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Insalata con finocchietto di mare

Durante questa estate mi sono convertita alle colazioni salate per motivazioni di gusto, ovviamente molto soggettive, e nutrizionali: una buona colazione salata (ben equilibrata naturalmente) crea minori sbalzi durante la mattinata e fornisce una buona dose di energia per la lunga mattinata che si ha davanti (ricordi il detto “colazione da re, pranzo da nobile e cena da povero”?!?). Se soffri di scarsa concentrazione la mattina, stanchezza, fame continua o anche supportare una tua dieta dimagrante, forse potresti considerare di provare ad usare ogni tanto delle colazioni salate!
All’inizio è più semplice iniziare con fette di pane e patè di olive oppure hummus, o magari della farinata di ceci avanzata dalla cena della sera precedente.. Pensa che fino alla seconda guerra mondiale la colazione tipo era per lo più fatta dagli avanzi della cena della sera prima!!!
Una volta preso il via ti puoi anche sbizzarrire (tempo permettendo) e con il caldo estivo io uso molto le insalate. Questa di oggi con il finocchio di mare o kritamo come lo chiamano in Grecia , ne ho raccolte un paio di manciate per rendere speciale la mia insalata! Il suo nome botanico è Crithmum maritimum ed è una pianta selvatica che cresce lungo le scogliere. Adora i climi secchi, la salsedine e le coste rocciose.. in questo mi assomiglia molto!!! =)  Ha una foglia carnosa ed estremamente aromatica, il fiore ricorda quello del finocchietto selvatico. Raccoglierla è semplice il periodo va soprattutto dalla primavera a settembre: si scelgono le foglie più tenere.
Come ogni pianta selvatica non va mai strappata completamente dal suolo e ne va sempre lasciato un pò perchè lei si possa riprodurre, altri animali/insetti possano usufruirne e tutti i membri del ciclo naturale stesso ne abbiano così vantaggio.

E’ ricca di vitamina C (ne facevano un grande uso i marinai nel passato che stavano per mesi e mesi in mare) e ha potere detox poichè migliora le capacità del fegato: sembra che già Ippocrate la suggerisse a tal proposito..

credits: https://frustratedgardener.com/2016/08/24/daily-flower-candy-crithmum-maritimum/

Può essere conservata in salamoia, dalla Grecia fino alle coste dell’Inghilterra viene preparata in questo modo. Per mangiarla subito invece consiglio di scottare le foglioline per 1 minuto e mezzo in acqua salata e poi usarla per un insalata, per una pasta aglio, olio e peperoncino più aromatica oppure una frittata o un insalata di patate..

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Ingredienti

1 cetriolo

1 carota

1 barbabietola piccola precedentemente lessata

2 manciate di finocchio di mare scottato (vedi sopra)

olive verdi

1/2 limone

1 spicchio di aglio

3-4 cucchiai di olio evo

sale

Procedimento

Emulsiona insieme il succo del limone con l’olio, sale e l’aglio schiacciato e fai riposare per almeno 30 minuti.

Prepara l’insalata tagliando le verdure e mescolandole insieme e condisci con l’emulsione dalla quale avrai eliminato l’aglio. Aggiungi le olive a piacere… e buona estate!!!

 

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Crema di baccelli verdi

Le creme e le vellutate di verdure si possono fare un pò con tutto: asparagi, carote, zucca e di bucce di piselli..! Ecco, se per caso sei tra quelli che non amano gli sprechi o meglio ancora tra quelli che adora mangiare i piselli appena raccolti crudi adesso sai che le bucce non dovranno andare più tra i rifiuti organici!! La prima volta che la provai fu almeno 15 anni fa a Noto, e quando mi venne servita rimasi stupita a sapere che non si trattava di piselli ma solo delle bucce.. Qualche settimana fa mi trovavo a Siracusa e passeggiando per l’antico mercato di Ortigia fra il verde acceso delle bancarelle ho deciso di ripetere la magia della crema di baccelli…

Le dosi sono generiche, ti farai l’occhio in fretta se segui il procedimento. Unico must: i piselli rigorosamente bio!

