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Fagiolini serpente o stringhe oppure fagiolini di Sant’Anna.. hanno diversi nomi in base alla regione che li ha adottati..
Ma il sapore?!? E’ particolare, deciso, molto diverso dai comuni fagiolini.
Io ho cercato di mantenere il loro peculiare sapore cuocendoli a vapore e dandogli dei toni freschi servendoli con olio evo, menta e zest di limone.

Come fai a trovare i fagiolini serpente? Seguendo la scia degli agricoltori virtuosi!
Quelli che amano il loro lavoro e la terra e quindi coltivano spesso e volentieri delle verdure “diverse” aumentando la biodiversità.

Aumentare la biodiversità non vuol dire solo avere “delle verdure strane a tavola”, ma significa:
– mantenere/rendere i terreni più forti;
– mantenere le colture più forti e quindi ridurre/eliminare l’uso di pesticidi;
– aumentare la biodiversità a seguire della fauna intorno al terreno sano (insetti impollinatori, api, uccelli, pipistrelli..);
– avere una grande biodiversità alimentare porta benessere anche alla salute umana;
farsi consigliare/assaggiare ortaggi fino ad allora sconosciuti e ciò apre un mondo di scoperte anche a noi!
Ogni volta che incontriamo un contadino virtuoso incontriamo un “custode della terra” che con il suo lavoro si prende cura anche di noi.

Al mercato contadino di Mantova, Serena del Cencio Molle è una di questi “custodi”, e mi ha fatto conoscere questi fagiolini.. io vi passo una ricetta per usarli!

Se invece di una ricetta ti piacerebbe imparare con qualcun’altro ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

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Fagiolini serpente con menta, pomodorini e zest di limone

Ingredienti

Fagiolini serpente
una decina di pomodorini ciliegino
un mazzetto di foglioline di menta
un limone bio
olio evo
sale

Procedimento
Lava i fagiolini e falli cuocere a vapore per circa 8 minuti.
Trita le foglioline di menta finemente, con un rigalimoni ottieni delle zest di limone e uniscile alla menta insieme ad un pizzico di sale e l’olio evo.
Massaggia delicatamente i fagiolini con l’olio con menta e limone e aggiungi i pomodorini tagliati in 4. Lascia riposare coperto per circa 30 minuti in frigorifero.
Consumali preferibilmente a temperatura ambiente.

Gli gnocchi di patate cosa hanno di speciale per te?!? Per me che siano fatti a mano praticamente uno ad uno!!

Prima impastati, poi l’impasto arrotolato in cordoncini e infine questi cordoncini tagliati e rotolati nella farina passando tutti attraverso le mani uno ad uno. Hanno bisogno delle massima attenzione e quando si presta tanta cura ad un piatto non può non essere buono! Questa almeno è la mia teoria, e la tua?

Oggi la ricetta prevede la preparazione di questi gnocchi di patate magenta, dal colore rosa timido e dal gusto delicatissimo. Se sei di corsa saranno buonissimi anche con un filo di olio evo e della salvia, ma visto che io non lo ero ho preparato una pestata di foglie fresco di basilico e mandorle.
Le patate magenta hanno un gusto ottimo e se vuoi provarle in altre preparazioni prova per esempio questa idea

Questa ricetta è:
senza uova
senza lattosio e latticini
senza burro
vegan
facile e veloce da realizzare

Se non te la senti di affrontare questa ricetta da solo/a ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

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Ingredienti gnocchi per 3-4 persone
500 g di patate magenta
100-150 g di farina di grano timidia integrale
Per la ricetta della pestata di foglie fresche di basilico e mandorle vedi qui
oppure per variare pesto basilico e pistacchi oppure pesto di rucola

