Articoli

, , , ,

Tagliatelle integrali di grano timidia con shiitake e pepe rosa

Forse non c’è periodo dell’anno più ispirante di questo per la preparazione della pasta fatta in casa: le giornate fredde vengono scaldate dai fuochi della cucina e molto spesso preparare la pasta è un rituale che aggrega famiglia e amici..oltre a rendere felici per quello che si stà creando.
Non amo solitamente le tagliatelle a meno che ad esaltarne il gusto non sia una farina speciale: e questo è il caso! Utilizzare una farina integrale di grano duro siciliano ha reso il gusto unico, vivo e le consistenza ottima.
Abbinandoli a dei fantastici e altamente nutrienti funghi shiitake, aromi e pepe rosa il piatto diventa bello, buono salutare.
Enjoy it!

tagliatelle_timidia2
Ingredienti
100 g di farina integrale timidia
50 g di farina di tipo 0
acqua q.b.
250 g di funghi shiitake
1 porro
1 spicchio di aglio
prezzemolo, erba cipollina
sale alle erbe
olio evo
Procedimento
Mescolo i due tipi di farina e aggiungo poco per volta acqua fredda mescolando in una terrina: la farina di semola di grano duro incorpora acqua poco per volta quindi mi fermo quando mi sembra che l’impasto non abbia più bisogno di acqua e lascio riposare qualche minuto. Dopodichè verifico se ha bisogno di altra acqua oppure no. Il risultato deve essere un impasto malleabile e lavorabile, non troppo duro o secco.
Lascio riposare l’impasto per 30 minuti circa, quindi tiro la sfoglia con la macchina per tirare la pasta e infine taglio le tagliatelle e le dispongo su un piano ben infarinato a farle asciugare.
Intanto pulisco e taglio a rondelline il porro e lo faccio stufare con poco olio evo insieme con lo spicchio di aglio.
Pulisco i funghi shiitake e li taglio a fettine aggiungendoli al porro: faccio cuocere insieme aggiungendo del sale aromatizzato e coprendo con un coperchio.
A fine cottura aggiungo del prezzemolo tritato finemente.
Faccio cuocere le tagliatelle in abbondante acqua bollente salata e quando pronte le scolo aggiungo dell’olio evo e i funghi shiitake. Termino con erba cipollina tritata finemente e bacche di pepe rosa.

tagliatelle_timidia

, , , , ,

Golden Milk, il latte d’oro

Da anni è immancabile nei miei corsi di cucina sulle spezie e fino a poco tempo fa era un perfetto sconosciuto ai più. Negli ultimi mesi invece non si sente parlare di altro, tanto che molte aziende si sono già attivate e produrlo e venderlo come bevanda già pronta oppure miscele pronte e aromatizzate a cui va aggiunto solo la parte liquida.
Ben vengano le buone abitudini, ma visto che in tanti continuate a chiedermi: “ma come si fa il Golden Milk?” ecco qualche spiegazione.

Ma di cosa stiamo parlando?
Il Golden Milk è una bevanda largamente diffusa in India, soprattutto come rimedio/prevenzione. Si narra che gli yogi consigliassero ai loro discepoli, che tenevano per lungo tempo le loro posizioni yoga, di usarla almeno per 40 giorni all’anno in modo che le loro articolazioni potessero trovare sostegno da questa bevanda.. Le articolazioni e non solo aggiungerei. Il Golden Milk ha una composizione tale da essere considerato un antinfiammatorio naturale, sia per articolazioni, ma in generale anche per l’apparato scheletrico e muscolare…
Essendo la curcuma il “principio attivo” di questa bevanda, le sue proprietà sono molte altre ancora:

antiossidante molto potente (da qui l’azione antinfiammatoria) che svolge la sua attività non solo a livello muscolare ma riduce anche lo stress ossidativa interno che è una sorta di piccolo stato di infiammazione cronica lieve con cui spesso conviviamo perchè molto silente e lieve (ma spesso cronico);

