Lo zucchero è uno degli ingredienti di cui più si abusa ai nostri giorni, coscientemente o no, ma allo stesso tempo è uno degli alimenti più deprime il sistema immunitario. Ogni tanto (quando anche il mio lavoro me lo permette) così decido per dei momenti detox senza nessuna forma di zucchero se non quello proveniente dalla frutta al naturale. Mi organizzo con uvetta, datteri, mele, fragole e banane.. Cerco di non farmi mancare nulla perchè anche lo stress deprime il sistema immunitario!!!
E il cioccolato? E’ vero che si trova in commercio il cioccolato al 99% e simili, ma ha il difetto di non essere scioglievole perchè carente di burro di cacao.
E si, perchè a rendere scioglievole la nostra tavoletta di cioccolato preferita è il burro di cacao. In commercio solitamente quando si trova una cioccolata al 99% o 100% è solitamente costituita da massa di cacao senza aggiunta di burro di cacao.
Quindi se sei munito di massa di cacao (o pasta di cacao) e burro di cacao potrai creare a casa tutte le tavolette dark scioglievoli che vuoi. Io alle mie ho aggiunto cannella e mirtilli e uvetta per dargli un pò sapore dolce!
Questa ricetta è:
vegan
gluten free
senza zucchero
senza farinacei
a basso indice gliecemico
senza soia
senza latticini

Andiamo alla ricetta!

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Ricordati che se vuoi approfondire argomenti di cucina naturale puoi iscriverti ai corsi in calendario oppure farti il regalo di un corso personalizzato su misura per te che concorderemo insieme!

Ingredienti
70 g di massa di cacao (o pasta di cacao)*
40 g di burro di cacao
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaio di mirtilli essiccati
1 cucchiaio di uvetta disidratata
un pizzico di sale
bicarbonato (facoltativo)

Procedimento
Taglia in pezzetti la massa di cacao e il burro di cacao e versali in un ciotolino che metti a cuocere a bagnomaria in modo che i due ingredienti si sciolgano bene. Cerca di non far superare i 45°C alla cioccolata.

Una volta sciolti allontanali dal calore e aggiungi la cannella e il sale e mescola bene. Assaggia: se c’è una punta di acidità (dipende dal tipo di massa di cacao usata) puoi aggiungere un pizzico di bicarbonato, altrimenti vai oltre.

Prepara uno stampo in silicone in cui verserai la tua cioccolata sciolta per darle forma. Disponi sul fondo dello stampo in maniera uniforme l’uvetta e mirtilli e versa la tua cioccolata fusa.
Lascia raffreddare a temperatura ambiente e quando si sarà ben consolidata spostalo dallo stampo in silicone e conservala in una scatola con coperchio.

*Se non trovi nei tuoi negozi di fiducia la pasta di cacao con questa dicitura prova a controllare gli ingredienti delle tavolette di cioccolato fondente al 100%: solitamente sono solo pasta di cacao!

Questa è la mia ricetta, se ti piace non esistare a condividere il post!

In generale la cosa che facciamo più spesso quando ci ammaliamo è bere una grande quantità di tisane e bevande calde: meglio non aspettare di ammalarsi, INIZIAMO a farlo subito. ☕️☕️☕️
Bere, soprattutto bevande calde, non sovraccarica il nostro intestino, ma anzi facilita i normali processi di depurazione.

Meglio evitare le bevande fredde in questa stagione, soprattutto la mattina, perché raffreddano il corpo e in questo possono affaticarci: il corpo deve spendere altre energie per riscaldarsi ulteriormente invece di incanalarle per altre funzioni fisiologiche.
Questo vale ancora di più per chi ha sintomi influenzali.

COSA BERE?
Possono andare bene tutti i tipi di tisane con erbe: per un uso frequente meglio evitare quelle contenenti teina e caffeina che a lungo andare affaticano i reni oltre a creare in alcuni soggetti ipereccitazione.

