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Succo di mela caldo e le sue proprietà

Dal tardo autunno in poi fino alla fine dell’inverno per me sono tanti i momenti buoni per preparare un succo di mela caldo, per esempio:
– quando ho un desiderio smodato (altrimenti detto “smania”) di dolce;
– quando ho voglia di un gusto dolce ma non ho voglia di un dessert;
– quando ho bisogno di qualcosa che mi rilassi e calmi;
– quando ho bisogno di facilitare il sonno;
– quando semplicemente mi va un succo di mela caldo!!!

Il succo di mela caldo ha un effetto in generale calmante, e in effetti le mele hanno una proprietà miorilassanti.
In Austria è uso comune bere l’apfelpunsch, il punch bollente di mela e spezie (cannella, chiodi di garofano, noce moscata..): succo di mela preparato portandolo ad ebollizione con le spezie prescelte. Le spezie usate hanno proprietà antinfiammatorie…mi sembra che una trovata geniale per l’inverno oltre che ottima!
Nella macrobiotica (per il prossimo corso vedi qui!)il succo di mela viene usato per le sue qualità energetiche “addolcenti”… non solo per i dolci, ma anche per l’umore: una sorta di balsamo naturale dell’animo: quindi se siete miei ospiti e vi offro un succo di mela caldo con cannella ci sono buone probabilità che sia mia intenzione far rilassare gli animi!!

Proprio per la sua azione rilassante accompagnata dal sapore dolce rassicurante lo preparo quando si è sottoposti a stress eccessivo che tra le conseguenze, specie fra le donne, porta anche a disordini alimentari. Quando siamo sotto stress è facile mangiar male:
..prima le patatine, poi un pezzettino di cioccolata fondente, poi un avanzino del pranzo, dopo 15 minuti due biscotti e così via ad oltranza senza trovare mai ciò che ci appaga. Ecco di solito non lo si trova semplicemente perchè non esiste quel cibo.. Ed è semplice, non esiste perchè si stà chiedendo ad un cibo “colmare/calmare” qualcosa che non ha nulla a che vedere con la fame!

In questi casi, prima di aprire confezioni, finire barattoli e scartare barrette, provo a fermarti 5 minuti per preparare un succo di mela caldo e mi ritaglio 2 minuti per sorseggiarlo con calma: di solito non me ne pento mai!
E’ semplicissimo, ecco come prepararlo.

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Succo di mela caldo speziato
Succo di mela caldo con spezie

Ingredienti
Succo di mela limpido
Specie a piacere (Cannella, chiodi di garofano, pimento, noce moscata, zenzero..)
Acqua
Procedimento
In un pentolino unisci del succo di mela e dell’acqua. La percentuale succo di mela/acqua può variare in base ai gusti personali: 50% succo di mela e 50% acqua per chi ama una bevanda moderatamente dolce, invece aumentare il succo di mela se avete bisogno di un gusto un pò più dolce. Trova le tue proporzioni anche perchè il succo di mele può cambiare come grado di dolcezza.
Porta ad ebollizione aggiungendo le spezie: per una tazza io uso 2-3 chiodi di garofano e altrettanti di pimento pestati, 1 cucchiaino di cannella in polvere e una grattugiata di noce moscata. Le spezie pestate grossolanamente le aggiungo all’inizio e faccio bollire insieme per qualche minuto, mentre le spezie in polvere le aggiunto a fuoco spento alla fine.
Filtra e versa in tazza.

I consigli di Jyoti
Il succo di mela è pur sempre ricco di zuccheri: non ti consiglio di usarlo frequentemente puro al 100% ( se non per dolcificare) nè di usarlo quotidianamente. Come per tutte le cose bisogna trovare un giusto mezzo.

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I grani antichi e il pane..