– la spezia anti-cancro (definita così da molti ricercatori): si è visto come la curcumina si attiva sia come inibitore della proliferazione cellulare, sia come “killer” di cellule anomale. Sempre per il suo potere antinfiammatorio può prevenire gli stati che determinano lo svilupparsi di un tumore;

– allevia i sintomi dell’artrite: varie ricerche hanno dimostrato che la curcumina allieva i sintomi dell’artrite nel giro di 2 settimane come un farmaco antinfiammatorio;

fegato: sembra che contribuisca a tenere il fegato in salute favorendo la produzione di enzimi deputati alla detossificazione del fegato, sia favorendo il flusso biliare che depura e rinvigorisce il fegato;

– per le donne in età fertile: le bevande a base di curcuma sono consigliate per dare sollievo ai fastidiosi crampi e disturbi mestruali. La cura deve essere preventiva, per esempio una settimana prima del ciclo.

Questo solo per citare alcuni degli effetti benefici, in effetti la letteratura scientifica si è data molto da fare riguardo gli studi sui benefici della curcumina…Ma l’ispirazione è sempre data dalle tradizioni popolari: la curcuma era così tanto usata e per così innumerevoli rimedi che un fondo (più di un fondo) di verità ci doveva essere.

Come si prepara il Golden Milk?
L’originale ricetta indiana sembra che fosse a base di una pasta di curcuma, acqua e pepe che viene sciolta in un bicchiere di latte di capra con un cucchiaio di olio di mandorle.

In pratica abbiamo bisogno perchè la curcuma funzioni che ci sia nella miscela una (o più sostanze) che contribuiscono a favorirne l’assorbimento: il pepe e la parte grassa (olio e latte). That’s it!

Se si comprende il principio, è semplice creare la propria versione, in base alle proprie esigenze e gusti (più o meno pepe, latte vegetale invece di quello animale, aggiungere del dolcificante a piacere per renderlo più gradevole..).

Personalmente non preparo la pasta di curcuma (a base di curcuma, poco pepe e acqua tiepida quanto basta per avere una pasta) per il mio golden milk ma parto direttamente dalla curcuma in polvere. E’ comunque molto veloce.

Uso un latte vegetale, che ritengo più sano per me e per il pianeta, e preferisco il latte di mandorle: la scelta va sul latte di mandorla perchè tra i latti vegetali è uno di quelli con una maggiore quantità di grassi buoni ideali per favorire l’assorbimento della curcumina.

Sull’uso del pepe ognuno può far appello alle proprie esigenze: personalmente ne uso un pizzico per ogni bicchiere che mi preparo. Può essere eliminato nel caso si soffra di problemi gastrici oppure limitarlo moltissimo. Se eliminate il pepe potreste aggiungere un pò di zenzero, cannella, chiodi di garofano oppure una miscela di spezie ma soprattutto non dimenticate di aggiungere alla bevanda il cucchiaino di olio per dare la possibilità alla curcuma di essere assorbita.

E il sapore?
C’è chi lo ama al naturale e a chi invece non piace il sapore. Suggerisco sempre di iniziare con una dose più bassa di curcuma in modo da familiarizzare con il sapore (nella mia ricetta per esempio si può iniziare con 1/2 cucchiaino aumentando le dosi di giorno in giorno).
Dolcificare si può? Si magari con un dolcificante naturale come il malto, zucchero di cocco, sciroppo di dattero, succo di mela… Niente paura, funzionerà lo stesso, basta non esagerare con gli zuccheri!!!

Ed ecco la mia ricetta..

goldenmilk

Ingredienti (per una tazza):

1 cucchiaino abbondante di curcuma

1-2 cucchiaini di olio di lino (va bene anche mandorle, canapa o altri oli a scelta)

1 pizzico di pepe macinato di fresco

1/4 cucchiaino di garam masala (facoltativo)

200 ml circa latte di mandorle al naturale (preferisco quelli prodotti in  Italia)

succo di acero  a piacere

Procedimento

In una tazza verso la curcuma, macino il pepe nero, aggiungo il garam masala e l’olio di lino.

