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Immagina di essere in viaggio o vacanza, avere a disposizione cucina piccola con scarsa attrezzatura ed avere voglia di preparare una torta con la frutta fresca che hai raccolto durante una passeggiata da un albero solitario che offriva generosamente i sui frutti… Ecco in questo caso le gallette sono perfette! Le galette (dal francese) sono delle crostate poco sofisticate, con impasto che ricorda più la briseè e che vengono riempite solitamente con la frutta disponibile. Sono dolci rustici, semplici senza grosse pretese ma che come tutto ciò che è semplice da grandi soddisfazioni.

Come tutti i dolci semplici gli ingredienti sono fondamentali, pochi e scelti bene. Per l’impasto io ho usato:

  • farina di farro monococco che ha delle note aromatiche inconfondibili
  • mandorle per impreziosire l’impasto
  • olio di oliva spremuto a freddo che non subisce nessuna alterazione ad alte temperature
  • zucchero di canna grezzo con il suo aroma caramellato

Per la farcitura ho usato delle piccole albicocche appena raccolte e ho aggiunto del cioccolato fondente al 70% (che sapevo avrebbe fatto contenti gli avventori!).

Steso l’impasto con un bicchiere (considerate sempre la cucina un pò sguarnita) e infornato direttamente su una teglia la gallette è stata preparata e sfornata veramente in pochissimo tempo!

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Ingredienti

150 g di farina di farro monococco integrale

40 g di mandorle macinate finemente a farina

40 g di zucchero di canna

50-60 g di acqua fredda

35 g di olio di oliva

1/3 di cucchiaino di bicarbonato

pizzico di sale

Farcitura

300 g di albicocche

1-2 cucchiai di zucchero

30 g di cioccolato fondente tagliato a cubetti

Procedimento

In una terrina mescola la farina con la farina di mandorle, sale, bicarbonato, zucchero. Aggiungi l’acqua e l’olio emulsionati insieme ed usali per impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo da lasciare riposare circa 30 minuti.

Pulisci intanto le albicocche e tagliale a metà e aggiungi lo zucchero.

Stendi l’impasto su un foglio di carta forno fino ad ottenere un disco di circa 3 di diametro e distribuisci il cioccolato fondente e le albiccocche sopra avendo cura di lasciare 2-3 cm di bordo liberi. Ripiega il bordo tutt’intorno e inforna la torta direttamente disponendola su una teglia con la carta forno. Cuoci in forno statico alla temperatura di 180°C per circa 25 minuti. Servila preferibilmente fredda, magari accompagnata con una pallina di gelato se usata come dessert estivo, oppure così al naturale perfetta per la colazione.

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Grazie
Jyoti

Imagine being on a trip or on vacation, having a small kitchen available with little equipment and wanting to prepare a cake with the fresh fruit you picked during a walk from a solitary tree that generously offered its fruits… Here in this case the gallette are perfect! The gallette (from the French) are unsophisticated tarts, with a dough that is more reminiscent of brisee and which are usually filled with the available fruit. They are rustic sweets, simple without big pretensions but which, like all that is simple, give great satisfaction.

Like all simple desserts, the ingredients are essential, few and well chosen. For the dough I used:

  • einkorn flour which has unmistakable aromatic notes
  • almonds to embellish the dough
  • cold-pressed olive oil that does not undergo any alteration at high temperatures
  • raw cane sugar with its caramelised aroma

For the filling I used small freshly picked apricots and added 70% dark chocolate (which I knew would make the patrons happy!).

Spread the dough with a glass (always consider the kitchen a little unfurnished) and baked directly on a pan, the biscuits were prepared and baked in a very short time!

