Estate e melanzane sono quasi sinonimo! E’ il loro momento, come quello di altri ortaggi di stagione, ma oggi è la sua giornata: la melanzana. Vista in maniera ambigua perchè appartenente alla famiglia delle solanacea, la sua buccia e la zona in cui si ha la maggiore concentrazone di solanina, per questo è importante sceglierle sempre in stagione, quando hanno raggiunto la massima maturazione e anche la minore quantità di solanina. Eliminare la buccia e cuocere molto bene sono delle accortezze in più che posso essere utilizzate. Se si osserva bene in effetti, le melanzane sono originarie dell’India e diffuse nel Medio Oriente: i loro piatti più tradizionali a base di melanzane hanno tutti delle lunghe cotture, in forno o stufate. E così facendo non solo diminuisce la solanina, ma aumenta la biodisponibilità degli antiossdanti di cui è ricca.

  • In macrobiotica non viene solitamente usata la melanzana, perchè considerato un alimento eccessivamente yin, e in effetti, per alcune persone potrebbe essere controindicato. Io applico la regola del buon senso per questo ortaggio: biologico, di stagione, non troppo frequente. Un uso misurato in un organismo in forma non crea grossi problemi, mentre un uso frequente in persone più fragili a causa delle loro condizioni o della loro costituzione potrebbe essere poco o per nulla indicato. Adesso veniamo alla ricetta:
  • semplice
  • vegan
  • senza soia
  • senza latticini
  • ricca di fibre
  • buonissima

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Ingredienti per le più buone melanzane ripiene:
2 melanzane viola senza semi
1 cipolla
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio abbondante di capperi dissalati
2-3 cucchiai di olive taggiasche
4 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
Olio evo q.b.
Origano q.b.
Basilico q.b.
sale q.b.

Procedimento
Lava le melanzane, tagliale a metà nel senso della lunghezza e cospargi la fetta con abbondante sale: per migliorare il risultato incidi la metà della melanzana con la punta di un coltello, in questo modo il sale penetrerà anche all’interno e anche la cottura sarà agevolata. Lascia le melanzane a perdere la loro acqua di vegetazione per almeno 30 minuti dopodichè sciacqua del sale in eccesso e strizza delicatamente per eliminare ulteriore acqua. Disponi le melanzane su una pirofila, irrorale con olio evo e falle cuocere in forno a 180°C per 25 minuti circa o finchè la polpa non sarà morbida.

Trita la cipolla finemente e falla rosolare in una padella antiaderente con olio evo. Aggiungi l’aglio tritato, i capperi, le olive ed eventualmente poca acqua e fai cuocere per una decina di minuti. Raccogli con un cucchiaio la polpa delle melanzane nella zona centrale mantenendo inalterato il bordo esterno, aggiungi la polpa alla padella con le cipolle e fai insaporire bene: aggiungi anche origano e basilico.

Prepara una padella con un giro di olio evo e aggiungi il pan grattato e fallo rosolare bene: aggiungi un pizzico di sale, il prezzemolo e il basilico e se vuoi a piacere qualche fogliolina di menta tutto tritato finemente. Aggiungi il pan grattato ottenuto al composto a base di melanzane e usalo per riempire le barchette di melanzana ottenute in precedenza.
Inforna a 180°C per altri 15 minuti circa.

Se la ricetta ti intriga ma cucinare non è per te ricordati del mio servizio chef a domicilio: cucino io per te e i tuoi cari e a te non resta che goderti tutto, contattami.

