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Ci sono dei cereali e dei piatti che mi sembrano si associno benissimo alla tarda primavera-estate e ai periodi caldi. Una di questi è la quinoa!
Va bene, prima di essere linciata mediaticamente bisogna spiegare che la quinoa non è un cereale in senso stretto, botanicamente si tratta di piante diverse e si parla di pseudo cereale. Lo definiamo cereale normalmente dal punto di vista commerciale e gastronomico perchè più vicino alla categoria dei cereali (come farro, orzo, grano, riso, miglio..) e anche perché si usa in chicchi come glia altri cereali. Non si tratta quindi di un errore definirla cereale, è semplicemente una generalizzazione.

La quinoa non è solo un cereale che adoro quando arriva il caldo, ma è una grande risorsa perchè dal punto di vista nutrizionale è corredata di tutti gli amminoacidi essenziali: non vuol dire che è più ricca di proteine rispetto agli altri cereali, ma che nel suo corredo ne possiede tutta la gamma necessaria agli essere umani (che non sono in grado di produrre i nove amminoacidi essenziali citati prima).

La quinoa contiene anche dei flavonoidi, kaempferolo e quercetina, loro agiscono come anti-infiammatori del corpo e come anti-ossidanti, cioè proteggono le cellule dai danni che vengono prodotti dalle molecole chiamate radicali liberi.

La quinoa contiene molte fibre, più di cereali molto famosi per la loro ricchezza in fibre, come il riso integrale.

La quinoa contiene vitamine e minerali, come magnesio, rame, zinco, ferro. Ma ti ricordo che contiene anche sostanze che spesso non sono di sostegno per il corpo e possono creare degli effetti indesiderati (per le es. le saponine che possono arrivare a produrre anti-nutrienti). Queste sostanze sono chiamate genericamente anti-nutrienti, ma possono facilmente essere “disattivati” grazie a buone e sagge pratiche da fare prima di cucinarla: niente di trascendentale o misterioso, basta lavare la quinoa o meglio ancora ammollarla per qualche ora prima di cuocerla. Lavare e ammollare la rendono non solo più digeribile e favorisce il regolare assorbimento dei nutrienti, ma la rende anche più gustosa: infatti le saponine la possono rendere molto amara e poco gradevole. Ho conosciuto molti che non amavano la quinoa, dopo aver saputo che andava lavata molto bene prima di cuocerla però le cose sono cambiate completamente.

La quinoa è anche una buona fonte di colina, una vitamina che contribuisce a prevenire i disturbi neurologici e che è amata dal nostro nervo vago, infatti la sua azione risulta essenziale per l’organismo umano perché partecipa alla sintesi di indispensabili mediatori come acetilcolina fondamentale per ristabilire equilibrio del sistema nervoso parasimpatico e come modulatore proprio del nervo vago.

A tutte queste proprietà si aggiunge una caratteristica che sicuramente avvantaggia chi non ha molto tempo a disposizione: è veloce da cuocere, in 15 minuti la tua quinoa è già pronta!

Oggi la ricetta di una delle mie bowl preferite per pranzo in questa stagione (a proposito di stagione, lo sai che prossimamente c’è a Mantova il corso di cucina dedicato all’Estate?). Magari la prossima volta magari vi lascio anche la ricetta per un “porridge” di quinoa per colazione, super-nutriente e goloso, che ne pensi? Fammi sapere nei commenti!

Adesso veniamo al pranzo di oggi, un piatto estremamente semplice ma reso complesso nel sapore e dalle erbe aromatiche e dall’harissa. Inoltre ho aggiunto della “quasi feta” vegetale fatta con le mandorle (ve la ricordate? Quella che prepariamo al corso dei formaggi vegetali): così facendo ho reso il piatto da un punto di vista nutrizionale. In mancanza potreste aggiungere delle mandorle, il sapore sarà diverso ma lo avrete comunque reso più completo per un piatto unico.

Ingredienti 

160 g di quinoa

250 g di piselli freschi già sgusciati (in mancanza optate per quelli surgelati) 

La scorza di 1 limone piccolo + 3 cucchiaino di succo di limone

50 g di “feta” vegetale di mandorle (oppure vedi i suggerimenti sopra)

Aneto e menta a sentimento

1 cucchiaino di harissa

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro (facoltativo)

Olio evo, sale

Procedimento 

Risciacqua la quinoa abbondantemente, se hai già programmato questo piatto magari lasciala in ammollo qualche ora.

Trita l’aneto e mettilo da parte.

Sbollenta i piselli in acqua bollente se sono freschi e grandi, se sono piccoli e teneri (oppure surgelati) questo passaggio non è necessario.

In una pentola versa un paio di cucchiai di olio evo e aggiungi l’aneto tritato e le scorze di limone e fai cuocere per 1 o 2 minuti, quindi aggiungi la quinoa scolata dall’acqua e circa 300 g di acqua. Aggiungi i piselli, sale, il concentrato di pomodoro e l’harissa, quindi copri con il coperchio e fai cuocere fino a completo assorbimento dell’acqua. A fine cottura aggiunge delle foglie di menta tritata e al momento di servire la feta di mandorle.

Puoi consumarlo tiepido oppure freddo: se ti piace la freschezza e i profumi questo piatto è per te!