Ingredients

150 g of wholemeal einkorn spelled flour

40 g of finely ground almonds into flour

40 g of brown sugar

50-60 g of cold water

35 g of olive oil

1/3 teaspoon baking soda

pinch of salt

Stuffing

300 g of apricots

1-2 tablespoons of sugar

30 g of dark chocolate cut into cubes

Method

In a bowl mix the flour with the almond flour, salt, bicarbonate, sugar. Add the water and oil emulsified together and use them to knead until a homogeneous dough is obtained. Leave to rest for about 30 minutes.

Meanwhile clean the apricots and cut them in half and add the sugar.

Roll out the dough on a sheet of parchment paper to obtain a disc of about 3 in diameter and distribute the dark chocolate and apricots on top, taking care to leave a 2-3 cm edge free. Fold the edge all around and bake the cake directly by placing it on a baking tray with parchment paper. Bake in a static oven at a temperature of 180°C for about 25 minutes. Serve it preferably cold, perhaps accompanied with a scoop of ice cream if used as a summer dessert, or au naturel, perfect for breakfast.

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…galani, lattughe, sfrappole, cenci… credo ci sia un nome (o più) per ogni regione d’Italia per questi dolci fritti di Carnevale.. che sono i miei preferiti!

Io li chiamo chiacchere, era uno dei pochi dolci che facevo da studente, e quando li volevo preparare mio padre mi sosteneva sempre nella mia decisione.. Anche se non lo ha mai manifestato apertamente immagino fosse perchè piavano anche a lui.

Come per tanti dolci, proprio perchè li adoro, ho deciso di prepararli in una versione che sia un pò più equilibrata per la nostra salute.
Per quanto riguarda la frittura, ti consiglio di rivedere il mio post a riguardo per avere qualche consiglio su come preparla al meglio.
Invece per preparare delle chiacchere che siano meno dolci del solito e più sane ti consiglio di seguire qualche accorgimento:
– ridurre le quantità di zucchero e sceglierlo integrale oppure addirittura sostituire con il malto;
– usare esclusivamente farina integrale;
– non usare latte e latticini nè uova nell’impasto.

Se vuoi saperne di più sugli ingredienti integrali, dolcificanti naturali, cucinare senza derivati animali o come preparare dolci con meno zucchero ma con tanto gusto, ti ricordo il corso di cucina naturale a Mantova (clicca qui) oppure a Villafranca (clicca qui).

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Ingredienti

130 g di farina di tipo 2
30 g di yogurt di soia al naturale
20 g di zucchero
45 ml di vino liquoroso (tipo Marsala)
20 g di acqua naturale
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di olio olio evo
1 cucchiaino di lievito per dolci
la scorza di un limone
un pizzico di sale

Procedimento
Unire alla farina lo zucchero, il lievito e la scorza di limone grattugiata e il sale e mescolare bene. Mescolare insieme lo yogurt, il vino, l’acqua, il succo di limone e l’olio e usare l’emulsione ottenuta per impastare gli ingredienti secchi. Impastare bene fino ad ottenere un impasto liscio e lasciarlo riposare per almeno 30 minuti in frigorifero.
Dopo il riposo, stendere l’impasto sottile e tagliare a piacere le chiacchiere con un tagliapasta ondulato: possono essere di varie forme e dimensioni, io preferisco rettangoli con dei fori centrali oppure lunghe strisce di pasta irregolare.
Preparare un tegame con l’olio ben caldo e friggere, oppure per una versione più leggera cuocerle in forno.

Nella stagione invernale, quando assaggio un dolce con le mele tiepido, mi viene subito da pensare che ci si possa finalmente riappacificare con tutto e che ad ogni cosa c’è rimedio…
Magia delle mele al forno o dei dolci?!?
Le mele tra i frutti sono quelle che danno un benefici al sistema nervoso grazie alla presenza di vitamina B1, che combatte in generale il nervosismo. Se sono cotte, le mele sono un ottimo rimedio contro la stipsi (crude sono da considerarsi leggermente astrigenti, ma dipende dal molto anche dal tipo di mela). Già questi benefici possono fare tornare il buonumore a tanti!!!
Le torte di mele hanno spesso un abbinamento antistress vincente che è dato da “mele & cannella“: la cannella è una spezia che induce anch’essa rilassamento. Inoltre sia la mela che la cannella stabilizzano gli zuccheri nel sangue. E’ ormai risaputo che gli sbalzi glicemici possono alterare l’umore: quando siamo affamati e a stomaco vuoto quanto siamo irascibili?!?

