Dal tardo autunno in poi fino alla fine dell’inverno per me sono tanti i momenti buoni per preparare un succo di mela caldo, per esempio:
– quando ho un desiderio smodato (altrimenti detto “smania”) di dolce;
– quando ho voglia di un gusto dolce ma non ho voglia di un dessert;
– quando ho bisogno di qualcosa che mi rilassi e calmi;
– quando ho bisogno di facilitare il sonno;
– quando semplicemente mi va un succo di mela caldo!!!

Il succo di mela caldo ha un effetto in generale calmante, e in effetti le mele hanno una proprietà miorilassanti.
In Austria è uso comune bere l’apfelpunsch, il punch bollente di mela e spezie (cannella, chiodi di garofano, noce moscata..): succo di mela preparato portandolo ad ebollizione con le spezie prescelte. Le spezie usate hanno proprietà antinfiammatorie…mi sembra che una trovata geniale per l’inverno oltre che ottima!
Nella macrobiotica (per il prossimo corso vedi qui!)il succo di mela viene usato per le sue qualità energetiche “addolcenti”… non solo per i dolci, ma anche per l’umore: una sorta di balsamo naturale dell’animo: quindi se siete miei ospiti e vi offro un succo di mela caldo con cannella ci sono buone probabilità che sia mia intenzione far rilassare gli animi!!

Proprio per la sua azione rilassante accompagnata dal sapore dolce rassicurante lo preparo quando si è sottoposti a stress eccessivo che tra le conseguenze, specie fra le donne, porta anche a disordini alimentari. Quando siamo sotto stress è facile mangiar male:
..prima le patatine, poi un pezzettino di cioccolata fondente, poi un avanzino del pranzo, dopo 15 minuti due biscotti e così via ad oltranza senza trovare mai ciò che ci appaga. Ecco di solito non lo si trova semplicemente perchè non esiste quel cibo.. Ed è semplice, non esiste perchè si stà chiedendo ad un cibo “colmare/calmare” qualcosa che non ha nulla a che vedere con la fame!

In questi casi, prima di aprire confezioni, finire barattoli e scartare barrette, provo a fermarti 5 minuti per preparare un succo di mela caldo e mi ritaglio 2 minuti per sorseggiarlo con calma: di solito non me ne pento mai!
E’ semplicissimo, ecco come prepararlo.

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Succo di mela caldo speziato
Succo di mela caldo con spezie

Ingredienti
Succo di mela limpido
Specie a piacere (Cannella, chiodi di garofano, pimento, noce moscata, zenzero..)
Acqua
Procedimento
In un pentolino unisci del succo di mela e dell’acqua. La percentuale succo di mela/acqua può variare in base ai gusti personali: 50% succo di mela e 50% acqua per chi ama una bevanda moderatamente dolce, invece aumentare il succo di mela se avete bisogno di un gusto un pò più dolce. Trova le tue proporzioni anche perchè il succo di mele può cambiare come grado di dolcezza.
Porta ad ebollizione aggiungendo le spezie: per una tazza io uso 2-3 chiodi di garofano e altrettanti di pimento pestati, 1 cucchiaino di cannella in polvere e una grattugiata di noce moscata. Le spezie pestate grossolanamente le aggiungo all’inizio e faccio bollire insieme per qualche minuto, mentre le spezie in polvere le aggiunto a fuoco spento alla fine.
Filtra e versa in tazza.

I consigli di Jyoti
Il succo di mela è pur sempre ricco di zuccheri: non ti consiglio di usarlo frequentemente puro al 100% ( se non per dolcificare) nè di usarlo quotidianamente. Come per tutte le cose bisogna trovare un giusto mezzo.

