Le ricette al volo..cioè quando non ho molto tempo per stare ai fornelli ma ho molta fame!!!

Ecco questa è una di quelle ricette che non richiedere delle doti culinarie eccezionali, non ti porterà via molto tempo ma sicuramente richiede qualche accortezza nella scelta degli ingredienti da tenere in dispensa.

Per esempio ho sempre in dispensa degli ingredienti ex-ordinari, eccellenti che uso in occasioni speciali oppure quando ho pochissimo tempo per cucinare… Eh si perchè sono quegli ingredienti che anche “spogliati” di qualsiasi condimento si esprimono alla grande.. Come per esempio succede con la pasta. Ho sempre in dispensa dei formati di pasta che anche con un filo di olio di oliva mi rapiscono come un cantastorie. Per es. la pasta stroncatura, ma ve ne ho già parlato qui e qui.

Poi avere per le emergenze un barattolo di cannellini già cotti può essere sempre utile. Non amo usare quotidianamente i legumi precotti, ma tenerne solo qualche confezione per le giornate in cui non ho proprio tempo per cucinare.
Nel caso non ti ricordassi, ho già fatto un post su come si cucinano e preparano i legumi qui.
Pasta integrale & legumi e hai già realizzato una combinazione nutriente e ti potrà dare carica nel lungo pomeriggio che ti attende, senza doverti preoccupare di proteine (perchè è vero che c’è anche il dubbio avvolte del “avrò mangiato abbastanza proteine”?).

Allora abbiamo fagioli, abbiamo pasta integrale…adesso ci manca qualcosa per rendere speciale il nostro piatto…senza troppo impegno magari.. Ecco che arriva in nostro aiuto allora l’aglio nero!

L’aglio nero è aglio che è stato sottoposto ad un processo di “invecchiamento” (diciamo cosi) con temperatura e umidità controllati. Questo trasforma l’aglio nel tempo facendogli perdere il suo caratteristico aroma forte e sapore e trasformandolo i composti in esso contenuti così che il suo sapore diventa dolciastro, profumato, ricorda vagamente il caramello e la liquirizia. Viene di solito definito come un aglio fermentato, ma in realtà l’aglio nero non si può considerare frutto di un attività microbica (appunto come accade nella fermentazione) ma più che altro frutto di una serie di reazioni chimiche che avvengono nel tempo in quelle condizioni controllate.

L’aglio nero è solitamente viene facilmente digerito e approcciato anche da chi non ama/usa solitamente l’aglio. E in effetti era nato proprio dall’esigenza di rendere il comune aglio più digeribile e utilizzabile da tutti (e si perchè l’aglio negli ultimi anni si è fatto una brutta nomea).
L’aglio nero non perde le tradizionali funzioni biologiche dell’aglio, quindi è anti-inffiammatorio, anti-ossidante e ha un azione cardio-protettiva.

La ricetta è semplicissima se hai già tutti gli ingredienti, quindi ci possiamo mettere all’opera.

Prima di andare alla ricetta non dimenticarti che è uscito il mio libro di cucina naturale “ZenKitchen 108 ricette plant-based per una cucina naturale, sana e felice”.

Sul libro trovi tante ricette a base vegetale per tutti i giorni, ma non solo: una solida base sui fondamenti della cucina naturale sana e tanti consigli e suggerimenti extra. Lo trovi su Ibs libri , su Feltrinelli e tanti altri siti di libri. Visita la pagina dedicata per saperne di più

Stroncatura con crema di cannellini all’aglio nero

Ingredienti per 2 persone

180 g di pasta integrale (io ho usato la stroncatura)
200 g di fagioli cannellini già pronti
3-4 foglie di salvia
2 spicchi di aglio nero
olio evo
sale

Procedimento

  • Porta ad ebollizione l’acqua salata per la pasta.
  • In una padella fai rosolare i fagioli cannellini con 2 cucchiai di olio e la salvia, se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
  • Butta la pasta e preparati a frullare insieme cannellini, aglio nero aggiungendo altri 2-3 cucchiai di olio evo ed acqua di cottura della pasta fino ad ottenere una crema molto liscia.
  • Scola la pasta al dente, tenendo da parte dell’altra acqua di cottura, e falla mantecare con la crema di cannellini e aglio nero ottenuta aggiungendo dell’acqua di cottura se necessario…. e bon app!

