Oggi non è farina del mio sacco: condivido una ricetta di aranciata fermentata preparata da Amedeo Giorgi. Amedeo è un contadino e produttore di aceto di vino e balsamico (il più buono mai assaggiato!!), esperto in fermentazione acetica e con lui abbiamo già organizzato un corso sulle Fermentazioni Casalinghe presso la cucina di ZenKitchen. Noi che siamo ottimisti abbiamo in programma una seconda edizione a Maggio, chissà se le condizioni lo permetteranno?

Nel frattempo, visto che siamo tutti in cerca di booster del sistema immunitario, ti lascio la ricetta di aranciata fermentata di Amedeo. Finchè ci sono arance approfittane, noi l’abbiamo assaggiata durante il corso ed era buonissima!!!

Dalle arance all’aranciata fermentata!

Ingredienti
Arance
Procedimento
Prepara una spremuta di arancia con uno spremiagrumi e mettila in un vasetto di vetro chiudendo ermeticamente. Lasciare a temperatura ambiente, lontano da fonti luminose e tutti i giorni agiare bene e aprire e richiudere il vasetto al mattino e alla sera solo per far sfiatare (cioè far uscire i gas che si creano). La pressione, in base alle condizioni si comincia a creare dopo 1-2 giorni.
Procedi per 5/6 giorni poi ti gusti la spremuta.

IMPORTANTE: Agitare, aprire e chiudire alla mattina – agitare aprire e chiudere alla sera non è opzionale!!!

Dopo averti spiegato nel precedente articolo come fare ad ottimizzare i tuoi dolci e renderli un pò più equilibrati, oggi passiamo ad una ricetta che mette in pratica un pò tutti i consigli precedenti:

  • è senza zucchero
  • dolcificata con la frutta
  • senza farinacei
  • gluten free
  • altamente proteica (grazie ai legumi)
  • a basso indice glicemico
  • senza latticini
  • vegan
  • semplicissima!!!

Ho deciso di usare i fagioli azuki in questa ricetta poichè sono ricchissimi di proprietà come vi ho spiegato qui e qui ma poco utilizzati: mi sembra un buon modo usarli per i dolci!

Questi brownie si prestano molto per una merenda energetico o per la colazione: sono molto nutrienti proprio grazie alla presenza dei fagioli e completi , quindi uno splendido modo per iniziare la giornata per chi ama il dolce a colazione. Provali e fammi sapere!

CONSIGLIO
Se puoi, prepararli la sera per consumarli la mattina dopo: almeno 8 ore di riposo fanno molto bene a questi brownie e il sapore ne guadagna enormemente.

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Ricordati che se vuoi approfondire l’argomento Pasticceria naturale e dolci sani puoi iscriverti ai prossimi corsi in calendario oppure farti il regalo di un corso personalizzato su misura per te che concorderemo insieme!

BROWNIE DI AZUKI AL CIOCCOLATO

Ingredienti

220 g di azuki lessati

120 g di datteri snocciolati

100 g di cioccolato fondente 60%

75 g di mandorle tritate a farina

40 g di cacao amaro

250 g di latte di avena o altro latte vegetale

2 cucchiai di olio di oliva

2 cucchiaini di lievito

Cannella a piacere

Pizzico di sale

Procedimento

Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria.

E ora la parte più semplice: con un buon mixer frullare insieme prima i datteri con gli azuki, aggiungere le mandorle, il cacao e sale e continuare a frullare aggiungendo il latte vegetaleamalgamando tutto molto bene. A questo punto terminare aggiungendo anche il lievito, la cannella, l’olio e la cioccolata fusa e amalgamare. Il risultato deve essere omogeneo e cremoso.

Distribuire l’impasto in una teglia foderata di carta forno in maniera: volendo si possono aggiungere delle gocce di cioccolato, oppure nocciole tostate o mirtilli disidratati.

Fai cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 20 minuti. Fai raffreddare e taglia in porzioni. Molto buono dal giorno dopo in poi.

Si può conservare in frigorifero per alcuni giorni.