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“Chai chai…chai chai” è un suono che risuona nelle strade trafficate di Madras oppure di fronte ai tempi di Madurai o alla stazione dei treni di Bangalore e sui treni diretti ovunque in India.. Il chai è una bevanda…anzi la bevanda in India! E’ un te speziato, anche se non proprio quello che intendiamo in Europa per “te”. Infatti il chai ha la caratteristica che non solo sia arricchito da spezie profumatissime (e benefiche!), ma che è a base di latte (oppure latte e acqua), di conseguenza più corposo di quello cui siamo abituati essere un te.
Se lo si assaggia per strada da uno dei tanti venditori ambulanti si potrebbe notare questo grande calderone profumato dove si porta ad ebollizione il latte insieme a spezie (cardamomo, cannella, zenzero, pepe nero, coriandolo, chiodi di garofano, anice stellato, noce moscata… a ognuno la sua miscela!) e un pò di te nero naturalmente.
Poche bevande sono così aromatiche, profumate, avvolgenti e accomodanti come il chai per me. Spesso in inverno il suo effetto diventa oltre balsamo per l’animo anche panacea per i raffreddamenti.. E si, perchè scegliendo bene le spezie da aggiungere si può sfruttare questa bevanda per prepararci anche un buon supporto per gli acciacchi di stagione: zenzero (ottimo per liberare le vie aeree), cannella (nella medicina cinese usata nei rimedi per combattere il freddo), chiodi di garofano e anice stellato (entrambi antibatterici)..  Ma naturalmente se la usate come rimedio per un raffreddore abbiate cura di non aggiungere zuccheri extra, basterà usare un latte vegetale (per sua natura più dolce) come ho indicato nella mia ricetta e magari una spolverata di cannella in più!

P.S. Una volta diventati pratici con il gusto del chai, nessuno vieta di usarlo in altre forme, come per esempio la mia crema per farcire delle frolle al gusto di masala chai.

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Ingredienti (2 tazze)
350-400 ml di latte di avena
1 cucchiaino di te nero darjeeling
1 bacca di cardamomo
4 fettine di zenzero fresco
3 chiodi di garofano
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/3 di cucchiaino di semi di coriandolo
noce moscata
anice stellato in polvere

Procedimento
Versare il latte in un pentolino e aggiungere le fettine di zenzero fresco quindi fare sobbollire per alcuni minuti. Nel frattempo macinare il cardamomo, i chiodi di garofano, il coriandolo e poca noce moscata.
Aggiungere le spezie polverizzate e quelle già in polvere al latte che ha sobbollito per qualche minuto con lo zenzero e lasciare ancora un minuto, quindi aggiungere anche il te e spegnere lasciando riposare per almeno 3-4 minuti.
Filtrare e servire caldo.

Trovo che ci siano alcuni cibi che sono particolarmente amici di alcuni momenti dell’anno: così ecco che quando arrivano delle giornate fredde d’inverno come adesso oltre a bere qualche tisana calda in più e indossare i miei maglioni più caldi comincio anche a cucinare quello che può aiutare di più il mio corpo a rispondere bene a questo cambio climatico.
Oggi per esempio lo faccio abbinando un cereale semplice (riso integrale ma potrebbe essere anche miglio oppure grano saraceno..) ad una zuppa di azuki e zucca.
Gli azuki sono dei legumi interessanti per tutti i i loro valori nutritivi e sono di grande supporto per i reni: il freddo li mette sotto sforzo notevolmente (quante volte capita di sentire frasi del tipo: “con questo freddo devo correre costantemente in bagno..”?!?).
La zucca è un vegetale per eccellenza che aiuta a stabilizzare gli zuccheri nel sangue e supporta il pancreas in particola modo: affermato dalla medicina cinesi millenni fa, dalla macrobiotica più ampiamente diffuso negli ultimi cinquantanni…riportato nelle riveste scientifiche come antidiabetico negli ultimi anni… Anche la scienza arriva infine a ciò che gli antichi saperi avevano dedotto da secoli dalla semplice osservazione della natura.

Aggiunta di cipolla supporta la liberazione del sangue dalle tossine e le erbe espandono il tutto con le loro caratteristiche: ecco una delle ricette con cui tengo lontano gli effetti deleteri delle giornate fredde (e di troppe tossine) da mio corpo.

azuki_zucca

Ingredienti

Cereale a piacere (riso integrale, miglio, grano saraceno, avena..)

