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Insalata di valeriana, datteri e mandorle

 Pensavo di parlarvi di un insalata che è deliziosa, semplice e splendida per utilizzare la frutta secca che gira per casa durante le feste natalizie.. Un post fresco e veloce insomma..     Invece nell’accingermi a scrivere un post sul mio sito dopo quasi un mese ho appena scoperto che è arrivato il fatidico momento in cui wordpress ha cambiato tutte le sue impostazioni di scrittura… ci impiegherò un pò ad abituarmi quindi non so bene quando sarà pronto questo post…speriamo prima di Natale!!!  =) 

Torno alla nostra insalata, mi sono ispirata ad un piatto ammirato in un libro di ricette israeliane alcuni mesi fa, che mi è tornata in mente in questo periodo perchè è quello in cui i datteri si trovano in quasi tutte le case. Ho scelto la valeriana per questa insalata dopo il racconto di Serena, contadina appassionata dell’azienda Cencio Molle di Mantova:  queste foglioline dall’aspetto così delicato in inverno crescono molto bene, soprattutto dopo una gelata che acquistare alle foglie dolcezza e diventare più croccanti! La valeriana aiuta il fegato e le sue funzioni depurative.

 

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Insalata di valeriana, datteri e mandorle

Ingredienti
30-40 g foglie fresche di valeriana
1/2 cipolla rossa piccola (oppure 1/4 di una grande)
3-4 datteri
una manciata abbondante di mandorle
pane tipo chapati o pita (anche il pane carasau può andar bene)
1 cucchiaio di aceto di melograno
1 cucchiaio di olio evo
sumac
sale, peperoncino (facoltativo)

Procedimento
Tagliare la cipolla a fettine finissime, unirla ai datteri snocciolati e tagliati e mescolarli insieme in una ciotolina insieme all’aceto di melograno. Far marinare per circa 30 minuti. 
Lavare la valeriana e disporla in una terrina. Tostare in padella le mandorle e il pane tagliato a triangolini: sul finire della tostatura aggiungere l’olio evo, il sumac, il peperoncino e il sale: amalgamare bene e spegnere il fuoco. 
Aggiungere all’insalata la cipolle con i datteri marinati insieme alle mandorle con il pane. Enjoy!

I consigli di Jyoti
Prova a sostituire potrebbero essere sostituiti anche da delle ottime albicocche disidratate per rendere la ricetta più “nostrana”!
L’aceto di melograno può essere sostituito dall’aceto di mele.

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Chai ossia il te speziato dell’India

“Chai chai…chai chai” è un suono che risuona nelle strade trafficate di Madras oppure di fronte ai tempi di Madurai o alla stazione dei treni di Bangalore e sui treni diretti ovunque in India.. Il chai è una bevanda…anzi la bevanda in India! E’ un te speziato, anche se non proprio quello che intendiamo in Europa per “te”. Infatti il chai ha la caratteristica che non solo sia arricchito da spezie profumatissime (e benefiche!), ma che è a base di latte (oppure latte e acqua), di conseguenza più corposo di quello cui siamo abituati essere un te.
Se lo si assaggia per strada da uno dei tanti venditori ambulanti si potrebbe notare questo grande calderone profumato dove si porta ad ebollizione il latte insieme a spezie (cardamomo, cannella, zenzero, pepe nero, coriandolo, chiodi di garofano, anice stellato, noce moscata… a ognuno la sua miscela!) e un pò di te nero naturalmente.
Poche bevande sono così aromatiche, profumate, avvolgenti e accomodanti come il chai per me. Spesso in inverno il suo effetto diventa oltre balsamo per l’animo anche panacea per i raffreddamenti.. E si, perchè scegliendo bene le spezie da aggiungere si può sfruttare questa bevanda per prepararci anche un buon supporto per gli acciacchi di stagione: zenzero (ottimo per liberare le vie aeree), cannella (nella medicina cinese usata nei rimedi per combattere il freddo), chiodi di garofano e anice stellato (entrambi antibatterici)..  Ma naturalmente se la usate come rimedio per un raffreddore abbiate cura di non aggiungere zuccheri extra, basterà usare un latte vegetale (per sua natura più dolce) come ho indicato nella mia ricetta e magari una spolverata di cannella in più!