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Questo piatto l’avevo conosciuto anni fa all’instituto macrobiotico del Portogallo: lo adoravo, ma non ho mai pensato di rifarlo fino a stamattina… forse, da buona italiana, per le mie resistenze verso la presenza del tofu in una lasagna?  😅
Ma oggi, la sveglia in una mattinata fredda mi ha fatto cambiare idea e venir voglia di questo piatto: riscaldante, nutriente e allo stesso tempo delicato.

Ho deciso di provare la ricetta di Marta Horta Varatojo dal libro porteghese “Cozinha da Marta”, aggiugendo alcune mie personali varianti e il risultato è stato…. Beh… è stato “mezza teglia spazzolata via da sola in 10 minuti”, e poi prontissima a riprendere il lavoro senza pesantezza e senza la voglia di dessert post lasagna! La naturale dolcezza della zucca ha reso questo piatto per me molto equilibrato anche se molto goloso: credo che diventerà il mio nuovo comfort food invernale! 😋

La ricetta è molto semplice, e mi piace molto l’idea che sia anche una buona candidata per diventare un “piatto unico” per l’inverno.

A proposito dei piatti unici, sai che nel mio libro “ZenKitchen, 108 ricette plant-based di cucina naturale sana e felice” (dalla prossima settimana i link su dove acquistarlo!) trovi tante ricette di piatti unici e non solo: nel libro c’è un inserto in cui, fra l’altro, ti suggerisco sia i piatti unici che le combinazioni di piatti per creare menù completi e equilibrati con le ricette che trovi all’interno del libro!

Ma torniamo alla ricetta, questa lasagna è

  • semplice
  • plant-based
  • senza latticini
  • senza uova
Lasagne di zucca e tofu affumicato

Ingredienti (per 3 – 4 persone)

  • pasta di semola di grano duro
  • 500 g di zucca mondata
  • 1 carota
  • 1 cipolla grande
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 panetti di tofu affumicato
  • erbe aromatiche a piacere
  • 120 ml circa panna vegetale
  • 100 ml di vino bianco
  • olio evo
  • tamari
  • sale

Procedimento
Pulisci la carota, la cipolla e l’aglio. Grattugia tutte le verdure a julienne, puoi usare anche il disco con fori medio-larghi di un robot tritatutto (io ho usato il mio Magimix ed è stato velocissimo).
In un tegame ampio versa qualche cucchiaio di olio evo, poca acqua, il tamari per insaporire e tutte le verdure a julienne e falle stufare lentamente con coperchio per circa 25-30 minuti. Nel frattempo trita un pò di erbe aromatiche (io ho usato rosmarino, santoreggia e origano) e le aggiungi alle verdure insieme al sale. Aggiungi anche il vino bianco e continua la cottura. Le verdure saranno pronte quando saranno molto morbide (quasi a sfaldarsi): se anche rimane del liquido di cottura sul fondo tienilo per inumidire le lasagne.
Taglia i panetti di tofu in orizzontale: io da ogni panetto ho ricavato 3-4 fette.
Preparati ad assemblare la lasagna: spennella una pirofila con un pò di olio evo, fodera il fondo con il primo strato di pasta, ricopri completamente con le verdure stufate* (assicurati di aggiungere anche il loro sughetto) e aggiungi qualche cucchiaio di panna vegetale, quindi ricopri con altre sfoglie di pasta e così via fino a quando hai verdure disponibili. Termina con un ultimo strato di verdure su cui disponi le fette di tofu a ricoprire la lasagna, come un ultimo strato, e termina ricoprendo con un pò di panna vegetale e erbe aromatiche a piacere. Ricopri la pirofila con carta di alluminio e disponi in forno a 180°C per 30-40 minuti. Se vuoi che si gratini un pochino la superfice elimina la carta di alluminio 5 minuti prima di spegnere il forno.
Servila tiepida e fatti scaldare dal suo sapore e nutrire dalla dolcezza della zucca.

*L’umidità delle verdure è molto importante, perchè servirà anche ad inumidire la pasta e farla cuocere perfettamente. Nel caso in cui avessi ottenuto delle verdure troppo asciutte provvedi con l’aggiunta di qualche cucchiaio di brodo vegetale.