ENGLISH VERSION

There are cereals and dishes that seem to me to go very well with late spring-summer and hot periods. One of these is quinoa!
Okay, before being lynched by the media we need to explain that quinoa is not a cereal in the strict sense, botanically they are different plants and we talk about a pseudo cereal. We normally define it as a cereal from a commercial and gastronomic point of view because it is closer to the category of cereals (such as spelt, barley, wheat, rice, millet…) and also because it is used in grains like other cereals. It is therefore not an error to define it as a cereal, it is simply a generalisation.

Quinoa is not only a cereal that I love when the heat arrives, but it is a great resource because from a nutritional point of view it is equipped with all the essential amino acids: it does not mean that it is richer in proteins than other cereals, but that in its complement has the entire range necessary for human beings (who are unable to produce the nine essential amino acids mentioned above).

Quinoa also contains flavonoids, kaempferol and quercetin, which act as anti-inflammatories in the body and as anti-oxidants, that is, they protect cells from damage caused by molecules called free radicals.

Quinoa contains a lot of fibre, more than cereals that are very famous for their richness in fibre, such as brown rice.

Quinoa contains vitamins and minerals, such as magnesium, copper, zinc, iron. But let’s remember that it also contains substances that are often not supportive for the body and can create unwanted effects (for example saponins which can produce anti-nutrients). These substances are generically called anti-nutrients, but they can easily be “deactivated” thanks to good and wise practices to do before cooking it: nothing transcendental or mysterious, just wash the quinoa or better yet soak it for a few hours before cooking it. Washing and soaking not only make it more digestible and promotes the regular absorption of nutrients, but also makes it tastier: in fact the saponins can make it very bitter and unpleasant. I met many who didn’t like quinoa, but after learning that it needed to be washed very well before cooking it, things changed completely.

Quinoa is also a good source of choline, a vitamin that helps prevent neurological disorders and which is loved by our vagus nerve, in fact its action is essential for the human organism because it participates in the synthesis of essential mediators such as acetylcholine which is essential for restore balance of the parasympathetic nervous system and as a modulator of the vagus nerve.

Added to all these properties is a feature that certainly benefits those who don’t have much time available: it’s quick to cook, in 15 minutes your quinoa is ready!

Today the recipe for one of my favorite bowls for lunch this season, but next time maybe I’ll also leave you the recipe for a quinoa “porridge” for breakfast, super-nutritious and delicious, what do you think? Let me know in the comments!

Now we come to today’s lunch, an extremely simple dish but made complex in flavor and by aromatic herbs and harissa. I also added some vegetable “almost feta” made with almonds (do you remember it? The one we prepare during the plant based cheese course): by doing so I improved the dish from a nutritional point of view. If not, you could add some almonds, the flavor will be different but you will still have made it more complete for a single dish.

Ingredients

160 g of quinoa

250 g of fresh peas, already shelled (if you don’t have them, opt for frozen ones)

The zest of 1 small lemon + 3 teaspoons of lemon juice

50 g of almond vegetable “feta” (or see suggestions above)

Dill and mint to taste

1 teaspoon harissa

1 teaspoon tomato paste (optional)

Extra virgin olive oil, salt

Method

Rinse the quinoa thoroughly, if you have already planned this dish perhaps leave it to soak for a few hours.

She chop the dill and set it aside.

Blanch the peas in boiling water if they are fresh and large, if they are small and tender (or frozen) this step is not necessary.

Pour a couple of tablespoons of extra virgin olive oil into a pan and add the chopped dill and lemon peel and cook for 1 or 2 minutes, then add the quinoa drained of the water and about 300 g of water. Add the peas, salt, tomato paste and harissa, then cover with the lid and cook until the water is completely absorbed. At the end of cooking he adds some chopped mint leaves and when ready to serve the almond feta.

You can eat it warm or cold: if you like freshness and aromas this dish is for you!

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E’ da molto tempo che non riesco a dedicarmi al blog, un pò gli impegni che mi portano da altre parti un pò perchè quando penso a scrivere sul blog mi viene subito in mente il mio web master che mi ricorda che devo scrivere tenendo conto della SEO. Mi vengono i brividi quando questo accade e quindi riabbasso subito lo schermo del mio portatile e passo al successivo punto della to do list!
Quando iniziai a scrivere il mio blog l’obiettivo era la condivisione delle mie scoperte in cucina (e un pò nella vita!) ed è e rimane la cosa più divertente e il motivo per continuare a tenere un blog.

Quindi oggi ho deciso di non dare ascolto a quella vocina che parla di “targettizzazione topic” e “long tail keyword” ma a quella che vi racconterà della zuppa marocchina e di quanto sia confortante.
Questa ricetta ha una lunga lista di ingredienti, ma una buona parte sono spezie che danno alla zuppa le sue note particolari.
L’ho preparata l’ultima volta in occasione di uno show-cooking in provincia di Brescia, ospite della bottega di Andrea, un negozio di alimenti biologici molto grazioso e molto curato grazie al lavoro dei due giovani proprietari che credono profondamente nel progetto come mezzo per divulgare anche più consapevolezza alimentare e ambientale.

Questo tipo di zuppa è molto usata in inverno in Marocco e viene anche considerata una sorta di depurante del corpo (le lenticchie come tutti i legumi sono diuretiche). Il coriandolo è stato riconosciuto utili ai fini dei problemi intestinali: cattiva digestione, crampi intestinali, stipsi, gas intestinali. Inoltre sia nella medicina ayurvedica che nella medicina tradizionale del Medioriente viene utilizzato per le proprietà distensive e calmanti.