P.S. Una volta diventati pratici con il gusto del chai, nessuno vieta di usarlo in altre forme, come per esempio la mia crema per farcire delle frolle al gusto di masala chai.

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Ingredienti (2 tazze)
350-400 ml di latte di avena
1 cucchiaino di te nero darjeeling
1 bacca di cardamomo
4 fettine di zenzero fresco
3 chiodi di garofano
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/3 di cucchiaino di semi di coriandolo
noce moscata
anice stellato in polvere

Procedimento
Versare il latte in un pentolino e aggiungere le fettine di zenzero fresco quindi fare sobbollire per alcuni minuti. Nel frattempo macinare il cardamomo, i chiodi di garofano, il coriandolo e poca noce moscata.
Aggiungere le spezie polverizzate e quelle già in polvere al latte che ha sobbollito per qualche minuto con lo zenzero e lasciare ancora un minuto, quindi aggiungere anche il te e spegnere lasciando riposare per almeno 3-4 minuti.
Filtrare e servire caldo.

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Ghiacciolo banana, curcuma e zenzero con gocce di cioccolato

In questi giorni aver voglia di fresco è normale, magari anche di un piccolo snack che ci rinfreschi per merenda, che dia un attimo di tregua dal caldo! Così oggi scelgo dei ghiaccioli. Premesso che consumare qualcosa di fresco ogni tanto come “bonus” può andar bene, ma farlo diventare una costante non è un attività così benevola per il nostro corpo. Per rinfrescare il nostro corpo in estate bisognerebbe ricorrere ad attenzioni nella nostra alimentazione quotidiana più che ad escamotage momentanei. Buone norme per il nostro corpo in estate sono per esempio non mangiare troppi farinacei, usare più verdure e frutta (sia cotta che cruda), limitare l’uso del forno e quello delle fritture e naturalmente idratarsi, sia attraverso il cibo che mangiamo che attraverso i liquidi che introduciamo. Apro una parentesi per chi fosse fan di quel famoso the venduto in lattina (e non solo) che spopola in estate: ricorda che oltre che ricco di zuccheri (quindi i tuoi zuccheri nel sangue faranno un pò come le montagne russe!), non aiuta il corpo ad idratarsi poichè fà proprio l’opposto, è un drenante che li stimola semmai a farli uscire.

Torno adesso ai miei ghiaccioli! Ho scelto di prepararli alla banana poichè così non c’è bisogno di aggiungere alcun tipo di zuccheri per dolcificare, e ho optato per una dose di curcuma generosa (ma si può anche diminuire secondo i gusti) e zenzero per speziarlo ma anche fornire un leggero potere “antinfiammatorio” al mio ghiacciolo. Le gocce di cioccolato sono facoltative, ma lo rendono in effetti molto goloso.

Ingredienti (per 4 ghiacciolini)
2 banane mature
100-150 ml circa di latte di riso
4 cucchiai di latte e polpa di cocco
1 cucchiaino di curcuma
zenzero grattugiato
Cioccolato extra-fondente q.b.
Procedimento
Frullo le banane con il latte di cocco, il latte di riso e le spezie.
Trito grossolanamente un pò di cioccolato extra-fondente e lo aggiungo al mio preparato. Verso in dei contenitori per ghiaccioli e metto in freezer per almeno 6 ore.

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Zuppa di cereali e zucca al curry

Quanto si riempie di profumi la cucina una zuppa? Se poi la zucca diventa esotica grazie all’uso di una buona miscela di spezie e latte di cocco?!? Ecco, io credo che questi mix portino anche il buonumore!

In questa zuppa ho scelto un grano timidia della Valdibella che avevo in dispensa arrivato direttamente dalla Sicilia in attesa di essere provato, ma in mancanza si potrebbe scegliere anche orzo oppure farro.

zuppa_timidia_zucca_curry

Ingredienti per 2 persone

120 g di cereale a scelta (per me grano timidia ma può essere anche grano o orzo..)

