Gli gnocchi di patate cosa hanno di speciale per te?!? Per me che siano fatti a mano praticamente uno ad uno!!

Prima impastati, poi l’impasto arrotolato in cordoncini e infine questi cordoncini tagliati e rotolati nella farina passando tutti attraverso le mani uno ad uno. Hanno bisogno delle massima attenzione e quando si presta tanta cura ad un piatto non può non essere buono! Questa almeno è la mia teoria, e la tua?

Oggi la ricetta prevede la preparazione di questi gnocchi di patate magenta, dal colore rosa timido e dal gusto delicatissimo. Se sei di corsa saranno buonissimi anche con un filo di olio evo e della salvia, ma visto che io non lo ero ho preparato una pestata di foglie fresco di basilico e mandorle.
Le patate magenta hanno un gusto ottimo e se vuoi provarle in altre preparazioni prova per esempio questa idea

Questa ricetta è:
senza uova
senza lattosio e latticini
senza burro
vegan
facile e veloce da realizzare

Se non te la senti di affrontare questa ricetta da solo/a ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

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Ingredienti gnocchi per 3-4 persone
500 g di patate magenta
100-150 g di farina di grano timidia integrale
Per la ricetta della pestata di foglie fresche di basilico e mandorle vedi qui
oppure per variare pesto basilico e pistacchi oppure pesto di rucola

Procedimento
Scegli delle patate più o meno delle stesse dimensioni e falle cuocere in vaporiera (o forno a vapore): così facendo le patate manterranno tutto il loro sapore e inoltre assorbiranno meno acqua.
Quando le patate sono ben cotte sbucciarle..lo so, saranno bollenti ma l’ideale è lavorarle calde per quanto possibile.
Una volta sbucciate schiacciarle con uno schiaccia patate e raccoglierle in una terrina capiente: aggiungere poco alla volta la farina alle patate e impastare: dovrai ottenere un impasto sodo e omogeneo. Aggiungere più farina renderà gli gnocchi più sodi ma farà anche perdere un pò il sapore delle patate magenta così delicate. L’uso di una minore quantità di farina farà emergere il sapore delle patate e renderà gli gnocchi più morbidi.
Dopo aver ottenuto l’impasto tagliarlo in 5 pezzi e da ognuno ottenere dei cordoncini di impasto e con un tagliapasta tagliare dei pezzetti di circa 1 cm: ripassarli bene nella farina e quindi metterli da parte. Procedere con i restanti.
Preparare una pentola con acqua salata e portarla ad ebollizione. Gettare in acqua gli gnocchi delicatamente e poco per volta e ripescarli quando vengono su a galla.
Se sarà stata usata poca farina verranno a galla molto più velocemente, ma attenzione che non scuociano!
Condirli con pesto secondo i propri gusti!

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Fave e baccelli?!?
Si hai presente quando acquisti le fave, magari 1 kg e torni a casa con la tua busta piena, le sbucci e ti rimangono in una terrina a malapena 300 g di fave e dall’altra parte una montagna di bucce da buttare nel’organico?!?

Ecco ci sono delle alternative finchè è primavera e puoi avere a disposizione delle fave che siano:

– fresche con i baccelli integri, senza macchie nere e ben idratati di modo che siano ben teneri;
– biologiche, cioè assolutamente non trattate, così che si possano usare i baccelli esposti all’ambiente senza remore.

Se ci sono queste caratteristiche allora sappi che puoi utilizzare per i tuoi piatti anche i baccello!
PRO:
I baccelli delle fave hanno un sapore estremamente delicato, delizioso!
Una buona parte delle proprietà nutrizionali delle fave sono contenute anche nel baccello (ebbene si!) quindi le userai anzichè buttarle;
Si riducono decisamente gli sprechi.

CONTRO
Non tutti amano la consistenza della buccia, carnosa e leggermente “pelosa”!

…Ma ai “contro” si può rimediare con alcuni metodi di cottura…per esempio perchè non preparare una tempura con i baccelli oppure fare un pesto dopo averli sbollentati o ancora ripassarle in abbondante olio evo?!?

Io oggi vi propongo una ricetta primaverile di un orzo con fave e baccelli. Nella medicina cinese l’orzo e gli alimenti verdi sono gli ideali per la primavera: si consiglia anche di andare direttamente per i campi a raccoglierli, non solo per poterle poi mangiare appena raccolte, ma perchè lo stesso verde intorno rilasserebbe il sistema Fegato.. Pensaci la prossima volta che vai a fare una passeggiata nel verde!!