Anche se siamo a casa è sicuramente più pratico preparare la nostra bevanda la mattina per avere disponibile durante tutta la giornata (magari tenendolo in un termos o scaldandolo un minuto all’occorrenza).
I vantaggi di questa pratica?⁉️

📌E’ rilassante anzi anti-stress: ho subito a disposizione la bevanda in qualsiasi momento della giornata senza troppi intoppi (“non ho voglia di prepararla” “lo faccio poi” ecc. ecc.);
📌Per molti diventa una “coperta di Linus”: usiamo il cibo per levigare una grande quantità di emozioni (paura, tristezza, solitudine, sconforto..) e le bevande calde in generale hanno un effetto calmante sulla maggior parte di noi. Inoltre è una buona tecnica quando si stà a casa per evitare di sgranocchiare costantemente: prendi una tazza in mano e vedrai che molto spesso passa.

COSA PREPARO IN QUESTO PERIODO? ☕️

Ho imparato a conoscere con la macrobiotica il BANCHA, un te dal sapore leggermente erbaceo quasi del tutto privo di teina, quindi senza ha il potere eccitante di un te nero.
In macrobiotica lo consideriamo una bevanda che ha il potere di concentrare l’energia e aiutare a concentrarsi. Gli viene attribuito un poter alcalinizzante del sangue perché rispetto ad altri te contiene molti più minerali (magnesio, potassio, fosforo) ed in generale consigliato per aiutare la digestione.

Per me preparo BANCHA con ZENZERO E LIMONE:

🍵Lo ZENZERO in #macrobiotica viene molto usato per le sue capacità riscaldanti del corpo e quello di aiutare a muovere l’energia verso l’alto (per esempio le vie respiratorie). Dal punto di vista scientifico è stato studiato ampiamente per i suoi benefici sullo stomaco, in caso di nausea, come antinffiammatorio e nelle malattie influenzale. Quindi se ti piace lo zenzero mi sembra una buona occasione questa per usarlo ampiamente!!

🍋LIMONE: siamo in primavera e dal punto di vista macrobiotico la mattina appena svegli un pizzico di acidità data dal limone nella nostra bevanda calda da una piccola spinta all’energia del fegato… Usare il limone è come dirgli “Come on.. Wake UP!”
Non esagerare, in questo caso non è necessario spremere mezzo limone nella tua bevanda calda,ne basta una fetta.
💡Una fettina di limone può fornire da sola fino a 7 mg di vit. C, quindi mediamente 1/10 della dose giornaliera consigliata in una tazza di te…non mi sembra male!!!

🔬Perché la vitamina C è cosi importante?
Consente l’assorbimento del ferro, è antiossidante (vuol dire che rimuove i radicali liberi che danneggiano le cellule sane), rinforza il sistema immunitario contro le influenze, aiuta la formazione del collagene della pelle.. Ricordati sempre però che eccedere con le dosi può avere anche effetti collaterali, quindi non ricorrere ad integratori – salvo prescrizioni specifiche – ma usa prima di tutto la vit. C presente in frutta e verdura! 🍋🍊🥦🥕🥝

🤔COME LO PREPARO?
Il bancha si prepara come un comune te:
-porto l’acqua a 80 C;
-aggiungo un cucchiaino di bancha (io ne uso 1 per circa 500 ml di acqua);
– lascio in infusione per almeno 3 minuti e nel frattempo aggiungo nella mia tazza 1 fetta di limone e dello zenzero grattugiato (a piacere);
– verso il bancha…PRONTO!!!
Ricorda che le foglie e i bastoncini del bancha possono essere riusati ancora una volta!!!

💡Quando le giornate sono più fredde o devo passare più tempo a casa (!!!) preparo almeno 6-700 ml la mattina per averlo pronto anche anche come bevanda dopo-pranzo e pomeriggio.

COSA NON E’
✔️Un rimedio miracoloso.. E’ l’insieme di tante buone abitudini che ci creerà un risultato!
✔️Un alternativa all’acqua o ai pasti;
✔️Un tappa-buchi: beviamo tanto ma non beviamo sempre, e ascoltiamo i nostri veri bisogni.

COSA EVITARE
✔️Per qualcuno è meglio evitare di bere fino a tardi la sera: il rischio e svegliarsi spesso la notte per andare in bagno perché è leggermente diuretico (e interrompere il sonno non è una buona pratica!); 😴
✔️Dolcificanti: meglio berlo senza dolcificare, oppure dosa la tua razione. Sei hai bisogno di sentire il dolce dopo mangiato anziché mangiare la cioccolata bevi una tisana leggermente dolcificata. In ogni caso quando lo dolcifichi mettilo in conto nella tua quota quotidiana di zuccheri.🍯
✔️Esagerare: come in tutte le cose… c’è un momento buono per le tisane tutto il giorno e un momento per fermarsi. E’ importante prestare attenzione a cosa abbiamo bisogno, quando e quanto! 🌱

Il tempeh può essere un ottimo sostituto delle proteine animali per un secondo veloce e appetitoso. Il tempeh, contrariamente ai legumi che vanno comunque “premeditatati” (mettere in ammollo per esempio e cuocerli) può essere una buona scelta per un pranzo da realizzare last minute, quindi averne una confezione in frigo può essere una scelta intelligente come salva-pranzo.

