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Chips di radici alle erbe aromatiche

Radici è una parola che può richiamare alla mente molti significati: le proprie origini, la terra, forza… Ma quando entriamo in cucina e parliamo di radici spesso si vede storcere il naso: bardana, pastinaca, carota, rape, ravanelli, daikon, topinambur, sedano rapaTutte radici, ognuna con caratteristiche diverse, con sapori che possono andare dal dolce al piccante passando per l’amaro e con forme avvolte abbastanza insolite.. Se mettiamo da parte la visione analitica, e smettiamo di “sezionare” questi ortaggi in fibre, vitamine, carboidrati ecc ecc. ma vogliamo osservarne la loro “natura” tutte hanno in comune che crescono sotto terra, che quindi per crescere hanno bisogno di farsi un pò di strada incontrando la resistenza del suolo e molte di loro sono soprattutto autunnali o invernali (crescono in climi più freddi).. Alcune poi puntano dritte verso il basso, il centro della terra (daikon, pastinaca), altre invece si allargano a assumono forme tondeggianti (rape, ravanelli) oppure molto irregolari (zenzero, topinambur..). Ecco, se praticamente osserviamo le radici nella loro “interezza” e proviamo a pensare, che da loro possiamo trarre qualcosa che va al di là dei minerali o fibre, ma che riguarda più la loro caratteristica intrinseca e la loro energia.. beh le possiamo cominciare con occhi diversi soprattutto in questa stagione!
Nel momento in cui guardiamo in questo modo un ortaggio, in questo caso le radici, si apre un nuovo mondo!
Ma il bello delle venire: perchè se per associazione potessimo assorbire le caratteristiche energetiche di ciò che mangiamo  allora nel caso delle radici sicuramente direi che assorbiremmo costanza, forza e determinazione.. E così in molte tradizioni orientali (decisamente poco occidentali le visioni proposte fino ad ora) a molte radici viene attribuita la capacità di dare forza e vigore, di scaldare il corpo nelle giornate fredde (sono tra le poche cose che crescono durante alcuni freddi inverni), di temprare il corpo..
Ma se proprio non sei dell’idea di “assorbire l’energia di una radice” allora provatele per il loro gusto, soprattutto in un semplice e irresistibile come quello della ricetta di oggi.

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Prossimo appuntamento con la cucina naturale e la macrobiotica a Gennaio a Brescia, un occasione per capire come prenderci cura e recuperare dopo le feste e in generale dopo aver qualche eccesso.


Ingredienti 
Radici a scelta:
Pastinaca
Carota
Rapa bianca
Daikon
Topinambur
Mix di rosmarino, maggiorana e origano
olio evo, sale
Procedimento
Taglio a bastoncino le radici, quindi le sbollento in acqua salata per qualche minuto o meno, dipende dalle radici (per esempio la pastinaca circa 4 minuti, 3 minuti carota, la rapa bianca 2 minuti.. e così via). Dopo averle sbollentate le unisco in un contenitore, aggiungo qualche cucchiaio di olio evo, sale, rosmarino tritato, maggiorana e origano, quindi mescolo in modo che tutti i pezzi siano uniformemente conditi, quindi dispongo in una placca da forno. Dispongo in forno per 15 minuti a 190°C e altri 15 minuti a 160°C.  Enjoy!

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Diversamente “fudges” alle mandorle salate

Dolce e senza troppe complicazioni con intenso sapore di cioccolato e senza zuccheri raffinati aggiunti: questa è una versione ampiamente  rivisitata dei fudges, solitamente ricchi di burro, panna e zucchero. Facendo dei ritocchi di qua e di là alla ricetta originali diventano delle versatile idee energetiche: piccole dosi sono più che sufficienti per questo concentrato di bontà.

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Ingredienti
100 g di datteri
100 ml di latte di riso
20 g di farina di cocco
2 cucchiai di cacao amaro (oppure 1 cucchiaio di cacao e 1 di farina di carrube)
80 g di cioccolato fondente
2 dozzine di mandorle salate
vaniglia in polvere (facoltativa)

Procedimento

Lasciare i datteri ad ammorbidirsi nel latte di riso. Frullare i datteri con il latte creando una crema omogenea. Aggiungere la farina di cocco, il cacao e la farina di carrube (se si è scelto di usarla). Sciogliere il cioccolato fondente e aggiungere pochissima vaniglia in polvere. Aggiungere il cioccolato fuso alla massa a base di polveri e datteri. Amalgamare e aggiungere delle mandorle tagliate a coltello. Far freddare per un paio di ore in frigorifero o tutta la notte a temperatura ambiente.

