SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION

Ancora datteri Medjoul?

In effetti nell’ambito della cucina naturale, vegan, plantbased, senza zucchero, senza glutine, esotica, fruttariana ecc ecc i datteri li abbiamo visti trasformati, preparati, rimacinati e tagliuzzati in una grande quantità di ricette, direi per tutti i gusti.

Questo post più che per fornire una ricetta lo scrivo perchè tutti noi possiamo fare sempre qualcosa! Nello scegliere questi datteri, nell’assemblare gli ingredienti e terminare tutto pensavo a come tutti noi possiamo fare qualcosa per quello in cui crediamo e riteniamo giusto.
Oggi ho fatto il giro di 4 negozi per poter avere una confezione di datteri Medjoul coltivati in Palestina, una terra in cui vivere normalmente è praticamente impossibile, ora più che mai. Ho investito più tempo del normale, e probabilmente più denaro rispetto al costo nella grande distribuzione, perchè volevo sostenere le comunità rurali, coloro che resistono all’isolamento e all’occupazione delle terre, continuando anche a mantenere fertile e coltivata la preziosa valle del Giordano.

Anch’io posso fare qualcosa… e penso che 7 miliardi di persone possono fare qualcosa con le loro scelte, per coltivare la pace, per sostenere chi è oppresso, per difendere il pianeta! 

Aprendo la confezione di questi datteri mi sono accorta che avevo portato a casa un pezzo del Medio-oriente, del caldo che hanno raccolto, del clima asciutto, del cielo terso.. Quella terra li ha già partoriti così perfetti che trasformarli mi sembra essere un atto di presunzione! 

Così li ho snocciolati, al posto del nocciolo ho messo abbondanti gherigli di noci bio e li ho richiusi (sono così morbidi che delicatamente li potete richiudere con dentro le noci) e li ho ricoperti con cioccolato fondente all’85% e finiti con qualche sfoglia di sale.

Sono semplicemente divini… e il cuore è pieno di gratitudine per questo frutto meraviglioso, la terra e la popolazione che lo ha fatto arrivare fino a me.

Ingredienti 

7 datteri medjoul

 7 gherigli di noce bio

80 g di cioccolato fondente 85%

5-10 g di burro di cacao (facoltativo ma utile per rendere il cioccolato fondente più fluido)

sale di Maldon

Procedimento 

Seziona i datteri verticalmente e togli il nocciolo. Sostituiscilo con il gheriglio di una noce, magari rompilo a pezzetti per riempire la cavità e riuscire a inserire abbastanza noci, ma potendo poi richiudere il dattero. Ripeti per tutti i datteri.

Sciogli il cioccolato fondente a bagnomaria aggiungendo anche il burro cacao che lo renderà più fluido e ne mitigherà il sapore molto amaro senza dover aggiungere dolcificanti. 

Immergi i datteri nel cioccolato fondente e ponili ad asciugare, non prima di aver aggiunto qualche fiocco di sale. Se vuoi un guscio di cioccolato esterno più spesso ripeti l’immersione del dattero nel cioccolato fondente due volte.

Fai raffreddare e conserva a temperatura ambiente in inverno, nelle stagioni calde preferisci il frigorifero.

Sono un ottimo dessert oppure uno snack dolce ed energetico anche da portare con te in viaggio


ENGLISH VERSION

More Medjool dates recipes?

In fact, in the context of natural, vegan, plant-based, sugar-free, gluten-free, exotic, fruitarian, etc., dates we have seen dates transformed, prepared, re-ground and chopped in a large number of recipes, to suit all tastes.

I’m writing this post more than to provide a recipe because we can all always do something! When choosing these dates, assembling the ingredients and finishing everything, I thought about how we can all do something for what we believe in and think is right.
Today I went around 4 shops to get a pack of Medjool dates grown in Palestine, a land where living normally is practically impossible, now more than ever. I invested more time than normal, and probably more money than it cost in large-scale retail trade, because I wanted to support rural communities, those who resist isolation and land occupation, while also continuing to keep the precious Jordan Valley fertile and cultivated .

And I see how I too can do something… and I think that 7 billion people can do something with their choices, always, to cultivate peace, to support those who are oppressed, to defend the planet.

Opening the package of these dates I realized that I had brought home a piece of the Middle East, of the heat they gathered, of the dry climate, of the clear sky… That land has already given birth to them so perfect that transforming them seems to me to be a act of presumption!

So I pitted them, instead of the stone I put plenty of organic walnut kernels and closed them (they are so soft that you can delicately close them with the walnuts inside) and covered them with 85% dark chocolate and finished with some puff pastry of salt.

They are simply divine… and my heart is full of gratitude for this wonderful fruit, the land and the people who brought it to me.

Ingredients

7 medjoul dates

 7 organic nut

80 g di dark chocolate 85%

5-10 g di cocoa butter (optional but useful for making the dark chocolate more fluid)

Maldon salt

Method

Slice the dates vertically and remove the stone. Replace it with the kernel of a walnut, perhaps break it into pieces to fill the cavity and be able to insert enough walnuts, but then be able to close the date. Repeat for all dates.

Melt the dark chocolate in a bain-marie, also adding the cocoa butter which will make it more fluid and mitigate its very bitter taste without having to add sweeteners.

Dip the dates in dark chocolate and leave them to dry, but not before adding a few flakes of salt. If you want a thicker outer chocolate shell, repeat dipping the date in dark chocolate twice.

Cool and store at room temperature in winter, in hot seasons prefer the refrigerator.

They are an excellent dessert or a sweet and energetic snack to take with you when travelling

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

Le patate novelle sono una mia passione. Passo tutto l’anno a snobbare le patate e poi da maggio in poi vado a caccia di patate novelle e le uso in diversi modi. Preferisco le patate novelle non solo per il sapore ma anche perchè hanno una buccia molto sottile quindi non è necessario sbucciarle (naturalmente mi riferisco sempre a prodotti biologici!) e da un punto di vista nutrizionale le patate novelle hanno un minor quantitativo di carboidrati semplici (tradotto significa che hanno un indice glicemico leggermente più basso delle patate stagionate).