Ingredienti

Bucce di piselli

qualche cipollotto fresco

Aglio, Menta

Olio evo

sale

Procedimento

Trita cipollotto e aglio in proporzione alla quantità di bucce di piselli che hai a disposizione: cipollotto e aglio ti servono per dare una base che insaporisca leggermente. Cuoci il cipollotto e l’aglio con olio evo e qualche cucchiaio di acqua in un tegame capiente.

Pulisci e lava accuratamente i baccelli dei piselli ( i piselli potresti già averli usati qui oppure qui ): non usare bucce che sono molto disidratate ma preferisci quelle carnose. Tagliali grossolanamente e aggiungili al tegame, ricoprili con acqua, aggiusta di sale e porta ad ebollizione. Fai cuocere finchè i baccelli non sono teneri, circa 20 minuti. Frulla il contenuto della pentola e successivamente passalo con un passaverdure per eliminare le fibre grossolane che saranno rimaste nella crema: i baccelli contengono molta più fibra dei piselli, quindi questo passaggio è necessario per ottenere una crema più liscia e libera da filamenti grossolani.
Tritare la menta finemente e usarla per insaporire la crema. Servila tiepida.

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Chips di radici alle erbe aromatiche

Radici è una parola che può richiamare alla mente molti significati: le proprie origini, la terra, forza… Ma quando entriamo in cucina e parliamo di radici spesso si vede storcere il naso: bardana, pastinaca, carota, rape, ravanelli, daikon, topinambur, sedano rapaTutte radici, ognuna con caratteristiche diverse, con sapori che possono andare dal dolce al piccante passando per l’amaro e con forme avvolte abbastanza insolite.. Se mettiamo da parte la visione analitica, e smettiamo di “sezionare” questi ortaggi in fibre, vitamine, carboidrati ecc ecc. ma vogliamo osservarne la loro “natura” tutte hanno in comune che crescono sotto terra, che quindi per crescere hanno bisogno di farsi un pò di strada incontrando la resistenza del suolo e molte di loro sono soprattutto autunnali o invernali (crescono in climi più freddi).. Alcune poi puntano dritte verso il basso, il centro della terra (daikon, pastinaca), altre invece si allargano a assumono forme tondeggianti (rape, ravanelli) oppure molto irregolari (zenzero, topinambur..). Ecco, se praticamente osserviamo le radici nella loro “interezza” e proviamo a pensare, che da loro possiamo trarre qualcosa che va al di là dei minerali o fibre, ma che riguarda più la loro caratteristica intrinseca e la loro energia.. beh le possiamo cominciare con occhi diversi soprattutto in questa stagione!
Nel momento in cui guardiamo in questo modo un ortaggio, in questo caso le radici, si apre un nuovo mondo!
Ma il bello delle venire: perchè se per associazione potessimo assorbire le caratteristiche energetiche di ciò che mangiamo  allora nel caso delle radici sicuramente direi che assorbiremmo costanza, forza e determinazione.. E così in molte tradizioni orientali (decisamente poco occidentali le visioni proposte fino ad ora) a molte radici viene attribuita la capacità di dare forza e vigore, di scaldare il corpo nelle giornate fredde (sono tra le poche cose che crescono durante alcuni freddi inverni), di temprare il corpo..
Ma se proprio non sei dell’idea di “assorbire l’energia di una radice” allora provatele per il loro gusto, soprattutto in un semplice e irresistibile come quello della ricetta di oggi.

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Prossimo appuntamento con la cucina naturale e la macrobiotica a Gennaio a Brescia, un occasione per capire come prenderci cura e recuperare dopo le feste e in generale dopo aver qualche eccesso.


Ingredienti 
Radici a scelta:
Pastinaca
Carota
Rapa bianca
Daikon
Topinambur
Mix di rosmarino, maggiorana e origano
olio evo, sale
Procedimento
Taglio a bastoncino le radici, quindi le sbollento in acqua salata per qualche minuto o meno, dipende dalle radici (per esempio la pastinaca circa 4 minuti, 3 minuti carota, la rapa bianca 2 minuti.. e così via). Dopo averle sbollentate le unisco in un contenitore, aggiungo qualche cucchiaio di olio evo, sale, rosmarino tritato, maggiorana e origano, quindi mescolo in modo che tutti i pezzi siano uniformemente conditi, quindi dispongo in una placca da forno. Dispongo in forno per 15 minuti a 190°C e altri 15 minuti a 160°C.  Enjoy!