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Non solo… se ancora non lo sapessi, ti ricordo che anche quest’anno collaboro alla realizzazione della Primal con Irene Sgarbi, dal 22 al 29 Giugno: è un processo fondamentale soprattutto se sei arrivato alla conclusione che vuoi diventare l’adulto che avresti sempre desiderato avere accanto da bambino!

Orzo con fave e baccelli

Ingredienti
230 g di orzo perlato
500 g di fave (con baccello)
1 aglio novello piccolo con le sue foglie
2 foglie di salvia sclerea
qualche fogliolina di menta
olio evo
sale
Procedimento
Cuocere l’orzo in abbondante acqua salata.
Sbucciare le fave mettendo da una parte i baccelli.
Cuocere in acqua bollente salata le fave per 2-3 minuti.
Prendere 5-6 baccelli, lavarli, tagliarli a pezzettini e asciugarli su un canovaccio pulito. I baccelli si ossidano in fretta quindi passare subito alla cottura: in un pentolino aggiungere abbondante olio e friggere i baccelli delle fave per pochi minuti per lato, quindi scolarli e salarli mettendoli da parte.
Tagliare finemente la salvia sclerea e l’aglio comprensivo di fusto e foglie e farli rosolare in un tegame con olio evo. Aggiungere le fave e qualche fogliolina di menta quindi spegnere e aggiungere l’orzo ad insaporire: infine aggiungere i baccelli e servire.

I consigli di Jyoti
Se non hai a disposizione Salvia Sclerea e aglio giovane puoi sostituire con salvia tradizionale e con uno spicchio di aglio a magari alcune foglie verdi di cipollotto tagliati finemente!

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Il tempeh può essere un ottimo sostituto delle proteine animali per un secondo veloce e appetitoso. Il tempeh, contrariamente ai legumi che vanno comunque “premeditatati” (mettere in ammollo per esempio e cuocerli) può essere una buona scelta per un pranzo da realizzare last minute, quindi averne una confezione in frigo può essere una scelta intelligente come salva-pranzo.

Il tempeh è un prodotto fermentato, derivante dalla soia per l’esattezza, anche se oggi lo si può trovare anche come prodotto della fermentazione dei ceci oppure dei fagioli. Le sue origini sono lontane, in Indonesia, dove lo si trova in ogni casa, poichè cibo povero, infatti è un ingrediente principe dello street food indonesiano (ti ricordi il Gado Gado!) .

Se sei un fan dell’autoproduzione potresti avventurarti nel processo di fermentazione che porta alla produzione del tempeh (è necessario per partire uno starter che io di solito trovo qui ).
Se invece sei alle prime armi, per iniziare puoi comprarlo il tuo tempeh già pronto in qualche negozio di alimenti biologici, confenzione al naturale, in mdo che possa essere tu a conferirgli gusto con questa ricetta.

In questo caso ho usato verdure che si possono avere facilmente in casa in questa stagione: cipolle, carote, ravanelli e sedano. Anche se qualcuno storce il naso con il sapore pungente dei ravanelli consiglio di provarli in cottura: perdono il sapore pungente diventando delicatamente dolci.
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Tempeh al rosmarino con verdure agrodolci e olive taggiasche

Ingredienti

150 g di Tempeh al naturale
un mazzetto di rosmarino
3 cucchiai di tamari
olio evo
sale
Per le verdure
2 carote
1 cipolla rossa
5-6 ravanelli
2 cucchiai di olive taggiasche
2 spicchi di aglio
sedano
1-2 cucchiai di aceto di mele
olio evo
sale marino

Procedimento
Cubettare il tempeh e metterlo in un contenitore con il rosmarino tritato, il tamari e l’olio evo: lasciar riposare per almeno 30 minuti, meglio 2 ore.
Tagliare la cipolla rossa a spicchi grossolani, le carote a losanga, il sedano grossolano, e i ravanelli in 4 spicchi. In un tegame versare l’olio evo e aggiungere gli spicchi di aglio intero a rosolare quindi aggiungere le altre verdure: far cuocere insieme mescolando per una decina di minuti, quindi aggiungere anche le olive e due cucchiai di aceto di mele, continuando a far cuocere per altri 10 minuti circa aggiungendo anche il sale.
In contemporanea cucinare il tempeh con la sua marinatura in una padella a parte, facendolo rosolare un pochino. A fine cottura aggiugere i tempeh alle verdure e terminarli insieme. Servire caldo.