Non aver paura che le patate novelle siano solo un inutile carico di carboidrati, finalizzato esclusivamente al piacere delle tue papille gustative e null’altro. Le patate novelle hanno un maggior quantitativo di acqua rispetto alle patate e visto che possiamo tenerne la buccia in cottura riusciamo a disperdere meno i nutrienti. Per evitare sovraccarichi ai pasti è bene usare le patate novelle invece dei cereali o del pane o pasta e soprattutto usarle con moltissima verdura, grassi sani e magari anche dei legumi per creare un piatto completo e che così facendo non creerà variazioni importanti di glicemia nel sangue.

Come nel mio pranzo di oggi, io le ho usate con insalata mista, avocado e qualche lampone.

Come si preparano le patate novelle croccanti?

E’ un modo molto semplice con cui si ottiene un piatto super goloso, perfetto per tutti dai piccini agli adulti, l’unico vincolo che avrai è la stagione, perchè le patate novelle si trovano per un periodo piuttosto breve in Italia, solitamente da Maggio a Giugno.

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER.Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Instagram e  Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Ti piace il mio post? Condividi allora la scoperta fatta con i tuoi amici sui social: spread love, spread good food – @jyoti_zenkitchen

Questo sito è cominciato circa 12 anni fa e da allora nel mio tempo libero ho scritto più di 500 post di informazione, ricette, consigli etc.
Ho deciso di continuare a tenere libero l’accesso alle ricette e privo di qualsiasi fastidioso pop-up pubblicitario in modo da poter continuare a navigare in tranquillità evitando di dover scansare immagini moleste, link che cliccati per errore ti portano in un universo parallelo o video che si attivano con suoni molesti che non riesci a silenziare perchè non li trovi nella pagina!
Il sito può continuare ad avere queste caratteristiche fino a quando sarà “vitale“: cioè significa se continua ad essere visitato regolarmente, si interagisce nei commenti, viene condiviso con gli amici, condiviso sui social, se continua a fare quello per cui è nato: essere condiviso! Per cui se vuoi anche tu che questo spazio rimanga tale ti chiedo di darmi una mano!
Grazie
Jyoti

COME PREPARARE LE PATATE NOVELLE CROCCANTI

Ingredienti

Patate novelle

Olio evo, sale, pepe nero

erbe aromatiche a piacere

Procedimento

Lava le patate novelle e falle cuocere intere con la buccia in acqua bollente salata: i tempi di cottura possono variare dai 10 ai 20 minuti in base alle dimensioni delle patate. Sono pronte quando la forchetta riesce a bucarle senza sforzo.

Disponi su una teglia la carta forno, poco olio evo e distribuisci sopra le patate intere. Con il fondo di un bicchiere o con un batticarne o un altro oggetto che possa svolgera una funzione simile schiaccia tutte le patate in modo che si “spiaccichino” sulla teglia: non sono richieste forme particolari, tonde o altro, irregolari vanno benissimo!

A questo punto spennella le patate con olio evo, aggiungi sale e erbe aromatiche a piacere e cuoci in forno a 220°C per circa 15 minuti o fino a quando le patate non saranno croccanti e la buccia croccante. Aggiungi pepe e accompagnale con tante verdure a piacere.

Un consiglio: preparane tante perchè finiranno in fretta!

ENGLISH VERSION

New potatoes are a passion of mine. I spend the whole year snubbing potatoes and then from May onwards I hunt for new potatoes and use them in different ways. I prefer new potatoes not only for the taste but also because they have a very thin skin so it is not necessary to peel them (of course I always refer to organic products!) and from a nutritional point of view new potatoes have a lower quantity of simple carbohydrates ( translated means they have a slightly lower glycemic index than seasoned potatoes).

Don’t be afraid that new potatoes are just an unnecessary load of carbohydrates, aimed solely at pleasing your taste buds and nothing else. New potatoes have a greater quantity of water than potatoes and since we can keep the peel during cooking we are able to disperse the nutrients less. To avoid overloads at meals it is good to use new potatoes instead of cereals or bread or pasta and above all to use them with lots of vegetables, healthy fats and perhaps even legumes to create a complete dish and which in doing so will not create important variations in blood sugar .

As in my lunch today, I used them with a mixed salad, avocado and some raspberries.

How to prepare crispy new potatoes?

It is a very simple way to obtain a super delicious dish, perfect for everyone from children to adults, the only constraint you will have is the season, because new potatoes are found for a rather short period in Italy, usually from May in June.

Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.Will you try my recipe?

Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

This website started about 12 years ago and since then in my free time I have written more than 500 posts of information, recipes, tips etc.
I have decided to continue to keep access to the recipes free and free from any annoying pop-up advertising so that I can continue browsing without having to scan annoying images, links that clicked by mistake take you to a parallel universe or videos that are activated with harassing sounds that you can’t silence because you can’t find them on the page!
The site can continue to have these characteristics as long as it is “vibrant”: that is, it means if it continues to be visited regularly, it is interacted with in the comments, it is shared with friends, shared on social networks, if it continues to do what it was born to do: be shared! So if you also want this space to remain so, I ask you to help me out!
Thank you
Jyoti

HOW TO PREPARE CRISPY NEW POTATOES

Ingredients

New potatoes

Evo oil, salt, black pepper

herbs to taste

Method

Wash the new potatoes and cook them whole in their skins in boiling salted water: cooking times can vary from 10 to 20 minutes depending on the size of the potatoes. They are ready when the fork manages to pierce them effortlessly.

Arrange the parchment paper, a little extra virgin olive oil on a baking sheet and distribute the whole potatoes on top. With the bottom of a glass or with a meat tenderizer or another object that can perform a similar function, mash all the potatoes so that they “squash” on the pan: no particular shapes are required, round or otherwise, irregular ones are fine!

At this point, brush the potatoes with extra virgin olive oil, add salt and aromatic herbs to taste and cook in the oven at 220°C for about 15 minutes or until the potatoes are crunchy and the skin crunchy. Add pepper and accompany them with as many vegetables as you like.

A tip: prepare many because they will run out quickly!!!