Procedimento
Scegli delle patate più o meno delle stesse dimensioni e falle cuocere in vaporiera (o forno a vapore): così facendo le patate manterranno tutto il loro sapore e inoltre assorbiranno meno acqua.
Quando le patate sono ben cotte sbucciarle..lo so, saranno bollenti ma l’ideale è lavorarle calde per quanto possibile.
Una volta sbucciate schiacciarle con uno schiaccia patate e raccoglierle in una terrina capiente: aggiungere poco alla volta la farina alle patate e impastare: dovrai ottenere un impasto sodo e omogeneo. Aggiungere più farina renderà gli gnocchi più sodi ma farà anche perdere un pò il sapore delle patate magenta così delicate. L’uso di una minore quantità di farina farà emergere il sapore delle patate e renderà gli gnocchi più morbidi.
Dopo aver ottenuto l’impasto tagliarlo in 5 pezzi e da ognuno ottenere dei cordoncini di impasto e con un tagliapasta tagliare dei pezzetti di circa 1 cm: ripassarli bene nella farina e quindi metterli da parte. Procedere con i restanti.
Preparare una pentola con acqua salata e portarla ad ebollizione. Gettare in acqua gli gnocchi delicatamente e poco per volta e ripescarli quando vengono su a galla.
Se sarà stata usata poca farina verranno a galla molto più velocemente, ma attenzione che non scuociano!
Condirli con pesto secondo i propri gusti!

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Oggi scrivo di yogurt diversi dal solito: niente uso di latte vaccino, nè di soia, nemmeno il buonissimo latte di mandorla… Oggi uno “yogurt” di avena!
Premesso che lo yogurt per definizione è un latte fermentato da alcuni microrganismi, i cosiddetti “fermenti lattici”. I fermenti lattici con la loro attività degradano il lattosio contenuto nel latte, creano dei sottoprodotti acidi e fanno coagulare il latte e lo arricchiscono di enzimi: il risultato è lo yogurt.

Mi autoconcedo la licenza di usare il termine yogurt per questa preparazione di oggi a base di avena: si tratta di un alimento cremoso, compatto e leggermente acido per via dei fermenti presenti che può essere usato proprio come la yogurt!

Perchè provarlo?

Perchè è senza latte
Perchè è senza soia
Perchè è semplice
Perchè è estremamente nutriente (e saziante, da non sottovalutare per uno snack/merenda!)
Perchè è fermentato

Come si può preparare?
E’ semplicissimo e bastano due ingredienti: fiocchi di avena e un paio di cucchiai di un’altro yogurt da usare come starter!

Andiamo a prepararlo!

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Ingredienti

40 g di fiocchi di avena mignon (rolled oat)
160 g di acqua
2 cucchiai di yogurt starter* (oppure fermenti lattici)
Per guarnire: sciroppo di acero, granella di mandorle, cioccolata fondente, mirtilli..

Procedimento

In un contenitore unisci 120 g di acqua e i fiocchi di avena: lasciali in ammollo 10 minuti circa, si idrateranno e poi potrai frullarli con un frullatore ad immersione. Versa in un pentolino l’avena frullata e aggiungi la restante acqua quindi porta ad ebollizione per 1-2 minuti: il composta si addenserà leggermente.
Se vuoi aromatizzare lo yogurt alla vaniglia questo è il momento giusto per aggiungerla, altrimenti salta questo step.
Versa tutto in un barattolo di vetro, fai intiepidire e aggiungi lo starter prescelto: lascia ad incubare per 12-16 ore secondo i gusti.
Conserva in frigorifero e guarnisci come preferisci per servirlo: personalmente qui ho alternato strati di yogurt con sciroppo di acero, gocce di cioccolato fondente e granella di mandorle.

I suggerimenti di Jyoti
Ami le cheesecake?Perchè non provi a farne una con lo yogurt di avena?!?

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 Pensavo di parlarvi di un insalata che è deliziosa, semplice e splendida per utilizzare la frutta secca che gira per casa durante le feste natalizie.. Un post fresco e veloce insomma..     Invece nell’accingermi a scrivere un post sul mio sito dopo quasi un mese ho appena scoperto che è arrivato il fatidico momento in cui wordpress ha cambiato tutte le sue impostazioni di scrittura… ci impiegherò un pò ad abituarmi quindi non so bene quando sarà pronto questo post…speriamo prima di Natale!!!  =) 

Torno alla nostra insalata, mi sono ispirata ad un piatto ammirato in un libro di ricette israeliane alcuni mesi fa, che mi è tornata in mente in questo periodo perchè è quello in cui i datteri si trovano in quasi tutte le case. Ho scelto la valeriana per questa insalata dopo il racconto di Serena, contadina appassionata dell’azienda Cencio Molle di Mantova:  queste foglioline dall’aspetto così delicato in inverno crescono molto bene, soprattutto dopo una gelata che acquistare alle foglie dolcezza e diventare più croccanti! La valeriana aiuta il fegato e le sue funzioni depurative.