Questo è quel periodo dell’anno in cui ancora non hai capito bene se la transizione verso l’Autunno uggiolino e piovoso è avvenuta oppure c’è ancora spazio per le t-shirt mezze maniche e qualche ora al sole. Nell’incertezza quindi metto su la t-shirt a mezze maniche, la felpa e la giacca antivento..
Ecco la mia ribollita di oggi è stata di transizione come per il clima. Uno dei miei contadini preferiti aveva sia il cavolo nero che dei splendidi pomodorini maturi: la fine dell’Estate e l’inizio del denso Autunno uniti insieme!

Per riuscire a superare indenne questi cambi di stagione io mi affido ad un alimentazione a base di tutti gli ortaggi di stagione disponibili e ad una buona dose di calore dato dalle lunghe cotture, quindi la ribollita in questa incertezza mi è sembrata un punto fermo.

Ho usato un misto di legumi, fagioli borlotti, cannellini e ceci e le verdure che la stagione di transizione offre sono: pomodorini, cipolle, cavolo nero, carote, foglie di broccoli, cappuccio. Profumo di rosmarino e un pò di origano e fuoco basso e la lunga attesa per la cottura terminano la lista degli ingredienti.

Una zuppa calda alleggerisce il cuore e scalda i pensieri.. Pensaci quando stai per scegliere cosa preparare per cena!

Buona Ribollita e buon Autunno!

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Ingredienti (per 5-6 persone)

200 g di cannellini lessati

200 g di borlotti lessati

200 g di ceci lessati

200 g di pomodorini maturi

8 foglie di cavolo nero

2 cipolle

2 carote

100 g di cavolo cappuccio

le foglie di un broccolo

rosmarino, origano

1 spicchio di aglio

olio evo

sale

Procedimento

Trita la cipolla e l’aglio. Taglia a cubetti la carota. Lava i pomodorini e ripulisce le foglie del cavolo nero dalle nervature centrali tenendole da parte.

In una pentola a fondo pesante versa 2 cucchiai di olio e aggiungi la cipolla, l’aglio e la carota e fai cuocere a fuoco basso per 10 minuti circa mescolando di tanto in tanto. Aggiungi successivamente le nervature del cavolo nero tritate e i pomodorini: interi se sono molto piccoli altrimenti tagliati a metà. Continua a far cuocere lentamente per altri 15 minuti circa.
Aggiungi quindi i legumi e fai cuocere insieme alle verdure: aggiungi del liquido fino a ricoprire, può essere il liquido di cottura dei legumi oppure del brodo vegetale.

Dopo circa 30 minuti con un frullatore ad immersione frulla una parte di legumi nella pentola: basterà attivare il frullatore per pochi secondi.

A questo punto aggiungi le verdure in foglie tagliate a chiffonade e fai cuocere per circa 10-15 minuti ancora, e aggiungi anche il rosmarino tritato, origano e aggiusta il sale, quindi spegni il fuoco e fai riposare la zuppa.

Ottima servita con dei crostini, decisamente migliore il giorno dopo!

Enjoy

 

L’autunno quest’anno tarda ad arrivare metereologicamente.. Mi sono ritrovata oggi, il 21 Settembre, a dare il benvenuto all’autunno raccogliendo pomodori maturi da una pianta nata spontaneamente in giardino! Erano perfetti e ottimi per preparare una splendida passata di pomodoro, cucinare al volo per poi usarla per il mio ragù di Esaù.

La bellezza di questa ricetta non è soltanto che è gustosissima, ma che è un ottima soluzione al famoso “piatto unico” che spesso è un dilemma: l’energia del cereale (grano timilia trasformato in pasta) e i legumi (lenticchie protagoniste del ragù). Accosta una porzione di verdure, crude o cotte, e un pranzo completo è pronto!

…Perchè completo e equilibrato?!?

Perchè unire ai carboidrati di un cereale (in questo caso farinaceo, la pasta) le proteine (in questo caso le lenticchie) comporta avere un buon apporto di proteine e fibre che contribuiscono a stabilizzare il rilascio degli zuccheri nel circolo sanguigno e come conseguenza ci rendono anche sazi più a lungo! Accostare delle verdure naturalmente ci consente di avere anche la nostra dose quotidiana di vitamine!