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Dieta vegan, vegetariana o onnivora ormai il tofu ha bussato alla porta di tutti o quasi e tutti lo hanno sentito nominare. Anche mia mamma! Qualche giorno fa al telefono mi chiede:
M: “Cosi prepari per cena?”
Io: “Tofu”
M: “Topu?!?”
Io: ” No mamma, T O F U”
M: (con tono preoccupato) ” Oh mamma mia, cos’è il TOPU?!?”

Insomma volenti o nolenti, avvezzi o meno, tutti ne sentono parlare.
Ecco qualche info per la preparazione e per sfatare qualche mito!

Il tofu è un formaggio di soia?

Il tofu non è un formaggio di soia. Ce lo può ricordare per colore, aspetto ma non ha nulla a che fare con un formaggio. Chiamarlo così è stata una “semplificazione” occidentale per classificarlo tra gli alimenti. L’uso di questo termine ci ha fatto cadere in errore, facendoci intendere che il tofu si possa mangiare tal quale, esattamente come tutti i formaggi, ma non è così, infatti…

Il tofu si mangia crudo?

Assolutamente no!
Aprire il tofu, tagliarlo a cubetti e metterlo allegramente in insalata come fosse feta NON SI FA!
Aprire la confezione di tofu, metterla in un frullatore con basilico , olio evo e pomodori secchi come suggeriscono tante ricette? DIMENTICALO!

E’ sempre meglio cuocere il tofu prima dell’uso, quindi cucinalo sempre. Non significa che non puoi metterlo più in insalata o farci le tue creme al basilico e pomodorini: prima di usarlo in questo tipo di ricette, prendi la quantità prescelta di tofu e fallo cuocere 3-4 minuti in acqua bollente, meglio leggermente salata.

Ma tanto il tofu non sa di nulla!

Ti dò una meravigliosa notizia: fondamentalmente hai ragione! Ma è proprio questo il pregio del tofu! Sei tu che puoi impremergli qualsiasi gusto tu voglia: usa basilico e olive e avrai sapori mediterranei, tante spezie per dargli un sapore asiatico, miso per dargli un tocco che ricordi il giappone… E poi cuocilo con le verdure e ne assorbirà il sapore, oppure usalo per i ripieni, polpette, burger o ancora per i dolci: e si perchè assorbirà anche i sapori dolci! Insomma si può essere più pratici di così?

E’ una roba strana!

Apri la confezione, è umido e spugnoso e ti fa orrore? Torna a al secondo punto: il tofu va cucinato, non si mangia crudo!!! Le consistenze sono di diverso tipo e fra l’altro cucinato opportunamente cambia la consistenza… ai miei corsi di cucina impari anche questo!

Non è un cibo della nostra tradizione!

Spesso ci sono dei pregiudizi verso il tofu, motivo per cui non viene usato… Per esempio: “il tofu non è un cibo della nostra tradizione” , verissimo, lo abbiamo preso in prestito dall’oriente (ma lo produciamo anche in Italia), così come importiamo il salmone o il cacao per produrre cioccolato immancabile ormai in ogni dolce. Le nostre abitudini sono cambiate nel tempo, l’importante e che cambino in manera sostenibile e non siano completamente stravolte. Sicuramente non sarà il tofu a stravolgere i nostri usi.

Il tofu fa male!

Sono stati fatti moltissimi studi sulla soia e per anni ci sono stati molte discussioni riguardo gli isoflavoni della soia e la loro capacità di mimare gli estrogeni nel corpo. Allo stato attuale i ricercatori hanno concluso che la soia (e quindi il tofu) è un prodotto sicuro per le donne. Le cose cambiano se una donna sta facendo dei trattamenti medici specifici, in questi casi verificare sempre con il proprio professionista di fiducia.

E adesso prepariamo finalmente il nostro scrumble tofu!

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Ricordati che se cucinare non fà per te, ma mangiare si, esiste il mio servizio chef a domicilio: cucino io per te e i tuoi cari e a te non resta che goderti tuttocontattami.

Scrumble Tofu

SCRUMBLE TOFU – LA RICETTA

Ingredienti

250 g di tofu al naturale
2 carote
1 cipolla rossa grande
1 cucchiaino raso di curcuma
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di curry dolce
1 mazzetto di erba cipollina
olio di semi di sesamo (o altro olio a scelta)
sale

Procedimento

Prepara le verdure: sbuccia l’aglio, trita finemente la cipolla e taglia le carote a fette sottili.
Prendi i panetti di tofu e sbriciolalo con le mani, l’effetto risultante ricorderà l’aspetto degli scrumble eggs, ma non solo: il fatto che il tofu abbia una così vasta superfce irregolare esposta ai condimenti gli permetterà di assorbire di più e essere più gustoso!