 

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Insalata di valeriana, datteri e mandorle

Ingredienti
30-40 g foglie fresche di valeriana
1/2 cipolla rossa piccola (oppure 1/4 di una grande)
3-4 datteri
una manciata abbondante di mandorle
pane tipo chapati o pita (anche il pane carasau può andar bene)
1 cucchiaio di aceto di melograno
1 cucchiaio di olio evo
sumac
sale, peperoncino (facoltativo)

Procedimento
Tagliare la cipolla a fettine finissime, unirla ai datteri snocciolati e tagliati e mescolarli insieme in una ciotolina insieme all’aceto di melograno. Far marinare per circa 30 minuti. 
Lavare la valeriana e disporla in una terrina. Tostare in padella le mandorle e il pane tagliato a triangolini: sul finire della tostatura aggiungere l’olio evo, il sumac, il peperoncino e il sale: amalgamare bene e spegnere il fuoco. 
Aggiungere all’insalata la cipolle con i datteri marinati insieme alle mandorle con il pane. Enjoy!

I consigli di Jyoti
Prova a sostituire potrebbero essere sostituiti anche da delle ottime albicocche disidratate per rendere la ricetta più “nostrana”!
L’aceto di melograno può essere sostituito dall’aceto di mele.

L’autunno quest’anno tarda ad arrivare metereologicamente.. Mi sono ritrovata oggi, il 21 Settembre, a dare il benvenuto all’autunno raccogliendo pomodori maturi da una pianta nata spontaneamente in giardino! Erano perfetti e ottimi per preparare una splendida passata di pomodoro, cucinare al volo per poi usarla per il mio ragù di Esaù.

La bellezza di questa ricetta non è soltanto che è gustosissima, ma che è un ottima soluzione al famoso “piatto unico” che spesso è un dilemma: l’energia del cereale (grano timilia trasformato in pasta) e i legumi (lenticchie protagoniste del ragù). Accosta una porzione di verdure, crude o cotte, e un pranzo completo è pronto!

…Perchè completo e equilibrato?!?

Perchè unire ai carboidrati di un cereale (in questo caso farinaceo, la pasta) le proteine (in questo caso le lenticchie) comporta avere un buon apporto di proteine e fibre che contribuiscono a stabilizzare il rilascio degli zuccheri nel circolo sanguigno e come conseguenza ci rendono anche sazi più a lungo! Accostare delle verdure naturalmente ci consente di avere anche la nostra dose quotidiana di vitamine!

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Ingredienti

160 g di spaghetti di grano timilia (o altri a scelta)

300 ml di passata di pomodoro fresca

1 carota piccola

1 cipolla

2 dita di sedano

1 spicchio di aglio

1/2 bicchiere di vino bianco

250 g di lenticchie lessate al dente (per la preparazione dei legumi leggi qui )

rosmarino e origano

olio evo

sale

Procedimento

Trita finemente cipolle,carota, sedano e aglio. In una padella cuoci le verdure tritate con un paio di cucchiai di olio di oliva: fai rosolare lentamente. Quando si saranno ben cotte aggiungi le lenticchie, l’origano e il rosmarino tritato amalgamando insieme e infine il vino bianco: cuoci ancora lentamente facendo evaporare il vino. Dopo che avrai fatto evaporare anche il vino aggiungi la passata di pomodoro e aggiusta di sale, copri e fai cuocere lentamente per circa 30 minuti o comunque fino a far ridurre.

Cuoci la pasta al dente e condisci con il ragù aggiungendo qualche foglia di basilico spezzettata a mano e… buon appetito!

