La fermentazione è un metodo antico per conservare le verdure e per trasformarle. E’ un alchimia, per le verdure cambiano in gusto ma anche per le proprietà: diventano probiotiche e prebiotiche insieme. Vuol dire che hanno batteri utili al nostro intestino, e hanno anche le fibre e i componenti corretti per mantenere i nostri batteri in equilibrio.
Il nostro microbiota è estremamente importante per noi: non solo i nostri batteri se sono abbondanti e collaborativi fra di loro impediscono che si insedino batteri patogeni, ma aiutano lo sviluppodel nostro sistema immunitario e il suo corretto funzionamento (quindi anche la possibilità di soffrire di allergie o meno). Non ultimo collaborano con il nostro sistema nervoso e addirittura la nostra emotività (macrobiotica docet!) è collegata al nostro intestino, e nello specifico ai batteri che lo popolano.

Se trattiamo bene il nostro ntestino non può far altro che ringraziarci!

Se vuoi approfondire questo argomento c’è un libr molto carino che avev letto anni fa che si chiama “Intestino Felice” di Giulia Enders, ed è un bellissimo viaggio all’interno dell’intestino e del suo funzionamento.

Se invece vuoi agire praticamente usare qutidianamente piccole quantità di alimenti fermentati non pastorizzati può aiutare moltissimo.
Ma quali sono gli alimenti fermentati?!?
Crauti, miso, yogurt, kefir, tamari, shoyu, amasake, natto sono gli ingredienti che più facilmente troviamo in commercio, ma che forse per il loro gusto o per il fatto che non siano molto conosciute usiamo poco! Invece tutte le verdure possono essere fermentate!
La fermentazione è un processo semplice che non richiede grandi strumenti, ma è necessario farci un pò amicizia. Oggi per iniziare ti propongo una ricetta molto semplice con i ravanelli.
Ti consiglio di iniziare con piccole quantità e poco per volta, ma appena hai capito il meccanismo base e la “chimica” della fermentazione puoi partire con questa avventura.

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Ingredienti

200 g di ravanelli freschi bio
200 g di acqua minerale
4 g di sale (il 2% del peso dell’acqua)

Procedimento

Prepara la salamoia: porta ad ebollizione l’acqua e sciogli il sale. Falla raffreddare, meglio coperta.

Pulisci i ravanelli, lavali bene e togli la sabbia. Taglia le foglie e mettile da parte per un’altra ricetta (per es. il pesto).

Taglia i ravanelli a fettine tutte uguali e disponili in un barattolo di vetro perfettamente pulito. Il barattolo non va mai riempito fino in cima. Lascia almeno due dita dal bordo.

Ricopri bene con l’acqua in modo che i ravanelli siano completamente immersi.  Se ti piace qualche spezia puoi aggiungerla: io ho messo zenzero e pimento.

Metti un piccolo peso che possa mantenere le verdure sotto la salamoia: può essere un pressino ad uso alimentare, un sasso di fiume ben pulito, un pressino di legno..

Chiudi il barattolo e scrivi la data di produzione.

Da questo momento comincerà una fermentazione, cioè si svilupperanno batteri che modificheranno l’ambiente interno ai barattoli e gli stessi ravanelli. Te ne accorgerai perché vedrai formarsi bolle e cominceranno a cambiare il colore della salamoia e dei ravanelli.

Ogni giorno, per i primi 3-4 giorni consecutivi dovrai svitare leggermente il tappo per far sgasare i gas prodotti: svita e fai uscire il gas, ma non togliere completamente il tappo!

Lascia il barattolo a fermentare a temperatura ambiente (circa 21 °C) per almeno 10 giorni, poi spostale in frigorifero nei ripieno alto, per altre due settimane.

In alternativa, se hai a disposizione un luogo con una temperatura compresa tra gli 8 e i 15°C lascia il barattolo a fermentare lì direttamente dal 4° giorno. Dopo 3-4 settimane saranno pronti.

Il loro sapore, dovrà essere acido e leggermente pungente. Non ci devono essere odori di putrescenza e/o parti con muffe.