In una padella versa l’olio e aggiungi l’aglio e fallo rosolare per 2 minuti circa. Togli lo spicchio di aglio e aggiungi la cipolla e le carote e falle rosolare lentamente, aggiungi anche il curry dolce. Dopo 7-8 minuti aggiungi anche il tofu, la curcuma e il sale e amagama molto bene. Fai cuocere con coperchio per altri 10 minuti circa quindi spegni e aggiungi l’erba cipollina tritata.
Servilo con riso integrale o basmati, altre verdure oppure con un insalata a scelta. Ottimo a colazione in sostituzione delle scrumble eggs!!!


Miso è una parola magica per chi conosce la macrobiotica.. Poi arrivò anche la scienza della nutrizione e confermò con dati alla mano ciò che la saggezza popolare aveva intuito. ☯️
Il miso è un prodotto fermentato, di origine giapponese, ma ormai largamente diffuso ovunque nel mondo.
E’ un prodotto:
👉derivante da cereali (riso, orzo, miglio, grano saraceno..) e legumi (soia principalmente ma anche ceci, fagioli );
👉fermentato da un minimo di un paio di mesi (miso giovane o estivo) fino a qualche anno.
Nella macrobiotica è considerato terapeutico e quindi consigliato in caso di moltissimi disturbi. Perché?!?🤔

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PROPRIETA’
Il miso apporta moltissimi benefici poichè:

📌 ricchissimo di enzimi digestivi (molecole che arrivano nel nostro stomaco e facilitano i successivi processi digestivi;
📌contiene fitocomposti utili alla nostra flora batterica;
contiene probiotici, quei batteri che entrano nel nostro corpo e si schierano a fianco della nostra flora intestinale;
📌 riduce i sintomi legati a problemi digestivi;
📌è ricco di antiossidanti e quindi protegge le nostre cellule dai radicali liberi (ossia l’invecchiamento cellulare);

Molti studi hanno indicato che riduce le probabilità di sviluppare tumori.
Nella macrobiotica in generale quando si vuole favorire la ripresa di una persona e rinvigorirla una buona zuppa di miso è sempre consigliata. 💪

PERCHE’ USARLO ❓
Dopo aver letto tutti i benefici ve lo devo ancora spiegare?!?

DOVE SI TROVA ✈️
Lo si trova in tutti i negozi di alimenti biologici, negozi specializzati e alcune farmacie.

Puoi trovare diversi tipi di #miso: hatcho miso, miso di orzo, miso di riso, shiro miso.. Sono tutti ottimi prodotti che apportano i benefici di cui abbiamo accennato. Per iniziare consiglio miso di orzo o di riso. L’Hatcho miso è di gusto molto forte per cui di solito sconsiglio di iniziare la prima volta con quest’ultimo.

COME SI USA 🍵
La cosa più semplice che si può fare e scioglierne 1 cucchiaino circa (o più secondo gusto) in una tazza di acqua calda berlo prima dei pasti. Usarlo come è nella tradizione orientale prima del pranzo ci consente di sfruttare la sua ricchezza di enzimi digestivi che faciliteranno la digestione.

In Giappone (ma anche a casa mia) viene usato spesso a colazione. ☕️
Personalmente lo uso a colazione soprattutto se ho sintomi influenzali o affaticamento generale.

In alternativa puoi scioglierne un cucchiaino nella tua normale zuppa o minestrone invece di usare sale o dadi vegetali:  RICORDATI però di non cuocerlo ma usarlo direttamente al momento di servire la zuppa.
Oppure per preparare la tradizionale #zuppadimiso

CONTROINDICAZIONI
E’ un prodotto salato – il sale è fondamentale per il processo di fermentazione – quindi bisogna dosarlo: per esempio usarlo per un brodo senza aggiungere ulteriormente sale, oppure per preparare un condimento per l’insalata omettendo sempre il sale.

Prossimamente ricetta di zuppa di miso al completo… stay tuned!

Il #verde è il colore a cui si pensa quando si dice #Primavera!

In Primavera tutto riprende vita a partire dalle piccole foglie e piante e il loro brillantissimo e spiccato colore è il verde! La primavera silenziosamente stà arrivando nonostante i clamori del virus..facciamole spazio piano piano.