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Pancake di saraceno e orzo al limone e ceci con cipolle agrodolci, olive e capperi

In estate metto un pò da parte la panificazione da forno e lascio il posto a dei sostituti del pane più veloci e da preparare in padella. Utilizzo la lievitazione naturale anche per queste forme di “pane più rudimentale” per rendere il risultato più digeribile e aromatico,uso farine di diverso genere e aromi per profumarlo. Questi pancakes sono a base di una pastella molto semplice, caratterizzata esclusivamente dalla lievitazione naturale e dal mix di farine prelibato: grano tenero, orzo e grano saraceno, pizzico di sale e scorze di limone per aprirne il sapore.. niente uova, niente latte niente burro…
Accompagnati da dei ceci in umido con delle verdure agrodolci (le cipolle) e perle del mediterraneo (capperi e olive), diventano un piatto unico piacevolissimo..

Ingredienti
150 g di ceci già lessati
2 cipolle rosse di Tropea
2-3 pomodori maturi
una manciata di olive
1 cucchiaio di capperi dissalati
2 cucchiai di olio evo
3 cucchiai di aceto di mele
origano
sale
Per i pancake
50 di pasta madre liquida rinfrescata
15o g di farina di orzo
150 g di farina di grano saraceno
250 l circa di acqua tiepida
sale
scorza di limone
olio evo
Procedimento
In una terrina mescolare alla pasta madre liquida le farine setacciate e aggiungere l’acqua tiepida: creare una pastella densa e lasciar riposare per circa 30 minuti, quindi aggiungere il sale, scorza di limone grattugiato e rimescolare bene tutto e lasciar riposare per un periodo che va dalle 3 alle 5 ore (i tempi sono variabili).

Tagliare le cipolle a fettine sottili e cuocerle in padella a fuoco basso per 15 minuti circa con un cucchiaio di olio. Aggiungere le olive e i capperi e continuare la cottura. Scottare i pomodori in acqua bollente, sbucciarli, tagliarli a dadini e aggiungerli alla cipolla insieme ai ceci: coprire e lasciar cuocere a fuoco basso per 25 minuti circa e prima di terminare la cottura aggiungere l’aceto di mele. Spegnere, aggiungere l’origano a piacere e lasciar riposare con coperchio.
Passato il tempo di riposo della pastella  scaldare una padella antiaderente con pochissimo olio sul fondo e versare dei cucchiai di impasto in padella, livellarlo e far cuocere a fuoco medio-basso con coperchio da entrambe le parti.

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Torretta di panzanella con mousse di ceci

E’ da qualche tempo che non aggiorno il blog con mie ricette e notizie: l’ultimo mese è stato ricco di eventi e novità che hanno mi hanno impegnata e arricchita di nuove esperienze.
Ultimo – solo in termini di tempo – la formazione fatta ai brillanti staff di cucina dell’Hermitage-Biodola-del Golfo all’Isola d’Elba: chef e pasticceri appassionati che hanno accolto la cucina a base 100% vegetale come un nuovo vasto panorama che si apre con infinite nuove possibilità. Bello collaborare con chi è curioso e ha sempre voglia di trovare nuove soluzioni.
Tra un idea e un progetto, la stagione adesso mi invoglia a preparare dei piatti più veloci e freschi, quindi il mio  suggerimento oggi è di munirti di un ottimo pane a lievitazione naturale vecchio di alcuni giorni e ispirandosi alla panzanella insaporirlo con pomodori freschi, sedano, cipolla rossa, prezzemolo e poi abbinare una mousse di ceci.
Prima di procedere agli ingredienti, se ancora non lo sai,  tramite Facebook puoi seguire ricette, ultimi eventi e news seguendo la mia pagina di cucina naturale e dintorni.
E ora si parte con la ricetta..