Cosa faccio se  vedo una patina bianca in superfice? Niente di male, è un lievito. Eliminalo delicatamente e verifica che lo strato sottostante sia intatto: in questo caso usalo normalmente.

Il risultato dipenderà molto dalla temperatura in cui la fermentazione è avvenuta: temperature più alte e la fermentazione sarà più rapida, temperature più basse e la fermentazione sarà più lenta.

Temperature più alte significa anche maggiori possibilità di contaminazioni, quindi meglio aumentare la concentrazione di sale (per es. 3%).

Ora non ti resta che provare!!!

Dopo averti spiegato nel precedente articolo come fare ad ottimizzare i tuoi dolci e renderli un pò più equilibrati, oggi passiamo ad una ricetta che mette in pratica un pò tutti i consigli precedenti:

  • è senza zucchero
  • dolcificata con la frutta
  • senza farinacei
  • gluten free
  • altamente proteica (grazie ai legumi)
  • a basso indice glicemico
  • senza latticini
  • vegan
  • semplicissima!!!

Ho deciso di usare i fagioli azuki in questa ricetta poichè sono ricchissimi di proprietà come vi ho spiegato qui e qui ma poco utilizzati: mi sembra un buon modo usarli per i dolci!

Questi brownie si prestano molto per una merenda energetico o per la colazione: sono molto nutrienti proprio grazie alla presenza dei fagioli e completi , quindi uno splendido modo per iniziare la giornata per chi ama il dolce a colazione. Provali e fammi sapere!

CONSIGLIO
Se puoi, prepararli la sera per consumarli la mattina dopo: almeno 8 ore di riposo fanno molto bene a questi brownie e il sapore ne guadagna enormemente.

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Ricordati che se vuoi approfondire l’argomento Pasticceria naturale e dolci sani puoi iscriverti ai prossimi corsi in calendario oppure farti il regalo di un corso personalizzato su misura per te che concorderemo insieme!

BROWNIE DI AZUKI AL CIOCCOLATO

Ingredienti

220 g di azuki lessati

120 g di datteri snocciolati

100 g di cioccolato fondente 60%

75 g di mandorle tritate a farina

40 g di cacao amaro

250 g di latte di avena o altro latte vegetale

2 cucchiai di olio di oliva

2 cucchiaini di lievito

Cannella a piacere

Pizzico di sale

Procedimento

Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria.

E ora la parte più semplice: con un buon mixer frullare insieme prima i datteri con gli azuki, aggiungere le mandorle, il cacao e sale e continuare a frullare aggiungendo il latte vegetaleamalgamando tutto molto bene. A questo punto terminare aggiungendo anche il lievito, la cannella, l’olio e la cioccolata fusa e amalgamare. Il risultato deve essere omogeneo e cremoso.

Distribuire l’impasto in una teglia foderata di carta forno in maniera: volendo si possono aggiungere delle gocce di cioccolato, oppure nocciole tostate o mirtilli disidratati.

Fai cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 20 minuti. Fai raffreddare e taglia in porzioni. Molto buono dal giorno dopo in poi.

Si può conservare in frigorifero per alcuni giorni.


Miso è una parola magica per chi conosce la macrobiotica.. Poi arrivò anche la scienza della nutrizione e confermò con dati alla mano ciò che la saggezza popolare aveva intuito. ☯️
Il miso è un prodotto fermentato, di origine giapponese, ma ormai largamente diffuso ovunque nel mondo.
E’ un prodotto:
👉derivante da cereali (riso, orzo, miglio, grano saraceno..) e legumi (soia principalmente ma anche ceci, fagioli );
👉fermentato da un minimo di un paio di mesi (miso giovane o estivo) fino a qualche anno.
Nella macrobiotica è considerato terapeutico e quindi consigliato in caso di moltissimi disturbi. Perché?!?🤔

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PROPRIETA’
Il miso apporta moltissimi benefici poichè:

📌 ricchissimo di enzimi digestivi (molecole che arrivano nel nostro stomaco e facilitano i successivi processi digestivi;
📌contiene fitocomposti utili alla nostra flora batterica;
contiene probiotici, quei batteri che entrano nel nostro corpo e si schierano a fianco della nostra flora intestinale;
📌 riduce i sintomi legati a problemi digestivi;
📌è ricco di antiossidanti e quindi protegge le nostre cellule dai radicali liberi (ossia l’invecchiamento cellulare);

Molti studi hanno indicato che riduce le probabilità di sviluppare tumori.
Nella macrobiotica in generale quando si vuole favorire la ripresa di una persona e rinvigorirla una buona zuppa di miso è sempre consigliata. 💪

PERCHE’ USARLO ❓
Dopo aver letto tutti i benefici ve lo devo ancora spiegare?!?

DOVE SI TROVA ✈️
Lo si trova in tutti i negozi di alimenti biologici, negozi specializzati e alcune farmacie.

Puoi trovare diversi tipi di #miso: hatcho miso, miso di orzo, miso di riso, shiro miso.. Sono tutti ottimi prodotti che apportano i benefici di cui abbiamo accennato. Per iniziare consiglio miso di orzo o di riso. L’Hatcho miso è di gusto molto forte per cui di solito sconsiglio di iniziare la prima volta con quest’ultimo.

COME SI USA 🍵
La cosa più semplice che si può fare e scioglierne 1 cucchiaino circa (o più secondo gusto) in una tazza di acqua calda berlo prima dei pasti. Usarlo come è nella tradizione orientale prima del pranzo ci consente di sfruttare la sua ricchezza di enzimi digestivi che faciliteranno la digestione.

In Giappone (ma anche a casa mia) viene usato spesso a colazione. ☕️
Personalmente lo uso a colazione soprattutto se ho sintomi influenzali o affaticamento generale.

In alternativa puoi scioglierne un cucchiaino nella tua normale zuppa o minestrone invece di usare sale o dadi vegetali:  RICORDATI però di non cuocerlo ma usarlo direttamente al momento di servire la zuppa.
Oppure per preparare la tradizionale #zuppadimiso

CONTROINDICAZIONI
E’ un prodotto salato – il sale è fondamentale per il processo di fermentazione – quindi bisogna dosarlo: per esempio usarlo per un brodo senza aggiungere ulteriormente sale, oppure per preparare un condimento per l’insalata omettendo sempre il sale.

Prossimamente ricetta di zuppa di miso al completo… stay tuned!

Durante questa estate mi sono convertita alle colazioni salate per motivazioni di gusto, ovviamente molto soggettive, e nutrizionali: una buona colazione salata (ben equilibrata naturalmente) crea minori sbalzi durante la mattinata e fornisce una buona dose di energia per la lunga mattinata che si ha davanti (ricordi il detto “colazione da re, pranzo da nobile e cena da povero”?!?). Se soffri di scarsa concentrazione la mattina, stanchezza, fame continua o anche supportare una tua dieta dimagrante, forse potresti considerare di provare ad usare ogni tanto delle colazioni salate!
All’inizio è più semplice iniziare con fette di pane e patè di olive oppure hummus, o magari della farinata di ceci avanzata dalla cena della sera precedente.. Pensa che fino alla seconda guerra mondiale la colazione tipo era per lo più fatta dagli avanzi della cena della sera prima!!!
Una volta preso il via ti puoi anche sbizzarrire (tempo permettendo) e con il caldo estivo io uso molto le insalate. Questa di oggi con il finocchio di mare o kritamo come lo chiamano in Grecia , ne ho raccolte un paio di manciate per rendere speciale la mia insalata! Il suo nome botanico è Crithmum maritimum ed è una pianta selvatica che cresce lungo le scogliere. Adora i climi secchi, la salsedine e le coste rocciose.. in questo mi assomiglia molto!!! =)  Ha una foglia carnosa ed estremamente aromatica, il fiore ricorda quello del finocchietto selvatico. Raccoglierla è semplice il periodo va soprattutto dalla primavera a settembre: si scelgono le foglie più tenere.
Come ogni pianta selvatica non va mai strappata completamente dal suolo e ne va sempre lasciato un pò perchè lei si possa riprodurre, altri animali/insetti possano usufruirne e tutti i membri del ciclo naturale stesso ne abbiano così vantaggio.