Miso è una parola magica per chi conosce la macrobiotica.. Poi arrivò anche la scienza della nutrizione e confermò con dati alla mano ciò che la saggezza popolare aveva intuito. ☯️
Il miso è un prodotto fermentato, di origine giapponese, ma ormai largamente diffuso ovunque nel mondo.
E’ un prodotto:
👉derivante da cereali (riso, orzo, miglio, grano saraceno..) e legumi (soia principalmente ma anche ceci, fagioli );
👉fermentato da un minimo di un paio di mesi (miso giovane o estivo) fino a qualche anno.
Nella macrobiotica è considerato terapeutico e quindi consigliato in caso di moltissimi disturbi. Perché?!?🤔

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PROPRIETA’
Il miso apporta moltissimi benefici poichè:

📌 ricchissimo di enzimi digestivi (molecole che arrivano nel nostro stomaco e facilitano i successivi processi digestivi;
📌contiene fitocomposti utili alla nostra flora batterica;
contiene probiotici, quei batteri che entrano nel nostro corpo e si schierano a fianco della nostra flora intestinale;
📌 riduce i sintomi legati a problemi digestivi;
📌è ricco di antiossidanti e quindi protegge le nostre cellule dai radicali liberi (ossia l’invecchiamento cellulare);

Molti studi hanno indicato che riduce le probabilità di sviluppare tumori.
Nella macrobiotica in generale quando si vuole favorire la ripresa di una persona e rinvigorirla una buona zuppa di miso è sempre consigliata. 💪

PERCHE’ USARLO ❓
Dopo aver letto tutti i benefici ve lo devo ancora spiegare?!?

DOVE SI TROVA ✈️
Lo si trova in tutti i negozi di alimenti biologici, negozi specializzati e alcune farmacie.

Puoi trovare diversi tipi di #miso: hatcho miso, miso di orzo, miso di riso, shiro miso.. Sono tutti ottimi prodotti che apportano i benefici di cui abbiamo accennato. Per iniziare consiglio miso di orzo o di riso. L’Hatcho miso è di gusto molto forte per cui di solito sconsiglio di iniziare la prima volta con quest’ultimo.

COME SI USA 🍵
La cosa più semplice che si può fare e scioglierne 1 cucchiaino circa (o più secondo gusto) in una tazza di acqua calda berlo prima dei pasti. Usarlo come è nella tradizione orientale prima del pranzo ci consente di sfruttare la sua ricchezza di enzimi digestivi che faciliteranno la digestione.

In Giappone (ma anche a casa mia) viene usato spesso a colazione. ☕️
Personalmente lo uso a colazione soprattutto se ho sintomi influenzali o affaticamento generale.

In alternativa puoi scioglierne un cucchiaino nella tua normale zuppa o minestrone invece di usare sale o dadi vegetali:  RICORDATI però di non cuocerlo ma usarlo direttamente al momento di servire la zuppa.
Oppure per preparare la tradizionale #zuppadimiso

CONTROINDICAZIONI
E’ un prodotto salato – il sale è fondamentale per il processo di fermentazione – quindi bisogna dosarlo: per esempio usarlo per un brodo senza aggiungere ulteriormente sale, oppure per preparare un condimento per l’insalata omettendo sempre il sale.

Prossimamente ricetta di zuppa di miso al completo… stay tuned!

In generale la cosa che facciamo più spesso quando ci ammaliamo è bere una grande quantità di tisane e bevande calde: meglio non aspettare di ammalarsi, INIZIAMO a farlo subito. ☕️☕️☕️
Bere, soprattutto bevande calde, non sovraccarica il nostro intestino, ma anzi facilita i normali processi di depurazione.

Meglio evitare le bevande fredde in questa stagione, soprattutto la mattina, perché raffreddano il corpo e in questo possono affaticarci: il corpo deve spendere altre energie per riscaldarsi ulteriormente invece di incanalarle per altre funzioni fisiologiche.
Questo vale ancora di più per chi ha sintomi influenzali.

COSA BERE?
Possono andare bene tutti i tipi di tisane con erbe: per un uso frequente meglio evitare quelle contenenti teina e caffeina che a lungo andare affaticano i reni oltre a creare in alcuni soggetti ipereccitazione.