Durante questa estate mi sono convertita alle colazioni salate per motivazioni di gusto, ovviamente molto soggettive, e nutrizionali: una buona colazione salata (ben equilibrata naturalmente) crea minori sbalzi durante la mattinata e fornisce una buona dose di energia per la lunga mattinata che si ha davanti (ricordi il detto “colazione da re, pranzo da nobile e cena da povero”?!?). Se soffri di scarsa concentrazione la mattina, stanchezza, fame continua o anche supportare una tua dieta dimagrante, forse potresti considerare di provare ad usare ogni tanto delle colazioni salate!
All’inizio è più semplice iniziare con fette di pane e patè di olive oppure hummus, o magari della farinata di ceci avanzata dalla cena della sera precedente.. Pensa che fino alla seconda guerra mondiale la colazione tipo era per lo più fatta dagli avanzi della cena della sera prima!!!
Una volta preso il via ti puoi anche sbizzarrire (tempo permettendo) e con il caldo estivo io uso molto le insalate. Questa di oggi con il finocchio di mare o kritamo come lo chiamano in Grecia , ne ho raccolte un paio di manciate per rendere speciale la mia insalata! Il suo nome botanico è Crithmum maritimum ed è una pianta selvatica che cresce lungo le scogliere. Adora i climi secchi, la salsedine e le coste rocciose.. in questo mi assomiglia molto!!! =)  Ha una foglia carnosa ed estremamente aromatica, il fiore ricorda quello del finocchietto selvatico. Raccoglierla è semplice il periodo va soprattutto dalla primavera a settembre: si scelgono le foglie più tenere.
Come ogni pianta selvatica non va mai strappata completamente dal suolo e ne va sempre lasciato un pò perchè lei si possa riprodurre, altri animali/insetti possano usufruirne e tutti i membri del ciclo naturale stesso ne abbiano così vantaggio.

E’ ricca di vitamina C (ne facevano un grande uso i marinai nel passato che stavano per mesi e mesi in mare) e ha potere detox poichè migliora le capacità del fegato: sembra che già Ippocrate la suggerisse a tal proposito..

credits: https://frustratedgardener.com/2016/08/24/daily-flower-candy-crithmum-maritimum/

Può essere conservata in salamoia, dalla Grecia fino alle coste dell’Inghilterra viene preparata in questo modo. Per mangiarla subito invece consiglio di scottare le foglioline per 1 minuto e mezzo in acqua salata e poi usarla per un insalata, per una pasta aglio, olio e peperoncino più aromatica oppure una frittata o un insalata di patate..

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Ingredienti

1 cetriolo

1 carota

1 barbabietola piccola precedentemente lessata

2 manciate di finocchio di mare scottato (vedi sopra)

olive verdi

1/2 limone

1 spicchio di aglio

3-4 cucchiai di olio evo

sale

Procedimento

Emulsiona insieme il succo del limone con l’olio, sale e l’aglio schiacciato e fai riposare per almeno 30 minuti.

Prepara l’insalata tagliando le verdure e mescolandole insieme e condisci con l’emulsione dalla quale avrai eliminato l’aglio. Aggiungi le olive a piacere… e buona estate!!!

 

Pochi ingredienti assemblati posso dare grandi risultati: accade per questo misto di risi con melanzane e basilico dai gusti e profumi ben definiti. Si tratta di una ricetta semplice, ma la semplicità è di per sè una grande forma di raffinatezza e di una bellezza disarmante.

Accompagnato da un hummus o una purea di fave oppure un dhal di lenticchie e delle foglie di insalata fresche potrebbe costituire il tuo pranzo.

Ingredienti

120 g di riso basmati

60 g di riso rosso

2 melanzane medio-piccole

6-8 foglie di basilico

1 spicchio di aglio

origano

olio evo, sale

Procedimento

Cuoci il riso rosso dopo averlo ammollato per 8 ore e aver cambiato l’acqua: l’ammollo renderà la cottura più veloce e il riso più digeribile. L’ammollo non è obbligatorio ma sicuramente se usi cereali integrali quotidianamente è un ottima prassi.

Metti il riso basmati in un contenitore con l’acqua e lascialo in ammollo per circa 1 ora.

Taglia e melanzane a fette spesse 1,5 cm e disponile su un piatto, distribuendo del sale e lasciandole con un peso a pressarle per circa 30 minuti in modo che perdano l’acqua di vegetazione. Passato questo tempo tagliale a cubetti e disponile in una terrina aggiungendo l’aglio schiacciato, olio evo e origano: lascia riposare per almeno 30 minuti dopodichè versa il contenuto della terrina in un wok ben caldo e cuocile.

Cuocere il riso basmati in acqua salata e a fine cottura uniscilo al riso rosso sgranando bene i due risi.