I grani antichi hanno senza dubbio delle qualità stupefacenti. Non solo sono grani tendenzialmente privi di manipolazioni e con un glutine di più semplice assimilazione per l’organismo.. sono accompagnati da sapori e profumi veramente unici! Credo che più da narrare siano da assaggiare!
Ho scelto una farina siciliana, Timilia (o Timidia o Tumminia..) per un pane che ha come ingredienti solo farina (appunto), acqua e sale.. Certo lievitazione lunga con pasta madre.. ma sempre di farina e acqua stiamo parlando!
Il consumo di farine antiche come questa lo trovo importante, soprattutto perchè si tratta di alimenti che sono ancora poco lavorati e non modificati – a differenza purtroppo della più diffusa farina bianca – e ciò contribuisce in parte a contrastare l’insorgere di intolleranze alimentari a carico soprattutto del nostro delicatissimo e impegnatissimo sistema digerente.  Ho già accennato in precedenza ai grani antici siciliani e a chi ancora si dedica a produrli con passione.

pane_tumminia

Ingredienti

 400 g di farina di tumminia (oppure mix di grani siciliani con 70-80% tumminia)

260-280 g di acqua

80 g di pasta madre rinfrescata

8 g di sale

Procedimento

Procedo come nella consueta preprarazione del pane con pasta madre tenendo conto le caratteristiche della farina: si tratta di un grano duro (molto duro nel caso del Tumminia) quindi la prima fase in cui si lascia riposare la farina impastata solo con acqua può durare molto più del solito (dai 30 minuti addirittura a 3-6 ore tenendo il contenitore in frigorifero).
Procedo con la consueta lavorazione aggiungendo la pasta madre e lasciando riposare e infine aggiungendo il sale e continuando lavorazione. I tempi di maturazione possono variare dalle 5 alle 7-8 ore in base al grado di efficienza  della pasta madre e alla temperatura.
Lo inforno su pietra refrattaria a circa 220 C per i primi 25-30 minuti e successivamente a 180-190 C per altri 30 circa.

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Golden Milk, il latte d’oro

Da anni è immancabile nei miei corsi di cucina sulle spezie e fino a poco tempo fa era un perfetto sconosciuto ai più. Negli ultimi mesi invece non si sente parlare di altro, tanto che molte aziende si sono già attivate e produrlo e venderlo come bevanda già pronta oppure miscele pronte e aromatizzate a cui va aggiunto solo la parte liquida.
Ben vengano le buone abitudini, ma visto che in tanti continuate a chiedermi: “ma come si fa il Golden Milk?” ecco qualche spiegazione.

Ma di cosa stiamo parlando?
Il Golden Milk è una bevanda largamente diffusa in India, soprattutto come rimedio/prevenzione. Si narra che gli yogi consigliassero ai loro discepoli, che tenevano per lungo tempo le loro posizioni yoga, di usarla almeno per 40 giorni all’anno in modo che le loro articolazioni potessero trovare sostegno da questa bevanda.. Le articolazioni e non solo aggiungerei. Il Golden Milk ha una composizione tale da essere considerato un antinfiammatorio naturale, sia per articolazioni, ma in generale anche per l’apparato scheletrico e muscolare…
Essendo la curcuma il “principio attivo” di questa bevanda, le sue proprietà sono molte altre ancora:

antiossidante molto potente (da qui l’azione antinfiammatoria) che svolge la sua attività non solo a livello muscolare ma riduce anche lo stress ossidativa interno che è una sorta di piccolo stato di infiammazione cronica lieve con cui spesso conviviamo perchè molto silente e lieve (ma spesso cronico);

– la spezia anti-cancro (definita così da molti ricercatori): si è visto come la curcumina si attiva sia come inibitore della proliferazione cellulare, sia come “killer” di cellule anomale. Sempre per il suo potere antinfiammatorio può prevenire gli stati che determinano lo svilupparsi di un tumore;

– allevia i sintomi dell’artrite: varie ricerche hanno dimostrato che la curcumina allieva i sintomi dell’artrite nel giro di 2 settimane come un farmaco antinfiammatorio;

fegato: sembra che contribuisca a tenere il fegato in salute favorendo la produzione di enzimi deputati alla detossificazione del fegato, sia favorendo il flusso biliare che depura e rinvigorisce il fegato;

– per le donne in età fertile: le bevande a base di curcuma sono consigliate per dare sollievo ai fastidiosi crampi e disturbi mestruali. La cura deve essere preventiva, per esempio una settimana prima del ciclo.

