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Sbriciolata alle mandorle e farina di mais spinato

Mandorle Siciliane, una farina di mais di varietà antica della Lombardia e profumatissime scorze di limone Calabrese… ogni pezzo di questo dolce rustico è un pezzo d’Italia!

Ho deciso di provare una farina di mais di varietà spinato, punteggiata di scuro e non completamente dorata come siamo abituati per il mais: si chiama spinato questa varietà perchè è caratterizzata da avere degli uncini o piccoli rostri..insomma un mais armato! E’ una caratteristica delle varietà più antiche, quindi meno “addomesticate” e abituate a cavarsela in situazioni avverse ad essere munite da alcune naturali forme di difesa: in questo caso gli uncini servivano  a dissuadere gli uccelli.
Mi sono ispirata alla ricetta della sbrisolona mantovana, per stravolgerla: solo farina integrale, niente burro, niente uova, molto meno zucchero.

E i profumatissimi limoni e le mandorle siciliane fanno la differenza!

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Ingredienti (diametro 20-22 cm)

100 g di farina di mais

100 g di farina integrale

100 g di mandorle

60 g di zucchero mascobado

60 g di olio di mais

40 g di acqua fredda

1 cucchiaino di succo di limone

1 limone

1/2 cucchiaino di lievito per dolci

pizzico di sale

Procedimento

Trita grossolanamente circa 40 g di mandorle e metti le altre da parte.

In una terrina unisci la farina di mais, la farina integrale, lo zucchero, le mandorle tritate e quelle intere, il lievito, il sale, la scorza di un limone e mescola insieme gli ingredienti con una frusta in modo da omogeneizzarli.

Emulsiona insieme l’acqua, l’olio e il succo di limone e aggiungili agli ingredienti secchi e amalgama velocemente e in modo grossolano disponendo l’impasto a pioggia sulla tortiera cercando di sbriciolarlo con le mani il più possibile: l’impasto non deve assolutamente essere compattato sul fondo.

Cuoci in forno statico preriscaldato a 180°C per 35 minuti circa.

Stroncatura con cavolo nero

La semplicità è sempre la ricetta perfetta, non ho dubbi.

Questa ricetta non ha bisogni di particolari tecniche o prodezze ai fornelli: ha bisogno di pochi ingredienti di qualità e di cura e attenzione per quello che si fa. That’s it!
Ho usato un formato di pasta, la stroncatura,  che adoro per come tiene la cottura e per la sua superficie ruvida che raccoglierà generosamente qualsiasi condimento vorrai usare. Ne ho parlato già qui: se non la trovi puoi sostituirla con una buona pasta integrale a tua scelta meglio trafilata a bronzo.
Andiamo alla ricetta semplicissima di oggi!

Ingredienti

160 g di pasta stroncatura (o a vostro piacimento con caratteristiche come indicato sopra)
1 mazzetto di foglie tenere di cavolo nero
80 ml di latte di soia al naturale
da 30 a 45 ml di olio evo
1 cucchiaino di succo di limone
1/2 spicchio di aglio
noce moscata
sale

Procedimento

Portare a bollore in una pentola l’acqua per la cottura della pasta già salata.
Pulire le foglie di cavolo nero, sbucciare l’aglio. Se avanzano gambi grossolani del cavolo nero si possono aggiungere all’acqua di cottura della pasta.
In un bicchiere versare il latte di soia, aggiungerci il succo di limone e mescolare: il latte coagulerà leggermente. Aggiungere sale, una generosa grattugiata di noce moscata e frullare con un frullatore ad immersione aggiungendo a filo l’olio evo emulsionando bene: si ottiene una leggera panna vegetale.
Aggiungere la pasta all’acqua salata in ebollizione e 3 minuti prima della fine cottura aggiungere le foglie di cavolo nero e far cuocere insieme. Scolare tutto e rimettere in tegame a fuoco alto aggiungendo la panna vegetale (a scelta decidere se tutta o solo una parte) e amalgamare per 30 secondi e servire.
Enjoy!

 

Se non ti va di cucinare invece ti ricordi che il 6 Aprile a Mantova ci sarà una splendida cena sulla Primavera?!? Qui le info.

