua e lascia riposare per 15 minuti circa. Aggiungi il lievito madre e impasta ancora e lascia riposare 10 minuti. Aggiungi per finire il sale, l’olio e lo zucchero e impasta bene tutti gli ingredienti in modo da avere un impasto omogeneo. Lavoralo per almeno 10 minuti.
Lascia riposare l’impasto per circa 3 ore a temperatura ambiente coperto, poi sposta il tuo impasto in frigorifero e lascialo riposare per circa 14-18 ore.
Prepara la farcitura facendo sciogliere il cioccolato a bagnomaria e una volta fuso aggiungere la crema di nocciole e lo zucchero mascobado, amalgama molto bene e tieni da parte.

Quando è trascorso il tempo per il riposo stendi il tuo impasto in modo da ottenere un rettangolo di circa 25 cm x 20 cm e su di esso distribuisci la crema al cioccolato. Arrotola il tuo impasto cercando di non far fuoriuscire la farcitura e poi taglia per il lato lungo il cordone ottenuto, in modo che tu ottenga due capi da intrecciare. Disponi l’impasto delicatamente in una teglia che lo contenga e lascia lievitare altre 2-3 ore a temperatura ambiente, quindi inforna a 180°C. Io ho coperto l’impasto per i primi 25 minuti di cottura e poi ho scoperto e lasciato cuocere per altri 25 minuti circa. Cinque minuti prima di finire la cottura spennella la supefice con sciroppo di acero e poi lascia cuocere ancora 5 minuti prima di sfornare.

ENGLISH VERSION

A few days ago I promised on social media that I would post my plant-based recipe for Babka, a leavened dessert that was popular among Jews living in central Europe: a rich dessert, a leavened dough stuffed with dried fruit, cinnamon, butter, chocolate .. Of course, my version is without products of animal origin, and I tried to synthesize a dessert that was greedy thanks to the filling, but still delicate and reminiscent of bread.
It requires slowness, patience and waiting, to reserve big surprises! I would like you to hear it because the photos will never honor the scents, fragrance and taste .. But I leave you my recipe so you can try it.

I used my mother yeast, companion of many runs with the oven! And I decided to prepare a dark chocolate hazelnut to stuff it.

I remind you that to stay tuned and not miss out on the latest news you can subscribe to the NEWSLETTER. You can also tune in on social networks: following my Natural Cuisine page on Instagram and Facebook you will miss not events and news. I’ll be waiting for you!

Will  you try my recipe? Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

Let’s go to the recipe now!

Ingredients
300 g of type 1 flour
65 g of liquid yeast
40 g of mascobado sugar
35 g of olive oil (I 20 g of olive oil and 15 of coconut oil)
100 g of soy drink
100 g of water
1 teaspoon of salt

For the stuffing
65 g of dark chocolate
60 g of hazelnut cream
40 g of mascobado sugar

To brush the surface: maple syrup

Method
Mix the flour with the soy milk and water and let it rest for about 15 minutes. Add the mother yeast and knead again and let it rest for 10 minutes. Finally add the salt, oil and sugar and mix all the ingredients well so as to have a homogeneous mixture. Work it for at least 10 minutes. Let the dough rest for about 3 hours at room temperature covered, then move your dough to the refrigerator and let it rest for about 14-18 hours.
Prepare the filling by melting the chocolate in a bain-marie and once melted add the hazelnut cream and mascobado sugar, mix very well and keep aside.
When the resting time has elapsed, roll out your dough so as to obtain a rectangle of about 25 cm x 20 cm and spread the chocolate cream on it. Roll up your dough trying not to let the filling come out and then cut for the side along the resulting cord, so that you get two ends to weave. Arrange the dough gently in a pan that contains it and let it rise another 2-3 hours at room temperature, then bake at 180 ° C. I covered the dough for the first 25 minutes of cooking and then I uncovered and left it to cook for about another 25 minutes. Five minutes before finishing cooking, brush the surface with maple syrup and then let it cook for another 5 minutes before taking it out of the oven.