 

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Crostata integrale ai 3 cavoli e patate dolci

Sembra raccogliere molti degli ortaggi protagonisti della stagione questa crostata: verza, cavolo viola, cavolo nero, nocciole.. Rosmarino aromatico e cumino che crea un pò di movimento con il suo sapore.. Le patate dolci servono a stupire e far uscire dall’angolo in cui sono stati relegati questi tuberi così importanti e benefici (ecco l’ultimo post in cui ne parlavo!)

crostata_autunnale

Ingredienti per 4 persone

150 g di farina integrale

2 cucchiai di olio evo

Sale

Semi di sesamo

Acqua fredda quanto basta per impastare

Ripieno

400 g tra Cavolo verza, Cavolo cappuccio e cavolo nero (le verdure possono essere anche cambiate a piacere e secondo stagione)

1 Cipolla

1 patata dolce

Yogurt di soia al naturale

Nocciole tostate a piacere (facoltativo)

Cumino, rosmarino

Olio evo, sale, pepe

Procedimento
Preparare la pasta impastando fra di loro tutti gli ingredienti. Tagliare i cavoli finemente e la cipolla e far cuocere insieme con un paio di cucchiai di olio e il cumino. Tagliare la patata dolce a fettine sottili e cuocerle in padella con rosmarino e sale.

Stendere l’impasto integrale in modo da foderare una teglia e sulla base distribuire le patate dolci. Mescolare i cavoli cotti con dello yogurt opportunamente salato e con l’aggiunta di olio evo. Distribuire anche le verdure sulle patate e terminare con delle nocciole tostate a piacere.

Cuocere in forno a 180°C per circa 30 minuti.

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Crocchette di zucca alla salvia

Adoro le crocchette, in qualsiasi loro forma, dimensione, contenuto.
Complice una giornata fresca che mi consente ampiamente l’uso di una cottura un pò più yang ho deciso di realizzare delle crocchette di zucca, dal sapore delicatamente dolce e sfiziose per la loro panatura esterna.
Qualche giorno fa degli ospiti mi chiedevano quale fosse il segreto dei miei arancini fritti e delle foglie di salvia in tempura..  Ecco alcuni dei segreti per nulla ovvi,  per realizzare una buona frittura che ci lasci anche leggeri e in forma:
olio ben caldo: friggere con l’olio già alla giusta temperatura permette al cibo di non impregnarsi completamente e rimanere quindi più leggero ma comunque saporito;
olio abbondante: può sembrare un paradosso ma è così.. più olio si userà per friggere, minore sarà la possibilità che il cibo si impregni completamente di olio (anche perchè la temperatura dell’olio non si abbasserà tutte le volte che inseriamo il cibo e il cibo si “chiude” omogeneamente su tutta la superfice impedendo di far penetrare altro olio!);
usare un buon olio, possibilmente mono-seme: personalmente preferisco olio di arachidi e olio di sesamo ma anche olio di girasole può andar bene se non friggiamo cibi troppo grossi e ad alte temperature (ha un punto di fumo decisamente più basso);
niente olio che fuma e eliminare briciole bruciate dall’olio: eviteremo tutti gli effetti nocivi dovuti a questi composti bruciati;
accostare fette di limone, daikon, zenzero, pompelmo accanto al vostro fritto: il fegato ve ne sarà immensamente grato;
– mangiare un cibo fritto (soprattutto se preparato sapientemente a casa) non segnerà l’inizio di acne o eruzioni cutanee, cellulite e obesità, soprattutto se fatto secondo poche regole e in armonia con le reali esigenze del nostro corpo..  E’ la prima cosa da imparare, molto prima della ricetta che è a seguire.. Enjoy!

crocchette_zucca_salvia

Ingredienti

300 g circa di zucca già pulita

1-2 patate lessate

foglie di salvia

rosmarino, pepe, sale

tamari (facoltativo)

pan grattato (gluten free per gli intolleranti/allergici)

2-3 cucchiai di farina di ceci

Olio per friggere

Procedimento

Tagliare la zucca a fette e farla cuocere in forno con rosmarino, pepe, sale, salvia e olio evo a circa 170°C fino a quando risulta essere ben cotta.