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Ingredienti

160 g di spaghetti di grano timilia (o altri a scelta)

300 ml di passata di pomodoro fresca

1 carota piccola

1 cipolla

2 dita di sedano

1 spicchio di aglio

1/2 bicchiere di vino bianco

250 g di lenticchie lessate al dente (per la preparazione dei legumi leggi qui )

rosmarino e origano

olio evo

sale

Procedimento

Trita finemente cipolle,carota, sedano e aglio. In una padella cuoci le verdure tritate con un paio di cucchiai di olio di oliva: fai rosolare lentamente. Quando si saranno ben cotte aggiungi le lenticchie, l’origano e il rosmarino tritato amalgamando insieme e infine il vino bianco: cuoci ancora lentamente facendo evaporare il vino. Dopo che avrai fatto evaporare anche il vino aggiungi la passata di pomodoro e aggiusta di sale, copri e fai cuocere lentamente per circa 30 minuti o comunque fino a far ridurre.

Cuoci la pasta al dente e condisci con il ragù aggiungendo qualche foglia di basilico spezzettata a mano e… buon appetito!

Ho sentito diverse persone negli ultimi tempi che vorrebbero cambiare la propria alimentazione, dedicarsi, impegnarsi ma devono fare i conti con tempistiche e organizzazione. Quando si parla di legumi lo sguardo della maggior parte dei miei interlocutori si trasforma e sembra che l’unico pensiero che si delineii sia:

lunghe ore in cucina a guardar bollire una pentola di ceci e pasti tristi a base di legumi sconditi!” …

Non è esattamente così! Ma potrebbe diventarlo se non si conoscono alcune regole base e non ci si organizza.

Questo post serve proprio a far conoscere quali sono le regole base per cucinare i legumi  e rassicurarvi su come organizzarsi. Ancora in tantissimi non conoscono l’ABC per cuocere un legume, oppure ingenuamente si fidano di quanto riportato sulle etichette che non sono sempre attendibili.

Quali sono i legumi?

Nel nostro quotidiano i legumi che incontriamo sono soprattutto ceci, lenticchie, piselli, fagioli, soia, cicerchie, fave, lupino, arachide (si anche le arachidi sono legumi!), carrube (leguminose anche loro) ma anche fagiolini e taccole. Mi soffermerò soprattutto sui legumi secchi, quelli che danno più da pensare ai più.

La varietà dei legumi secchi è ancora più ampia se si pensa alle varianti per ogni tipo:

lenticchie: lenticchie verdi, mignon, beluga, rosse decorticate, gialle, bianche..

fagioli: cannellini, borlotti, red kidney, azuki, mung, corona, neri, d Spagna..

soia: soia bianca e nera

ceci: ceci comuni e ceci neri

Non si può certo dire che se scegliamo di mangiare legumi mangeremmo ogni giorno la stessa cosa: la varietà esiste ed è tanta.
I legumi sono quell’ingrediente che apporta al nostro pasto soprattutto proteine, quindi carboidrati e una vasta gamma di minerali: i grassi sono in minima quantità nei legumi salvo delle eccezioni come le arachidi e la soia.

LEGUMI E AMMOLLO, PERCHE’?

I legumi vanno sempre ammollati salvo delle eccezioni. L’ammollo serve per far assorbire acqua, quindi reidratarli e cuocere al meglio e in minor tempo. Questo è l’aspetto pratico ma vi è anche una motivazione nutrizionale, poichè l’ammollo riduce i fitati presenti nei legumi. Con un ammollo i fitati possono essere ridotti dal 4 al 51 % circa. I fitati sono delle sostanze naturalmente presenti nei legumi (e non solo) e hanno una funzione di preservazione per il seme, e legano dei minerali (magnesio, calcio, ferro, zinco) sequestrandolo dall’ambiente. Grazie all’ammollo i fitati si scindono e i minerali tornano di nuovo disponibili per noi.
E’ un meccanismo di difesa naturale del seme: si assicura tutti gli elementi necessari per germinare al momento giusto e diventare pianta! E condivisibile!! Tramite l’ammollo li rendiamo di nuovo disponibili per noi.

Quindi l’ammollo è sempre auspicabile, anche quando si tratta di legumi molto piccoli che apparentemente si cuociono in breve tempo come le lenticchie.

