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Profumo di pane e di grani evolutivi

Se in molti post e ricette vi ho parlato di grani antichi, adesso vi racconto della scoperta fatta la scorsa primavera quando durante una conferenza ho ascoltato per la prima volta il prof. Ceccarelli e la sua storia con le popolazioni di grani evolutivi.

Il prof. Ceccarelli, ricercatore genetista, è soprattutto una persona che si stanca mai di parlare di grani, come un innamorato che non si stanca mai di narrare le bellezze della sua amata! E’ sempre ispirante incontrare persone che amano profondamente ciò che fanno.

Ceccarelli ha passato la maggior parte della sua carriera a studiare le varietà di grani soprattutto tra Siria, Iran e India. Così ha scoperto che in alcune aree, dove venivano coltivate da millenni in maniera artigianale miscele di grani, i campi erano estremamente produttive anche senza uso di pesticidi e concimi, più delle monoculture.

Ecco cosa accadeva. Niente “monocultura” così largamente diffusa oggi, nel campo del povero contadino invece crescevano diversi tipi di spighe di grano, più basse e più alte, più dure o più tenere, e tutte coesistevano nello stesso campo. Prima del raccolto il contadino raccoglieva delle spighe per la semina successiva: sceglieva le spighe che gli sembravano più belle e delle piante più sane, le conservava e le seminava per l’anno successivo. E così via ogni anno.

In questo modo si creava nel campo di grano, una convivenza di grani con caratteristiche diverse tra loro (si chiama biodiversità), che rendeva le popolazioni nel loro insieme molto resistenti e non facilmente soggette a malattie, e questo anche grazie allo sviluppo di piante più forti grazie anche ad un apparato radicale più esteso (significa che la pianta ha più possibilità di cercare e acquisire nutrienti dal terreno!).

Anche l”uomo ha fatto la sua parte, in modo saggio, scegliendo manualmente ogni anno le spighe più belle da conservare per la semina. Queste popolazioni si chiamano evolutive proprio perchè il loro corredo genetico si evolve e cambia in conformità all’ambiente, adattandosi sempre meglio.

Le farine ottenute come sono? I sapori sono indescrivibili e sempre unici, perchè diverse da regione a regione. Il glutine contenuto non è solitamente debole, empiricamente si è osservato fra le popolazioni che ne facevano uso che le intolleranze al glutine, allergie e celiachia erano sconosciute. Si potrebbe dedurre quindi che siano più digeribili.

Altra bella notizia: questi semi, proprio perchè così soggetti a variazioni, non possono essere soggette a royalties e brevetti (vi ricordate il Kamuth?): ogni contadino è custode dei propri semi!

Dopo essere venuta a conoscenza di tutte queste notizie ero estasiata e non vedevo l’ora di trovare qualcuno che avesse deciso di coltivare questi grani..

Tra impegni vari non riuscii a mettermi subito alla ricerca… Ma i grani trovarono me prima che io trovassi loro!!

Un bel giorno mi arrivò in regalo un sacchetto con qualche kilo di farina sfusa: la persona che me le regalò mi disse che erano farine molto particolari e che chi le coltivava aveva particolare cura verso i suoi grani.. Mi sorse un dubbio: “Vuoi vedere che…”…
Così feci subito una ricerca: telefonai alla signora Lucia, la proprietaria dell’azienda da cui provenivano le farine e le chiesi se poteva dirmi qualcosa in più.

Lucia Ferraroni è una signora gentilissima e disponibile, piena di entusiasmo per i prodotti della terra. Lucia ha subito accolto la mia richiesta raccontandomi dei suoi campi, del piccolo Agribio-panificio che hanno creato a Reggio Emilia, della necessita di favorire questo tipo di agricoltura per ristabilire un pò di equilibrio nell’ambiente.. Eh si, erano contadini che si erano dedicati alle popolazioni di grani evolutivi.
La telefonata fu breve ma nutriente, come lo sono le cose belle e fatte con amore!