Questo solo per citare alcuni degli effetti benefici, in effetti la letteratura scientifica si è data molto da fare riguardo gli studi sui benefici della curcumina…Ma l’ispirazione è sempre data dalle tradizioni popolari: la curcuma era così tanto usata e per così innumerevoli rimedi che un fondo (più di un fondo) di verità ci doveva essere.

Come si prepara il Golden Milk?
L’originale ricetta indiana sembra che fosse a base di una pasta di curcuma, acqua e pepe che viene sciolta in un bicchiere di latte di capra con un cucchiaio di olio di mandorle.

In pratica abbiamo bisogno perchè la curcuma funzioni che ci sia nella miscela una (o più sostanze) che contribuiscono a favorirne l’assorbimento: il pepe e la parte grassa (olio e latte). That’s it!

Se si comprende il principio, è semplice creare la propria versione, in base alle proprie esigenze e gusti (più o meno pepe, latte vegetale invece di quello animale, aggiungere del dolcificante a piacere per renderlo più gradevole..).

Personalmente non preparo la pasta di curcuma (a base di curcuma, poco pepe e acqua tiepida quanto basta per avere una pasta) per il mio golden milk ma parto direttamente dalla curcuma in polvere. E’ comunque molto veloce.

Uso un latte vegetale, che ritengo più sano per me e per il pianeta, e preferisco il latte di mandorle: la scelta va sul latte di mandorla perchè tra i latti vegetali è uno di quelli con una maggiore quantità di grassi buoni ideali per favorire l’assorbimento della curcumina.

Sull’uso del pepe ognuno può far appello alle proprie esigenze: personalmente ne uso un pizzico per ogni bicchiere che mi preparo. Può essere eliminato nel caso si soffra di problemi gastrici oppure limitarlo moltissimo. Se eliminate il pepe potreste aggiungere un pò di zenzero, cannella, chiodi di garofano oppure una miscela di spezie ma soprattutto non dimenticate di aggiungere alla bevanda il cucchiaino di olio per dare la possibilità alla curcuma di essere assorbita.

E il sapore?
C’è chi lo ama al naturale e a chi invece non piace il sapore. Suggerisco sempre di iniziare con una dose più bassa di curcuma in modo da familiarizzare con il sapore (nella mia ricetta per esempio si può iniziare con 1/2 cucchiaino aumentando le dosi di giorno in giorno).
Dolcificare si può? Si magari con un dolcificante naturale come il malto, zucchero di cocco, sciroppo di dattero, succo di mela… Niente paura, funzionerà lo stesso, basta non esagerare con gli zuccheri!!!

Ed ecco la mia ricetta..

goldenmilk

Ingredienti (per una tazza):

1 cucchiaino abbondante di curcuma

1-2 cucchiaini di olio di lino (va bene anche mandorle, canapa o altri oli a scelta)

1 pizzico di pepe macinato di fresco

1/4 cucchiaino di garam masala (facoltativo)

200 ml circa latte di mandorle al naturale (preferisco quelli prodotti in  Italia)

succo di acero  a piacere

Procedimento

In una tazza verso la curcuma, macino il pepe nero, aggiungo il garam masala e l’olio di lino.

Scaldo il latte di mandorla, rendendolo tiepido o poco più. Ne verso una piccola quantità nella tazza per sciogliere le spezie e i piccoli grumi di curcuma (sgradevoli al palato). Aggiungo il rimanente latte e infine dolcifico a piacere.

