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Devo essere sincera, non ho mai apprezzato particolarmente il concetrato di pomodoro: l’ho sempre considerato un”accessorio” del quale potevo fare a meno. Se lo tengo in frigorifero mi può capitare di ricordarmi di usarlo qua e di là per aggiustare qualcosa che non mi convince ma in generale lo evito. Fino ad oggi! Oggi tutto è cambiato e ho capito perchè non amavo particolarmente il concetrato di pomodoro: semplicemente perchè non ne avevo mai assaggiato uno così buono!
Vi racconto la storia, non è lunga.
Tutto comincia con dei splendidi pomodorini perini maturi. Vederli mi ha fatto venire in mente i pomodori secchi così ho deciso di asciugarli al sole per essiccarli. Dopo 1-2 giorni arriva un imprevisto: la pioggia! I miei pomodorini sono a rischio, li guardo e decido di cambiare il loro destino: li cuocio, li frullo e ottengo una purea densa eccezionale: il mio concentrato di pomodoro!
Per cosa lo puoi usare se riesci a resistere dal mangiarlo a cucchiaiate?

  • Puoi aggiungere il concetrato ottenuto al tuo sugo di pomodoro per condire la pasta, gli darà una marcia in più!
  • Puoi usarlo da spalmare in uno strato sottile su delle tartine aggiungendo poi verdure grigliate, avocado, creme di legumi..
  • Puoi usarlo per colorare e insaporire le tue salse.
  • Puoi usarlo come il classico concetrato per “sistemare” delle ricette.

E adesso la ricetta passo a passo…

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Concentrato di pomodoro
Il concentrato di pomodoro più buono del mondo!

Ingredienti

2 kg di pomodori perini maturi
sale marino
olio evo

Procedimento
Lava bene tutti i pomodori e tagliali a metà in senso della lunghezza. Disponili su una superfice piana pulita, può essere un cassettina di legno, oppure di cartone, o ancora una griglia: quest’ultima è l’ideale perchè è una superficie che fa circolare l’aria e asciugare bene i pomodori.
Disponi i pomodori al sole protetti dalle incursioni degli insetti: io uso un pezzo di tulle che li ricopra ma faccia passare i raggi solari.
Fai asciugare i pomodori al sole caldo e ritirali la sera quando potrebbero essere soggetti all’umidità: ci vorranno 1-2 giorni (dipende dall’esposizione): sono pronti quando sono asciutti all’esterno ma con ancora una polpa morbida e lavorabile. Sono riconoscibili anche dal profumo molto dolce.
A questo punto tagliali a pezzi, cuocili per circa 15 minuti a fuoco basso e poi frullali in un mixer fino a ridurli a purea*. Inserisci il concentrato in un barattolo di vetro pulito e nel farlo cerca di eliminare tutte le bolle di aria dentro il barattolo. Ricopri la superfice con un filo di olio di oliva e conserva in frigorifero.
Da questa quantità si ottiene un barattolo di circa 200 g.
Se vuoi conservarlo per più tempo procedi con la sterilizzazione dei barattoli ottenuti. Enjoy!

*E’ necessario un mixer abbastanza potente per ottenere una purea omogenea.

Se hai dubbi o vorresti saperne di cucina naturale e sogni il corso di cucina su misura per te contattami e prepareremo il corso su misura per te!
Se invece hai bisogno di trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze alimentari personalizzate.

Se dovessi sintetizzare la macrobiotica direi che è una forma di comprensione delle “leggi” della Natura: è una saggezza che nasce dall’osservazione senza giudizio dell’esperienza.

Per l’Estate la macrobiotica ci suggerisce alcuni accorgimenti utili per vivere al meglio la stagione.

1. ALIMENTAZIONE A BASE VEGETALE

Favorire nella propria alimentazione il cibo di origine vegetale è bene tutto l’anno, ma in Estate è ancora più auspicabile poiché porta freschezza e idrata il corpo, cosa che ci serve per contrastare il caldo esterno (eccesso di Yang). Aumentare le porzioni di cibo di origine vegetale in questa stagione non è nemmeno troppo difficile vista l’abbondanza, ma attenzione anche a come li preparate!