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

Ho subito sposato il nome “mosaico di cioccolato” per questo dolce per due motivi:

  • contiene pezzetti di biscotti di vario genere frantumati, proprio come i pezzi di un mosaico
  • anche se l’ispirazione era il salame di cioccolato ma gli ingredienti completamente diversi, chiamandolo così non si potrà incappare nel cinico e precisino commentatore di turno che esordisce “ma non puoi chiamarlo salame di cioccolato perchè manca questo, questo e quest’altro..” Amen!

Si tratta di un dolce perfetto per questa stagione in cui potremmo farci anche una ragione del fatto che si comincino a preparare meno dolci da forno e più dolci freddi (ecco diciamo che tutti potranno farsene una ragione ma non io!!!).
E’ semplice e di sicura riuscita e i ceci lo rendono molto più facilmente gestibile dal punto di vista nutrizionale, ricurdendone l’impatto sulla glicemia.

Si esatto i ceci sono l’ingredienti principe di questo dolce, che lo rendono più equilibrato rispetto a dei suoi analoghi per l’alto contenuto di proteine e fibre dei legumi. Insomma lo potremmo definire un mosaico di cioccolato “proteico” (termine che fa tanto “cool” in questo periodo!)

Ho usato i ceci in questo dolce per dare massa senza dover aumentare troppo i grassi (una sorta di sostituto del tradizionale burro del salame di cioccolato ma più “healthy”): il risultato è decisamente interessante e golosissimo!!!

Consigli

Usa dei biscotti di buona qualità: non si tratta di riempire alla meno peggio ma di dare ancora più gusto. Io avevo a disposizione biscotti di vario genere e mescolarli ha dato come risultato un mosaico per nulla monotono perchè ogni morso aveva delle sfumature diverse.

Io ho usato il cioccolato fondente al 70%, perchè non amo l’eccesso di dolce: se ti consideri a sweet tooth allora magari passa ad un cioccolato al 60% prima di aggiungere altro dolcificante.

La crema di nocciole potrebbe essere sostituita da una crema di mandorle o del burro di arachidi, questione di gusti.

Andiamo alla ricetta e buon divertimento: divertirsi mentre si cucina alleggerisce il cuore e rende tutto più buono … e se proprio avete sbagliato qualcosa se sei felice troverai una soluzione per il tuo errore (o scoprirai più facilmente la lezione/risorsa!). EnjoY

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Instagram e  Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Ti piace il mio post? Condivi allora la scoperta fatta con i tuoi amici sui social: spread love, spread good food – @jyoti_zenkitchen

Ingredienti

200 g di cioccolato fondente al 70%

140 g di ceci cotti

120 g di biscotti vegan

30 g di crema di nocciole 100%

20 g di sciroppo di acero

½ cucchiaino di caffè in polvere (facoltativo)

Pizzico di sale

Procedimento

Rompi i biscotti in pezzettini grossolani. Sciogli il cioccolato fondente a bagnomaria. Frulla i ceci fino a ridurli ad una pasta omogenea e aggiungi la pasta di nocciole e lo sciroppo di acero, frulla ancora sempre a rendere il tutto omogeno quindi aggiungi il cioccolato fondente fuso e il caffè in polvere se usato. All’impasto ottenuto aggiungi i biscotti sbriciolati, amalgama e distribuisci in uno stampo oppure forma un cilindro aiutandoti con la carta forno. Fai riposare in frigorifero per almeno un paio di ore prima di poterlo tagliare a fette.

ENGLISH VERSION

I immediately loved the name “chocolate mosaic” for this cake for two reasons:

it contains bits of crushed biscuits of various kinds, just like the pieces of a mosaic

even if the inspiration was the chocolate salami but the ingredients are completely different, calling it that you won’t be able to run into the cynical and precise commentator on duty who begins “but you can’t call it chocolate salami because this, this and that is missing .. “Amen!

It is a perfect dessert for this season in which we could also accept the fact that we begin to prepare less baked desserts and more cold desserts (let’s say that everyone can accept it but not me!!!).
It’s simple and sure to succeed and chickpeas make it much easier to manage from a nutritional point of view, reducing its impact on blood sugar.

Yes, exactly, chickpeas are the main ingredients of this dessert, which make it more balanced than its analogues due to the high protein and fiber content of legumes. In short, we could define it as a “protein” chocolate mosaic (a term that is so “cool” these days!)

I used chickpeas in this dessert to add mass without having to increase the fat too much (a sort of substitute for the traditional chocolate salami butter but more “healthy”): the result is definitly interesting and good.

Tips

Use good quality biscuits: it’s not a question of filling as best as possible but of giving even more flavor. I had biscuits of various kinds available and mixing them resulted in a mosaic that was by no means monotonous because each bite had different nuances.

I used 70% dark chocolate, because I don’t like excess sweetness: if you consider yourself a sweet tooth then maybe switch to 60% chocolate before adding more sweetener.

The hazelnut butter could be replaced by an almond butter or peanut butter, a matter of taste.

Let’s go to the recipe and have fun: having fun while cooking lightens the heart and makes everything tastier … and if you really did something wrong, if you’re happy you’ll find a solution for your mistake (or you’ll discover the lesson/resource more easily!). Enjoy

Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.Will you try my recipe?

Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

Ingredients

200 g 70% dark chocolate

140 g cooked chickpeas

120 g vegan biscuits

30 g 100% hazelnut cream

20 g maple syrup

½ teaspoon ground coffee (optional)

Pinch of salt

Method

Break the biscuits into coarse pieces.

Melt the dark chocolate.

Blend the chickpeas until they are reduced to a homogeneous paste and add the hazelnut paste and the maple syrup, blend again to make everything homogeneous then add the melted dark chocolate and the coffee powder if using.

To the dough obtained add the crumbled biscuits, amalgamate and distribute in a mold or form a cylinder helping you with the oven paper. Let it rest in the refrigerator for at least a couple of hours before you can cut it into slices.