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Kale, cavolo riccio oppure nero…comunque sono tutti super..

Kale è un vocabolo inglese che indica un ortaggio a foglia verde scura, irregolare e spesso lobata oppure riccia. Cresce tipicamente nei climi freddi (ecco perchè ne fanno grandi scorpacciate in Gran Bretagna) e, buona notizia, anche da noi in Italia esiste e lo coltiviamo. Lo conosciamo come cavolo nero oppure cavolo riccio. Non sono esattamente uguali ma si assomigliano poichè appartenenti alla stessa famiglia: il cavolo riccio era stato un pò dimenticato  dai nostri contadini, quindi non è proprio alla portata del banco del supermercato, ma in molti mercati del nord Italia è ancora possibile trovarlo.
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Sembra che il cavolo riccio abbia una maggiore concentrazione di nutrienti rispetto al più conosciuto cavolo nero (quello della ribollita toscana per intenderci), per questo è proprio lui ad essere stato identificato da moltissimi magazine come uno dei più importanti “superfood“: nulla da invidiare quindi a bacche di Goji, alchenchengi, maca e il resto dell’esotica famiglia dei “superfood”.
Ma che proprietà ha questo cavolo riccio (e in minor quantità il suo cugino minore cavolo nero)?
Alcune riassunte:
– è considerato uno degli alimenti con più alti valori ORAC (Oxigen Radical Absorbance Capacity): significa che ha un tenore di antiossidanti (vitamina C, beta-carotene, quercitina..) molto elevato e quindi una grande capacità di riassorbire i radicali liberi.
– contiene composti che si trasformano in isotiocianati nel tratto digestivo: questi ultimi sono composti ormai noti nella prevenzione del cancro.
– protegge le vie urinarie, grazie alla sua ricchezza in pro-vitamina A e contrariamente a molti ortaggi a foglia verde contiene un basso quantitativo di ossalati.

Perchè non provare allora?
Vista la stagione si potrebbe partire da una semplice zuppa e magari 1-2 foglie aggiunte crude alla nostra insalata.

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Crocchette pataceciose

“Ho voglia di Felafeeeel!!!” … “ma non abbiamo le fave…”  “uhmmm…allora qualcosa di simile!” … “Va bene! Vediamo che si può fare di buono e sfizioso!” Così è iniziata la storia di queste crocchette, estremamente semplice nell’impasto, ma con una panatura che è veramente sfiziosissima!!! Visto il freddolino si presta benissimo una crocchetta a base di ceci e potate con una panatura con noci e semi di sesamo: diventa un piatto proteico ed energetico, con un pizzico di magnesio, calcio dei semi. L’erba cipollina invece possiede proprietà diuretiche, balsamiche e cardiotonica e il coriandolo invece aiuta la digestione, è carminativo (quindi con ceci e patate è un ottimo abbinamento!!!).
Ingredienti:

250 g di ceci lessati
3 patate medie
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino raso di coriandolo
1 cucchiaio di semi di sesamo
1 cucchiaio di noci
1 cucchiaino di erba cipollina
3 cucchiai abbondanti di pan grattato grossolano
Olio di oliva
Sale
Preparazione
Lessare le patate con la buccia, sbucciarle e passarle al passaverdure insieme ai ceci e allo spicchio di aglio ottenendo una purea. Aggiungere il coriandolo, un pò di olio di oliva e aggiustare di sale. Amalgamare e fare delle palline con le mani. Frullare le noci e il sesamo in modo da ottenere un trito grossolano, aggiungere l’erba cipollina tritata e infine il pan grattato e mescolare tutto insieme: usare questa miscela per la panatura delle polpettine. Dopo aver panato le polpettine disporle su una teglia unta con olio di oliva e mettere a cuocre in forno per circa 20-25 minuti fino a farli dorare. Ottime accostate ad una crema di melanzane!!!