AMMOLLO E TEMPI

A seguire alcune indicazioni di massima sui tempi di ammollo che consiglio:

Ceci: 12-24 ore

Fagioli: mediamente 12 – 24 ore con eccezioni (ad esempio azuki 4-8 ore)

Fave: 8-14 ore

Lenticchie: 2 – 8 ore

Cicerchia: 8-24 ore

Come mai ci sono queste grandi variazioni di tempi? Ma insomma, i ceci devono stare in ammollo 12 ore o 24 ore?!?

I tempi di ammollo possono variare in base alle caratteristiche dei nostri legumi, quindi varia con

  • le dimensioni: più sono grandi più l’ammollo sarà lungo perchè si possano idratare (prova a pensare alla differenza che c’è tra un fagiolo Corona e un fagiolo azuki);
  • la “vecchiaia” dei legumi, ossia la data di produzione. I legumi continuano ad asciugarsi e diventare sempre più secchi con il passare dei mesi per questo motivo il vostro pacchetto di fagioli rimasto chiuso in dispensa per due anni avrà bisogno di un ammollo più lungo rispetto a dei fagioli raccolti 3 mesi prima.

Legumi come le lenticchie, di piccoli dimensioni, solitamente non vengono ammollati perchè nella nostra esperienza si cuociono in un tempo relativamente breve. Ai fini pratici l’ammollo non sembra quindi molto utile, ma ai fini nutrizionali (i famosi fitati di cui si parlava sopra) invece l’ammollo è utilissimo.

L’ammollo va fatto con acqua potabile, senza aggiunta di sali, in un contenitore che contenga almeno il doppio del volume di acqua rispetto ai legumi.

COTTURA

Finito il tempo di ammollo dei legumi e dopo averli risciacquati abbondantemente si può procedere alla cottura. Usa una pentola capiente in modo da versarci i legumi e ricoprirli abbondantemente con l’acqua. In acqua di cottura si può aggiungere a scelta:

alga kombu: ottima per la cottura dei legumi sia per la sapidità che rilascia nell’acqua (unami) sia per i nutrienti

erbe aromatiche: alloro, rosmarino, timo, finocchio, origano sono erbe aromatiche che favoriscono la digestione dei legumi oltre a conferire un ottimo aroma. Possono essere usate individualmente o mescolate.

spezie: chiodi di garofano, cardamomo, coriandolo, cumino, anice stellato sono spezie che aiutano anch’esse la digestione dei legumi e anche conferiscono un buon aroma.

Puoi provare ad usare uno solo di questi ingredienti oppure preparare dei mix: alloro e anice stellato per i fagioli bianchi, cumino e timo per le lenticchie oppure origano e coriandolo per i borlotti…

Aggiungi il sale solo a fine cottura.

Ecco alcuni esempi di tempi di cottura*:

Ceci: tra 1  e 1 ora e 30 minuti

Fagioli: tra 1 e 2 ore

Lenticchie: tra i 15 e 30 minuti

Cicerchia: tra 30 minuti e 1 ora

* I tempi sono comunque estremamente variabili: nessun seme è uguale all’altro.. per fortuna!

 

ORGANIZZAZIONE

Tutti noi abbiamo anche altro da fare nella vita oltre che cucinare i legumi, un pò di saggia organizzazione può essere utile.

Tutte le volte che posso farlo, preparo i legumi da consumare al momento, con la dovuta programmazione: hai bisogno di sapere il giorno prima cosa sarà il pranzo del giorno dopo. Questo tipo di programmazione a molti piace.

Puoi preparare dei legumi in più e conservarli per un paio di giorni in frigorifero: se cucini dei ceci puoi preparare oggi la pasta e ceci e domani un hummus. Nel caso i legumi fossero tanti ogni tanto puoi pensare a congelare una piccola porzione. Per me usare il congelatore non è un sacrilgio!!! =) Soprattutto se congeli dei legumi preparati da te per evitare di mangiare cibi pronti in un altro momento in cui arrivi a casa troppo stanco/a o tardi per poter pensare a mettere insieme una cena: in quei casi i tuoi legumi precedentemente congelati possono salvarti dai cibi pronti del supermercato.

Credo che sia necessario in alcuni casi scegliere il male minore, e sicuramente scegliere di cucinare con cura i propri legumi, suddividerli in piccole porzioni da congelare e conservare per quei momenti in cui l’alternativa sarebbe una cena a base di pizza surgelata!

Sconsiglio a tutti di fondare la propria alimentazione su cibi congelati, ma per comodità avere ogni tanto i nostri legumi da scongelare e scaldare può essere di grande aiuto proprio a mantenere un nostro equilibrio che sempre più spesso è delicato a causa della frenesia della nostra vita.