Ingredienti:
Per la panzanella
Pane a lievitazione naturale di qualche giorno (quindi ormai asciutto e duro)
pomodorini maturi
cetriolo
sedano
cipolla rossa o cipollotti
prezzemolo, menta
spicchio di aglio (facoltativo)
olio evo
Per la mousse
Ceci già lessati in precedenza
succo di limone
brodo vegetale q.b.
olio evo
crema di mandorle
Procedimento
Procedo inumidendo con acqua il pane in modo che si ammorbidisca bene e possa essere lavorabile: deve essere umida ma non inzuppato, l’acqua in eccesso va eliminata strizzando bene.
Taglio i pomodori, cipolle e i cetrioli a fettine. Unisco insieme prezzemolo, menta, aglio e sedano e trito tutto finemente.
Metto il pane in una terrina e lo condisco con olio evo, sale e il trito di erbe aromatiche e lascio insaporire per 30 minuti circa, quindi aggiungo anche i pomodori, cetrioli e cipolla.
Preparo la mousse frullando insieme i ceci con poco brodo vegetale e aggiungendo l’olio, del succo di limone e la crema di mandorle (o tahin come nel più classico hummus): frullo fino ad ottenere una crema morbida e liscia.
Assemblare delle torrette con la panzanella e sormontarla con la mousse di ceci.

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Vellutata di ceci con crostini alla zucca e pomodorini secchi

Perfetto per questa stagione, molto spesso per una cena calda e confortante. Anche veloce, volendo, se avete i ceci già lessati pronti per l’uso. Zucca e pomodorini secchi? Effetto di una dolce zucca mantovana che viene esaltata così dai toni salati dei pomodorini secchi in olio di oliva. Let’s start!

vellutataceci_crostinizucca

Ingredienti per 2 persone

250 g di ceci lessati

1 scalogno

1 carota

3 dita di sedano

1 spicchio di aglio

200 g di zucca già pulita

Pomodorini secchi sott’olio

Shoyu (o salsa di soia)

Origano, timo, rosmarino e salvia

Olio evo, sale, pepe

Pane integrale a lievitazione naturale per i crostini

Procedimento

Taglio la zucca a dadini e la condisco con olio evo, shoyu, salvia, rosmarino e timo. Metto in forno a 180°C per circa 15 – 20  minuti.

In una pentola aggiungo un cucchiaio di olio evo, faccio scaldare e aggiungo la cipolla tritata, carota, sedano, aglio e due foglie di salvia. Faccio cuocere per 5 minuti quindi aggiungo i ceci lessati, faccio insaporire per altri 5 minuti quindi aggiungo poco alla volta acqua fino a ricoprire. Porto a ebollizione e faccio cuocere a fuoco basso per 15-20 minuti. Al termine frullo tutto in modo da ottenere una crema liscia e aggiusto eventualmente con sale e pepe.

Preparo i crostini tagliando il pane e scaldando in forno: taglio a striscioline i pomodorini secchi sott’olio e preparo dei crostini con i filettini di pomodorini a cui aggiungo la zucca.

Servo i crostini con la vellutata e successivamente…preparo il bis… tris… ecc. ecc.

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Crostata integrale ai 3 cavoli e patate dolci

Sembra raccogliere molti degli ortaggi protagonisti della stagione questa crostata: verza, cavolo viola, cavolo nero, nocciole.. Rosmarino aromatico e cumino che crea un pò di movimento con il suo sapore.. Le patate dolci servono a stupire e far uscire dall’angolo in cui sono stati relegati questi tuberi così importanti e benefici (ecco l’ultimo post in cui ne parlavo!)

crostata_autunnale

Ingredienti per 4 persone

150 g di farina integrale

2 cucchiai di olio evo

Sale

Semi di sesamo

Acqua fredda quanto basta per impastare

Ripieno

400 g tra Cavolo verza, Cavolo cappuccio e cavolo nero (le verdure possono essere anche cambiate a piacere e secondo stagione)

1 Cipolla

1 patata dolce

Yogurt di soia al naturale

Nocciole tostate a piacere (facoltativo)

Cumino, rosmarino

Olio evo, sale, pepe

Procedimento
Preparare la pasta impastando fra di loro tutti gli ingredienti. Tagliare i cavoli finemente e la cipolla e far cuocere insieme con un paio di cucchiai di olio e il cumino. Tagliare la patata dolce a fettine sottili e cuocerle in padella con rosmarino e sale.