Il tempeh è un prodotto fermentato, derivante dalla soia per l’esattezza, anche se oggi lo si può trovare anche come prodotto della fermentazione dei ceci oppure dei fagioli. Le sue origini sono lontane, in Indonesia, dove lo si trova in ogni casa, poichè cibo povero, infatti è un ingrediente principe dello street food indonesiano (ti ricordi il Gado Gado!) .

Se sei un fan dell’autoproduzione potresti avventurarti nel processo di fermentazione che porta alla produzione del tempeh (è necessario per partire uno starter che io di solito trovo qui ).
Se invece sei alle prime armi, per iniziare puoi comprarlo il tuo tempeh già pronto in qualche negozio di alimenti biologici, confenzione al naturale, in mdo che possa essere tu a conferirgli gusto con questa ricetta.

In questo caso ho usato verdure che si possono avere facilmente in casa in questa stagione: cipolle, carote, ravanelli e sedano. Anche se qualcuno storce il naso con il sapore pungente dei ravanelli consiglio di provarli in cottura: perdono il sapore pungente diventando delicatamente dolci.
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Tempeh al rosmarino con verdure agrodolci e olive taggiasche

Ingredienti

150 g di Tempeh al naturale
un mazzetto di rosmarino
3 cucchiai di tamari
olio evo
sale
Per le verdure
2 carote
1 cipolla rossa
5-6 ravanelli
2 cucchiai di olive taggiasche
2 spicchi di aglio
sedano
1-2 cucchiai di aceto di mele
olio evo
sale marino

Procedimento
Cubettare il tempeh e metterlo in un contenitore con il rosmarino tritato, il tamari e l’olio evo: lasciar riposare per almeno 30 minuti, meglio 2 ore.
Tagliare la cipolla rossa a spicchi grossolani, le carote a losanga, il sedano grossolano, e i ravanelli in 4 spicchi. In un tegame versare l’olio evo e aggiungere gli spicchi di aglio intero a rosolare quindi aggiungere le altre verdure: far cuocere insieme mescolando per una decina di minuti, quindi aggiungere anche le olive e due cucchiai di aceto di mele, continuando a far cuocere per altri 10 minuti circa aggiungendo anche il sale.
In contemporanea cucinare il tempeh con la sua marinatura in una padella a parte, facendolo rosolare un pochino. A fine cottura aggiugere i tempeh alle verdure e terminarli insieme. Servire caldo.

 Pensavo di parlarvi di un insalata che è deliziosa, semplice e splendida per utilizzare la frutta secca che gira per casa durante le feste natalizie.. Un post fresco e veloce insomma..     Invece nell’accingermi a scrivere un post sul mio sito dopo quasi un mese ho appena scoperto che è arrivato il fatidico momento in cui wordpress ha cambiato tutte le sue impostazioni di scrittura… ci impiegherò un pò ad abituarmi quindi non so bene quando sarà pronto questo post…speriamo prima di Natale!!!  =) 

Torno alla nostra insalata, mi sono ispirata ad un piatto ammirato in un libro di ricette israeliane alcuni mesi fa, che mi è tornata in mente in questo periodo perchè è quello in cui i datteri si trovano in quasi tutte le case. Ho scelto la valeriana per questa insalata dopo il racconto di Serena, contadina appassionata dell’azienda Cencio Molle di Mantova:  queste foglioline dall’aspetto così delicato in inverno crescono molto bene, soprattutto dopo una gelata che acquistare alle foglie dolcezza e diventare più croccanti! La valeriana aiuta il fegato e le sue funzioni depurative.

 

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Invece se volessi assaggiare dal #vivo, partecipa al prossimo #evento!

