Oggi non è farina del mio sacco: condivido una ricetta di aranciata fermentata preparata da Amedeo Giorgi. Amedeo è un contadino e produttore di aceto di vino e balsamico (il più buono mai assaggiato!!), esperto in fermentazione acetica e con lui abbiamo già organizzato un corso sulle Fermentazioni Casalinghe presso la cucina di ZenKitchen. Noi che siamo ottimisti abbiamo in programma una seconda edizione a Maggio, chissà se le condizioni lo permetteranno?

Nel frattempo, visto che siamo tutti in cerca di booster del sistema immunitario, ti lascio la ricetta di aranciata fermentata di Amedeo. Finchè ci sono arance approfittane, noi l’abbiamo assaggiata durante il corso ed era buonissima!!!

Dalle arance all’aranciata fermentata!

Ingredienti
Arance
Procedimento
Prepara una spremuta di arancia con uno spremiagrumi e mettila in un vasetto di vetro chiudendo ermeticamente. Lasciare a temperatura ambiente, lontano da fonti luminose e tutti i giorni agiare bene e aprire e richiudere il vasetto al mattino e alla sera solo per far sfiatare (cioè far uscire i gas che si creano). La pressione, in base alle condizioni si comincia a creare dopo 1-2 giorni.
Procedi per 5/6 giorni poi ti gusti la spremuta.

IMPORTANTE: Agitare, aprire e chiudire alla mattina – agitare aprire e chiudere alla sera non è opzionale!!!

Il #verde è il colore a cui si pensa quando si dice #Primavera!

In Primavera tutto riprende vita a partire dalle piccole foglie e piante e il loro brillantissimo e spiccato colore è il verde! La primavera silenziosamente stà arrivando nonostante i clamori del virus..facciamole spazio piano piano.

Quotidianamente il colore verde dovrebbe essere presente nei nostri piatti. In particolare in Primavera la #macrobiotica ci suggerisce di fare molto attenzione al nostro fegato e per pensarci in maniera semplice senza dover andar a far la spesa con un libro di scienze della nutrizione sotto il braccio ci da delle #sempliciindicazioni:

🥬 usare piante a foglia verde
🌱 usare germogli e piante giovani e tenere
🍋 dare spazio tra i sapori al gusto leggermente “acido”

Insomma, se ci pensi, riassunto vuol dire
❗️“Mangiare ciò che ti offre la stagione”❗️
In macrobiotica l’uso delle #foglieverdi è caldamente suggerito per favorire la depurazione del nostro corpo e alleggerire il lavoro del #fegato. In effetti tutto ciò che è verde è ricco di clorofilla, e LA CLOROFILLA COSA FA?!? 🤔
La #clorofilla per esempio:
🌱 stimola il sistema immunitario
🌱 favorisce la depurazione del fegato
🌱 combatte l’anemia
🌱 regola la pressione arteriosa

Usare degli ingredienti a foglia verde in maniera semplice è un buon modo per ottenere dei benefici in questo senso, quindi oggi… let’s make #pesto!

Vista la stagione, e il momento che stamo vivendo, ho scelto il #crescione per preparare il pesto. Ancora poco conosciuto da noi, in altri paese viene annoverato tra le #piantemedicinali e #superfood perché molto ricco di nutrienti, soprattutto di vitamina C (sempre lei, la più amata del momento!!!). Inoltre fa parte della famiglia dei #cavoli, quindi ne condivide alcune proprietà (la presenza di glucosinolato che è una molecola famosa per la sua capacità anticancerogena!).

Il crescione ha un sapore pungente, ricorda la rucola con una punta di senape!!

🥣Ecco come lo preparo: 👇

Ingredienti
📌un mazzetto di #crescione (tra i 100 e i 120 g)
📌una manciata di #mandorle
📌1 cucchiaino di #capperi dissalati
📌1 spicchio di #aglio
📌#Olio evo q.b.

Procedimento
Ripulisco il crescione dai gambi più grossolani e uso sia le foglie che i gambi più piccoli e teneri: trito grossolanamente a coltello il #crescione, le #mandorle, #capperi e #aglio e poi le pesto in un mortaio. Per una versione più rapida un #mixer va benissimo: la vostra clorofilla non se ne avrà troppo a male! Aggiungo infine l’olio evo.