MANGIARE LEGUMI LESSATI?

Una volta che i legumi sono pronti il gioco è fatto, ti servirà pochissimo per insaporirli, il tuo sentiero non sarà costellato di lenticchie e fagioli sconditi da ora in avanti..

Esistono molte ricette ma i miei consigli per ricette veloci sono questi:

  • prepara delle salse e creme frullando i legumi con delle spezie e aromi..pensa all’hummus con i ceci che puoi fare anche con i cannellini, oppure ad una crema di lenticchie e senape o ancora i piselli con menta..
  • saltali in padella con poco olio e le erbe aromatiche o spezie di turno: fagioli con aglio e salvia, ceci con rosmarino, fave con capperi, lenticchie con zenzero..
  • insaporiscili con le verdure disponibili di stagione: borlotti con pomodorini e cipolle, ceci con porri e carote, lenticchie con zucca, cannellini con zucchine e cipollotti…

 

Se sei riuscito/a ad arrivare in fondo a questo post puoi affrontare qualsiasi legume! Provaci and enjoy!

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Avevo dimenticato quanto fossero buoni e versatili gli sformati!

Volevo provare una ricetta croata ma alla fine l’ho dirottata verso questi piccoli e deliziosi tortini di riso semintegrale. L’uso del forno in estate ha i suoi “contro”, ma basta aspettare una serata più fresca per adoperarvi…Oppure mette questa ricetta nel cassetto per la fine di agosto.. Finchè ci son peperoni c’è speranza!!!
E se proprio non ti va di cucinare.. c’è sempre in vista il nostro prossimo #HealthyHour che è l’1 Agosto e coincide con l'”Earth Overshoot Day” per il 2018.

L’1 agosto 2018 (un giorno prima rispetto al 2017) è il giorno nel quale l’umanità consuma le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno:  significa che da questo giorno in poi stiamo consumando più di quanto il pianeta potrebbe produrre, lo stiamo “sfruttando”. Non potevamo rimanere indifferenti e quindi abbiamo deciso di dedicare il nostro HealthyHour a questa giornata, perchè il cibo non è solo una questione di gusto, ma uno dei tanti strumenti a nostra disposizione per il nostro cambiamento e per sostenere il nostro pianeta.  Tutti i partecipanti riceveranno un piccolo dono simbolico da parte nostra per poter prendersi cura di un “pezzettino” di pianeta!

Prendendoci cura del nostro corpo ci prendiamo cura del nostro “tempio”… prendendoci cura del pianeta ci prendiamo cura della “casa” in cui è custodito il nostro tempio!

 

Ingredienti

200 g di riso semintegrale

1 peperone giallo

1 cipolla rossa grande o due piccole

olio evo

salsa ai peperoni

1 peperone rosso

1 cucchiaio di capperi

1 cucchiaio di olio evo

2 cucchiai di mayo oppure una manciata di noci

peperoncino di Espelette o altro peperoncino delicato

Procedimento

Arrostisci su una piastra il peperone rosso in modo che si possa eliminare la pellicina e il peperone sia morbido. Taglia il peperone giallo a listarelle e spadellarlo in una padella antiaderente con poco olio e un pizzico di sale.

Trita la cipolla rossa e falla cuocere in un tegame con olio evo, quindi aggiungere il riso e insaporire: a piacere si può aggiungere un pò di vino bianco come per un risotto. Aggiungere quindi l’acqua bollente (1:1,5) ricoprendo tutto, il sale e lascia cuocere.

Nel frattempo, dopo aver spellato il peperone rosso, frullalo con i capperi, olio evo, la mayo o le noci e se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua: deve risultare una salsa densa.

Sulla fine cottura del riso aggiungere i peperoni gialli e la salsa e amalgamare insieme.

A questo punto sarebbe già un ottimo risotto ai peperoni il risultato ma per i tortini si va avanti…

Versa il riso in degli stampini o in un unico stampo grande e inforna a 180°C per 15 minuti in modo che formino una leggere crosticina e servi tiepidi.