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Panini integrali al cioccolato fondente

Preparare il pane è una specie di alchimia: niente di più suggestivo per me! Dai chicchi alla farina macinata di fresco per poi unire, impastare, saper aspettare, formare e infornare e ottenere infine il fragrante pane!
Ecco oggi ti lascio questa ricetta veramente semplice per preparare dei panini con cioccolato fondente: che dico a fare che son speciali a tutte le ore, dall’alba al tramonto?!?
Era una ricetta base imparata tempo fa dal mio maestro Davide Longoni, che io ho reinterpretato con ingredienti a base vegetale e farina integrale…praticamente diventata tutt’altro! Davide è un maestro e soprattutto appassionato amante del pane, se ti trovi a Milano un salto al suo panificio o al mercato del suffragio a sentire il suo pane lo consiglio vivamente!

 

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Ingredienti (per 6 paninetti circa)

250 g  di farina integrale setacciata

200 g di latte di riso o avena

2 cucchiai di malto di orzo

5 g di sale integrale

15 ml di olio evo

3 g di lievito di birra

100 g di cioccolato fondente tritato grossolanamente

Procedimento

Sciogliere il lievito nel latte di riso tiepido e aggiungerlo alla farina e impastare insieme.

Lasciar riposare per alcuni minuti quindi riprendere aggiungendo il malto e impastare ancora.

Aggiungere il sale e infine l’olio e impastare ancora fino ad ottenere impasto liscio.

Lasciare riposare e lievitare in ambiente tiepido per circa 6 ore o finchè non raddoppia.

Appiattire leggermente l’impasto quindi aggiungere sopra il cioccolato tritato quindi piegare l’impasto e continuare a ripiegare in modo da distribuire bene la cioccolata. Dividere in palline e pirlare quindi spennellare con il malto d’orzo per dargli un colore ambrato.

Far lievitare ancora 30-60 minuti e infornare a 220°C per 15 minuti circa, poi 25 minuti circa a 180°C.

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Penne timidia con borlotti all’origano

Ultimo giorno di Febbraio ma il tempo sembra essere tornato indietro… E’ cominciato adesso il freddo!
Giornate molto fredde che forse hanno colto qualcuno (o più di qualcuno) alla sprovvista mentre si stava preparando per la Primavera.. La Primavera sotto sotto c’è..arriva..si prepara.. l’energia che si muove come l’acqua sotterranea durante l’Inverno stà cercando la via per risalire e venire su in superficie.. E’ il movimento energetico che si fa in questa stagione.
E’ quello che fa la Natura intorno a noi (le piante si muovono dal letargo verso la comparsa dei germogli) e quello che fa la Natura in noi (se alziamo le nostre antenne lo sentiamo nel nostro corpo e nei nostri cicli che cambiano).
Ma torniamo a questi giorni ancora freddi e inaspettati e ai fagioli!!! C’è bisogno di scegliere in cibo giusto in queste occasioni… Io ho messo al bando le grandi terrine piene di insalate di tutti i tipi e oggi ho optato per contrastare il freddo esterno per un piatto semplice, molto conosciuto e forse anche per questo un pò sottovalutato, come la nostrana “pasta e fagioli”!
I fagioli sono nella medicina cinese tra gli alimenti che possono sostenerci in Inverno e soprattutto dagli attacchi del freddo (ricordate la loro forma di piccolo rene.. ecco secondo la medicina cinese vanno a supportare in particolar modo i nostri reni che il freddo lo patiscono veramente tanto): borlotti, cannellini, azuki, neri, rossi kidney… ci si può sbizzarrire con questi legumi alleati dei reni.

Piccole accortezze e scelta di ingredienti speciali posso rendere questo piatto un esperienza unica sia per il benessere del corpo che per quello del palato!

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Ingredienti

100 g di fagioli borlotti secchi
160 g di penne di grano Timidia
1 cipolla rossa
1 carota
1 costa d sedano
2 foglie di alloro
1 spicchio di aglio
1 pezzettino di alga kombu (facoltativa)
olio evo
shoyu
origano e maggiorana
peperoncino d’Espelette (o altro peperoncino)
sale