E’ una zuppa molto semplice e soprattutto è one-pot, cioè tutto in una pentola, quindi non sporcherai molto!

A proposito di legumi, lo sai che il 20 Marzo c’è un corso dedicato esclusivamente ai legumi in tutte le loro forme?!? Vai alle info QUI

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Ti piace il mio post? Condivi allora la scoperta fatta con i tuoi amici sui social: spread love, spread good food – @jyoti_zenkitchen

Ingredienti

  • 450 g circa di batata
  • 270 g circa di lenticchie verdi
  • 2 carote, 2 cipolle, 1 gambo abbondante di sedano
  • 4-5 spicchi di aglio
  • 1+ ½ cucchiaino di coriandolo, 1 cucchiaino di cumino, ½ cucchiaino di cannella,
  • ½ cucchiaino di curcuma, ½ cucchiaino di paprika affumicata (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di curry dolce o poco più (per aggiustare il gusto), Noce moscata q.b.
  • 200 g circa di spinaci
  • Olio evo, sale, limone per servire

    Procedimento

    Lava le lenticchie bene e preferibilmente lasciale in ammollo prima dell’uso.

    Taglia le cipolle, carote, sedano, batata, peperone e l’aglio.

    Versa in una pentola a fondo pesante l’olio, quindi la cipolla con sedano, carote e le spezie ad eccezione della paprica affumicata e noce moscata. Fai insaporire quindi aggiungi le batate e le lenticchie. Ricopri con acqua bollente fino a ricoprire e aggiungi la noce moscata e se lo gradisci la paprika affumicata. Fai cuocere lentamente per circa 50 minuti. Aggiungi il sale aggiungi gli spinaci lavati e spezzettali e fai cuocere ancora 3 minuti.

    Servi con poco succo di limone.

    Moroccan soup

    ENGLISH VERSION

    It’s been a long time since I’ve been able to devote myself to blogging, partly due to commitments that take me elsewhere partly because when I think of writing on the blog my web master immediately comes to mind who reminds me that I have to write taking into account the SEO. I get chills when this happens and so I immediately lower the screen of my laptop and move on to the next item on the to do list!
    When I started writing my blog, the goal was to share my discoveries in the kitchen (and a little bit in life!) and it is and remains the funniest thing and the reason to keep blogging.

    So today I decided not to listen to that little voice that talks about “topic targeting” and “long tail keyword” but to the one that will tell you about Moroccan soup and how comforting it is.
    This recipe has a long list of ingredients, but a good portion are spices that give the soup its distinctive notes.
    I prepared it for the last time on the occasion of a show-cooking in the province of Brescia, as a guest of Andrea’s workshop, a very nice and well-kept organic food store thanks to the work of the two young owners who deeply believe in the project as a means to spread even more food and environmental awareness.

    This type of soup is widely used in winter in Morocco and is also considered a sort of body purifier (lentils, like all legumes, are diuretics). Coriander has been recognized as useful for intestinal problems: bad digestion, intestinal cramps, constipation, intestinal gas. Furthermore, it is used both in Ayurvedic medicine and in traditional Middle Eastern medicine for its relaxing and calming properties.

    Remind! Stay tuned and not miss out the latest news, subscribe to the NEWSLETTER. You can also follow me on Instagram and Facebook and you will miss not events and news.Will you try my recipe?

    Then share your discovery with your friends on social networks: spread love, spread good food @jyoti_zenkitchen

    Ingredients

    450 g of sweet potato

    270 g of green lentils

    2 carrots, 2 onions, 1 large stalk of celery

    4-5 cloves of garlic

    1+ ½ teaspoon coriander, 1 teaspoon cumin, ½ teaspoon cinnamon,

    ½ teaspoon turmeric, ½ teaspoon smoked paprika (optional)

    1 teaspoon of sweet curry or a little more (to adjust the taste), nutmeg to taste

    About 200 g of spinach

    Evo oil, salt, lemon to serve

    Method

    Wash the lentils well and preferably let them soak before use.

    Cut the onions, carrots, celery, sweet potato, bell pepper and garlic.

    Pour the oil into a heavy-bottomed saucepan, then the onion with celery, carrots and spices except for the smoked paprika and nutmeg. Season then add the sweet potatoes and lentils. Cover with boiling water until covered and add the nutmeg and, if you like, the smoked paprika. Cook slowly for about 50 minutes. Add the salt, add the washed and chopped spinach and cook for another 3 minutes.

    Serve with a little lemon juice.