E’ ricca di vitamina C (ne facevano un grande uso i marinai nel passato che stavano per mesi e mesi in mare) e ha potere detox poichè migliora le capacità del fegato: sembra che già Ippocrate la suggerisse a tal proposito..

credits: https://frustratedgardener.com/2016/08/24/daily-flower-candy-crithmum-maritimum/

Può essere conservata in salamoia, dalla Grecia fino alle coste dell’Inghilterra viene preparata in questo modo. Per mangiarla subito invece consiglio di scottare le foglioline per 1 minuto e mezzo in acqua salata e poi usarla per un insalata, per una pasta aglio, olio e peperoncino più aromatica oppure una frittata o un insalata di patate..

Prima di andare alla ricetta ricorda che per restare aggiornata/o e non perdere le news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER.
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Invece se volessi assaggiare dal #vivo, partecipa al prossimo #evento!

Ingredienti

1 cetriolo

1 carota

1 barbabietola piccola precedentemente lessata

2 manciate di finocchio di mare scottato (vedi sopra)

olive verdi

1/2 limone

1 spicchio di aglio

3-4 cucchiai di olio evo

sale

Procedimento

Emulsiona insieme il succo del limone con l’olio, sale e l’aglio schiacciato e fai riposare per almeno 30 minuti.

Prepara l’insalata tagliando le verdure e mescolandole insieme e condisci con l’emulsione dalla quale avrai eliminato l’aglio. Aggiungi le olive a piacere… e buona estate!!!

 

Capitano avvolte le giornate in cui si salta un pasto, oppure lo si fa troppo velocemente con “la prima cosa che capita“, le giornate con gli orari completamente sbagliati in cui si saltano o spostano tutti i pasti.. Per non parlare di quelle passate sempre fuori casa a mangiare al bar o in qualche autogrill.  Ecco in questi casi avere almeno con me un buon snack mi sembra un ancora di salvezza.
E se quando siamo a casa possiamo spaziare con le possibilità spezzafame in giro abbiamo bisogno di qualcosa che sia pratico, che sopporti un minimo di sbalzi di temperature e magari  che regga gli spostamenti. La mia opzione vacanziera di merenda a base di pane integrale, tahin e frutta dolce non ha i requisiti necessari e quindi passo al piano B: la preparazione di barrette.

Puoi trovare sul sito altre ricette di barrette (per esempio queste oppure queste con cioccolato), ma le macro-barrette di oggi le trovo tra le più adatte all’autunno: una maggiore quantità di frutta secca e semi (senza esagerare) sono utili insieme ai cereali senza esagerare con i dolcificanti sono di aiuto ad affrontare il clima freddo a cui stiamo andando incontro.
Sono state apprezzatissime anche ai corsi di cucina macrobiotica: la semplicità e l’equilibrio fanno sempre centro!
Il rapporto degli ingredienti per queste barrette è volutamente scritto in tazze: un buon esercizio per trovare il proprio equilibrio con gli ingredienti.. ognuno ha la sua ricetta dentro, basta qualche direttiva e la si può tirar fuori, e diventa quella perfetta per i propri bisogni…al di là dei grammi!

Ingredienti

½ tazza di semi di sesamo
½ tazza di semi di zucca (o girasole)
1+ ¼   tazza di mandorle (or ½ dose di mandorle + ½ dose di arachidi)
½ tazza circa uvetta (oppure albicocche o prugne disidratate sminuzzate )
2 tazze circa di gallette di riso sminuzzate
1 tazza di malto di riso (poco meno di sciroppo di riso per chi è allergico al glutine)
crema di mandorle o tahin (facoltativo)
Scorza di limone

Procedimento

Tostare i semi di zucca e sesamo e le mandorle. Sminuzzare le gallette di riso. Mescolare in una terrina i semi con le gallette, l’uvetta, le mandorle. In una padella versare il malto, la crema di mandorle e le scorze di limone e far sciogliere bene il tutto. Aggiungere il contenuto della terrina e amalgamare bene. Disporre in una teglia, dare una forma e far raffreddare: se raffreddando non sembra essere ben solida o croccante la si può passare in forno per 8-10 minuti a 160°C ad asciugare, infine tagliare nelle dimensioni preferite.