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

E’ da molto tempo che non riesco a dedicarmi al blog, un pò gli impegni che mi portano da altre parti un pò perchè quando penso a scrivere sul blog mi viene subito in mente il mio web master che mi ricorda che devo scrivere tenendo conto della SEO. Mi vengono i brividi quando questo accade e quindi riabbasso subito lo schermo del mio portatile e passo al successivo punto della to do list!
Quando iniziai a scrivere il mio blog l’obiettivo era la condivisione delle mie scoperte in cucina (e un pò nella vita!) ed è e rimane la cosa più divertente e il motivo per continuare a tenere un blog.

Quindi oggi ho deciso di non dare ascolto a quella vocina che parla di “targettizzazione topic” e “long tail keyword” ma a quella che vi racconterà della zuppa marocchina e di quanto sia confortante.
Questa ricetta ha una lunga lista di ingredienti, ma una buona parte sono spezie che danno alla zuppa le sue note particolari.
L’ho preparata l’ultima volta in occasione di uno show-cooking in provincia di Brescia, ospite della bottega di Andrea, un negozio di alimenti biologici molto grazioso e molto curato grazie al lavoro dei due giovani proprietari che credono profondamente nel progetto come mezzo per divulgare anche più consapevolezza alimentare e ambientale.

Questo tipo di zuppa è molto usata in inverno in Marocco e viene anche considerata una sorta di depurante del corpo (le lenticchie come tutti i legumi sono diuretiche). Il coriandolo è stato riconosciuto utili ai fini dei problemi intestinali: cattiva digestione, crampi intestinali, stipsi, gas intestinali. Inoltre sia nella medicina ayurvedica che nella medicina tradizionale del Medioriente viene utilizzato per le proprietà distensive e calmanti.

E’ una zuppa molto semplice e soprattutto è one-pot, cioè tutto in una pentola, quindi non sporcherai molto!

A proposito di legumi, lo sai che il 20 Marzo c’è un corso dedicato esclusivamente ai legumi in tutte le loro forme?!? Vai alle info QUI

Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Instagram e  Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Ti piace il mio post? Condivi allora la scoperta fatta con i tuoi amici sui social: spread love, spread good food – @jyoti_zenkitchen

Ingredienti

  • 450 g circa di batata
  • 270 g circa di lenticchie verdi
  • 2 carote, 2 cipolle, 1 gambo abbondante di sedano
  • 4-5 spicchi di aglio
  • 1+ ½ cucchiaino di coriandolo, 1 cucchiaino di cumino, ½ cucchiaino di cannella,
  • ½ cucchiaino di curcuma, ½ cucchiaino di paprika affumicata (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di curry dolce o poco più (per aggiustare il gusto), Noce moscata q.b.
  • 200 g circa di spinaci
  • Olio evo, sale, limone per servire

    Procedimento

    Lava le lenticchie bene e preferibilmente lasciale in ammollo prima dell’uso.

    Taglia le cipolle, carote, sedano, batata, peperone e l’aglio.

    Versa in una pentola a fondo pesante l’olio, quindi la cipolla con sedano, carote e le spezie ad eccezione della paprica affumicata e noce moscata. Fai insaporire quindi aggiungi le batate e le lenticchie. Ricopri con acqua bollente fino a ricoprire e aggiungi la noce moscata e se lo gradisci la paprika affumicata. Fai cuocere lentamente per circa 50 minuti. Aggiungi il sale aggiungi gli spinaci lavati e spezzettali e fai cuocere ancora 3 minuti.

    Servi con poco succo di limone.

    Moroccan soup

    ENGLISH VERSION

    It’s been a long time since I’ve been able to devote myself to blogging, partly due to commitments that take me elsewhere partly because when I think of writing on the blog my web master immediately comes to mind who reminds me that I have to write taking into account the SEO. I get chills when this happens and so I immediately lower the screen of my laptop and move on to the next item on the to do list!
    When I started writing my blog, the goal was to share my discoveries in the kitchen (and a little bit in life!) and it is and remains the funniest thing and the reason to keep blogging.

    So today I decided not to listen to that little voice that talks about “topic targeting” and “long tail keyword” but to the one that will tell you about Moroccan soup and how comforting it is.
    This recipe has a long list of ingredients, but a good portion are spices that give the soup its distinctive notes.
    I prepared it for the last time on the occasion of a show-cooking in the province of Brescia, as a guest of Andrea’s workshop, a very nice and well-kept organic food store thanks to the work of the two young owners who deeply believe in the project as a means to spread even more food and environmental awareness.

    This type of soup is widely used in winter in Morocco and is also considered a sort of body purifier (lentils, like all legumes, are diuretics). Coriander has been recognized as useful for intestinal problems: bad digestion, intestinal cramps, constipation, intestinal gas. Furthermore, it is used both in Ayurvedic medicine and in traditional Middle Eastern medicine for its relaxing and calming properties.

    Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.Will you try my recipe?

    Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

    Ingredients

    450 g of sweet potato

    270 g of green lentils

    2 carrots, 2 onions, 1 large stalk of celery

    4-5 cloves of garlic

    1+ ½ teaspoon coriander, 1 teaspoon cumin, ½ teaspoon cinnamon,

    ½ teaspoon turmeric, ½ teaspoon smoked paprika (optional)

    1 teaspoon of sweet curry or a little more (to adjust the taste), nutmeg to taste

    About 200 g of spinach

    Evo oil, salt, lemon to serve

    Method

    Wash the lentils well and preferably let them soak before use.

    Cut the onions, carrots, celery, sweet potato, bell pepper and garlic.

    Pour the oil into a heavy-bottomed saucepan, then the onion with celery, carrots and spices except for the smoked paprika and nutmeg. Season then add the sweet potatoes and lentils. Cover with boiling water until covered and add the nutmeg and, if you like, the smoked paprika. Cook slowly for about 50 minutes. Add the salt, add the washed and chopped spinach and cook for another 3 minutes.

    Serve with a little lemon juice.

    SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

    E’ arrivata la tarda Estate! Non è ancora Autunno, ma non è nemmeno Estate…siamo a metà! Nella tradizione orientale questa è la quinta stagione, il momento in cui la terra si mostra in tutta la sua abbondanza e con i suoi colori caldi, accoglienti e morbidi, non ancora caratterizzato da quella sensazione di malinconia che invece accompagna l’arrivo dell’Autunno.