Frullare la zucca con sale o tamari e foglie di salvia. Ottenuto un composto omogeneo unirlo ad 1 o 2 patate schiacciate bene con la forchetta (o passate allo schiacciapatate). Amalgamare tutto e far riposare il composto ottenuto per 1-2 ore.

Preparare con la farina di ceci e un pò di acqua una pastella; in un secondo piatto versare il pan grattato (o se si preferisce farina di mais).

Fare con il composto delle palline e passarle prima nella pastella, quindi nel pan grattato. Friggerle in abbondante olio caldo fino a doratura.  A scelta possono essere cotte in forno già caldo a 190°C dopo averle spennellate di olio evo.

 

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Medaglioni di ceci con agretti

Perfetti per la primavera… comodissimi da usare per i pic-nic fuori porta…buonissimi da assaggiare a qualsiasi ora!
Non mi soffermo molto sulle proprietà degli agretti, potete sbirciare nel mio precedente post.
Si tratta di un ottima pastella di ceci che cotta al punto giusto e consumata calda o tiepida riesce ad essere croccante fuori e morbida dentro.

medaglioni_agretti
Ingredienti
100 g di farina di ceci
280 g di acqua
un mazzetto di agretti
1 spicchio di aglio
sale aromatizzato alle erbe
olio evo
Procedimento
Preparare una pastella di ceci e acqua, senza grumi, possibilmente almeno 4-5 ore prima e lasciar riposare.
Lessare per 3 minuti gli agretti in acqua bollente dopo averli puliti e passarli in padella con pochissimo olio evo e uno spicchio di aglio.
Aggiungere alla pastella qualche cucchiaio di olio e sale alle erbe.
Mettere gli agretti sul fondo di un unica teglia oppure in degli stampini tondi (per ottenere dei piccoli medaglioni) e versare sopra la pastella di ceci ben amalgamata.
Infornare a 200°C per 15 – 20 minuti circa.
Consumare meglio tiepide accompagnate generosamente da insalate e verdure di stagione… Possibilmente sotto un tiepido sole primaverile! =)

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Chips di kale e le sue infinite proprietà..

Ho già accennato (e usato in una ricetta) in precedenza del cavolo riccio, della stessa famiglia del cavolo nero, e meglio conosciuto tra i superfood con il nome di kale.
Per sfruttarne al pieno le sue proprietà, un idea è usarne qualche foglia in insalata, oppure preparare delle sfiziose chips con l’essiccatore, da conservare poi in un barattolo di vetro e sgranocchiare quando più se ne ha voglia o da aggiungere alle vellutate o allle insalate (come in foto)..
Senza ripetermi, alcune informazioni in più sulle proprietà del cavolo riccio le puoi trovare nell’articolo che ho scritto per cure naturali. Buona lettura!

insalata_chips_kale

Ingredienti
Cavolo riccio
sale aromatizzato alle erbe
olio evo
acqua q.b.
Procedimento
Pulire le foglie del cavolo riccio eliminando la nervatura centrale soprattutto verso  la base dove è più dura e fibrosa.
Tagliare le foglie e a pezzettini piccoli e metterli in una terrina.
Preparare un emulsione 1:1 di olio evo e acqua a cui aggiungere il sale alle erbe: emulsionare bene insieme ed usare l’emulsione per versarla sulle foglie e condirle bene mescolandole con le mani in modo che tutte le fogli si insaporiscano. Disporre le foglie in uno strato sottile nell’essiccatore a 42°C circa per 6-8 ore: tempo variabile, è necessario controllare e rigirare di tanto in tanto le foglie. Sono pronte quando asciutte e croccanti.
Se non si possiede l’essiccatore si può fare la stessa cosa in forno tenuto al minimo: la durata dipende dal forno. Ovviamente finchè si riesce a mantenere la temperatura di essiccazione entro i 42°C si riescono a preservare anche tutte le vitamine del cavolo riccio, mentre se aumentiamo le temperature proporzionalmente andiamo ad intaccare il il patrimonio nutrizionale del cavolo riccio…Naturalmente ben venga anche cotto, sempre molto più sano (e in alcuni casi anche buono) di tante chips che troviamo confezionate in commercio.