2. METODI DI COTTURA

L’Estate richiede leggerezza, quindi favorire tra i tipi di cottura la scottatura in acqua bollente delle verdure pochissimi minuti (o secondi), saltare rapidamente le verdure per condire i nostri cereali, usare le verdure crude. Evitare le cotture in forno e la frittura: tendo ad essere molto scaldanti del corpo e in questa stagione (salvo cambiamenti climatici) non ci dovrebbe servire.

3. ZUCCHERI SI MA BUONI

L’Estate è la stagione degli zuccheri…BUONI! E’ il periodo dell’anno in cui la maggior parte di frutta giunge a maturazione e grazie al sole diventa dolcissima. Frullare la frutta matura insieme con un po’ di latte vegetale ci permette per esempio di ottenere smoothie freschi e dissetanti. La frutta matura può essere usata anche per preparare dei ghiaccioli casalinghi oppure deliziosi sorbetti.

4. ACQUA … PER NON ANDARE A FUOCO!

Bere acqua è fondamentale tutto l’anno, ma in Estate ancora di più: siamo sottoposti ad un aumento della temperatura che favorisce l’aumento della traspirazione del corpo. Lo sai che spesso molti non ascoltano i sintomi della sete e e rispondono a questa esigenza del corpo fornendo del cibo? Paradossale,vero? Pensi di aver voglia sempre di gelato ma in realto devi bere molto di più! Poni più attenzione ai segnali del corpo: avere speso le labbra asciutte e inumidirle con la lingua è uno dei tanti segnali.   

5. RINFRESCARE NON E’ RAFFREDDARE

E’ bene portare freschezza al fisico in maniera sana al corpo, ma è importante non raffreddarlo, quindi si a frutta e verdura, no a bibite ghiacciate, né esagerare con cibi freddi da frigoriferi, gelati e ghiaccioli.

6. RIDUCI I PRODOTTI DA FORNO

Pane, grissini, crackers, torte salate ci possono sembrare soluzioni per snack veloci ma in estate solo da ridurre perché troppo Yang per la stagione calda: riducili soprattutto se soffri di pelle secca. E poi, se ci pensi, a chi piace accendere il forno in piena Estate?

7. PASSA TEMPO ALL’ARIA APERTA

L’estate per tutti gli esseri viventi è il momento dell’anno di massima vitalità, lo stesso dovrebbe essere accadere nella nostra vita: passa più tempo all’aria aperta, da solo o meglio ancora con gli amici. Il benessere è fatto da buone abitudini come questa.

8. IL CIBO DELL’ESTATE

I cereali prettamente estivi per eccellenza sono il farro, grano (quindi cous cous, bulgur), il mais.. Legumi, fagioli borlotti e ceci sono ottimi. Tutte le verdure di stagione sono benvenute: zucchine, cetrioli, peperoni, cipolle fresche, insalate, carote novelle, ravanelli, fagiolini.. E le solanacee? Melanzane, pomodori, peperoni raggiungono il massimo della maturazione proprio in questo periodo dell’anno: in macrobiotica non sono molto consigliati per varie motivi (magari faremo un post sul tema): il mio consiglio è usarli con moderazione tenendo conto delle proprie condizioni di salute (se hai dubbi consultati con il tuo professionista di fiducia). Personalmente ne faccio uso in estate nell’ambito di una dieta varia, scegliendoli ben maturi, biologici e locali.

9. …MA I CONSIGLI NON ERANO 8?

Si avevo scritto 8 consigli, ma voglio aggiungere un altra cosa…
Nella medicina cinese l’Estate è legata all’emozione della Gioia: essere creativi, espansivi e vitali facendo posto alla gioia nel cuore è nutriente come scegliere il cibo giusto: nutriamo lo spirito, importante quanto il corpo. Se ciò non accade potremmo avere la sensazione di arrivare all’autunno avendo mancato qualcosa. Una gioiosa Estate a Te!