Procedimento

Mettere in ammollo i borlotti per almeno 8-10 ore (tutta la notte per esempio) quindi risciacquarli e ricoprirli abbondantemente di acqua e farli cuocere con allora e un pezzettino di alga kombu per circa 30-40 minuti.
In un altro tegame aggiungere il sedano, cipolla, carota e aglio tritati. Aggiungere poco olio e shoyu e far cuocere a fuoco basso per 10 minuti circa. Passato questo tempo aggiungere i cannellini che avevano già cotto per 30-40 minuti con la loro acqua di cottura e aggiungendo anche un pizzico di sale. Chiudere con un coperchio e far cuocere  fuoco basso per 20 minuti circa. Aggiungere al termine origano e maggiorana.
Finita la cottura mettere da pare 1-2 mestoli di fagioli borlotti, quindi cuocere le penne con i borlotti. L’acqua di cottura non deve essere troppo abbondante nè troppo poca in modo da “risottare” la pasta. A parte di può tenere dell’acqua bollente salata da aggiungere in caso l’acqua fosse troppo poca.
Sul finire di cottura della pasta (dopo 4-5 minuti) aggiungere il peperoncino e mescolare.
Spegnere il fuoco e spolverare con origano e se necessario aggiungere olio di oliva. Servire calda.
Enjoy!

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Pane e burro… Si con il Burro di Cioccolato e Arachidi!

Ancora qualche giorno di Inverno e poi la Primavera farà capolino, si sente già il cambiamento nell’aria…
Intanto in questi ultimi giorni di freddo mi dedico ancora all’uso di merende energetiche come questa quando ho anche voglia di cioccolato.
Si tratta di piccoli panetti di cioccolata e semi (in questo caso ho usato arachidi) che taglio a fettine e spalmo sul pane quando ho voglia di uno snack dolce: sono veloci da preparare, senza ulteriori zucchero aggiunti e soprattutto si conservano in frigorifero anche per un paio di mesi!!
Io ho preparato una versione con arachidi, che adoro e che sono molto più proteiche di mandorle o nocciole. Nulla vieta di preparare la propria versione con altri semi.
A disposizione un buon pane integrale e la merenda diventa veramente un occasione speciale!

Ecco la ricetta semplicissima!

Ingredienti
100 g di arachidi tostate
100 g di cioccolata fondente al 70%
2-3 cucchiai di olio di sesamo o mandorle (o altro olio di gusto a te gradito nei dolci)
vaniglia
pizzico di sale

Procedimento
Tritare finemente le arachidi servendosi di un tritatutto. Si ridurranno quasi a burro e si può finire di lavorarle aggiungendo l’olio.
Sciogliere a bagnomaria la cioccolata fondente e aggiungere quando si è fusa un pizzico di sale e la vaniglia.
Mescolare insieme il burro di arachidi ottenuto e la cioccolata, amalgamando molto bene ma delicatamente evitando di far raggrumare il cioccolato. A questo punto versare tutto in uno o più stampini di silicone (o a tua scelta) e far raffreddare a temperatura ambiente per un ora e poi spostare in frigorifero.
Conservare in frigorifero.

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Pizzoccheri con funghi shiitake e cavolo nero

Siamo nel periodo più freddo dell’anno, tra poco arrivano “i giorni della merla”: mia mamma mi racconta regolarmente ogni anno (ogni volta come fosse la prima volta) che si chiamano così perchè sul finire di Gennaio una giovane merla aveva troppo presto cominciato a cantare in giro che ormai l’inverno era finito. Gennaio risentito volle dimostrare che fino all’ultimo giorno avrebbe potuto dare il “meglio” di sè, le giornate più fredde.. Rifacendosi così sulla piccola merla un pò presuntuosa.
Allora visto che il nostro corpo ha delle esigenze da ascoltare e rispettare, se il freddo è un problema potremmo andargli incontro anche attraverso il cibo, con dei piatti che contribuiscono a “scaldare” il corpo.
Oggi ho scelto i pizzocheri con funghi shiitake e cavolo nero!
Il grano saraceno (di cui sono fatti i pizzoccheri) è tipico di paesi freddi, il cavolo nero cresce molto meglio con il freddo (il cavolo nero riccio ha bisogno della brina per venir su ancora più bello!) sono due ingredienti perfetti “energeticamente” per questo periodo nella cucina macrobiotica. I funghi shiitake, tra le loro tante proprietà, sono da supporto per il sistema immunitario, facendo si che ci sia una migliore risposta da parte del corpo (Journal of American College of Nutrition)..
Insomma se siete freddolosi un bel maglione e un piatto di pizzoccheri con cavolo nero e shiitake potrebbero essere la soluzione!!!