    Quindi in questa stagione è facile trovarsi in casa tantissima frutta di ogni tipo, giunta a piena maturazione, dolce e succosa. E’ il periodo delle conserve.

    Da piccola ricordo che in questa stagione se avevamo tanta frutta che non si riusciva a consumare in tempo facevamo le marmellate. Ma in questo periodo si faceva una marmellata in particolare, quella di “Tutti i Frutti”! Si perchè magari ci si ritrovava con qualche pesca, delle susine, magari dell’uva oppure delle perine e poi qualche fico.. Tutti maturi insieme che non si riusciva a smaltire. Così si metteva tutto in un pentolone con dello zucchero e si facevano cuocere insieme. Era veramente fantastico, è poi ogni anno aveva un gusto diverso ma sempre molto buono perchè i frutti in questo periodo raggiungono il massimo della loro dolcezza!

    Mi sono ritrovata in quella stessa situazione oggi e così ho preparato questa composta con 3 tipi di frutti diversi accomunati tutti dall’essere molto maturi e dolci per cui ho potuto usare pochissimo zucchero per dolcificare.

    Varianti

    Ho usato in questo caso prugne, pesche e fichi ma nulla vieta di aggiungere uva, pere o mele..
    Anche le proporzioni possono variare: un pò di iniziativa e di buon senso e potete ottenere sempre delle marmellate diversa ma buonissime.
    Il segreto è la frutta matura e quindi naturalmente dolce!

    Ingredienti

    900 g di prugne
    600 g di pesche
    250 g di fichi
    120 g di zucchero di canna

    Procedimento

    Pulire tutta la frutta e denocciolare pesche e prugne. Se la frutta non è trattata potreste fare a meno di sbucciare pesche e fichi.

    Versare tutta la frutta tagliata a pezzettoni in una pentola con lo zucchero (io nel mio caso ho usato il Cook Expert della Magimix) e far cuocere con coperchio per circa 1 ora.

    Versare in dei barattoli ben puliti e asciutti la composta ottenuta, chiudere (controllare sempre che il coperchio sia in buone condizioni specie se si tratta di barattoli già utilizzati).

    Sistemare tutti i barattoli in una pentola con acqua calda in modo che siano ricoperti dall’acqua e portare ad ebollizione. Far bollire per 25-30 minuti circa.

    Una volta raffreddati si possono conservare anche per un anno.

    Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Instagram e  Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

    Ti piace il mio post? Condivi allora la scoperta fatta con i tuoi amici sui social: spread love, spread good food – @jyoti_zenkitchen

    Late Summer has arrived! It’s not Autumn yet, but it’s not Summer either … we’re halfway through! In the oriental tradition this is the fifth season, the moment in which the earth shows itself in all its abundance and with its warm, welcoming and soft colors, not yet characterized by that feeling of melancholy that instead accompanies the arrival of Autumn. .

    So in this season it is easy to find a lot of fruit of all kinds at home, fully ripe, sweet and juicy. It is the period of preserves.

    As a child I remember that in this season if we had a lot of fruit that we couldn’t consume in time, we would make jams. But in this period they made a jam in particular, that of “Tutti i Frutti”! Yes, because maybe we found ourselves with some peaches, plums, maybe grapes or pearls and then some figs .. All ripe together that could not be disposed of. So they put everything in a cauldron with sugar and they cooked together. It was really fantastic, and every year it had a different taste but always very good because the fruits in this period reach the maximum of their sweetness!

    I found myself in that same situation today and so I prepared this compote with 3 types of different fruits all united by being very ripe and sweet so I could use very little sugar to sweeten

    Variant

    In this case I used plums, peaches and figs but nothing prevents you from adding grapes, pears or apples ..
    Even the proportions can vary: a little initiative and common sense and you can always get different but very good jams.
    The secret is ripe and therefore naturally sweet fruit!

    Ingredients

    900 g plums
    600 g peach
    250 figs
    120 whole sugar cane

    Method

    Clean all the fruit and ston the peaches and plums. If the fruit is not treated you could do without peeling peaches and figs.
    Pour all the fruit cut into large pieces in a pan with the sugar (in my case I used the Magimix Cook Expert) and cook with lid for about 1 hour.

    Pour the compote obtained into well-cleaned and dry jars, close (always check that the lid is in good condition, especially in the case of jars that have already been used).

    Place all the jars in a pot with hot water so that they are covered with water and bring to a boil. Boil for about 25-30 minutes.

    Jar can be kept for up to a year.

    I remind you that to stay tuned and not miss out on the latest news you can subscribe to the NEWSLETTER. You can also tune in on social networks: following my Natural Cuisine page on Instagram and Facebook you will miss not events and news. I’ll be waiting for you!

    Will  you try my recipe? Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

    Tantissimi mi hanno chiesto: “vorrei comprare il tuo libro, c’è su Amazon?” oppure ”Ma posso ordinarlo con “prime” così mi arriva domani?”

    Ecco, per il mio libro ho deciso questa volta di non usare l’incredibile vetrina che è Amazon!
    Sei pazza!” me lo hanno detto in tanti, quindi siate più creativi!

    Un libro scritto lentamente, meditato, rivisitato, che vuole entrare nelle case quasi in punta di piedi, senza disturbare, semmai sistemandosi accanto a te per essere sempre disponibile a darti dei consigli gentili per te e le persone che ami affinchè possiate trovare più armonia anche con il cibo.
    Ecco un libro nato così ho pensato che non avrebbe gradito di essere lanciato dall’ingresso del portone ad 1 metro di distanza da un corriere frustato che si trova alla 123°esima consegna del giorno alle 11 del mattino.

    Ed è vero che non volevo contribuire ulteriormente (seppur con un granellino, ne sono consapevole) alla crescita/uso/abuso di Amazon.

    Non sono contro Amazon, anzi trovo sia uno strumento utilissimo se usato in modo equilibrato. Grazie a questa piattaforma ho comprato diversi libri pubblicati unicamente negli USA che non avrei potuto avere altrimenti e per questo sono grata.. Ma acquistare su Amazon proprio tutto, dallo spazzolino da denti agli elastici per i capelli mi sembra un pò troppo.