Lo zucchero è uno degli ingredienti di cui più si abusa ai nostri giorni, coscientemente o no, ma allo stesso tempo è uno degli alimenti più deprime il sistema immunitario. Ogni tanto (quando anche il mio lavoro me lo permette) così decido per dei momenti detox senza nessuna forma di zucchero se non quello proveniente dalla frutta al naturale. Mi organizzo con uvetta, datteri, mele, fragole e banane.. Cerco di non farmi mancare nulla perchè anche lo stress deprime il sistema immunitario!!!
E il cioccolato? E’ vero che si trova in commercio il cioccolato al 99% e simili, ma ha il difetto di non essere scioglievole perchè carente di burro di cacao.
E si, perchè a rendere scioglievole la nostra tavoletta di cioccolato preferita è il burro di cacao. In commercio solitamente quando si trova una cioccolata al 99% o 100% è solitamente costituita da massa di cacao senza aggiunta di burro di cacao.
Quindi se sei munito di massa di cacao (o pasta di cacao) e burro di cacao potrai creare a casa tutte le tavolette dark scioglievoli che vuoi. Io alle mie ho aggiunto cannella e mirtilli e uvetta per dargli un pò sapore dolce!
Questa ricetta è:
vegan
gluten free
senza zucchero
senza farinacei
a basso indice gliecemico
senza soia
senza latticini

Andiamo alla ricetta!

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Ingredienti
70 g di massa di cacao (o pasta di cacao)*
40 g di burro di cacao
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaio di mirtilli essiccati
1 cucchiaio di uvetta disidratata
un pizzico di sale
bicarbonato (facoltativo)

Procedimento
Taglia in pezzetti la massa di cacao e il burro di cacao e versali in un ciotolino che metti a cuocere a bagnomaria in modo che i due ingredienti si sciolgano bene. Cerca di non far superare i 45°C alla cioccolata.

Una volta sciolti allontanali dal calore e aggiungi la cannella e il sale e mescola bene. Assaggia: se c’è una punta di acidità (dipende dal tipo di massa di cacao usata) puoi aggiungere un pizzico di bicarbonato, altrimenti vai oltre.

Prepara uno stampo in silicone in cui verserai la tua cioccolata sciolta per darle forma. Disponi sul fondo dello stampo in maniera uniforme l’uvetta e mirtilli e versa la tua cioccolata fusa.
Lascia raffreddare a temperatura ambiente e quando si sarà ben consolidata spostalo dallo stampo in silicone e conservala in una scatola con coperchio.

*Se non trovi nei tuoi negozi di fiducia la pasta di cacao con questa dicitura prova a controllare gli ingredienti delle tavolette di cioccolato fondente al 100%: solitamente sono solo pasta di cacao!

Questa è la mia ricetta, se ti piace non esistare a condividere il post!

La fermentazione è un metodo antico per conservare le verdure e per trasformarle. E’ un alchimia, per le verdure cambiano in gusto ma anche per le proprietà: diventano probiotiche e prebiotiche insieme. Vuol dire che hanno batteri utili al nostro intestino, e hanno anche le fibre e i componenti corretti per mantenere i nostri batteri in equilibrio.
Il nostro microbiota è estremamente importante per noi: non solo i nostri batteri se sono abbondanti e collaborativi fra di loro impediscono che si insedino batteri patogeni, ma aiutano lo sviluppodel nostro sistema immunitario e il suo corretto funzionamento (quindi anche la possibilità di soffrire di allergie o meno). Non ultimo collaborano con il nostro sistema nervoso e addirittura la nostra emotività (macrobiotica docet!) è collegata al nostro intestino, e nello specifico ai batteri che lo popolano.

Se trattiamo bene il nostro ntestino non può far altro che ringraziarci!

Se vuoi approfondire questo argomento c’è un libr molto carino che avev letto anni fa che si chiama “Intestino Felice” di Giulia Enders, ed è un bellissimo viaggio all’interno dell’intestino e del suo funzionamento.

Se invece vuoi agire praticamente usare qutidianamente piccole quantità di alimenti fermentati non pastorizzati può aiutare moltissimo.
Ma quali sono gli alimenti fermentati?!?
Crauti, miso, yogurt, kefir, tamari, shoyu, amasake, natto sono gli ingredienti che più facilmente troviamo in commercio, ma che forse per il loro gusto o per il fatto che non siano molto conosciute usiamo poco! Invece tutte le verdure possono essere fermentate!
La fermentazione è un processo semplice che non richiede grandi strumenti, ma è necessario farci un pò amicizia. Oggi per iniziare ti propongo una ricetta molto semplice con i ravanelli.
Ti consiglio di iniziare con piccole quantità e poco per volta, ma appena hai capito il meccanismo base e la “chimica” della fermentazione puoi partire con questa avventura.