    Se abiti in città e vuoi sentire un pò di primavera ecco cosa puoi fare:
    stare più tempo all’aria aperta e muoversi in bicicletta è il massimo;
    fare la pausa pranzo all’aperto è sempre un break dalle quattro mura del nostro ufficio;
    andare fuori città, al mare, in montagna o in collina aiuta tantissimo a ricollegarci al ciclo della natura: non ti senti forse rinnovata/o quando puoi stare un pò di tempo nella natura? E’ forse una delle più grandi forme di detox che abbiamo…

    Ma se non riesci a fare tutto questo oppure non basta… rivolgiti anche al cibo e sceglilo in maniera più primaverile!
    Cosa vuol dire scegliere il cibo in modo più primaverile?
    Beh sicuramente scegliere le verdure di stagione, quindi ecco che si fa largo nella nostra cucina il colore verde: spinaci, erbette, aglio ursino, rucola, carciofi, broccoli, cime di rapa…
    Poi comincia ad usare un pò più di verdure in insalata e cruditè: insalatine verdi che sfruttano ancora le arance, oppure mix di finocchi, carote e rape rosse, oppure rivitalizza le tue insalate usando germogli e sapori più pungenti come la rucola e il crescione.
    Non dimenticare anche i metodi di cottura: qualche stufato in meno per favorire una cottura a vapore in più! A vapore puoi cuocere non solo le verdure, per esempio potresti preparare dei dumplings o dei muffin cotti a vapore.

    In primavera io ricomincio a fare i pesti per esempio, e ce ne possono essere di tutti i tipi: rucola, spinaci, crescione, aglio ursino… Oggi prepariamo insieme quello di broccoli, che vi ho già spiegato come preparare durante la rubrica Pillole di Cucina Naturale.

    Questa ricetta che andiamo a preparare è:

    • vegan
    • lattosio free
    • plant based e inoltre
    • senza glutine con il bonus extra di essere veramente
    • semplice!

    Prima di andare alla ricetta ti ricordo che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

    Penne con pesto di broccoli

    Ingredienti (dosi per due persone)

    200 g circa di cimette di broccoli pulite
    6 gherigli di noce
    1 spicchio di aglio
    1 cucchiaino di miso di ceci
    olio evo q.b.

    Procedimento

    Fai scottare in acqua bollente salata le cimette di broccolo per circa 3 minuti: devono risultare ancora sode e dal colore verde brillante. Nella stessa acqua bollente, dopo i broccoli, fai scottare anche lo spicchio di aglio che poi andrai ad usare per il pesto.
    In un mixer frulla le noci con l’aglio fino a macinarle finemente, quindi aggiungi i broccoli, il miso e l’olio evo. Frulla tutto insieme in modo da ottenere un pesto. Se vuoi renderlo più cremoso prima di usarlo aggiungi alcuni cucchiai di acqua di cottura della pasta che verrà condita con il pesto.

    Quando lo usi per condire la pasta ti consiglio di aggiungere della scorza di limone grattuggiata per un gusto fresco.

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    Le ricette al volo..cioè quando non ho molto tempo per stare ai fornelli ma ho molta fame!!!

    Ecco questa è una di quelle ricette che non richiedere delle doti culinarie eccezionali, non ti porterà via molto tempo ma sicuramente richiede qualche accortezza nella scelta degli ingredienti da tenere in dispensa.

    Per esempio ho sempre in dispensa degli ingredienti ex-ordinari, eccellenti che uso in occasioni speciali oppure quando ho pochissimo tempo per cucinare… Eh si perchè sono quegli ingredienti che anche “spogliati” di qualsiasi condimento si esprimono alla grande.. Come per esempio succede con la pasta. Ho sempre in dispensa dei formati di pasta che anche con un filo di olio di oliva mi rapiscono come un cantastorie. Per es. la pasta stroncatura, ma ve ne ho già parlato qui e qui.

    Poi avere per le emergenze un barattolo di cannellini già cotti può essere sempre utile. Non amo usare quotidianamente i legumi precotti, ma tenerne solo qualche confezione per le giornate in cui non ho proprio tempo per cucinare.
    Nel caso non ti ricordassi, ho già fatto un post su come si cucinano e preparano i legumi qui.
    Pasta integrale & legumi e hai già realizzato una combinazione nutriente e ti potrà dare carica nel lungo pomeriggio che ti attende, senza doverti preoccupare di proteine (perchè è vero che c’è anche il dubbio a volte del “avrò mangiato abbastanza proteine”?).

    Allora abbiamo fagioli, abbiamo pasta integrale…adesso ci manca qualcosa per rendere speciale il nostro piatto…senza troppo impegno magari.. Ecco che arriva in nostro aiuto allora l’aglio nero!

    L’aglio nero è aglio che è stato sottoposto ad un processo di “invecchiamento” (diciamo cosi) con temperatura e umidità controllati. Questo trasforma l’aglio nel tempo facendogli perdere il suo caratteristico aroma forte e sapore e trasformandolo i composti in esso contenuti così che il suo sapore diventa dolciastro, profumato, ricorda vagamente il caramello e la liquirizia. Viene di solito definito come un aglio fermentato, ma in realtà l’aglio nero non si può considerare frutto di un attività microbica (appunto come accade nella fermentazione) ma più che altro frutto di una serie di reazioni chimiche che avvengono nel tempo in quelle condizioni controllate.

    L’aglio nero solitamente viene ben digerito e approcciato anche da chi non ama/usa spesso l’aglio. E in effetti era nato proprio dall’esigenza di rendere il comune aglio più digeribile e utilizzabile da tutti (e si perchè l’aglio negli ultimi anni si è fatto una brutta nomea).
    L’aglio nero non perde le tradizionali funzioni biologiche dell’aglio, quindi è anti-inffiammatorio, anti-ossidante e ha un azione cardio-protettiva.

    La ricetta è semplicissima se hai già tutti gli ingredienti, quindi ci possiamo mettere all’opera.