Stendere l’impasto integrale in modo da foderare una teglia e sulla base distribuire le patate dolci. Mescolare i cavoli cotti con dello yogurt opportunamente salato e con l’aggiunta di olio evo. Distribuire anche le verdure sulle patate e terminare con delle nocciole tostate a piacere.

Cuocere in forno a 180°C per circa 30 minuti.

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Tortini di melanzane al basilico

L’estate è la stagione in cui posso finalmente dare sfogo alla mia origine del Sud in cucina ed esprimermi al meglio con l’uso delle solanacee che sono al loro massimo di maturazione: il tempo perfetto per utilizzarle senza troppe critiche nei loro confronti.

Questa ricetta di tortini di melanzane ricordano la parmigiana della tradizione italiana, ma ne differiscono molto perchè a base vegetale (vegan) e perchè molto più leggeri e delicati.

Andiamo direttamente alla preparazione..

parmigiana

Ingredienti

Melanzane senza semi

Passata di pomodoro (preferibilmente fatta in casa)

Salsa di anacardi (ricetta)

Pan grattato

olive e capperi

Olio evo

Origano, Basilico fresco

Procedimento

Taglio le melanzane a fette sottili,  distribuisco sulle fette un pò di sale e le lascio riposare con sopra un peso per perdere l’acqua di vegetazione per circa 1 ora. Una volta pronte si può procedere con la cottura delle melanzane che può essere fritta, per un risultato più saporito, oppure al forno spennellate con poco olio evo per una cottura più light.

Scaldo la passata di pomodoro con poco sale e olio evo e aggiungo alla fine qualche foglia di basilico fresco tritato.

Preparo il pan  grattato nel seguente modo: trito dei capperi, qualche oliva e l’aggiungo al pan grattato insieme all’origano.  In una padella faccio scaldare dell’olio evo e aggiungo il pan grattato facendolo tostare rapidamente e poi lo metto da parte.

Preparo della salsa di anacardi secondo ricetta

A parte frullo un pò di olio evo con qualche foglia di basilico fresco.

Assemblare in una teglia i tortini di melanzana procedendo nel seguente modo: una fetta di melanzana – qualche cucchiaio di passata di pomodoro – del pan grattato a pioggia – un cucchiaino di crema di anacardi – una fetta di melanzana e così via procedendo faccio 4-5 strati (dipende dallo spessore delle fette di melanzane).  Termino con salsa di anacardi, origano e olio al basilico.

Infornare a 170°C per 10 minuti circa.

 

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Crocchette di zucca alla salvia

Adoro le crocchette, in qualsiasi loro forma, dimensione, contenuto.
Complice una giornata fresca che mi consente ampiamente l’uso di una cottura un pò più yang ho deciso di realizzare delle crocchette di zucca, dal sapore delicatamente dolce e sfiziose per la loro panatura esterna.
Qualche giorno fa degli ospiti mi chiedevano quale fosse il segreto dei miei arancini fritti e delle foglie di salvia in tempura..  Ecco alcuni dei segreti per nulla ovvi,  per realizzare una buona frittura che ci lasci anche leggeri e in forma:
olio ben caldo: friggere con l’olio già alla giusta temperatura permette al cibo di non impregnarsi completamente e rimanere quindi più leggero ma comunque saporito;
olio abbondante: può sembrare un paradosso ma è così.. più olio si userà per friggere, minore sarà la possibilità che il cibo si impregni completamente di olio (anche perchè la temperatura dell’olio non si abbasserà tutte le volte che inseriamo il cibo e il cibo si “chiude” omogeneamente su tutta la superfice impedendo di far penetrare altro olio!);
usare un buon olio, possibilmente mono-seme: personalmente preferisco olio di arachidi e olio di sesamo ma anche olio di girasole può andar bene se non friggiamo cibi troppo grossi e ad alte temperature (ha un punto di fumo decisamente più basso);
niente olio che fuma e eliminare briciole bruciate dall’olio: eviteremo tutti gli effetti nocivi dovuti a questi composti bruciati;
accostare fette di limone, daikon, zenzero, pompelmo accanto al vostro fritto: il fegato ve ne sarà immensamente grato;
– mangiare un cibo fritto (soprattutto se preparato sapientemente a casa) non segnerà l’inizio di acne o eruzioni cutanee, cellulite e obesità, soprattutto se fatto secondo poche regole e in armonia con le reali esigenze del nostro corpo..  E’ la prima cosa da imparare, molto prima della ricetta che è a seguire.. Enjoy!