Allora mi sembra che uno strudel alle mele possa essere spesso una buona idea! Soprattutto se la ricetta è come questa senza zuccheri raffinati aggiunti.
Lo strudel di mele è una ricetta semplice e pratica, che di solito piace a tutti.

Se ti va, puoi anche accompagnare allo strudel di mele una salsa a base di sola frutta o composta oppure un pò di sciroppo di acero..

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Strudel di mele senza zucchero

Ingredienti per l’impasto

80 g di farina di farro integrale

80 g di farina di farro bianca

80 ml di succo di mela

1 cucchiaio di olio evo

1 cucchiaino di aceto di mele

Scorza grattugiata di limone

Pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno

2 mele

60 g di uvetta

50 g di frutta secca tritata grossolanamente (noci-mandorle-nocciole)

2 cucchiai di pan grattato di farro

Cannella a piacere

Procedimento

Mescolare in una terrina gli ingredienti per la pasta: farine, scorza di limone, sale e aggiungere i liquidi ben mescolati insieme. Impastare bene e far riposare per 15-30 minuti.

Nel frattempo tagliare le mele a cubetti, mescolarli con l’uvetta, la frutta secca tritata, i due cucchiai di pan grattato e la cannella. Se disponbile è ottima anche della scorza di arancia.

Stendere la pasta in un rettangolo di spessore sottile e disporre il ripieno. Chiudere lo strudel e infornare a 180°C per 25 minuti circa.                                                                            

Mandorle Siciliane, una farina di mais di varietà antica della Lombardia e profumatissime scorze di limone Calabrese… ogni pezzo di questo dolce rustico è un pezzo d’Italia!

Ho deciso di provare una farina di mais di varietà spinato, punteggiata di scuro e non completamente dorata come siamo abituati per il mais: si chiama spinato questa varietà perchè è caratterizzata da avere degli uncini o piccoli rostri..insomma un mais armato! E’ una caratteristica delle varietà più antiche, quindi meno “addomesticate” e abituate a cavarsela in situazioni avverse ad essere munite da alcune naturali forme di difesa: in questo caso gli uncini servivano  a dissuadere gli uccelli.
Mi sono ispirata alla ricetta della sbrisolona mantovana, per stravolgerla: solo farina integrale, niente burro, niente uova, molto meno zucchero.

E i profumatissimi limoni e le mandorle siciliane fanno la differenza!

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Ingredienti (diametro 20-22 cm)

100 g di farina di mais

100 g di farina integrale

100 g di mandorle

60 g di zucchero mascobado

60 g di olio di mais

40 g di acqua fredda

1 cucchiaino di succo di limone

1 limone

1/2 cucchiaino di lievito per dolci

pizzico di sale

Procedimento

Trita grossolanamente circa 40 g di mandorle e metti le altre da parte.

In una terrina unisci la farina di mais, la farina integrale, lo zucchero, le mandorle tritate e quelle intere, il lievito, il sale, la scorza di un limone e mescola insieme gli ingredienti con una frusta in modo da omogeneizzarli.

Emulsiona insieme l’acqua, l’olio e il succo di limone e aggiungili agli ingredienti secchi e amalgama velocemente e in modo grossolano disponendo l’impasto a pioggia sulla tortiera cercando di sbriciolarlo con le mani il più possibile: l’impasto non deve assolutamente essere compattato sul fondo.

Cuoci in forno statico preriscaldato a 180°C per 35 minuti circa.