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Muffin salati integrali agli spinaci con olive e pomodorini

Avvolte basta solo la parola “muffin” e nessun altra descrizione aggiunta!!!
Come spuntino o finger food, per un pic-nic oppure una festa, sono sempre speciali.
Muffin vegan salati e integrali…anche le pause sfiziose possono essere sane! Enjoy it.

muffinsalati
Ingredienti Muffin Salati Vegan agli Spinaci(per circa 8 muffin)
170 g di farina integrale
150 g di spinaci
1 cipollotto
12 olive nere o verdi
6-8 pomodori secchi
140 g di yogurt di soia
25 g di olio evo
1 cucchiaino abbondante di lievito per torte salate (a base di cremor tartaro)
Procedimento
Tagliare a rondelline il cipollotto e farlo cuocere in padella con un cucchiaio di olio evo: aggiungere gli spinaci tritati finemente e insaporirli aggiungendo un pizzico di sale.
In una terrina setacciare la farina integrale con il lievito. Aggiungere le olive e i pomodorini secchi (dissalati eventualmente) tritati grossolanamente. Aggiungere anche gli spinaci e il cipollotto e mescolare tutto insieme.
A parte frullare lo yogurt con l’olio fino a montarlo leggermente e quindi aggiungerlo all’impasto: amalgamare e se necessario altro liquido aggiungere poco latte di soia o acqua.
Versare negli appositi stampini per muffin e infornare per 25-30 minuti a 180°C.
Servire tiepidi con salse e verdure.

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Panzerotti mediterranei di farro alle alghe arame

Trovo che questa sia una di quelle ricette che soddisfi e lascia felici: lascia felici il sapore mediterraneo, la forma, la comodità di portarlo in giro o di rubarlo rapidamente dal piatto per assaggiarlo caldo… E lasciano felici gli ingredienti: farro semintegrale per l’impasto, scarola e le alghe arame. La scarola è un ottima scelta come verdura per il ripieno, specie in questo periodo, favorisce la diuresi e la digestione, utile in caso di ritenzione idrica per la presenza di potassio. Contiene inulina, una fibra che contrasta la stitichezza, contribuisce al senso di sazietà e migliora la flora batterica intestinale, aiuta il fegato (un pò come tutte le piante amare). Le alghe arame invece stimolano il metabolismo, è in generale ricchissima di minerali (anche di iodio come tutte le alghe!!!), ottime per controbilanciare la pressione alta e per i disturbi dell’apparato riproduttivo femminile e portano il mare (e la sua energia) in cucina. Le olive, i capperi e l’origano danno la connotazione tipicamente mediterranea a questi panzerotti! Let’s start…

panzerotti_arame

Ingredienti:
300 g di farina di farro semintegrale
5 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di aceto di mele
1 cucchiaino di lievito a base di cremor tartaro
sale qb

Ripieno
1 bel cespo di scarola
2 manciate di olive verdi
1 cucchiaio di capperi dissalati
1 cucchiaio di alghe arame
4-5 cucchiai di passata di pomodoro
1/2 cipolla
1/2 spicchio di aglio
Origano
Olio evo, sale integrale

Procedimento
In una terrina versare la farina, il sale, il lievito e mescolare: aggiungere l’olio, l’aceto e l’acqua quanto basta per impastare e ottenere una palla liscia, non collosa nè troppo dura. Lasciar riposare per almeno 30 minuti.
Preparare il ripieno: lavare e tagliare a listarelle la scarola. Mettere in ammollo in poca acqua le alghe arame perchè si ammorbidiscano. Tagliare la cipolla a fettine e farla dorate con poco olio in una padella insieme all’aglio. Aggiungere la scarola, e farla cuocere e calare di volume. Aggiungere le olive, i capperi e la salsa di pomodoro e le arame (a piacimento intere o tagliuzzate). Aggiustare di sale. Far asciugare dell’acqua di vegetazione in eccesso e terminare aggiungendo dell’origano quindi far raffreddare.
Stendere l’impasto e preparare dei cerchi di pasta che si riempiranno con la scarola, chiuderli e cuocerli in forno a 180°C per 20-25 minuti circa (in base alla grandezza). Fantastici tiepidi.