Se abiti in città e vuoi sentire un pò di primavera ecco cosa puoi fare:
stare più tempo all’aria aperta e muoversi in bicicletta è il massimo;
fare la pausa pranzo all’aperto è sempre un break dalle quattro mura del nostro ufficio;
andare fuori città, al mare, in montagna o in collina aiuta tantissimo a ricollegarci al ciclo della natura: non ti senti forse rinnovata/o quando puoi stare un pò di tempo nella natura? E’ forse una delle più grandi forme di detox che abbiamo…

Ma se non riesci a fare tutto questo oppure non basta… rivolgiti anche al cibo e sceglilo in maniera più primaverile!
Cosa vuol dire scegliere il cibo in modo più primaverile?
Beh sicuramente scegliere le verdure di stagione, quindi ecco che si fa largo nella nostra cucina il colore verde: spinaci, erbette, aglio ursino, rucola, carciofi, broccoli, cime di rapa…
Poi comincia ad usare un pò più di verdure in insalata e cruditè: insalatine verdi che sfruttano ancora le arance, oppure mix di finocchi, carote e rape rosse, oppure rivitalizza le tue insalate usando germogli e sapori più pungenti come la rucola e il crescione.
Non dimenticare anche i metodi di cottura: qualche stufato in meno per favorire una cottura a vapore in più! A vapore puoi cuocere non solo le verdure, per esempio potresti preparare dei dumplings o dei muffin cotti a vapore.

In primavera io ricomincio a fare i pesti per esempio, e ce ne possono essere di tutti i tipi: rucola, spinaci, crescione, aglio ursino… Oggi prepariamo insieme quello di broccoli, che vi ho già spiegato come preparare durante la rubrica Pillole di Cucina Naturale.

Questa ricetta che andiamo a preparare è:

  • vegan
  • lattosio free
  • plant based e inoltre
  • senza glutine con il bonus extra di essere veramente
  • semplice!

Prima di andare alla ricetta ti ricordo che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Penne con pesto di broccoli

Ingredienti (dosi per due persone)

200 g circa di cimette di broccoli pulite
6 gherigli di noce
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di miso di ceci
olio evo q.b.

Procedimento

Fai scottare in acqua bollente salata le cimette di broccolo per circa 3 minuti: devono risultare ancora sode e dal colore verde brillante. Nella stessa acqua bollente, dopo i broccoli, fai scottare anche lo spicchio di aglio che poi andrai ad usare per il pesto.
In un mixer frulla le noci con l’aglio fino a macinarle finemente, quindi aggiungi i broccoli, il miso e l’olio evo. Frulla tutto insieme in modo da ottenere un pesto. Se vuoi renderlo più cremoso prima di usarlo aggiungi alcuni cucchiai di acqua di cottura della pasta che verrà condita con il pesto.

Quando lo usi per condire la pasta ti consiglio di aggiungere della scorza di limone grattuggiata per un gusto fresco.

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate.

Le ricette al volo..cioè quando non ho molto tempo per stare ai fornelli ma ho molta fame!!!

Ecco questa è una di quelle ricette che non richiedere delle doti culinarie eccezionali, non ti porterà via molto tempo ma sicuramente richiede qualche accortezza nella scelta degli ingredienti da tenere in dispensa.

Per esempio ho sempre in dispensa degli ingredienti ex-ordinari, eccellenti che uso in occasioni speciali oppure quando ho pochissimo tempo per cucinare… Eh si perchè sono quegli ingredienti che anche “spogliati” di qualsiasi condimento si esprimono alla grande.. Come per esempio succede con la pasta. Ho sempre in dispensa dei formati di pasta che anche con un filo di olio di oliva mi rapiscono come un cantastorie. Per es. la pasta stroncatura, ma ve ne ho già parlato qui e qui.

Poi avere per le emergenze un barattolo di cannellini già cotti può essere sempre utile. Non amo usare quotidianamente i legumi precotti, ma tenerne solo qualche confezione per le giornate in cui non ho proprio tempo per cucinare.
Nel caso non ti ricordassi, ho già fatto un post su come si cucinano e preparano i legumi qui.
Pasta integrale & legumi e hai già realizzato una combinazione nutriente e ti potrà dare carica nel lungo pomeriggio che ti attende, senza doverti preoccupare di proteine (perchè è vero che c’è anche il dubbio a volte del “avrò mangiato abbastanza proteine”?).