Dopo una prima prova il cui risultato non mi convinceva (dovevo migliorare la lievitazione), questo è l’ultimo pane realizzato con la farina dell’azienda Ferraroni.

Saranno i grani, sarà la passione che ci mette chi lo coltiva, sarà stata l’emozione e la gioia di lavorare una farina così piena vita… ma super è dire poco! Forse il miglior pane di sempre!

Vuoi dei motivi per cercare e usare queste farine?

  • Perchè potresti preparare il pane più buono della tua vita!!!  =)
  • Perchè se non sei abile con la panificazione sono ottimi anche i biscotti!! =)
  • Perchè sono farine molto più equilibrate e ricche di nutrienti per noi e sostenibili per l’agricoltura.
  • Perchè i piccoli contadini che producono queste farine lo fanno perchè amano la Terra!
  • Perchè si tratta colture che “naturalmente” non hanno bisogno di pesticidi ed erbicidi.

Ingredienti

500 g di farina di grani evolutivi

200 g di padre rinfrescata con 50% di farine di grani evolutivi

acqua q.b (circa 220 ml)

5 g sale

Procedimento

Sono partita con una breve autolisi della sola farina con acqua tiepida.

Dopo 10 minuti ho aggiunto la madre e ho lavorato insieme per amalgamare.

Lasciato riposare altri 10 minuti, quindi ho aggiunto il sale e ho lavorato per circa 10 minuti.

Ho lasciato maturare per circa 5 ore a temperatura ambiente.

Cottura su pietra refrattaria a 220°C per 30 minuti e 180°C per altri 35 minuti circa.

 

 

 

 

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Riso basmati e riso rosso con melanzane e basilico

Pochi ingredienti assemblati posso dare grandi risultati: accade per questo misto di risi con melanzane e basilico dai gusti e profumi ben definiti. Si tratta di una ricetta semplice, ma la semplicità è di per sè una grande forma di raffinatezza e di una bellezza disarmante.

Accompagnato da un hummus o una purea di fave oppure un dhal di lenticchie e delle foglie di insalata fresche potrebbe costituire il tuo pranzo.

Ingredienti

120 g di riso basmati

60 g di riso rosso

2 melanzane medio-piccole

6-8 foglie di basilico

1 spicchio di aglio

origano

olio evo, sale

Procedimento

Cuoci il riso rosso dopo averlo ammollato per 8 ore e aver cambiato l’acqua: l’ammollo renderà la cottura più veloce e il riso più digeribile. L’ammollo non è obbligatorio ma sicuramente se usi cereali integrali quotidianamente è un ottima prassi.

Metti il riso basmati in un contenitore con l’acqua e lascialo in ammollo per circa 1 ora.

Taglia e melanzane a fette spesse 1,5 cm e disponile su un piatto, distribuendo del sale e lasciandole con un peso a pressarle per circa 30 minuti in modo che perdano l’acqua di vegetazione. Passato questo tempo tagliale a cubetti e disponile in una terrina aggiungendo l’aglio schiacciato, olio evo e origano: lascia riposare per almeno 30 minuti dopodichè versa il contenuto della terrina in un wok ben caldo e cuocile.

Cuocere il riso basmati in acqua salata e a fine cottura uniscilo al riso rosso sgranando bene i due risi.

Trita il basilico fresco finemente e aggiungilo ai risi insieme alle melanzane. Servilo a temperatura ambiente.

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Tortini di riso semintegrale ai peperoni

Avevo dimenticato quanto fossero buoni e versatili gli sformati!

Volevo provare una ricetta croata ma alla fine l’ho dirottata verso questi piccoli e deliziosi tortini di riso semintegrale. L’uso del forno in estate ha i suoi “contro”, ma basta aspettare una serata più fresca per adoperarvi…Oppure mette questa ricetta nel cassetto per la fine di agosto.. Finchè ci son peperoni c’è speranza!!!
E se proprio non ti va di cucinare.. c’è sempre in vista il nostro prossimo #HealthyHour che è l’1 Agosto e coincide con l'”Earth Overshoot Day” per il 2018.