Quotidianamente il colore verde dovrebbe essere presente nei nostri piatti. In particolare in Primavera la #macrobiotica ci suggerisce di fare molto attenzione al nostro fegato e per pensarci in maniera semplice senza dover andar a far la spesa con un libro di scienze della nutrizione sotto il braccio ci da delle #sempliciindicazioni:

🥬 usare piante a foglia verde
🌱 usare germogli e piante giovani e tenere
🍋 dare spazio tra i sapori al gusto leggermente “acido”

Insomma, se ci pensi, riassunto vuol dire
❗️“Mangiare ciò che ti offre la stagione”❗️
In macrobiotica l’uso delle #foglieverdi è caldamente suggerito per favorire la depurazione del nostro corpo e alleggerire il lavoro del #fegato. In effetti tutto ciò che è verde è ricco di clorofilla, e LA CLOROFILLA COSA FA?!? 🤔
La #clorofilla per esempio:
🌱 stimola il sistema immunitario
🌱 favorisce la depurazione del fegato
🌱 combatte l’anemia
🌱 regola la pressione arteriosa

Usare degli ingredienti a foglia verde in maniera semplice è un buon modo per ottenere dei benefici in questo senso, quindi oggi… let’s make #pesto!

Vista la stagione, e il momento che stamo vivendo, ho scelto il #crescione per preparare il pesto. Ancora poco conosciuto da noi, in altri paese viene annoverato tra le #piantemedicinali e #superfood perché molto ricco di nutrienti, soprattutto di vitamina C (sempre lei, la più amata del momento!!!). Inoltre fa parte della famiglia dei #cavoli, quindi ne condivide alcune proprietà (la presenza di glucosinolato che è una molecola famosa per la sua capacità anticancerogena!).

Il crescione ha un sapore pungente, ricorda la rucola con una punta di senape!!

🥣Ecco come lo preparo: 👇

Ingredienti
📌un mazzetto di #crescione (tra i 100 e i 120 g)
📌una manciata di #mandorle
📌1 cucchiaino di #capperi dissalati
📌1 spicchio di #aglio
📌#Olio evo q.b.

Procedimento
Ripulisco il crescione dai gambi più grossolani e uso sia le foglie che i gambi più piccoli e teneri: trito grossolanamente a coltello il #crescione, le #mandorle, #capperi e #aglio e poi le pesto in un mortaio. Per una versione più rapida un #mixer va benissimo: la vostra clorofilla non se ne avrà troppo a male! Aggiungo infine l’olio evo.

‼️👉Se non hai il crescione puoi provare con la #rucola: ha anch’essa un ottimo potere sul fegato.

Io l’ho usato con delle #linguine integrali calabresi insieme a delle mandorle tostate e uvetta! Ma va benissimo per #cereali piuttosto che per arricchire un #sandwich fatto con un buon pane!

🤓Maggiori info sulla clorofilla: www.academicfoodjournal.com

STAY TUNED!!!
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Gli gnocchi di patate cosa hanno di speciale per te?!? Per me che siano fatti a mano praticamente uno ad uno!!

Prima impastati, poi l’impasto arrotolato in cordoncini e infine questi cordoncini tagliati e rotolati nella farina passando tutti attraverso le mani uno ad uno. Hanno bisogno delle massima attenzione e quando si presta tanta cura ad un piatto non può non essere buono! Questa almeno è la mia teoria, e la tua?

Oggi la ricetta prevede la preparazione di questi gnocchi di patate magenta, dal colore rosa timido e dal gusto delicatissimo. Se sei di corsa saranno buonissimi anche con un filo di olio evo e della salvia, ma visto che io non lo ero ho preparato una pestata di foglie fresco di basilico e mandorle.
Le patate magenta hanno un gusto ottimo e se vuoi provarle in altre preparazioni prova per esempio questa idea

Questa ricetta è:
senza uova
senza lattosio e latticini
senza burro
vegan
facile e veloce da realizzare

Se non te la senti di affrontare questa ricetta da solo/a ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

Prima di andare alla ricetta ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER.
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Ingredienti gnocchi per 3-4 persone
500 g di patate magenta
100-150 g di farina di grano timidia integrale
Per la ricetta della pestata di foglie fresche di basilico e mandorle vedi qui
oppure per variare pesto basilico e pistacchi oppure pesto di rucola