*** Se questo post ti è stato utile, ricordati di utilizzare l’hashtag #zenkitchen e di taggare@jyoti_zenkitchen  su Instagram e Zen Kitchen su Facebook in modo che anche altri possano conoscerlo.

Insalata di valeriana, datteri e mandorle

Ingredienti
30-40 g foglie fresche di valeriana
1/2 cipolla rossa piccola (oppure 1/4 di una grande)
3-4 datteri
una manciata abbondante di mandorle
pane tipo chapati o pita (anche il pane carasau può andar bene)
1 cucchiaio di aceto di melograno
1 cucchiaio di olio evo
sumac
sale, peperoncino (facoltativo)

Procedimento
Tagliare la cipolla a fettine finissime, unirla ai datteri snocciolati e tagliati e mescolarli insieme in una ciotolina insieme all’aceto di melograno. Far marinare per circa 30 minuti. 
Lavare la valeriana e disporla in una terrina. Tostare in padella le mandorle e il pane tagliato a triangolini: sul finire della tostatura aggiungere l’olio evo, il sumac, il peperoncino e il sale: amalgamare bene e spegnere il fuoco. 
Aggiungere all’insalata la cipolle con i datteri marinati insieme alle mandorle con il pane. Enjoy!

I consigli di Jyoti
Prova a sostituire potrebbero essere sostituiti anche da delle ottime albicocche disidratate per rendere la ricetta più “nostrana”!
L’aceto di melograno può essere sostituito dall’aceto di mele.

Mi ero convinta negli ultimi anni che sarebbe stato meglio tenere la mia vita personale e le mie passioni ben separate dal mio lavoro.. E il mio lato scientifico e logico maturato all’università e con il dottorato di ricerca aveva preso il sopravvento in questa decisione.

Finalmente mi dichiaro che è impossibile!

Intanto un paio di motivi:
1) la creatività, l’estro e la passione c’è nel mio lavoro in cucina, sia nelle cene e eventi che mi vengono richiesti, che nei corsi e la formazione sono costantemente condizionati dal resto della mia vita, impossibile tenerli separati;

2) alcune delle mie “attività extra” sono in realtà solo l’altra faccia di una stessa medaglia.
enjoy-life
La seconda motivazione merita qualche dettaglio: prendermi cura è stato un aspetto caratterizzante, sicuramente con tentativi molto “impacciati”, a partire dai miei 18 anni..
Scegliere di non assumere mai più farmaci dopo che una gentile dottoressa mi spiegò che non potevo donare il sangue poichè “inquinato” dalle medicine che stavo prendendo per curare le allergie.. Quindi cercare rimedi “altri”.. Per cui arrivare all’alimentazione.. e insieme anche ad attività che supportavano il mio animo oltre che il corpo: la meditazione . Diventare vegetariana diventò naturale e anche continuare a cercare dentro di me le origini della mia felicità e della mia tristezza..
Ammetto, non sempre con grande successo…
Così come è difficile scoprire quale è l’alimentazione più adatta ed equilibrata a sostenere il nostro corpo in ogni momento della vita, altrettanto complicato – o forse di più – è comprendere come nutrire il nostro cuore.

Quando incontro le persone, soprattutto ai miei corsi, se si porta la discussione sulla relazione tra alimenti e malattie sempre più spesso, quando ormai tutte le nozioni sono state sviscerate, così come anche l’ultimo articolo letto su PubMed tirato fuori… allora arriva la fatidica domanda: “ma possibile che la causa di questo o quest’altro malessere risieda solo in quel che mangio?” …
La risposta è senza esitazione no!
La chef biologa si inchina e si mette da parte: adesso tocca all’essere umano.
Sperimentato infinite volte personalmente, riscontrato frequentemente con parenti e amici..

Voilà! L’ennesima domanda del genere seguita dagli sguardi interrogativi dei corsisti mi ha convinto che era giunto il momento di tornare a parlare in termini “più integrali”: siamo fatti di corpo, cuore e spirito..