100 g di azuki secchi

250 g di zucca

1 cipolla

salvia e rosmarino

kombu o alloro (o entrambi)

sale integrale

olio evo

hatcho miso (facoltativo)

Procedimento

Lavo gli azuki accuratamente e li metto in ammollo alcune ore prima (o la sera  prima). Cuocio gli azuki in acqua fredda ricoprendoli almeno con due dita di liquido e aggiungo delle foglie di alloro e un pezzettino di alga kombu. La cotture richiede tra i 35 e i 50 minuti (dipende molto dagli azuki). A fine cottura aggiungo il sale.
In un secondo tegame scaldo dell’olio evo e aggiungo la cipolla tagliata a fettine sottili e la faccio ammorbidire a fuoco basso. Aggiungo anche la salvia e il rosmarino alla cipolla e quindi la zucca: aggiungo pochissima acqua per non far bruciare il fondo e coprendo con un coperchio faccio cuocere a fuoco basso fino a far si che anche la zucca si ammorbidisca.
Aggiungo alla zucca gli azuki (con eventuale loro liquido di cottura) e lascio insaporire: a scelta aggiusto di sale semplicemente oppure aggiungo poco miso a fine cottura. Servo insieme a riso integrale lungo (magari insaporito con erbe aromatiche e semi) o altro cereale.

Se gli azuki non ti stancano e poi vuoi continuare con un idea dolce con gli azuki e adatta all’inverno prova per esempio la mia idea di azuki in tazza… and enjoy!

Da anni è immancabile nei miei corsi di cucina sulle spezie e fino a poco tempo fa era un perfetto sconosciuto ai più. Negli ultimi mesi invece non si sente parlare di altro, tanto che molte aziende si sono già attivate e produrlo e venderlo come bevanda già pronta oppure miscele pronte e aromatizzate a cui va aggiunto solo la parte liquida.
Ben vengano le buone abitudini, ma visto che in tanti continuate a chiedermi: “ma come si fa il Golden Milk?” ecco qualche spiegazione.

Ma di cosa stiamo parlando?
Il Golden Milk è una bevanda largamente diffusa in India, soprattutto come rimedio/prevenzione. Si narra che gli yogi consigliassero ai loro discepoli, che tenevano per lungo tempo le loro posizioni yoga, di usarla almeno per 40 giorni all’anno in modo che le loro articolazioni potessero trovare sostegno da questa bevanda.. Le articolazioni e non solo aggiungerei. Il Golden Milk ha una composizione tale da essere considerato un antinfiammatorio naturale, sia per articolazioni, ma in generale anche per l’apparato scheletrico e muscolare…
Essendo la curcuma il “principio attivo” di questa bevanda, le sue proprietà sono molte altre ancora:

antiossidante molto potente (da qui l’azione antinfiammatoria) che svolge la sua attività non solo a livello muscolare ma riduce anche lo stress ossidativa interno che è una sorta di piccolo stato di infiammazione cronica lieve con cui spesso conviviamo perchè molto silente e lieve (ma spesso cronico);

– la spezia anti-cancro (definita così da molti ricercatori): si è visto come la curcumina si attiva sia come inibitore della proliferazione cellulare, sia come “killer” di cellule anomale. Sempre per il suo potere antinfiammatorio può prevenire gli stati che determinano lo svilupparsi di un tumore;

– allevia i sintomi dell’artrite: varie ricerche hanno dimostrato che la curcumina allieva i sintomi dell’artrite nel giro di 2 settimane come un farmaco antinfiammatorio;

fegato: sembra che contribuisca a tenere il fegato in salute favorendo la produzione di enzimi deputati alla detossificazione del fegato, sia favorendo il flusso biliare che depura e rinvigorisce il fegato;

– per le donne in età fertile: le bevande a base di curcuma sono consigliate per dare sollievo ai fastidiosi crampi e disturbi mestruali. La cura deve essere preventiva, per esempio una settimana prima del ciclo.