Anche se siamo a casa è sicuramente più pratico preparare la nostra bevanda la mattina per avere disponibile durante tutta la giornata (magari tenendolo in un termos o scaldandolo un minuto all’occorrenza).
I vantaggi di questa pratica?⁉️

📌E’ rilassante anzi anti-stress: ho subito a disposizione la bevanda in qualsiasi momento della giornata senza troppi intoppi (“non ho voglia di prepararla” “lo faccio poi” ecc. ecc.);
📌Per molti diventa una “coperta di Linus”: usiamo il cibo per levigare una grande quantità di emozioni (paura, tristezza, solitudine, sconforto..) e le bevande calde in generale hanno un effetto calmante sulla maggior parte di noi. Inoltre è una buona tecnica quando si stà a casa per evitare di sgranocchiare costantemente: prendi una tazza in mano e vedrai che molto spesso passa.

COSA PREPARO IN QUESTO PERIODO? ☕️

Ho imparato a conoscere con la macrobiotica il BANCHA, un te dal sapore leggermente erbaceo quasi del tutto privo di teina, quindi senza ha il potere eccitante di un te nero.
In macrobiotica lo consideriamo una bevanda che ha il potere di concentrare l’energia e aiutare a concentrarsi. Gli viene attribuito un poter alcalinizzante del sangue perché rispetto ad altri te contiene molti più minerali (magnesio, potassio, fosforo) ed in generale consigliato per aiutare la digestione.

Per me preparo BANCHA con ZENZERO E LIMONE:

🍵Lo ZENZERO in #macrobiotica viene molto usato per le sue capacità riscaldanti del corpo e quello di aiutare a muovere l’energia verso l’alto (per esempio le vie respiratorie). Dal punto di vista scientifico è stato studiato ampiamente per i suoi benefici sullo stomaco, in caso di nausea, come antinffiammatorio e nelle malattie influenzale. Quindi se ti piace lo zenzero mi sembra una buona occasione questa per usarlo ampiamente!!

🍋LIMONE: siamo in primavera e dal punto di vista macrobiotico la mattina appena svegli un pizzico di acidità data dal limone nella nostra bevanda calda da una piccola spinta all’energia del fegato… Usare il limone è come dirgli “Come on.. Wake UP!”
Non esagerare, in questo caso non è necessario spremere mezzo limone nella tua bevanda calda,ne basta una fetta.
💡Una fettina di limone può fornire da sola fino a 7 mg di vit. C, quindi mediamente 1/10 della dose giornaliera consigliata in una tazza di te…non mi sembra male!!!

🔬Perché la vitamina C è cosi importante?
Consente l’assorbimento del ferro, è antiossidante (vuol dire che rimuove i radicali liberi che danneggiano le cellule sane), rinforza il sistema immunitario contro le influenze, aiuta la formazione del collagene della pelle.. Ricordati sempre però che eccedere con le dosi può avere anche effetti collaterali, quindi non ricorrere ad integratori – salvo prescrizioni specifiche – ma usa prima di tutto la vit. C presente in frutta e verdura! 🍋🍊🥦🥕🥝

🤔COME LO PREPARO?
Il bancha si prepara come un comune te:
-porto l’acqua a 80 C;
-aggiungo un cucchiaino di bancha (io ne uso 1 per circa 500 ml di acqua);
– lascio in infusione per almeno 3 minuti e nel frattempo aggiungo nella mia tazza 1 fetta di limone e dello zenzero grattugiato (a piacere);
– verso il bancha…PRONTO!!!
Ricorda che le foglie e i bastoncini del bancha possono essere riusati ancora una volta!!!

💡Quando le giornate sono più fredde o devo passare più tempo a casa (!!!) preparo almeno 6-700 ml la mattina per averlo pronto anche anche come bevanda dopo-pranzo e pomeriggio.

COSA NON E’
✔️Un rimedio miracoloso.. E’ l’insieme di tante buone abitudini che ci creerà un risultato!
✔️Un alternativa all’acqua o ai pasti;
✔️Un tappa-buchi: beviamo tanto ma non beviamo sempre, e ascoltiamo i nostri veri bisogni.