Procedimento
Scegli delle patate più o meno delle stesse dimensioni e falle cuocere in vaporiera (o forno a vapore): così facendo le patate manterranno tutto il loro sapore e inoltre assorbiranno meno acqua.
Quando le patate sono ben cotte sbucciarle..lo so, saranno bollenti ma l’ideale è lavorarle calde per quanto possibile.
Una volta sbucciate schiacciarle con uno schiaccia patate e raccoglierle in una terrina capiente: aggiungere poco alla volta la farina alle patate e impastare: dovrai ottenere un impasto sodo e omogeneo. Aggiungere più farina renderà gli gnocchi più sodi ma farà anche perdere un pò il sapore delle patate magenta così delicate. L’uso di una minore quantità di farina farà emergere il sapore delle patate e renderà gli gnocchi più morbidi.
Dopo aver ottenuto l’impasto tagliarlo in 5 pezzi e da ognuno ottenere dei cordoncini di impasto e con un tagliapasta tagliare dei pezzetti di circa 1 cm: ripassarli bene nella farina e quindi metterli da parte. Procedere con i restanti.
Preparare una pentola con acqua salata e portarla ad ebollizione. Gettare in acqua gli gnocchi delicatamente e poco per volta e ripescarli quando vengono su a galla.
Se sarà stata usata poca farina verranno a galla molto più velocemente, ma attenzione che non scuociano!
Condirli con pesto secondo i propri gusti!

*** Se questo post ti è stato utile, ricordati di utilizzare l’hashtag #zenkitchen e di taggare@jyoti_zenkitchen  su Instagram e Zen Kitchen su Facebook in modo che anche altri possano conoscerlo.

Fave e baccelli?!?
Si hai presente quando acquisti le fave, magari 1 kg e torni a casa con la tua busta piena, le sbucci e ti rimangono in una terrina a malapena 300 g di fave e dall’altra parte una montagna di bucce da buttare nel’organico?!?

Ecco ci sono delle alternative finchè è primavera e puoi avere a disposizione delle fave che siano:

– fresche con i baccelli integri, senza macchie nere e ben idratati di modo che siano ben teneri;
– biologiche, cioè assolutamente non trattate, così che si possano usare i baccelli esposti all’ambiente senza remore.

Se ci sono queste caratteristiche allora sappi che puoi utilizzare per i tuoi piatti anche i baccello!
PRO:
I baccelli delle fave hanno un sapore estremamente delicato, delizioso!
Una buona parte delle proprietà nutrizionali delle fave sono contenute anche nel baccello (ebbene si!) quindi le userai anzichè buttarle;
Si riducono decisamente gli sprechi.

CONTRO
Non tutti amano la consistenza della buccia, carnosa e leggermente “pelosa”!

…Ma ai “contro” si può rimediare con alcuni metodi di cottura…per esempio perchè non preparare una tempura con i baccelli oppure fare un pesto dopo averli sbollentati o ancora ripassarle in abbondante olio evo?!?

Io oggi vi propongo una ricetta primaverile di un orzo con fave e baccelli. Nella medicina cinese l’orzo e gli alimenti verdi sono gli ideali per la primavera: si consiglia anche di andare direttamente per i campi a raccoglierli, non solo per poterle poi mangiare appena raccolte, ma perchè lo stesso verde intorno rilasserebbe il sistema Fegato.. Pensaci la prossima volta che vai a fare una passeggiata nel verde!!

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Non solo… se ancora non lo sapessi, ti ricordo che anche quest’anno collaboro alla realizzazione della Primal con Irene Sgarbi, dal 22 al 29 Giugno: è un processo fondamentale soprattutto se sei arrivato alla conclusione che vuoi diventare l’adulto che avresti sempre desiderato avere accanto da bambino!

Orzo con fave e baccelli

Ingredienti
230 g di orzo perlato
500 g di fave (con baccello)
1 aglio novello piccolo con le sue foglie
2 foglie di salvia sclerea
qualche fogliolina di menta
olio evo
sale
Procedimento
Cuocere l’orzo in abbondante acqua salata.
Sbucciare le fave mettendo da una parte i baccelli.
Cuocere in acqua bollente salata le fave per 2-3 minuti.
Prendere 5-6 baccelli, lavarli, tagliarli a pezzettini e asciugarli su un canovaccio pulito. I baccelli si ossidano in fretta quindi passare subito alla cottura: in un pentolino aggiungere abbondante olio e friggere i baccelli delle fave per pochi minuti per lato, quindi scolarli e salarli mettendoli da parte.
Tagliare finemente la salvia sclerea e l’aglio comprensivo di fusto e foglie e farli rosolare in un tegame con olio evo. Aggiungere le fave e qualche fogliolina di menta quindi spegnere e aggiungere l’orzo ad insaporire: infine aggiungere i baccelli e servire.