Sempre più di frequente ultimamente mi trovo di fronte all’arrogante ignoranza dilagante, che va contro lo stesso buon senso, oltre che il nostro bene e quello del pianeta.. e rimango basita e senza parole. Dall’ultima esperienza di un intervista per un programma televisivo durante la quale sono stata colpita della beata superficialità del contesto e chi mi intervistava per passare alla lettura della notizia delle proposte avanzate per ridurre le emissioni di CO2 nel processo di produzione del latte: una delle “ideone”sarebbe ottimizzare la produzione facendo produrre ogni mucca ancora più latte, in modo da avere meno mucche ma più produttive.. Insomma… aumentiamo l’efficenza della mucca!! Non possiamo ridurre ..sono le mucche che si devono dare da fare! Tutto ciò è così innaturale per me che rimango senza commenti, non ne esistono nella mia testa completamente in tilt!
Mi rimangono parole per quello in cui credo e sicura di poter contribuire faccio la mia parte prendendomi cura attraverso il cibo: mostrando, illustrando, divulgando, creandolo e insegnandolo.
Ultimo e poi passo alla ricetta: mamme, nonne e non solo continuate a viziare i bambini ma con i dolci creati con le vostre mani e senza caramelle. Consiglio la lettura di questo breve articolo per capirne il perchè.

Ora passo alla ricetta, un idea anche un pò più sana per far mangiare i cereali, lo yogurt e usare dolcificanti un pò più equilibrati ecco la mia ricetta del giorno, perfetta per la primavera! L’idea del cestino l’ho ripresa da un idea di The Black Fig: onore a Francesca che è molto creativa con il cibo!

Se avete bisogno di altre “dolci” idee e spiegazioni a riguardo guardate in calendario quando è il mio prossimo corso di pasticceria naturale!

cestini_yogurt

Ingredienti per 5-6 cestini
100 g di fiocchi di cereali da prima colazione (fiocchi di avena, frumento, fiocchi di riso..)
1 cucchiaio di semi misti (mandorle, semi di girasole,
3 cucchiai di malto di riso
cannella in polvere oppure vaniglia per aromatizzare
Per riempire i cestini:
Yogurt di soia al naturale
frutta a piacere
Composta di frutta oppure sciroppo di farro
Procedimento
Frullo i fiocchi di cereali e i semi insieme in maniera grossolana in modo da continuare ad avere una parte in fiocchi e una parte più fine. Aggiungo ai fiocchi la vaniglia o la cannella (o entrambe) e aggiungo il malto e 2-3 cucchiai di acqua e amalgamo con un cucchiaio (o le mani) in modo da ottenere un composto omogeneo che sarà molto appiccicoso. Utilizzo degli stampini da muffin e in ognuno metto un paio di cucchiai di composto e lo plasmo con le mani umide in modo da formare un cestino e continuo con tutto l’impasto. Metto in forno a 150-160°C per 20 minuti circa fino a quando i cestini si asciugano completamente. Appena raffreddati sono pronti per essere riempiti con dello yogurt bianco e composte di frutta oppure frutta fresca o cos’altro suggerisce la fantasia.

Il passare dei giorni, il finire dell’estate e l’avvicinarsi dell’autunno mostrano i loro segni evidenti nelle giornate, nell’umore, nei colori e sicuramente in cucina!
E’ un periodo ancora perfetto per sfruttare la dolcezza e l’energia espansiva che donano i fichi, affiancata dalla farine di cereali integrali. E’ il tempo ideale anche per le mandorle e per questo motivo ho dato spazio a ingredienti come la crema di mandorle da usare come parte “grassa” in questo splendido snack.
La crema di mandorle è fatte partendo dalle mandorle (pelate o no) triturate ad alta velocità in modo da ottenere una pasta liscia, solitamente mescolata ad olio (lo stesso che trasuda dalle mandorle durante il processo). Contrariamente agli oli vegetali, la crema di mandorle è un alimento “integrale“.
In alcuni casi la crema (o burro) di mandorle può essere usato come buona alternativa agli oli vegetali, margarine (che sconsiglio sempre), burri vegetali (solitamente più complessi come composizione), l’olio di cocco  e naturalmente al classico burro.
E’ possibile produrre in casa la crema di mandorle se si dispone di un buon robot da cucina: personalmente in questo caso mi sono affidata ad una già pronta della Valdibella: al link trovate un interessante tabella nutrizionale che può far riflettere sulla ricchezza nutrizionale media di una crema di mandorle: non solo grassi ma anche minerali e vitamine e fibre (si anche le fibre!!).