    Prima di andare alla ricetta non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.

    Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più

    Stroncatura con crema di cannellini all’aglio nero

    Ingredienti per 2 persone

    180 g di pasta integrale (io ho usato la stroncatura)
    200 g di fagioli cannellini già pronti
    3-4 foglie di salvia
    2 spicchi di aglio nero
    olio evo
    sale

    Procedimento

    • Porta ad ebollizione l’acqua salata per la pasta.
    • In una padella fai rosolare i fagioli cannellini con 2 cucchiai di olio e la salvia, se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
    • Butta la pasta e preparati a frullare insieme cannellini, aglio nero aggiungendo altri 2-3 cucchiai di olio evo ed acqua di cottura della pasta fino ad ottenere una crema molto liscia.
    • Scola la pasta al dente, tenendo da parte dell’altra acqua di cottura, e falla mantecare con la crema di cannellini e aglio nero ottenuta aggiungendo dell’acqua di cottura se necessario…. e bon app!

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    Ci sono giornate invernali in cui c’è bisogno di un pò più di colore, di calore e di semplicità nutriente. Così nasce questo risotto!
    In una giornata con poco voglia di cucinare ma con il desiderio di prendermi cura e dare anche un tocco di colore e bellezza senza troppo make-up…
    Ho usato un riso semintegrale, una giusta via di mezzo tra un riso integrale che poco farebbe ricordare il risotto, soprattutto senza l’uso di latticini o panne e grassi vegetali, e il riso bianco, un pò troppo impoverito della sua autentica natura di riso per i miei gusti.
    Per il colore ho pensato alla barbabieta, il suo colore che può avere diverse gradazioni e intensità mi sembra il più adatto a contrastare la grigia giornata.
    Un emulsione di limone, olio evo e capperi invece danno una sferzata vivace e fresca allo stesso tempo.
    Il risultato è stato soprendentemente delicato con gusto, nonostante la barbabietola possa dare avvolte da pensare per il suo gusto “ferroso”.
    Come al solito la mia ricetta è
    vegan
    lattosio free
    plant based e inoltre
    senza glutine con il bonus extra di essere veramente
    semplice!

    Passiamo alla ricetta, ma non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”. Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più.

    Adesso alla ricetta di oggi!!!


    Ingredienti per due persone

    Risotto con barbabietola, capperi e limone

    160 g di riso semintegrale
    1 cipolla
    1 rapa piccola (100 g circa)
    2 cucchiai di brandy
    350 g di brodo vegetale
    1 cucchaio di capperi dissalati
    il succo di mezzo limone piccolo
    olio evo
    sale

    Procedimento

    Lava la rapa rossa molto bene e sbucciala.
    Trita la cipolla finemente. Fai lo stesso anche con la rapa rossa (se non riesci a tritarla finemente a coltello puoi usare un tritatutto).
    In un tegame abbastanza capiente versa 2-3 cucchiai di olio e fai rosolare insieme cipolla e barbabietola a fuoco basso per circa 3 minuti. Aggiungi il riso e fallo tostare leggermente. Aggiungi il brandy per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
    Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tanto.
    Prepara intanto un emulsione con il succo di limone e 2-3 cucchiai di olio evo, aggiungi anche i capperi tritati e mescola. Se ti piace puoi aggiungere anche qualche zest di limone all’emulsione.
    Servi il riso aggiungendo l’emulsione direttamente nel piatto sul risotto.

    Ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER. Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

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    Questo piatto l’avevo conosciuto anni fa all’instituto macrobiotico del Portogallo: lo adoravo, ma non ho mai pensato di rifarlo fino a stamattina… forse, da buona italiana, per le mie resistenze verso la presenza del tofu in una lasagna?  😅
    Ma oggi, la sveglia in una mattinata fredda mi ha fatto cambiare idea e venir voglia di questo piatto: riscaldante, nutriente e allo stesso tempo delicato.

    Ho deciso di provare la ricetta di Marta Horta Varatojo dal libro porteghese “Cozinha da Marta”, aggiugendo alcune mie personali varianti e il risultato è stato…. Beh… è stato “mezza teglia spazzolata via da sola in 10 minuti”, e poi prontissima a riprendere il lavoro senza pesantezza e senza la voglia di dessert post lasagna! La naturale dolcezza della zucca ha reso questo piatto per me molto equilibrato anche se molto goloso: credo che diventerà il mio nuovo comfort food invernale! 😋

    La ricetta è molto semplice, e mi piace molto l’idea che sia anche una buona candidata per diventare un “piatto unico” per l’inverno.

    A proposito dei piatti unici, sai che nel mio libro “ZenKitchen, 108 ricette plant-based di cucina naturale sana e felice” (dalla prossima settimana i link su dove acquistarlo!) trovi tante ricette di piatti unici e non solo: nel libro c’è un inserto in cui, fra l’altro, ti suggerisco sia i piatti unici che le combinazioni di piatti per creare menù completi e equilibrati con le ricette che trovi all’interno del libro!

