Fagiolini serpente o stringhe oppure fagiolini di Sant’Anna.. hanno diversi nomi in base alla regione che li ha adottati..
Ma il sapore?!? E’ particolare, deciso, molto diverso dai comuni fagiolini.
Io ho cercato di mantenere il loro peculiare sapore cuocendoli a vapore e dandogli dei toni freschi servendoli con olio evo, menta e zest di limone.

Come fai a trovare i fagiolini serpente? Seguendo la scia degli agricoltori virtuosi!
Quelli che amano il loro lavoro e la terra e quindi coltivano spesso e volentieri delle verdure “diverse” aumentando la biodiversità.

Aumentare la biodiversità non vuol dire solo avere “delle verdure strane a tavola”, ma significa:
– mantenere/rendere i terreni più forti;
– mantenere le colture più forti e quindi ridurre/eliminare l’uso di pesticidi;
– aumentare la biodiversità a seguire della fauna intorno al terreno sano (insetti impollinatori, api, uccelli, pipistrelli..);
– avere una grande biodiversità alimentare porta benessere anche alla salute umana;
farsi consigliare/assaggiare ortaggi fino ad allora sconosciuti e ciò apre un mondo di scoperte anche a noi!
Ogni volta che incontriamo un contadino virtuoso incontriamo un “custode della terra” che con il suo lavoro si prende cura anche di noi.

Al mercato contadino di Mantova, Serena del Cencio Molle è una di questi “custodi”, e mi ha fatto conoscere questi fagiolini.. io vi passo una ricetta per usarli!

Se invece di una ricetta ti piacerebbe imparare con qualcun’altro ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

Prima di andare alla ricetta ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le ultime news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER.
Puoi sintonizzarti anche sui social: seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook non perderai gli eventi e le news. Ti aspetto!

Fagiolini serpente con menta, pomodorini e zest di limone

Ingredienti

Fagiolini serpente
una decina di pomodorini ciliegino
un mazzetto di foglioline di menta
un limone bio
olio evo
sale

Procedimento
Lava i fagiolini e falli cuocere a vapore per circa 8 minuti.
Trita le foglioline di menta finemente, con un rigalimoni ottieni delle zest di limone e uniscile alla menta insieme ad un pizzico di sale e l’olio evo.
Massaggia delicatamente i fagiolini con l’olio con menta e limone e aggiungi i pomodorini tagliati in 4. Lascia riposare coperto per circa 30 minuti in frigorifero.
Consumali preferibilmente a temperatura ambiente.

 Pensavo di parlarvi di un insalata che è deliziosa, semplice e splendida per utilizzare la frutta secca che gira per casa durante le feste natalizie.. Un post fresco e veloce insomma..     Invece nell’accingermi a scrivere un post sul mio sito dopo quasi un mese ho appena scoperto che è arrivato il fatidico momento in cui wordpress ha cambiato tutte le sue impostazioni di scrittura… ci impiegherò un pò ad abituarmi quindi non so bene quando sarà pronto questo post…speriamo prima di Natale!!!  =) 

Torno alla nostra insalata, mi sono ispirata ad un piatto ammirato in un libro di ricette israeliane alcuni mesi fa, che mi è tornata in mente in questo periodo perchè è quello in cui i datteri si trovano in quasi tutte le case. Ho scelto la valeriana per questa insalata dopo il racconto di Serena, contadina appassionata dell’azienda Cencio Molle di Mantova:  queste foglioline dall’aspetto così delicato in inverno crescono molto bene, soprattutto dopo una gelata che acquistare alle foglie dolcezza e diventare più croccanti! La valeriana aiuta il fegato e le sue funzioni depurative.

 

Prima di andare alla ricetta ti ricordo che per restare aggiornata/o e non perdere le news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER.
Puoi sintonizzarti anche sui social seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook.

Invece se volessi assaggiare dal #vivo, partecipa al prossimo #evento!

*** Se questo post ti è stato utile, ricordati di utilizzare l’hashtag #zenkitchen e di taggare@jyoti_zenkitchen  su Instagram e Zen Kitchen su Facebook in modo che anche altri possano conoscerlo.

Insalata di valeriana, datteri e mandorle

Ingredienti
30-40 g foglie fresche di valeriana
1/2 cipolla rossa piccola (oppure 1/4 di una grande)
3-4 datteri
una manciata abbondante di mandorle
pane tipo chapati o pita (anche il pane carasau può andar bene)
1 cucchiaio di aceto di melograno
1 cucchiaio di olio evo
sumac
sale, peperoncino (facoltativo)

Procedimento
Tagliare la cipolla a fettine finissime, unirla ai datteri snocciolati e tagliati e mescolarli insieme in una ciotolina insieme all’aceto di melograno. Far marinare per circa 30 minuti. 
Lavare la valeriana e disporla in una terrina. Tostare in padella le mandorle e il pane tagliato a triangolini: sul finire della tostatura aggiungere l’olio evo, il sumac, il peperoncino e il sale: amalgamare bene e spegnere il fuoco. 
Aggiungere all’insalata la cipolle con i datteri marinati insieme alle mandorle con il pane. Enjoy!

I consigli di Jyoti
Prova a sostituire potrebbero essere sostituiti anche da delle ottime albicocche disidratate per rendere la ricetta più “nostrana”!
L’aceto di melograno può essere sostituito dall’aceto di mele.

Durante questa estate mi sono convertita alle colazioni salate per motivazioni di gusto, ovviamente molto soggettive, e nutrizionali: una buona colazione salata (ben equilibrata naturalmente) crea minori sbalzi durante la mattinata e fornisce una buona dose di energia per la lunga mattinata che si ha davanti (ricordi il detto “colazione da re, pranzo da nobile e cena da povero”?!?). Se soffri di scarsa concentrazione la mattina, stanchezza, fame continua o anche supportare una tua dieta dimagrante, forse potresti considerare di provare ad usare ogni tanto delle colazioni salate!
All’inizio è più semplice iniziare con fette di pane e patè di olive oppure hummus, o magari della farinata di ceci avanzata dalla cena della sera precedente.. Pensa che fino alla seconda guerra mondiale la colazione tipo era per lo più fatta dagli avanzi della cena della sera prima!!!
Una volta preso il via ti puoi anche sbizzarrire (tempo permettendo) e con il caldo estivo io uso molto le insalate. Questa di oggi con il finocchio di mare o kritamo come lo chiamano in Grecia , ne ho raccolte un paio di manciate per rendere speciale la mia insalata! Il suo nome botanico è Crithmum maritimum ed è una pianta selvatica che cresce lungo le scogliere. Adora i climi secchi, la salsedine e le coste rocciose.. in questo mi assomiglia molto!!! =)  Ha una foglia carnosa ed estremamente aromatica, il fiore ricorda quello del finocchietto selvatico. Raccoglierla è semplice il periodo va soprattutto dalla primavera a settembre: si scelgono le foglie più tenere.
Come ogni pianta selvatica non va mai strappata completamente dal suolo e ne va sempre lasciato un pò perchè lei si possa riprodurre, altri animali/insetti possano usufruirne e tutti i membri del ciclo naturale stesso ne abbiano così vantaggio.

E’ ricca di vitamina C (ne facevano un grande uso i marinai nel passato che stavano per mesi e mesi in mare) e ha potere detox poichè migliora le capacità del fegato: sembra che già Ippocrate la suggerisse a tal proposito..

credits: https://frustratedgardener.com/2016/08/24/daily-flower-candy-crithmum-maritimum/

Può essere conservata in salamoia, dalla Grecia fino alle coste dell’Inghilterra viene preparata in questo modo. Per mangiarla subito invece consiglio di scottare le foglioline per 1 minuto e mezzo in acqua salata e poi usarla per un insalata, per una pasta aglio, olio e peperoncino più aromatica oppure una frittata o un insalata di patate..

Prima di andare alla ricetta ricorda che per restare aggiornata/o e non perdere le news, ti puoi iscrivere alla NEWSLETTER.
Puoi sintonizzarti anche sui social seguendo la mia pagina di Cucina Naturale su Facebook.

Invece se volessi assaggiare dal #vivo, partecipa al prossimo #evento!

Ingredienti

1 cetriolo

1 carota

1 barbabietola piccola precedentemente lessata

2 manciate di finocchio di mare scottato (vedi sopra)

olive verdi

1/2 limone

1 spicchio di aglio

3-4 cucchiai di olio evo

sale

Procedimento

Emulsiona insieme il succo del limone con l’olio, sale e l’aglio schiacciato e fai riposare per almeno 30 minuti.

Prepara l’insalata tagliando le verdure e mescolandole insieme e condisci con l’emulsione dalla quale avrai eliminato l’aglio. Aggiungi le olive a piacere… e buona estate!!!

 

Le creme e le vellutate di verdure si possono fare un pò con tutto: asparagi, carote, zucca e di bucce di piselli..! Ecco, se per caso sei tra quelli che non amano gli sprechi o meglio ancora tra quelli che adora mangiare i piselli appena raccolti crudi adesso sai che le bucce non dovranno andare più tra i rifiuti organici!! La prima volta che la provai fu almeno 15 anni fa a Noto, e quando mi venne servita rimasi stupita a sapere che non si trattava di piselli ma solo delle bucce.. Qualche settimana fa mi trovavo a Siracusa e passeggiando per l’antico mercato di Ortigia fra il verde acceso delle bancarelle ho deciso di ripetere la magia della crema di baccelli…

Le dosi sono generiche, ti farai l’occhio in fretta se segui il procedimento. Unico must: i piselli rigorosamente bio!

Ingredienti

Bucce di piselli

qualche cipollotto fresco

Aglio, Menta

Olio evo

sale

Procedimento

Trita cipollotto e aglio in proporzione alla quantità di bucce di piselli che hai a disposizione: cipollotto e aglio ti servono per dare una base che insaporisca leggermente. Cuoci il cipollotto e l’aglio con olio evo e qualche cucchiaio di acqua in un tegame capiente.

Pulisci e lava accuratamente i baccelli dei piselli ( i piselli potresti già averli usati qui oppure qui ): non usare bucce che sono molto disidratate ma preferisci quelle carnose. Tagliali grossolanamente e aggiungili al tegame, ricoprili con acqua, aggiusta di sale e porta ad ebollizione. Fai cuocere finchè i baccelli non sono teneri, circa 20 minuti. Frulla il contenuto della pentola e successivamente passalo con un passaverdure per eliminare le fibre grossolane che saranno rimaste nella crema: i baccelli contengono molta più fibra dei piselli, quindi questo passaggio è necessario per ottenere una crema più liscia e libera da filamenti grossolani.
Tritare la menta finemente e usarla per insaporire la crema. Servila tiepida.

Radici è una parola che può richiamare alla mente molti significati: le proprie origini, la terra, forza… Ma quando entriamo in cucina e parliamo di radici spesso si vede storcere il naso: bardana, pastinaca, carota, rape, ravanelli, daikon, topinambur, sedano rapaTutte radici, ognuna con caratteristiche diverse, con sapori che possono andare dal dolce al piccante passando per l’amaro e con forme avvolte abbastanza insolite.. Se mettiamo da parte la visione analitica, e smettiamo di “sezionare” questi ortaggi in fibre, vitamine, carboidrati ecc ecc. ma vogliamo osservarne la loro “natura” tutte hanno in comune che crescono sotto terra, che quindi per crescere hanno bisogno di farsi un pò di strada incontrando la resistenza del suolo e molte di loro sono soprattutto autunnali o invernali (crescono in climi più freddi).. Alcune poi puntano dritte verso il basso, il centro della terra (daikon, pastinaca), altre invece si allargano a assumono forme tondeggianti (rape, ravanelli) oppure molto irregolari (zenzero, topinambur..). Ecco, se praticamente osserviamo le radici nella loro “interezza” e proviamo a pensare, che da loro possiamo trarre qualcosa che va al di là dei minerali o fibre, ma che riguarda più la loro caratteristica intrinseca e la loro energia.. beh le possiamo cominciare con occhi diversi soprattutto in questa stagione!
Nel momento in cui guardiamo in questo modo un ortaggio, in questo caso le radici, si apre un nuovo mondo!
Ma il bello delle venire: perchè se per associazione potessimo assorbire le caratteristiche energetiche di ciò che mangiamo  allora nel caso delle radici sicuramente direi che assorbiremmo costanza, forza e determinazione.. E così in molte tradizioni orientali (decisamente poco occidentali le visioni proposte fino ad ora) a molte radici viene attribuita la capacità di dare forza e vigore, di scaldare il corpo nelle giornate fredde (sono tra le poche cose che crescono durante alcuni freddi inverni), di temprare il corpo..
Ma se proprio non sei dell’idea di “assorbire l’energia di una radice” allora provatele per il loro gusto, soprattutto in un semplice e irresistibile come quello della ricetta di oggi.

Se vuoi rimanere aggiornato su ricette, news e novità tramite FB, puoi cliccare MI PIACE  e SEGUI sulla pagina di Zen Kitchen Cucina Naturale e in questo modo potrai rimanere sintonizzata/o.

Per il prossimo appuntamento con la cucina naturale e la macrobiotica controlla il calendario eventi, oppure iscrivi alla mailing-list o segui la pagina FB.


Ingredienti 
Radici a scelta:
Pastinaca
Carota
Rapa bianca
Daikon
Topinambur
Mix di rosmarino, maggiorana e origano
olio evo, sale
Procedimento
Taglio a bastoncino le radici, quindi le sbollento in acqua salata per qualche minuto o meno, dipende dalle radici (per esempio la pastinaca circa 4 minuti, 3 minuti carota, la rapa bianca 2 minuti.. e così via). Dopo averle sbollentate le unisco in un contenitore, aggiungo qualche cucchiaio di olio evo, sale, rosmarino tritato, maggiorana e origano, quindi mescolo in modo che tutti i pezzi siano uniformemente conditi, quindi dispongo in una placca da forno. Dispongo in forno per 15 minuti a 190°C e altri 15 minuti a 160°C.  Enjoy!

In estate metto un pò da parte la panificazione da forno e lascio il posto a dei sostituti del pane più veloci e da preparare in padella. Utilizzo la lievitazione naturale anche per queste forme di “pane più rudimentale” per rendere il risultato più digeribile e aromatico,uso farine di diverso genere e aromi per profumarlo. Questi pancakes sono a base di una pastella molto semplice, caratterizzata esclusivamente dalla lievitazione naturale e dal mix di farine prelibato: grano tenero, orzo e grano saraceno, pizzico di sale e scorze di limone per aprirne il sapore.. niente uova, niente latte niente burro…
Accompagnati da dei ceci in umido con delle verdure agrodolci (le cipolle) e perle del mediterraneo (capperi e olive), diventano un piatto unico piacevolissimo..

Ingredienti
150 g di ceci già lessati
2 cipolle rosse di Tropea
2-3 pomodori maturi
una manciata di olive
1 cucchiaio di capperi dissalati
2 cucchiai di olio evo
3 cucchiai di aceto di mele
origano
sale
Per i pancake
50 di pasta madre liquida rinfrescata
15o g di farina di orzo
150 g di farina di grano saraceno
250 l circa di acqua tiepida
sale
scorza di limone
olio evo
Procedimento
In una terrina mescolare alla pasta madre liquida le farine setacciate e aggiungere l’acqua tiepida: creare una pastella densa e lasciar riposare per circa 30 minuti, quindi aggiungere il sale, scorza di limone grattugiato e rimescolare bene tutto e lasciar riposare per un periodo che va dalle 3 alle 5 ore (i tempi sono variabili).

Tagliare le cipolle a fettine sottili e cuocerle in padella a fuoco basso per 15 minuti circa con un cucchiaio di olio. Aggiungere le olive e i capperi e continuare la cottura. Scottare i pomodori in acqua bollente, sbucciarli, tagliarli a dadini e aggiungerli alla cipolla insieme ai ceci: coprire e lasciar cuocere a fuoco basso per 25 minuti circa e prima di terminare la cottura aggiungere l’aceto di mele. Spegnere, aggiungere l’origano a piacere e lasciar riposare con coperchio.
Passato il tempo di riposo della pastella  scaldare una padella antiaderente con pochissimo olio sul fondo e versare dei cucchiai di impasto in padella, livellarlo e far cuocere a fuoco medio-basso con coperchio da entrambe le parti.

E’ da qualche tempo che non aggiorno il blog con mie ricette e notizie: l’ultimo mese è stato ricco di eventi e novità che hanno mi hanno impegnata e arricchita di nuove esperienze.
Ultimo – solo in termini di tempo – la formazione fatta ai brillanti staff di cucina dell’Hermitage-Biodola-del Golfo all’Isola d’Elba: chef e pasticceri appassionati che hanno accolto la cucina a base 100% vegetale come un nuovo vasto panorama che si apre con infinite nuove possibilità. Bello collaborare con chi è curioso e ha sempre voglia di trovare nuove soluzioni.
Tra un idea e un progetto, la stagione adesso mi invoglia a preparare dei piatti più veloci e freschi, quindi il mio  suggerimento oggi è di munirti di un ottimo pane a lievitazione naturale vecchio di alcuni giorni e ispirandosi alla panzanella insaporirlo con pomodori freschi, sedano, cipolla rossa, prezzemolo e poi abbinare una mousse di ceci.
Prima di procedere agli ingredienti, se ancora non lo sai,  tramite Facebook puoi seguire ricette, ultimi eventi e news seguendo la mia pagina di cucina naturale e dintorni.
E ora si parte con la ricetta..

Ingredienti:
Per la panzanella
Pane a lievitazione naturale di qualche giorno (quindi ormai asciutto e duro)
pomodorini maturi
cetriolo
sedano
cipolla rossa o cipollotti
prezzemolo, menta
spicchio di aglio (facoltativo)
olio evo
Per la mousse
Ceci già lessati in precedenza
succo di limone
brodo vegetale q.b.
olio evo
crema di mandorle
Procedimento
Procedo inumidendo con acqua il pane in modo che si ammorbidisca bene e possa essere lavorabile: deve essere umida ma non inzuppato, l’acqua in eccesso va eliminata strizzando bene.
Taglio i pomodori, cipolle e i cetrioli a fettine. Unisco insieme prezzemolo, menta, aglio e sedano e trito tutto finemente.
Metto il pane in una terrina e lo condisco con olio evo, sale e il trito di erbe aromatiche e lascio insaporire per 30 minuti circa, quindi aggiungo anche i pomodori, cetrioli e cipolla.
Preparo la mousse frullando insieme i ceci con poco brodo vegetale e aggiungendo l’olio, del succo di limone e la crema di mandorle (o tahin come nel più classico hummus): frullo fino ad ottenere una crema morbida e liscia.
Assemblare delle torrette con la panzanella e sormontarla con la mousse di ceci.

Perfetto per questa stagione, molto spesso per una cena calda e confortante. Anche veloce volendo, se avete i ceci già lessati pronti per l’uso. Zucca e pomodorini secchi? Effetto di una dolce zucca mantovana che viene esaltata così dai toni salati dei pomodorini secchi in olio di oliva. Let’s start!

 

vellutataceci_crostinizucca

Se vuoi rimanere aggiornato su ricette, news e novità tramite FB, puoi cliccare MI PIACE  e SEGUI sulla pagina di Zen Kitchen Cucina Naturale e in questo modo potrai rimanere sintonizzata/o.

Per il prossimo appuntamento con la cucina naturale e la macrobiotica controlla il calendario eventi, oppure iscrivi alla mailing-list o segui la pagina FB.

Ingredienti per 2 persone

250 g di ceci lessati

1 scalogno

1 carota

3 dita di sedano

1 spicchio di aglio

200 g di zucca già pulita

Pomodorini secchi sott’olio

Shoyu (o salsa di soia)

Origano, timo, rosmarino e salvia

Olio evo, sale, pepe

Pane integrale a lievitazione naturale per i crostini

Procedimento

Taglio la zucca a dadini e la condisco con olio evo, shoyu, salvia, rosmarino e timo. Metto in forno a 180°C per circa 15 – 20  minuti.

In una pentola aggiungo un cucchiaio di olio evo, faccio scaldare e aggiungo la cipolla tritata, carota, sedano, aglio e due foglie di salvia. Faccio cuocere per 5 minuti quindi aggiungo i ceci lessati, faccio insaporire per altri 5 minuti quindi aggiungo poco alla volta acqua fino a ricoprire. Porto a ebollizione e faccio cuocere a fuoco basso per 15-20 minuti. Al termine frullo tutto in modo da ottenere una crema liscia e aggiusto eventualmente con sale e pepe.

Preparo i crostini tagliando il pane e scaldando in forno: taglio a striscioline i pomodorini secchi sott’olio e preparo dei crostini con i filettini di pomodorini a cui aggiungo la zucca.

Servo i crostini con la vellutata e successivamente…preparo il bis… tris… ecc. ecc.

Sembra raccogliere molti degli ortaggi protagonisti della stagione questa crostata: verza, cavolo viola, cavolo nero, nocciole.. Rosmarino aromatico e cumino che crea un pò di movimento con il suo sapore.. Le patate dolci servono a stupire e far uscire dall’angolo in cui sono stati relegati questi tuberi così importanti e benefici (ecco l’ultimo post in cui ne parlavo!)

crostata_autunnale

Ingredienti per 4 persone

150 g di farina integrale

2 cucchiai di olio evo

Sale

Semi di sesamo

Acqua fredda quanto basta per impastare

Ripieno

400 g tra Cavolo verza, Cavolo cappuccio e cavolo nero (le verdure possono essere anche cambiate a piacere e secondo stagione)

1 Cipolla

1 patata dolce

Yogurt di soia al naturale

Nocciole tostate a piacere (facoltativo)

Cumino, rosmarino

Olio evo, sale, pepe

Procedimento
Preparare la pasta impastando fra di loro tutti gli ingredienti. Tagliare i cavoli finemente e la cipolla e far cuocere insieme con un paio di cucchiai di olio e il cumino. Tagliare la patata dolce a fettine sottili e cuocerle in padella con rosmarino e sale.

Stendere l’impasto integrale in modo da foderare una teglia e sulla base distribuire le patate dolci. Mescolare i cavoli cotti con dello yogurt opportunamente salato e con l’aggiunta di olio evo. Distribuire anche le verdure sulle patate e terminare con delle nocciole tostate a piacere.

Cuocere in forno a 180°C per circa 30 minuti.

L’estate è la stagione in cui il mio natura del Sud si esprime al suo massimo in cucina: pomodori, melanzane, peperoni sono tutte solanacee e raggiungono il loro massimo di maturazione in estate, soprattutto sul finire dell’estate danno il loro meglio in sapore e anche in proprietà.
Per un frutto o un ortaggio raggiungere il massimo della maturazione significa riuscire a “completarsi“, quindi essere per noi nutrizionalmente più ricco, e in alcuni casi meno nocivi e più interessanti per la nostra salute: tornando alle solanacee i pomodori ancora verdi indicano la presenza di tomatina, un alcaloide, mentre le patate verdi veicolano la solanina in maggiori quantità rispetto ad una patata maturata correttamente!

E’ fondamentale reimparare la stagionalità: ci permette di scegliere sempre gli ingredienti in armonia con i cicli della natura e con noi stessi!

Se vuoi reimparare a mangiare secondo natura, ti consiglio i corsi di cucina naturale su base macrobiotica: uno splendido modo per reimparare a cucinare ne quotidiano seguendo i propri ritmi che poi sono sempre quelli della natura!

Veniamo alla ricetta adesso: tortini di melanzane! Ricordano la parmigiana della tradizione italiana, ma ne differiscono molto perchè a base vegetale (vegan) e perchè molto più leggeri e delicati.

Andiamo direttamente alla preparazione..

parmigiana

Ingredienti

Melanzane senza semi

Passata di pomodoro (preferibilmente fatta in casa)

Salsa di anacardi (ricetta)

Pan grattato (gluten free per chi vuole rendere la ricetta senza glutine!)

olive e capperi

Olio evo

Origano, Basilico fresco

Procedimento

Taglio le melanzane a fette sottili,  distribuisco sulle fette un pò di sale e le lascio riposare con sopra un peso per perdere l’acqua di vegetazione per circa 1 ora. Una volta pronte si può procedere con la cottura delle melanzane che può essere fritta, per un risultato più saporito, oppure al forno spennellate con poco olio evo per una cottura più light.

Scaldo la passata di pomodoro con poco sale e olio evo e aggiungo alla fine qualche foglia di basilico fresco tritato.

Preparo il pan  grattato nel seguente modo: trito dei capperi, qualche oliva e l’aggiungo al pan grattato insieme all’origano.  In una padella faccio scaldare dell’olio evo e aggiungo il pan grattato facendolo tostare rapidamente e poi lo metto da parte.

Preparo della salsa di anacardi secondo ricetta

A parte frullo un pò di olio evo con qualche foglia di basilico fresco.

Assemblare in una teglia i tortini di melanzana procedendo nel seguente modo: una fetta di melanzana – qualche cucchiaio di passata di pomodoro – del pan grattato a pioggia – un cucchiaino di crema di anacardi – una fetta di melanzana e così via procedendo faccio 4-5 strati (dipende dallo spessore delle fette di melanzane).  Termino con salsa di anacardi, origano e olio al basilico.

Infornare a 170°C per 10 minuti circa.