    Mi sembra troppo perchè dietro questa “comodità” c’è un impatto sociale e ambientale.
    Un impatto sociale perchè la maggior parte dei lavoratori di questa azienda sono sottoposti a stress lavorativi enormi: lo sapevi per esempio che danni e multe ai furgoni delle consegne sono a carico dei corrieri? …che però devono sempre garantire solo quelle 130 consegne al dì!
    Un impatto ambientale perchè in realtà le consegne più veloci fanno male!
    Si, perchè la maggior parte dei clienti ordinano attraverso le spedizioni veloci (il bello di Amazon è che hai l’oggetto dei tuoi desideri il giorno dopo!!) e non fanno ordini comulativi ma singoli (“Oggi quasi quasi ordino questo paio di calzini color verde smeraldo!). E le emissioni di CO2 continuano a crescere mentre noi siamo seduti sul divano.
    Qualcuno mi dirà: “Ma ordinando così si risparmia tempo e denaro!”
    A riguardo ho formulato la mia personale visione: non si risparmia mai sulle spalle di qualcun altro o del pianeta, è solo un illusione. Quando facciamo così stiamo semplicemente creando un debito verso il futuro. A proposito, quest’anno l’Earth Overshoot Day è il 29 Luglio, ancora più in anticipo rispetto al 2020 in cui è stato il 22 Agosto.

    Da quel punto in poi, il pianeta non supporta più le richieste che chiediamo per vivere, mangiare, produrre energia, assorbire i gas inquinanti che noi stessi produciamo e inizia così a fornirci risorse a debito, sottraendole al futuro. In altri termini, ciò che gli ecosistemi terrestri riescono a produrre, assorbire e rigenerare durante un anno ma insufficienti a soddisfare le nostre esigenze. Il Global Footprint Network determina il pareggio tra consumi e disponibilità: oltre questo, si vanno a intaccare le disponibilità stabili del pianeta. È quasi come se ogni anno, dopo un certo periodo, continuassimo ad attingere da un conto corrente immaginario senza versare più nulla.”

    (Fonte www.eni.com)

    Ecco perchè il mio libro al momento lo trovate nelle librerie on-line (con tempistiche di consegne di minimo una settimana, sorry!), oppure ordinandolo presso la vostra libreria di fiducia, o se preferite potete scrivere anche alla casa editrice e saranno felici di rispondervi (sono persone vere, quindi abbiate pazienza se non ricevete risposta entro 6 minuti!) o per chi si trova a Mantova nelle librerie e presso la ZenKitchen.

    Mi scuso per le difficoltà e la scomodità, ma sono fiduciosa che il mio libro vi arriverà comunque al momento giusto!
    Jyoti

    Questo piatto l’avevo conosciuto anni fa all’instituto macrobiotico del Portogallo: lo adoravo, ma non ho mai pensato di rifarlo fino a stamattina… forse, da buona italiana, per le mie resistenze verso la presenza del tofu in una lasagna?  😅
    Ma oggi, la sveglia in una mattinata fredda mi ha fatto cambiare idea e venir voglia di questo piatto: riscaldante, nutriente e allo stesso tempo delicato.

    Ho deciso di provare la ricetta di Marta Horta Varatojo dal libro porteghese “Cozinha da Marta”, aggiugendo alcune mie personali varianti e il risultato è stato…. Beh… è stato “mezza teglia spazzolata via da sola in 10 minuti”, e poi prontissima a riprendere il lavoro senza pesantezza e senza la voglia di dessert post lasagna! La naturale dolcezza della zucca ha reso questo piatto per me molto equilibrato anche se molto goloso: credo che diventerà il mio nuovo comfort food invernale! 😋

    La ricetta è molto semplice, e mi piace molto l’idea che sia anche una buona candidata per diventare un “piatto unico” per l’inverno.

    A proposito dei piatti unici, sai che nel mio libro “ZenKitchen, 108 ricette plant-based di cucina naturale sana e felice” (dalla prossima settimana i link su dove acquistarlo!) trovi tante ricette di piatti unici e non solo: nel libro c’è un inserto in cui, fra l’altro, ti suggerisco sia i piatti unici che le combinazioni di piatti per creare menù completi e equilibrati con le ricette che trovi all’interno del libro!

    Ma torniamo alla ricetta, questa lasagna è

    • semplice
    • plant-based
    • senza latticini
    • senza uova
    Lasagne di zucca e tofu affumicato

    Ingredienti (per 3 – 4 persone)

    • pasta di semola di grano duro
    • 500 g di zucca mondata
    • 1 carota
    • 1 cipolla grande
    • 2 spicchi di aglio
    • 2 panetti di tofu affumicato
    • erbe aromatiche a piacere
    • 120 ml circa panna vegetale
    • 100 ml di vino bianco
    • olio evo
    • tamari
    • sale

    Procedimento
    Pulisci la carota, la cipolla e l’aglio. Grattugia tutte le verdure a julienne, puoi usare anche il disco con fori medio-larghi di un robot tritatutto (io ho usato il mio Magimix ed è stato velocissimo).
    In un tegame ampio versa qualche cucchiaio di olio evo, poca acqua, il tamari per insaporire e tutte le verdure a julienne e falle stufare lentamente con coperchio per circa 25-30 minuti. Nel frattempo trita un pò di erbe aromatiche (io ho usato rosmarino, santoreggia e origano) e le aggiungi alle verdure insieme al sale. Aggiungi anche il vino bianco e continua la cottura. Le verdure saranno pronte quando saranno molto morbide (quasi a sfaldarsi): se anche rimane del liquido di cottura sul fondo tienilo per inumidire le lasagne.
    Taglia i panetti di tofu in orizzontale: io da ogni panetto ho ricavato 3-4 fette.
    Preparati ad assemblare la lasagna: spennella una pirofila con un pò di olio evo, fodera il fondo con il primo strato di pasta, ricopri completamente con le verdure stufate* (assicurati di aggiungere anche il loro sughetto) e aggiungi qualche cucchiaio di panna vegetale, quindi ricopri con altre sfoglie di pasta e così via fino a quando hai verdure disponibili. Termina con un ultimo strato di verdure su cui disponi le fette di tofu a ricoprire la lasagna, come un ultimo strato, e termina ricoprendo con un pò di panna vegetale e erbe aromatiche a piacere. Ricopri la pirofila con carta di alluminio e disponi in forno a 180°C per 30-40 minuti. Se vuoi che si gratini un pochino la superfice elimina la carta di alluminio 5 minuti prima di spegnere il forno.
    Servila tiepida e fatti scaldare dal suo sapore e nutrire dalla dolcezza della zucca.