200 g di zucca

1 cipolla

1 carota

miscela di curry

coriandolo, curcuma, lemon grass

latte di cocco

olio evo, sale

Procedimento

Ho cotto il cereale da solo con acqua e un pizzico di sale: per i tempi di cottura dipende dal cereale utilizzato, potrebbe richiedere anche ammollo.

In una pentola faccio scaldare un cucchiaio di olio evo, a cui aggiungo un pizzico di curry, cariandolo, curcuma. Aggiungo anche la cipolla finemente tritata insieme alla carota. Faccio cuocere per 5-8 minuti, quindi aggiungo la zucca pulita e tagliata a dadini. Faccio cuocere e insaporire per alcuni minuti, quindi aggiungo acqua calda fino a ricoprire la zucca e faccio cuocere per circa 10 minuti.

Infine aggiungo il cereale già cotto e 3-4 cucchiai di latte di cocco e faccio cuocere ancora altri 10 minuti circa.

Termino la cottura, aggiungo sale, lemon grass e se necessario un secondo round di spezie. Copro con coperchio e lascio riposare per almeno un paio di ore.

Servire tiepida.

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Golden Milk, il latte d’oro

Da anni è immancabile nei miei corsi di cucina sulle spezie e fino a poco tempo fa era un perfetto sconosciuto ai più. Negli ultimi mesi invece non si sente parlare di altro, tanto che molte aziende si sono già attivate e produrlo e venderlo come bevanda già pronta oppure miscele pronte e aromatizzate a cui va aggiunto solo la parte liquida.
Ben vengano le buone abitudini, ma visto che in tanti continuate a chiedermi: “ma come si fa il Golden Milk?” ecco qualche spiegazione.

Ma di cosa stiamo parlando?
Il Golden Milk è una bevanda largamente diffusa in India, soprattutto come rimedio/prevenzione. Si narra che gli yogi consigliassero ai loro discepoli, che tenevano per lungo tempo le loro posizioni yoga, di usarla almeno per 40 giorni all’anno in modo che le loro articolazioni potessero trovare sostegno da questa bevanda.. Le articolazioni e non solo aggiungerei. Il Golden Milk ha una composizione tale da essere considerato un antinfiammatorio naturale, sia per articolazioni, ma in generale anche per l’apparato scheletrico e muscolare…
Essendo la curcuma il “principio attivo” di questa bevanda, le sue proprietà sono molte altre ancora:

antiossidante molto potente (da qui l’azione antinfiammatoria) che svolge la sua attività non solo a livello muscolare ma riduce anche lo stress ossidativa interno che è una sorta di piccolo stato di infiammazione cronica lieve con cui spesso conviviamo perchè molto silente e lieve (ma spesso cronico);

– la spezia anti-cancro (definita così da molti ricercatori): si è visto come la curcumina si attiva sia come inibitore della proliferazione cellulare, sia come “killer” di cellule anomale. Sempre per il suo potere antinfiammatorio può prevenire gli stati che determinano lo svilupparsi di un tumore;

– allevia i sintomi dell’artrite: varie ricerche hanno dimostrato che la curcumina allieva i sintomi dell’artrite nel giro di 2 settimane come un farmaco antinfiammatorio;

fegato: sembra che contribuisca a tenere il fegato in salute favorendo la produzione di enzimi deputati alla detossificazione del fegato, sia favorendo il flusso biliare che depura e rinvigorisce il fegato;

– per le donne in età fertile: le bevande a base di curcuma sono consigliate per dare sollievo ai fastidiosi crampi e disturbi mestruali. La cura deve essere preventiva, per esempio una settimana prima del ciclo.

Questo solo per citare alcuni degli effetti benefici, in effetti la letteratura scientifica si è data molto da fare riguardo gli studi sui benefici della curcumina…Ma l’ispirazione è sempre data dalle tradizioni popolari: la curcuma era così tanto usata e per così innumerevoli rimedi che un fondo (più di un fondo) di verità ci doveva essere.

Come si prepara il Golden Milk?
L’originale ricetta indiana sembra che fosse a base di una pasta di curcuma, acqua e pepe che viene sciolta in un bicchiere di latte di capra con un cucchiaio di olio di mandorle.