Mi sono ispirata ad una ricetta di Anya Kassoff, famosa per la sua cucina “vibrant”, in questa ricetta utile per uno snack oppure per una dolce colazione.. Se volete approfondire, scoprirne di più e fare domande direttamente sul tema colazioni e merende, cliccate a seguire le indicazioni per il prossimo corso sulle merende e colazioni.
Buona continuazione intanto..and enjoy!

crumble_orzo_avena_fighi

Ingredienti

150 g di farina di orzo

90 g di farina di riso integrale

75 g farina di mandorle

70 g di crema di mandorle

100 ml dii latte di mandorle

1 cucchiaino di lievito naturale per dolci

50 g di zucchero di cocco (o malto a scelta)

un pizzico di sale

un limone piccolo

200 g di fichi secchi

1/2 cucchiaino di vaniglia

sciroppo di acero q.b.

fiocchi di avena a piacere

Procedimento

Metto i fichi in ammollo in acqua quanto basta per coprirli per almeno 6 ore. Quando sono pronti li frullo con il succo del limone (mettendo la parte la scorza opportunamente grattugiata) e la vaniglia. Devo ottenere una composta, non troppo liquida: se per frullare mi serve altro liquido oltre al limone posso aggiungere l’acqua di ammollo dei fichi. A piacimento aggiungo dello sciroppo di acero per aggiustare il grado di dolcezza.

In una terrina setaccio la farina di orzo con la farina di mandorle e di riso. Aggiungere anche il lievito, il sale, la scorza di limone e lo zucchero. Mescolare molto bene tutti gli ingredienti.

Frullo insieme il latte con la crema di mandorle e aggiungo alla terrina con le farine. Impasto molto bene il tutto ottenendo un composto morbido. Lo divido a metà e ne stendo una parte con l’aiuto della carta forno su una teglia ottenendo uno strato sottile (circa 4 mm), quindi distribuisco generosamente la composta di fichi ottenuta.

Con la restante pasta ottendo dei piccoli “trucioli” (come per un crumble) e li distribuisco sulla composta in modo omogeneo finendo con una pioggia di fiocchi di avena.

In forno per 25 minuti circa a 170°C. A fine cottura faccio raffreddare e quindi porziono.

N.B. Si conservano anche per una settimana in un contenitore ermetico, preferibilmente in frigorifero.

Quando c’è bisogno di un dolce che sia semplice, che nutra e che possa essere adatto alle diverse esigenze della giornata, dalla colazione alla merenda, (e perchè no…anche al dopocena!) questo può essere una soluzione.
Si tratta di un dolce con pochissimi zuccheri, usando come dolcificante il malto usiamo uno zucchero più complesso e quindi che intacca meno l’indice glicemico…Ma soprattutto le quantità sono basse visto che poi sfruttiamo la naturale dolcezza delle pere e delle mele. In questa ricetta si predilige anche l’uso dei fiocchi anzichè solo farina (che comunque rimane integrale) e quindi la quantità delle fibre aggiunte contribuisce a rendere questo dolce più salutare e anche completo.
Ne abbiamo parlato anche ieri di tutto questo al corso di alimentazione naturale “Il Cibo che Cura” a Brescia con tanti partecipanti che si sono appassionati e divertiti  a comprendere il principio dello yin a yang applicato al cibo..semplicemente fantastico!
Bisogna aggiungere un dettaglio fondamentale…è semplicissima!
Non resta che provare a farlo, magari con le proprie varianti …per esempio pezzetti di cioccolato per i più golosi, mirtilli o datteri oltre all’uvetta, e così via…

crumble.mele.pere

Ingredienti (per 4 persone)