Scaldo il latte di mandorla, rendendolo tiepido o poco più. Ne verso una piccola quantità nella tazza per sciogliere le spezie e i piccoli grumi di curcuma (sgradevoli al palato). Aggiungo il rimanente latte e infine dolcifico a piacere.

, , , ,

Crema al cioccolato mandorle e datteri

Il titolo racchiude già tutta la ricetta! Una ricetta per colazioni e merende gioiose… e per gli amanti del cioccolato!

Una crema semplicissima, fatta da esclusivamente 3 ingredienti che sono, per le loro caratteristiche nutrizionali, degli alimenti che riescono a dare un grande sprint di energia in vari momenti della giornata: dalla colazione alla merenda del primo pomeriggio.

Gli ingredienti sono importanti:

cioccolata fondente al 75%, magari se la scelta cade sul “fair trade” potrebbe essere il modo per far bene a noi stessi con un ottimo cioccolato e ai diritti dei contadini dall’altra parte del mondo!

crema di mandorle al naturale: una crema a base di 100% di mandorle, può essere preparata in casa se si dispone di un buon robot oppure ci si può affidare a quelle in vendita in commercio, rigorosamente senza aggiunta di zuccheri, qui ho usato l’ottima Valdibella.

datteri al naturale: che siano tunisino o mediorientali assicurarsi soprattutto che siano al naturale e non trattati con sciroppo di glucosio!

crema_mandorle_cioccolato_datteri

Ingredienti

12-15 datteri tipo deglet noor

40 g di cioccolato fondente

30 g di crema di mandorle

acqua

Procedimento

Dopo averli sciacquati metto in ammollo i datteri in acqua quanto basta per ricoprirli.

Faccio sciogliere il cioccolato fondente su fuoco basso e aggiungo la crema di mandorle. Amalgamo.

Frullo molto bene i datteri aggiungendo poco per volta la stessa acqua dell’ammollo in modo da ottenere una crema liscia e omogenea, somigliante ad una composta.

Aggiungo i datteri alla cioccolata e crema di mandorle e frullo tutto insieme in modo da amalgamare.

La posso conservare in frigo, ma è sempre meglio consumarla a temperatura ambiente in modo che risulti anche più cremosa da spalmare.

, ,

Crumble di orzo e fiocchi di avena con composta di fichi

Il passare dei giorni, il finire dell’estate e l’avvicinarsi dell’autunno mostrano i loro segni evidenti nelle giornate, nell’umore, nei colori e sicuramente in cucina!
E’ un periodo ancora perfetto per sfruttare la dolcezza e l’energia espansiva che donano i fichi, affiancata dalla farine di cereali integrali. E’ il tempo ideale anche per le mandorle e per questo motivo ho dato spazio a ingredienti come la crema di mandorle da usare come parte “grassa” in questo splendido snack.
La crema di mandorle è fatte partendo dalle mandorle (pelate o no) triturate ad alta velocità in modo da ottenere una pasta liscia, solitamente mescolata ad olio (lo stesso che trasuda dalle mandorle durante il processo). Contrariamente agli oli vegetali, la crema di mandorle è un alimento “integrale“.
In alcuni casi la crema (o burro) di mandorle può essere usato come buona alternativa agli oli vegetali, margarine (che sconsiglio sempre), burri vegetali (solitamente più complessi come composizione), l’olio di cocco  e naturalmente al classico burro.
E’ possibile produrre in casa la crema di mandorle se si dispone di un buon robot da cucina: personalmente in questo caso mi sono affidata ad una già pronta della Valdibella: al link trovate un interessante tabella nutrizionale che può far riflettere sulla ricchezza nutrizionale media di una crema di mandorle: non solo grassi ma anche minerali e vitamine e fibre (si anche le fibre!!).