E’ stato un lungo periodo di assenza dal blog, tra nuovi progetti di lavoro, viaggi, formazione e ancora nuovi progetti … Un periodo intenso, costruttivo e  pieno di evoluzioni. E ancora lo è. Ma il blog non poteva rimanere fermo per così tanto tempo, e lo spunto è arrivato sentendo dai miei corsisti al mio ultimo corso quanto sia difficile per alcuni di loro trovare delle soluzioni veramente efficaci e salutari per il pranzo quando sono al lavoro. Non sono riuscita a  trattenermi dallo scrivere un post con una ricetta/spunto per salvare il pranzo  ( e così facendo spesso anche il resto della giornata!) nei casi in cui si è spesso costretti a mangiar fuori e non si ha molto tempo.
Se a pranzo c’è qualcosa che non ci dovremmo far mancare per poter procedere con serenità anche per il resto della giornata, questo sono i carboidrati complessi… mi riferisco soprattutto ai cereali. Se ad essi ci aggiungiamo poi una piccola quantità di legumi e delle verdure il più è fatto! Il massimo con le giornate molto fredde che si preparano è che sia anche qualcosa di caldo! Ecco quindi la ricetta di oggi:  una splendida vellutata con queste caratteristiche da portar con sè, magari anche in un termos.. Il pranzo fuori casa è salvo! E’ naturalmente ottima anche se si gusta a casa propria con calma a pranzo o cena con chi ci fa piacere.

Questa vellutata è più semplice a farsi che a spiegarsi, ma nella sua semplicità nasconde dei preziosi doni: aiuta a portare equilibrio agli zuccheri del sangue, supporta il sistema pancreas-milza e ci nutre profondamente.. proprio quello di cui abbiamo bisogno in questo periodo.


Ingredienti
60 g di miglio
50 g di lenticchie rosse
2 fette di zucca
1 carota
1/2 porro piccolo (oppure una piccola cipolla bianca)
maggiorana a piacere
1 foglia di alloro
olio evo
sale
Procedimento
Lavo bene il miglio e le lenticchie rosse e le lascio in acqua per circa 30 minuti.
Dopo averli lavati taglio finemente il porro, cubetto la carota e la zucca. Verso un paio di cucchiai di olio in un tegame antiaderente e a fuoco medio faccio rosolare il porro con la carota e la zucca per 5 minuti circa, quindi aggiungo un pizzico di sale e faccio cuocere ancora con coperchio per altri 10 minuti.
Aggiungo  il miglio e le lenticchie rosse sciacquate e aggiungo l’acqua (per ogni porzione di miglio 3 di acqua, per ogni porzione di lenticchie rosse 2 di acqua). Aggiungo la foglia di alloro e far cuocere con coperchio per circa 20 minuti. Dopo questo tempo elimino la foglia di alloro, eventualmente aggiusto di sale e frullo il contenuto del tegame in modo da ottenere una crema liscia. Faccio cuocere ancora qualche minuto e aromatizzo con foglie di maggiorana.

E’ così semplice avvolte creare qualcosa di dolce, sano, semplice, senza complicazioni.. Le giornate estive richiedono queste condizioni. Ottima da mangiare al cucchiaio fredda, interessante con una dadolata di frutta, ottima base per preparare un gelato.. Si presta a mille usi, a condizione che si amino le arachidi!!!

Se le arachidi non sono in cima alla tua lista dei desideri, si può sempre pensare di sostituirli con le mandorle (ma toglierei il sale) o con nocciole.. Altrimenti procedi pure come nella ricetta.