L’1 agosto 2018 (un giorno prima rispetto al 2017) è il giorno nel quale l’umanità consuma le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno:  significa che da questo giorno in poi stiamo consumando più di quanto il pianeta potrebbe produrre, lo stiamo “sfruttando”. Non potevamo rimanere indifferenti e quindi abbiamo deciso di dedicare il nostro HealthyHour a questa giornata, perchè il cibo non è solo una questione di gusto, ma uno dei tanti strumenti a nostra disposizione per il nostro cambiamento e per sostenere il nostro pianeta.  Tutti i partecipanti riceveranno un piccolo dono simbolico da parte nostra per poter prendersi cura di un “pezzettino” di pianeta!

Prendendoci cura del nostro corpo ci prendiamo cura del nostro “tempio”… prendendoci cura del pianeta ci prendiamo cura della “casa” in cui è custodito il nostro tempio!

 

Ingredienti

200 g di riso semintegrale

1 peperone giallo

1 cipolla rossa grande o due piccole

olio evo

salsa ai peperoni

1 peperone rosso

1 cucchiaio di capperi

1 cucchiaio di olio evo

2 cucchiai di mayo oppure una manciata di noci

peperoncino di Espelette o altro peperoncino delicato

Procedimento

Arrostisci su una piastra il peperone rosso in modo che si possa eliminare la pellicina e il peperone sia morbido. Taglia il peperone giallo a listarelle e spadellarlo in una padella antiaderente con poco olio e un pizzico di sale.

Trita la cipolla rossa e falla cuocere in un tegame con olio evo, quindi aggiungere il riso e insaporire: a piacere si può aggiungere un pò di vino bianco come per un risotto. Aggiungere quindi l’acqua bollente (1:1,5) ricoprendo tutto, il sale e lascia cuocere.

Nel frattempo, dopo aver spellato il peperone rosso, frullalo con i capperi, olio evo, la mayo o le noci e se necessario aggiungi qualche cucchiaio di acqua: deve risultare una salsa densa.

Sulla fine cottura del riso aggiungere i peperoni gialli e la salsa e amalgamare insieme.

A questo punto sarebbe già un ottimo risotto ai peperoni il risultato ma per i tortini si va avanti…

Versa il riso in degli stampini o in un unico stampo grande e inforna a 180°C per 15 minuti in modo che formino una leggere crosticina e servi tiepidi.

 

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Sbriciolata alle mandorle e farina di mais spinato

Mandorle Siciliane, una farina di mais di varietà antica della Lombardia e profumatissime scorze di limone Calabrese… ogni pezzo di questo dolce rustico è un pezzo d’Italia!

Ho deciso di provare una farina di mais di varietà spinato, punteggiata di scuro e non completamente dorata come siamo abituati per il mais: si chiama spinato questa varietà perchè è caratterizzata da avere degli uncini o piccoli rostri..insomma un mais armato! E’ una caratteristica delle varietà più antiche, quindi meno “addomesticate” e abituate a cavarsela in situazioni avverse ad essere munite da alcune naturali forme di difesa: in questo caso gli uncini servivano  a dissuadere gli uccelli.
Mi sono ispirata alla ricetta della sbrisolona mantovana, per stravolgerla: solo farina integrale, niente burro, niente uova, molto meno zucchero.

E i profumatissimi limoni e le mandorle siciliane fanno la differenza!

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Invece se volessi assaggiare dal #vivo, partecipa al prossimo #evento!

 

Ingredienti (diametro 20-22 cm)

100 g di farina di mais

100 g di farina integrale

100 g di mandorle

60 g di zucchero mascobado

60 g di olio di mais

40 g di acqua fredda

1 cucchiaino di succo di limone

1 limone

1/2 cucchiaino di lievito per dolci

pizzico di sale

Procedimento

Trita grossolanamente circa 40 g di mandorle e metti le altre da parte.