Mi sono ispirata ad una ricetta di Anya Kassoff, famosa per la sua cucina “vibrant”, in questa ricetta utile per uno snack oppure per una dolce colazione.. Se volete approfondire, scoprirne di più e fare domande direttamente sul tema colazioni e merende, cliccate a seguire le indicazioni per il prossimo corso sulle merende e colazioni.
Buona continuazione intanto..and enjoy!

crumble_orzo_avena_fighi

Ingredienti

150 g di farina di orzo

90 g di farina di riso integrale

75 g farina di mandorle

70 g di crema di mandorle

100 ml dii latte di mandorle

1 cucchiaino di lievito naturale per dolci

50 g di zucchero di cocco (o malto a scelta)

un pizzico di sale

un limone piccolo

200 g di fichi secchi

1/2 cucchiaino di vaniglia

sciroppo di acero q.b.

fiocchi di avena a piacere

Procedimento

Metto i fichi in ammollo in acqua quanto basta per coprirli per almeno 6 ore. Quando sono pronti li frullo con il succo del limone (mettendo la parte la scorza opportunamente grattugiata) e la vaniglia. Devo ottenere una composta, non troppo liquida: se per frullare mi serve altro liquido oltre al limone posso aggiungere l’acqua di ammollo dei fichi. A piacimento aggiungo dello sciroppo di acero per aggiustare il grado di dolcezza.

In una terrina setaccio la farina di orzo con la farina di mandorle e di riso. Aggiungere anche il lievito, il sale, la scorza di limone e lo zucchero. Mescolare molto bene tutti gli ingredienti.

Frullo insieme il latte con la crema di mandorle e aggiungo alla terrina con le farine. Impasto molto bene il tutto ottenendo un composto morbido. Lo divido a metà e ne stendo una parte con l’aiuto della carta forno su una teglia ottenendo uno strato sottile (circa 4 mm), quindi distribuisco generosamente la composta di fichi ottenuta.

Con la restante pasta ottendo dei piccoli “trucioli” (come per un crumble) e li distribuisco sulla composta in modo omogeneo finendo con una pioggia di fiocchi di avena.

In forno per 25 minuti circa a 170°C. A fine cottura faccio raffreddare e quindi porziono.

N.B. Si conservano anche per una settimana in un contenitore ermetico, preferibilmente in frigorifero.

,

Granola estiva ai datteri con melone e mirtilli

Sono una fan delle colazioni: il pasto della giornata che preferisco! Adoro creare sempre delle nuove alternative, che sia estate o pieno inverno, che si abbia voglia di dolce o salato, in tono con le stagioni, l’umore e le esigenze del corpo in quel momento.

Intanto oggi frutta fresca, yogurt vegetale e granola preparata per l’occasione dolcificata con datteri: ecco come procedere per prepararla.

granola_avena_datteri

Ingredienti

Granola a piacere

Frutta di stagione

Yogurt al naturale vegetale

Sciroppo di datteri o di acero a piacere (facoltativo)

Per la granola

100 g di fiocchi di avena grandi

12-14 datteri al naturale

1 manciata di nocciole

1 manciata di mandorle

1-2 cucchiai di succo di limone

2 cucchiai abbondanti di uvetta

2 cucchiai di olio di mais (oppure di mandorle oppure crema di mandorle o nocciole)

scorza di un limone

cannella

zenzero

Procedimento per preparare la granola

Mettere in ammollo l’uvetta in poca acqua a reidratarsi.
Mettere in un contenitore i datteri e ricoprirli di acqua. Lasciare in ammollo dalle 2 alle 6 ore (dipende dai datteri usati).
Dopo l’ammollo frullare i datteri con qualche cucchiaio di acqua di ammollo e il succo di limone, l’olio in modo da avere una crema omogenea, liquida ma non troppo.
Mettere l’avena in un contenitore e aggiungere le noci, le mandorle tagliate grossolanamente, la scorza di limone, 1 cucchiaino di cannella e un pizzico di zenzero. Aggiungere i datteri e amalgamare tutto insieme in modo omogeneo.
Aggiungere l’uvetta e amalgamare ancora.
Stendere con una paletta l’impasto in modo uniforme formando uno strato sottile (1/2 cm) su una teglia da forno e far asciugare perfettamente in forno a 160°C per circa 15 minuti (controllare, potrebbe servire più tempo o men in base allo spessore e dimensioni della vostra lastra di granola).
Una volta asciugata la lastra tirare fuori dal forno e rompere in pezzi piccoli e reinserire in forno in modo da ultimare il processo di asciugatura.
Una volta terminata, appena fredda, può essere conservata in contenitori ermetici per una settimana o più.