I consigli di Jyoti
Se non hai a disposizione Salvia Sclerea e aglio giovane puoi sostituire con salvia tradizionale e con uno spicchio di aglio a magari alcune foglie verdi di cipollotto tagliati finemente!

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Il tempeh può essere un ottimo sostituto delle proteine animali per un secondo veloce e appetitoso. Il tempeh, contrariamente ai legumi che vanno comunque “premeditatati” (mettere in ammollo per esempio e cuocerli) può essere una buona scelta per un pranzo da realizzare last minute, quindi averne una confezione in frigo può essere una scelta intelligente come salva-pranzo.

Il tempeh è un prodotto fermentato, derivante dalla soia per l’esattezza, anche se oggi lo si può trovare anche come prodotto della fermentazione dei ceci oppure dei fagioli. Le sue origini sono lontane, in Indonesia, dove lo si trova in ogni casa, poichè cibo povero, infatti è un ingrediente principe dello street food indonesiano (ti ricordi il Gado Gado!) .

Se sei un fan dell’autoproduzione potresti avventurarti nel processo di fermentazione che porta alla produzione del tempeh (è necessario per partire uno starter che io di solito trovo qui ).
Se invece sei alle prime armi, per iniziare puoi comprarlo il tuo tempeh già pronto in qualche negozio di alimenti biologici, confenzione al naturale, in mdo che possa essere tu a conferirgli gusto con questa ricetta.

In questo caso ho usato verdure che si possono avere facilmente in casa in questa stagione: cipolle, carote, ravanelli e sedano. Anche se qualcuno storce il naso con il sapore pungente dei ravanelli consiglio di provarli in cottura: perdono il sapore pungente diventando delicatamente dolci.
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Tempeh al rosmarino con verdure agrodolci e olive taggiasche

Ingredienti

150 g di Tempeh al naturale
un mazzetto di rosmarino
3 cucchiai di tamari
olio evo
sale
Per le verdure
2 carote
1 cipolla rossa
5-6 ravanelli
2 cucchiai di olive taggiasche
2 spicchi di aglio
sedano
1-2 cucchiai di aceto di mele
olio evo
sale marino

Procedimento
Cubettare il tempeh e metterlo in un contenitore con il rosmarino tritato, il tamari e l’olio evo: lasciar riposare per almeno 30 minuti, meglio 2 ore.
Tagliare la cipolla rossa a spicchi grossolani, le carote a losanga, il sedano grossolano, e i ravanelli in 4 spicchi. In un tegame versare l’olio evo e aggiungere gli spicchi di aglio intero a rosolare quindi aggiungere le altre verdure: far cuocere insieme mescolando per una decina di minuti, quindi aggiungere anche le olive e due cucchiai di aceto di mele, continuando a far cuocere per altri 10 minuti circa aggiungendo anche il sale.
In contemporanea cucinare il tempeh con la sua marinatura in una padella a parte, facendolo rosolare un pochino. A fine cottura aggiugere i tempeh alle verdure e terminarli insieme. Servire caldo.

Questo è quel periodo dell’anno in cui ancora non hai capito bene se la transizione verso l’Autunno uggiolino e piovoso è avvenuta oppure c’è ancora spazio per le t-shirt mezze maniche e qualche ora al sole. Nell’incertezza quindi metto su la t-shirt a mezze maniche, la felpa e la giacca antivento..
Ecco la mia ribollita di oggi è stata di transizione come per il clima. Uno dei miei contadini preferiti aveva sia il cavolo nero che dei splendidi pomodorini maturi: la fine dell’Estate e l’inizio del denso Autunno uniti insieme!

Per riuscire a superare indenne questi cambi di stagione io mi affido ad un alimentazione a base di tutti gli ortaggi di stagione disponibili e ad una buona dose di calore dato dalle lunghe cotture, quindi la ribollita in questa incertezza mi è sembrata un punto fermo.