COSA EVITARE
✔️Per qualcuno è meglio evitare di bere fino a tardi la sera: il rischio e svegliarsi spesso la notte per andare in bagno perché è leggermente diuretico (e interrompere il sonno non è una buona pratica!); 😴
✔️Dolcificanti: meglio berlo senza dolcificare, oppure dosa la tua razione. Sei hai bisogno di sentire il dolce dopo mangiato anziché mangiare la cioccolata bevi una tisana leggermente dolcificata. In ogni caso quando lo dolcifichi mettilo in conto nella tua quota quotidiana di zuccheri.🍯
✔️Esagerare: come in tutte le cose… c’è un momento buono per le tisane tutto il giorno e un momento per fermarsi. E’ importante prestare attenzione a cosa abbiamo bisogno, quando e quanto! 🌱

Quando parlo di cioccolata calda con qualcuno di solito sembra che si stia parlando di un cibo taboo, una blasfemia, ambito da molti ma irraggiungibile dai più perchè “troppo”… Troppo cosa?
Troppo calorico?
Troppi zuccheri?
Troppo cioccolato?
In qualche caso perchè troppo cibo spazzatura dato che in alcuni preparati dentro c’è di tutto tranne il cioccolato!

Quando invece io parlo di cioccolata calda in tazza penso a diverse versioni, mille varianti golose e equilibrate, che si possano mangiare senza successivi sensi di colpa e per le quali sto sempre attenta che il risultato sia:

  • senza latticini
  • cioccolatoso
  • senza zuccheri raffinati
  • denso (la adoro così)
  • senza amido o con addensanti alternativi
  • goloso
  • equilibrato

Impossibile tutto questo?
No estremamente semplice!

Più buono della solita cioccolata in tazza?!?  Si decisamente si! =)

Adesso sto lavorando per mettere giù il mio nuovo calendario di corsi e eventi per il 2020, con nuovi corsi e collaborazioni, e avevo bisogno di una pausa tardo pomeridiana dolce così ho preparato questa versione di cioccolata calda scegliendo:

  • latte di mandorla che da la possibilità di avere una cioccolata in tazza con più corpo rispetto ad altri latti vegetali;
  • dolcificare con datteri (quindi niente zuccheri raffinati ma direttamente un frutto – sicuramente molto dolce – ma che apportano anche le sue fibre, minerali e vitamine)
  • farina di carrube come addensante anzichè amidi. La farina di carrube non viene ottenuta attraverso processi di raffinazione ma direttamente dalla macinazione delle polpa di carrube con le sue fibre e minerali (vengono eliminati solo i semi troppo duri e destinati ad altra lavorazione).

Il mio calendario corsi ed eventi sarà presto on-line, nell’attesa però puoi provare a preparare anche tu una super cioccolata calda in tazza!

Prima di andare alla ricetta della cioccola calda in tazza ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER.
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Cioccolata calda in tazza

Ingredienti per una tazza

200 g di latte di mandorla (il mio preferito è questo )

15 g di cacao amaro

10 g di farina di carrube

2 datteri medjool

1 quadratino di cioccolato fondente (facoltativo)

Procedimento

Sciogliere la farina di carrube e il cacao nel latte di mandorle e portare ad ebollizione. Aggiungere anche i datteri a pezzetti. Far bollire per almeno 2 minuti mescolando, quindi spegnere e frullare in modo da omogenizzare i datteri. Aggiungere il quadratino di cioccolata fondente per un extra scioglievolezza!!

Assaporare lentamente con il cucchiaino!!!

Oggi scrivo di yogurt diversi dal solito: niente uso di latte vaccino, nè di soia, nemmeno il buonissimo latte di mandorla… Oggi uno “yogurt” di avena!
Premesso che lo yogurt per definizione è un latte fermentato da alcuni microrganismi, i cosiddetti “fermenti lattici”. I fermenti lattici con la loro attività degradano il lattosio contenuto nel latte, creano dei sottoprodotti acidi e fanno coagulare il latte e lo arricchiscono di enzimi: il risultato è lo yogurt.