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Estate e melanzane sono quasi sinonimo! E’ il loro momento, come quello di altri ortaggi di stagione, ma oggi è la sua giornata: la melanzana. Vista in maniera ambigua perchè appartenente alla famiglia delle solanacea, la sua buccia e la zona in cui si ha la maggiore concentrazone di solanina, per questo è importante sceglierle sempre in stagione, quando hanno raggiunto la massima maturazione e anche la minore quantità di solanina. Eliminare la buccia e cuocere molto bene sono delle accortezze in più che posso essere utilizzate. Se si osserva bene in effetti, le melanzane sono originarie dell’India e diffuse nel Medio Oriente: i loro piatti più tradizionali a base di melanzane hanno tutti delle lunghe cotture, in forno o stufate. E così facendo non solo diminuisce la solanina, ma aumenta la biodisponibilità degli antiossdanti di cui è ricca.

  • In macrobiotica non viene solitamente usata la melanzana, perchè considerato un alimento eccessivamente yin, e in effetti, per alcune persone potrebbe essere controindicato. Io applico la regola del buon senso per questo ortaggio: biologico, di stagione, non troppo frequente. Un uso misurato in un organismo in forma non crea grossi problemi, mentre un uso frequente in persone più fragili a causa delle loro condizioni o della loro costituzione potrebbe essere poco o per nulla indicato. Adesso veniamo alla ricetta:
  • semplice
  • vegan
  • senza soia
  • senza latticini
  • ricca di fibre
  • buonissima

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Ingredienti per le più buone melanzane ripiene:
2 melanzane viola senza semi
1 cipolla
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio abbondante di capperi dissalati
2-3 cucchiai di olive taggiasche
4 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
Olio evo q.b.
Origano q.b.
Basilico q.b.
sale q.b.

Procedimento
Lava le melanzane, tagliale a metà nel senso della lunghezza e cospargi la fetta con abbondante sale: per migliorare il risultato incidi la metà della melanzana con la punta di un coltello, in questo modo il sale penetrerà anche all’interno e anche la cottura sarà agevolata. Lascia le melanzane a perdere la loro acqua di vegetazione per almeno 30 minuti dopodichè sciacqua del sale in eccesso e strizza delicatamente per eliminare ulteriore acqua. Disponi le melanzane su una pirofila, irrorale con olio evo e falle cuocere in forno a 180°C per 25 minuti circa o finchè la polpa non sarà morbida.

Trita la cipolla finemente e falla rosolare in una padella antiaderente con olio evo. Aggiungi l’aglio tritato, i capperi, le olive ed eventualmente poca acqua e fai cuocere per una decina di minuti. Raccogli con un cucchiaio la polpa delle melanzane nella zona centrale mantenendo inalterato il bordo esterno, aggiungi la polpa alla padella con le cipolle e fai insaporire bene: aggiungi anche origano e basilico.

Prepara una padella con un giro di olio evo e aggiungi il pan grattato e fallo rosolare bene: aggiungi un pizzico di sale, il prezzemolo e il basilico e se vuoi a piacere qualche fogliolina di menta tutto tritato finemente. Aggiungi il pan grattato ottenuto al composto a base di melanzane e usalo per riempire le barchette di melanzana ottenute in precedenza.
Inforna a 180°C per altri 15 minuti circa.

Se la ricetta ti intriga ma cucinare non è per te ricordati del mio servizio chef a domicilio: cucino io per te e i tuoi cari e a te non resta che goderti tutto, contattami.

Fagiolini serpente o stringhe oppure fagiolini di Sant’Anna.. hanno diversi nomi in base alla regione che li ha adottati..
Ma il sapore?!? E’ particolare, deciso, molto diverso dai comuni fagiolini.
Io ho cercato di mantenere il loro peculiare sapore cuocendoli a vapore e dandogli dei toni freschi servendoli con olio evo, menta e zest di limone.

Come fai a trovare i fagiolini serpente? Seguendo la scia degli agricoltori virtuosi!
Quelli che amano il loro lavoro e la terra e quindi coltivano spesso e volentieri delle verdure “diverse” aumentando la biodiversità.