La cremosità è data dalla crema di arachidi e dal latte di mandorla mentre i datteri oltre alla dolcezza danno anche un pò di corpo senza che sia necessario aggiungere amidi o altro.
Gli usi che se ne possono fare infiniti, nei commenti in fondo puoi scrivere quale è stato l’uso che ne hai fatto tu! Enjoy!

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Ingredienti
150 ml di latte di mandorla naturale (ho usato il mio preferito)
35 g di burro di arachidi* (tostate meglio tostate)
4 datteri medjul
vaniglia
1 g di sale
Procedimento
Portare ad ebollizione il latte di mandorla con la vaniglia, spegnere, aggiungere i datteri tagliati a pezzetti. Aggiungere il sale e frullare tutto insieme in modo da ottenere un composto omogeneo. Conservare in frigorifero per 5-6 ore.

* si tratta di una crema 100% a base di arachidi

Ecco che con le belle giornate e il caldo comincia a riemergere la voglia di mangiare qualcosa di fresco e possibilmente che sia già pronto a disposizione.. La prima idea sarebbe quella di prendere il gelato.. Ma attenzione… in realtà è ancora un pò presto (nonostante le bellissime giornate) per sottoporre il nostro corpo ad uno stress del genere: non solo una grande quantità di zuccheri ma anche un alimento estremamente freddo.. Secondo i termini della tradizione orientale si tratta di un alimento che “raffredda il nostro Ki” (il nostro calore interno per ridurlo in modo molto semplicistico) che sarebbe ciò che alimenta la vitalità del corpo… Se ritorniamo invece alla nostra esperienza occidentale invece..fai semplicemente attenzione (molta attenzione) a ciò che succede nel corpo dopo che dopo aver mangiato un gelato in queste giornate.. E per qualcuno non solo in queste giornate ma tutto l’anno.. Non darò suggerimenti, sarà un tuo esperimento.. =)

Visto che comunque la voglia di fresco rimane preparo dei budini con semi di chia, senza cottura, molto veloci, senza zuccheri aggiunti se non quelli della frutta, molto energetici e ricchi di minerali, acidi grassi essenziali, fibre.. Preparati in dei barattolini sono anche comodi come merenda da portare con sè. Piccole monoporzioni sono l’ideale perchè molto energetici e ne basterà una piccola quantità per farti sentire soddisfatto!
Non li consiglio come dolcetto serale viste le caratteristiche..ma durante il giorno possono dare una buona sferzata di energia lasciandoci leggeri.. Basta sempre usare il buon senso, come in tutte le cose, e non abusarne!

Ingredienti (3-4 piccole monoporzioni)

4 datteri carnosi(circa 75 g di datteri snocciolati)
10 g di cocco in scaglie
7 g di cacao amaro (si può sostituire con la farina di carrube)
10 g di semi di chia
200 ml di latte di riso
pizzico di sale
Procedimento
In un bicchiere alto per frullatori ad immersione mettere i datteri snocciolati tagliati grossolanamente, aggiungere il cocco, il cacao amaro e un pizzico di sale. Versare il latte e frullare insieme in modo da omogeneizzare il tutto perfettamente. Aggiungere quindi i semi di chia emescolare con un cucchiaio: aspettare 10 minuti, quindi rimescolare ancora e quindi versare in dei bicchierini. Far riposare per almeno 2 ore in frigorifero (ideale overnight).

Per chi ama usare lo yogurt a colazione piuttosto che per merenda ma è stanco del solito yogurt di soia al naturale la soluzione ottima è dedicarsi all’autoproduzione (parolone che nasconde grandi semplicità) e preparare da sè il proprio yogurt.