Trita il basilico fresco finemente e aggiungilo ai risi insieme alle melanzane. Servilo a temperatura ambiente.

Il miele di fichi o cotto di fichi è una ricetta calabrese: terra ricchi di alberi di fichi, così tanti da essere spesso abbandonati a se stessi, a volte per il lavoro faticoso di raccolta in alcuni casi perché considerato lavoro poco nobile, oppure perchè questi frutti vengono dimenticati!

Ogni volta che ho la possibilità di conoscere la storia di un prodotto dall’inizio alla fine ne sono felice e mi rendo conto che da quel momento in poi lo riesco ad apprezzare di più e essere più responsabile o consapevole riguardo al suo uso. Così accade per questa ricetta di miele di fichi: nei giorni più caldi di agosto i fichi raggiungono il massimo della maturazione in Calabria, tutti insieme improvvisamente gli alberi sono carichi di frutti dolcissimi: rimarranno disponibili pochi giorni e poi marciranno. Raccoglierli per mangiarli è un ottimo proposito.. ma con tutta la buona volontà bisogna farne altro oltre che crostate di frutta, macedonie e gelati! L’essiccazione è un ottimo metodo per conservare la frutta dolce abbondante in estate (basti pensare ad albicocche e prugne), quindi i fichi vengono essiccati anche in Calabria per farne varie preparazioni invernali(vedi questa) . E poi in alcune (troppo poche ormai) zone si prepara un vero e proprio nettare degli dei, il miele di fichi, ottenuto da una lunga cottura e filtrazione dei fichi. Richiede molta pazienza ed è speciale! Farlo con le proprie mani, dai fichi raccolti dagli alberi uno dopo l’altro (resistendo alla tentazione di mangiarne 1 su 2!) e dopo ore di cottura, lo rende magico.

..per cosa usarlo? Da dolcificante per un dessert a topping per lo yogurt, per rendere speciale una macedonia oppure per un insalata oppure come sostituto del miele.. per esempio pane integrale con noci e miele di fichi! Enjoy..

Ingredienti

Fichi ben maturi

Procedimento

Lava i fichi e tagliali in 4 parti mettendoli in una pentola con fondo pesante adatta ad una cottura lunga e lenta. Riempi la pentola con 2 dita di acqua e porta ad ebollizione. Fai cuocere a fuoco basso per circa 2 ore, fino a quando i fichi non si siano  completamente disfatti dalla cottura. A questo punto setaccia e filtra la preparazione con un panno a trama non troppo fitta in modo da poter strizzare e “mungere” il liquido dei fichi e separare la parte più fibrosa e metterla da parte. Con la parte più fibrosa io ho preparato una marmellata aggiungendogli un po’ di acqua e dolcificante.

Il liquido ottenuto dalla “mungitura” dei fichi è uno sciroppo che deve essere cotto nuovamente, quindi lo versi in un tegame largo con fondo pesante e lo cuoci ancora a fuoco basso: deve restringersi e addensare fino ad ottenere la consistenza di uno sciroppo molto denso/miele. I tempi di cottura variano molto dalla quantità e dal diametro della pentola, che influisce sull’evaporazione. A fine cottura versare il liquido bollente un in barattolo o bottiglietta precedentemente pulita e sterilizzata, chiudere ermeticamente. Da 2 kg di fichi si possono ottenere tra i 200 e 500 ml di miele di fichi, variabile in base alle caratteristiche dei fichi e la densità finale che si vuol ottenere.

Avevo dimenticato quanto fossero buoni e versatili gli sformati!

Volevo provare una ricetta croata ma alla fine l’ho dirottata verso questi piccoli e deliziosi tortini di riso semintegrale. L’uso del forno in estate ha i suoi “contro”, ma basta aspettare una serata più fresca per adoperarvi…Oppure mette questa ricetta nel cassetto per la fine di agosto.. Finchè ci son peperoni c’è speranza!!!
E se proprio non ti va di cucinare.. c’è sempre in vista il nostro prossimo #HealthyHour che è l’1 Agosto e coincide con l'”Earth Overshoot Day” per il 2018.