, , , ,

La crema al cioccolato di San Giovanni

Si narra che Giovanni Battista quando si trovava nel deserto non si nutrisse di altro che di carrube, perchè erano gli unici alberi fruttificanti che ci fossero disponibili, da qui l’albero le carrube si chiamano anche “pane di San Giovanni”..
In effetti, la carruba è un potente rimineralizzante e in passato veniva offerto come rimedio popolare nei casi di astenia: dunque, anche se la terra era arida, San Giovanni ebbe la fortuna di trovare degli alberi dai frutti veramente generosi!
Chi mi conosce sa bene quanto spesso parli della carruba e in quante versioni la suggerisco e le creme spalmabili sono senza dubbio la mia versione preferita: semplice, veloci e buone.
Questa crema non ha bisogno di aggiunta di dolcificanti, grazie all’uso del latte di riso e alla spiccata dolcezza del burro di cacao. La farina di carrube non ha toni amari come il cacao e nessuna punta amara nemmeno per il cocco in polvere.. risultato delizioso e senza alcuna aggiunta di dolcificanti, seppur naturali.

cremacarrubacioccolatosaIngredienti
40 g di farina di carrube
20 g di farina di cocco
20 g di burro di cacao
200 ml circa di latte di riso
vaniglia q.b.
Procedimento
Mescolare tutti gli ingredienti in polvere insieme e stemperarli in poco latte di riso. Versare in un pentolino tutto e far sciogliere a fuoco basso: aggiungere anche il burro di cacao e poco per volta il restante latte. Amalgamare il tutto fino ad ottenere un risultato omogeneo, sarà leggermente liquido, ma raffreddandosi si addenserà. Far raffreddare e consumare preferibilmente dopo un riposo di 4-6 ore.

, , ,

Gli smoothies e i break superfast supergood…

Ecco la Primavera, le giornate più lunghe, molta più luce, finalmente le giornate più tiepide e desiderio di alleggerirsi,  stare meno ai fornelli e preparare degli spuntini veloci.. Gli smoothies mi sembrano una soluzione geniale per soddisfare tutte queste esigenze messe insieme.
Gli smoothie è un termine inglese per indicare un frullato molto liscio e vellutato. Gli ingredienti sono liberi: frutta, frutta e verdura, verdura e semi.. di solito insieme ad un “vettore” che leghi e renda anche molto vellutato il nostro frullato (appunto smoothie): solitamente yogurt e latti vegetali sono perfetti.
Quanto utilizziamo solo frutta per il nostro smoothie (per esempio banana, mela, papaya) lo smoothie tende ad avere un alto quantitativo di zuccheri, sicuramente buoni e naturali, ma da tenere in conto che si tratta sempre di zuccheri, quindi non andrebbe abbinato ad altri dolci e/o merendine.
Per rimanere equilibrati nella combinazione dei nostri smoothie l’ideale è:
– tra la frutta, tenere sempre fissa fra gli ingredienti la mela, è il frutto più equilibrato nella sua composizione e che meglio stabilizza lo smoothie;
aggiungere anche delle verdure (magari cominciare con piccole quantità) nelle combinazioni per il nostro smoothie: carota, qualche foglia di spinacio, kale, finocchio..
Tra le bevande che si possono usare per legare gli ingredienti suggerisco i latti di mandorla oppure qualche cucchiaio di yogurt di soia: questi ingredienti combinati con frutta e verdure daranno luogo a una bevanda che in alcuni casi può sostituire anche un pasto (ottimo per esempio come colazione).

Con le prime fragole, uno smoothie vestito di rosa è un must!

smoothie_strawberry
Ingredienti
1 mela
1/2 banana
4-6 fragole
2 piccole foglie tenere di finocchio
2-3 cucchiai di yogurt di soia
40-50 ml di acqua
cannella a piacere
Procedimento
Lavare e sbucciare gli ingredienti e disporli in un frullatore: aggiungere lo yogurt e l’acqua e frullare fino ad ottenere un composto liscio. Da consumare preferibilmente subito poichè con il passare delle ore va a diminuire la sua carica di proteine.