    *L’umidità delle verdure è molto importante, perchè servirà anche ad inumidire la pasta e farla cuocere perfettamente. Nel caso in cui avessi ottenuto delle verdure troppo asciutte provvedi con l’aggiunta di qualche cucchiaio di brodo vegetale.

    Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

    Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate.

    Sono andata a trovare mia mamma e mentre sfogliava un settimanale appare una foto di torta cioccolato e pere e mia mamma sposta lo sguardo dalla rivista a me e mi dice “Ma la facciamo una anche noi?!?”
    A casa di mia mamma non ci sono 12 tipi di farine e 8 tipi di dolcificanti naturali, nè latti vegetali o robot e attrezzature sofisticate, quindi con quello che c’era a disposizione mi sono organizzata per una ricetta veloce di torta pere e cioccolato. Beh c’erano per fortuna i due ingredienti fondamentali: pere e cioccolato fondente!

    La ricetta a seguire è quindi molto semplice e adatta a tutti perchè non ci sono ingredienti sofisticati; le dosi sono con un “circa” davanti perchè la bilancia che ho usato credo che avesse un errore medio di circa 50 g!!! =)

    Ad essere sincera ero contenta che non ci fossero bilance di precisione e tutto sia stato lasciato semplicemente agli ingredienti in dispensa: dopo gli ultimi mesi passati a ragionare, calcolare e riprovare ricette per avere dosi precise per le ricette del mio libro, è stato un sollievo non dover prestare troppa attenzione ai grammi!

    Questa torta è:
    senza burro
    senza uova
    leggera e veramente semplice
    perfetta per colazione
    vegan

    Torta cioccolato e pere vegan

    Ingredienti

    180 g di farine mix (per me semola di grano duro e farina di grano tenero)
    2-3 pere mature
    80 g circa di zucchero di canna
    100 g di cioccolato fondente
    30 g di olio di oliva
    1 cucchiaio di cacao amaro
    1 cucchiaino di lievito abbondante
    un pizzico di sale
    q.b. acqua

    Procedimento

    Fai scaldare il forno a 180°C.
    Metti l’olio e il cioccolato in un contenitore e fai sciogliere a bagnomaria.
    Sbuccia le pere e tagliale a cubetti.
    In una terrina setaccia le farine con il lievito, sale e cacao. Aggiungi circa 150-200 ml di acqua e il cioccolato sciolto con olio eamalgama tutto. Aggiungi le pere a pezzetti e se necessario aggiungi ancora un pò di acqua (dipende dall’assorbimento delle farine): il composto che dovrai ottenere deve essere come una crema non troppo liquida ma densa.
    Versa l’impasto in una teglia da forno foderata con carta antiaderente e inforna per 30 minuti a 180°C.
    Fai raffreddare e se ti piace… condividi il mio post! ;)

    Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

    Se hai dubbi o vorresti saperne per capire come trovare il “tuo” personale equilibrio a tavola contattami per le consulenze personalizzate oppure per un corso di cucina su misura per te!

    Dieta vegan, vegetariana o onnivora ormai il tofu ha bussato alla porta di tutti o quasi e tutti lo hanno sentito nominare. Anche mia mamma! Qualche giorno fa al telefono mi chiede:
    M: “Cosi prepari per cena?”
    Io: “Tofu”
    M: “Topu?!?”
    Io: ” No mamma, T O F U”
    M: (con tono preoccupato) ” Oh mamma mia, cos’è il TOPU?!?”

    Insomma volenti o nolenti, avvezzi o meno, tutti ne sentono parlare.
    Ecco qualche info per la preparazione e per sfatare qualche mito!

    Il tofu è un formaggio di soia?

    Il tofu non è un formaggio di soia. Ce lo può ricordare per colore, aspetto ma non ha nulla a che fare con un formaggio. Chiamarlo così è stata una “semplificazione” occidentale per classificarlo tra gli alimenti. L’uso di questo termine ci ha fatto cadere in errore, facendoci intendere che il tofu si possa mangiare tal quale, esattamente come tutti i formaggi, ma non è così, infatti…

    Il tofu si mangia crudo?

    Assolutamente no!
    Aprire il tofu, tagliarlo a cubetti e metterlo allegramente in insalata come fosse feta NON SI FA!
    Aprire la confezione di tofu, metterla in un frullatore con basilico , olio evo e pomodori secchi come suggeriscono tante ricette? DIMENTICALO!

    E’ sempre meglio cuocere il tofu prima dell’uso, quindi cucinalo sempre. Non significa che non puoi metterlo più in insalata o farci le tue creme al basilico e pomodorini: prima di usarlo in questo tipo di ricette, prendi la quantità prescelta di tofu e fallo cuocere 3-4 minuti in acqua bollente, meglio leggermente salata.

    Ma tanto il tofu non sa di nulla!

    Ti dò una meravigliosa notizia: fondamentalmente hai ragione! Ma è proprio questo il pregio del tofu! Sei tu che puoi impremergli qualsiasi gusto tu voglia: usa basilico e olive e avrai sapori mediterranei, tante spezie per dargli un sapore asiatico, miso per dargli un tocco che ricordi il giappone… E poi cuocilo con le verdure e ne assorbirà il sapore, oppure usalo per i ripieni, polpette, burger o ancora per i dolci: e si perchè assorbirà anche i sapori dolci! Insomma si può essere più pratici di così?

    E’ una roba strana!