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Ingredienti

200 g di ravanelli freschi bio
200 g di acqua minerale
4 g di sale (il 2% del peso dell’acqua)

Procedimento

Prepara la salamoia: porta ad ebollizione l’acqua e sciogli il sale. Falla raffreddare, meglio coperta.

Pulisci i ravanelli, lavali bene e togli la sabbia. Taglia le foglie e mettile da parte per un’altra ricetta (per es. il pesto).

Taglia i ravanelli a fettine tutte uguali e disponili in un barattolo di vetro perfettamente pulito. Il barattolo non va mai riempito fino in cima. Lascia almeno due dita dal bordo.

Ricopri bene con l’acqua in modo che i ravanelli siano completamente immersi.  Se ti piace qualche spezia puoi aggiungerla: io ho messo zenzero e pimento.

Metti un piccolo peso che possa mantenere le verdure sotto la salamoia: può essere un pressino ad uso alimentare, un sasso di fiume ben pulito, un pressino di legno..

Chiudi il barattolo e scrivi la data di produzione.

Da questo momento comincerà una fermentazione, cioè si svilupperanno batteri che modificheranno l’ambiente interno ai barattoli e gli stessi ravanelli. Te ne accorgerai perché vedrai formarsi bolle e cominceranno a cambiare il colore della salamoia e dei ravanelli.

Ogni giorno, per i primi 3-4 giorni consecutivi dovrai svitare leggermente il tappo per far sgasare i gas prodotti: svita e fai uscire il gas, ma non togliere completamente il tappo!

Lascia il barattolo a fermentare a temperatura ambiente (circa 21 °C) per almeno 10 giorni, poi spostale in frigorifero nei ripieno alto, per altre due settimane.

In alternativa, se hai a disposizione un luogo con una temperatura compresa tra gli 8 e i 15°C lascia il barattolo a fermentare lì direttamente dal 4° giorno. Dopo 3-4 settimane saranno pronti.

Il loro sapore, dovrà essere acido e leggermente pungente. Non ci devono essere odori di putrescenza e/o parti con muffe.

Cosa faccio se  vedo una patina bianca in superfice? Niente di male, è un lievito. Eliminalo delicatamente e verifica che lo strato sottostante sia intatto: in questo caso usalo normalmente.

Il risultato dipenderà molto dalla temperatura in cui la fermentazione è avvenuta: temperature più alte e la fermentazione sarà più rapida, temperature più basse e la fermentazione sarà più lenta.

Temperature più alte significa anche maggiori possibilità di contaminazioni, quindi meglio aumentare la concentrazione di sale (per es. 3%).

Ora non ti resta che provare!!!

Oggi non è farina del mio sacco: condivido una ricetta di aranciata fermentata preparata da Amedeo Giorgi. Amedeo è un contadino e produttore di aceto di vino e balsamico (il più buono mai assaggiato!!), esperto in fermentazione acetica e con lui abbiamo già organizzato un corso sulle Fermentazioni Casalinghe presso la cucina di ZenKitchen. Noi che siamo ottimisti abbiamo in programma una seconda edizione a Maggio, chissà se le condizioni lo permetteranno?

Nel frattempo, visto che siamo tutti in cerca di booster del sistema immunitario, ti lascio la ricetta di aranciata fermentata di Amedeo. Finchè ci sono arance approfittane, noi l’abbiamo assaggiata durante il corso ed era buonissima!!!

Dalle arance all’aranciata fermentata!

Ingredienti
Arance
Procedimento
Prepara una spremuta di arancia con uno spremiagrumi e mettila in un vasetto di vetro chiudendo ermeticamente. Lasciare a temperatura ambiente, lontano da fonti luminose e tutti i giorni agiare bene e aprire e richiudere il vasetto al mattino e alla sera solo per far sfiatare (cioè far uscire i gas che si creano). La pressione, in base alle condizioni si comincia a creare dopo 1-2 giorni.
Procedi per 5/6 giorni poi ti gusti la spremuta.