In pratica abbiamo bisogno perchè la curcuma funzioni che ci sia nella miscela una (o più sostanze) che contribuiscono a favorirne l’assorbimento: il pepe e la parte grassa (olio e latte). That’s it!

Se si comprende il principio, è semplice creare la propria versione, in base alle proprie esigenze e gusti (più o meno pepe, latte vegetale invece di quello animale, aggiungere del dolcificante a piacere per renderlo più gradevole..).

Personalmente non preparo la pasta di curcuma (a base di curcuma, poco pepe e acqua tiepida quanto basta per avere una pasta) per il mio golden milk ma parto direttamente dalla curcuma in polvere. E’ comunque molto veloce.

Uso un latte vegetale, che ritengo più sano per me e per il pianeta, e preferisco il latte di mandorle: la scelta va sul latte di mandorla perchè tra i latti vegetali è uno di quelli con una maggiore quantità di grassi buoni ideali per favorire l’assorbimento della curcumina.

Sull’uso del pepe ognuno può far appello alle proprie esigenze: personalmente ne uso un pizzico per ogni bicchiere che mi preparo. Può essere eliminato nel caso si soffra di problemi gastrici oppure limitarlo moltissimo. Se eliminate il pepe potreste aggiungere un pò di zenzero, cannella, chiodi di garofano oppure una miscela di spezie ma soprattutto non dimenticate di aggiungere alla bevanda il cucchiaino di olio per dare la possibilità alla curcuma di essere assorbita.

E il sapore?
C’è chi lo ama al naturale e a chi invece non piace il sapore. Suggerisco sempre di iniziare con una dose più bassa di curcuma in modo da familiarizzare con il sapore (nella mia ricetta per esempio si può iniziare con 1/2 cucchiaino aumentando le dosi di giorno in giorno).
Dolcificare si può? Si magari con un dolcificante naturale come il malto, zucchero di cocco, sciroppo di dattero, succo di mela… Niente paura, funzionerà lo stesso, basta non esagerare con gli zuccheri!!!

Ed ecco la mia ricetta..

goldenmilk

Ingredienti (per una tazza):

1 cucchiaino abbondante di curcuma

1-2 cucchiaini di olio di lino (va bene anche mandorle, canapa o altri oli a scelta)

1 pizzico di pepe macinato di fresco

1/4 cucchiaino di garam masala (facoltativo)

200 ml circa latte di mandorle al naturale (preferisco quelli prodotti in  Italia)

succo di acero  a piacere

Procedimento

In una tazza verso la curcuma, macino il pepe nero, aggiungo il garam masala e l’olio di lino.

Scaldo il latte di mandorla, rendendolo tiepido o poco più. Ne verso una piccola quantità nella tazza per sciogliere le spezie e i piccoli grumi di curcuma (sgradevoli al palato). Aggiungo il rimanente latte e infine dolcifico a piacere.

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Fregola sarda con lenticchie alla senape e pomodorini confit

La fregola è un tipo di pasta di origine sarda, forse la progenitrice della pasta come la conosciamo oggi nella sua complessità di forme: in questo caso infatti la farina di semola di grano duro era assemblata insieme a fare delle piccole palline che poi vengono cotte in forno: si ottengono così delle perle essicate che al momento dell’uso vengono cotte come la comune pasta (una pasta di doppia cottura quindi..) e a cui vengono aggiunti i condimenti del caso.
In questo caso l’ho unita a delle splendide lenticchie siciliane della Valdibella  , bio e certificate da “AddioPizzo”, davvero un bel segnale a garanzia di  un prodotto che ha alle spalle anche il rispetto dell’uomo oltre che dell’ambiente. Quindi niente di meglio che unire i prodotti di due splendide isole, cereali da una parte e legumi dall’altra, e il risultato è diventato un piatto equilibrato, sfizioso e divertente (un ottima preparazione per i bambini che così si ritroveranno un piatto pieno di “palline” da inseguire!!!).
Lenticchie delicatamente insaporite da una senape di Dijon delicata e aggiunta di pomodorini caramellati con delle erbe provenzali hanno reso il tutto veramente delizioso. Passiamo alla ricetta..