Aumentare la biodiversità non vuol dire solo avere “delle verdure strane a tavola”, ma significa:
– mantenere/rendere i terreni più forti;
– mantenere le colture più forti e quindi ridurre/eliminare l’uso di pesticidi;
– aumentare la biodiversità a seguire della fauna intorno al terreno sano (insetti impollinatori, api, uccelli, pipistrelli..);
– avere una grande biodiversità alimentare porta benessere anche alla salute umana;
farsi consigliare/assaggiare ortaggi fino ad allora sconosciuti e ciò apre un mondo di scoperte anche a noi!
Ogni volta che incontriamo un contadino virtuoso incontriamo un “custode della terra” che con il suo lavoro si prende cura anche di noi.

Al mercato contadino di Mantova, Serena del Cencio Molle è una di questi “custodi”, e mi ha fatto conoscere questi fagiolini.. io vi passo una ricetta per usarli!

Se invece di una ricetta ti piacerebbe imparare con qualcun’altro ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

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Fagiolini serpente con menta, pomodorini e zest di limone

Ingredienti

Fagiolini serpente
una decina di pomodorini ciliegino
un mazzetto di foglioline di menta
un limone bio
olio evo
sale

Procedimento
Lava i fagiolini e falli cuocere a vapore per circa 8 minuti.
Trita le foglioline di menta finemente, con un rigalimoni ottieni delle zest di limone e uniscile alla menta insieme ad un pizzico di sale e l’olio evo.
Massaggia delicatamente i fagiolini con l’olio con menta e limone e aggiungi i pomodorini tagliati in 4. Lascia riposare coperto per circa 30 minuti in frigorifero.
Consumali preferibilmente a temperatura ambiente.

Gli gnocchi di patate cosa hanno di speciale per te?!? Per me che siano fatti a mano praticamente uno ad uno!!

Prima impastati, poi l’impasto arrotolato in cordoncini e infine questi cordoncini tagliati e rotolati nella farina passando tutti attraverso le mani uno ad uno. Hanno bisogno delle massima attenzione e quando si presta tanta cura ad un piatto non può non essere buono! Questa almeno è la mia teoria, e la tua?

Oggi la ricetta prevede la preparazione di questi gnocchi di patate magenta, dal colore rosa timido e dal gusto delicatissimo. Se sei di corsa saranno buonissimi anche con un filo di olio evo e della salvia, ma visto che io non lo ero ho preparato una pestata di foglie fresco di basilico e mandorle.
Le patate magenta hanno un gusto ottimo e se vuoi provarle in altre preparazioni prova per esempio questa idea

Questa ricetta è:
senza uova
senza lattosio e latticini
senza burro
vegan
facile e veloce da realizzare

Se non te la senti di affrontare questa ricetta da solo/a ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

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Ingredienti gnocchi per 3-4 persone
500 g di patate magenta
100-150 g di farina di grano timidia integrale
Per la ricetta della pestata di foglie fresche di basilico e mandorle vedi qui
oppure per variare pesto basilico e pistacchi oppure pesto di rucola

Procedimento
Scegli delle patate più o meno delle stesse dimensioni e falle cuocere in vaporiera (o forno a vapore): così facendo le patate manterranno tutto il loro sapore e inoltre assorbiranno meno acqua.
Quando le patate sono ben cotte sbucciarle..lo so, saranno bollenti ma l’ideale è lavorarle calde per quanto possibile.
Una volta sbucciate schiacciarle con uno schiaccia patate e raccoglierle in una terrina capiente: aggiungere poco alla volta la farina alle patate e impastare: dovrai ottenere un impasto sodo e omogeneo. Aggiungere più farina renderà gli gnocchi più sodi ma farà anche perdere un pò il sapore delle patate magenta così delicate. L’uso di una minore quantità di farina farà emergere il sapore delle patate e renderà gli gnocchi più morbidi.
Dopo aver ottenuto l’impasto tagliarlo in 5 pezzi e da ognuno ottenere dei cordoncini di impasto e con un tagliapasta tagliare dei pezzetti di circa 1 cm: ripassarli bene nella farina e quindi metterli da parte. Procedere con i restanti.
Preparare una pentola con acqua salata e portarla ad ebollizione. Gettare in acqua gli gnocchi delicatamente e poco per volta e ripescarli quando vengono su a galla.
Se sarà stata usata poca farina verranno a galla molto più velocemente, ma attenzione che non scuociano!
Condirli con pesto secondo i propri gusti!