IMPORTANTE: Agitare, aprire e chiudire alla mattina – agitare aprire e chiudere alla sera non è opzionale!!!

Dopo averti spiegato nel precedente articolo come fare ad ottimizzare i tuoi dolci e renderli un pò più equilibrati, oggi passiamo ad una ricetta che mette in pratica un pò tutti i consigli precedenti:

  • è senza zucchero
  • dolcificata con la frutta
  • senza farinacei
  • gluten free
  • altamente proteica (grazie ai legumi)
  • a basso indice glicemico
  • senza latticini
  • vegan
  • semplicissima!!!

Ho deciso di usare i fagioli azuki in questa ricetta poichè sono ricchissimi di proprietà come vi ho spiegato qui e qui ma poco utilizzati: mi sembra un buon modo usarli per i dolci!

Questi brownie si prestano molto per una merenda energetico o per la colazione: sono molto nutrienti proprio grazie alla presenza dei fagioli e completi , quindi uno splendido modo per iniziare la giornata per chi ama il dolce a colazione. Provali e fammi sapere!

CONSIGLIO
Se puoi, prepararli la sera per consumarli la mattina dopo: almeno 8 ore di riposo fanno molto bene a questi brownie e il sapore ne guadagna enormemente.

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BROWNIE DI AZUKI AL CIOCCOLATO

Ingredienti

220 g di azuki lessati

120 g di datteri snocciolati

100 g di cioccolato fondente 60%

75 g di mandorle tritate a farina

40 g di cacao amaro

250 g di latte di avena o altro latte vegetale

2 cucchiai di olio di oliva

2 cucchiaini di lievito

Cannella a piacere

Pizzico di sale

Procedimento

Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria.

E ora la parte più semplice: con un buon mixer frullare insieme prima i datteri con gli azuki, aggiungere le mandorle, il cacao e sale e continuare a frullare aggiungendo il latte vegetaleamalgamando tutto molto bene. A questo punto terminare aggiungendo anche il lievito, la cannella, l’olio e la cioccolata fusa e amalgamare. Il risultato deve essere omogeneo e cremoso.

Distribuire l’impasto in una teglia foderata di carta forno in maniera: volendo si possono aggiungere delle gocce di cioccolato, oppure nocciole tostate o mirtilli disidratati.

Fai cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 20 minuti. Fai raffreddare e taglia in porzioni. Molto buono dal giorno dopo in poi.

Si può conservare in frigorifero per alcuni giorni.


Il #verde è il colore a cui si pensa quando si dice #Primavera!

In Primavera tutto riprende vita a partire dalle piccole foglie e piante e il loro brillantissimo e spiccato colore è il verde! La primavera silenziosamente stà arrivando nonostante i clamori del virus..facciamole spazio piano piano.

Quotidianamente il colore verde dovrebbe essere presente nei nostri piatti. In particolare in Primavera la #macrobiotica ci suggerisce di fare molto attenzione al nostro fegato e per pensarci in maniera semplice senza dover andar a far la spesa con un libro di scienze della nutrizione sotto il braccio ci da delle #sempliciindicazioni:

🥬 usare piante a foglia verde
🌱 usare germogli e piante giovani e tenere
🍋 dare spazio tra i sapori al gusto leggermente “acido”

Insomma, se ci pensi, riassunto vuol dire
❗️“Mangiare ciò che ti offre la stagione”❗️
In macrobiotica l’uso delle #foglieverdi è caldamente suggerito per favorire la depurazione del nostro corpo e alleggerire il lavoro del #fegato. In effetti tutto ciò che è verde è ricco di clorofilla, e LA CLOROFILLA COSA FA?!? 🤔
La #clorofilla per esempio:
🌱 stimola il sistema immunitario
🌱 favorisce la depurazione del fegato
🌱 combatte l’anemia
🌱 regola la pressione arteriosa

Usare degli ingredienti a foglia verde in maniera semplice è un buon modo per ottenere dei benefici in questo senso, quindi oggi… let’s make #pesto!