    Apri la confezione, è umido e spugnoso e ti fa orrore? Torna a al secondo punto: il tofu va cucinato, non si mangia crudo!!! Le consistenze sono di diverso tipo e fra l’altro cucinato opportunamente cambia la consistenza… ai miei corsi di cucina impari anche questo!

    Non è un cibo della nostra tradizione!

    Spesso ci sono dei pregiudizi verso il tofu, motivo per cui non viene usato… Per esempio: “il tofu non è un cibo della nostra tradizione” , verissimo, lo abbiamo preso in prestito dall’oriente (ma lo produciamo anche in Italia), così come importiamo il salmone o il cacao per produrre cioccolato immancabile ormai in ogni dolce. Le nostre abitudini sono cambiate nel tempo, l’importante e che cambino in manera sostenibile e non siano completamente stravolte. Sicuramente non sarà il tofu a stravolgere i nostri usi.

    Il tofu fa male!

    Sono stati fatti moltissimi studi sulla soia e per anni ci sono stati molte discussioni riguardo gli isoflavoni della soia e la loro capacità di mimare gli estrogeni nel corpo. Allo stato attuale i ricercatori hanno concluso che la soia (e quindi il tofu) è un prodotto sicuro per le donne. Le cose cambiano se una donna sta facendo dei trattamenti medici specifici, in questi casi verificare sempre con il proprio professionista di fiducia.

    E adesso prepariamo finalmente il nostro scrumble tofu!

    Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

    Ricordati che se cucinare non fà per te, ma mangiare si, esiste il mio servizio chef a domicilio: cucino io per te e i tuoi cari e a te non resta che goderti tuttocontattami.

    Scrumble Tofu

    SCRUMBLE TOFU – LA RICETTA

    Ingredienti

    250 g di tofu al naturale
    2 carote
    1 cipolla rossa grande
    1 cucchiaino raso di curcuma
    1 spicchio di aglio
    1 cucchiaino di curry dolce
    1 mazzetto di erba cipollina
    olio di semi di sesamo (o altro olio a scelta)
    sale

    Procedimento

    Prepara le verdure: sbuccia l’aglio, trita finemente la cipolla e taglia le carote a fette sottili.
    Prendi i panetti di tofu e sbriciolalo con le mani, l’effetto risultante ricorderà l’aspetto degli scrumble eggs, ma non solo: il fatto che il tofu abbia una così vasta superfce irregolare esposta ai condimenti gli permetterà di assorbire di più e essere più gustoso!

    In una padella versa l’olio e aggiungi l’aglio e fallo rosolare per 2 minuti circa. Togli lo spicchio di aglio e aggiungi la cipolla e le carote e falle rosolare lentamente, aggiungi anche il curry dolce. Dopo 7-8 minuti aggiungi anche il tofu, la curcuma e il sale e amagama molto bene. Fai cuocere con coperchio per altri 10 minuti circa quindi spegni e aggiungi l’erba cipollina tritata.
    Servilo con riso integrale o basmati, altre verdure oppure con un insalata a scelta. Ottimo a colazione in sostituzione delle scrumble eggs!!!


    Lo zucchero è uno degli ingredienti di cui più si abusa ai nostri giorni, coscientemente o no, ma allo stesso tempo è uno degli alimenti più deprime il sistema immunitario. Ogni tanto (quando anche il mio lavoro me lo permette) così decido per dei momenti detox senza nessuna forma di zucchero se non quello proveniente dalla frutta al naturale. Mi organizzo con uvetta, datteri, mele, fragole e banane.. Cerco di non farmi mancare nulla perchè anche lo stress deprime il sistema immunitario!!!
    E il cioccolato? E’ vero che si trova in commercio il cioccolato al 99% e simili, ma ha il difetto di non essere scioglievole perchè carente di burro di cacao.
    E si, perchè a rendere scioglievole la nostra tavoletta di cioccolato preferita è il burro di cacao. In commercio solitamente quando si trova una cioccolata al 99% o 100% è solitamente costituita da massa di cacao senza aggiunta di burro di cacao.
    Quindi se sei munito di massa di cacao (o pasta di cacao) e burro di cacao potrai creare a casa tutte le tavolette dark scioglievoli che vuoi. Io alle mie ho aggiunto cannella e mirtilli e uvetta per dargli un pò sapore dolce!
    Questa ricetta è:
    vegan
    gluten free
    senza zucchero
    senza farinacei
    a basso indice gliecemico
    senza soia
    senza latticini

    Andiamo alla ricetta!

    Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

    Ricordati che se vuoi approfondire argomenti di cucina naturale puoi iscriverti ai corsi in calendario oppure farti il regalo di un corso personalizzato su misura per te che concorderemo insieme!

    Ingredienti
    70 g di massa di cacao (o pasta di cacao)*
    40 g di burro di cacao
    1/2 cucchiaino di cannella in polvere
    1 cucchiaio di mirtilli essiccati
    1 cucchiaio di uvetta disidratata
    un pizzico di sale
    bicarbonato (facoltativo)

    Procedimento
    Taglia in pezzetti la massa di cacao e il burro di cacao e versali in un ciotolino che metti a cuocere a bagnomaria in modo che i due ingredienti si sciolgano bene. Cerca di non far superare i 45°C alla cioccolata.

    Una volta sciolti allontanali dal calore e aggiungi la cannella e il sale e mescola bene. Assaggia: se c’è una punta di acidità (dipende dal tipo di massa di cacao usata) puoi aggiungere un pizzico di bicarbonato, altrimenti vai oltre.

    Prepara uno stampo in silicone in cui verserai la tua cioccolata sciolta per darle forma. Disponi sul fondo dello stampo in maniera uniforme l’uvetta e mirtilli e versa la tua cioccolata fusa.
    Lascia raffreddare a temperatura ambiente e quando si sarà ben consolidata spostalo dallo stampo in silicone e conservala in una scatola con coperchio.

    *Se non trovi nei tuoi negozi di fiducia la pasta di cacao con questa dicitura prova a controllare gli ingredienti delle tavolette di cioccolato fondente al 100%: solitamente sono solo pasta di cacao!

    Questa è la mia ricetta, se ti piace non esistare a condividere il post!