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Oggi scrivo di yogurt diversi dal solito: niente uso di latte vaccino, nè di soia, nemmeno il buonissimo latte di mandorla… Oggi uno “yogurt” di avena!
Premesso che lo yogurt per definizione è un latte fermentato da alcuni microrganismi, i cosiddetti “fermenti lattici”. I fermenti lattici con la loro attività degradano il lattosio contenuto nel latte, creano dei sottoprodotti acidi e fanno coagulare il latte e lo arricchiscono di enzimi: il risultato è lo yogurt.

Mi autoconcedo la licenza di usare il termine yogurt per questa preparazione di oggi a base di avena: si tratta di un alimento cremoso, compatto e leggermente acido per via dei fermenti presenti che può essere usato proprio come la yogurt!

Perchè provarlo?

Perchè è senza latte
Perchè è senza soia
Perchè è semplice
Perchè è estremamente nutriente (e saziante, da non sottovalutare per uno snack/merenda!)
Perchè è fermentato

Come si può preparare?
E’ semplicissimo e bastano due ingredienti: fiocchi di avena e un paio di cucchiai di un’altro yogurt da usare come starter!

Andiamo a prepararlo!

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Ingredienti

40 g di fiocchi di avena mignon (rolled oat)
160 g di acqua
2 cucchiai di yogurt starter* (oppure fermenti lattici)
Per guarnire: sciroppo di acero, granella di mandorle, cioccolata fondente, mirtilli..

Procedimento

In un contenitore unisci 120 g di acqua e i fiocchi di avena: lasciali in ammollo 10 minuti circa, si idrateranno e poi potrai frullarli con un frullatore ad immersione. Versa in un pentolino l’avena frullata e aggiungi la restante acqua quindi porta ad ebollizione per 1-2 minuti: il composta si addenserà leggermente.
Se vuoi aromatizzare lo yogurt alla vaniglia questo è il momento giusto per aggiungerla, altrimenti salta questo step.
Versa tutto in un barattolo di vetro, fai intiepidire e aggiungi lo starter prescelto: lascia ad incubare per 12-16 ore secondo i gusti.
Conserva in frigorifero e guarnisci come preferisci per servirlo: personalmente qui ho alternato strati di yogurt con sciroppo di acero, gocce di cioccolato fondente e granella di mandorle.

I suggerimenti di Jyoti
Ami le cheesecake?Perchè non provi a farne una con lo yogurt di avena?!?

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 Pensavo di parlarvi di un insalata che è deliziosa, semplice e splendida per utilizzare la frutta secca che gira per casa durante le feste natalizie.. Un post fresco e veloce insomma..     Invece nell’accingermi a scrivere un post sul mio sito dopo quasi un mese ho appena scoperto che è arrivato il fatidico momento in cui wordpress ha cambiato tutte le sue impostazioni di scrittura… ci impiegherò un pò ad abituarmi quindi non so bene quando sarà pronto questo post…speriamo prima di Natale!!!  =) 

Torno alla nostra insalata, mi sono ispirata ad un piatto ammirato in un libro di ricette israeliane alcuni mesi fa, che mi è tornata in mente in questo periodo perchè è quello in cui i datteri si trovano in quasi tutte le case. Ho scelto la valeriana per questa insalata dopo il racconto di Serena, contadina appassionata dell’azienda Cencio Molle di Mantova:  queste foglioline dall’aspetto così delicato in inverno crescono molto bene, soprattutto dopo una gelata che acquistare alle foglie dolcezza e diventare più croccanti! La valeriana aiuta il fegato e le sue funzioni depurative.