Vista la stagione, e il momento che stamo vivendo, ho scelto il #crescione per preparare il pesto. Ancora poco conosciuto da noi, in altri paese viene annoverato tra le #piantemedicinali e #superfood perché molto ricco di nutrienti, soprattutto di vitamina C (sempre lei, la più amata del momento!!!). Inoltre fa parte della famiglia dei #cavoli, quindi ne condivide alcune proprietà (la presenza di glucosinolato che è una molecola famosa per la sua capacità anticancerogena!).

Il crescione ha un sapore pungente, ricorda la rucola con una punta di senape!!

🥣Ecco come lo preparo: 👇

Ingredienti
📌un mazzetto di #crescione (tra i 100 e i 120 g)
📌una manciata di #mandorle
📌1 cucchiaino di #capperi dissalati
📌1 spicchio di #aglio
📌#Olio evo q.b.

Procedimento
Ripulisco il crescione dai gambi più grossolani e uso sia le foglie che i gambi più piccoli e teneri: trito grossolanamente a coltello il #crescione, le #mandorle, #capperi e #aglio e poi le pesto in un mortaio. Per una versione più rapida un #mixer va benissimo: la vostra clorofilla non se ne avrà troppo a male! Aggiungo infine l’olio evo.

‼️👉Se non hai il crescione puoi provare con la #rucola: ha anch’essa un ottimo potere sul fegato.

Io l’ho usato con delle #linguine integrali calabresi insieme a delle mandorle tostate e uvetta! Ma va benissimo per #cereali piuttosto che per arricchire un #sandwich fatto con un buon pane!

🤓Maggiori info sulla clorofilla: www.academicfoodjournal.com

STAY TUNED!!!
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In questi giorni pre-natalizi, alla ricerca di regali e dolcetti da condividere con gli amici i parenti questi fanno proprio al caso tuo!
Si tratta di tartufini speciali perchè contengono solo 3 ingredienti tutti eccezionali:
cioccolato fondante al 70%
nocciole del piemonte leggermente tostate
– ambrato e caramellato sciroppo di acero

Io li preparo per molte ragioni:
– si conservano per almeno una settimana, quindi sono ottimi come regalo di Natale;
– sono deliziosi, quindi sono ottimi anche come momento dolce senza esagerare dopo una cena tra amici;
– sono semplicissimi da preparare;
– sono velocissimi da fare;
– adatti a tutti… sono naturalmente senza latticini, senza burro, senza glutine.

La verità è che questi tartufini sono nati da un errore, mia intenzione era preparare tutt’altro… ma a quanto ho capito l’errore è stato graditissimo a tutti! =)
Il segreto della ricetta qual è?
Il segreto è che bisogna usare:
1) una cioccolata fondente di alta qualità!
2) delle nocciole del piemonte straordinarie!
Per la cioccolato ti invito a sceglierla controllando sempre gli ingredienti, l’ideale è che siano 3: pasta di cacao, burro di cacao e zucchero!
Per le nocciole ho usato queste un provvidenziale e graditissimo regalo della cara Chiara: le produce un piccolo produttore del Piemonte e le ho trovate veramente ottime!
Prima di passare alla ricetta piccolo aggiornamento sul calendario eventi: CI SONO QUASI!!! Tra poco saprete quando partirà il prossimo corso di cucina naturale base su principi macrobiotici, i corsi di dolci senza zucchero, quelli su pane con pasta madre e anche la NEW ENTRY sulle Fermentazioni… e altro ancora.
STAY TUNED!!!
Prima di andare alla ricetta dei Tartufini alla Gianduia ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER.
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Tartufini Gianduia… belli, buoni e semplici!

Ingredienti

100 g di cioccolato fondente al 70%
100 g di nocciole leggermente tostate
4 cucchiai di sciroppo di acero
pizzico di sale

Cacao amaro quanto basta per ricoprire i tartufini

Procedimento
Mettere le nocciole in un tritatutto potente fino a ridurle ad una pasta di nocciole cremosa.
Nel frattempo sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente.
In una terrina incorporare delicatamente al cioccolato fondente la pasta di nocciole, il sale e lo sciroppo di acero n modo da ottenere una pasta omogenea. Far raffreddare bene il composto in modo da poterlo lavorare, quindi formare i tartufini e passarli nel cacao amaro. Conservarli in frigorifero e tenerli a temperatura ambiente preferibilmente 30 minuti prima di servirli.