 

Ricordo ancora molto bene la prima volta che andai a trovare mia zia a Genova da giovanissima: mi avrebbe preparato la pasta al pesto “come la facevano a Genova” mi disse… Così, nella pentola in cui bolliva l’acqua per la pasta cominciò a buttarci una patata tagliata piccola e dei fagiolini e alla fine le sue trenette.. Era la prima volta che vedevo preparare la pasta al pesto in questo modo, e soprattutto con così tanta dedizione. Scolò tutto insieme e la termino con il suo pesto rigorosamente fatto da lei (non poteva essere concepibile null’altro!): nella sua fresca piccola cucina in una calda giornata di fine agosto rimasi estasiata!
Questa ricetta è tanto semplice quanto deliziosa. Nella mia variante ho voluto preparare un pesto semplice al basilico e pistacchio, ma anche la versione più tradizionale con noci e pinoli va benissimo.

Pasta e patate?!? Solitamente non è l’accostamento più indicato dal punto di vista nutrizionale, ma se la tua alimentazione è equilibrata e questo abbinamento è solo occasionale allora può  andar bene! Nella mia esperienza ho visto come sono le abitudini malsane quelle di cui dobbiamo preoccuparci e non dei piaceri occasionali che ci concediamo (naturalmente fatti sempre con cura e al meglio delle nostre possibilità)!
Non è nemmeno un attentato per la dieta come molti pensano: la piccola quantità di patate unita all’uso dei fagiolini che sono ricchissimi di acqua e fibre rendono il piatto abbastanza equilibrato.

La presenza della patata in cottura della pasta rende l’acqua più ricca di amido e quindi fa legare meglio il tutto, rendendo superfluo l’uso di troppi grassi, panna e/o formaggi.
Procediamo..

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Ingredienti per 2 persone

160 g di linguine di grano timilia (oppure di semola grano duo a scelta)

200 g di fagiolini teneri

100 g di patate tagliate a tocchetti o fette

1 mazzetto di basilico fresco

3 cucchiai di pistacchi sgusciati

1/2 spicchio di aglio (facoltativo)

olio evo

sale

Procedimento

Pulisci i fagiolini e tagliarli a pezzetti lunghi 3 cm.

Fai bollire l’acqua per la pasta, salala e a ebollizione aggiungi le patate. Dopo 2-3 minuti aggiungi i fagiolini e la pasta (è considerata una pasta con tempi di cottura di 5-6 minuti).

Nel frattempo in un mortaio pesta i pistacchi insieme al basilico spezzettato ed eventualmente l’aglio, aggiungendo l’olio poco per volta. Puoi aiutarti anche con un tritatutto per far prima o per grosse quantità. Il mortaio ha il pregio di mantenere inalterati gli olii essenziali e quindi il pesto rimane molto più profumato ma spesso è utile anche essere pratici e veloci e in questi casi può andar bene un tritatutto.

Scola tutto insieme ed eventualmente tieni un pò di acqua di cottura. Usa il pesto ottenuto per condire tutto e servi subito. Enjoy!

 

Ultimo giorno di Febbraio ma il tempo sembra essere tornato indietro… E’ cominciato adesso il freddo!
Giornate molto fredde che forse hanno colto qualcuno (o più di qualcuno) alla sprovvista mentre si stava preparando per la Primavera.. La Primavera sotto sotto c’è..arriva..si prepara.. l’energia che si muove come l’acqua sotterranea durante l’Inverno stà cercando la via per risalire e venire su in superficie.. E’ il movimento energetico che si fa in questa stagione.
E’ quello che fa la Natura intorno a noi (le piante si muovono dal letargo verso la comparsa dei germogli) e quello che fa la Natura in noi (se alziamo le nostre antenne lo sentiamo nel nostro corpo e nei nostri cicli che cambiano).
Ma torniamo a questi giorni ancora freddi e inaspettati e ai fagioli!!! C’è bisogno di scegliere in cibo giusto in queste occasioni… Io ho messo al bando le grandi terrine piene di insalate di tutti i tipi e oggi ho optato per contrastare il freddo esterno per un piatto semplice, molto conosciuto e forse anche per questo un pò sottovalutato, come la nostrana “pasta e fagioli”!
I fagioli sono nella medicina cinese tra gli alimenti che possono sostenerci in Inverno e soprattutto dagli attacchi del freddo (ricordate la loro forma di piccolo rene.. ecco secondo la medicina cinese vanno a supportare in particolar modo i nostri reni che il freddo lo patiscono veramente tanto): borlotti, cannellini, azuki, neri, rossi kidney… ci si può sbizzarrire con questi legumi alleati dei reni.

Piccole accortezze e scelta di ingredienti speciali posso rendere questo piatto un esperienza unica sia per il benessere del corpo che per quello del palato!