fregola_lenticchie

Ingredienti per 2 persone

120 g di fregola

80 g di lenticchie secche piccole

15-20 pomodorini maturi

1-2 cucchiaini di senape

1 gambo di sedano, 1/2 carota, 1 scalogno, 1 pezzettino di alga kombu

maggiorana, origano, salvia

sale

olio evo

Procedimento

Lavare bene le lenticchie, metterle a cuocere in acqua con il sedano, la carota, lo scalogno e la kombu. La cottura è di circa 25-30 minuti. A fine cottura salare a piacere e scolare le lenticchie. Disporre in una terrina le lenticchie con la senape e amalgamare insieme.

Cuocere in abbondante acqua bollente salata (o se si preferisce brodo vegetale) la fregola: i tempi di cottura possono leggermente variare da una marca all’altra, di solito tra i 10 e i 15 minuti).

Tagliare i pomodorini a metà e metterli in un tegame largo in cui si  versato un pò di olio evo. Aggiungere le erbe aromatiche e il sale e far cuocere a fuoco vivace per alcuni minuti.

Quando pronta scolare la fregola, raffreddarla e mescolarla alle lenticchie e ai pomodorini. Servire tiepido con dell’olio evo, ma perfetto anche come piatto freddo. Enjoy!

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Patate magenta con dressing affumicato

Le patate magenta sono sia bellissime da vedere che buone per la salute: sono ricche in antociani, proprio i pigmenti che danno il tono magenta. Gli antociani hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie: le cosiddette molecole della giovinezza! Se questo non ti convince, bene allora provale per il loro splendido colore, anche la cromoterapia ha un ottimo effetto sul nostro umore! Oltre alla bontà di una ricetta.
Trovarle può non essere semplice, magari rivolgetevi a dei contadini della vostra zona: personalmente visitando il mercato contadino di Mantova del Sabato sono stata attratta uno splendido banco caratterizzato da ortaggi colorati e dalle forme irregolari che faceva proprio pensare che chi se ne occupava aveva lasciato spazio alla biodiversità (e creatività) della natura e non all’esclusiva filosofia commerciale umana: e qui facevano capolino anche queste patate.

Quella a seguire è una ricetta semplice per un dressing da poter usare per le patate magenta (ma anche altri tipi se non le avete a disposizione) preparata dopo aver letto una ricetta tratta dall’ispirante mondo speziato di Vikas Khanna.

patate_magenta_dressing

Ingredienti
400 g patate magenta di taglia medio-piccola a piacere
1 cipolla rossa
100-120 ml di panna vegetale o di panna di anacardi zenkitchen
1 cucchiaino di senape
1 cucchiaio di aceto di mele
coriandolo semi, paprika affumicata, pepe nero
erba cipollina
uvetta o prugne secche denocciolate
sciroppo di agave o di riso (facoltativo)
sale
Procedimento
Lessare le patate magenta in acqua procedendo come per le patate che usate abitualmente.
Mettere l’uvetta in una ciotolina piena di acqua ad ammorbidirsi.
Mescolare alla panna di anacardi (o panna vegetale) la senape, l’aceto, una macinata di pepe nero e la paprika affumicata. Amalgamare il tutto e aggiungere un pochino di acqua per allungarla, la quantità dipende dalla panna che è stata usata e sue caratteristiche: concettualmente la consistenza è quella di un dressing non corposa come la panna. Aggiustare di sale e aggiungere del coriandolo in semi tritato.
Potrebbe essere necessario aggiungere un cucchiaino di sciroppo di agave o altro dolcificante per aggiustare il gusto: assaggiare e valutare da soli secondo i propri gusti mi sembra la scelta migliore.
Tagliare le patate magenta e condirle con il dressing ottenuto: aggiungere l’uvetta e la cipolla tagliata molto finemente. Finire con l’erba cipollina.