‼️👉Se non hai il crescione puoi provare con la #rucola: ha anch’essa un ottimo potere sul fegato.

Io l’ho usato con delle #linguine integrali calabresi insieme a delle mandorle tostate e uvetta! Ma va benissimo per #cereali piuttosto che per arricchire un #sandwich fatto con un buon pane!

🤓Maggiori info sulla clorofilla: www.academicfoodjournal.com

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 Pensavo di parlarvi di un insalata che è deliziosa, semplice e splendida per utilizzare la frutta secca che gira per casa durante le feste natalizie.. Un post fresco e veloce insomma..     Invece nell’accingermi a scrivere un post sul mio sito dopo quasi un mese ho appena scoperto che è arrivato il fatidico momento in cui wordpress ha cambiato tutte le sue impostazioni di scrittura… ci impiegherò un pò ad abituarmi quindi non so bene quando sarà pronto questo post…speriamo prima di Natale!!!  =) 

Torno alla nostra insalata, mi sono ispirata ad un piatto ammirato in un libro di ricette israeliane alcuni mesi fa, che mi è tornata in mente in questo periodo perchè è quello in cui i datteri si trovano in quasi tutte le case. Ho scelto la valeriana per questa insalata dopo il racconto di Serena, contadina appassionata dell’azienda Cencio Molle di Mantova:  queste foglioline dall’aspetto così delicato in inverno crescono molto bene, soprattutto dopo una gelata che acquistare alle foglie dolcezza e diventare più croccanti! La valeriana aiuta il fegato e le sue funzioni depurative.

 

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Insalata di valeriana, datteri e mandorle

Ingredienti
30-40 g foglie fresche di valeriana
1/2 cipolla rossa piccola (oppure 1/4 di una grande)
3-4 datteri
una manciata abbondante di mandorle
pane tipo chapati o pita (anche il pane carasau può andar bene)
1 cucchiaio di aceto di melograno
1 cucchiaio di olio evo
sumac
sale, peperoncino (facoltativo)

Procedimento
Tagliare la cipolla a fettine finissime, unirla ai datteri snocciolati e tagliati e mescolarli insieme in una ciotolina insieme all’aceto di melograno. Far marinare per circa 30 minuti. 
Lavare la valeriana e disporla in una terrina. Tostare in padella le mandorle e il pane tagliato a triangolini: sul finire della tostatura aggiungere l’olio evo, il sumac, il peperoncino e il sale: amalgamare bene e spegnere il fuoco. 
Aggiungere all’insalata la cipolle con i datteri marinati insieme alle mandorle con il pane. Enjoy!

I consigli di Jyoti
Prova a sostituire potrebbero essere sostituiti anche da delle ottime albicocche disidratate per rendere la ricetta più “nostrana”!
L’aceto di melograno può essere sostituito dall’aceto di mele.

Ancora qualche giorno di Inverno e poi la Primavera farà capolino, si sente già il cambiamento nell’aria…
Intanto in questi ultimi giorni di freddo mi dedico ancora all’uso di merende energetiche come questa quando ho anche voglia di cioccolato.
Si tratta di piccoli panetti di cioccolata e semi (in questo caso ho usato arachidi) che taglio a fettine e spalmo sul pane quando ho voglia di uno snack dolce: sono veloci da preparare, senza ulteriori zucchero aggiunti e soprattutto si conservano in frigorifero anche per un paio di mesi!!
Io ho preparato una versione con arachidi, che adoro e che sono molto più proteiche di mandorle o nocciole. Nulla vieta di preparare la propria versione con altri semi.
A disposizione un buon pane integrale e la merenda diventa veramente un occasione speciale!

Ecco la ricetta semplicissima!

Ingredienti
100 g di arachidi tostate
100 g di cioccolata fondente al 70%
2-3 cucchiai di olio di sesamo o mandorle (o altro olio di gusto a te gradito nei dolci)
vaniglia
pizzico di sale

Procedimento
Tritare finemente le arachidi servendosi di un tritatutto. Si ridurranno quasi a burro e si può finire di lavorarle aggiungendo l’olio.
Sciogliere a bagnomaria la cioccolata fondente e aggiungere quando si è fusa un pizzico di sale e la vaniglia.
Mescolare insieme il burro di arachidi ottenuto e la cioccolata, amalgamando molto bene ma delicatamente evitando di far raggrumare il cioccolato. A questo punto versare tutto in uno o più stampini di silicone (o a tua scelta) e far raffreddare a temperatura ambiente per un ora e poi spostare in frigorifero.
Conservare in frigorifero.