Io naturalmente continuerò a occuparmi di cucina naturale, la mia straripante passione. Per il resto ho chiesto aiuto. Iniziata così la collaborazione con Irene Sgarbi, couselor in Gestalt therapy, formatasi in Psicosintesi e Terapia neoreichiana, ma più semplicemente lei definisce il suo lavoro come un “supporto alla persona”. Io aggiungo che il tipo di lavoro che propone è un supporto alla persona affinchè si possa reimparare a sentire, esprimersi, comprendere, ascoltarsi, ascoltare.. Sostengo e condivido ampiamente l’approccio di Irene e alcuni degli strumenti che propone come The Inner Critic – Il Giudice Interiore e la Primal, di cui avevo già parlato qui.
Questi ultimi credo che siano una splendida chiave per la comprensione della nostra vita e soprattutto dei nostri condizionamenti.. che pensiamo “nostri”…ma che poi così tanto non lo sono.. e non è poi un bene rimanerci così attaccati!

enjoy_delicius
Il prossimo Luglio, dall’1 all’8, avrò di nuovo l’onore e il piacere di prendermi cura, attraverso la preparazione dei pasti, dei partecipanti alla Primal: intenso e profondo processo di decondizionamento dall’infanzia che viene svolto con grande cura e delicatezza verso i partecipanti in modo da permettere di esplorare e risanare le ferite che si portano dentro da una vita.
Anch’io a mio volta ho partecipato a questo processo anni fa: ne usci profondamente cambiata e grata. E’ stato come scoprire per la prima volta la verità e riappacificarmi con essa e con me stessa.
Successivamente conobbi Irene e ad entrambe è sembrata un magnifica idea quella di poter sostenere i partecipanti anche con un alimentazione che fosse allineata al loro lavoro, sia dal punto di vista nutrizionale che energetico.
Maggiori informazioni sulla prossima Primal sono disponibili sul sito www.irenesgarbi.it

Questo mudra è eccellente per aiutare il corpo a rimuovere le tossine!
Il nostro sistema escretore si prende cura di questo processo di eliminazione, normalmente attraverso le urine, le feci, la respirazione, la sudorazione, la saliva ecc. ma l’eliminazione non è 100% completa e quindi tracce di queste tossine rimangono nel corpo. Quando le tossine si accumulano e il loro quantitativo supera un certo livello insorge la malattia. Questo mudra supporta il corpo nei processi di depurazione, come effetto secondario il corpo ne trae giovamento anche energeticamente. Risultati eccellenti vengono raggiunti se il mudra viene associato ad un periodo di digiuno.
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Postura
La posizione del fiore di loto con le gambe incrociate sul pavimento è la migliore altrimenti puoi sederti ben dritto su una sedia. Chi è  costretto a letto può fare i mudra nella posizione sdraita.
Orario
Questo mudra dovrebbe essere fatto a stomaco vuoto al mattino presto.
Massimo 15-20 minuti al giorno. Durante i digiuni 20 minuti anche 3-4 volte al giorno

Posizione mudra

  • Distendere tutte le dita
  • Piegare il pollice e toccare la base (la terza linea) dell’anulare: non esercitare pressione, toccare gentilmente è sufficiente.
  • Mantenere le altre dita distese. Il respiro dovrebbe essere profondo e regolare. Collo e colonna vertebrale dovrebbero essere dritte e rilassate. Chiudere gli occhi e focalizzarsi sul mudra.

Benefici
Effetto principale: rimuove le tossine dal corpo e i pensieri negativi dalla mente. Effetti secondari: rafforza il fisico, calma la mente, aumenta le capacità di concentrazione, rafforza il sistema immunitario

In alcuni casi mentre si pratica questo mudra si potrebbero avere dei sintomi da “disintossicazione” come feci morbide o dal colore più scuro, aumento della sudorazione, alito dall’odore forte. Questi sintomi scompaiono da soli entro una settimana.

Secondo l’Ayurveda tutte le nostre funzioni sono governate da 10 diversi vayu (soffi vitali), di cui 5 sono quelli principali. Ogni vayu è responsabile per certe funzioni fisiologiche nel corpo. Tra questi vayus il più importante è il Pranah. Quando il Pranah è carente nel corpo si diventa deboli e svogliati, quindi anche le funzioni degli organi interni ne possono risentire. Pranah mudra stimola il pranah nel corpo.
DSC08206Postura
La posizione del fiore di loto con le gambe incrociate seduti su un cuscino o  materassino sul pavimento è l’ideale, ma è possibile anche farlo seduti su una sedia: i piedi devono poggiare direttamente sul pavimento. I pazienti costretti a letto possono fare questo mudra anche da sdraiati. Collo e schiena devono essere dritti, il respiro regolare e profondo.

