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Come anticipato nel predente post ecco la mia ricetta di porridge di quinoa!

Ma prima di tutto, perché il porridge? E perché di quinoa?

Preparare il porridge per colazione di consente di avere una colazione “cucinata” e “calda” anche la mattina, in pratica un pasto.
Spesso sottovalutiamo l’importanza di un cibo cucinato a colazione e andiamo verso prodotti già pronti o freddi (yogurt, cereali, biscotti, solo frutta..). Avere un cibo caldo ci consente di introdurre un alimento che contribuisce a mantenere la nostra temperatura corporea o quando necessario a scaldarci, aiutando il nostro sistema digestivo a gestire le temperature (a differenza di uno yogurt con frutta, che però può essere utile per qualcuno nelle calde giornate estive). Se il nostro corpo non è impegnato a dover mantenere la temperatura può tranquillamente dedicare tutta la sua energia alla digestione che sta per accadere. In termini energetici contribuiamo a dare altra energia ad inizio giornata, cosa che direi è abbastanza utile visto che ci aspetta un lungo giorno!

Cucinare è anche un modo per iniziare una “piccola digestione” del cibo: dei fiocchi di avena cucinati sono molto più digeribili dal corpo rispetto ad un muesli di cereali aggiunto semplicemente ad un latte vegetale o yogurt: la cottura ha aiutato le fibre ad ammorbidirsi, ad assorbire meglio il liquido, reidratandosi assorbendo anche più acqua rispetto ad un uso a freddo.

Spesso alle consulenze alcuni clienti mi raccontano:

 “Guarda i cereali a colazione mi gonfiano e non li digerisco proprio!”

Io “E come li usi?”

“Beh aggiungo ai muesli del latte vegetale e li mangio così”

Questo comportamento può andar bene anche per anni per alcune persone, ma non funziona affatto per molte che hanno una costituzione più delicata, soprattutto a livello intestinale.

E perché usare la quinoa a colazione?

Perché la quinoa è molto energetica, contiene tutti gli amminoacidi essenziali, è senza glutine (un vantaggio per molti), è ricca di fibra che favoriscono un buon funzionamento dell’intestino e contiene sostanze anti-infiammatorie. Essendo la colazione il pasto più importanti della giornata, che dà una sorta di direzione al nostro corpo per la giornata (si, proprio attraverso il nostro intestino!) l’ideale è concentrarsi su una colazione che sia nutriente e ci consenta di muoverci durante la mattinata con serenità e stabilità e la colazione è tra le varie opportunità.

Lo so che molti sono affezionati alle torte da colazione, biscotti, oppure sognano croissant “sani” e brioche soffici che aprano la giornata.
Anch’io amo tutto ciò (e molti di voi lo sanno!) e ho le mattinate in cui sono indulgente con me stessa perché è quello di cui ho bisogno, ed è bello, ma è occasionale. La realtà è che mi sento decisamente meglio con altri tipi di colazioni, che siano più simili ai pasti: mi fanno sentire più energica, di buon umore e più presente. Il benessere che mi deriva è tale che non faccio nessuna fatica a sceglierle rispetto alle colazioni più golose!
Si tratta di fare un po’ di pratica con i messaggi che ci manda il nostro corpo  costantemente (24h/24h), intercettarli, ascoltarli/interpretarli e provare.

A seguire un piccolo esercizio

La mattina prima di colazione fermati per qualche minuto, può essere anche seduto a tavola prima di colazione, ma sii certo di essere comodo.

Mantieni un leggero sorriso sulle labbra (non saltare questo step, è fondamentale, lascia perdere la tua mente che ti dice che è inutile!).

Poggia le tue mani sulla pancia e fai un bel respiro, profondo che arrivi fino alla pancia per gonfiarla e sgonfiarla come un palloncino. Fanne più di uno.

Adesso poniti questa domanda: “Di cosa ho bisogno stamattina a colazione?”. Respira e ascolta.

Potresti non sentire nulla, e va benissimo. Potresti visualizzare un cibo. Potresti avere delle sensazioni che ti indicano che hai bisogno di qualcosa di caldo (un porridge), di liquido (te, tisane), qualcosa di fresco (magari la  frutta) o la sensazione di aver bisogno di masticare (una bella fetta di pane tostato con hummus?).

Non ci sono aspettative, non è una gara.

E’ un esercizio che serve a sintonizzarti con il tuo corpo e i messaggi che invia. Anche se ti sembra di non aver sentito nulla, va benissimo, hai dato la tua disponibilità a voler ascoltare le esigenze del tuo corpo. Con un po’ di pratica vedrai che i messaggi di risposta ci saranno, e sempre più chiari.

Buona giornata!

Ingredienti (per 2 porzioni)

100 g di quinoa in chicchi
1 cucchiaio di fiocchi di avena piccoli
150 g di acqua (oppure latte vegetale)
100 g di latte di mandorla o altro latte vegetale
1 cucchiaio di burro di mandorle (o altro burro vegetale)
100 g di frutti di bosco surgelati o freschi (io mirtilli selvatici)
2 cucchiai di uvetta
Una manciata di mandorle /frutta di stagione/ altra frutta secca
Latte vegetale o acqua extra

Procedimento

Risciacqua la quinoa, lavala bene e scolala. Se hai in programma questa colazione dalla sera prima allora metti la quinoa in ammollo e scola la mattina.

Metti la quinoa, i fiocchi di avena, il latte vegetale, acqua, uvetta e crema di mandorle in una pentola, porta ad ebollizione con un coperchio e fai cuocere per circa 10-15 minuti. Se usi frutti di bosco surgelati aggiungi anche quest’ultimi se sono freschi aggiungili alla fine. Tieni a portata di mano acqua o latte vegetale per aggiustare la consistenza del porridge.

Versa in una tazza e aggiungi le mandorle e a piacere se ti va puoi arricchire ulteriormente con frutta secca, semi, fave di cacao, spezie .

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ENGLISH VERSION

As I anticipated in the previous post here is my quinoa porridge recipe.

But first of all, why porridge? And why quinoa?

Preparing porridge for breakfast allows you to have a “cooked” and “hot” breakfast even in the morning, basically a meal.
We often underestimate the importance of cooked food for breakfast and go for ready-made or cold products (yogurt, cereals, biscuits, just fruit…). Having a hot food allows us to introduce a food that helps maintain our body temperature or when necessary warm us up, helping our digestive system to manage temperatures (unlike a yogurt with fruit, which however can be useful for someone in hot summer days). If our body is not busy maintaining the temperature it can easily dedicate all its energy to the digestion that is about to happen. In terms of energy we help give more energy at the start of the day, which I would say is quite useful considering we have a long day ahead of us!

Cooking is also a way to start a “small digestion” of food: cooked oat flakes are much more digestible by the body than cereal muesli simply added to vegetable milk or yogurt: cooking has helped the fibers to soften, to absorb the liquid better, rehydrating itself and absorbing even more water compared to cold use.

During consultations, some clients often tell me:

“Look, cereals for breakfast make me bloated and I can’t digest them at all!”

Me “And how do you use them?”

“Well I add some vegetable milk to the muesli and eat them like this”

This behavior may be fine for some people for years, but it doesn’t work at all for many who have a more delicate constitution, especially at an intestinal level.

And why use quinoa for breakfast?

Because quinoa is very energetic, contains all the essential amino acids, is gluten-free (an advantage for many), is rich in fiber which promotes good intestinal functioning and contains anti-inflammatory substances. Since breakfast is the most important meal of the day, which gives a sort of direction to our body for the day (yes, right through our intestines!), the ideal is to focus on a breakfast that is nutritious and allows us to move during the morning with serenity and stability and breakfast is among the various opportunities.

I know that many are fond of breakfast cakes, biscuits, or dream of “healthy” croissants and soft croissants to start the day.
I love all of that too (and many of you know!) and I have mornings where I indulge myself because that’s what I need, and it’s nice, but it’s occasional. The reality is that I feel much better with other types of breakfasts, which are more similar to meals: they make me feel more energetic, in a good mood and more present. The well-being I derive from it is such that I have no difficulty choosing them over more delicious breakfasts!
It’s about doing a bit of practice with the messages that our body sends us constantly (24/7), intercepting them, listening to/interpreting them and trying.

Below is a small exercise

In the morning before breakfast, stop for a few minutes, it can even be sitting at the table before breakfast, but make sure you are comfortable.

Keep a light smile on your lips (don’t skip this step, it’s essential, forget about your mind telling you it’s useless!).

Place your hands on your belly and take a deep breath that reaches down to your belly to inflate and deflate it like a balloon. Do more than one.

Now ask yourself this question: “What do I need for breakfast this morning?”. Breathe and listen.

You may not feel anything, and that’s totally fine. You may visualize a food. You may have sensations that tell you that you need something hot (porridge), liquid (tea, herbal tea), something fresh (perhaps fruit) or the sensation of needing to chew (a nice slice of toast with hummus?).

There are no expectations, it’s not a competition.

It’s an exercise that helps you tune into your body and the messages it sends. Even if you feel like you haven’t heard anything, that’s fine, you’ve given your willingness to listen to your body’s needs. With a little practice you will see that the response messages will be there, and increasingly clear.

Have a nice day!

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Ci sono dei cereali e dei piatti che mi sembrano si associno benissimo alla tarda primavera-estate e ai periodi caldi. Una di questi è la quinoa!
Va bene, prima di essere linciata mediaticamente bisogna spiegare che la quinoa non è un cereale in senso stretto, botanicamente si tratta di piante diverse e si parla di pseudo cereale. Lo definiamo cereale normalmente dal punto di vista commerciale e gastronomico perchè più vicino alla categoria dei cereali (come farro, orzo, grano, riso, miglio..) e anche perché si usa in chicchi come glia altri cereali. Non si tratta quindi di un errore definirla cereale, è semplicemente una generalizzazione.

La quinoa non è solo un cereale che adoro quando arriva il caldo, ma è una grande risorsa perchè dal punto di vista nutrizionale è corredata di tutti gli amminoacidi essenziali: non vuol dire che è più ricca di proteine rispetto agli altri cereali, ma che nel suo corredo ne possiede tutta la gamma necessaria agli essere umani (che non sono in grado di produrre i nove amminoacidi essenziali citati prima).

La quinoa contiene anche dei flavonoidi, kaempferolo e quercetina, loro agiscono come anti-infiammatori del corpo e come anti-ossidanti, cioè proteggono le cellule dai danni che vengono prodotti dalle molecole chiamate radicali liberi.

La quinoa contiene molte fibre, più di cereali molto famosi per la loro ricchezza in fibre, come il riso integrale.

La quinoa contiene vitamine e minerali, come magnesio, rame, zinco, ferro. Ma ti ricordo che contiene anche sostanze che spesso non sono di sostegno per il corpo e possono creare degli effetti indesiderati (per le es. le saponine che possono arrivare a produrre anti-nutrienti). Queste sostanze sono chiamate genericamente anti-nutrienti, ma possono facilmente essere “disattivati” grazie a buone e sagge pratiche da fare prima di cucinarla: niente di trascendentale o misterioso, basta lavare la quinoa o meglio ancora ammollarla per qualche ora prima di cuocerla. Lavare e ammollare la rendono non solo più digeribile e favorisce il regolare assorbimento dei nutrienti, ma la rende anche più gustosa: infatti le saponine la possono rendere molto amara e poco gradevole. Ho conosciuto molti che non amavano la quinoa, dopo aver saputo che andava lavata molto bene prima di cuocerla però le cose sono cambiate completamente.

La quinoa è anche una buona fonte di colina, una vitamina che contribuisce a prevenire i disturbi neurologici e che è amata dal nostro nervo vago, infatti la sua azione risulta essenziale per l’organismo umano perché partecipa alla sintesi di indispensabili mediatori come acetilcolina fondamentale per ristabilire equilibrio del sistema nervoso parasimpatico e come modulatore proprio del nervo vago.

A tutte queste proprietà si aggiunge una caratteristica che sicuramente avvantaggia chi non ha molto tempo a disposizione: è veloce da cuocere, in 15 minuti la tua quinoa è già pronta!

Oggi la ricetta di una delle mie bowl preferite per pranzo in questa stagione (a proposito di stagione, lo sai che prossimamente c’è a Mantova il corso di cucina dedicato all’Estate?). Magari la prossima volta magari vi lascio anche la ricetta per un “porridge” di quinoa per colazione, super-nutriente e goloso, che ne pensi? Fammi sapere nei commenti!

Adesso veniamo al pranzo di oggi, un piatto estremamente semplice ma reso complesso nel sapore e dalle erbe aromatiche e dall’harissa. Inoltre ho aggiunto della “quasi feta” vegetale fatta con le mandorle (ve la ricordate? Quella che prepariamo al corso dei formaggi vegetali): così facendo ho reso il piatto da un punto di vista nutrizionale. In mancanza potreste aggiungere delle mandorle, il sapore sarà diverso ma lo avrete comunque reso più completo per un piatto unico.

Ingredienti 

160 g di quinoa

250 g di piselli freschi già sgusciati (in mancanza optate per quelli surgelati) 

La scorza di 1 limone piccolo + 3 cucchiaino di succo di limone

50 g di “feta” vegetale di mandorle (oppure vedi i suggerimenti sopra)

Aneto e menta a sentimento

1 cucchiaino di harissa

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro (facoltativo)

Olio evo, sale

Procedimento 

Risciacqua la quinoa abbondantemente, se hai già programmato questo piatto magari lasciala in ammollo qualche ora.

Trita l’aneto e mettilo da parte.

Sbollenta i piselli in acqua bollente se sono freschi e grandi, se sono piccoli e teneri (oppure surgelati) questo passaggio non è necessario.

In una pentola versa un paio di cucchiai di olio evo e aggiungi l’aneto tritato e le scorze di limone e fai cuocere per 1 o 2 minuti, quindi aggiungi la quinoa scolata dall’acqua e circa 300 g di acqua. Aggiungi i piselli, sale, il concentrato di pomodoro e l’harissa, quindi copri con il coperchio e fai cuocere fino a completo assorbimento dell’acqua. A fine cottura aggiunge delle foglie di menta tritata e al momento di servire la feta di mandorle.

Puoi consumarlo tiepido oppure freddo: se ti piace la freschezza e i profumi questo piatto è per te!


ENGLISH VERSION

There are cereals and dishes that seem to me to go very well with late spring-summer and hot periods. One of these is quinoa!
Okay, before being lynched by the media we need to explain that quinoa is not a cereal in the strict sense, botanically they are different plants and we talk about a pseudo cereal. We normally define it as a cereal from a commercial and gastronomic point of view because it is closer to the category of cereals (such as spelt, barley, wheat, rice, millet…) and also because it is used in grains like other cereals. It is therefore not an error to define it as a cereal, it is simply a generalisation.

Quinoa is not only a cereal that I love when the heat arrives, but it is a great resource because from a nutritional point of view it is equipped with all the essential amino acids: it does not mean that it is richer in proteins than other cereals, but that in its complement has the entire range necessary for human beings (who are unable to produce the nine essential amino acids mentioned above).

Quinoa also contains flavonoids, kaempferol and quercetin, which act as anti-inflammatories in the body and as anti-oxidants, that is, they protect cells from damage caused by molecules called free radicals.

Quinoa contains a lot of fibre, more than cereals that are very famous for their richness in fibre, such as brown rice.

Quinoa contains vitamins and minerals, such as magnesium, copper, zinc, iron. But let’s remember that it also contains substances that are often not supportive for the body and can create unwanted effects (for example saponins which can produce anti-nutrients). These substances are generically called anti-nutrients, but they can easily be “deactivated” thanks to good and wise practices to do before cooking it: nothing transcendental or mysterious, just wash the quinoa or better yet soak it for a few hours before cooking it. Washing and soaking not only make it more digestible and promotes the regular absorption of nutrients, but also makes it tastier: in fact the saponins can make it very bitter and unpleasant. I met many who didn’t like quinoa, but after learning that it needed to be washed very well before cooking it, things changed completely.

Quinoa is also a good source of choline, a vitamin that helps prevent neurological disorders and which is loved by our vagus nerve, in fact its action is essential for the human organism because it participates in the synthesis of essential mediators such as acetylcholine which is essential for restore balance of the parasympathetic nervous system and as a modulator of the vagus nerve.

Added to all these properties is a feature that certainly benefits those who don’t have much time available: it’s quick to cook, in 15 minutes your quinoa is ready!

Today the recipe for one of my favorite bowls for lunch this season, but next time maybe I’ll also leave you the recipe for a quinoa “porridge” for breakfast, super-nutritious and delicious, what do you think? Let me know in the comments!

Now we come to today’s lunch, an extremely simple dish but made complex in flavor and by aromatic herbs and harissa. I also added some vegetable “almost feta” made with almonds (do you remember it? The one we prepare during the plant based cheese course): by doing so I improved the dish from a nutritional point of view. If not, you could add some almonds, the flavor will be different but you will still have made it more complete for a single dish.

Ingredients

160 g of quinoa

250 g of fresh peas, already shelled (if you don’t have them, opt for frozen ones)

The zest of 1 small lemon + 3 teaspoons of lemon juice

50 g of almond vegetable “feta” (or see suggestions above)

Dill and mint to taste

1 teaspoon harissa

1 teaspoon tomato paste (optional)

Extra virgin olive oil, salt

Method

Rinse the quinoa thoroughly, if you have already planned this dish perhaps leave it to soak for a few hours.

She chop the dill and set it aside.

Blanch the peas in boiling water if they are fresh and large, if they are small and tender (or frozen) this step is not necessary.

Pour a couple of tablespoons of extra virgin olive oil into a pan and add the chopped dill and lemon peel and cook for 1 or 2 minutes, then add the quinoa drained of the water and about 300 g of water. Add the peas, salt, tomato paste and harissa, then cover with the lid and cook until the water is completely absorbed. At the end of cooking he adds some chopped mint leaves and when ready to serve the almond feta.

You can eat it warm or cold: if you like freshness and aromas this dish is for you!

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Sempre più spesso ascolto persone che vengono dicendomi:

“Mangerei l’avocado, ma chissà quante calorie..”

“I datteri mi piacciono ma sono una bomba calorica!”

“Le noci lo so che fanno bene ma hanno troppe calorie purtroppo, quante ne posso mangiare?”

Sicuramente uno dei modi universalmente conosciuto per definire il cibo e quantizzarlo sono le calorie. Ma che cos’è una caloria? La caloria non è altro che un UNITA’ di MISURA usata in fisica (nella termodinamica per essere precisi) così definita: “La quantità di calore necessaria a portare 1 g di acqua distillata dalla temperatura di 14,4°C a 15,5°C alla normale pressione atmosferica”. Visto che il corpo risponde anche alle leggi della termodinamica allora si decise di usarla anche in campo medico e quindi per l’alimentazione: partendo dal glucosio, da lì in poi si cominciò a misura l’energia prodotta anche da qualsiasi alimento. Questo metodo venne sviluppato nel 1880… tanto rispetto per il lavoro che venne fatto all’epoca, ma da allora abbiamo capito molte cose sul nostro corpo, prima fra tutte che non può essere paragonato nel suo funzionamento ad un dispositivo di metallo con serpentine, termometro e simili

Il calorimetro è un sistema che si occupa della fisica dell’alimento. Il cibo invece interferisce sul nostro corpo a livello metabolico coinvolgendo la fisica, la chimica e la biochimica. Inoltre sappiamo che il cibo ci suscita emozioni e quindi ci condiziona a livello psicologico. La medicina orientale invece ci insegna che il cibo ci condiziona dal punto di vista energetico.

Insomma, le calorie sono solo una delle tante sfaccettature le cibo, e sicuramente non la più importante.

Perchè le calorie sono così usate?

Le calorie sono nate da una visione molto semplificata del corpo: l’organismo ha bisogno di energia per funzionare, di conseguenza se gliela diamo lui funziona! Fine della storia! Si chiama visione meccanicistica. Considerato il complesso e sofisticato organismo che è l’essere umano, si poteva considerare un gran sollievo aver trovato il modo per dare delle indicazioni assolute, con risultati sempre uguali e che potevano essere standarizzate e applicate a tutti così facilmente. Un metodo infallibile con cui si poteva asserire di poter controllare e determinare alcuni effetti che gli alimenti avevano su di noi.

Quando nel 1880 cominciò ad essere applicato poteva essere un grosso passo avanti ma oggi (140 anni dopo) possiamo asserire con certezza che è un metodo solo parziale , che ha fatto e continua a fare dei danni se usato in maniera così arbistraria e disconnessa dal contesto. Ma soprattutto sappiamo che il nostro metabolismo non risponde solo alle calorie di un cibo, tutt’altro!

Perchè pensare solo in termini di calorie è inutile?

Per avere le stesse calorie di merendina (per es. quelle che mangi quando non ci vedi più dalla fame) mediamente devi mangiare 25-30 di mandorle, oppure di una bowl di insalata mista, con noci e condita con olio evo, o ancora una fetta di pane integrale (magari da 40 g circa) con 1/2 cucchiaio di burro di arachidi e qualche fragola…

Le calorie sono più o meno uguali ma il valore qualitativo e l’influenza che avrà sul nostro corpo sarà completamente diverso.

Da una parte abbiamo un prodotto raffinato, processato, ricco di grassi e zuccheri, senza vitamine, minerali, fibre, fitonutrienti. Dall’altra abbiamo un cibo semplice, dagli ingredienti riconoscibili e tracciabili, con fibre, minerali e secondo la tipologia scelta grassi piuttosto che proteine, zuccheri della frutta, vitamine, minerali..

E quindi?

Il nostro organismo non è un cilindro di metallo che brucia cibo ma un sistema complesso fatto di organi, tessuti, cellule, enzimi, ormoni, batteri, virus, sistema nervoso e mille altre realtà interconnesse fra di loro e interagisco. Un complesso influenzabile non solo da ciò che entra (sottoforma di cibo, acqua, aria..) ma anche da ciò che lo circonda: ambiente, persone, stagioni, luce, condizioni climatiche…

L’alimentazione deve essere basata più sul concetto di nutrizione e quindi di nutrienti che devono arrivare al nostro corpo attraverso il cibo. Ma è anche innegabile che il cibo oggi trasmette e fa da tramite le emozioni e ha un effetto sulla nostra psiche e sui nostri pensieri.
La macrobiotica invece ci insegna che il cibo ha un effetto in termini di energia vitale e la sua natura ha un impatto sul nostro sistema energetico e psicosomatico.

Bisogna avere tanto amore, curiosità e pazienza quando si sceglie un cibo, lo si prepara e lo si mangia perchè andrà ad interagire con un meraviglioso contenitore della vita e non con un calorimetro.

Se ti ritrovi spesso alla disperata ricerca di una dieta che “funzioni” anche per te, che dia al tuo corpo la forma desiderata, oppure davanti alla sensazione di non poter star bene senza pensare a cosa mangiare subito dopo e senti che la tua relazione con il cibo non è in equilibrio dal 20 al 23 Luglio si terrà il workshop residenziale “Fai pace con il cibo“. Si tratta di un seminario per ritrovare uno spazio interiore di equilibrio, tra il sano e il buono, tra il “mi fa bene” e il “non posso resistere”, tra il contare le calorie in modo maniacale e ingurgitare riempendosi di cibo e sensi di colpa. Un lavoro di tipo psicoemotivo integrato dalla comprensione dei meccanismi fisiologici ed energetici dell’alimentazione in modo da avere gli strumenti per ricominciare a nutrirti con amore.


More and more often I hear people who come and tell me:

“I would eat avocado, but who knows how many calories..”

“I like dates but they are a calorie bomb!”

“I know walnuts are good for you but unfortunately they have too many calories, how many can I eat?”

Certainly one of the universally known ways to define food and quantify it are calories. But what is a calorie? The calorie is nothing more than a UNIT of MEASURE used in physics (in thermodynamics to be precise) defined as follows: “The amount of heat necessary to bring 1 g of distilled water from the temperature of 14.4°C to 15.5° C at normal atmospheric pressure”. Since the body also responds to the laws of thermodynamics, it was decided to use it also in the medical field and therefore for food: starting from glucose, from then on the energy produced by any food began to be measured. This method was developed in 1880… much respect for the work that was done at the time, but since then we have understood many things about our body, first of all that it cannot be compared in its functioning to a metal device with coils , thermometer…

The calorimeter is a system that deals with the physics of food. Food, on the other hand, interferes with our body on a metabolic level involving physics, chemistry and biochemistry. We also know that food arouses emotions in us and therefore conditions us on a psychological level. Oriental medicine, on the other hand, teaches us that food affects us from an energy point of view.

In short, calories are just one of the many facets of food, and certainly not the most important.

Why are calories so used?

Calories were born from a very simplified view of the body: the body needs energy to function, consequently if we give it to it it works! End of the story! It’s called mechanistic vision. Considering the complex and sophisticated organism that is the human being, it could be considered a great relief to have found the way to give absolute indications, with always the same results and which could be standardized and applied to everyone so easily. An infallible method by which one could claim to be able to control and determine some effects that food had on us.

When it began to be applied in 1880 it could have been a big step forward but today (140 years later) we can say with certainty that it is only a partial method, which has done and continues to do damage if used in such an arbitrary and disconnected way from the context . But above all we know that our metabolism doesn’t just respond to the calories of a food, far from it!

Why is thinking only in terms of calories useless?

To have the same calories as a snack on average you have to eat 25-30 of almonds, or a bowl of mixed salad, with walnuts and dressed with extra virgin olive oil, or even a slice of wholemeal bread (perhaps about 40 g) with 1/2 tablespoon of peanut butter and a few strawberries…

The calories are more or less the same but the qualitative value and the influence it will have on our body will be completely different. On the one hand we have a refined, processed product, rich in fats and sugars, without vitamins, minerals, fibers or phytonutrients. On the other hand, we have simple food, with recognizable and traceable ingredients, with fibres, minerals and, depending on the type chosen, fats rather than proteins, fruit sugars, vitamins, minerals..

So what?

Our body is not a metal cylinder that burns food but a complex system made up of organs, tissues, cells, enzymes, hormones, bacteria, viruses, the nervous system and a thousand other interconnected and interacting realities. A complex that can be influenced not only by what enters it (in the form of food, water, air…) but also by what surrounds it: environment, people, seasons, light, climatic conditions…

Nutrition must be based more on the concept of nutrition and therefore of nutrients that must reach our body through food. But it is also undeniable that food today transmits and acts through emotions and has an effect on our psyche and our thoughts.
Macrobiotics, on the other hand, teaches us that food has an effect in terms of vital energy and its nature has an impact on our energy and psychosomatic system.

You need to have a lot of love, curiosity and patience when choosing a food, preparing it and eating it because it will interact with a wonderful container of life and not with a calorimeter.

If you often find yourself desperately looking for a diet that “works” for you too, that gives your body the desired shape, or faced with the feeling of not being able to feel good without thinking about what to eat immediately afterwards and you feel that your relationship with food is not in balance from 20 to 23 July the residential workshop “Make peace with food” will be held. It is a seminar to rediscover an inner space of balance, between the healthy and the good, between the “it’s good for me” and the “I can’t resist”, between counting calories obsessively and gulping down filling up with food and senses of guilt. A psycho-emotional work integrated by an understanding of the physiological and energetic mechanisms of nutrition in order to have the tools to start feeding yourself again with love.

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E’ da molto tempo che non riesco a dedicarmi al blog, un pò gli impegni che mi portano da altre parti un pò perchè quando penso a scrivere sul blog mi viene subito in mente il mio web master che mi ricorda che devo scrivere tenendo conto della SEO. Mi vengono i brividi quando questo accade e quindi riabbasso subito lo schermo del mio portatile e passo al successivo punto della to do list!
Quando iniziai a scrivere il mio blog l’obiettivo era la condivisione delle mie scoperte in cucina (e un pò nella vita!) ed è e rimane la cosa più divertente e il motivo per continuare a tenere un blog.

Quindi oggi ho deciso di non dare ascolto a quella vocina che parla di “targettizzazione topic” e “long tail keyword” ma a quella che vi racconterà della zuppa marocchina e di quanto sia confortante.
Questa ricetta ha una lunga lista di ingredienti, ma una buona parte sono spezie che danno alla zuppa le sue note particolari.
L’ho preparata l’ultima volta in occasione di uno show-cooking in provincia di Brescia, ospite della bottega di Andrea, un negozio di alimenti biologici molto grazioso e molto curato grazie al lavoro dei due giovani proprietari che credono profondamente nel progetto come mezzo per divulgare anche più consapevolezza alimentare e ambientale.

Questo tipo di zuppa è molto usata in inverno in Marocco e viene anche considerata una sorta di depurante del corpo (le lenticchie come tutti i legumi sono diuretiche). Il coriandolo è stato riconosciuto utili ai fini dei problemi intestinali: cattiva digestione, crampi intestinali, stipsi, gas intestinali. Inoltre sia nella medicina ayurvedica che nella medicina tradizionale del Medioriente viene utilizzato per le proprietà distensive e calmanti.

E’ una zuppa molto semplice e soprattutto è one-pot, cioè tutto in una pentola, quindi non sporcherai molto!

A proposito di legumi, lo sai che il 20 Marzo c’è un corso dedicato esclusivamente ai legumi in tutte le loro forme?!? Vai alle info QUI

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Ti piace il mio post? Condivi allora la scoperta fatta con i tuoi amici sui social: spread love, spread good food – @jyoti_zenkitchen

Ingredienti

  • 450 g circa di batata
  • 270 g circa di lenticchie verdi
  • 2 carote, 2 cipolle, 1 gambo abbondante di sedano
  • 4-5 spicchi di aglio
  • 1+ ½ cucchiaino di coriandolo, 1 cucchiaino di cumino, ½ cucchiaino di cannella,
  • ½ cucchiaino di curcuma, ½ cucchiaino di paprika affumicata (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di curry dolce o poco più (per aggiustare il gusto), Noce moscata q.b.
  • 200 g circa di spinaci
  • Olio evo, sale, limone per servire

    Procedimento

    Lava le lenticchie bene e preferibilmente lasciale in ammollo prima dell’uso.

    Taglia le cipolle, carote, sedano, batata, peperone e l’aglio.

    Versa in una pentola a fondo pesante l’olio, quindi la cipolla con sedano, carote e le spezie ad eccezione della paprica affumicata e noce moscata. Fai insaporire quindi aggiungi le batate e le lenticchie. Ricopri con acqua bollente fino a ricoprire e aggiungi la noce moscata e se lo gradisci la paprika affumicata. Fai cuocere lentamente per circa 50 minuti. Aggiungi il sale aggiungi gli spinaci lavati e spezzettali e fai cuocere ancora 3 minuti.

    Servi con poco succo di limone.

    Moroccan soup

    ENGLISH VERSION

    It’s been a long time since I’ve been able to devote myself to blogging, partly due to commitments that take me elsewhere partly because when I think of writing on the blog my web master immediately comes to mind who reminds me that I have to write taking into account the SEO. I get chills when this happens and so I immediately lower the screen of my laptop and move on to the next item on the to do list!
    When I started writing my blog, the goal was to share my discoveries in the kitchen (and a little bit in life!) and it is and remains the funniest thing and the reason to keep blogging.

    So today I decided not to listen to that little voice that talks about “topic targeting” and “long tail keyword” but to the one that will tell you about Moroccan soup and how comforting it is.
    This recipe has a long list of ingredients, but a good portion are spices that give the soup its distinctive notes.
    I prepared it for the last time on the occasion of a show-cooking in the province of Brescia, as a guest of Andrea’s workshop, a very nice and well-kept organic food store thanks to the work of the two young owners who deeply believe in the project as a means to spread even more food and environmental awareness.

    This type of soup is widely used in winter in Morocco and is also considered a sort of body purifier (lentils, like all legumes, are diuretics). Coriander has been recognized as useful for intestinal problems: bad digestion, intestinal cramps, constipation, intestinal gas. Furthermore, it is used both in Ayurvedic medicine and in traditional Middle Eastern medicine for its relaxing and calming properties.

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    Ingredients

    450 g of sweet potato

    270 g of green lentils

    2 carrots, 2 onions, 1 large stalk of celery

    4-5 cloves of garlic

    1+ ½ teaspoon coriander, 1 teaspoon cumin, ½ teaspoon cinnamon,

    ½ teaspoon turmeric, ½ teaspoon smoked paprika (optional)

    1 teaspoon of sweet curry or a little more (to adjust the taste), nutmeg to taste

    About 200 g of spinach

    Evo oil, salt, lemon to serve

    Method

    Wash the lentils well and preferably let them soak before use.

    Cut the onions, carrots, celery, sweet potato, bell pepper and garlic.

    Pour the oil into a heavy-bottomed saucepan, then the onion with celery, carrots and spices except for the smoked paprika and nutmeg. Season then add the sweet potatoes and lentils. Cover with boiling water until covered and add the nutmeg and, if you like, the smoked paprika. Cook slowly for about 50 minutes. Add the salt, add the washed and chopped spinach and cook for another 3 minutes.

    Serve with a little lemon juice.

    Confesso: sono molto poco organizzata ultimamente, molto poco “social” e molto poco ferrata sulla comunicazione nell’era dei tik-tok, quindi procederò alla vecchia maniera, lancio la mia bottiglia con messaggio nell’oceano…Vi inserisco anche qui un estratto del calendario corsi a cui ho pensato fino a dicembre 2022.
    Gli ultimi due anni mi hanno un pò fatto perdere di vista la programmazione a lungo termine, quindi è stato a dir poco complicato riuscire a stilare un calendario che andasse oltre i due mesi..

    L’unica cosa a cui ho pensato mettendo in programma il nuovo calendario di eventi in presenza è stato che ce n’è bisogno!

    C’è bisogno di spazi gentili dove ritrovarsi in maniera serena;

    C’è bisogno di potersi esprimere dal vivo e riportare la nostra vita e eventi quotidiani fuori dallo schermo e dentro la realtà a contatto con le persone;

    C’è bisogno di reimparare a prendersi cura di se stessi e delle persone care attraverso il cibo, gli ingredienti e le scelte quotidiane;

    C’è bisogno di ricette per la felicità, di cibo sano, rispettoso del pianeta e naturalmente buono;

    C’è bisogno di conoscere il mondo attraverso nuove ricette, di annusare, assaggiare, provare, cucinare..

    E questo cercherò di fare e proporre. Vi aspetto!

    SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

    La Grecia mi rilassa… i greci mi rilassano… e anche il cibo greco mi rilassa! La cucina greca rimane tra le mie preferite negli ultimi anni perchè ha la capacità di preservarsi e rimanere ancora autentica, senza grandi pretese (però con grandi porzioni) e con contenuto.. Poco dedita all’apparenza e tanto alla sostanza… O almeno è la cucina greca che io ancora insegue e cerco quando mi trovo li. Inoltre la cucina greca è ricchissima di piatti vegetariani e addirittura vegan..si perchè l’onnipresente feta non è sempre così onnipresente, e molti piatti della tradizione nascono a base vegetale con aggiunta postuma del formaggio per arricchire il piatto. Come per le domatokeftedes, le polpette (o frittelle) di pomodori. Girando per le taverne greche si possono trovare spesso con aggiunta di uova alla pastella oppure di pezzetti di feta per insaporirle di più. Cercando la loro storia ho scoperto che in realtà la forma più semplice naturalmente era senza derivati animali: una ricetta semplice, bastava avere dei buoni pomodori, prendere delle erbe aromatiche dal vaso sul davanzale e aggiungere un pò di farina che era sempre in dispensa.. Beh l’olio, essenziale nei paesi del bacino del Mediterraneo.

    Raramente i miei piatti sono avulsi dall’ambiente in cui mi trovo, e così visto che in questi giorni sono in Calabria è stato inevitabile pensare alle domatokeftedes. Anche perchè i pomodori sono l’ingrediente fondamentale, maturi ma ancora sodi, dolci e profumati: non provateci nemmeno con un pomodoro aranciato uscito da una vaschetta di plastica dimenticata da alcuni giorni in un banco frigo del supermercato.

    Va bene che fritto è buono tutto ma suvvia, non esageriamo!

    Le erbe aromatiche non sono opzionali, anzi siate abbondanti: oltre al loro delicato aroma porteranno un pò di freschezza al piatto (che comunque è pur sempre fritto!)

    So già che qualcuno di voi che mi conosce si chiederà, e la macrobiotica cosa ne pensa?

    In macrobiotica il pomodoro è considerato molto yin (talmente yin che veniva sconsigliato in alcuni casi), ma dal punto di vista energetico effettivamente viene annullato dalla cottura, cioè yanghizzato dal fatto che viene usata un metodo di cottura molto yang. Trovo che siano ottime preparate occasionalmente, senza esagerare con il fritto considerata la stagione (abbiamo l’autunno che ci aspetta per le tempure!!!).

    Ammiratori della macrobiotica provate anche voi e fatemi sapere come vi siete trovati!

    Dimenticavo, se non ricordi le regole per un buon fritto vai qui.

    Domatokeftedes

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    INGREDIENTI (per circa 8 domatokeftedes)

    200 g di pomodorini maturi
    1/4 di cipolla rossa
    basilico, foglie di sedano, menta fresca
    origano
    sale
    circa 2 cucchiai di farina di tipo 1
    Olio per friggere

    PROCEDIMENTO

    Taglia i pomodorini a cubettini piccoli, trita la cipolla e le erbe aromatiche. In un piatto mescola i pomodori con le erbe aromatiche, la cipolla, sale e origano. Il pomodoro butterà fuori un pò di acqua di vegetazione, e va benissimo perchè a questo punto aggiungerai la farina che asciugherà il composto e farà da legante.

    Fai riposare in frigo per 1-2 ore la pastella, in questo modo i sapori diventerssano più distinti e friggerai meglio le domatokeftedes.

    Dopo aver fatto riposare la pastella, prepara una padella con olio per friggere (io ho usato olio di oliva in questo caso), forma le polpette con l’aiuto di un cucchiaio e falle cuocere dsu entrambi i lati. Servile calde (e che te lo dico a fare!!!)

    ENGLISH VERSION

    Greece relaxes me … the Greeks relax me … and Greek food relaxes me too! Greek cuisine remains among my favorites in recent years because it has the ability to preserve itself and still remain authentic, without great pretensions (but with large portions) and with content .. Little devoted to appearance and much to substance … Or at least it is the Greek cuisine that I still pursue and look for when I am there. In addition, Greek cuisine is rich in vegetarian and even vegan dishes .. yes, because the omnipresent feta is not always so omnipresent, and many traditional dishes are born based on plants with posthumous addition of cheese to enrich the dish. As for the domatokeftedes, the meatballs (or fritters) of tomatoes. Wandering around the Greek taverns you can often find them with the addition of eggs to the batter or pieces of feta to flavor them more. Looking for their history, I discovered that in reality the simplest form of course was without animal derivatives: a simple recipe, it was enough to have some good tomatoes, take some aromatic herbs from the pot on the windowsill and add a little flour that was always in the pantry .. Well the oil, essential in the countries of the Mediterranean basin.

    My dishes are rarely detached from the environment in which I find myself, and so since I am in Calabria these days it was inevitable to think of domatokeftedes. Also because tomatoes are the fundamental ingredient, ripe but still firm, sweet and fragrant: don’t even try it with an orange tomato that came out of a plastic tray forgotten a few days ago in a supermarket refrigerator counter.

    It’s okay that fried everything is good but come on, let’s not exaggerate!

    Aromatic herbs are not optional, rather be abundant: in addition to their delicate aroma they will bring a little freshness to the dish (which is still fried!)

    I already know that some of you who know me will wonder, and what do you think about macrobiotics?

    In macrobiotics, the tomato is considered very yin (so much yin that it was not recommended in some cases), but from an energy point of view it is effectively canceled by cooking, that is, yanghized by the fact that a very yang cooking method is used. I find that they are excellent prepared occasionally, without exaggerating with the fried considering the season (we have autumn waiting for us for the tempure !!!).

    Macrobiotics admirers try it and let me know how you found it!

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    INGREDIENTES (6 to 8 fritters)

    200 g of ripe cherry tomatoes
    1/4 of a red onion
    basil, celery leaves, fresh mint
    origan
    salt
    about 2 tablespoons of type 1 flour
    Frying oil

    METHOD

    Cut the cherry tomatoes into small cubes, chop the onion and aromatic herbs. In a dish, mix the tomatoes with the herbs, onion, salt and oregano. The tomato will throw out some vegetation water, and that’s fine because at this point you will add the flour which will dry the mixture and act as a binder.

    Let the batter rest in the fridge for 1-2 hours, in this way the flavors become more distinct and you will fry the domatokeftedes better.

    After letting the batter rest, prepare a pan with oil for frying (I used olive oil in this case), shape the fritters with the help of a spoon and cook them on both sides. Serve them warm.

    SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

    Con l’arrivo del caldo sono importanti i piatti veloci, semplici e freschi.

    VELOCI perchè abbiamo voglia di passare meno tempo in cucina ed essere più attivi, di stare all’aperto e di essere più sociali e avere tempo anche per relazionarci con gli altri: è normale, sentiamo che l’ambiente intorno cambia, che ci sarebbe più spazio o che vogliamo più spazio, è l’espansione che porta con se l’Estate!

    SEMPLICI perchè l’ultima cosa che vorremmo in questo periodo dell’anno è sentirci spenti, sovraccaricati e privi di energie!

    FRESCHI (qui si scopre l’acqua calda!!!) perchè in che altro modo “sano” potremmo cercare di rinfrescare il nostro corpo?

    Ecco che le ricette come questo sono eccezionali per avere in un unico piatto tutto ciò che può servirci per rimanere in forma, e questo perchè:

    la quinoa non è un cereale, ma un seme che è ricco di nutrienti e di tutti gli amminoacidi essenziali, quindi ottima da utilizzare quando abbiamo fretta (cuoce in 15 minuti) ma vogliamo comunque avere un piatto equilibrato;

    le verdure fresche di stagione faranno la loro parte per quanto riguarda minerali, vitamine, fitonutrienti fibre e acqua;

    l’avocado non ci fa mancare gli omega-3 dal piatto (ma se non lo trovate perchè la stagione di quelli italiani è quasi finita) potete sostituire con una bella dose di gherigli di noci.

    Il pane integrale di pasta madre dà un extra-bonus di carboidrati complessi insieme ad una croccantezza che rende veramente soddisfacente la ricetta anche per chi ama avere qualcosa da “sgranocchiare” nel piatto.

    Passiamo alla ricetta!

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    Insalata di quinoa con fette di pane a lievitazione naturale

    Ingredienti (approssimativamente 2 persone)

    80 g di quinoa
    250 g di cetriolo
    250 g di pomodoro
    2-3 cipollotti piccoli
    2 spicchi di aglio
    Prezzemolo, menta
    2 cucchiaini di aceto di mele, olio, sale, pepe, origano
    150 g di pane a fette
    Insalata verde
    1 avocado piccolo

    Procedimento

    Prepara la quinoa cuocendola per assorbimento dopo averla sciacquata molto bene.
    Prepara le fette di pane condendole con un po’ di olio e sale (se lo gradisci anche strofinando dell’aglio) e facendole tostare fino a quando diventano ben croccanti, quasi biscottati: puoi tostarle in forno, in padella oppure in un tostapane, scegli tu il metodo più sostenibile.
    Taglia i pomodori e cetrioli a cubettini piccoli, aggiungi i cipollotti a fettine, un trito abbondante di menta e prezzemolo, origano, i due spicchi di aglio schiacciati quindi l’aceto, olio, sale e pepe: mescola bene insieme e quindi aggiungi la quinoa raffreddata, sgranata e ben drenata dell’acqua in eccesso.

    In un piatto spezzetta le foglie di insalata, aggiungi la quinoa con le verdure e le fette di pane tostato ulteriormente spezzate a mano.
    Sbuccia e taglia l’avocado a fettine e aggiungilo all’insalata.


    ENGLISH VERSION

    With the arrival of summer fast, simple and fresh dishes are important.

    FAST because we want to spend less time cooking and be more active, to spend time outdoors and to be more social and also have time to relate to others: it is normal, we feel that the surrounding environment changes, that there would be more space or that we want more space, is the expansion that Summer brings with it!

    SIMPLE because the last thing we want at this time of year is to feel spent, overloaded and lacking in energy.

    FRESH becouse is an “healthy” way to protect and refresh our body.

    Here, recipes like this are exceptional for having everything you need to stay fit in one dish, and this is why:
    quinoa is not a cereal, but a seed that is rich in nutrients and all essential amino acids, therefore excellent to use when we are in a hurry (it cooks in 15 minutes) but we still want to have a balanced dish;

    seasonal vegetables will play their part in terms of minerals, vitamins, phytonutrients, fiber and water;

    avocado does not make us miss the omega-3s from the plate (but if you can’t find it because the season of the Italian ones is almost over) you can replace it with a good dose of walnuts.

    Sourdough wholemeal bread gives an extra bonus of complex carbohydrates together with a crunchiness that makes the recipe truly satisfying even for those who love something to crunching on their plate.
    Move on to the recipe!

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    Quinoa salad with sourdough bread

    Ingredients

    80 g of quinoa
    250 g of cucumber
    250 g of tomato
    2-3 small spring onions
    2 cloves of garlic
    Parsley, mint
    2 teaspoons of apple cider vinegar, oil, salt, pepper, oregano
    150 g of sliced ​​bread
    Green salad
    1 avocado

    Method

    Prepare the quinoa for absorption.
    Prepare the slices of bread by adding a little oil and salt and toasting it until it becomes a rusks: you can do it in the oven, in a pan or in a toaster, choose the more sustainable method for you.
    Cut the tomatoes and cucumbers into small cubes, add the sliced ​​spring onions, a generous amount of chopped mint and parsley, oregano, crushed garlic, then the vinegar, oil, salt and pepper.

    Mix well together and then add the cold and well-drained quinoa of the excess water. In a dish, chop the salad leaves, add the quinoa and further broken slices of toast. Add avocado sliced.