 

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Insalata di valeriana, datteri e mandorle

Ingredienti
30-40 g foglie fresche di valeriana
1/2 cipolla rossa piccola (oppure 1/4 di una grande)
3-4 datteri
una manciata abbondante di mandorle
pane tipo chapati o pita (anche il pane carasau può andar bene)
1 cucchiaio di aceto di melograno
1 cucchiaio di olio evo
sumac
sale, peperoncino (facoltativo)

Procedimento
Tagliare la cipolla a fettine finissime, unirla ai datteri snocciolati e tagliati e mescolarli insieme in una ciotolina insieme all’aceto di melograno. Far marinare per circa 30 minuti. 
Lavare la valeriana e disporla in una terrina. Tostare in padella le mandorle e il pane tagliato a triangolini: sul finire della tostatura aggiungere l’olio evo, il sumac, il peperoncino e il sale: amalgamare bene e spegnere il fuoco. 
Aggiungere all’insalata la cipolle con i datteri marinati insieme alle mandorle con il pane. Enjoy!

I consigli di Jyoti
Prova a sostituire potrebbero essere sostituiti anche da delle ottime albicocche disidratate per rendere la ricetta più “nostrana”!
L’aceto di melograno può essere sostituito dall’aceto di mele.

L’autunno quest’anno tarda ad arrivare metereologicamente.. Mi sono ritrovata oggi, il 21 Settembre, a dare il benvenuto all’autunno raccogliendo pomodori maturi da una pianta nata spontaneamente in giardino! Erano perfetti e ottimi per preparare una splendida passata di pomodoro, cucinare al volo per poi usarla per il mio ragù di Esaù.

La bellezza di questa ricetta non è soltanto che è gustosissima, ma che è un ottima soluzione al famoso “piatto unico” che spesso è un dilemma: l’energia del cereale (grano timilia trasformato in pasta) e i legumi (lenticchie protagoniste del ragù). Accosta una porzione di verdure, crude o cotte, e un pranzo completo è pronto!

…Perchè completo e equilibrato?!?

Perchè unire ai carboidrati di un cereale (in questo caso farinaceo, la pasta) le proteine (in questo caso le lenticchie) comporta avere un buon apporto di proteine e fibre che contribuiscono a stabilizzare il rilascio degli zuccheri nel circolo sanguigno e come conseguenza ci rendono anche sazi più a lungo! Accostare delle verdure naturalmente ci consente di avere anche la nostra dose quotidiana di vitamine!

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Ingredienti

160 g di spaghetti di grano timilia (o altri a scelta)

300 ml di passata di pomodoro fresca

1 carota piccola

1 cipolla

2 dita di sedano

1 spicchio di aglio

1/2 bicchiere di vino bianco

250 g di lenticchie lessate al dente (per la preparazione dei legumi leggi qui )

rosmarino e origano

olio evo

sale

Procedimento

Trita finemente cipolle,carota, sedano e aglio. In una padella cuoci le verdure tritate con un paio di cucchiai di olio di oliva: fai rosolare lentamente. Quando si saranno ben cotte aggiungi le lenticchie, l’origano e il rosmarino tritato amalgamando insieme e infine il vino bianco: cuoci ancora lentamente facendo evaporare il vino. Dopo che avrai fatto evaporare anche il vino aggiungi la passata di pomodoro e aggiusta di sale, copri e fai cuocere lentamente per circa 30 minuti o comunque fino a far ridurre.

Cuoci la pasta al dente e condisci con il ragù aggiungendo qualche foglia di basilico spezzettata a mano e… buon appetito!