Durata
Massimo 48 minuti al giorno, iniziare con 8 minuti e aumentare a 16 minuti, 3 volte al giorno.

Posizione mudra

  • Tocca la punta del pollice con le punte del dito anulare e del mignolo, non esercitare nessuna pressione, semplicemente toccare.
  • Mantenere le altre due dita dritte e focalizzarsi sul mudra.

Benefici
Aumenta il livello del Pranah, il corpo diventa più forte e energetico. Il sistema nervoso ne viene rafforzato. Aumenta la capacità di concentrazione, la memoria, la vista. Polmoni e bronchi ne sono rafforzati

NOTE
Pranah mudra è un eccellente mudra per l’asma. La pratica regolare di questo mudra rafforza il sistema respiratorio. Le persone che soffrono di qualsiasi tipo di malattia cronica potrebbero fare questo tipo di mudra per ritrovare energia. Questo mudra è considerato abbastanza potente quindi non è consigliabile eccedere poichè può portare a perdità di sonno e attività ininterrotta. Non fare mai questo mudra di notte. Se il vostro Pranah è già a livelli alti allora fate questo mudra solo una volta a settimana.

Street Children è una piccola realtà fatta da persone che si mettono a disposizione nel loro tempo libero con un sorriso, intuito, fantasia, ingegno, creatività, passione al servizio dei bambini, in particolare quelli di strada che vivono per gli slums di Chennai (India). I progetti realizzati sono stati sostenuti economicamente tramite donazioni e 5×1000. Nel 2012 le donazioni sono servite a rendere fruibile una piccolissima scuola frequentata da 32 bambini dello slums di Chepauk e una casa famiglia che ospita 16 bambini nati da genitori sieropositivi. Se ti va con una donazione a Street Children fai un regalo ad un bambino di strada in India!!! E se vuoi sostenere Street Children ma non puoi farlo adesso puoi decidere di destinargli il tuo 5×1000 nella prossima dichiarazione dei redditti scrivendo il codice fiscale 94154510484 nell’apposito spazio! Per info www.streetchildren.it

Per donazioni: Street Children onlus IBAN IT28T0200817113 n°000300762908 causale PROGETTI INDIA (Tutte le donazioni sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi!) 

Una giornata fredda e nebbiosa; trovarsi a passeggiare per delle strade sconosciute, nessun viso familiare, una lingua incomprensibile, immagini nuove e la sensazione di estraneità! Cammino per la strada alla ricerca di qualcosa ma non so bene di cosa, immagino che ci sia quello che sto cercando ma non so come e dove cercare. Sto cominciando a pensare che mi sbaglio e che a Konya non troverò quello che speravo, che è meglio spostarsi in un altra città…Con questi pensieri mi fermo a guardare una porta in legno intarsiata che sia apre proprio mentre la osservo; ne esce un uomo che mi sorride e in buon inglese mi dice” Please, come inside, you are welcome and maybe you’ll like!” Se ne va e lascia la porta aperta perchè possa entrare. Entro, un leggero tepore mi invade, accogliente e mi faccio avanti emozionata e felice anche se non so bene dove mi trovo e non so cosa fare lì e cosa ci si aspetti da me(almeno questo la mia mente mi suggeriva in quel momento!), ma so che adesso sono esattamente dove dovrei! Mi sento a disagio all’inizio: tutti mi guardano e mi trattano come fossi del luogo anche se è la prima volta sono qui. Una donna iraniana mi da il benvenuto e mi dice che mi trovo nella casa di un sufi e mi indica la strada per un ampia sale completamente ricoperta da tappeti persiani, dei divani accoglienti tutti intorno, una stufa a legno che riscalda l’ambiente, qualcuno seduto a chiaccherare, qualcuno a leggere versi in farsi; mi siedo e mi guardo per un pò intorno cercando lo sguardo benevolo di qualcun’altro che mi possa spiegare; l’uomo seduto a leggere versi in farsi, si alza e va a prendere un te e viene nella mia direzione offrendomelo con una delicatezza che mi ha scaldato il cuore…sono in una casa sufi tra fratelli sufi!
La casa di un sufi è luogo di tutti, accoglie chiunque senza distinzione, chi entra in in un certo senso è perchè vuole tornare “a casa”.
Rumi scriveva “Come, come, again, come!” invitando tutti a condividere in pace: in un era buia, caratterizzata da violenza e guerre, i suoi versi facevano innamorare dell’amore e il sentiero che indicava verso Dio era quello cuore. Rumi fu per l’Islam ciò che San Francesco fù per il Cristianesimo: una ventata di purezza, gioia, amorevolezza, pace in un periodo storico profondamente cupo e sanguinoso anche per motivi religiosi. Intorno ai 37 anni venne in contatto con una guida spirituale conosciuta come Shams Tabriz. Dopo averlo incontrato la sua vita cambiò: smise di insegnare e voleva passare giorno e notte in presenza di Shams perchè in lui vedeva Dio. Aveva stimolato qualcosa in Rumi e quando scomparve Mevlana entrò in uno stato di estasi; non incontrò nessuno per giorni e cantava e danzava giorno e notte ricordando l’Amato. Molte poesie vennero composte e andò anche in cerca di Shams ma quando non lo trovò realizzò che non aveva senso cercare ancora fuori poichè lui stesso era Divino e l’essenza divina poteva parlare attraverso di lui. Aveva trovato se stesso!
Rumi usava i versi, la musica e la danza come via per ricongiungersi a Dio e in particolare considerava la musica un mezzo potentissimo per aiutare i discepoli a focalizzarsi completamente sul divino.