Mi autoconcedo la licenza di usare il termine yogurt per questa preparazione di oggi a base di avena: si tratta di un alimento cremoso, compatto e leggermente acido per via dei fermenti presenti che può essere usato proprio come la yogurt!

Perchè provarlo?

Perchè è senza latte
Perchè è senza soia
Perchè è semplice
Perchè è estremamente nutriente (e saziante, da non sottovalutare per uno snack/merenda!)
Perchè è fermentato

Come si può preparare?
E’ semplicissimo e bastano due ingredienti: fiocchi di avena e un paio di cucchiai di un’altro yogurt da usare come starter!

Andiamo a prepararlo!

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Ingredienti

40 g di fiocchi di avena mignon (rolled oat)
160 g di acqua
2 cucchiai di yogurt starter* (oppure fermenti lattici)
Per guarnire: sciroppo di acero, granella di mandorle, cioccolata fondente, mirtilli..

Procedimento

In un contenitore unisci 120 g di acqua e i fiocchi di avena: lasciali in ammollo 10 minuti circa, si idrateranno e poi potrai frullarli con un frullatore ad immersione. Versa in un pentolino l’avena frullata e aggiungi la restante acqua quindi porta ad ebollizione per 1-2 minuti: il composta si addenserà leggermente.
Se vuoi aromatizzare lo yogurt alla vaniglia questo è il momento giusto per aggiungerla, altrimenti salta questo step.
Versa tutto in un barattolo di vetro, fai intiepidire e aggiungi lo starter prescelto: lascia ad incubare per 12-16 ore secondo i gusti.
Conserva in frigorifero e guarnisci come preferisci per servirlo: personalmente qui ho alternato strati di yogurt con sciroppo di acero, gocce di cioccolato fondente e granella di mandorle.

I suggerimenti di Jyoti
Ami le cheesecake?Perchè non provi a farne una con lo yogurt di avena?!?

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Ho appena finito di tenere un corso sulla panificazione con la pasta madre in cui i partecipanti si sono completamente immersi nell’atmosfera “piena di fermento” di batteri e lieviti selvaggi, farine e impasti.. Tutti erano così pieni di domande ed erano così tante le cose da dire e impastare che non abbiamo avuto modo di accennare a come usare la pasta madre anche per fare qualche dolce.

Così ho pensato di rimanere in tema con il periodo, ci avviamo verso il carnevale e i dolci fritti riempiono le vetrine.. e la nostra pancia!!!
Ho pensato a delle frittelle integrali con uvetta e mele, fatte lievitare con pasta madre. L’impasto è dolcificato pochissimo con dello sciroppo di acero: per chi ama un grado di dolcezza maggiore consiglio di servirle con del malto, uno sciroppo dolce a piacimento oppure con una spolverata di zucchero mascobado macinato finissimo.

Professionisti e neofiti della pasta madre provatele: sia per il gusto di farle lievitare naturalmente sia per la ricetta ben equilibrata! Ma soprattutto cari panificatori di sabato scorso, questa ricetta è apposta per voi per farvi esercitare!!! =)

In particolare ai neofiti di pasta madre consiglio di non demordere: può sembrare impegnativo ai rimi tentativi ma con il tempo vedrete grandi progressi … e che soddisfazione dare forma ai vostri pani!!!

Vi lascio alla ricetta dopo avervi ricordato l’avvio a Febbraio di un bellissimo corso base di cucina macrobiotica a Mantova: insomma il buono, il bello e il sano finalmente insieme!!!

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Ingredienti

200 g di farina di tipo 2
50 g di pasta madre rinfrescata
40 g di sciroppo di acero
150 ml circa di latte di avena/riso
1 tazza di uvetta
1 mela
la scorza grattugiata di 1 limone
cannella
pizzico di sale

Olio per frittura

Procedimento
In una terrina abbastanza capiente mescolare bene la farina con il latte di avena tiepido, lo sciroppo di acero, il sale e la pasta madre.
Tagliare la mela a cubetti e ricoprirla di cannella in polvere. Aggiungere all’impasta la mela, l’uvetta e la scorza di limone e amalgamare molto bene tutti gli ingredienti. L’impasto deve essere fluido (come per preparare le frittelle appunto) quindi se troppo asciutto aggiungere del latte vegetale.
Lasciare riposare ben coperto a temperatura ambiente per circa 5-6 ore: l’impasto è pronto quando avrà raddoppiato il suo volume.
Cuocere le frittelle versando cucchiaiate di impasto nell’olio bollente e friggere ad immersione.
Asciugale con molta carta assorbente e consumale preferibilmente calde- tiepide.