Durante questa estate mi sono convertita alle colazioni salate per motivazioni di gusto, ovviamente molto soggettive, e nutrizionali: una buona colazione salata (ben equilibrata naturalmente) crea minori sbalzi durante la mattinata e fornisce una buona dose di energia per la lunga mattinata che si ha davanti (ricordi il detto “colazione da re, pranzo da nobile e cena da povero”?!?). Se soffri di scarsa concentrazione la mattina, stanchezza, fame continua o anche supportare una tua dieta dimagrante, forse potresti considerare di provare ad usare ogni tanto delle colazioni salate!
All’inizio è più semplice iniziare con fette di pane e patè di olive oppure hummus, o magari della farinata di ceci avanzata dalla cena della sera precedente.. Pensa che fino alla seconda guerra mondiale la colazione tipo era per lo più fatta dagli avanzi della cena della sera prima!!!
Una volta preso il via ti puoi anche sbizzarrire (tempo permettendo) e con il caldo estivo io uso molto le insalate. Questa di oggi con il finocchio di mare o kritamo come lo chiamano in Grecia , ne ho raccolte un paio di manciate per rendere speciale la mia insalata! Il suo nome botanico è Crithmum maritimum ed è una pianta selvatica che cresce lungo le scogliere. Adora i climi secchi, la salsedine e le coste rocciose.. in questo mi assomiglia molto!!! =)  Ha una foglia carnosa ed estremamente aromatica, il fiore ricorda quello del finocchietto selvatico. Raccoglierla è semplice il periodo va soprattutto dalla primavera a settembre: si scelgono le foglie più tenere.
Come ogni pianta selvatica non va mai strappata completamente dal suolo e ne va sempre lasciato un pò perchè lei si possa riprodurre, altri animali/insetti possano usufruirne e tutti i membri del ciclo naturale stesso ne abbiano così vantaggio.

E’ ricca di vitamina C (ne facevano un grande uso i marinai nel passato che stavano per mesi e mesi in mare) e ha potere detox poichè migliora le capacità del fegato: sembra che già Ippocrate la suggerisse a tal proposito..

credits: https://frustratedgardener.com/2016/08/24/daily-flower-candy-crithmum-maritimum/

Può essere conservata in salamoia, dalla Grecia fino alle coste dell’Inghilterra viene preparata in questo modo. Per mangiarla subito invece consiglio di scottare le foglioline per 1 minuto e mezzo in acqua salata e poi usarla per un insalata, per una pasta aglio, olio e peperoncino più aromatica oppure una frittata o un insalata di patate..

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Ingredienti

1 cetriolo

1 carota

1 barbabietola piccola precedentemente lessata

2 manciate di finocchio di mare scottato (vedi sopra)

olive verdi

1/2 limone

1 spicchio di aglio

3-4 cucchiai di olio evo

sale

Procedimento

Emulsiona insieme il succo del limone con l’olio, sale e l’aglio schiacciato e fai riposare per almeno 30 minuti.

Prepara l’insalata tagliando le verdure e mescolandole insieme e condisci con l’emulsione dalla quale avrai eliminato l’aglio. Aggiungi le olive a piacere… e buona estate!!!

 

Pochi ingredienti assemblati posso dare grandi risultati: accade per questo misto di risi con melanzane e basilico dai gusti e profumi ben definiti. Si tratta di una ricetta semplice, ma la semplicità è di per sè una grande forma di raffinatezza e di una bellezza disarmante.

Accompagnato da un hummus o una purea di fave oppure un dhal di lenticchie e delle foglie di insalata fresche potrebbe costituire il tuo pranzo.

Ingredienti

120 g di riso basmati

60 g di riso rosso

2 melanzane medio-piccole

6-8 foglie di basilico

1 spicchio di aglio

origano

olio evo, sale

Procedimento

Cuoci il riso rosso dopo averlo ammollato per 8 ore e aver cambiato l’acqua: l’ammollo renderà la cottura più veloce e il riso più digeribile. L’ammollo non è obbligatorio ma sicuramente se usi cereali integrali quotidianamente è un ottima prassi.

Metti il riso basmati in un contenitore con l’acqua e lascialo in ammollo per circa 1 ora.

Taglia e melanzane a fette spesse 1,5 cm e disponile su un piatto, distribuendo del sale e lasciandole con un peso a pressarle per circa 30 minuti in modo che perdano l’acqua di vegetazione. Passato questo tempo tagliale a cubetti e disponile in una terrina aggiungendo l’aglio schiacciato, olio evo e origano: lascia riposare per almeno 30 minuti dopodichè versa il contenuto della terrina in un wok ben caldo e cuocile.

Cuocere il riso basmati in acqua salata e a fine cottura uniscilo al riso rosso sgranando bene i due risi.

Trita il basilico fresco finemente e aggiungilo ai risi insieme alle melanzane. Servilo a temperatura ambiente.