Dolce e senza troppe complicazioni con intenso sapore di cioccolato e senza zuccheri raffinati aggiunti: questa è una versione ampiamente  rivisitata dei fudges, solitamente ricchi di burro, panna e zucchero. Facendo dei ritocchi di qua e di là alla ricetta originali diventano delle versatile idee energetiche: piccole dosi sono più che sufficienti per questo concentrato di bontà.

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Ingredienti
100 g di datteri
100 ml di latte di riso
20 g di farina di cocco
2 cucchiai di cacao amaro (oppure 1 cucchiaio di cacao e 1 di farina di carrube)
80 g di cioccolato fondente
2 dozzine di mandorle salate
vaniglia in polvere (facoltativa)

Procedimento

Lasciare i datteri ad ammorbidirsi nel latte di riso. Frullare i datteri con il latte creando una crema omogenea. Aggiungere la farina di cocco, il cacao e la farina di carrube (se si è scelto di usarla). Sciogliere il cioccolato fondente e aggiungere pochissima vaniglia in polvere. Aggiungere il cioccolato fuso alla massa a base di polveri e datteri. Amalgamare e aggiungere delle mandorle tagliate a coltello. Far freddare per un paio di ore in frigorifero o tutta la notte a temperatura ambiente.

 

Spesso sono presa dai miei impegni, professionali e di vita privata, e non riesco a trovare il tempo per condividere qui qualche nuova idea, raccontare di una scoperta fatta o scrivere delle ricette che esaltino la stagionalità. Molti di voi, forse i più attenti, si saranno accorti che ho scelto di mantenere il mio sito privo di pubblicità, invadenti pop-up che si aprono quando meno te lo aspetti e video con Zorro che impasta i biscotti “naturali” per la colazione.. Sono felice di questa scelta libera che non mi costringe a rincorrere numeri e click, e rispettosa anche per chi visita il sito e legge!
Invece ciò che mi stimola a scrivere sono i messaggi di chi mi segue con le foto delle riproduzioni delle mie ricette, i ringraziamenti sinceri per quello che scrivo e condivido, le appassionate richieste di “quando ci sarà il tuo prossimo corso che non vedo l’ora?”, insomma i piccoli gesti che dicono “Grazie per quello che stai facendo”.  Mi fa comprendere che tutto sommato, il tempo passato a riversare ricette su ricette, idee, consigli, suggerimenti su pagine e pagine virtuali in qualche modo sia servito a coltivare qualcosa.
Reduce da questa sensazione, nonostante il pochissimo tempo a disposizione, vorrei suggerire oggi la ricetta di una granita all’anguria molto semplice che mi sembra “tuned” con questo caldo: ci tengo a specificare che l’idea non è mia, mi sono ispirata a Fran Costigan che da grande amante del cioccolato ha deciso di riprodurre i semini dell’anguria con delle gocce di cioccolato. Idea semplice e di effetto.
Perchè prepararla?
L’anguria è di stagione e ricchissima di acqua, ottima per reidratare il corpo nelle giornate di caldo. Se non si è amanti dei gusti troppo dolci e si sceglie un anguria molto matura si potrebbe addirittura evitare di aggiungere qualsiasi forma di dolcificante (che comunque è poco!): ottimo scegliere del cioccolato fondente al 75% o più.

Ingredienti (per 2 persone)
300 g circa di anguria pulita dalla buccia
3 cucchiai di succo di limone
3 cucchiai di zucchero di cocco macinato finemente (o altro dolcificante)
30 g di cioccolato fondente 75%
Procedimento
Pulisco l’anguria dai semi e la frullo con il succo di limone e lo zucchero di cocco, quindi la verso in degli stampini di cubetti di ghiaccio e faccio raffreddare in freezer per almeno 4-6 ore.*
Trito a coltello grossolanamente il cioccolato fondente.
Trito i cubetti ottenuti con un tritatutto, e successivamente lo lavoro con una frusta per un paio di minuti per incorporare aria, perchè abbia una consistenza più spumosa, quindi aggiungo il cioccolato fondente e mescolo.
Servo subito in contenitori di vetro raffreddati.
Enjoy!