Quando parlo di cioccolata calda con qualcuno di solito sembra che si stia parlando di un cibo taboo, una blasfemia, ambito da molti ma irraggiungibile dai più perchè “troppo”… Troppo cosa?
Troppo calorico?
Troppi zuccheri?
Troppo cioccolato?
In qualche caso perchè troppo cibo spazzatura dato che in alcuni preparati dentro c’è di tutto tranne il cioccolato!

Quando invece io parlo di cioccolata calda in tazza penso a diverse versioni, mille varianti golose e equilibrate, che si possano mangiare senza successivi sensi di colpa e per le quali sto sempre attenta che il risultato sia:

  • senza latticini
  • cioccolatoso
  • senza zuccheri raffinati
  • denso (la adoro così)
  • senza amido o con addensanti alternativi
  • goloso
  • equilibrato

Impossibile tutto questo?
No estremamente semplice!

Più buono della solita cioccolata in tazza?!?  Si decisamente si! =)

Adesso sto lavorando per mettere giù il mio nuovo calendario di corsi e eventi per il 2020, con nuovi corsi e collaborazioni, e avevo bisogno di una pausa tardo pomeridiana dolce così ho preparato questa versione di cioccolata calda scegliendo:

  • latte di mandorla che da la possibilità di avere una cioccolata in tazza con più corpo rispetto ad altri latti vegetali;
  • dolcificare con datteri (quindi niente zuccheri raffinati ma direttamente un frutto – sicuramente molto dolce – ma che apportano anche le sue fibre, minerali e vitamine)
  • farina di carrube come addensante anzichè amidi. La farina di carrube non viene ottenuta attraverso processi di raffinazione ma direttamente dalla macinazione delle polpa di carrube con le sue fibre e minerali (vengono eliminati solo i semi troppo duri e destinati ad altra lavorazione).

Il mio calendario corsi ed eventi sarà presto on-line, nell’attesa però puoi provare a preparare anche tu una super cioccolata calda in tazza!

Prima di andare alla ricetta della cioccola calda in tazza ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER.
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Cioccolata calda in tazza

Ingredienti per una tazza

200 g di latte di mandorla (il mio preferito è questo )

15 g di cacao amaro

10 g di farina di carrube

2 datteri medjool

1 quadratino di cioccolato fondente (facoltativo)

Procedimento

Sciogliere la farina di carrube e il cacao nel latte di mandorle e portare ad ebollizione. Aggiungere anche i datteri a pezzetti. Far bollire per almeno 2 minuti mescolando, quindi spegnere e frullare in modo da omogenizzare i datteri. Aggiungere il quadratino di cioccolata fondente per un extra scioglievolezza!!

Assaporare lentamente con il cucchiaino!!!

Fagiolini serpente o stringhe oppure fagiolini di Sant’Anna.. hanno diversi nomi in base alla regione che li ha adottati..
Ma il sapore?!? E’ particolare, deciso, molto diverso dai comuni fagiolini.
Io ho cercato di mantenere il loro peculiare sapore cuocendoli a vapore e dandogli dei toni freschi servendoli con olio evo, menta e zest di limone.

Come fai a trovare i fagiolini serpente? Seguendo la scia degli agricoltori virtuosi!
Quelli che amano il loro lavoro e la terra e quindi coltivano spesso e volentieri delle verdure “diverse” aumentando la biodiversità.

Aumentare la biodiversità non vuol dire solo avere “delle verdure strane a tavola”, ma significa:
– mantenere/rendere i terreni più forti;
– mantenere le colture più forti e quindi ridurre/eliminare l’uso di pesticidi;
– aumentare la biodiversità a seguire della fauna intorno al terreno sano (insetti impollinatori, api, uccelli, pipistrelli..);
– avere una grande biodiversità alimentare porta benessere anche alla salute umana;
farsi consigliare/assaggiare ortaggi fino ad allora sconosciuti e ciò apre un mondo di scoperte anche a noi!
Ogni volta che incontriamo un contadino virtuoso incontriamo un “custode della terra” che con il suo lavoro si prende cura anche di noi.