 

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Champignon ripieni in versione raw

Ecco un finger food crudista che è adorabile per chi ama i funghi crudi: sfruttare i cappelli di funghi e dopo averli marinati usarli per contenere un patè a base di zucchine, semi, aromi ed eventualmente le tue varianti. Perfetto per il benvenuto all’autunno! Enjoy!

funghi_rawIngredienti per 10 funghi ripieni

 

10 funghi champignon piccoli

1 zucchina media

1 cucchiaio di lievito alimentare

2 cucchiai di semi di girasole

1 cucchiaio di semi di anacardi

1 cipollotto piccolo o un pezzettino di cipolla rossa

Succo di limone

Olio evo

Tamari

Pepe

Sale himalayano

Timo a piacere

Procedimento

Pulire le cappelle dei funghi con un panno e togliere delicatamente il gambo facendo attenzione a non rompere il cappello. Mettere i gambi da parte (magari per un brodo oppure da aggiungere ad un’altra preparazione con i funghi!).

Preparare un emulsione di tamari, olio e succo di limone e usarla per far marinare e insaporire i funghi.

Tritare la zucchina grossolanamente e salarla leggermente quindi metterla a far perdere l’acqua di vegetazione per circa 30 minuti.

Passato il tempo di riposo in un tritatutto tritare insieme la zucchina, la cipolla, anacardi e semi di girasole in modo da ottenere un patè. Aggiungere pepe e timo a piacere. Aggiungere un po’ di succo di limone e olio evo quindi far riposare per almeno 30 minuti.

Riempire i funghi con il patè di zucchine e servire.

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Farinata alle Ortiche con maionese di Anacardi Raw

Se ancora avete la fortuna di recuperare un pò di ortica un ottimo modo per usarla è preparare una farinata di ceci!
L’ortica fresca prima di essere usata va lavata molto bene (meglio metterla in ammollo) per poterla maneggiarla, ma in ogni caso dei guanti monouso possono essere sempre utili per non rischiare di urticarsi con le foglie che invece una volta cotte diventano innocue.
L’ortica ha mille proprietà, sempre legate alla diuresi e alla disintossicazione del corpo e disinfiammazione. Stimola la diuresi ed è utile in caso di cistite. Produce un azione disintossicante grazie alle sue componenti minerali che coontrastano l’azione di metaboliti acidi. Le sue foglie sono ricche di clorofilla, acido folico e ferro, quindi gli vengono attribuite proprietà antianemiche. Per la sua ricchezza in magnesia viene consigliata come rimedio per prevenire i crampi mestruali. In generale vista la sua ricchezza in minerali e in vitamine viene considerato un tonificante dell’organismo.
farinata_orticheIngredienti (per 4 persone)
250 gr di farina di ceci
2 cucchiai di foglie mix di rosmarino e origano
750 ml di acqua
3 cucchiai di olio di oliva
sale qb
100- 150 g di foglie di ortica
1 spicchio di aglio
Maionese di anacardi
1/2 tazza di anacardi ammollati per almeno 2 ore
1/2 cipollotto
50-60 ml di olio di mais (o 40 ml di olio di mais + 20 di olio evo)
1 cucchiaio di succo di limone
scorzetta di limone
sale
curcuma a piacere
Procedimento
Preparare la pastella per la farinata mescolando in una terrina la farina di ceci con gli aromi in foglia, sale, l’acqua e i 3 cucchiai di olio: mescolare e lasciar riposare l’impasto per almeno due ore (ideale sarebbe per una notte!).
Lavare le foglie di ortica e tritarle grossolanamente. In una padella far scaldare due cucchiai di olio e lo spicchio di aglio e aggiungere le foglie di ortica a rosolare e perdere l’acqua di vegetazione: quando si saranno ridotte e insaporite spegnere il fuoco e tritare ulteriormente in modo grossolano (a coltello oppure con un tritatutto a scelta).
Aggiungere le ortiche alla pastella di farina di ceci, mescolare e versare su una teglia da forno in modo da ottenere uno strato sottile. Infornare a 200°C per circa 25 minuti.
Intanto frullare gli anacardi insieme a poca acqua in modo da ottenere una crema densa: aggiungere il cipollotto, la scorza di limone, il succo, il sale, la curcuma e frullare insieme. Aggiungere poco per volta l’olio sempre frullando in modo da far montare la crema di anacardi e ottenere una sorta di maionese: se si preferisce aromatizzarla aggiungere un pò di senape di Dijon oppure un cucchiaio di succo di zenzero.