80 g fiocchi di avena

70 g farina di farro integrale

20 g di nocciole o mandorle tostate

1 cucchiaio di semi di girasole

45 g di uvetta

40 g di malto di riso o mais

20 g di olio di girasole altoleico

1 mela e 1 pera

il succo di mezza arancia

Scorza grattugiata di arancia o limone o entrambi

Cannella

Sale

PROCEDIMENTO

Mettere l’uvetta in ammollo nel succo di arancia.

Unire l’avena con i semi di girasole e le nocciole e scaldare in padella quasi a volerla tostare (più esattamente la si asciuga un po’ dall’eccesso di umidità). Versare in un contenitore e aggiungere un pizzico di sale, la scorza degli agrumi, il sale e la farina. Mescolare insieme accuratamente.

Unire insieme il malto e l’olio ed emulsionarlo insieme.

Unire l’emulsione di malto e olio all’impasto e mescolare rapidamente ottenendo un composto  grossolano e granuloso.

Tagliare la mela e la pera a cubetti oppure a fettine e unirvi della cannella.

Foderare la base di una teglia con la metà del composto, disporre sopra le mele e quindi ricoprire con il restante aggregato di avena.

Infornare a 160° per 20 minuti circa.

 

Le tradizioni hanno spesso un sapore di casa: per il giorno dei morti l’Italia è costellata di dolci di diverso genere che si preparano esclusivamente per questa ricorrenza (e avvolte è proprio un peccato !!!).
Molte di queste preparazioni sono a base di ingredienti semplicissimi, e la bontà del risultato finale è dovuta proprio a questo. Un esempio sono i caldi dolci di origine mantovana, naturalmente senza glutin perchè a base di farina di mais, con l’aggiunta di pinoli, scorzette candite (oppure scorza grattugiata), uvetta, mosto d’uva secondo alcune versioni (e io mi sono rifatta a queste)…
La versione tradizionale contiene il burro (d’altro canto venivano fatti con ciò che si possedeva in casa e a Mantova spesso si trattava di burro e mais), questa mia versione è invece veggie con olio di riso a sostituire.
Come dice il nome sono dei dolci da consumare assolutamente caldi!!! Enjoy!

caldidolci

Ingredienti

500 g di latte di riso

125 g di farina di mais fiioretto

75 g di uvetta

50 ml di vin cotto

40 ml di olio di riso (o di mais)

1 cucchiaio di zucchero mascobado

3 chiodi di garofano

1 cucchiaino di cannella

1 limone (la scorza grattugiata)

Procedimento

Frullare i chiodi di garofano insieme allo zucchero mascobado in modo che si riduca in polvere.
Versare tutti gli ingredienti ad eccezione della farina di mais in una pentola e portare ad ebollizione: togliere dal fuoco la pentola e sempre girando con una frusta aggiungere la farina di mais evitando di formare grumi. Rimettere sul fuoco e girando in modo che non si attacchi far cuocere per 25-30 minuti.
Lasciar intiepidire il composto in modo da poterlo manipolare quindi con le mani formare delle palline e schiacciarle disponendole sulla placca da forno. Mettere in forno a 180°C per 10 minuti circa: consumare caldi.

 

Note. La mia versione utilizza il mosto d’uva che è naturalmente dolce, quindi a mio avviso non c’è stato bisogno aggiungere altro dolcificante (e il gusto rimane delicato): potrebbe essere aggiunto un ulteriore quantitativo di zucchero integrale (circa 40 g) o sciroppo di agave per chi è più goloso!