*I cubetti possono rimanere in freezer anche per più tempo ma in caso coprirli o inserirli in una bustina di plastica per alimenti e consigliabile non andare oltre una settimana.

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La Primavera è il momento di transito per eccellenza: l’uscita dal periodo freddo per muoverci verso quello più caldo. Nella medicina cinese l’organo deputato a questo passaggio è il fegato.. E come si può dare torto a questa antica tradizione? Il fegato è l’organo più grande e forse complesso del corpo, svolge moltissime funzioni: interviene nel metabolismo dei grassi, in quello degli zuccheri, serve come organo di deposito di ferro e vitamina B12, demolisce e cattura molte sostanze tossiche… Insomma, in primavera (ma anche in tutto il resto dell’anno!) è bene supportare il fegato anche con l’alimentazione perchè è parecchio impegnato!
I carciofi sono sicuramente tra gli ortaggi di stagione quelli che maggiormente sono adatti al fegato: la cinarina, i cui principi attivi vengono disattivati dalla cottura, favorisce la diuresi e la secrezione biliare. La cinarina è anche utile al fegato per guarire da patologie come epatite, cirrosi ed ittero. Efficace anche in caso di avvelenamento chimico.
La cinarina interviene anche nel metabolismo del colesterolo (avviene sempre nel fegato), tendono ad abbassarne i livelli. E’ una buona fonte di potassio e anche inulina, quindi utile per controllare gli zuccheri nel sangue. Insomma il carciofo ha mille proprietà, tra cui anche la caratteristica di essere buono!!!
Le sue virtù si esplicano soprattutto a crudo quindi è bene ogni tanto usarlo nella sua versione più “natural” per esempio in insalata oppure marinato come in questo caso: il segreto è affettarlo in maniera molto sottile! :)

carciofi_senape_pepe
Ingredienti 
2 carciofi
olio evo
succo di limone
sale o shoyu
senape
pepe rosa a piacere
Procedimento
Ripulire i carciofi, bene, lavarli e metterli in acqua leggermente acidulata. Affettarli sottilmente a coltello e metterli in un contenitore: preparare un emulsione di olio evo, succo di limone, sale o shoyu, senape di dijon con la quale condire i carciofi. Mescolare bene, aggiungere  il pepe rosa e lasciare a marinare per almeno 3-4 ore in frigorifero.
Usare come contorno o insieme ad altre insalate.

Ho già accennato (e usato in una ricetta) in precedenza del cavolo riccio, della stessa famiglia del cavolo nero, e meglio conosciuto tra i superfood con il nome di kale.
Per sfruttarne al pieno le sue proprietà, un idea è usarne qualche foglia in insalata, oppure preparare delle sfiziose chips con l’essiccatore, da conservare poi in un barattolo di vetro e sgranocchiare quando più se ne ha voglia o da aggiungere alle vellutate o allle insalate (come in foto)..
Senza ripetermi, alcune informazioni in più sulle proprietà del cavolo riccio le puoi trovare nell’articolo che ho scritto per cure naturali. Buona lettura!

insalata_chips_kale

Ingredienti
Cavolo riccio
sale aromatizzato alle erbe
olio evo
acqua q.b.
Procedimento
Pulire le foglie del cavolo riccio eliminando la nervatura centrale soprattutto verso  la base dove è più dura e fibrosa.
Tagliare le foglie e a pezzettini piccoli e metterli in una terrina.
Preparare un emulsione 1:1 di olio evo e acqua a cui aggiungere il sale alle erbe: emulsionare bene insieme ed usare l’emulsione per versarla sulle foglie e condirle bene mescolandole con le mani in modo che tutte le fogli si insaporiscano. Disporre le foglie in uno strato sottile nell’essiccatore a 42°C circa per 6-8 ore: tempo variabile, è necessario controllare e rigirare di tanto in tanto le foglie. Sono pronte quando asciutte e croccanti.
Se non si possiede l’essiccatore si può fare la stessa cosa in forno tenuto al minimo: la durata dipende dal forno. Ovviamente finchè si riesce a mantenere la temperatura di essiccazione entro i 42°C si riescono a preservare anche tutte le vitamine del cavolo riccio, mentre se aumentiamo le temperature proporzionalmente andiamo ad intaccare il il patrimonio nutrizionale del cavolo riccio…Naturalmente ben venga anche cotto, sempre molto più sano (e in alcuni casi anche buono) di tante chips che troviamo confezionate in commercio.