Allora abbiamo fagioli, abbiamo pasta integrale…adesso ci manca qualcosa per rendere speciale il nostro piatto…senza troppo impegno magari.. Ecco che arriva in nostro aiuto allora l’aglio nero!

L’aglio nero è aglio che è stato sottoposto ad un processo di “invecchiamento” (diciamo cosi) con temperatura e umidità controllati. Questo trasforma l’aglio nel tempo facendogli perdere il suo caratteristico aroma forte e sapore e trasformandolo i composti in esso contenuti così che il suo sapore diventa dolciastro, profumato, ricorda vagamente il caramello e la liquirizia. Viene di solito definito come un aglio fermentato, ma in realtà l’aglio nero non si può considerare frutto di un attività microbica (appunto come accade nella fermentazione) ma più che altro frutto di una serie di reazioni chimiche che avvengono nel tempo in quelle condizioni controllate.

L’aglio nero solitamente viene ben digerito e approcciato anche da chi non ama/usa spesso l’aglio. E in effetti era nato proprio dall’esigenza di rendere il comune aglio più digeribile e utilizzabile da tutti (e si perchè l’aglio negli ultimi anni si è fatto una brutta nomea).
L’aglio nero non perde le tradizionali funzioni biologiche dell’aglio, quindi è anti-inffiammatorio, anti-ossidante e ha un azione cardio-protettiva.

La ricetta è semplicissima se hai già tutti gli ingredienti, quindi ci possiamo mettere all’opera.

Prima di andare alla ricetta non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.

Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più

Stroncatura con crema di cannellini all’aglio nero

Ingredienti per 2 persone

180 g di pasta integrale (io ho usato la stroncatura)
200 g di fagioli cannellini già pronti
3-4 foglie di salvia
2 spicchi di aglio nero
olio evo
sale

Procedimento

  • Porta ad ebollizione l’acqua salata per la pasta.
  • In una padella fai rosolare i fagioli cannellini con 2 cucchiai di olio e la salvia, se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
  • Butta la pasta e preparati a frullare insieme cannellini, aglio nero aggiungendo altri 2-3 cucchiai di olio evo ed acqua di cottura della pasta fino ad ottenere una crema molto liscia.
  • Scola la pasta al dente, tenendo da parte dell’altra acqua di cottura, e falla mantecare con la crema di cannellini e aglio nero ottenuta aggiungendo dell’acqua di cottura se necessario…. e bon app!

Resta aggiornata/o e non perdere le ultime news, iscrivendoti alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate.

Se c’è una marmellata che adoro è quella di arance fatta bene.
Stamattina ho trovato delle bellissime arance biologiche di Sicilia, tra le spremute, e quelle messe a fermentare sono saltate fuori anche delle arance per una marmellata!
Più che marmellata la chiamo composta perchè la quantità di zuccheri è ridotta, questo comporta che una volta aperte vanno conservate in frigorifero e consumate solitamente entro una settimana.
Le COMPOSTE sono tutte le preparazioni di frutta e zucchero che hanno minimo il 65% di frutta (per arrivare al 100in alcuni casi!).
In questo caso ho usato il 20% di zucchero (zucchero di canna integrale) e l’80% di frutta.
Se cerchi altri esempi di composte prova a vedere la mia vecchia ricetta di composta di ananas alle spezie.

Per le spezie in questo caso non mi sapevo decidere, così ho optato per un roma diverso per ogni vasetto riempito (in totale 4), aggiungendo per ognuno bacca di vaniglia, anice stellato, cannella e fave di cacao. Le ho inserite nel barattolo riempito di composta che poi è stato sterilizzato (30 minuti) e poi rimarrà in dispensa qualche mese. Sicuramente può essere consumata prima ma con il passare del tempo le spezie impregneranno sempre di più la composta e il gusto sarà più completo.