Eccola di nuovo una ricetta con i piccoli fagioli rossi, gli azuki, i portafortuna a tavola del Giappone e “portabenessere” al fegato e ai reni per tutti quanti!!! Come ho già scritto anche per altri post  i fagioli azuki contengono molti minerali e oligoelementi, in particolare potassio, molibdeno e zinco. Sono ricchi di fibre e di proteine e sono, al contrario, poveri di grassi. Hanno un buon contenuto di acido folico e vitamine B1, B2, B3 e B6.
Le principali proprietà dei fagioli azuki sono correlate alla loro ricchezza di oligominerali, in particolare di molibdeno: 25 grammi di fagioli azuki apportano all’organismo tutto il molibdeno di cui abbiamo bisogno nell’arco della giornata. Questo oligoelemento è fondamentale per la formazione di uno dei principali enzimi del fegato, il solfito ossidasi. I fagioli azuki hanno proprietà depurative e sono dunque un toccasana per i reni. Sono più digeribili di altri legumi e contengono isoflavoni, fitoestrogeni in grado si preservare la salute di ossa, cervello e sistema immunitario.

Ecco un motivo in più per essere golosi …un pò consapevoli!!! :)

crostata.azuki

Ingredienti:

Base: vedi ricetta Torta di Mele Alsaziana

Ripieno:

200 g di fagioli azuki

300 ml di latte di avena

100 g di datteri

40 ml di olio di mais

60 g di cioccolata fondente

Procedimento

Tritare i datteri e ammollarli nel latte di avena.

Preparare la base seconndo la ricetta e far riposare.

Preparare la crema di azuki per farcire la torta: frullare gli azuki con il latte di avena e i datteri, aggiungere l’olio di mais e infine la cioccolata fondente tritata finemente e far scaldare tutto sul fuoco in modo che la cioccolata si sciolga. Amalgamare il tutto e frullare in modo da ottenere una crema liscia e non troppo densa: se necessario aggiungere dell’altro latte.

Stendere l’impasto per la base e foderare una teglia e quindi versaare sopra la farcitura di azuki.

Infornare a  175°C per 25 minuti circa.

Mele...leggera crema pasticcera…fantastica brisèe dolce…il risultato è una torta delicata quanto buona…Che piacere per ogni cellula del corpo…perchè integrale, con tutte le fibre delle mele che aiutano il normale funzionamento dell’intestino, delicatamente dolce… Ottima a colazione, perfetta per la merenda dei bambini: si può preparare come unica torta oppure come tante crostatine monoporzione…Libero spazio alla fantasia! La trovo fantastica dalla colazione alla merenda!
torta_alsazianaIngredienti
300 g di farina semintegrale
80 g d zucchero integrale
80 ml di olio di di riso o mais
60 ml di vino bianco
50 ml di acqua fredda
1 cucchiaio di succo di limone
un pizzico di sale
4 mele
Per la crema
300 ml di latte di avena
2-3 cucchiai di succo di agave
1 cucchiaio abbondante di amido di mais
la buccia grattugiata di 1/2 limone
1 pizzico di vaniglia
Procedimento
In una terrina versare la farina, lo zucchero e il sale; in un contenitore mescolare l’olio, il vino, l’acqua e il limone.
Aggiungere i liquidi alla terrina contenente le polveri e mescolare rapidamente per ottenere un composto liscio e omogeneo da mettere in frigorifero per 1 ora circa.
Preparare la crema versando l’amido in un pentolino, la vaniglia, le bucce di limone: aggiungere lentamente il latte mescolando con una frusta e portare ad ebollizione su fuoco medio sempre mescolando in modo che si addensi.
Stendere la pasta per ottenere una crostata o delle piccole crostatine: foderare una teglia, versare la crema sul fondo e disporre le mele tagliate a fettine sottili e poi infornare in forno caldo a 180°C per 30 minuti circa (per delle crostatine più piccole e quindi più basse 25 minuti sono più che sufficenti.). Servire fredda o tiepida.

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