Questo solo per citare alcuni degli effetti benefici, in effetti la letteratura scientifica si è data molto da fare riguardo gli studi sui benefici della curcumina…Ma l’ispirazione è sempre data dalle tradizioni popolari: la curcuma era così tanto usata e per così innumerevoli rimedi che un fondo (più di un fondo) di verità ci doveva essere.

Come si prepara il Golden Milk?
L’originale ricetta indiana sembra che fosse a base di una pasta di curcuma, acqua e pepe che viene sciolta in un bicchiere di latte di capra con un cucchiaio di olio di mandorle.

In pratica abbiamo bisogno perchè la curcuma funzioni che ci sia nella miscela una (o più sostanze) che contribuiscono a favorirne l’assorbimento: il pepe e la parte grassa (olio e latte). That’s it!

Se si comprende il principio, è semplice creare la propria versione, in base alle proprie esigenze e gusti (più o meno pepe, latte vegetale invece di quello animale, aggiungere del dolcificante a piacere per renderlo più gradevole..).

Personalmente non preparo la pasta di curcuma (a base di curcuma, poco pepe e acqua tiepida quanto basta per avere una pasta) per il mio golden milk ma parto direttamente dalla curcuma in polvere. E’ comunque molto veloce.

Uso un latte vegetale, che ritengo più sano per me e per il pianeta, e preferisco il latte di mandorle: la scelta va sul latte di mandorla perchè tra i latti vegetali è uno di quelli con una maggiore quantità di grassi buoni ideali per favorire l’assorbimento della curcumina.

Sull’uso del pepe ognuno può far appello alle proprie esigenze: personalmente ne uso un pizzico per ogni bicchiere che mi preparo. Può essere eliminato nel caso si soffra di problemi gastrici oppure limitarlo moltissimo. Se eliminate il pepe potreste aggiungere un pò di zenzero, cannella, chiodi di garofano oppure una miscela di spezie ma soprattutto non dimenticate di aggiungere alla bevanda il cucchiaino di olio per dare la possibilità alla curcuma di essere assorbita.

E il sapore?
C’è chi lo ama al naturale e a chi invece non piace il sapore. Suggerisco sempre di iniziare con una dose più bassa di curcuma in modo da familiarizzare con il sapore (nella mia ricetta per esempio si può iniziare con 1/2 cucchiaino aumentando le dosi di giorno in giorno).
Dolcificare si può? Si magari con un dolcificante naturale come il malto, zucchero di cocco, sciroppo di dattero, succo di mela… Niente paura, funzionerà lo stesso, basta non esagerare con gli zuccheri!!!

Ed ecco la mia ricetta..

goldenmilk

Ingredienti (per una tazza):

1 cucchiaino abbondante di curcuma

1-2 cucchiaini di olio di lino (va bene anche mandorle, canapa o altri oli a scelta)

1 pizzico di pepe macinato di fresco

1/4 cucchiaino di garam masala (facoltativo)

200 ml circa latte di mandorle al naturale (preferisco quelli prodotti in  Italia)

succo di acero  a piacere

Procedimento

In una tazza verso la curcuma, macino il pepe nero, aggiungo il garam masala e l’olio di lino.

Scaldo il latte di mandorla, rendendolo tiepido o poco più. Ne verso una piccola quantità nella tazza per sciogliere le spezie e i piccoli grumi di curcuma (sgradevoli al palato). Aggiungo il rimanente latte e infine dolcifico a piacere.