Ingredienti
150 g di pizzoccheri (scegli quelli con la maggiore percentuale di grano saraceno oppure procedi con l’homemade!!!)
1 mazzo di cavolo nero
1 mazzetto di erbette di stagione a scelta oppure della verza
250 g di funghi shiitake freschi (se non li trovi procedi con dei funghi di tuo gradimento)
1 spicchio di aglio
shoyu (facoltativo)
olio evo, sale, pepe
Per condire ulteriormente (facoltativo)
salsa di anacardi
Procedimento
Pulisco dalla nervatura centrale il cavolo nero e lo metto in una pentola con l’acqua che servirà per cuocere i pizzoccheri e porto ad ebollizione. Pulisco anche le altre verdure e le taglio.
Pulisco i funghi e taglio a fettine quindi li salto in padella con aglio, olio, shoyu oppure poco sale fino a quando non sono cotti.
Faccio cuocere i pizzoccheri e gli ultimi 3 minuti di cottura aggiungo le verdure tagliate e pulite. Scolo tutto e aggiungo poco olio evo e i funghi amalgamando tutto. Per una versione semplice ci si può fermare così, altrimenti si può aggiungere un pò di salsa di anacardi per legare il tutto.
Servire caldo e ..enjoy!

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Chai ossia il te speziato dell’India

“Chai chai…chai chai” è un suono che risuona nelle strade trafficate di Madras oppure di fronte ai tempi di Madurai o alla stazione dei treni di Bangalore e sui treni diretti ovunque in India.. Il chai è una bevanda…anzi la bevanda in India! E’ un te speziato, anche se non proprio quello che intendiamo in Europa per “te”. Infatti il chai ha la caratteristica che non solo sia arricchito da spezie profumatissime (e benefiche!), ma che è a base di latte (oppure latte e acqua), di conseguenza più corposo di quello cui siamo abituati essere un te.
Se lo si assaggia per strada da uno dei tanti venditori ambulanti si potrebbe notare questo grande calderone profumato dove si porta ad ebollizione il latte insieme a spezie (cardamomo, cannella, zenzero, pepe nero, coriandolo, chiodi di garofano, anice stellato, noce moscata… a ognuno la sua miscela!) e un pò di te nero naturalmente.
Poche bevande sono così aromatiche, profumate, avvolgenti e accomodanti come il chai per me. Spesso in inverno il suo effetto diventa oltre balsamo per l’animo anche panacea per i raffreddamenti.. E si, perchè scegliendo bene le spezie da aggiungere si può sfruttare questa bevanda per prepararci anche un buon supporto per gli acciacchi di stagione: zenzero (ottimo per liberare le vie aeree), cannella (nella medicina cinese usata nei rimedi per combattere il freddo), chiodi di garofano e anice stellato (entrambi antibatterici)..  Ma naturalmente se la usate come rimedio per un raffreddore abbiate cura di non aggiungere zuccheri extra, basterà usare un latte vegetale (per sua natura più dolce) come ho indicato nella mia ricetta e magari una spolverata di cannella in più!

P.S. Una volta diventati pratici con il gusto del chai, nessuno vieta di usarlo in altre forme, come per esempio la mia crema per farcire delle frolle al gusto di masala chai.

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Ingredienti (2 tazze)
350-400 ml di latte di avena
1 cucchiaino di te nero darjeeling
1 bacca di cardamomo
4 fettine di zenzero fresco
3 chiodi di garofano
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/3 di cucchiaino di semi di coriandolo
noce moscata
anice stellato in polvere

Procedimento
Versare il latte in un pentolino e aggiungere le fettine di zenzero fresco quindi fare sobbollire per alcuni minuti. Nel frattempo macinare il cardamomo, i chiodi di garofano, il coriandolo e poca noce moscata.
Aggiungere le spezie polverizzate e quelle già in polvere al latte che ha sobbollito per qualche minuto con lo zenzero e lasciare ancora un minuto, quindi aggiungere anche il te e spegnere lasciando riposare per almeno 3-4 minuti.
Filtrare e servire caldo.