    Ma torniamo alla ricetta, questa lasagna è

    • semplice
    • plant-based
    • senza latticini
    • senza uova
    Lasagne di zucca e tofu affumicato

    Ingredienti (per 3 – 4 persone)

    • pasta di semola di grano duro
    • 500 g di zucca mondata
    • 1 carota
    • 1 cipolla grande
    • 2 spicchi di aglio
    • 2 panetti di tofu affumicato
    • erbe aromatiche a piacere
    • 120 ml circa panna vegetale
    • 100 ml di vino bianco
    • olio evo
    • tamari
    • sale

    Procedimento
    Pulisci la carota, la cipolla e l’aglio. Grattugia tutte le verdure a julienne, puoi usare anche il disco con fori medio-larghi di un robot tritatutto (io ho usato il mio Magimix ed è stato velocissimo).
    In un tegame ampio versa qualche cucchiaio di olio evo, poca acqua, il tamari per insaporire e tutte le verdure a julienne e falle stufare lentamente con coperchio per circa 25-30 minuti. Nel frattempo trita un pò di erbe aromatiche (io ho usato rosmarino, santoreggia e origano) e le aggiungi alle verdure insieme al sale. Aggiungi anche il vino bianco e continua la cottura. Le verdure saranno pronte quando saranno molto morbide (quasi a sfaldarsi): se anche rimane del liquido di cottura sul fondo tienilo per inumidire le lasagne.
    Taglia i panetti di tofu in orizzontale: io da ogni panetto ho ricavato 3-4 fette.
    Preparati ad assemblare la lasagna: spennella una pirofila con un pò di olio evo, fodera il fondo con il primo strato di pasta, ricopri completamente con le verdure stufate* (assicurati di aggiungere anche il loro sughetto) e aggiungi qualche cucchiaio di panna vegetale, quindi ricopri con altre sfoglie di pasta e così via fino a quando hai verdure disponibili. Termina con un ultimo strato di verdure su cui disponi le fette di tofu a ricoprire la lasagna, come un ultimo strato, e termina ricoprendo con un pò di panna vegetale e erbe aromatiche a piacere. Ricopri la pirofila con carta di alluminio e disponi in forno a 180°C per 30-40 minuti. Se vuoi che si gratini un pochino la superfice elimina la carta di alluminio 5 minuti prima di spegnere il forno.
    Servila tiepida e fatti scaldare dal suo sapore e nutrire dalla dolcezza della zucca.

    *L’umidità delle verdure è molto importante, perchè servirà anche ad inumidire la pasta e farla cuocere perfettamente. Nel caso in cui avessi ottenuto delle verdure troppo asciutte provvedi con l’aggiunta di qualche cucchiaio di brodo vegetale.

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    Il topinambur è un tubero la cui pianta è bellissima, cresce alta alta con un bellissimo fiore giallo. La sua origine è nel Nord America, ho scoperto che era coltivato dagli indiani nativi che lo coltivavano e usavano comunemente, quindi è da loro che ne abbiamo imparato indirettamente l’uso.
    Molti mi dicono di non usare il topinamebur perchè “è difficile da pulire”: in realtà non è da sbucciare, la sua pellicina esterna è edibile (non è una patata!) quindi basta lavarlo molto bene e munirsi di una spazzola per le verdure e diventa veramente semplice: va bene…è vero io inoltre chiedo quando vado a fare la spesa chiedo sempre a chi me li fornisce di scegliermi quelli un pò meno irregolari!!! =)

    Il topinambur ha un sapore che ricorda il carciofo ed è ricco di zuccheri, quindi un sapore dolciatro: il suo grande pregio è di contenere molta inulina, uno zucchero che ha una struttura complessa che non viene assimilato dall’intestino ma arriva fino al colon nutrendo il nostro microbiota (e non facendo aumentare drasticamente il picco glicemico). Arrivate nell’intestino i nostri batteri banchetterano con le fibre dell’inulina. Si è scoperta essere così preziosa perchè riesce a modulare la crescita del nostro microbiota in maniera molto positiva. Io ho provato anche a fermentarlo ed è ottimo!!!

    Quindi topinambur SI! Ha un sacco di pregi… ma dietro l’angolo si possono nascondere gonfiore e metorismo se non siamo abituati, quindi non esagerare se è la prima volta che provi i topinambur!

    Io non sono una grande appassionata di risotti .. ma amo sicuramente variare tanto, quindi capita anche il turno del risotto!
    Visto che è un periodo denso per l’uscita del mio libro (che sarà disponibile da Dicembre!!! Che bello finalmente si può dire!!! =) ) ho cucinato con il mio Cook Expert della Magimix per ridurre le operazioni e non dover essere impegnata a mescolare in cottura per ottenere un risotto morbido (tenendo conto che non uso burro, formaggio ecc. e il riso era semintegrale è fondamentale mescolare di tanto in tanto per aumentare la cremosità!). Il risultato è stato eccezionale!

    Con un tempo così uggioso come in questi giorni, quando è raro vedere qualche raggio di sole attraverso le nubi e la nebbia, un risotto che unisce topinambur, il profumo del timo e crema di nocciole rincuora e ristora!

    A seguire la ricetta semplice semplice, senza glutine, senza latticini, vegan e adatta a tutti!

    A dire il vero a furia di scrivere di topinambur mi è venuta voglia di provare a farne anche degli gnocchi… Che ne dici se fosse la prossima ricetta?