I consigli di Jyoti
– L’uvetta puoi renderla più profumata o aromatica ammollandola in precedenza: in del succo di arancia per una versione adatta anche ai bimbi, oppure in un pò di liquore (o vino liquoroso) profumato di tuo gradimento.
– Aumenta fino ad 80 g la pasta madre se vuoi ridurre i tempi di lievitazione. Ricorda anche che i tempi variano in base alla temperatura dell’ambiente.
– Se non hai ancora l’occhio con la crescita degli impasti usa una terrina di vetro e segna il livello dell’impasto alla partenza e controlla più spesso quanto cresce.

Nella stagione invernale, quando assaggio un dolce con le mele tiepido, mi viene subito da pensare che ci si possa finalmente riappacificare con tutto e che ad ogni cosa c’è rimedio…
Magia delle mele al forno o dei dolci?!?
Le mele tra i frutti sono quelle che danno un benefici al sistema nervoso grazie alla presenza di vitamina B1, che combatte in generale il nervosismo. Se sono cotte, le mele sono un ottimo rimedio contro la stipsi (crude sono da considerarsi leggermente astrigenti, ma dipende dal molto anche dal tipo di mela). Già questi benefici possono fare tornare il buonumore a tanti!!!
Le torte di mele hanno spesso un abbinamento antistress vincente che è dato da “mele & cannella“: la cannella è una spezia che induce anch’essa rilassamento. Inoltre sia la mela che la cannella stabilizzano gli zuccheri nel sangue. E’ ormai risaputo che gli sbalzi glicemici possono alterare l’umore: quando siamo affamati e a stomaco vuoto quanto siamo irascibili?!?

Allora mi sembra che uno strudel alle mele possa essere spesso una buona idea! Soprattutto se la ricetta è come questa senza zuccheri raffinati aggiunti.
Lo strudel di mele è una ricetta semplice e pratica, che di solito piace a tutti.

Se ti va, puoi anche accompagnare allo strudel di mele una salsa a base di sola frutta o composta oppure un pò di sciroppo di acero..

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Strudel di mele senza zucchero

Ingredienti per l’impasto

80 g di farina di farro integrale

80 g di farina di farro bianca

80 ml di succo di mela

1 cucchiaio di olio evo

1 cucchiaino di aceto di mele

Scorza grattugiata di limone

Pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno

2 mele

60 g di uvetta

50 g di frutta secca tritata grossolanamente (noci-mandorle-nocciole)

2 cucchiai di pan grattato di farro

Cannella a piacere

Procedimento

Mescolare in una terrina gli ingredienti per la pasta: farine, scorza di limone, sale e aggiungere i liquidi ben mescolati insieme. Impastare bene e far riposare per 15-30 minuti.

Nel frattempo tagliare le mele a cubetti, mescolarli con l’uvetta, la frutta secca tritata, i due cucchiai di pan grattato e la cannella. Se disponbile è ottima anche della scorza di arancia.

Stendere la pasta in un rettangolo di spessore sottile e disporre il ripieno. Chiudere lo strudel e infornare a 180°C per 25 minuti circa.                                                                            

Se in molti post e ricette vi ho parlato di grani antichi, adesso vi racconto della scoperta fatta la scorsa primavera quando durante una conferenza ho ascoltato per la prima volta il prof. Ceccarelli e la sua storia con le popolazioni di grani evolutivi.

Il prof. Ceccarelli, ricercatore genetista, è soprattutto una persona che si stanca mai di parlare di grani, come un innamorato che non si stanca mai di narrare le bellezze della sua amata! E’ sempre ispirante incontrare persone che amano profondamente ciò che fanno.