Ad oggi nelle cerimonie dei sufi Mevlana la musica è importantissima, da accompagnamento per il Zikhr (suoni sacri ripetuti costantemente, che soprattutto in gruppo possono avere una potentissima funzione catartica e  portare ad una profonda pulizia emozionale – e per questo vengono usati anche a scopi di guarigione – e a far entrare in contatto profondamente con se stessi) oppure per il whirling, la danza dei dervisci, dove si ruota intorno, lasciando andare il proprio ego, centrandosi sul proprio cuore, fulcro per arrivare a Dio, inizia una danza che ci riconduce verso la nostra interiorità attraverso uno stato di estasi, in cui noi siamo solo un tramite tra il cielo (mano destra verso l’alto) e la terra (mano sinistra rivolta verso il basso).
Mashallah Huuu!


Le storielle raccontate da Osho spiegano meglio di tante parole…Un ateo stava seduto nel suo salotto di casa e qui aveva una scritta grande che riassumeva l’intero significato della suo essere “God nowhere”…Un giorno era seduto nel suo salotto con il suo bambino in braccio che stava cominciando a leggere…nei suoi tentativi faceva ogni tanto degli “errori” lesse la scritta a voce alta: “God now here!”…L’uomo ateo in un momento si vide costretto a rivedere tutto il suo modo di essere…il bambino aveva fatto crollare in un attimo le sue convinzioni. Dividendo la parola in due il significato non solo cambia ma diventa il segreto della felicità: Dio qui ora! La divinità qui ora….l’infinito qui ora…esserci qui ora….la vita qui ora…solo qui ora nè prima nè dopo, nè passato nè futuro…nè ieri nè domani… Solo qui e ora! Non c’è bisogno di nient’altro…questo il piccolo segreto della felicità…perchè la tristezza stà nel passato…la preoccupazione stà nel futuro…qui e ora non esiste nient’altro che me stessa…non come mi sentivo 1 minuto fa, non con il pensiero di quello che sarà il prossimo mese…
“La mente non è mai nel presente, mentre il tempo è sempre presente; per cui la mente e il tempo non si incontrano mai. Ecco dov’è la tragedia: a ogni istante ti sfugge il treno e continuerai a perderlo per tutta la vita. Un grande mistico stava morendo. I suoi discepoli gli erano vicini e gli chiesero: “Maestro, qual è il tuo ultimo messaggio?” Il Maestro morente aprì gli occhi e indicò col dito il tetto della sua capanna. Uno scoiattolo stava giocando; tutti i discepoli guardarono verso l’alto e per un istante vi fu un silenzio assoluto. Il Maestro disse: “Questo è il messaggio di tutta la mia vita. Vivi nel momento.
E’ meraviglioso ascoltare lo scoiattolo che gioca sul tetto, senza preoccuparsi di altro”. E aggiunse: “Ora, posso morire” e morì col sorriso sulle labbra, il volto soffuso di beatitudine. Perfino nell’ultimo istante della vita il suo messaggio fu: sii qui e ora. Quello è anche il mio messaggio”. (Osho)

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