In una terrina unisci la farina di mais, la farina integrale, lo zucchero, le mandorle tritate e quelle intere, il lievito, il sale, la scorza di un limone e mescola insieme gli ingredienti con una frusta in modo da omogeneizzarli.

Emulsiona insieme l’acqua, l’olio e il succo di limone e aggiungili agli ingredienti secchi e amalgama velocemente e in modo grossolano disponendo l’impasto a pioggia sulla tortiera cercando di sbriciolarlo con le mani il più possibile: l’impasto non deve assolutamente essere compattato sul fondo.

Cuoci in forno statico preriscaldato a 180°C per 35 minuti circa.

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Penne timidia con borlotti all’origano

Ultimo giorno di Febbraio ma il tempo sembra essere tornato indietro… E’ cominciato adesso il freddo!
Giornate molto fredde che forse hanno colto qualcuno (o più di qualcuno) alla sprovvista mentre si stava preparando per la Primavera.. La Primavera sotto sotto c’è..arriva..si prepara.. l’energia che si muove come l’acqua sotterranea durante l’Inverno stà cercando la via per risalire e venire su in superficie.. E’ il movimento energetico che si fa in questa stagione.
E’ quello che fa la Natura intorno a noi (le piante si muovono dal letargo verso la comparsa dei germogli) e quello che fa la Natura in noi (se alziamo le nostre antenne lo sentiamo nel nostro corpo e nei nostri cicli che cambiano).
Ma torniamo a questi giorni ancora freddi e inaspettati e ai fagioli!!! C’è bisogno di scegliere in cibo giusto in queste occasioni… Io ho messo al bando le grandi terrine piene di insalate di tutti i tipi e oggi ho optato per contrastare il freddo esterno per un piatto semplice, molto conosciuto e forse anche per questo un pò sottovalutato, come la nostrana “pasta e fagioli”!
I fagioli sono nella medicina cinese tra gli alimenti che possono sostenerci in Inverno e soprattutto dagli attacchi del freddo (ricordate la loro forma di piccolo rene.. ecco secondo la medicina cinese vanno a supportare in particolar modo i nostri reni che il freddo lo patiscono veramente tanto): borlotti, cannellini, azuki, neri, rossi kidney… ci si può sbizzarrire con questi legumi alleati dei reni.

Piccole accortezze e scelta di ingredienti speciali posso rendere questo piatto un esperienza unica sia per il benessere del corpo che per quello del palato!

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Ingredienti

100 g di fagioli borlotti secchi
160 g di penne di grano Timidia
1 cipolla rossa
1 carota
1 costa d sedano
2 foglie di alloro
1 spicchio di aglio
1 pezzettino di alga kombu (facoltativa)
olio evo
shoyu
origano e maggiorana
peperoncino d’Espelette (o altro peperoncino)
sale

Procedimento

Mettere in ammollo i borlotti per almeno 8-10 ore (tutta la notte per esempio) quindi risciacquarli e ricoprirli abbondantemente di acqua e farli cuocere con allora e un pezzettino di alga kombu per circa 30-40 minuti.
In un altro tegame aggiungere il sedano, cipolla, carota e aglio tritati. Aggiungere poco olio e shoyu e far cuocere a fuoco basso per 10 minuti circa. Passato questo tempo aggiungere i cannellini che avevano già cotto per 30-40 minuti con la loro acqua di cottura e aggiungendo anche un pizzico di sale. Chiudere con un coperchio e far cuocere  fuoco basso per 20 minuti circa. Aggiungere al termine origano e maggiorana.
Finita la cottura mettere da pare 1-2 mestoli di fagioli borlotti, quindi cuocere le penne con i borlotti. L’acqua di cottura non deve essere troppo abbondante nè troppo poca in modo da “risottare” la pasta. A parte di può tenere dell’acqua bollente salata da aggiungere in caso l’acqua fosse troppo poca.
Sul finire di cottura della pasta (dopo 4-5 minuti) aggiungere il peperoncino e mescolare.
Spegnere il fuoco e spolverare con origano e se necessario aggiungere olio di oliva. Servire calda.
Enjoy!