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Chips di radici alle erbe aromatiche

Radici è una parola che può richiamare alla mente molti significati: le proprie origini, la terra, forza… Ma quando entriamo in cucina e parliamo di radici spesso si vede storcere il naso: bardana, pastinaca, carota, rape, ravanelli, daikon, topinambur, sedano rapaTutte radici, ognuna con caratteristiche diverse, con sapori che possono andare dal dolce al piccante passando per l’amaro e con forme avvolte abbastanza insolite.. Se mettiamo da parte la visione analitica, e smettiamo di “sezionare” questi ortaggi in fibre, vitamine, carboidrati ecc ecc. ma vogliamo osservarne la loro “natura” tutte hanno in comune che crescono sotto terra, che quindi per crescere hanno bisogno di farsi un pò di strada incontrando la resistenza del suolo e molte di loro sono soprattutto autunnali o invernali (crescono in climi più freddi).. Alcune poi puntano dritte verso il basso, il centro della terra (daikon, pastinaca), altre invece si allargano a assumono forme tondeggianti (rape, ravanelli) oppure molto irregolari (zenzero, topinambur..). Ecco, se praticamente osserviamo le radici nella loro “interezza” e proviamo a pensare, che da loro possiamo trarre qualcosa che va al di là dei minerali o fibre, ma che riguarda più la loro caratteristica intrinseca e la loro energia.. beh le possiamo cominciare con occhi diversi soprattutto in questa stagione!
Nel momento in cui guardiamo in questo modo un ortaggio, in questo caso le radici, si apre un nuovo mondo!
Ma il bello delle venire: perchè se per associazione potessimo assorbire le caratteristiche energetiche di ciò che mangiamo  allora nel caso delle radici sicuramente direi che assorbiremmo costanza, forza e determinazione.. E così in molte tradizioni orientali (decisamente poco occidentali le visioni proposte fino ad ora) a molte radici viene attribuita la capacità di dare forza e vigore, di scaldare il corpo nelle giornate fredde (sono tra le poche cose che crescono durante alcuni freddi inverni), di temprare il corpo..
Ma se proprio non sei dell’idea di “assorbire l’energia di una radice” allora provatele per il loro gusto, soprattutto in un semplice e irresistibile come quello della ricetta di oggi.

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Prossimo appuntamento con la cucina naturale e la macrobiotica a Gennaio a Brescia, un occasione per capire come prenderci cura e recuperare dopo le feste e in generale dopo aver qualche eccesso.


Ingredienti 
Radici a scelta:
Pastinaca
Carota
Rapa bianca
Daikon
Topinambur
Mix di rosmarino, maggiorana e origano
olio evo, sale
Procedimento
Taglio a bastoncino le radici, quindi le sbollento in acqua salata per qualche minuto o meno, dipende dalle radici (per esempio la pastinaca circa 4 minuti, 3 minuti carota, la rapa bianca 2 minuti.. e così via). Dopo averle sbollentate le unisco in un contenitore, aggiungo qualche cucchiaio di olio evo, sale, rosmarino tritato, maggiorana e origano, quindi mescolo in modo che tutti i pezzi siano uniformemente conditi, quindi dispongo in una placca da forno. Dispongo in forno per 15 minuti a 190°C e altri 15 minuti a 160°C.  Enjoy!

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Macro-barrette: gli snacks che danno energia…

Capitano avvolte le giornate in cui si salta un pasto, oppure lo si fa troppo velocemente con “la prima cosa che capita“, le giornate con gli orari completamente sbagliati in cui si saltano o spostano tutti i pasti.. Per non parlare di quelle passate sempre fuori casa a mangiare al bar o in qualche autogrill.  Ecco in questi casi avere almeno con me un buon snack mi sembra un ancora di salvezza.
E se quando siamo a casa possiamo spaziare con le possibilità spezzafame in giro abbiamo bisogno di qualcosa che sia pratico, che sopporti un minimo di sbalzi di temperature e magari  che regga gli spostamenti. La mia opzione vacanziera di merenda a base di pane integrale, tahin e frutta dolce non ha i requisiti necessari e quindi passo al piano B: la preparazione di barrette.

Puoi trovare sul sito altre ricette di barrette (per esempio queste oppure queste con cioccolato), ma le macro-barrette di oggi le trovo tra le più adatte all’autunno: una maggiore quantità di frutta secca e semi (senza esagerare) sono utili insieme ai cereali senza esagerare con i dolcificanti sono di aiuto ad affrontare il clima freddo a cui stiamo andando incontro.
Sono state apprezzatissime anche ai corsi di cucina macrobiotica: la semplicità e l’equilibrio fanno sempre centro!
Il rapporto degli ingredienti per queste barrette è volutamente scritto in tazze: un buon esercizio per trovare il proprio equilibrio con gli ingredienti.. ognuno ha la sua ricetta dentro, basta qualche direttiva e la si può tirar fuori, e diventa quella perfetta per i propri bisogni…al di là dei grammi!