    Risotto con topinambur e crema di nocciole

    Ingredienti (per 3 persone)

    240 g riso semintegrale
    200 g topinambur
    1 scalogno
    500 ml circa di brodo vegetale
    3 cucchiai di olio evo
    50 ml circa di vino bianco
    1 cucchiaio di crema di nocciole (100%)
    q.b. timo
    q.b. sale

    Procedimento

    Lava il topinambur molto bene e spazzolalo con una spugna in fibra di cocco per eliminare le impurità e la terra.
    Taglia il topinambur a pezzetti e fallo sbollentare in acqua salata per circa 6-7 minuti. Trita i pezzi di topinambur sbollentati grossolanamente con un coltello e mettili da parte.
    Trita lo scalogno e. In un tegame versa l’olio e fai rosolare lo scalogno. Aggiungi il timo, il topinambur e successivamente il riso per farlo tostare leggermente. Aggiungi il vino bianco per bagnare il riso e fai evaporare sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
    Aggiungi poco per volta il brodo sempre bollente e aggiusta di sale. Fai cuocere per circa 14 minuti a fuoco vivace mescolando di tanto in tando.
    A fine cottura aggiungi la crema di nocciole e servi subito.

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    Era in programma per Sabato 21 Marzo il corso di cucina con Cristina Fusi.. poi è arrivato un virus più virulento di altri e abbiamo deciso che posticipiamo: non annulliamo, semplicemente lo riproporremo in un momento più propizio per tutti.

    Cristina Fusi è una grande esperta di macrobiotica ed energia del cibo è ha tantissime conoscenze da condividere, quindi l’aspettiamo nella cucina di ZenKitchen a Mantova!
    Intanto che la primavera procede silenziosa, ho chiesto a Cristina di poter condividere la ricetta della zuppa di miso che consiglia visto che abbiamo parlato delle proprietà del miso giusto qualche giorno fa: è la zuppa del momento, perchè come qualcuno di voi ben saprà, in base alle esigenze e alla stagione la nostra zuppa di miso può avere degli ingredienti diversi.

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    Ricordati che se vuoi approfondire argomenti di cucina naturale puoi iscriverti ai prossimi corsi in calendario oppure farti il regalo di un corso personalizzato su misura per te che concorderemo insieme!

    A sinistra, carote, daikon e shiitake. A destra zuppa di miso pronta.

    Cristina ci dice:
    “Una zuppa di miso per sostenere il sistema immunitario.
    In questa ricetta ci sono i funghi shiitake secchi, il daikon e le carote.
    Il fungo shiitake ha proprietà antivirali, immunostimolanti, antitumorali, antitrombotiche, epatoprotettive, ipotensive, concorre a ridurre i livelli di colesterolo.
    La combinazione di carote e daikon, secondo la macrobiotica, “scioglie i depositi di grasso solidificatesi profondamente nell’organismo”. (Cit. Il libro dei rimedi macrobiotici).
    Il miso deriva dalla fermentazione di soia (in Italia si trova preparato anche con ceci), un cereale, riso o orzo e sale. Il prodotto fermentato ha proprietà probiotiche, va a nutrire il microbiota e a sostenere il sistema immunitario.

    Ricetta per 4 persone:
    4 funghi shiitake
    80 g di daikon già pulito
    80 g di carote già pulite
    4 cm di alga wakame
    Cipollotto
    Zenzero
    1 cucchiaio o più di miso

    Ammollare i funghi per un’ora.
    Tagliare le verdure a dadini o a julienne. Affettare sottilmente i funghi. Utilizzare l’acqua di ammollo, unire altra acqua per arrivare ad un litro, aggiungere i funghi e l’alga ammollata e tagliata.
    Far raggiungere l’evoluzione è cuocere coperto e a fuoco moderato per 10 minuti.
    Unire le verdure e proseguire per 7-8 minuti.
    Spengere. Prelevare un po’ di brodo e sciogliere il miso, unire alla zuppa.
    Attendere un paio di minuti e servire con la parte verde, tritata, del cipollotto e/o succo di zenzero, ottenuto dallo zenzero tritato e strizzato.”

    Se vuoi seguire Cristina qui trovi la sua pagina. Oppure on-line trovi i suoi libri di ricette!

    Miso è una parola magica per chi conosce la macrobiotica.. Poi arrivò anche la scienza della nutrizione e confermò con dati alla mano ciò che la saggezza popolare aveva intuito. ☯️
    Il miso è un prodotto fermentato, di origine giapponese, ma ormai largamente diffuso ovunque nel mondo.
    E’ un prodotto:
    👉derivante da cereali (riso, orzo, miglio, grano saraceno..) e legumi (soia principalmente ma anche ceci, fagioli );
    👉fermentato da un minimo di un paio di mesi (miso giovane o estivo) fino a qualche anno.
    Nella macrobiotica è considerato terapeutico e quindi consigliato in caso di moltissimi disturbi. Perché?!?🤔

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    PROPRIETA’
    Il miso apporta moltissimi benefici poichè:

    📌 ricchissimo di enzimi digestivi (molecole che arrivano nel nostro stomaco e facilitano i successivi processi digestivi;
    📌contiene fitocomposti utili alla nostra flora batterica;
    contiene probiotici, quei batteri che entrano nel nostro corpo e si schierano a fianco della nostra flora intestinale;
    📌 riduce i sintomi legati a problemi digestivi;
    📌è ricco di antiossidanti e quindi protegge le nostre cellule dai radicali liberi (ossia l’invecchiamento cellulare);

    Molti studi hanno indicato che riduce le probabilità di sviluppare tumori.
    Nella macrobiotica in generale quando si vuole favorire la ripresa di una persona e rinvigorirla una buona zuppa di miso è sempre consigliata. 💪

    PERCHE’ USARLO ❓
    Dopo aver letto tutti i benefici ve lo devo ancora spiegare?!?