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Ingredienti

100 g di fagioli borlotti secchi
160 g di penne di grano Timidia
1 cipolla rossa
1 carota
1 costa d sedano
2 foglie di alloro
1 spicchio di aglio
1 pezzettino di alga kombu (facoltativa)
olio evo
shoyu
origano e maggiorana
peperoncino d’Espelette (o altro peperoncino)
sale

Procedimento

Mettere in ammollo i borlotti per almeno 8-10 ore (tutta la notte per esempio) quindi risciacquarli e ricoprirli abbondantemente di acqua e farli cuocere con allora e un pezzettino di alga kombu per circa 30-40 minuti.
In un altro tegame aggiungere il sedano, cipolla, carota e aglio tritati. Aggiungere poco olio e shoyu e far cuocere a fuoco basso per 10 minuti circa. Passato questo tempo aggiungere i cannellini che avevano già cotto per 30-40 minuti con la loro acqua di cottura e aggiungendo anche un pizzico di sale. Chiudere con un coperchio e far cuocere  fuoco basso per 20 minuti circa. Aggiungere al termine origano e maggiorana.
Finita la cottura mettere da pare 1-2 mestoli di fagioli borlotti, quindi cuocere le penne con i borlotti. L’acqua di cottura non deve essere troppo abbondante nè troppo poca in modo da “risottare” la pasta. A parte di può tenere dell’acqua bollente salata da aggiungere in caso l’acqua fosse troppo poca.
Sul finire di cottura della pasta (dopo 4-5 minuti) aggiungere il peperoncino e mescolare.
Spegnere il fuoco e spolverare con origano e se necessario aggiungere olio di oliva. Servire calda.
Enjoy!

Siamo nel periodo più freddo dell’anno, tra poco arrivano “i giorni della merla”: mia mamma mi racconta regolarmente ogni anno (ogni volta come fosse la prima volta) che si chiamano così perchè sul finire di Gennaio una giovane merla aveva troppo presto cominciato a cantare in giro che ormai l’inverno era finito. Gennaio risentito volle dimostrare che fino all’ultimo giorno avrebbe potuto dare il “meglio” di sè, le giornate più fredde.. Rifacendosi così sulla piccola merla un pò presuntuosa.
Allora visto che il nostro corpo ha delle esigenze da ascoltare e rispettare, se il freddo è un problema potremmo andargli incontro anche attraverso il cibo, con dei piatti che contribuiscono a “scaldare” il corpo.
Oggi ho scelto i pizzocheri con funghi shiitake e cavolo nero!
Il grano saraceno (di cui sono fatti i pizzoccheri) è tipico di paesi freddi, il cavolo nero cresce molto meglio con il freddo (il cavolo nero riccio ha bisogno della brina per venir su ancora più bello!) sono due ingredienti perfetti “energeticamente” per questo periodo nella cucina macrobiotica. I funghi shiitake, tra le loro tante proprietà, sono da supporto per il sistema immunitario, facendo si che ci sia una migliore risposta da parte del corpo (Journal of American College of Nutrition)..
Insomma se siete freddolosi un bel maglione e un piatto di pizzoccheri con cavolo nero e shiitake potrebbero essere la soluzione!!!


Ingredienti
150 g di pizzoccheri (scegli quelli con la maggiore percentuale di grano saraceno oppure procedi con l’homemade!!!)
1 mazzo di cavolo nero
1 mazzetto di erbette di stagione a scelta oppure della verza
250 g di funghi shiitake freschi (se non li trovi procedi con dei funghi di tuo gradimento)
1 spicchio di aglio
shoyu (facoltativo)
olio evo, sale, pepe
Per condire ulteriormente (facoltativo)
salsa di anacardi
Procedimento
Pulisco dalla nervatura centrale il cavolo nero e lo metto in una pentola con l’acqua che servirà per cuocere i pizzoccheri e porto ad ebollizione. Pulisco anche le altre verdure e le taglio.
Pulisco i funghi e taglio a fettine quindi li salto in padella con aglio, olio, shoyu oppure poco sale fino a quando non sono cotti.
Faccio cuocere i pizzoccheri e gli ultimi 3 minuti di cottura aggiungo le verdure tagliate e pulite. Scolo tutto e aggiungo poco olio evo e i funghi amalgamando tutto. Per una versione semplice ci si può fermare così, altrimenti si può aggiungere un pò di salsa di anacardi per legare il tutto.
Servire caldo e ..enjoy!