Ho usato un misto di legumi, fagioli borlotti, cannellini e ceci e le verdure che la stagione di transizione offre sono: pomodorini, cipolle, cavolo nero, carote, foglie di broccoli, cappuccio. Profumo di rosmarino e un pò di origano e fuoco basso e la lunga attesa per la cottura terminano la lista degli ingredienti.

Una zuppa calda alleggerisce il cuore e scalda i pensieri.. Pensaci quando stai per scegliere cosa preparare per cena!

Buona Ribollita e buon Autunno!

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Ingredienti (per 5-6 persone)

200 g di cannellini lessati

200 g di borlotti lessati

200 g di ceci lessati

200 g di pomodorini maturi

8 foglie di cavolo nero

2 cipolle

2 carote

100 g di cavolo cappuccio

le foglie di un broccolo

rosmarino, origano

1 spicchio di aglio

olio evo

sale

Procedimento

Trita la cipolla e l’aglio. Taglia a cubetti la carota. Lava i pomodorini e ripulisce le foglie del cavolo nero dalle nervature centrali tenendole da parte.

In una pentola a fondo pesante versa 2 cucchiai di olio e aggiungi la cipolla, l’aglio e la carota e fai cuocere a fuoco basso per 10 minuti circa mescolando di tanto in tanto. Aggiungi successivamente le nervature del cavolo nero tritate e i pomodorini: interi se sono molto piccoli altrimenti tagliati a metà. Continua a far cuocere lentamente per altri 15 minuti circa.
Aggiungi quindi i legumi e fai cuocere insieme alle verdure: aggiungi del liquido fino a ricoprire, può essere il liquido di cottura dei legumi oppure del brodo vegetale.

Dopo circa 30 minuti con un frullatore ad immersione frulla una parte di legumi nella pentola: basterà attivare il frullatore per pochi secondi.

A questo punto aggiungi le verdure in foglie tagliate a chiffonade e fai cuocere per circa 10-15 minuti ancora, e aggiungi anche il rosmarino tritato, origano e aggiusta il sale, quindi spegni il fuoco e fai riposare la zuppa.

Ottima servita con dei crostini, decisamente migliore il giorno dopo!

Enjoy

 

L’autunno quest’anno tarda ad arrivare metereologicamente.. Mi sono ritrovata oggi, il 21 Settembre, a dare il benvenuto all’autunno raccogliendo pomodori maturi da una pianta nata spontaneamente in giardino! Erano perfetti e ottimi per preparare una splendida passata di pomodoro, cucinare al volo per poi usarla per il mio ragù di Esaù.

La bellezza di questa ricetta non è soltanto che è gustosissima, ma che è un ottima soluzione al famoso “piatto unico” che spesso è un dilemma: l’energia del cereale (grano timilia trasformato in pasta) e i legumi (lenticchie protagoniste del ragù). Accosta una porzione di verdure, crude o cotte, e un pranzo completo è pronto!

…Perchè completo e equilibrato?!?

Perchè unire ai carboidrati di un cereale (in questo caso farinaceo, la pasta) le proteine (in questo caso le lenticchie) comporta avere un buon apporto di proteine e fibre che contribuiscono a stabilizzare il rilascio degli zuccheri nel circolo sanguigno e come conseguenza ci rendono anche sazi più a lungo! Accostare delle verdure naturalmente ci consente di avere anche la nostra dose quotidiana di vitamine!

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Ingredienti

160 g di spaghetti di grano timilia (o altri a scelta)

300 ml di passata di pomodoro fresca

1 carota piccola

1 cipolla

2 dita di sedano

1 spicchio di aglio

1/2 bicchiere di vino bianco

250 g di lenticchie lessate al dente (per la preparazione dei legumi leggi qui )

rosmarino e origano

olio evo

sale

Procedimento

Trita finemente cipolle,carota, sedano e aglio. In una padella cuoci le verdure tritate con un paio di cucchiai di olio di oliva: fai rosolare lentamente. Quando si saranno ben cotte aggiungi le lenticchie, l’origano e il rosmarino tritato amalgamando insieme e infine il vino bianco: cuoci ancora lentamente facendo evaporare il vino. Dopo che avrai fatto evaporare anche il vino aggiungi la passata di pomodoro e aggiusta di sale, copri e fai cuocere lentamente per circa 30 minuti o comunque fino a far ridurre.

Cuoci la pasta al dente e condisci con il ragù aggiungendo qualche foglia di basilico spezzettata a mano e… buon appetito!