Il segreto di una buona marmellata di arance è pelarle molto bene a vivo, cioè pelarle con coltello eliminando non solo la buccia esterna ma anche il più possibile le pellicine bianche che sono responsabili del caratteristico sapore amaro (cosa che ti costringe ad aggiungere grandi quantità di zucchero nella marmellata nei casi in cui non vengono pelati bene gli agrumi).

Passiamo alla ricetta, ma non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Composta di arance con spezie – vaniglia/ fave di cacao/ anice stellato/ cannella

Ingredienti

700 g di arance bio pelate a vivo
1 mela
170 G di zucchero di canna
80 g di buccia di arancia biologica
1/2 bacca di vaniglia
1 bacchetta di cannella
1 anice stellato
4-5 fave di cacao
Pizzico di sale

Procedimento

In una pentola a fondo pesante inserisci le tue arance pelate a vivo, tagliate a pezzi e assicurandoti che non ci siano semi.
Aggiungi anche lo zucchero e metti su fuoco basso e fai cuocere. Sbuccia la mela e tagliala a dadine e aggiungila alle arance.
Lava le bucce di arancia messe da parte: devono essere bucce senza la parte bianca (albedo) dell’arancia. Puoi ottenerle pelando le arance con un pelapatate!
Metti le bucce in un pentolino, ricoprile di acqua, porta ad ebollizione e fai bollire per 5 minuti, quindi drena le scorze di arancia, sciacquale, tagliale grossolanamente e aggiungile alle arance sul fuoco.
Fai cuocere in totale per circa 30 minuti, quindi frulla con un frullatore ad immersione tutto e controlla la consistenza con un cucchiaino. Non deve essere liquida.
Quando la composta è pronta togliala da fuoco e riempi 4 barattoli, inserendo in ognuno di essi:
1 anice stellato
1 bacchetta di cannella
1/2 bacca di vaniglia
4-5 fave di cacao pestate con mortaio

Chiudi i barattoli e mettili in una pentola ricoprendoli di acqua. Porta ad ebollizione l’acqua e falli bollire per 30 minuti. Fai raffreddare tutto.

Ci sono giornate invernali in cui c’è bisogno di un pò più di colore, di calore e di semplicità nutriente. Così nasce questo risotto!
In una giornata con poco voglia di cucinare ma con il desiderio di prendermi cura e dare anche un tocco di colore e bellezza senza troppo make-up…
Ho usato un riso semintegrale, una giusta via di mezzo tra un riso integrale che poco farebbe ricordare il risotto, soprattutto senza l’uso di latticini o panne e grassi vegetali, e il riso bianco, un pò troppo impoverito della sua autentica natura di riso per i miei gusti.
Per il colore ho pensato alla barbabieta, il suo colore che può avere diverse gradazioni e intensità mi sembra il più adatto a contrastare la grigia giornata.
Un emulsione di limone, olio evo e capperi invece danno una sferzata vivace e fresca allo stesso tempo.
Il risultato è stato soprendentemente delicato con gusto, nonostante la barbabietola possa dare avvolte da pensare per il suo gusto “ferroso”.
Come al solito la mia ricetta è
vegan
lattosio free
plant based e inoltre
senza glutine con il bonus extra di essere veramente
semplice!

Passiamo alla ricetta, ma non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Adesso alla ricetta di oggi!!!


Ingredienti per due persone

Risotto con barbabietola, capperi e limone

160 g di riso semintegrale
1 cipolla
1 rapa piccola (100 g circa)
2 cucchiai di brandy
350 g di brodo vegetale
1 cucchaio di capperi dissalati
il succo di mezzo limone piccolo
olio evo
sale

Procedimento

Lava la rapa rossa molto bene e sbucciala.
Trita la cipolla finemente. Fai lo stesso anche con la rapa rossa (se non riesci a tritarla finemente a coltello puoi usare un tritatutto).
In un tegame abbastanza capiente versa 2-3 cucchiai di olio e fai rosolare insieme cipolla e barbabietola a fuoco basso per circa 3 minuti. Aggiungi il riso e fallo tostare leggermente. Aggiungi il brandy per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tanto.
Prepara intanto un emulsione con il succo di limone e 2-3 cucchiai di olio evo, aggiungi anche i capperi tritati e mescola. Se ti piace puoi aggiungere anche qualche zest di limone all’emulsione.
Servi il riso aggiungendo l’emulsione direttamente nel piatto sul risotto.