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Pancake di grano saraceno con sciroppo di acero e mandorle

Ci sono alcune parole che sono magiche perchè appena vengono dette suscitano un moto di gioia e di meraviglia improvviso e innato… Tale è per me la parola “Pancake“!
Non si può dire che sia un cibo della mia tradizione, ma è come se lo fosse, probabilmente complici i fumetti con cui sono cresciuta in cui Paperino (che adoravo) aveva come suo pezzo forte in cucina i pancake con sciroppo d’acero!
I miei pancake ripercorrono quella via e poi hanno una virata verso una versione riaggiornata, più equilibrata per la nostra vita quotidiana, non esattamente a fumetti.
La ricetta nasce senza glutine e in più ho deciso di usare una lievitazione lenta diretta anzichè il lievito istantaneo. Nulla di complicato, non spaventatevi! Semplicemente c’è da aspettare un pò di più, ma si è ripagati da un gusto un pò più aromatico e da un prodotto fermentato e quindi più digeribile. Basterà preparare l’impasto la sera prima per il mattino dopo!

Munitevi di ingredienti e si comincia!

* Per chi vuole approfondire l’argomento #glutenfree in cucina naturale ci vediamo a Brescia il 21 Gennaio: tutte le info qui.

Ingredienti:
100 g farina di grano saraceno
50 g farina di riso o miglio
75-90 g di acqua tiepida
0,8 g lievito di birra (per chi non fosse munito da bilancia da gioielliere usatene una quantità grande come un chicco di riso tondo!)
latte vegetale a scelta
sale, vaniglia
olio
Per farcire
Sciroppo di acero
Crema di mandorle (ho usato la Valdibella, è la mia preferita con le sue toni simili all’amaretto!)
Fantasia q.b.

Procedimento
Mescolare insieme le farine setacciandole, aggiungere l’acqua tiepida nella quale è stato sciolto il lievito. Mescolare con l’acqua le farine in modo da avere un composto omogeneo.
Lasciar riposare 1-2 ore a temperatura ambiente coperto, quindi mettere in frigorifero per 8 ore circa (tutta la notte).
La mattina dopo tirare fuori dal frigo, aggiungere un pizzico di sale, vaniglia in polvere e del latte vegetale tiepido: se si usa latte di riso o avena sarà molto gradevole, se si usano altri latti vegetali come soia o mandorle (non dolcificati) suggerisco di aggiungere un pò di dolcificante. Aggiungere latte quanto necessario per ottenere una pastella.
Lasciare riposare ancora 30-45 minuti.
Cuocere la pastella a cucchiaiate in una padella antiaderente usando poco olio all’occorrenza.
Infine servire i pancake spalmandoli con della crema alle mandorle e versandoci dello sciroppo di acero!

Quindi… enjoy!

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Vellutata di miglio, lenticchie rosse e zucca con maggiorana

E’ stato un lungo periodo di assenza dal blog, tra nuovi progetti di lavoro, viaggi, formazione e ancora nuovi progetti … Un periodo intenso, costruttivo e  pieno di evoluzioni. E ancora lo è. Ma il blog non poteva rimanere fermo per così tanto tempo, e lo spunto è arrivato sentendo dai miei corsisti al mio ultimo corso quanto sia difficile per alcuni di loro trovare delle soluzioni veramente efficaci e salutari per il pranzo quando sono al lavoro. Non sono riuscita a  trattenermi dallo scrivere un post con una ricetta/spunto per salvare il pranzo  ( e così facendo spesso anche il resto della giornata!) nei casi in cui si è spesso costretti a mangiar fuori e non si ha molto tempo.
Se a pranzo c’è qualcosa che non ci dovremmo far mancare per poter procedere con serenità anche per il resto della giornata, questo sono i carboidrati complessi… mi riferisco soprattutto ai cereali. Se ad essi ci aggiungiamo poi una piccola quantità di legumi e delle verdure il più è fatto! Il massimo con le giornate molto fredde che si preparano è che sia anche qualcosa di caldo! Ecco quindi la ricetta di oggi:  una splendida vellutata con queste caratteristiche da portar con sè, magari anche in un termos.. Il pranzo fuori casa è salvo! E’ naturalmente ottima anche se si gusta a casa propria con calma a pranzo o cena con chi ci fa piacere.