    DOVE SI TROVA ✈️
    Lo si trova in tutti i negozi di alimenti biologici, negozi specializzati e alcune farmacie.

    Puoi trovare diversi tipi di #miso: hatcho miso, miso di orzo, miso di riso, shiro miso.. Sono tutti ottimi prodotti che apportano i benefici di cui abbiamo accennato. Per iniziare consiglio miso di orzo o di riso. L’Hatcho miso è di gusto molto forte per cui di solito sconsiglio di iniziare la prima volta con quest’ultimo.

    COME SI USA 🍵
    La cosa più semplice che si può fare e scioglierne 1 cucchiaino circa (o più secondo gusto) in una tazza di acqua calda berlo prima dei pasti. Usarlo come è nella tradizione orientale prima del pranzo ci consente di sfruttare la sua ricchezza di enzimi digestivi che faciliteranno la digestione.

    In Giappone (ma anche a casa mia) viene usato spesso a colazione. ☕️
    Personalmente lo uso a colazione soprattutto se ho sintomi influenzali o affaticamento generale.

    In alternativa puoi scioglierne un cucchiaino nella tua normale zuppa o minestrone invece di usare sale o dadi vegetali:  RICORDATI però di non cuocerlo ma usarlo direttamente al momento di servire la zuppa.
    Oppure per preparare la tradizionale #zuppadimiso

    CONTROINDICAZIONI
    E’ un prodotto salato – il sale è fondamentale per il processo di fermentazione – quindi bisogna dosarlo: per esempio usarlo per un brodo senza aggiungere ulteriormente sale, oppure per preparare un condimento per l’insalata omettendo sempre il sale.

    Prossimamente ricetta di zuppa di miso al completo… stay tuned!

    Il #verde è il colore a cui si pensa quando si dice #Primavera!

    In Primavera tutto riprende vita a partire dalle piccole foglie e piante e il loro brillantissimo e spiccato colore è il verde! La primavera silenziosamente stà arrivando nonostante i clamori del virus..facciamole spazio piano piano.

    Quotidianamente il colore verde dovrebbe essere presente nei nostri piatti. In particolare in Primavera la #macrobiotica ci suggerisce di fare molto attenzione al nostro fegato e per pensarci in maniera semplice senza dover andar a far la spesa con un libro di scienze della nutrizione sotto il braccio ci da delle #sempliciindicazioni:

    🥬 usare piante a foglia verde
    🌱 usare germogli e piante giovani e tenere
    🍋 dare spazio tra i sapori al gusto leggermente “acido”

    Insomma, se ci pensi, riassunto vuol dire
    ❗️“Mangiare ciò che ti offre la stagione”❗️
    In macrobiotica l’uso delle #foglieverdi è caldamente suggerito per favorire la depurazione del nostro corpo e alleggerire il lavoro del #fegato. In effetti tutto ciò che è verde è ricco di clorofilla, e LA CLOROFILLA COSA FA?!? 🤔
    La #clorofilla per esempio:
    🌱 stimola il sistema immunitario
    🌱 favorisce la depurazione del fegato
    🌱 combatte l’anemia
    🌱 regola la pressione arteriosa

    Usare degli ingredienti a foglia verde in maniera semplice è un buon modo per ottenere dei benefici in questo senso, quindi oggi… let’s make #pesto!

    Vista la stagione, e il momento che stamo vivendo, ho scelto il #crescione per preparare il pesto. Ancora poco conosciuto da noi, in altri paese viene annoverato tra le #piantemedicinali e #superfood perché molto ricco di nutrienti, soprattutto di vitamina C (sempre lei, la più amata del momento!!!). Inoltre fa parte della famiglia dei #cavoli, quindi ne condivide alcune proprietà (la presenza di glucosinolato che è una molecola famosa per la sua capacità anticancerogena!).

    Il crescione ha un sapore pungente, ricorda la rucola con una punta di senape!!

    🥣Ecco come lo preparo: 👇

    Ingredienti
    📌un mazzetto di #crescione (tra i 100 e i 120 g)
    📌una manciata di #mandorle
    📌1 cucchiaino di #capperi dissalati
    📌1 spicchio di #aglio
    📌#Olio evo q.b.

    Procedimento
    Ripulisco il crescione dai gambi più grossolani e uso sia le foglie che i gambi più piccoli e teneri: trito grossolanamente a coltello il #crescione, le #mandorle, #capperi e #aglio e poi le pesto in un mortaio. Per una versione più rapida un #mixer va benissimo: la vostra clorofilla non se ne avrà troppo a male! Aggiungo infine l’olio evo.

    ‼️👉Se non hai il crescione puoi provare con la #rucola: ha anch’essa un ottimo potere sul fegato.

    Io l’ho usato con delle #linguine integrali calabresi insieme a delle mandorle tostate e uvetta! Ma va benissimo per #cereali piuttosto che per arricchire un #sandwich fatto con un buon pane!

    🤓Maggiori info sulla clorofilla: www.academicfoodjournal.com

    STAY TUNED!!!
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