Al mercato contadino di Mantova, Serena del Cencio Molle è una di questi “custodi”, e mi ha fatto conoscere questi fagiolini.. io vi passo una ricetta per usarli!

Se invece di una ricetta ti piacerebbe imparare con qualcun’altro ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

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Fagiolini serpente con menta, pomodorini e zest di limone

Ingredienti

Fagiolini serpente
una decina di pomodorini ciliegino
un mazzetto di foglioline di menta
un limone bio
olio evo
sale

Procedimento
Lava i fagiolini e falli cuocere a vapore per circa 8 minuti.
Trita le foglioline di menta finemente, con un rigalimoni ottieni delle zest di limone e uniscile alla menta insieme ad un pizzico di sale e l’olio evo.
Massaggia delicatamente i fagiolini con l’olio con menta e limone e aggiungi i pomodorini tagliati in 4. Lascia riposare coperto per circa 30 minuti in frigorifero.
Consumali preferibilmente a temperatura ambiente.

Gli gnocchi di patate cosa hanno di speciale per te?!? Per me che siano fatti a mano praticamente uno ad uno!!

Prima impastati, poi l’impasto arrotolato in cordoncini e infine questi cordoncini tagliati e rotolati nella farina passando tutti attraverso le mani uno ad uno. Hanno bisogno delle massima attenzione e quando si presta tanta cura ad un piatto non può non essere buono! Questa almeno è la mia teoria, e la tua?

Oggi la ricetta prevede la preparazione di questi gnocchi di patate magenta, dal colore rosa timido e dal gusto delicatissimo. Se sei di corsa saranno buonissimi anche con un filo di olio evo e della salvia, ma visto che io non lo ero ho preparato una pestata di foglie fresco di basilico e mandorle.
Le patate magenta hanno un gusto ottimo e se vuoi provarle in altre preparazioni prova per esempio questa idea

Questa ricetta è:
senza uova
senza lattosio e latticini
senza burro
vegan
facile e veloce da realizzare

Se non te la senti di affrontare questa ricetta da solo/a ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

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Ingredienti gnocchi per 3-4 persone
500 g di patate magenta
100-150 g di farina di grano timidia integrale
Per la ricetta della pestata di foglie fresche di basilico e mandorle vedi qui
oppure per variare pesto basilico e pistacchi oppure pesto di rucola

Procedimento
Scegli delle patate più o meno delle stesse dimensioni e falle cuocere in vaporiera (o forno a vapore): così facendo le patate manterranno tutto il loro sapore e inoltre assorbiranno meno acqua.
Quando le patate sono ben cotte sbucciarle..lo so, saranno bollenti ma l’ideale è lavorarle calde per quanto possibile.
Una volta sbucciate schiacciarle con uno schiaccia patate e raccoglierle in una terrina capiente: aggiungere poco alla volta la farina alle patate e impastare: dovrai ottenere un impasto sodo e omogeneo. Aggiungere più farina renderà gli gnocchi più sodi ma farà anche perdere un pò il sapore delle patate magenta così delicate. L’uso di una minore quantità di farina farà emergere il sapore delle patate e renderà gli gnocchi più morbidi.
Dopo aver ottenuto l’impasto tagliarlo in 5 pezzi e da ognuno ottenere dei cordoncini di impasto e con un tagliapasta tagliare dei pezzetti di circa 1 cm: ripassarli bene nella farina e quindi metterli da parte. Procedere con i restanti.
Preparare una pentola con acqua salata e portarla ad ebollizione. Gettare in acqua gli gnocchi delicatamente e poco per volta e ripescarli quando vengono su a galla.
Se sarà stata usata poca farina verranno a galla molto più velocemente, ma attenzione che non scuociano!
Condirli con pesto secondo i propri gusti!

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