Ecco un finger food crudista che è adorabile per chi ama i funghi crudi: sfruttare i cappelli di funghi e dopo averli marinati usarli per contenere un patè a base di zucchine, semi, aromi ed eventualmente le tue varianti. Perfetto per il benvenuto all’autunno! Enjoy!

funghi_rawIngredienti per 10 funghi ripieni

 

10 funghi champignon piccoli

1 zucchina media

1 cucchiaio di lievito alimentare

2 cucchiai di semi di girasole

1 cucchiaio di semi di anacardi

1 cipollotto piccolo o un pezzettino di cipolla rossa

Succo di limone

Olio evo

Tamari

Pepe

Sale himalayano

Timo a piacere

Procedimento

Pulire le cappelle dei funghi con un panno e togliere delicatamente il gambo facendo attenzione a non rompere il cappello. Mettere i gambi da parte (magari per un brodo oppure da aggiungere ad un’altra preparazione con i funghi!).

Preparare un emulsione di tamari, olio e succo di limone e usarla per far marinare e insaporire i funghi.

Tritare la zucchina grossolanamente e salarla leggermente quindi metterla a far perdere l’acqua di vegetazione per circa 30 minuti.

Passato il tempo di riposo in un tritatutto tritare insieme la zucchina, la cipolla, anacardi e semi di girasole in modo da ottenere un patè. Aggiungere pepe e timo a piacere. Aggiungere un po’ di succo di limone e olio evo quindi far riposare per almeno 30 minuti.

Riempire i funghi con il patè di zucchine e servire.

In queste calde giornate un delicato e freschissimo budino di pesche e more crudista è perfetto: la stagione ci mette a disposizione tutto l’occorrente, in più serve un frullatore, frigorifero e qualche ora di pazienza…
Le pesche con le loro proprietà dovrebbero far parte della nostra merenda quotidiana in questo periodo: sono ricche di vitamina C e di beta carotene, utile per proteggere la nostra pelle che adesso è molto esposta alle radiazioni. Le pesche solo tendenzialmente diuretiche e leggermente lassative. In generale sono ricche di potassio e di fosforo.
Le more sono una miniera per la salute anche se poco usate (in commercio non sono sempre reperibili delle more di buona qualità, ma l’Italia, appena fuori città, è piena di cespogli di rovi dove crescono abbondanti!): sono diuretiche, dissetanti e depurative. Sono molto ricche di fibra quindi aiutano a mantenere il corretto funzionamento dell’intestino. Come tutti i frutti di bosco sono ricche di antocianine e flavonoidi, sostante naturalmente amiche delle arterie e dei capillari. Sono tendenzialmente disinffiammanti. Contengono luteina che protegge gli occhi e contengono un potentissimo antiossidante, il resveratrolo, lo stesso antiossidante presente nell’uva nera. Le more contengono vitamina C, calcio, ferro e magnesio e non ultima sono ricche di acido folico che aiutano a mantenere normali i livelli di omocisteina nel sangue.
Più che un budino è un cocktail di benessere!!!
budino_raw_pesche_more
Ingredienti (per 4 piccoli budini)
2 pesche grandi mature
3 cucchiaini di semi di chia
50 ml acqua
1 banana matura media-grande
2 manciate abbondanti di more
3-4 cucchiai di succo di limone
scaglie di cocco a guarnire
N.B. E’ consigliabile che tutta la frutta usata sia fredda da frigorifero.
Procedimento
Sbucciare le pesche e frullarle con 2 cucchiai di succo di limone e l’acqua.
Aggiungere i semi di chia e mescolare con un cucchiaio in modo da ottenere una distribuzione omogenea dei semi.
Versare nei bicchieri e lasciar riposare in frigorifero per circa 2 ore.
Dopo l’attesa di due ore il composto di pesca sarà di una consistenza budinosa e pronto per poggiarci sopra un altro strato di frutta.
Frullare la banana matura con il limone e solo se necessario con pochissima acqua. Aggiungere le more e continuare a frulllare ottenendo un composto denso da versare nei bicchieri come secondo strato. Mettere in frigorifero e far riposare almeno 30 minuti.
Servire fresco completando il bicchiere con cocco in scaglie o frutta a piacere.