L’1 agosto 2018 (un giorno prima rispetto al 2017) è il giorno nel quale l’umanità consuma le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno:  significa che da questo giorno in poi stiamo consumando più di quanto il pianeta potrebbe produrre, lo stiamo “sfruttando”. Non potevamo rimanere indifferenti e quindi abbiamo deciso di dedicare il nostro HealthyHour a questa giornata, perchè il cibo non è solo una questione di gusto, ma uno dei tanti strumenti a nostra disposizione per il nostro cambiamento e per sostenere il nostro pianeta.  Tutti i partecipanti riceveranno un piccolo dono simbolico da parte nostra per poter prendersi cura di un “pezzettino” di pianeta!

Prendendoci cura del nostro corpo ci prendiamo cura del nostro “tempio”… prendendoci cura del pianeta ci prendiamo cura della “casa” in cui è custodito il nostro tempio!

 

Ingredienti

200 g di riso semintegrale

1 peperone giallo

1 cipolla rossa grande o due piccole

olio evo

salsa ai peperoni

1 peperone rosso

1 cucchiaio di capperi

1 cucchiaio di olio evo

2 cucchiai di mayo oppure una manciata di noci

peperoncino di Espelette o altro peperoncino delicato

Procedimento

Arrostisci su una piastra il peperone rosso in modo che si possa eliminare la pellicina e il peperone sia morbido. Taglia il peperone giallo a listarelle e spadellarlo in una padella antiaderente con poco olio e un pizzico di sale.

Trita la cipolla rossa e falla cuocere in un tegame con olio evo, quindi aggiungere il riso e insaporire: a piacere si può aggiungere un pò di vino bianco come per un risotto. Aggiungere quindi l’acqua bollente (1:1,5) ricoprendo tutto, il sale e lascia cuocere.

Nel frattempo, dopo aver spellato il peperone rosso, frullalo con i capperi, olio evo, la mayo o le noci e se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua: deve risultare una salsa densa.

Sulla fine cottura del riso aggiungere i peperoni gialli e la salsa e amalgamare insieme.

A questo punto sarebbe già un ottimo risotto ai peperoni il risultato ma per i tortini si va avanti…

Versa il riso in degli stampini o in un unico stampo grande e inforna a 180°C per 15 minuti in modo che formino una leggere crosticina e servi tiepidi.

 

Fra le ricette che dovrebbero essere patrimonio dell’umanità secondo me c’è quella del gelo di melone. Le sue origini sono in Sicilia, a Palermo, ed è una ricetta tipicamente estiva. E’ così semplice nella sua descrizione che potrebbe sembrare quasi banale il risultato. Potrebbe essere definito come una sorta di “budino di frutta”, ma è terribilmente riduttivo per un dolce che invece è così nobile al palato. L’ingrediente principe, la frutta, deve essere al giusto grado di maturazione, così che il risultato sarà un dolce delicato,profumato e leggermente cremoso che ammalia per la sua freschezza e toni di fruttati che non annoiano. Non solo, l’uso della frutta matura ci permette di diminuire la quantità di dolcificante da usare.
Gli accostamenti con la cannella, con granella di pistacchio oppure con delle riduzioni di vino dolce profumato non fanno altro che esaltare il tutto.

“Melone” a Palermo è il nome usato anche per l’anguria, quindi il gelo di melone è di solito un dolce a base di anguria: in questo caso invece la mia ricetta si rifà all’uso invece del melone tipo cantalupo.

Fondamentale sceglierlo maturo e profumato. Comunque potrebbe essere fatto anche con altra frutta.

Mi sono ispirata alla ricetta di Siciliani Creativi, rivisitandola secondo la mia preferenza: meno amido di mais e mantenere la fibra del melone e un tocco agrumato.

Ingredienti per 4-6 porzioni

500 g melone maturo già pulito

30 g amido di mais

2 cucchiai di marmellata di limoni

dolcificante a scelta q.b. (io nessuno grazie al grado di dolcezza della frutta)

Procedimento

Frulla il melone con l’amido di mais e la marmellata di limoni e fai cuocere a fuoco basso sempre mescolando fino a portare ad ebollizione e spegnere il fuoco. Mescolare e versare negli appositi contenitori o stampini.

Fai raffreddare per una notte, quindi sforma dallo stampo e a piacere spolvera di pistacchio oppure di cannella prima di servirlo.
Mettiti comodo/a e assapora ad occhi chiusi! Enjoy!