Questa vellutata è più semplice a farsi che a spiegarsi, ma nella sua semplicità nasconde dei preziosi doni: aiuta a portare equilibrio agli zuccheri del sangue, supporta il sistema pancreas-milza e ci nutre profondamente.. proprio quello di cui abbiamo bisogno in questo periodo.


Ingredienti
60 g di miglio
50 g di lenticchie rosse
2 fette di zucca
1 carota
1/2 porro piccolo (oppure una piccola cipolla bianca)
maggiorana a piacere
1 foglia di alloro
olio evo
sale
Procedimento
Lavo bene il miglio e le lenticchie rosse e le lascio in acqua per circa 30 minuti.
Dopo averli lavati taglio finemente il porro, cubetto la carota e la zucca. Verso un paio di cucchiai di olio in un tegame antiaderente e a fuoco medio faccio rosolare il porro con la carota e la zucca per 5 minuti circa, quindi aggiungo un pizzico di sale e faccio cuocere ancora con coperchio per altri 10 minuti.
Aggiungo  il miglio e le lenticchie rosse sciacquate e aggiungo l’acqua (per ogni porzione di miglio 3 di acqua, per ogni porzione di lenticchie rosse 2 di acqua). Aggiungo la foglia di alloro e far cuocere con coperchio per circa 20 minuti. Dopo questo tempo elimino la foglia di alloro, eventualmente aggiusto di sale e frullo il contenuto del tegame in modo da ottenere una crema liscia. Faccio cuocere ancora qualche minuto e aromatizzo con foglie di maggiorana.

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Penne timilia al pesto di mandorle al tamari e basilico

Quando si dice che è più complicato a dirsi che a farsi..
Servono ingredienti scelti accuratamente:
– del fresco basilico e delle splendide zucchine come solo l’estate ci sa dare (si solo in Estate, o tarda Primavera…le zucchine non sono un ortaggio tipico di altre stagioni!!);
– delle penne integrale, io preferisco di gran lunga i sapori dei dei grani antichi, ma lascio la scelta a te: se sei intollerante al glutine anche una pasta integrale senza glutine è ottima;
– mandorle siciliane e del tamari per insaporirle;
– olio extravergine di oliva, il preferito della casa;
– commensali last minute con cui condividere questo piatto semplice e veloce!

Io, dalla pasta all’olio evo passando attraverso le mandorle, ho scelto per questa ricetta degli ingredienti siciliani degli amici della cooperativa Valdibella, che oltre a rispettare la terra rispettano il lavoro degli agricoltori… insomma un piccolo sostegno a chi sostiene.


Ingredienti
160 g di penne di grano timilia
2 zucchine piccole
1 mazzo abbondante di basilico
1 manciata abbondante di mandorle
1 spicchio di aglio piccolo
1-2 cucchiai di tamari
olio evo
sale

Procedimento
Affetto in modo sottile le zucchine e le salto in padella.
Sempre in una padella tosto le mandorle e quando sono pronte aggiungo il tamari lasciando la fiamma al minimo in modo che evapori e asciughino le mandorle. Le mandorle così saranno sapide.
Preparo il pesto tritando il basilico, l’aglio e le mandorle e aggiungendo olio a filo.
Intanto porto ad ebollizione l’acqua della pasta e la cuocio scolando al dente, quindi condisco prima con il pesto e quindi aggiungo le zucchine.