, ,

Il riciclo è arte: strudel di mele, pere e mirtilli

Riciclare è quanto di più creativo ci possa essere: come fare un disegno avendo a disposizione solo alcuni colori, magari alcuni intatti ma altri quasi finiti e un enorme foglio dove già era stato cominciato un abbozzo di qualcosa..
E’ un piccolo gesto di cura, anche se il risultato non dovesse essere proprio “un capovaloro”: perchè nel frattempo hai salvato quel foglio dal cestino e i colori hanno avuto nuova vita.
In cucina uguale: riciclare e ricreare con quello che viene solitamente considerato un “avanzo” trovo che sia arte!
Domenica scorsa con i partecipanti al bellissimo corso di Panificazione con Pasta Madre abbiamo visto come la pasta madre, soprattutto dopo i rinfreschi (o prima) non è necessario che venga buttata ma può trovare mille usi soddisfacenti: piadine e chapati, focaccine, crackers, pancakes.. e sul posto abbiamo preparato con della pasta madre in esubero un meraviglioso strudel.
La maggior parte di panificatori, se gli rivolgete la domanda: “cosa me ne faccio della pasta madre in esubero?” vi dirà: “Buttala!”.
A me personalmente, prima o dopo il rinfresco (dipende da quello che ho in mente) ai miei avanzi di pasta madre piace dare un altra possibilità: di solito si tratta delle ricette senza ricetta, quelle con dosaggi q.b., fatte soprattutto da fiuto e buon senso insieme. Ma questo mix porta sempre a risultati ottimi.
Come il caso dello strudel: realizzare l’impasto per lo strudel partendo dagli avanzi di pasta madre da rinfrescare mi ha portato ad ottenere degli impasti per strudel integrale decisamente fantastico.
Ecco come procedere..
strudel_pasta_madre
Ingredienti
100 g di pasta madre
farina integrale q.b.
2-3 cucchiai di olio evo
2 mele
1 pera
una manciata di mirtilli essiccati
cannella
sale
Procedimento
Tagliare le mele e pere a fettine sottili e metterle in forno a 160°C a cuocere per 15-20 minuti circa.
Impastare la pasta madre con farina integrale e l’olio quanto basta per ottener un impasto liscio: se la vostra pasta madre non è molto liquida allora può essere necessario aggiungere un pò di liquido. Se all’impasto si aggiunge eventualmente un pò di succo di mele oppure del liquido avanzato dalla cottura delle mele e pere il risultato sarà ancora più buono!
Stendere l’impasto con il mattarello in modo che sia liscio e dello stess o spessore ovunque quindi distribuire mele e pere sulla pasta: aggiungere cannella a piacere e i mirtilli.
Se si preferisce uno strudel più asciutto si possono aggiungere dei biscotti sbriciolati alle mele.
Richiudere e infornare a 160°C per circa 20 minuti.
Servire tiepido.

, , , ,

Crumble di mele e pere ai fiocchi di avena

Quando c’è bisogno di un dolce che sia semplice, che nutra e che possa essere adatto alle diverse esigenze della giornata, dalla colazione alla merenda, (e perchè no…anche al dopocena!) questo può essere una soluzione.
Si tratta di un dolce con pochissimi zuccheri, usando come dolcificante il malto usiamo uno zucchero più complesso e quindi che intacca meno l’indice glicemico…Ma soprattutto le quantità sono basse visto che poi sfruttiamo la naturale dolcezza delle pere e delle mele. In questa ricetta si predilige anche l’uso dei fiocchi anzichè solo farina (che comunque rimane integrale) e quindi la quantità delle fibre aggiunte contribuisce a rendere questo dolce più salutare e anche completo.
Ne abbiamo parlato anche ieri di tutto questo al corso di alimentazione naturale “Il Cibo che Cura” a Brescia con tanti partecipanti che si sono appassionati e divertiti  a comprendere il principio dello yin a yang applicato al cibo..semplicemente fantastico!
Bisogna aggiungere un dettaglio fondamentale…è semplicissima!
Non resta che provare a farlo, magari con le proprie varianti …per esempio pezzetti di cioccolato per i più golosi, mirtilli o datteri oltre all’uvetta, e così via…

crumble.mele.pere

Ingredienti (per 4 persone)