Ceccarelli ha passato la maggior parte della sua carriera a studiare le varietà di grani soprattutto tra Siria, Iran e India. Così ha scoperto che in alcune aree, dove venivano coltivate da millenni in maniera artigianale miscele di grani, i campi erano estremamente produttive anche senza uso di pesticidi e concimi, più delle monoculture.

Ecco cosa accadeva. Niente “monocultura” così largamente diffusa oggi, nel campo del povero contadino invece crescevano diversi tipi di spighe di grano, più basse e più alte, più dure o più tenere, e tutte coesistevano nello stesso campo. Prima del raccolto il contadino raccoglieva delle spighe per la semina successiva: sceglieva le spighe che gli sembravano più belle e delle piante più sane, le conservava e le seminava per l’anno successivo. E così via ogni anno.

In questo modo si creava nel campo di grano, una convivenza di grani con caratteristiche diverse tra loro (si chiama biodiversità), che rendeva le popolazioni nel loro insieme molto resistenti e non facilmente soggette a malattie, e questo anche grazie allo sviluppo di piante più forti grazie anche ad un apparato radicale più esteso (significa che la pianta ha più possibilità di cercare e acquisire nutrienti dal terreno!).

Anche l”uomo ha fatto la sua parte, in modo saggio, scegliendo manualmente ogni anno le spighe più belle da conservare per la semina. Queste popolazioni si chiamano evolutive proprio perchè il loro corredo genetico si evolve e cambia in conformità all’ambiente, adattandosi sempre meglio.

Le farine ottenute come sono? I sapori sono indescrivibili e sempre unici, perchè diverse da regione a regione. Il glutine contenuto non è solitamente debole, empiricamente si è osservato fra le popolazioni che ne facevano uso che le intolleranze al glutine, allergie e celiachia erano sconosciute. Si potrebbe dedurre quindi che siano più digeribili.

Altra bella notizia: questi semi, proprio perchè così soggetti a variazioni, non possono essere soggette a royalties e brevetti (vi ricordate il Kamuth?): ogni contadino è custode dei propri semi!

Dopo essere venuta a conoscenza di tutte queste notizie ero estasiata e non vedevo l’ora di trovare qualcuno che avesse deciso di coltivare questi grani..

Tra impegni vari non riuscii a mettermi subito alla ricerca… Ma i grani trovarono me prima che io trovassi loro!!

Un bel giorno mi arrivò in regalo un sacchetto con qualche kilo di farina sfusa: la persona che me le regalò mi disse che erano farine molto particolari e che chi le coltivava aveva particolare cura verso i suoi grani.. Mi sorse un dubbio: “Vuoi vedere che…”…
Così feci subito una ricerca: telefonai alla signora Lucia, la proprietaria dell’azienda da cui provenivano le farine e le chiesi se poteva dirmi qualcosa in più.

Lucia Ferraroni è una signora gentilissima e disponibile, piena di entusiasmo per i prodotti della terra. Lucia ha subito accolto la mia richiesta raccontandomi dei suoi campi, del piccolo Agribio-panificio che hanno creato a Reggio Emilia, della necessita di favorire questo tipo di agricoltura per ristabilire un pò di equilibrio nell’ambiente.. Eh si, erano contadini che si erano dedicati alle popolazioni di grani evolutivi.
La telefonata fu breve ma nutriente, come lo sono le cose belle e fatte con amore!

Dopo una prima prova il cui risultato non mi convinceva (dovevo migliorare la lievitazione), questo è l’ultimo pane realizzato con la farina dell’azienda Ferraroni.

Saranno i grani, sarà la passione che ci mette chi lo coltiva, sarà stata l’emozione e la gioia di lavorare una farina così piena vita… ma super è dire poco! Forse il miglior pane di sempre!

Vuoi dei motivi per cercare e usare queste farine?