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate.

Hai dei buoni propositi per l’anno nuovo? Io si, e tra i vari quest’anno ho c’ho infilato diminuire la quantità di zuccheri che uso (sono sempre un inguaribile golosa!) e dedicarmi ancora di più alla creazione di ricette sugar free e sugarless. Nei buoni propositi ho messo anche la semplicità, e questo vale anche per le ricette!!!
Ho pensato che un dolce sempre gradevole nelle sere d’inverno è un caldo crumble.
Avevo delle bellissime pere biologiche sotto gli occhi e le ho prese al volo.
Ho pensato “Niente farina oggi!” così scelto di usare dei fiocchi di avena che contrinuiscono a scaldare l’inverno.
Mandorle, uvetta e un paio di cucchiai di amaretto e via alla preparazione del dolce!
Il risultato è un dolce cui il croccante crumble contrasta le pere morbidissime.
Usa delle pere mature per essere sicuro di non dover aggiungere dolcificanti extra.
Questo dolce è:

gluten free (ci sono i fiocchi di avena senza glutine)

senza zucchero aggiunto

senza lattosio

vegan

senza soia

semplice e veloce

Naturalmente, tante altre ricette con queste caratteristiche le trovi anche sul mio libro di cucina naturale “ZenKitchen: 108 ricette plant-based per una cucina sana e felice” che puoi acquistare on-line o richiedilo presso la tua libreria di fiducia

Prima di passare alla ricetta semplicissima, un aggiornamento: da Gennaio in punta di piedi vorrei far ripartire i corsi di ZenKitchen!
Con le dovute misure e sempre in sicurezza per tutti e nel rispetto delle norme, proveremo a tornare ad incontrarci in cucina.
Le classi saranno sempre ridotte nel numero di partecipanti in modo da garantire a tutti serenità e sicurezza. Credo fermamente che l’obiettivo più grande in questo momento sia cooperare e diffondere un pò di serenità, e nel mio caso, anche divulgare più consapevolezza alimentare. Anche perchè ormai lo sappiamo tutti, il benessere passa anche dal cibo e scelte alimentari sane!

Pere crumble senza zucchero

Ingredienti per 4 piccole cocotte

2 belle pere mature
40 g di fiocchi di avena mignon (senza glutine per la versione gluten free)
40 g di mandorle macinate a farina
1 cucchiaio di olio di cocco
2 cucchiai di uvetta
2 cucchiai di amaretto di Saronno
2 cucchiai di succo di mela (o acqua oppure succo di acero o malto se le pere non sono molto mature)

Procedimento

Sbuccia le pere e tagliale a cubetti e uniscile in una terrina all’uvetta e l’amaretto di Saranno e lascia marinare per 10-15 minuti.

Nel frattempo mescola insieme i fiocchi di avena con la farina di mandorle e il succo di mela e l’olio di cocco e amalgama tutto insieme ottenendo un composto sabbioso e grossolano.

Suddividi le pere in 4 piccole cocotte e aggiungi il crumble. Fai cuocere in forno statico a 160°C per 30 minuti circa o comunque fino a quando le pere non saranno morbide. Servile calde.

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate.

Bevande calde o pozioni magiche? Quando vuoi rallentare e rilassarti una bevanda calda è capace di darti conforto e relax.
Ciò che bevi è importante quanto ciò che mangi. Alcune bevande sono adatte per reidratarci e magari supportare alcune funzioni fisiologiche (alcune tisane per esempio) altre bevande oltre a idratare sono anche nutrienti.
Le bevande calde fanno parte di tutte le culture, si può scegliere fra tante ma bisogna anche destreggiarsi fra quelle troppo ricche di zuccheri o grassi. Quindi, è importante capire quali ci fanno veramente bene e quali sono più adatte per noi.