crocchette_zucca_salvia

Ingredienti

300 g circa di zucca già pulita

1-2 patate lessate

foglie di salvia

rosmarino, pepe, sale

tamari (facoltativo)

pan grattato (gluten free per gli intolleranti/allergici)

2-3 cucchiai di farina di ceci

Olio per friggere

Procedimento

Tagliare la zucca a fette e farla cuocere in forno con rosmarino, pepe, sale, salvia e olio evo a circa 170°C fino a quando risulta essere ben cotta.

Frullare la zucca con sale o tamari e foglie di salvia. Ottenuto un composto omogeneo unirlo ad 1 o 2 patate schiacciate bene con la forchetta (o passate allo schiacciapatate). Amalgamare tutto e far riposare il composto ottenuto per 1-2 ore.

Preparare con la farina di ceci e un pò di acqua una pastella; in un secondo piatto versare il pan grattato (o se si preferisce farina di mais).

Fare con il composto delle palline e passarle prima nella pastella, quindi nel pan grattato. Friggerle in abbondante olio caldo fino a doratura.  A scelta possono essere cotte in forno già caldo a 190°C dopo averle spennellate di olio evo.

 

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Patate magenta con dressing affumicato

Le patate magenta sono sia bellissime da vedere che buone per la salute: sono ricche in antociani, proprio i pigmenti che danno il tono magenta. Gli antociani hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie: le cosiddette molecole della giovinezza! Se questo non ti convince, bene allora provale per il loro splendido colore, anche la cromoterapia ha un ottimo effetto sul nostro umore! Oltre alla bontà di una ricetta.
Trovarle può non essere semplice, magari rivolgetevi a dei contadini della vostra zona: personalmente visitando il mercato contadino di Mantova del Sabato sono stata attratta uno splendido banco caratterizzato da ortaggi colorati e dalle forme irregolari che faceva proprio pensare che chi se ne occupava aveva lasciato spazio alla biodiversità (e creatività) della natura e non all’esclusiva filosofia commerciale umana: e qui facevano capolino anche queste patate.

Quella a seguire è una ricetta semplice per un dressing da poter usare per le patate magenta (ma anche altri tipi se non le avete a disposizione) preparata dopo aver letto una ricetta tratta dall’ispirante mondo speziato di Vikas Khanna.

patate_magenta_dressing

Ingredienti
400 g patate magenta di taglia medio-piccola a piacere
1 cipolla rossa
100-120 ml di panna vegetale o di panna di anacardi zenkitchen
1 cucchiaino di senape
1 cucchiaio di aceto di mele
coriandolo semi, paprika affumicata, pepe nero
erba cipollina
uvetta o prugne secche denocciolate
sciroppo di agave o di riso (facoltativo)
sale
Procedimento
Lessare le patate magenta in acqua procedendo come per le patate che usate abitualmente.
Mettere l’uvetta in una ciotolina piena di acqua ad ammorbidirsi.
Mescolare alla panna di anacardi (o panna vegetale) la senape, l’aceto, una macinata di pepe nero e la paprika affumicata. Amalgamare il tutto e aggiungere un pochino di acqua per allungarla, la quantità dipende dalla panna che è stata usata e sue caratteristiche: concettualmente la consistenza è quella di un dressing non corposa come la panna. Aggiustare di sale e aggiungere del coriandolo in semi tritato.
Potrebbe essere necessario aggiungere un cucchiaino di sciroppo di agave o altro dolcificante per aggiustare il gusto: assaggiare e valutare da soli secondo i propri gusti mi sembra la scelta migliore.
Tagliare le patate magenta e condirle con il dressing ottenuto: aggiungere l’uvetta e la cipolla tagliata molto finemente. Finire con l’erba cipollina.