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Pancake di saraceno e orzo al limone e ceci con cipolle agrodolci, olive e capperi

In estate metto un pò da parte la panificazione da forno e lascio il posto a dei sostituti del pane più veloci e da preparare in padella. Utilizzo la lievitazione naturale anche per queste forme di “pane più rudimentale” per rendere il risultato più digeribile e aromatico,uso farine di diverso genere e aromi per profumarlo. Questi pancakes sono a base di una pastella molto semplice, caratterizzata esclusivamente dalla lievitazione naturale e dal mix di farine prelibato: grano tenero, orzo e grano saraceno, pizzico di sale e scorze di limone per aprirne il sapore.. niente uova, niente latte niente burro…
Accompagnati da dei ceci in umido con delle verdure agrodolci (le cipolle) e perle del mediterraneo (capperi e olive), diventano un piatto unico piacevolissimo..

Ingredienti
150 g di ceci già lessati
2 cipolle rosse di Tropea
2-3 pomodori maturi
una manciata di olive
1 cucchiaio di capperi dissalati
2 cucchiai di olio evo
3 cucchiai di aceto di mele
origano
sale
Per i pancake
50 di pasta madre liquida rinfrescata
15o g di farina di orzo
150 g di farina di grano saraceno
250 l circa di acqua tiepida
sale
scorza di limone
olio evo
Procedimento
In una terrina mescolare alla pasta madre liquida le farine setacciate e aggiungere l’acqua tiepida: creare una pastella densa e lasciar riposare per circa 30 minuti, quindi aggiungere il sale, scorza di limone grattugiato e rimescolare bene tutto e lasciar riposare per un periodo che va dalle 3 alle 5 ore (i tempi sono variabili).

Tagliare le cipolle a fettine sottili e cuocerle in padella a fuoco basso per 15 minuti circa con un cucchiaio di olio. Aggiungere le olive e i capperi e continuare la cottura. Scottare i pomodori in acqua bollente, sbucciarli, tagliarli a dadini e aggiungerli alla cipolla insieme ai ceci: coprire e lasciar cuocere a fuoco basso per 25 minuti circa e prima di terminare la cottura aggiungere l’aceto di mele. Spegnere, aggiungere l’origano a piacere e lasciar riposare con coperchio.
Passato il tempo di riposo della pastella  scaldare una padella antiaderente con pochissimo olio sul fondo e versare dei cucchiai di impasto in padella, livellarlo e far cuocere a fuoco medio-basso con coperchio da entrambe le parti.

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Fusilli di timilia con pesto e pomodorini ammollicati

Pochi gesti per rendere speciale un piatto. Pochi ingredienti per renderlo prelibato. Basilico, pomodorini maturi al punto giusto, pasta di grani antichi sono i fondamenti di questo piatto, poi le varianti possibile sono mille!
Vado rapidamente alla ricetta.

Ingredienti
170 g di fusilli di grano timilia
un mazzo di basilico fresco
semi di canapa decorticati (in alternativa noci o pinoli)
una manciata di mandorle siciliane
uno spicchio di aglio piccolo
1 cucchiaino di lievito alimentare (facoltativo)
olio evo
una ventina di pomodorini pachino
pan grattato integrale
capperi
origano
sale
Procedimento
Trito i capperi e li aggiungo al pan grattato che tosto in padella con poco olio evo.
Preparo prima i pomodorini tagliandoli a metà, aggiungo sale e origano e metto in forno a 120° fino a farli asciugare e al termine aggiungo un pò del pan grattato preparato prima per “ammollicarli”.
Tritto le foglie di basilico con l’aglio, i semi di canapa e mandorle (a piacere valutare se aggiungere del lievito alimentare). Aggiungo un pizzico di sale e infine sposto tutto in un mortaio dove pesto
la miscela aggiungendo l’olio.
Cuocio la pasta in acqua salata e la condisco con il pesto di basilico e canapa e aggiungo i pomodorini ammollicati.

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