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Spaghetti di farro con salsa allo zafferano e melanzane affumicate

In qualche paese siciliano sembra sia luogo comune dire “Senza melanzane non è Domenica“, proprio a indicare l’importanza della presenza di questo ortaggio sulle tavole nei giorni di festa.. Immancabile! Soprattutto se si tratta della stagione calda!
Ho già parlato dei suoi effetti benefici e proprietà anche mentre si cucinava la crema di melanzane e i medaglioni quindi non mi dilungo ancora..
Un pò di consapevolezza la si potrebbe porre alla comprensione della corretta maturazione: è vero che la stagione delle melanzane va dai primi di Giugno a Settembre inoltrato, ma questi ortaggi non crescono allo stesso modo ovunque. Possibile trovare delle bellissime e grosse melanzane in Sicilia a metà Giugno, non altrettanto probabile trovarli nei mercati del Veneto o della Lombardia.. E se le troviamo molto spesso si tratta di ortaggi di serra oppure importati. Non sono meno onorevoli per questo motivo, ma è bene tenere a mente che se vogliamo avere l’ortaggio più “autentico” dobbiamo cercarlo tra quelli di taglia più piccole e forse avvolte meno attraenti. Sono solitamente loro quelli cresciuti con meno “spinte” antropiche.
In ogni caso può essere veramente di aiuto cercare nell’ambito dei produttori locali, chiedere agli stessi contadini, informarsi, farsi raccontare e consigliare.. Si “rischia” di scoprire informazioni utili e farsi dare degli ottimi consigli sulla reale stagionalità dell’area in cui viviamo e dell’annata (già non dimentichiamo anche le “annate”!!!)..

La ricetta di oggi è più semplice a farsi che a dirsi, un attimo di organizzazione, ingredienti di qualità e di stagione alla mano (non rifatela a Gennaio, please!!!) e degli ospiti a pranzo per commentarla insieme!

pasta_melanzane_affumicate_zafferano

Ingredienti

160 g di spaghetti di farro integrale
2 melanzane piccole senza semi
1 cipolla rossa piccola
30-40 g di anacardi
qualche pistillo di zafferano
paprica affumicata
olio evo
sale, pepe

Procedimento

Mettere in ammollo in acqua gli anacardi per almeno 2 ore.
Lavare le melanzane, sbucciarle e tagliarle a dadini: aggiungere del sale, olio evo e della paprica affumicata, quindi metterle in forno caldo a 180°C per circa 20 minuti a cuocere.
Affettare la cipolla finemente, metterne da parte qualche fettina e il resto farla cuocere con poco olio in padella a fuoco basso in modo che si ammorbidisca.
Dopo il riposo scolare gli anacardi e frullarli con poca acqua. Aggiungere le fettine di cipolla lasciate a parte, sale, pepe e continuare a frullare bene aggiungendo qualche cucchiaio di olio evo ad ottenere una crema ben densa.
Cuocere la pasta e usare un mesco di acqua di cottura (circa 50 ml) per sciogliere lo zafferano molto bene. Aggiungere quest’acqua alla salsa di anacardi. Aggiustare eventualmente di sale e pepe. Aggiungere la salsa alla padella con le cipolle e condire bene gli spaghetti.
Infine aggiungere le melanzane e servire.

 

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Burger di lenticchie rosse alla curcuma

Ecco come riempiere i panini per i nostri pic-nic di Primavera!
Le ricette per i burger sono sempre infinite, lo dico-scrivo sempre.. Questo burger è molto veloce e leggero, visto che viene cotto in forno, ed eventualmente, se non vengono consumati subito possono poi essere scaldati in padella molto facilmente. Il colore dorato è dato dalla curcuma insieme alle lenticchie rosse decorticate (mi raccomando il “decorticate”!).
Per rendere il risultato finale ancora più salutare utilizzare per l’impasto del pane integrale di buona qualità: solitamente quando si tratta di usare pan grattato o pane vecchio per degli impasti quasi tutti cadono nell’errore di usare pane bianco di scarsa qualità, a base esclusivamente di farine raffinate. Ecco, nulla ci vieta di farlo, ma non dimentichiamoci che purtroppo usando questo tipo di ingredienti tendiamo ad impoverire di nutrienti il cibo che stiamo preparando..
Anche il gusto cambia, e parecchio.. ve ne potrete accorgere per esempio nella preparazione di un piatto come i canederli vegan. Provate a prepararli con il tradizionale pane raffermo bianco e poi con un pane raffermo integrale di buona qualità: il risultato sarà completamente diverso nei due casi!