Profumo della cannella e del limone unito alle proprietà digestive e carminative del finocchio…it sounds good!!! :)
Non bisogna cercare lontano per avere una buona tisana, di solito basta guardare in dispensa e in frigo!
E per fare una tazza di tisana cosa serve? Qualche pezzettino di cannella, una scorzetta di limone, un pò di semi di finocchio, far bollire per alcuni minuti tutto insieme in circa 200-250 ml di acqua e una tazza vuota… ;)

Un filosofo si recò un giorno da un maestro zen e gli disse:
“Sono venuto a informarmi sullo Zen, su quali siano i suoi principi ed i suoi scopi”. “Posso offrirti una tazza di tè?” gli domandò il maestro. E incominciò a versare il tè da una teiera. Quando la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò. “Ma cosa fai?” sbottò il filosofo. “Non vedi che la tazza è piena?” “Come questa tazza” disse il maestro “anche la tua mente è troppo piena di opinioni e di congetture perché le si possa versare dentro qualcos’altro. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?”.

cannella_limome_finocchio
Il limone è sempre presente in casa mia, gli usi sono tantissimi…dalle pulizie ecologiche, ai rimedi di bellezza, come aroma nei dolci…e nelle tisane…Ovviamente – soprattutto per la cucina – meglio bio perchè la buccia trattiene tutti i pesticidi!!! Il limone ha così tante proprietà che è è veramente multi-uso…il consumo regolare abbassa il livello di zuccheri nel sangue, è antisettico, battericida, diuretico, astringente, dissetante, tonico del sistema nervoso; grazie al suo contenuto di vitamina C rafforza il sistema immunitario, combatte il raffreddore, il mal di gola e la bronchite e favorisce l’assimilazione del ferro; l’acido citrico presente nel succo di limone stimola la digestione. È utile anche in caso di uricemia e gotta, artrite, reumatismi, arteriosclerosi, obesità, anemia, ipertensione, varici, flebiti, afte, stomatiti, tonsilliti. Il limone ha proprietà depurative disintossicanti dell’organismo e la sua assunzione regolare, preferibilmente al mattino quando si è ancora digiuni, aiuta a regolarizzare l’intestino, e combatte addirittura la cellulite. E’ interessante l’uso che viene fatto di una sostanza contenuta nel limone, chiamata limonene, che viene impiegata con successo per la distruzione dei calcoli nella cistifellea e diventata ultimamente famosa, in quanto, secondo recenti studi americani, se assunto regolarmente, avrebbe proprietà antitumorali a livello preventivo, soprattutto per quanto riguarda pancreas, stomaco e intestino. Il suo succo fresco ha benefici sul fegato, sul pancreas e sul sangue, favorendone la fluidità…
La cannella invece oltre ad essere impiegata per aromatizzare i cibi, è anche un ottimo digestivo in quanto è in grado di favorire la scissione dei grassi; questo avviene grazie la stimolazione di un enzima digestivo chiamato tripsina.E’ un antisettico naturale in grado di combattere ed eliminare funghi, virus e batteri;secondo recenti studi, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of American College of Nutrition, è stato dimostrato come la cannella aiuti a regolare la percentuale di zuccheri nel sangue venendo così in aiuto a diabetici ed iperglicemici. Rappresenta un ottimo strumento di prevenzione dei confronti della fermentazione addominale. Uno studio condotto in Germania ha invece dimostrato come la cannella sia in possesso di proprietà aggessive nei confronti del fungo Candida albicans. La cannella ha un effetto stimolante ed ha quindi la proprietà di alleviare gli stati di spossatezza derivanti da malattie come l’influenza e la dissenteria; è antisettica per le vie respiratorie ed apporta benefici in caso di raffreddore ed alitosi. L’uso della cannella è anche consigliato come disinfettante; infatti in caso di ferite sulla pelle, dopo averle pulite, le si possono cospargere con polvere di cannella. Infine, le proprietà antiglicemiche di questa spezia, contribuiscono a placare gli stimoli della fame tra un pasto ed il seguente che sono caratteristici nei pazienti interessati da glicemia.
Il finocchio invece ha azione digestiva, utilizzato per favorire le funzioni digestive, specialmente in persone che fanno pasti abbondanti e ricchi di grassi; azione antimeteorica perchè inibisce i processi fermentativi nel grosso intestino sia dalla sua azione antispastica sulla muscolatura liscia del colon (infatti durante la fermentazione intestinale, in particolare quella degli zuccheri, vengono prodotte elevate quantità di biogas, che fanno rigonfiare l’intestino e stimolano le contrazioni della sua muscolatura liscia, provocando senso di gonfiore, flatulenza e dolori all’addome). Rilassa la muscolatura dell’intestino e quindi riduce gli spasmi dolorosi tipici della sindrome del colon irritabile.