80 g fiocchi di avena

70 g farina di farro integrale

20 g di nocciole o mandorle tostate

1 cucchiaio di semi di girasole

45 g di uvetta

40 g di malto di riso o mais

20 g di olio di vinacciolo o riso o mais

1 mela e 1 pera

il succo di mezza arancia

Scorza grattugiata di arancia o limone o entrambi

Cannella

Sale

PROCEDIMENTO

Mettere l’uvetta in ammollo nel succo di arancia.

Unire l’avena con i semi di girasole e le nocciole e scaldare in padella quasi a volerla tostare (più esattamente la si asciuga un po’ dall’eccesso di umidità). Versare in un contenitore e aggiungere un pizzico di sale, la scorza degli agrumi, il sale e la farina. Mescolare insieme accuratamente.

Unire insieme il malto e l’olio ed emulsionarlo insieme.

Unire l’emulsione di malto e olio all’impasto e mescolare rapidamente ottenendo un composto  grossolano e granuloso.

Tagliare la mela e la pera a cubetti oppure a fettine e unirvi della cannella.

Foderare la base di una teglia con la metà del composto, disporre sopra le mele e quindi ricoprire con il restante aggregato di avena.

Infornare a 160° per 20 minuti circa.

 

, , , , ,

Platone e il dolce alle carote raw

Oggi continuo con le ricette fresche e senza cottura, ricca di fibre, vitamine e naturalmente sfiziosa. I dolci sono la mia passione, se sono sani e “buoni” per tutto il corpo oltre che per il palato la mia missione è compiuta.
Platone non ha contribuito alla creazione della mia torta ma è stato un profetico con delle parole semplici e chiare: proprio oggi mi è stato descritto e poi inviato questo brano estratto dalla “Republica” di Platone, scritta nel IV secolo A.C.: la chiarezza e la semplicità con cui Platone fa spiegare da Socrate a Glaucone il perchè l’alimentazione dovrebbe essere vegetariana è completamente disarmante…Bastava leggere gli scritti di 2400 anni fa per capire come sarebbero andate le cose…
A Socrate viene chiesto di descrivere il menu per la città ideale.
Socrate: “Focacce, olive, formaggio e vegetali”.
E il carnivoro Glaucone obietta:”Ma questo è un cibo da maiali non da uomini”.
“Se vogliamo una città sana il cibo è questo. Altrimenti occorreranno macellai, cuochi, allevatori e con questo tenore di vita serviranno più medici. E la terra non basterà più a nutrire tutti: dovremo ritagliarci una fetta del paese confinante. E così faranno anche gli altri. E per difenderci dovremo fare la guerra”.

dolce_carote_raw

Ingredienti (6/8 porzioni)
120 g di carota
25 g di cocco rapè
15 ml di sciroppo di agave (si può preferire uno zucchero di cocco…addirittura meglio dell’agave!!!)
15 g di fiocchi di riso
Succo di limone
Per la copertura
50 g di cioccolata fondente
1 cucchiaio abbondante di burro di arachidi o di nocciole o mandorle
Procedimento
Tagliare le carote a tocchetti e tritare finemente in un tritatutto: aggiungere il cocco e frullare e infine anche i fiocchi di riso e  il dolcificante scelto. Ottenuto un composto omogeneo metterlo in uno stampo per dolci (meglio a cerniera) e distribuire uniformemente realizzando uno strato non più alto di 2 cm. Mettere in frigo e far riposare per almeno 4-5 ore . Dopo il tempo di riposo far sciogliere la cioccolata fondente (se necessario aggiungere qualche cucchiaio di latte vegetale) e quindi aggiungere il burro di arachidi. Amalgamare insieme e distribuire sulla torta. Far raffreddare ulteriormente in frigo per almeno altri 45 minuti-1 ora.