burger_lenticchie_rosse

Ingredienti per 4-5 burger

50 g di lenticchie rosse decorticate

60-80 g di pane integrale secco (o pan grattato)

1 carota

4 cm di gambo di sedano

1 spicchio di aglio

½ cipolla medio-piccola

Prezzemolo q.b.

Rosmarino

Timo e maggiorana a piacere

Curcuma

Olio evo, sale, pepe

Procedimento

Mettere in ammollo le lenticchie per almeno 2-3 ore. Dopo le 2 ore tritarle finemente in un tritatutto aggiungendo tutti gli aromi (timo, maggiorana, curcuma, prezzemolo, rosmarino) e la cipolla, sedano, aglio e carota. Frullare bene in modo da ottenere un composto omogeneo. Aggiungere un po’ di pane poco per volta e continuare a tritare. Se necessaria un po’ di umidità aggiungere un po’ di acqua e se si vuole insaporire un poco l’impasto anche un paio di cucchiai di olio: si deve ottenere un composto che si può lavorare con le mani e tale da poter formare dei burger.
Formare delle palline di impasto e schiacciarle su una placca da forno per dargli la caratteristica forma da burger, versare un goccio di olio o spennellare ognuna e infornare a 170°C per 15-20 minuti. Servire caldi con insalate e maionese.

 

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Vellutata Istanbul

In Turchia, viaggiando soprattutto in inverno, un termine che risuona in tutto i locali, ristoranti e “quasi” ristoranti, (insomma..ovunque si mangi) è la parola “çorba”: rincuorante e riscaldante dalle fredde giornate “çorba” è un termine per indicare una zuppa (ma direi quasi vellutata) di legumi leggermente aromatizzata e immancabilmente servita con del succo di limone. Un piatto semplicissimo ma che nasconde la bellezza e la perfezione della semplicità!

I legumi che vengono solitamente usati per la çorba sono lenticchie rosse o meglio ancora lenticchie gialle spezzate: in generale questo piatto viene preparato con anche i ceci. Vengono aggiunti (come per una buona zuppa della tradizione che si rispetti), cipolla, sedano, pomodoro. Le spezie sono abbastanza facoltative, ma la mia scelta è andata su un mix di paprika dolce, curcuma e coriandolo. Servita con succo di limone senza esitazione. Nella mia variante (ribattezzata appunto Vellutata Istanbul) oltre alle spezie adoro aggiungere un cucchiaino di olio evo con una miscela za’atar (puramente facoltativo ma estremamente gradevole).

vellutata_istanbul

Ingredienti 

200 g di lenticchie rosse o gialle decorticate (si possono sostituire con i ceci ma i ceci andranno cotti in precedenza per i loro tempi di cottura più lunghi)
1 cipolla
1 pomodoro
1 carota
3 dita di sedano
1 spicchio di aglio (facoltativo)
1/2 cucchiaino di paprika
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di coriandolo
pepe q.b.
olio evo
sale integrale
1 limone
olio evo con za’atar
Procedimento
In un tegame versare un paio di cucchiai di olio evo, scaldare a fuoco basso e aggiungere le spezie. Aggiungere la cipolla tagliata a fettine, l’aglio, il sedano tritato, la carota e il pomodoro cubettato. Far cuocere pochi minuti e quindi aggiungere le lenticchie, far insaporire qualche minuto quindi aggiungere acqua (o meglio ancora brodo vegetale) a ricoprire almeno due dita sopra il livello. Far cuocere con il coperchio per circa 30 minuti quindi aggiustare di sale, eventualmente con altra acqua o brodo aggiustarne la consistenza. Frullare bene con un mixer ad immersione.
Servire con qualche cucchiaio di succo di limone ed eventualmente a piacere con olio evo con za’atar.