  • Perchè potresti preparare il pane più buono della tua vita!!!  =)
  • Perchè se non sei abile con la panificazione sono ottimi anche i biscotti!! =)
  • Perchè sono farine molto più equilibrate e ricche di nutrienti per noi e sostenibili per l’agricoltura.
  • Perchè i piccoli contadini che producono queste farine lo fanno perchè amano la Terra!
  • Perchè si tratta colture che “naturalmente” non hanno bisogno di pesticidi ed erbicidi.

Ingredienti

500 g di farina di grani evolutivi

200 g di padre rinfrescata con 50% di farine di grani evolutivi

acqua q.b (circa 220 ml)

5 g sale

Procedimento

Sono partita con una breve autolisi della sola farina con acqua tiepida.

Dopo 10 minuti ho aggiunto la madre e ho lavorato insieme per amalgamare.

Lasciato riposare altri 10 minuti, quindi ho aggiunto il sale e ho lavorato per circa 10 minuti.

Ho lasciato maturare per circa 5 ore a temperatura ambiente.

Cottura su pietra refrattaria a 220°C per 30 minuti e 180°C per altri 35 minuti circa.

 

 

 

 

Durante questa estate mi sono convertita alle colazioni salate per motivazioni di gusto, ovviamente molto soggettive, e nutrizionali: una buona colazione salata (ben equilibrata naturalmente) crea minori sbalzi durante la mattinata e fornisce una buona dose di energia per la lunga mattinata che si ha davanti (ricordi il detto “colazione da re, pranzo da nobile e cena da povero”?!?). Se soffri di scarsa concentrazione la mattina, stanchezza, fame continua o anche supportare una tua dieta dimagrante, forse potresti considerare di provare ad usare ogni tanto delle colazioni salate!
All’inizio è più semplice iniziare con fette di pane e patè di olive oppure hummus, o magari della farinata di ceci avanzata dalla cena della sera precedente.. Pensa che fino alla seconda guerra mondiale la colazione tipo era per lo più fatta dagli avanzi della cena della sera prima!!!
Una volta preso il via ti puoi anche sbizzarrire (tempo permettendo) e con il caldo estivo io uso molto le insalate. Questa di oggi con il finocchio di mare o kritamo come lo chiamano in Grecia , ne ho raccolte un paio di manciate per rendere speciale la mia insalata! Il suo nome botanico è Crithmum maritimum ed è una pianta selvatica che cresce lungo le scogliere. Adora i climi secchi, la salsedine e le coste rocciose.. in questo mi assomiglia molto!!! =)  Ha una foglia carnosa ed estremamente aromatica, il fiore ricorda quello del finocchietto selvatico. Raccoglierla è semplice il periodo va soprattutto dalla primavera a settembre: si scelgono le foglie più tenere.
Come ogni pianta selvatica non va mai strappata completamente dal suolo e ne va sempre lasciato un pò perchè lei si possa riprodurre, altri animali/insetti possano usufruirne e tutti i membri del ciclo naturale stesso ne abbiano così vantaggio.

E’ ricca di vitamina C (ne facevano un grande uso i marinai nel passato che stavano per mesi e mesi in mare) e ha potere detox poichè migliora le capacità del fegato: sembra che già Ippocrate la suggerisse a tal proposito..

credits: https://frustratedgardener.com/2016/08/24/daily-flower-candy-crithmum-maritimum/

Può essere conservata in salamoia, dalla Grecia fino alle coste dell’Inghilterra viene preparata in questo modo. Per mangiarla subito invece consiglio di scottare le foglioline per 1 minuto e mezzo in acqua salata e poi usarla per un insalata, per una pasta aglio, olio e peperoncino più aromatica oppure una frittata o un insalata di patate..

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Ingredienti

1 cetriolo

1 carota

1 barbabietola piccola precedentemente lessata

2 manciate di finocchio di mare scottato (vedi sopra)

olive verdi

1/2 limone

1 spicchio di aglio

3-4 cucchiai di olio evo

sale

Procedimento

Emulsiona insieme il succo del limone con l’olio, sale e l’aglio schiacciato e fai riposare per almeno 30 minuti.

Prepara l’insalata tagliando le verdure e mescolandole insieme e condisci con l’emulsione dalla quale avrai eliminato l’aglio. Aggiungi le olive a piacere… e buona estate!!!