Lo yogurt di mandorle è fondamentalmente un latte di mandorle fermentato per almeno 8-10 ore che non produce coaguli, di conseguenza non si ottiene la consistenza densa e cremosa dello yogurt classico. Per ovviare a questo particolare che per molti potrebbe fare la differenza solitamente faccio addensare lo yogurt con uno di questi due metodi:

– farina di semi di carrube, un ottimo addensante anche a freddo, ricco di fibre, che non ha effetti indesiderati sul sapore;

– semi di chia, che non è un vero e proprio addensante ma aggiungendo al latte tende a gelificare, rendendolo più compatto oltre che impreziosirlo dei suoi nutrienti (amminoacidi e grassi essenziali e fibre salutari per il nostro intestino).

Il vantaggio di utilizzare i semi di chia è che si crea l’effetto “soap & brush” dell’intestino: i semi di chia con la loro gelatina insieme ai fermenti hanno un effetto di profonda pulizia sull’intestino e riequilibrio della flora intestinale, appunto proprio quando passiamo su una superficie una spazzola con sapone.

yogurt_mandorle_chia_small

Ingredienti:

1 litro di latte di mandorla al naturale

125 d di yogurt di soia oppure uno starter per yogurt (si trovano solitamente in farmacia)

Procedimento

Scelgo un latte di mandorla al naturale e che sia abbastanza denso: tra quelli in commercio trovo il mio preferito è questo, altrimenti si può autoprodurre anche il proprio latte di mandorla al naturale!
Scaldo il latte di mandorla rendendolo tiepido quindi lo verso in un contenitore di vetro pulito che possa essere chiuso: se il coperchio è ermetico mi assicuro di riempirlo per non oltre i 2/3 .
Aggiungo al latte di mandorla tiepido lo yogurt oppure i fermenti e mescolo molto bene in modo da redistribuire uniformemente.
Conservo in un ambiente tiepido, oppure avvolto in un panno caldo, in modo che si mantenga la temperatura e lo yogurt possa fermentare (per circa 8 ore).
Avvenuta la fermentazione lo conservo in frigorifero e preparo di volta in volta la porzione necessaria. Per circa 150 ml di yogurt fermentato aggiungo un cucchiaino di semi di chia, mescolo e lascio riposare per circa 30 minuti/ 1 ora così che i semi di chia rilascino il loro gel. Posso aggiungere frutta secca, frutta fresca o cereali per arricchirlo.

Il titolo racchiude già tutta la ricetta! Una ricetta per colazioni e merende gioiose… e per gli amanti del cioccolato!

Una crema semplicissima, fatta da esclusivamente 3 ingredienti che sono, per le loro caratteristiche nutrizionali, degli alimenti che riescono a dare un grande sprint di energia in vari momenti della giornata: dalla colazione alla merenda del primo pomeriggio.

Gli ingredienti sono importanti:

cioccolata fondente al 75%, magari se la scelta cade sul “fair trade” potrebbe essere il modo per far bene a noi stessi con un ottimo cioccolato e ai diritti dei contadini dall’altra parte del mondo!

crema di mandorle al naturale: una crema a base di 100% di mandorle, può essere preparata in casa se si dispone di un buon robot oppure ci si può affidare a quelle in vendita in commercio, rigorosamente senza aggiunta di zuccheri, qui ho usato l’ottima Valdibella.

datteri al naturale: che siano tunisino o mediorientali assicurarsi soprattutto che siano al naturale e non trattati con sciroppo di glucosio!

crema_mandorle_cioccolato_datteri

Ingredienti

12-15 datteri tipo deglet noor

40 g di cioccolato fondente

30 g di crema di mandorle

acqua

Procedimento

Dopo averli sciacquati metto in ammollo i datteri in acqua quanto basta per ricoprirli.

Faccio sciogliere il cioccolato fondente su fuoco basso e aggiungo la crema di mandorle. Amalgamo.

Frullo molto bene i datteri aggiungendo poco per volta la stessa acqua dell’ammollo in modo da ottenere una crema liscia e omogenea, somigliante ad una composta.

Aggiungo i datteri alla cioccolata e crema di mandorle e frullo tutto insieme in modo da amalgamare.

La posso conservare in frigo, ma è sempre meglio consumarla a temperatura ambiente in modo che risulti anche più cremosa da spalmare.