Ingredienti

½ tazza di semi di sesamo
½ tazza di semi di zucca (o girasole)
1+ ¼   tazza di mandorle (or ½ dose di mandorle + ½ dose di arachidi)
½ tazza circa uvetta (oppure albicocche o prugne disidratate sminuzzate )
2 tazze circa di gallette di riso sminuzzate
1 tazza di malto di riso (poco meno di sciroppo di riso per chi è allergico al glutine)
crema di mandorle o tahin (facoltativo)
Scorza di limone

Procedimento

Tostare i semi di zucca e sesamo e le mandorle. Sminuzzare le gallette di riso. Mescolare in una terrina i semi con le gallette, l’uvetta, le mandorle. In una padella versare il malto, la crema di mandorle e le scorze di limone e far sciogliere bene il tutto. Aggiungere il contenuto della terrina e amalgamare bene. Disporre in una teglia, dare una forma e far raffreddare: se raffreddando non sembra essere ben solida o croccante la si può passare in forno per 8-10 minuti a 160°C ad asciugare, infine tagliare nelle dimensioni preferite.

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Vellutata di miglio, lenticchie rosse e zucca con maggiorana

E’ stato un lungo periodo di assenza dal blog, tra nuovi progetti di lavoro, viaggi, formazione e ancora nuovi progetti … Un periodo intenso, costruttivo e  pieno di evoluzioni. E ancora lo è. Ma il blog non poteva rimanere fermo per così tanto tempo, e lo spunto è arrivato sentendo dai miei corsisti al mio ultimo corso quanto sia difficile per alcuni di loro trovare delle soluzioni veramente efficaci e salutari per il pranzo quando sono al lavoro. Non sono riuscita a  trattenermi dallo scrivere un post con una ricetta/spunto per salvare il pranzo  ( e così facendo spesso anche il resto della giornata!) nei casi in cui si è spesso costretti a mangiar fuori e non si ha molto tempo.
Se a pranzo c’è qualcosa che non ci dovremmo far mancare per poter procedere con serenità anche per il resto della giornata, questo sono i carboidrati complessi… mi riferisco soprattutto ai cereali. Se ad essi ci aggiungiamo poi una piccola quantità di legumi e delle verdure il più è fatto! Il massimo con le giornate molto fredde che si preparano è che sia anche qualcosa di caldo! Ecco quindi la ricetta di oggi:  una splendida vellutata con queste caratteristiche da portar con sè, magari anche in un termos.. Il pranzo fuori casa è salvo! E’ naturalmente ottima anche se si gusta a casa propria con calma a pranzo o cena con chi ci fa piacere.

Questa vellutata è più semplice a farsi che a spiegarsi, ma nella sua semplicità nasconde dei preziosi doni: aiuta a portare equilibrio agli zuccheri del sangue, supporta il sistema pancreas-milza e ci nutre profondamente.. proprio quello di cui abbiamo bisogno in questo periodo.


Ingredienti
60 g di miglio
50 g di lenticchie rosse
2 fette di zucca
1 carota
1/2 porro piccolo (oppure una piccola cipolla bianca)
maggiorana a piacere
1 foglia di alloro
olio evo
sale
Procedimento
Lavo bene il miglio e le lenticchie rosse e le lascio in acqua per circa 30 minuti.
Dopo averli lavati taglio finemente il porro, cubetto la carota e la zucca. Verso un paio di cucchiai di olio in un tegame antiaderente e a fuoco medio faccio rosolare il porro con la carota e la zucca per 5 minuti circa, quindi aggiungo un pizzico di sale e faccio cuocere ancora con coperchio per altri 10 minuti.
Aggiungo  il miglio e le lenticchie rosse sciacquate e aggiungo l’acqua (per ogni porzione di miglio 3 di acqua, per ogni porzione di lenticchie rosse 2 di acqua). Aggiungo la foglia di alloro e far cuocere con coperchio per circa 20 minuti. Dopo questo tempo elimino la foglia di alloro, eventualmente aggiusto di sale e frullo il contenuto del tegame in modo da ottenere una crema liscia. Faccio cuocere ancora qualche minuto e aromatizzo con foglie di maggiorana.