Viaggiando si scoprono luoghi, persone, usi, costumi… e scoprire nuovi cibi è sicuramente un esperienza che tocca tutti i nostri sensi: la vista, il palato, l’olfatto, il tatto…andando oltre tocca il nostro stato d’animo con le emozioni che può generare (gioia, nostalgia..); non ultimo riguarda il nostro benessere fisico soprattutto se il cibo rinforza, energizza e depura il nostro corpo.
In Turchia per esempio si scoprono baazar colorati durante tutto l’anno da una grandissima quantità di vegetali e dei loro derivati: tra questi la varietà di dolcificati naturali sono la cosa che più mi stupiscono considerato che uno dei veleni che danneggia la nostra salute è lo zucchero bianco onnipresente ovunque, dal dolce vero e proprio al cibo cosiddetto “salato” (verdure in scatola, salse, sottaceti, ecc.).
LalinGrapeMolasseìTra gli scaffali dei supermercati turchi – tra un etichetta in inglese e qualche parola imparata in turco – ho scoperto la presenza di tanti prodotti per lo più a noi sconosciuti, pochissimo usati o di élite nel nostro paese per il costo proibitivo che hanno nei pochi negozi specializzati che li commercializzano (negozi che ormai per costi sono equiparabili a boutique di alta moda più che a shop destinati alla nutrizione!): tra questi melassa di carruba e di uva, sciroppo di gelsi… tutti prodotti 100% naturali.
Mi incuriosisce soprattutto la melassa di uva! E’ uno sciroppo della stessa densità del miele, dal colore molto scuro, derivato dalla bollitura del succo di uva ottenuto durante le vendemmie a settembre. La melassa di uva è in realtà già conosciuta nel bacino del mediterraneo per le sue caratteristiche sotto nomi e forme diverse: arrope, mostillo, mostarda, pekmez, petimezi… Infatti prima che gli arabi introducessero lo zucchero di canna nel bacino del Mediterraneo la melassa di uva (ma anche di fichi, melograno…) era un alternativa al miele, più costoso e di difficile reperimento (tuttora in Turchia il miele rimane mediamente più caro della melassa di uva).
La ricetta tradizionale italiana della mostarda di uva è semplicemente una variante della produzione della melassa: il vantaggio della melassa rispetto alla mostarda stà proprio nel poterla usare come dolcificante.

Caratteristiche
uzum-pekmeziQuesto dolcificante, esclusivamente derivante dal succo di uva, è ricco in calcio, potassio, magnesio e ferro, quindi il suo uso al contrario di uno zucchero bianco, che impoverisce il corpo demineralizzandolo, rinforza l’organismo. In particolare per la sua ricchezza in ferro viene consigliata nei casi di anemia: uno studio del “The Turkish Journal of Pediatrics” ha comparato l’assorbimento di ferro dalla melassa di uva e dal solfato ferroso (un tipo di ferro usato per il trattamento di persone anemiche) e dai risultati ottenuti la melassa sembra essere un ottimo trattamento per prevenire le carenze di ferro soprattutto durante l’infanzia. Personalmente credo che da bambina avrei preferito qualche cucchiaio di melassa di uva sul pane anzichè un cucchiaino di solfato ferroso!!!