CI SCALDANO

Bere abitualmente bevande calde ci scalda…sembra l’ovvio ma non è esattamente così. E’ stato ipotizzato che l’uso di bevande calde aiuta il corpo ad adattarsi meglio alle temperature esterne. Paradossalmente, bere una bevanda calda prima di cominciare l’attività fisica aiuta il corpo ad attivare la traspirazione e quindi prepararlo al successivo ambiente caldo che si creerà.

SONO SALUTARI

Le bevande calde posso aiutare la digestione perchè favoriscono il rilassamento della muscolatura dello stomaco. Alcune bevande rilassanti per le pareti dello stomaco sono quelle a base di menta, zenzero, camomilla.
Le bevande calde alleviano i sintomi influenzali: aggiungendo semplicemente del succo di limone in una tazza di acqua calda l’abbiamo arricchito di una bella quantità d vitamina C che supporta il sistema immunitario. Un pò di zenzero aiuta il fegato, mentre alcuni te verde, roobois, ibiscus sono antinfiammatori.

SONO CALMANTI

Solo prendersi il tempo di preparare una bevanda calda, versarla in tazza, aspettare che si raffreddi e quindi sorseggiarla, ti costringe a fermarti e passare da un ritmo frenetico ad una pausa. E’ un ottimo esercizio quando si soffre di fame nervosa prepare prima una tisana e sorseggiarla: nella maggior parte dei casi subentra la giusta calma che ti potrà dissuadere dal aggredire una fetta di torta. Ci sono molte tisane che sono naturalmente calmanti per i composti naturali che contengono. Anche nelle relazioni con gli altri, quando inviti un amica/o a bere una tisana stai creando un’ambiente diverso (più caldo?!?) rispetto a quando gli offri un caffè freddo!
Hai visto anche il succo di mela caldo?

TIPI DI BEVANDE CALDE

Té, caffè e cioccolata calda? Non finisce qui, la varietà di bevande calde.

GOLDEN MILK

E’ molto più di una bevanda, è un elisir! Ha così tante proprietà che è difficile trovare persone a cui non sia adatta. Leggi di più qui.

CIOCCOLATA CALDA

La più amata! Ma il rischio, soprattutto se si usano dei preparati, è che sia ricca di zuccheri, addensanti e/o con latte. Prepara la migliora cioccolata calda di sempre usando un buon latte vegetale (mandorla per esempio), un ottimo cacao amaro e dolcificala con dei datteri (frullali nel latte vegetale). In questo modo sceglierai solo il meglio per te e avrai una buona bevanda energetica!

TE E INFUSI

Te verdi, bianchi e neri sono ricchi di antiossidanti e fitonutrienti, quindi sono delle ottime bevande, ma soprattutto se li bevi spesso, fai attenzione ai dolcificanti: evitali se puoi o riducine l’uso. Nell’ambito degli infusi esiste un panorama vastissimo, basta solo guardarsi intorno e cercare ciò che è più adatto alle proprie esigenze (esiste l’infuso giusto per ognuno di noi!).

CAFFE

La bevanda più diffusa ma anche controversa: il caffè ha molti pregi e difetti, quindi va scelto (e usato) secondo esigenze. Visto che la maggior parte di piantagioni di caffè sono in mano a multinazionali molto controverse sarebbe preferibile scegliere caffè del Fair Trade.

E I BRODI?

Cosa c’è di più rilassante e nutriente in inverno di un brodo caldo: sottovalutato o finito nel dimenticatoio, in realta un buon brodo caldo è un ottimo rimedio e molto più semplice da avere di quello che si crede: basta usare per esempio un pò di miso in acqua calda e si ottiene rapidamente una bevanda calda ottima per l’intestino.

Non c’è che l’imbarazzo della scelta… c’è una bevanda calda per ognuno di noi dietro l’angolo!

Trovi un capitolo chiamato Spezieria nel mio libro con tante bevande-rimedi caldi in tazza…

Come?!? Non sai ancora del mio libro?!?
Corri a vedere ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice QUI.

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate.