Quali sono gli ingredienti delle barrette e degli snack che si trovano di solito in commercio?

Cioccolato fondente, frutta secca, semi, sempre più spesso proteine vegetali…zucchero (andiamo meno bene, ma speriamo che ce ne sia molto poco..), miele (altro dolcificante), sciroppo di glucosio (ancora zucchero), olii vegetali, emulsionanti… Vi faccio una brevissima analisi al volo di alcune barrette molto comuni che di solito si comprano perchè pratiche, veloci e poi “hanno i cereali e la frutta” quindi considerate sane!

BARRETTE AI CEREALI, MANDORLE E MIRTILLI (E FIN QUI SUONA BENE) DELLA DOLCIANDO

Apparenza innocua, proprio delle belle barrette ricche di cereali, ma se leggi l’etichetta (trovi qui) mi salta subito all’occhio:

  1. ci sono ben 31 ingredienti… va bene variare, ma qui mi sembra esagerato!
  2. lo zucchero è citato per ben sei volte (quindi dei 31 ingredienti, 6 sono zuccheri, con nomi vari)
  3. aromi naturali di più tipi, per non farsi mancare proprio nulla…. Direi semplicemente che tra zuccheri e aromi non sapremo mai di cosa sapeva in origine questa barretta!

BARRETTA KELLOGG’S MANDORLE E FRUTTA

Chi non le ha viste? Le ho provate anch’io tanti anni fa… Qui trovi l’etichetta, a seguire qualche considerazione in breve:

  1. “Solo” 25 ingredienti
  2. 8 tipi diversi di zuccheri (oltre al “volgare zucchero” c’è destrosio, fruttosio, sciroppo di glucosio, melassa, succo concentrato di ananas, sciroppo di ananas.. che sofisticati!)
  3. Se si legge la tabella nutrizionale ci sono 12 g di zuccheri per ogni barretta (che pesa 32 g), quindi più di un terzo della barretta è data da zuccheri…

PROTEIN BAR CHOCO CAKE VEGAN

Già il nome ti fa capire quanto è cool, e anche noi vogliamo essere “cool” e abbiamo bisogno di tante proteine come ci dicono da tutte le parti: anche la commessa dell’erboristeria che mi ha visto oggi per la prima volta e per 5 minuti ha decretato che ho bisogno di più proteine perchè mangio 100% vegetale… Che faccio? Butto la mia laurea nello scarico e da ora in poi la eleggo a mia guru in ambito alimentare?!?
Comunque qui trovi la scheda con ingredienti, e a seguire qualche considerazione:

  1. Non c’è zucchero, bensì edulcoranti, nella fattispecie il maltitolo. Diversi studi hanno verificato come il maltitolo (insieme ad altri poliolii) possano alterare il microbiota intestinale.
  2. Nel complesso la lista di ingredienti lo fanno rientrare tra gli UPF, ciòè Ultra Processed Food, quei cibi che si possono ottenere solo a livello industriale attraverso sofisticati procedimenti di lavorazione delle materie prime per ottenere “una parte” di esse che diventa ingredienti di un prodotto. Sono cibi costruiti a tavolino per ottenere un ben preciso risultato. Sono sicuramente un “insieme di nutrienti”, un cibo invece ha un valore culturale, sociale, identitario oltre che nutrizionale.

A questo punto vi propongo io invece una ricetta per una barretta nutriente, ricca di minerali, calcio, magnesio, grassi mono e polinsaturi, a basso contenuto di zuccheri. Provatela e fatemi sapere: spero che passare il mio martedì sera a scrivere questa ricetta farà in modo che possiate crearvi a casa voi stessi delle barrette energetiche sane e nutrienti, in maniera semplice!

NOTA BENE: tra gli ingredienti troverai la farina di chufa, puoi sostituirla con della farina di mandorle oppure cocco o ometterla. La chufa è lo zigolo dolce, ha un sapore che ricorda la mandorla, un pò più dolce e astringente, è ricca di minerali, vitamina C e fibre solubili. Io la uso per arricchire barrette, porridge e smoothie.

Ingredienti

60 g di semi di zucca tostati

60 g di semi di girasole tostati

40 g di semi di sesamo tostati

30 g di tahin o crema di mandorle

15 g di farina di chufa (facoltativo)

70 g di cioccolato fondente 80%

5 g di burro di cacao o olio di cocco

3 gocce di estratto di vaniglia

pizzico di sale

Procedimento

Sciogli in una terrina capiente il cioccolato fondente insieme al burro di cacao. Appena fuso aggiungi la crema di mandorle, la vaniglia e il sale e amalgama.

In una seconda terrina mescola bene insieme tutti i semi e la chufa (se usata), quindi incorpora i semi nel cioccolato fuso e amalgama bene tutto insieme. Versa il composto su un foglio di carta forno dando la forma di un quadrato di circa 15 cm per 15 cm e circa 1 cm di spessore: aiutati con una spatola e la carta forno a sagomare. Termina spolverando la superfice a piacere con semi, cocco in scaglie o lamponi in polvere (io ho usato questi ultimi). Fai raffreddare in frigorifero per 1-2 ore e poi taglia a coltello le barrette.

Si conservano in frigorifero.

P.S. Si lo so, le foto questa volta sono terribili, ma le barrette sono eccezionali! Provate, condividete e siate felici!

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Come anticipato nel predente post ecco la mia ricetta di porridge di quinoa!

Ma prima di tutto, perché il porridge? E perché di quinoa?

Preparare il porridge per colazione di consente di avere una colazione “cucinata” e “calda” anche la mattina, in pratica un pasto.
Spesso sottovalutiamo l’importanza di un cibo cucinato a colazione e andiamo verso prodotti già pronti o freddi (yogurt, cereali, biscotti, solo frutta..). Avere un cibo caldo ci consente di introdurre un alimento che contribuisce a mantenere la nostra temperatura corporea o quando necessario a scaldarci, aiutando il nostro sistema digestivo a gestire le temperature (a differenza di uno yogurt con frutta, che però può essere utile per qualcuno nelle calde giornate estive). Se il nostro corpo non è impegnato a dover mantenere la temperatura può tranquillamente dedicare tutta la sua energia alla digestione che sta per accadere. In termini energetici contribuiamo a dare altra energia ad inizio giornata, cosa che direi è abbastanza utile visto che ci aspetta un lungo giorno!

Cucinare è anche un modo per iniziare una “piccola digestione” del cibo: dei fiocchi di avena cucinati sono molto più digeribili dal corpo rispetto ad un muesli di cereali aggiunto semplicemente ad un latte vegetale o yogurt: la cottura ha aiutato le fibre ad ammorbidirsi, ad assorbire meglio il liquido, reidratandosi assorbendo anche più acqua rispetto ad un uso a freddo.

Spesso alle consulenze alcuni clienti mi raccontano:

 “Guarda i cereali a colazione mi gonfiano e non li digerisco proprio!”

Io “E come li usi?”

“Beh aggiungo ai muesli del latte vegetale e li mangio così”

Questo comportamento può andar bene anche per anni per alcune persone, ma non funziona affatto per molte che hanno una costituzione più delicata, soprattutto a livello intestinale.

E perché usare la quinoa a colazione?

Perché la quinoa è molto energetica, contiene tutti gli amminoacidi essenziali, è senza glutine (un vantaggio per molti), è ricca di fibra che favoriscono un buon funzionamento dell’intestino e contiene sostanze anti-infiammatorie. Essendo la colazione il pasto più importanti della giornata, che dà una sorta di direzione al nostro corpo per la giornata (si, proprio attraverso il nostro intestino!) l’ideale è concentrarsi su una colazione che sia nutriente e ci consenta di muoverci durante la mattinata con serenità e stabilità e la colazione è tra le varie opportunità.

Lo so che molti sono affezionati alle torte da colazione, biscotti, oppure sognano croissant “sani” e brioche soffici che aprano la giornata.
Anch’io amo tutto ciò (e molti di voi lo sanno!) e ho le mattinate in cui sono indulgente con me stessa perché è quello di cui ho bisogno, ed è bello, ma è occasionale. La realtà è che mi sento decisamente meglio con altri tipi di colazioni, che siano più simili ai pasti: mi fanno sentire più energica, di buon umore e più presente. Il benessere che mi deriva è tale che non faccio nessuna fatica a sceglierle rispetto alle colazioni più golose!
Si tratta di fare un po’ di pratica con i messaggi che ci manda il nostro corpo  costantemente (24h/24h), intercettarli, ascoltarli/interpretarli e provare.

A seguire un piccolo esercizio

La mattina prima di colazione fermati per qualche minuto, può essere anche seduto a tavola prima di colazione, ma sii certo di essere comodo.

Mantieni un leggero sorriso sulle labbra (non saltare questo step, è fondamentale, lascia perdere la tua mente che ti dice che è inutile!).

Poggia le tue mani sulla pancia e fai un bel respiro, profondo che arrivi fino alla pancia per gonfiarla e sgonfiarla come un palloncino. Fanne più di uno.

Adesso poniti questa domanda: “Di cosa ho bisogno stamattina a colazione?”. Respira e ascolta.

Potresti non sentire nulla, e va benissimo. Potresti visualizzare un cibo. Potresti avere delle sensazioni che ti indicano che hai bisogno di qualcosa di caldo (un porridge), di liquido (te, tisane), qualcosa di fresco (magari la  frutta) o la sensazione di aver bisogno di masticare (una bella fetta di pane tostato con hummus?).

Non ci sono aspettative, non è una gara.

E’ un esercizio che serve a sintonizzarti con il tuo corpo e i messaggi che invia. Anche se ti sembra di non aver sentito nulla, va benissimo, hai dato la tua disponibilità a voler ascoltare le esigenze del tuo corpo. Con un po’ di pratica vedrai che i messaggi di risposta ci saranno, e sempre più chiari.

Buona giornata!

Ingredienti (per 2 porzioni)

100 g di quinoa in chicchi
1 cucchiaio di fiocchi di avena piccoli
150 g di acqua (oppure latte vegetale)
100 g di latte di mandorla o altro latte vegetale
1 cucchiaio di burro di mandorle (o altro burro vegetale)
100 g di frutti di bosco surgelati o freschi (io mirtilli selvatici)
2 cucchiai di uvetta
Una manciata di mandorle /frutta di stagione/ altra frutta secca
Latte vegetale o acqua extra

Procedimento

Risciacqua la quinoa, lavala bene e scolala. Se hai in programma questa colazione dalla sera prima allora metti la quinoa in ammollo e scola la mattina.

Metti la quinoa, i fiocchi di avena, il latte vegetale, acqua, uvetta e crema di mandorle in una pentola, porta ad ebollizione con un coperchio e fai cuocere per circa 10-15 minuti. Se usi frutti di bosco surgelati aggiungi anche quest’ultimi se sono freschi aggiungili alla fine. Tieni a portata di mano acqua o latte vegetale per aggiustare la consistenza del porridge.

Versa in una tazza e aggiungi le mandorle e a piacere se ti va puoi arricchire ulteriormente con frutta secca, semi, fave di cacao, spezie .

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ENGLISH VERSION

As I anticipated in the previous post here is my quinoa porridge recipe.

But first of all, why porridge? And why quinoa?

Preparing porridge for breakfast allows you to have a “cooked” and “hot” breakfast even in the morning, basically a meal.
We often underestimate the importance of cooked food for breakfast and go for ready-made or cold products (yogurt, cereals, biscuits, just fruit…). Having a hot food allows us to introduce a food that helps maintain our body temperature or when necessary warm us up, helping our digestive system to manage temperatures (unlike a yogurt with fruit, which however can be useful for someone in hot summer days). If our body is not busy maintaining the temperature it can easily dedicate all its energy to the digestion that is about to happen. In terms of energy we help give more energy at the start of the day, which I would say is quite useful considering we have a long day ahead of us!

Cooking is also a way to start a “small digestion” of food: cooked oat flakes are much more digestible by the body than cereal muesli simply added to vegetable milk or yogurt: cooking has helped the fibers to soften, to absorb the liquid better, rehydrating itself and absorbing even more water compared to cold use.

During consultations, some clients often tell me:

“Look, cereals for breakfast make me bloated and I can’t digest them at all!”

Me “And how do you use them?”

“Well I add some vegetable milk to the muesli and eat them like this”

This behavior may be fine for some people for years, but it doesn’t work at all for many who have a more delicate constitution, especially at an intestinal level.

And why use quinoa for breakfast?

Because quinoa is very energetic, contains all the essential amino acids, is gluten-free (an advantage for many), is rich in fiber which promotes good intestinal functioning and contains anti-inflammatory substances. Since breakfast is the most important meal of the day, which gives a sort of direction to our body for the day (yes, right through our intestines!), the ideal is to focus on a breakfast that is nutritious and allows us to move during the morning with serenity and stability and breakfast is among the various opportunities.

I know that many are fond of breakfast cakes, biscuits, or dream of “healthy” croissants and soft croissants to start the day.
I love all of that too (and many of you know!) and I have mornings where I indulge myself because that’s what I need, and it’s nice, but it’s occasional. The reality is that I feel much better with other types of breakfasts, which are more similar to meals: they make me feel more energetic, in a good mood and more present. The well-being I derive from it is such that I have no difficulty choosing them over more delicious breakfasts!
It’s about doing a bit of practice with the messages that our body sends us constantly (24/7), intercepting them, listening to/interpreting them and trying.

Below is a small exercise

In the morning before breakfast, stop for a few minutes, it can even be sitting at the table before breakfast, but make sure you are comfortable.

Keep a light smile on your lips (don’t skip this step, it’s essential, forget about your mind telling you it’s useless!).

Place your hands on your belly and take a deep breath that reaches down to your belly to inflate and deflate it like a balloon. Do more than one.

Now ask yourself this question: “What do I need for breakfast this morning?”. Breathe and listen.

You may not feel anything, and that’s totally fine. You may visualize a food. You may have sensations that tell you that you need something hot (porridge), liquid (tea, herbal tea), something fresh (perhaps fruit) or the sensation of needing to chew (a nice slice of toast with hummus?).

There are no expectations, it’s not a competition.

It’s an exercise that helps you tune into your body and the messages it sends. Even if you feel like you haven’t heard anything, that’s fine, you’ve given your willingness to listen to your body’s needs. With a little practice you will see that the response messages will be there, and increasingly clear.

Have a nice day!

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Ci sono dei cereali e dei piatti che mi sembrano si associno benissimo alla tarda primavera-estate e ai periodi caldi. Una di questi è la quinoa!
Va bene, prima di essere linciata mediaticamente bisogna spiegare che la quinoa non è un cereale in senso stretto, botanicamente si tratta di piante diverse e si parla di pseudo cereale. Lo definiamo cereale normalmente dal punto di vista commerciale e gastronomico perchè più vicino alla categoria dei cereali (come farro, orzo, grano, riso, miglio..) e anche perché si usa in chicchi come glia altri cereali. Non si tratta quindi di un errore definirla cereale, è semplicemente una generalizzazione.

La quinoa non è solo un cereale che adoro quando arriva il caldo, ma è una grande risorsa perchè dal punto di vista nutrizionale è corredata di tutti gli amminoacidi essenziali: non vuol dire che è più ricca di proteine rispetto agli altri cereali, ma che nel suo corredo ne possiede tutta la gamma necessaria agli essere umani (che non sono in grado di produrre i nove amminoacidi essenziali citati prima).

La quinoa contiene anche dei flavonoidi, kaempferolo e quercetina, loro agiscono come anti-infiammatori del corpo e come anti-ossidanti, cioè proteggono le cellule dai danni che vengono prodotti dalle molecole chiamate radicali liberi.

La quinoa contiene molte fibre, più di cereali molto famosi per la loro ricchezza in fibre, come il riso integrale.

La quinoa contiene vitamine e minerali, come magnesio, rame, zinco, ferro. Ma ti ricordo che contiene anche sostanze che spesso non sono di sostegno per il corpo e possono creare degli effetti indesiderati (per le es. le saponine che possono arrivare a produrre anti-nutrienti). Queste sostanze sono chiamate genericamente anti-nutrienti, ma possono facilmente essere “disattivati” grazie a buone e sagge pratiche da fare prima di cucinarla: niente di trascendentale o misterioso, basta lavare la quinoa o meglio ancora ammollarla per qualche ora prima di cuocerla. Lavare e ammollare la rendono non solo più digeribile e favorisce il regolare assorbimento dei nutrienti, ma la rende anche più gustosa: infatti le saponine la possono rendere molto amara e poco gradevole. Ho conosciuto molti che non amavano la quinoa, dopo aver saputo che andava lavata molto bene prima di cuocerla però le cose sono cambiate completamente.

La quinoa è anche una buona fonte di colina, una vitamina che contribuisce a prevenire i disturbi neurologici e che è amata dal nostro nervo vago, infatti la sua azione risulta essenziale per l’organismo umano perché partecipa alla sintesi di indispensabili mediatori come acetilcolina fondamentale per ristabilire equilibrio del sistema nervoso parasimpatico e come modulatore proprio del nervo vago.

A tutte queste proprietà si aggiunge una caratteristica che sicuramente avvantaggia chi non ha molto tempo a disposizione: è veloce da cuocere, in 15 minuti la tua quinoa è già pronta!

Oggi la ricetta di una delle mie bowl preferite per pranzo in questa stagione (a proposito di stagione, lo sai che prossimamente c’è a Mantova il corso di cucina dedicato all’Estate?). Magari la prossima volta magari vi lascio anche la ricetta per un “porridge” di quinoa per colazione, super-nutriente e goloso, che ne pensi? Fammi sapere nei commenti!

Adesso veniamo al pranzo di oggi, un piatto estremamente semplice ma reso complesso nel sapore e dalle erbe aromatiche e dall’harissa. Inoltre ho aggiunto della “quasi feta” vegetale fatta con le mandorle (ve la ricordate? Quella che prepariamo al corso dei formaggi vegetali): così facendo ho reso il piatto da un punto di vista nutrizionale. In mancanza potreste aggiungere delle mandorle, il sapore sarà diverso ma lo avrete comunque reso più completo per un piatto unico.

Ingredienti 

160 g di quinoa

250 g di piselli freschi già sgusciati (in mancanza optate per quelli surgelati) 

La scorza di 1 limone piccolo + 3 cucchiaino di succo di limone

50 g di “feta” vegetale di mandorle (oppure vedi i suggerimenti sopra)

Aneto e menta a sentimento

1 cucchiaino di harissa

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro (facoltativo)

Olio evo, sale

Procedimento 

Risciacqua la quinoa abbondantemente, se hai già programmato questo piatto magari lasciala in ammollo qualche ora.

Trita l’aneto e mettilo da parte.

Sbollenta i piselli in acqua bollente se sono freschi e grandi, se sono piccoli e teneri (oppure surgelati) questo passaggio non è necessario.

In una pentola versa un paio di cucchiai di olio evo e aggiungi l’aneto tritato e le scorze di limone e fai cuocere per 1 o 2 minuti, quindi aggiungi la quinoa scolata dall’acqua e circa 300 g di acqua. Aggiungi i piselli, sale, il concentrato di pomodoro e l’harissa, quindi copri con il coperchio e fai cuocere fino a completo assorbimento dell’acqua. A fine cottura aggiunge delle foglie di menta tritata e al momento di servire la feta di mandorle.

Puoi consumarlo tiepido oppure freddo: se ti piace la freschezza e i profumi questo piatto è per te!


ENGLISH VERSION

There are cereals and dishes that seem to me to go very well with late spring-summer and hot periods. One of these is quinoa!
Okay, before being lynched by the media we need to explain that quinoa is not a cereal in the strict sense, botanically they are different plants and we talk about a pseudo cereal. We normally define it as a cereal from a commercial and gastronomic point of view because it is closer to the category of cereals (such as spelt, barley, wheat, rice, millet…) and also because it is used in grains like other cereals. It is therefore not an error to define it as a cereal, it is simply a generalisation.

Quinoa is not only a cereal that I love when the heat arrives, but it is a great resource because from a nutritional point of view it is equipped with all the essential amino acids: it does not mean that it is richer in proteins than other cereals, but that in its complement has the entire range necessary for human beings (who are unable to produce the nine essential amino acids mentioned above).

Quinoa also contains flavonoids, kaempferol and quercetin, which act as anti-inflammatories in the body and as anti-oxidants, that is, they protect cells from damage caused by molecules called free radicals.

Quinoa contains a lot of fibre, more than cereals that are very famous for their richness in fibre, such as brown rice.

Quinoa contains vitamins and minerals, such as magnesium, copper, zinc, iron. But let’s remember that it also contains substances that are often not supportive for the body and can create unwanted effects (for example saponins which can produce anti-nutrients). These substances are generically called anti-nutrients, but they can easily be “deactivated” thanks to good and wise practices to do before cooking it: nothing transcendental or mysterious, just wash the quinoa or better yet soak it for a few hours before cooking it. Washing and soaking not only make it more digestible and promotes the regular absorption of nutrients, but also makes it tastier: in fact the saponins can make it very bitter and unpleasant. I met many who didn’t like quinoa, but after learning that it needed to be washed very well before cooking it, things changed completely.

Quinoa is also a good source of choline, a vitamin that helps prevent neurological disorders and which is loved by our vagus nerve, in fact its action is essential for the human organism because it participates in the synthesis of essential mediators such as acetylcholine which is essential for restore balance of the parasympathetic nervous system and as a modulator of the vagus nerve.

Added to all these properties is a feature that certainly benefits those who don’t have much time available: it’s quick to cook, in 15 minutes your quinoa is ready!

Today the recipe for one of my favorite bowls for lunch this season, but next time maybe I’ll also leave you the recipe for a quinoa “porridge” for breakfast, super-nutritious and delicious, what do you think? Let me know in the comments!

Now we come to today’s lunch, an extremely simple dish but made complex in flavor and by aromatic herbs and harissa. I also added some vegetable “almost feta” made with almonds (do you remember it? The one we prepare during the plant based cheese course): by doing so I improved the dish from a nutritional point of view. If not, you could add some almonds, the flavor will be different but you will still have made it more complete for a single dish.

Ingredients

160 g of quinoa

250 g of fresh peas, already shelled (if you don’t have them, opt for frozen ones)

The zest of 1 small lemon + 3 teaspoons of lemon juice

50 g of almond vegetable “feta” (or see suggestions above)

Dill and mint to taste

1 teaspoon harissa

1 teaspoon tomato paste (optional)

Extra virgin olive oil, salt

Method

Rinse the quinoa thoroughly, if you have already planned this dish perhaps leave it to soak for a few hours.

She chop the dill and set it aside.

Blanch the peas in boiling water if they are fresh and large, if they are small and tender (or frozen) this step is not necessary.

Pour a couple of tablespoons of extra virgin olive oil into a pan and add the chopped dill and lemon peel and cook for 1 or 2 minutes, then add the quinoa drained of the water and about 300 g of water. Add the peas, salt, tomato paste and harissa, then cover with the lid and cook until the water is completely absorbed. At the end of cooking he adds some chopped mint leaves and when ready to serve the almond feta.

You can eat it warm or cold: if you like freshness and aromas this dish is for you!

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Ancora datteri Medjoul?

In effetti nell’ambito della cucina naturale, vegan, plantbased, senza zucchero, senza glutine, esotica, fruttariana ecc ecc i datteri li abbiamo visti trasformati, preparati, rimacinati e tagliuzzati in una grande quantità di ricette, direi per tutti i gusti.

Questo post più che per fornire una ricetta lo scrivo perchè tutti noi possiamo fare sempre qualcosa! Nello scegliere questi datteri, nell’assemblare gli ingredienti e terminare tutto pensavo a come tutti noi possiamo fare qualcosa per quello in cui crediamo e riteniamo giusto.
Oggi ho fatto il giro di 4 negozi per poter avere una confezione di datteri Medjoul coltivati in Palestina, una terra in cui vivere normalmente è praticamente impossibile, ora più che mai. Ho investito più tempo del normale, e probabilmente più denaro rispetto al costo nella grande distribuzione, perchè volevo sostenere le comunità rurali, coloro che resistono all’isolamento e all’occupazione delle terre, continuando anche a mantenere fertile e coltivata la preziosa valle del Giordano.

Anch’io posso fare qualcosa… e penso che 7 miliardi di persone possono fare qualcosa con le loro scelte, per coltivare la pace, per sostenere chi è oppresso, per difendere il pianeta! 

Aprendo la confezione di questi datteri mi sono accorta che avevo portato a casa un pezzo del Medio-oriente, del caldo che hanno raccolto, del clima asciutto, del cielo terso.. Quella terra li ha già partoriti così perfetti che trasformarli mi sembra essere un atto di presunzione! 

Così li ho snocciolati, al posto del nocciolo ho messo abbondanti gherigli di noci bio e li ho richiusi (sono così morbidi che delicatamente li potete richiudere con dentro le noci) e li ho ricoperti con cioccolato fondente all’85% e finiti con qualche sfoglia di sale.

Sono semplicemente divini… e il cuore è pieno di gratitudine per questo frutto meraviglioso, la terra e la popolazione che lo ha fatto arrivare fino a me.

Ingredienti 

7 datteri medjoul

 7 gherigli di noce bio

80 g di cioccolato fondente 85%

5-10 g di burro di cacao (facoltativo ma utile per rendere il cioccolato fondente più fluido)

sale di Maldon

Procedimento 

Seziona i datteri verticalmente e togli il nocciolo. Sostituiscilo con il gheriglio di una noce, magari rompilo a pezzetti per riempire la cavità e riuscire a inserire abbastanza noci, ma potendo poi richiudere il dattero. Ripeti per tutti i datteri.

Sciogli il cioccolato fondente a bagnomaria aggiungendo anche il burro cacao che lo renderà più fluido e ne mitigherà il sapore molto amaro senza dover aggiungere dolcificanti. 

Immergi i datteri nel cioccolato fondente e ponili ad asciugare, non prima di aver aggiunto qualche fiocco di sale. Se vuoi un guscio di cioccolato esterno più spesso ripeti l’immersione del dattero nel cioccolato fondente due volte.

Fai raffreddare e conserva a temperatura ambiente in inverno, nelle stagioni calde preferisci il frigorifero.

Sono un ottimo dessert oppure uno snack dolce ed energetico anche da portare con te in viaggio


ENGLISH VERSION

More Medjool dates recipes?

In fact, in the context of natural, vegan, plant-based, sugar-free, gluten-free, exotic, fruitarian, etc., dates we have seen dates transformed, prepared, re-ground and chopped in a large number of recipes, to suit all tastes.

I’m writing this post more than to provide a recipe because we can all always do something! When choosing these dates, assembling the ingredients and finishing everything, I thought about how we can all do something for what we believe in and think is right.
Today I went around 4 shops to get a pack of Medjool dates grown in Palestine, a land where living normally is practically impossible, now more than ever. I invested more time than normal, and probably more money than it cost in large-scale retail trade, because I wanted to support rural communities, those who resist isolation and land occupation, while also continuing to keep the precious Jordan Valley fertile and cultivated .

And I see how I too can do something… and I think that 7 billion people can do something with their choices, always, to cultivate peace, to support those who are oppressed, to defend the planet.

Opening the package of these dates I realized that I had brought home a piece of the Middle East, of the heat they gathered, of the dry climate, of the clear sky… That land has already given birth to them so perfect that transforming them seems to me to be a act of presumption!

So I pitted them, instead of the stone I put plenty of organic walnut kernels and closed them (they are so soft that you can delicately close them with the walnuts inside) and covered them with 85% dark chocolate and finished with some puff pastry of salt.

They are simply divine… and my heart is full of gratitude for this wonderful fruit, the land and the people who brought it to me.

Ingredients

7 medjoul dates

 7 organic nut

80 g di dark chocolate 85%

5-10 g di cocoa butter (optional but useful for making the dark chocolate more fluid)

Maldon salt

Method

Slice the dates vertically and remove the stone. Replace it with the kernel of a walnut, perhaps break it into pieces to fill the cavity and be able to insert enough walnuts, but then be able to close the date. Repeat for all dates.

Melt the dark chocolate in a bain-marie, also adding the cocoa butter which will make it more fluid and mitigate its very bitter taste without having to add sweeteners.

Dip the dates in dark chocolate and leave them to dry, but not before adding a few flakes of salt. If you want a thicker outer chocolate shell, repeat dipping the date in dark chocolate twice.

Cool and store at room temperature in winter, in hot seasons prefer the refrigerator.

They are an excellent dessert or a sweet and energetic snack to take with you when travelling

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Ancora banana bread?!? Si sono in loop con i banana bread.

Preparato senza zucchero aggiunto, con farina di segale ricchissima di fibre e basso impatto glicemico, goduriosi datteri ricco di ferro e cioccolato fondente (dal 70% in più). Il banana bread originale era quello che dice il nome stesso, un pane alle banane, quindi per tanto non particolarmente dolce o raffinato. Oggi la maggior parte delle versioni lo fanno somigliare più ad un plum-cake con banane, quindi con molto zucchero. Con questa ricetta ho ripreso a pensare al banana bread come un pane, farcito e più ricco, ma pur sempre pane. Per questo motivo ho deciso anche di usare la tecnica del soda bread per la lievitazione, cioè una combinazione di bicarbonato con un acido che lo faccia reagire con la produzione di gas. Il risultato è molto interessante perchè l’impasto risulta ben strutturato e con tanti alveoli ben distribuiti.

Per gli amanti del dolce non consiglio di aggiungere zucchero alla ricetta ma provarla così, e avete due possibilità:

  • scoprire che usare troppi zuccheri non è poi un grande affare e il banana bread è buonissimo anche così!
  • scoprire che avete bisogno di qualcosa di più dolce e allora lo potete usare a colazione per spalmarci sopra del burro di arachidi e marmellata!

Prima di passare alla ricetta ti ricordo che il 23 Ottobre parte il mio corso base di cucina naturale plant based, dedicato a chi vuole imparare a mangiare vegetale come stile di vita oppure solo alcuni giorni a settimana, imparando anche a prendersi cura attraverso il cibo e quindi ci occuperemo delle scelte alimentari più sane e sostenibile che possiamo fare per noi e i nostri cari a partire dal carrello della spesa per arrivare a come preparare dei piatti equilibrati nel quotidiano… E naturalmente sarà tutto corredato da tantissime ricette che faremo insieme! Se ancora non sai di cosa si tratta visita il LINK

Lo sai che ciò che mangi a colazione può settare il tono del tuo umore per tutta la giornata? Come cambierà la tua giornata iniziando con il mio banana bread?!?

Ingredienti 

160 g di farina di tipo 1

120 g di farina di segale  

150 g di banane mature già sbucciate

125 g di yogurt di soia al naturale

125 g di acqua 

2 C di melassa/concentrato di dattero (serve ad aromatizzare più che a dolcificare, può essere omesso o sostituito da altre melasse, sciroppo di acero, miele) 

2-3 cucchiaini di succo di limone 

1 cucchiaino di bicarbonato di sodio 

60 g di datteri denocciolati 

45 g di cioccolato fondente al 70%

1 cucchiaino di cannella (facoltativo ma consigliato) 

Procedimento 

In una terrina setacciare le farine, il sale, il bicarbonato, la cannella (se usata).

A parte  mescolare lo yogurt, l’acqua, la melassa, il succo di limone, i datteri tritati il cioccolato fondente tritato grossolanamente.

Mescola rapidamente i liquidi con i solidi e versa in una una teglia o cassettina per pane e inforna a 200°C per 25 minuti, poi scala a 180°C per circa 15 minuti. Fai la prova dello stecchino per verificare se è cotto.


ENGLISH VERSION

More banana bread?!? Yeah, I’m in a loop with banana bread!

Prepared without added sugar, with rye flour rich in fiber and low glycemic impact, delicious dates rich in iron and dark chocolate (70% or more). The original banana bread was what the name suggests, a bread with banana, therefore not particularly sweet or refined. Today most versions make it look more like a plum cake with bananas, therefore with a lot of sugar, a dessert more than bread! With this recipe I started thinking about banana bread again as a bread, stuffed and richer, but still bread. For this reason I also decided to use the soda bread technique for leavening, that is, a combination of bicarbonate with an acid that makes it react with the production of gas. The result is very interesting because the dough is well structured and with many well-distributed cells.

For dessert lovers I don’t recommend adding sugar to the recipe but trying it like this, and you have two options:

  • discovering that using too much sugar isn’t such a big deal and banana bread is delicious even like that!
  • or discover that you need something sweeter and then you can use it for breakfast to spread peanut butter and jam on top!

Before moving on to the recipe, I remind you that my basic plant-based natural cooking course starts on October 23rd, dedicated to those who want to learn to eat plant-based as a lifestyle or just a few days a week, also learning to take care of themselves through food and so we will deal with the healthiest and most sustainable food choices we can make for ourselves and our loved ones starting from the shopping cart to how to prepare balanced dishes in everyday life… And of course it will all be accompanied by lots of recipes that we will make together! If you still don’t know what it is, visit the LINK

Did you know that what you eat for breakfast can set the tone of your mood for the whole day? Starting with my banana bread how will change your day?!?

Ingredients

160 g of type 1 flour

120 g of rye flour

150 g of ripe bananas already peeled

125g plain soy yoghurt

125 g of water

2 tbsp of molasses/date concentrate (it is used to flavor rather than sweeten, it can be omitted or replaced by other molasses, maple syrup, honey)

2-3 teaspoons of lemon juice

1 teaspoon baking soda

60 g of pitted dates

45g 70% dark chocolate

1 teaspoon cinnamon (optional but recommended)

Method

In a bowl, sift the flours, salt, bicarbonate of soda and cinnamon (if used).

Separately, mix the yogurt, water, molasses, lemon juice, chopped dates and coarsely chopped dark chocolate.

Quickly mix the liquids with the solids and pour into a pan or bread box and bake at 200°C for 25 minutes, then reduce to 180°C for about 15 minutes. Test with a toothpick to check if it is cooked.

Ci sono momenti durante la preparazione del cibo che non vanno secondo i piani prestabiliti, perchè non trovi o dimentichi un ingrediente, hai dovuto pianificare al volo, devi creare piatti da ciò che è disponibile in frigo. Questi sono i momenti in cui devo essere flessibile, intraprendente, utilizzare la mia esperienza e usare il mio intuito…

Il proprio intuito va un pò risvegliato in alcuni casi, non tutti sono in contatto con esso, non tutti pensano di averlo quante volte si sente dire “io non ho intuito!”?… Non si tratta di averlo o non averlo, ma di seguirlo o non seguirlo: la sua voce è molto fievole, di solito non è una voce invadente e altisonante, ma sussura lievemente e quindi bisogna allenarsi ad ascoltarlo altrimenti si rischia di essere sordi alla sua vocina.

Le ricette? Utili come linee guida, ci mostrano la strada, possono essere ispiranti, e se considerate come un insegnamento ci danno molte più possibilità e ci liberano. Le ricette per chi comincia ad usare il suo intuito sono fatte per mostrare la strda, poi ci si arriva sulle proprie gambe, con i mezzi che abbiamo a disposizione e con i tempi che abbiamo.
Seguire una ricetta in maniera precisa ci serve a fare la “copia” del piatto di qualcun’altro, non a tirare fuori quello che invece e il nostro personale piatto.

Inoltre ricorda che siamo tutti cuochi: che non vuol dire che tutti siamo capaci a dirigere un ristorante o fare una crema catalana perfetta. Vuol dire che tutti siamo capaci di cucinare perchè nel nostro intimo tutti siamo in grado di nutrire noi stessi e le persone che amiamo, solo che molti non lo hanno mai saputo nè sperimentato. Come tutte le doti innate bisogna dargli spazio e coltivarle se vogliamo riappropriarcene, altrimenti continueremo a pensare di non esserne capaci! Ma ricorda che preparare cibo che sia di nutrimento e supporto per noi e per gli altri non ha nulla a che vedere con la performance e il cibo performante: oggi più che mai è necessario riappropriarci di questo concetto perchè stiamo confondendo il cibo che nutre il corpo con quello che appaga la mente e i suoi perfezionismi , gli occhi e le sue aspettative e le emozioni che sono sempre insaziabili.

Tu cosa ne pensi? Fammelo sapere nei commenti.


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Questa colazione mi ha reso molto felice per molte mattine, perchè non condividerla per rendere felice anche altri?

Il pancake è senza glutine, senza uova e senza latticini… E’ con il sapore ricco del grano saraceno, la dolcezza esotica della banana e il caldo aroma delle spezie.

Il grano saraceno non è un cereale dal punto di vista botanico, ma commercialmente è definito così per comodità, è senza glutine molto ricco di fibre e una sorta di “fluidificante” del sangue grazie alla presenza della “rutina” (che nome grazioso, vero?) che potrebbe limitare la capacità aggregante delle piastrine. Contiene amminoacidi come il triptofano e lisina e vitamine del gruppo B ottime per il sistema nervoso. E’ un cereale che “energeticamente” ci rende abbastanza stabili.

La banana è un ottimo modo per dolcificare l’impasto senza usare dolcificanti e nel contempo dà corpo. Le spezie non hanno bisogno di presentazioni!

Naturalmente come farcire il pancake è estremamente importante!! Ecco i miei consigli

  • usa un burro vegetale a scelta, burro di arachidi, nocciole, mandorle, tahin.. sono ricchi di grassi sani, rendolo goloso il tuo pancake e più nutriente “vestendolo” e impedendo agli zuccheri di essere assimilati in fretta per cui si puoi impedire picchi di glicemia (naturalmente sono grassi sani e non acqua…non esagerare!)
  • Frutta fresca di stagione, quella che preferisci, ma i frutti di bosco e rossi sono sicuramente i miei preferiti, sono estremamente ricchi in antiossidanti, meno in zuccheri semplici
  • Spezie, cacao nibs, semi tostati, erbe fresche sono extrabonus che mi rendono ogni boccone diverso..se amate fravi sorprendere e non annoiarvi
  • EXTRA: se proprio avete bisogno di un extra-boost di dolce allora un cucchiaio di sciroppo di acero oppure concetrato di dattero o altro dolcificante a scelta…Ma non esagerare, vedrai che non ce ne sarà bisogno!

Adesso andiamo di corsa alla ricetta!

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Grazie
Jyoti

Ingredienti (per 2 persone)

100 g di farina di grano saraceno

1 banana matura

1/2 cucchiaino di cannella

noce moscata q.b.

70 – 90 g di latte vegetale o acqua

olio evo o di cocco per la padella

Procedimento

Schiaccia la banana con una forchetta in una terrina, aggiungi la cannella e la noce moscata, la farina e quindi il liquido scelto fino ad ottenere la consistenza di una crema corposa. Ci potranno essere dei pezzettoni di banana, no problem saranno gradevoli comunque!

Scalda una padella e versa un cucchiaino scarso di olio e quando caldo aggiungi metà del composto (se vuoi fare dei pancake grandi come in foto!) e fai cuocere prima da un lato e poi dall’altro. Metti da parte e cuoci il resto della pastella.

Farcisci i pancake a piacere secondo le indicazioni che ho dato sopra e enjoy!

Jyoti’s tip

Puoi preparare il composto la sera e conservarlo in frigorifero in modo da averlo già pronto da cuocere la mattina successiva.

Non leggere la ricetta…preparala!


ENGLISH VERSION

This breakfast has made me very happy for many mornings, why not share it to make others happy too?

The pancake is gluten-free, egg-free and dairy-free… It is with the rich flavor of buckwheat, the exotic sweetness of banana and the warm aroma of spices.

Buckwheat is not a cereal from a botanical point of view, but commercially it is defined as such for convenience, it is gluten-free, very rich in fiber and a sort of “thinner” of the blood thanks to the presence of “rutin” (what a pretty name, true ?) which could limit the aggregation capacity of platelets. Contains amino acids such as tryptophan and lysine and B vitamins which are excellent for the nervous system. It is a cereal that “energetically” makes us quite stable.

Banana is a great way to sweeten the dough without using sweeteners and at the same time give body. Spices need no introduction!

Of course how to stuff the pancake is extremely important!! Here are my recommendations

  • use a vegetable butter of your choice, peanut butter, hazelnuts, almonds, tahini.. they are rich in healthy fats, making your pancakes greedy and more nutritious by “dressing” it and preventing sugars from being assimilated quickly so you can prevent peaks blood sugar (of course they are healthy fats and not water…don’t overdo it!)
  • Fresh seasonal fruit, the one you prefer, but berries and red fruits are definitely my favorites, they are extremely rich in antioxidants, less in simple sugars
  • Spices, cocoa nibs, toasted seeds, fresh herbs are extra bonuses that make every bite different.. if you love fravi surprise and not get bored
  • EXTRA: if you really need an extra sweet boost then a spoonful of maple syrup or date concentrate or other sweetener of your choice… But don’t overdo it, you’ll see that there won’t be any need!

Now go straight to the recipe!

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Ingredients

100 g of buckwheat flour

1 ripe banana

1/2 teaspoon cinnamon

nutmeg to taste

70 – 90 g of vegetable milk or water

extra virgin olive oil or coconut oil for the pan

Method

Mash the banana with a fork in a bowl, add the cinnamon and nutmeg, the flour and then the chosen liquid until you get the consistency of a full-bodied cream. There may be some chunks of banana, no problem they will be pleasant anyway!

Heat a pan and pour a scant teaspoon of oil and when hot add half of the compound (if you want to make pancakes as big as in the picture! ) and cook first on one side and then on the other. Set aside and cook the rest of the batter.

Stuff the pancakes as you like according to the directions I gave above and enjoy!

Jyoti’s tip

You can prepare the mixture in the evening and store it in the refrigerator so that it is ready to cook the next morning.

Don’t read the recipe… prepare it!

SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

Immagina di essere in viaggio o vacanza, avere a disposizione cucina piccola con scarsa attrezzatura ed avere voglia di preparare una torta con la frutta fresca che hai raccolto durante una passeggiata da un albero solitario che offriva generosamente i sui frutti… Ecco in questo caso le gallette sono perfette! Le galette (dal francese) sono delle crostate poco sofisticate, con impasto che ricorda più la briseè e che vengono riempite solitamente con la frutta disponibile. Sono dolci rustici, semplici senza grosse pretese ma che come tutto ciò che è semplice da grandi soddisfazioni.

Come tutti i dolci semplici gli ingredienti sono fondamentali, pochi e scelti bene. Per l’impasto io ho usato:

  • farina di farro monococco che ha delle note aromatiche inconfondibili
  • mandorle per impreziosire l’impasto
  • olio di oliva spremuto a freddo che non subisce nessuna alterazione ad alte temperature
  • zucchero di canna grezzo con il suo aroma caramellato

Per la farcitura ho usato delle piccole albicocche appena raccolte e ho aggiunto del cioccolato fondente al 70% (che sapevo avrebbe fatto contenti gli avventori!).

Steso l’impasto con un bicchiere (considerate sempre la cucina un pò sguarnita) e infornato direttamente su una teglia la gallette è stata preparata e sfornata veramente in pochissimo tempo!

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Ingredienti

150 g di farina di farro monococco integrale

40 g di mandorle macinate finemente a farina

40 g di zucchero di canna

50-60 g di acqua fredda

35 g di olio di oliva

1/3 di cucchiaino di bicarbonato

pizzico di sale

Farcitura

300 g di albicocche

1-2 cucchiai di zucchero

30 g di cioccolato fondente tagliato a cubetti

Procedimento

In una terrina mescola la farina con la farina di mandorle, sale, bicarbonato, zucchero. Aggiungi l’acqua e l’olio emulsionati insieme ed usali per impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo da lasciare riposare circa 30 minuti.

Pulisci intanto le albicocche e tagliale a metà e aggiungi lo zucchero.

Stendi l’impasto su un foglio di carta forno fino ad ottenere un disco di circa 3 di diametro e distribuisci il cioccolato fondente e le albiccocche sopra avendo cura di lasciare 2-3 cm di bordo liberi. Ripiega il bordo tutt’intorno e inforna la torta direttamente disponendola su una teglia con la carta forno. Cuoci in forno statico alla temperatura di 180°C per circa 25 minuti. Servila preferibilmente fredda, magari accompagnata con una pallina di gelato se usata come dessert estivo, oppure così al naturale perfetta per la colazione.

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Grazie
Jyoti

Imagine being on a trip or on vacation, having a small kitchen available with little equipment and wanting to prepare a cake with the fresh fruit you picked during a walk from a solitary tree that generously offered its fruits… Here in this case the gallette are perfect! The gallette (from the French) are unsophisticated tarts, with a dough that is more reminiscent of brisee and which are usually filled with the available fruit. They are rustic sweets, simple without big pretensions but which, like all that is simple, give great satisfaction.

Like all simple desserts, the ingredients are essential, few and well chosen. For the dough I used:

  • einkorn flour which has unmistakable aromatic notes
  • almonds to embellish the dough
  • cold-pressed olive oil that does not undergo any alteration at high temperatures
  • raw cane sugar with its caramelised aroma

For the filling I used small freshly picked apricots and added 70% dark chocolate (which I knew would make the patrons happy!).

Spread the dough with a glass (always consider the kitchen a little unfurnished) and baked directly on a pan, the biscuits were prepared and baked in a very short time!

Ingredients

150 g of wholemeal einkorn spelled flour

40 g of finely ground almonds into flour

40 g of brown sugar

50-60 g of cold water

35 g of olive oil

1/3 teaspoon baking soda

pinch of salt

Stuffing

300 g of apricots

1-2 tablespoons of sugar

30 g of dark chocolate cut into cubes

Method

In a bowl mix the flour with the almond flour, salt, bicarbonate, sugar. Add the water and oil emulsified together and use them to knead until a homogeneous dough is obtained. Leave to rest for about 30 minutes.

Meanwhile clean the apricots and cut them in half and add the sugar.

Roll out the dough on a sheet of parchment paper to obtain a disc of about 3 in diameter and distribute the dark chocolate and apricots on top, taking care to leave a 2-3 cm edge free. Fold the edge all around and bake the cake directly by placing it on a baking tray with parchment paper. Bake in a static oven at a temperature of 180°C for about 25 minutes. Serve it preferably cold, perhaps accompanied with a scoop of ice cream if used as a summer dessert, or au naturel, perfect for breakfast.

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Hai appena avuto una discussione a casa e ti ritrovi a finire la pasta avanzata con lo sguardo perso nel vuoto? Hai avuto una lunga giornata di lavoro e ora senti che potresti mangiare una vaschetta di gelato? Oppure non ti è accaduto nulla di straordinario, ma ti ritrovi a svuotare il frigorifero?

In effetti quando ci sentiamo stressati o sopraffatti il nostro corpo emette cortisolo, un ormone che è collegato al primordiale istinto di “flight or fight“, cioè fuga o lotta. Questa è una risposta primordiale che si vede molto bene anche negli animali.
Quando questo accade il nostro corpo si ritrova ad pensare di essere in emergenza, magari di essere davanti ad una tigre oppure a dover cacciare un bisonte (erano i problemi dei nostri antenati), di conseguenza saggiamente ritiene che sia necessario avere più energia e quindi mangiare.
Il cortisolo quindi ci avverte di questo con una certa urgenza. Un ottimo sistema di sopravvivenza per il nostro corpo.

Ma il problema stà nel fatto che oggi noi attiviamo questi sistemi costantemente: il telefono squilla e andiamo in allarme, arriva una mail di lavoro e ci insospettiamo, discutiamo a lavoro e andiamo in reazione di attacco o difesa… Insomma viviamo molto spesso durante il giorno queste modalità di lotta e fuga, anche se in modo ovattato, e qui può entrare in gioco il cibo.
Il cibo ha una duplice funzione:

  • a causa del rilascio del cortisolo il corpo ritiene di avere bisogno di maggiore energia per affrontare il pericolo (nel nostro una discussione in famiglia o la riunione in ufficio…) e questa energia ci viene fornita dal cibo, da qui la ricerca di alimenti ricchi di carboidrati, ma anche grassi o dal sapore umami.
  • a causa di questo stimolo esterno il sistema nervoso che è andato in modalità “fight or fligh””lotta o fuga”, superato il “pericolo” in qualche modo vorrebbe scaricare la tensione ricevuta per tornare in equilibrio, e molti incosciamente trovano il modo di farlo attraverso il cibo (il famoso comfort food per esempio).

A tal proposito c’è da aggiungere che il cibo non è efficace per alleviare lo stress, perchè l’effetto relax dovuto al cibo dura circa 2-3 minuti, infatti mangiando i nostri cibi preferiti produciamo endorfine, ormoni che stabilizzano l’umore e calmano, ma non si accumulano e vengono degradate in fretta, quindi dopo qualche minuto l’effetto finisce e dopo poco rischiamo di cercare la prossima barretta di cioccolato o cookie!

Il ruolo del cibo si è trasformato nel tempo: oggi è disponibile 24 su 24, è economico, facile da avere, piacevole. E’ sempre al centro dell’attenzione perchè è cool, perchè bello, goloso, pluripremiato, più dietetico, perchè subito pronto o perchè superproteico… Ha perso la sua reale funzione, quella di nutrire, diventando un sostituto del piacere, dell’amicizia, di una pausa di silenzio, della noia… Se ci pensiamo bene siamo così tanto condizionati dai migliaia di input che riceviamo a riguardo tutti i giorni che oggi quasi nessuno riesce più a orientarsi nel mondo dell’alimentazione senza una guida esperta.

Con questi presupposti, è colpa nostra se ci dirigiamo verso il cibo ogni volta che siamo stressati?
Decisamente no.

Mangiare per stress significa sfuggire alle nostre emozioni sgradite, al nostro sentire nel momento presente.
Non solo, come conseguenza, oltre al disagio di aver mangiato tanto o in maniera non adatta ai nostri reali bisogni, spesso porta a sensi di colpa e pensieri giudicanti nei nostri confronti:
“Lo hai fatto di nuovo!”
” Proprio non riesci a seguire una dieta” oppure “Hai buttato al vento i tuoi sforzi”,
“Non ce la farai mai a dimagrire!” e ancora ” Ti sei rimpinzato anche se non ne avevi voglia!”.

Per fermare questa critica continua è importante essere “curiosi” e interrompere questa interferenza indagando invece come ti senti:

“Da dove è arrivata quest’urgenza?”

“Cosa ti stressa così tanto”

“Cos’è che ti ha fatto sentire sopraffatto?”

Così da poter interrompere questo rumore di fondo e riconoscere le sensazioni sgradite in modo da non alimentarle anche la prossima volta con 3 fette di torta al cioccolato e un sacchetto di patatine!

Imparare a coltivare una relazione con il cibo non conflittuale ma amorevole è percorso che richiede tutta la nostra curiosità e il coraggio di sostenere il desiderio di ascoltarci fino in fondo per riconoscere che cosa innesca i nostri meccanismi di difesa attraverso il cibo.
Se questo argomento ti tocca da vicino ti aspettiamo dal 20 al 23 luglio per il seminario residenziale “Fai pace con il cibo” per riportare uno spazio di equilibrio interiore nella relazione con il cibo e fornire tutti gli strumenti per mantenerlo, sia sul piano emotivo che sul piano strettamente alimentare.


SCROLL DOWN FOR THE ENGLISH VERSION

Le patate novelle sono una mia passione. Passo tutto l’anno a snobbare le patate e poi da maggio in poi vado a caccia di patate novelle e le uso in diversi modi. Preferisco le patate novelle non solo per il sapore ma anche perchè hanno una buccia molto sottile quindi non è necessario sbucciarle (naturalmente mi riferisco sempre a prodotti biologici!) e da un punto di vista nutrizionale le patate novelle hanno un minor quantitativo di carboidrati semplici (tradotto significa che hanno un indice glicemico leggermente più basso delle patate stagionate).

Non aver paura che le patate novelle siano solo un inutile carico di carboidrati, finalizzato esclusivamente al piacere delle tue papille gustative e null’altro. Le patate novelle hanno un maggior quantitativo di acqua rispetto alle patate e visto che possiamo tenerne la buccia in cottura riusciamo a disperdere meno i nutrienti. Per evitare sovraccarichi ai pasti è bene usare le patate novelle invece dei cereali o del pane o pasta e soprattutto usarle con moltissima verdura, grassi sani e magari anche dei legumi per creare un piatto completo e che così facendo non creerà variazioni importanti di glicemia nel sangue.

Come nel mio pranzo di oggi, io le ho usate con insalata mista, avocado e qualche lampone.

Come si preparano le patate novelle croccanti?

E’ un modo molto semplice con cui si ottiene un piatto super goloso, perfetto per tutti dai piccini agli adulti, l’unico vincolo che avrai è la stagione, perchè le patate novelle si trovano per un periodo piuttosto breve in Italia, solitamente da Maggio a Giugno.

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Grazie
Jyoti

COME PREPARARE LE PATATE NOVELLE CROCCANTI

Ingredienti

Patate novelle

Olio evo, sale, pepe nero

erbe aromatiche a piacere

Procedimento

Lava le patate novelle e falle cuocere intere con la buccia in acqua bollente salata: i tempi di cottura possono variare dai 10 ai 20 minuti in base alle dimensioni delle patate. Sono pronte quando la forchetta riesce a bucarle senza sforzo.

Disponi su una teglia la carta forno, poco olio evo e distribuisci sopra le patate intere. Con il fondo di un bicchiere o con un batticarne o un altro oggetto che possa svolgera una funzione simile schiaccia tutte le patate in modo che si “spiaccichino” sulla teglia: non sono richieste forme particolari, tonde o altro, irregolari vanno benissimo!

A questo punto spennella le patate con olio evo, aggiungi sale e erbe aromatiche a piacere e cuoci in forno a 220°C per circa 15 minuti o fino a quando le patate non saranno croccanti e la buccia croccante. Aggiungi pepe e accompagnale con tante verdure a piacere.

Un consiglio: preparane tante perchè finiranno in fretta!

ENGLISH VERSION

New potatoes are a passion of mine. I spend the whole year snubbing potatoes and then from May onwards I hunt for new potatoes and use them in different ways. I prefer new potatoes not only for the taste but also because they have a very thin skin so it is not necessary to peel them (of course I always refer to organic products!) and from a nutritional point of view new potatoes have a lower quantity of simple carbohydrates ( translated means they have a slightly lower glycemic index than seasoned potatoes).

Don’t be afraid that new potatoes are just an unnecessary load of carbohydrates, aimed solely at pleasing your taste buds and nothing else. New potatoes have a greater quantity of water than potatoes and since we can keep the peel during cooking we are able to disperse the nutrients less. To avoid overloads at meals it is good to use new potatoes instead of cereals or bread or pasta and above all to use them with lots of vegetables, healthy fats and perhaps even legumes to create a complete dish and which in doing so will not create important variations in blood sugar .

As in my lunch today, I used them with a mixed salad, avocado and some raspberries.

How to prepare crispy new potatoes?

It is a very simple way to obtain a super delicious dish, perfect for everyone from children to adults, the only constraint you will have is the season, because new potatoes are found for a rather short period in Italy, usually from May in June.

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This website started about 12 years ago and since then in my free time I have written more than 500 posts of information, recipes, tips etc.
I have decided to continue to keep access to the recipes free and free from any annoying pop-up advertising so that I can continue browsing without having to scan annoying images, links that clicked by mistake take you to a parallel universe or videos that are activated with harassing sounds that you can’t silence because you can’t find them on the page!
The site can continue to have these characteristics as long as it is “vibrant”: that is, it means if it continues to be visited regularly, it is interacted with in the comments, it is shared with friends, shared on social networks, if it continues to do what it was born to do: be shared! So if you also want this space to remain so, I ask you to help me out!
Thank you
Jyoti

HOW TO PREPARE CRISPY NEW POTATOES

Ingredients

New potatoes

Evo oil, salt, black pepper

herbs to taste

Method

Wash the new potatoes and cook them whole in their skins in boiling salted water: cooking times can vary from 10 to 20 minutes depending on the size of the potatoes. They are ready when the fork manages to pierce them effortlessly.

Arrange the parchment paper, a little extra virgin olive oil on a baking sheet and distribute the whole potatoes on top. With the bottom of a glass or with a meat tenderizer or another object that can perform a similar function, mash all the potatoes so that they “squash” on the pan: no particular shapes are required, round or otherwise, irregular ones are fine!

At this point, brush the potatoes with extra virgin olive oil, add salt and aromatic herbs to taste and cook in the oven at 220°C for about 15 minutes or until the potatoes are crunchy and the skin crunchy. Add pepper and accompany them with as many vegetables as you like.

A tip: prepare many because they will run out quickly!!!