Ricetta della melassa di uva fatta in casa
E’ possibile durante il periodo della vendemmia preparare in casa la propria melassa di uva, le quantità e i tempi sono leggermente variabili perchè dipendono molto anche dal tipo di uva usata. La melassa di uva si ottiene dal succo non fermentato fatto bollire per un ora o più mescolando frequentemente per evitare che attacchi fino ad ottenere un composto scuro, appiccicoso, denso come il miele caldo.
bollitura
Ingredienti
10 kg di uva nera
2 cucchiai di cenere
Procedimento
Lavare accuratamente l’uva nera e pressarla per ottenere un succo (si può usare un passaverdure o schiacciarla con le mani) assicurandosi che non ci sia polpa: aggiungere la cenere durante il procedimento di pressatura così si amalgama insieme. Filtrare il succo ottenuto dalla pellicina e semini con un colino a maglie larghe e mettere il succo ottenuto in una pentola antiaderente e far bollire per almeno un ora. Il succo dovrà restringersi (un rapporto di circa 8:1) e diventare scuro, della consistnza del miele caldo. Per assicurarsi che sia al punto giusto di cottura prenderlo con un cucchiaino e posarlo su un piattino o dentro un bicchiere a raffreddarsi: la consistenza dovrà essere simile al miele e il coloro scuro. Attenzione a non farlo caramellare. Una volta pronto si può versare caldo in dei barattoli e sterilizzarli per 10-15 minuti. Questi barattoli si possono conservare anche per mesi.

Questo articolo lo trovi pubblicato anche su www.greenme.it

foto http://homeyeats.wordpress.com

La prima volta che li mangiai fu in Indonesia mentre mi trovavo con dei bambini… loro mangiavano queste strane palline rugose contentissimi come fossero le caramelle più buone del mondo…io li guardavo e me ne hanno offerta una… Che meraviglia!
Adesso improvvisamente me ne è venuta voglia…istintivamente…è da qualche giorno che ho bisogno di mangiarne uno o due…è come se il mio corpo me li richiedesse… Quindi gli obbedisco…e nel frattempo mi sono documentata un pochino su i vari effetti benefici del litchi.
Proprietà e benefici: ricerche fatte soprattutto in Cina mostrano come il Litchi sia un antiossidante, attivi la protezione contro i virus, favorisce l‘irrorazione sanguigna, è ricco di vitamina C (circa 71,5 mg per 100 g di frutto),  E’ ricco di  vitamine del gruppo B (niacini, tiamina, folati) e di minerali come il potassio e il rame.
E’ possibile trovare tutta una serie di infusi, tisane, decotti a base di Litchi come rimedi per diversi disturbi: diarrea, anemia, raffreddore, mal di stomaco, ecc. in questo sito:
http://www.bitterrootrestoration.com/health-care/medicinal-uses-of-litchi.html

“Ihlamur, you must try it!”: la prima volta l’ho vista in un pentolone pieno di acqua che bolliva allegramente su una stufa a legno al centro di una stanza a vetri di un alberghetto a Goreme. L’uomo che me ne ha parlato mi ha raccontato come per i turchi sia preziosa soprattutto nel freddo inverno per evitare i malanni legati al sistema respiratorio o per curarli quando arrivano (tosse, mal di gola, bronchi). Non sapeva il nome inglese! Da quel giorno scoprii che in effetti ovunque potevo trovarla e i turchi la bevevano volentieri durante le giornate fredde: quando sono stata male anche a me venne portata insieme ad una miscela di cannella, menta e chiodi di garofano. Poi ho scoperto il nome inglese…e quello italiano… linden flowers, il tiglio. Così ho scoperto come in Turchia è il primo rimedio usato contro i malesseri legati al freddo, anzi gli anziani della Cappadocia ne fanno dei decotti che insieme ad altri piante e spezie vengono fatti bollire sulle stufe a legna – sempre accese in inverno – anche per giorni.
Il tiglio è usato in fitoterapia per combattere l’insonnia, la tachicardia, il nervosismo, il mal di testa dovuto ad ansia o stress perchè agisce abbassando la tensione:: per queste stesse proprietà aiuta a prendere sonno la sera. Vista la presenza delle sue mucillagini ha proprietà anti-infiammatorie e mucolitiche quindi è ottimo negli stati influenzali, tosse, catarro. Per farne una tisana si può usare un cucchiaio di fiori e foglie sminuzzate in infusione per almeno 10 minuti in una tazza di acqua bollente. Aggiungendo un po di limone spremuto e dolcificando con miele è ottimo in questa stagione per prendersi cura delle nostre vie respiratorie!!!