Spesso sono presa dai miei impegni, professionali e di vita privata, e non riesco a trovare il tempo per condividere qui qualche nuova idea, raccontare di una scoperta fatta o scrivere delle ricette che esaltino la stagionalità. Molti di voi, forse i più attenti, si saranno accorti che ho scelto di mantenere il mio sito privo di pubblicità, invadenti pop-up che si aprono quando meno te lo aspetti e video con Zorro che impasta i biscotti “naturali” per la colazione.. Sono felice di questa scelta libera che non mi costringe a rincorrere numeri e click, e rispettosa anche per chi visita il sito e legge!
Invece ciò che mi stimola a scrivere sono i messaggi di chi mi segue con le foto delle riproduzioni delle mie ricette, i ringraziamenti sinceri per quello che scrivo e condivido, le appassionate richieste di “quando ci sarà il tuo prossimo corso che non vedo l’ora?”, insomma i piccoli gesti che dicono “Grazie per quello che stai facendo”.  Mi fa comprendere che tutto sommato, il tempo passato a riversare ricette su ricette, idee, consigli, suggerimenti su pagine e pagine virtuali in qualche modo sia servito a coltivare qualcosa.
Reduce da questa sensazione, nonostante il pochissimo tempo a disposizione, vorrei suggerire oggi la ricetta di una granita all’anguria molto semplice che mi sembra “tuned” con questo caldo: ci tengo a specificare che l’idea non è mia, mi sono ispirata a Fran Costigan che da grande amante del cioccolato ha deciso di riprodurre i semini dell’anguria con delle gocce di cioccolato. Idea semplice e di effetto.
Perchè prepararla?
L’anguria è di stagione e ricchissima di acqua, ottima per reidratare il corpo nelle giornate di caldo. Se non si è amanti dei gusti troppo dolci e si sceglie un anguria molto matura si potrebbe addirittura evitare di aggiungere qualsiasi forma di dolcificante (che comunque è poco!): ottimo scegliere del cioccolato fondente al 75% o più.

Ingredienti (per 2 persone)
300 g circa di anguria pulita dalla buccia
3 cucchiai di succo di limone
3 cucchiai di zucchero di cocco macinato finemente (o altro dolcificante)
30 g di cioccolato fondente 75%
Procedimento
Pulisco l’anguria dai semi e la frullo con il succo di limone e lo zucchero di cocco, quindi la verso in degli stampini di cubetti di ghiaccio e faccio raffreddare in freezer per almeno 4-6 ore.*
Trito a coltello grossolanamente il cioccolato fondente.
Trito i cubetti ottenuti con un tritatutto, e successivamente lo lavoro con una frusta per un paio di minuti per incorporare aria, perchè abbia una consistenza più spumosa, quindi aggiungo il cioccolato fondente e mescolo.
Servo subito in contenitori di vetro raffreddati.
Enjoy!

*I cubetti possono rimanere in freezer anche per più tempo ma in caso coprirli o inserirli in una bustina di plastica per alimenti e consigliabile non andare oltre una settimana.

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Spesso sono necessarie delle idee veloci che possano sollevarci dal passare molto tempo in cucina, ma ci assicurino allo stesso tempo di avere il carico di energie che ci serve per affrontare la giornata. Adesso con le giornate più calde la stagione ci mette a disposizione più frutta, ma usare solo un frutto per il nostro snack/merenda/colazione avvolte non ci porta lontano dal punto di vista energetico. Ecco che per la colazione o per dei break al volo veloci quando il lavoro intenso non mi consente molte pause, ricorro agli smoothie (o frullati lisci): in particolare se nello smoothie utilizzo non solo frutta, come accade solitamente, ma anche dei cereali, allora può diventare una vera fonte di energia che ci sostiene nella giornata. I cereali che uso più frequentemente sono i fiocchi di avena per le loro caratteristiche nutrizionali, ma nulla vieta di sostituirli (di farro, frumento, grano saraceno..): sconsiglio invece i cereali soffiati che per via del trattamento che subiscono hanno una maggiore quantità di zuccheri semplici liberi.

La frutta da abbinare può variare, se si vuole sostituire la banana, che in questo caso funzione anche da dolcificante, basterebbe usare delle mele o pere ma magari aggiungendo un cucchiaio di un dolcificante grezzo a scelta oppure qualche dattero o fico secco… Insomma si presta a molte varianti, validissime per sostenere il corpo in queste giornate primaverili!
Enjoy!

Ingredienti (per 2 persone)
1 banana,
una decina di fragole fresche
4 cucchiai di fiocchi di avena mignon
latte di avena (o mandorle o riso)
dolcificante a piacere (facoltativo)
Procedimento
Versare i fiocchi di avena in un contenitore in ammollo con del latte vegetale fino a ricoprirlo.  Lasciare in ammollo per circa 30 minuti:  è preferibile lasciarlo in ammollo anche per più tempo, per esempio tutta la notte( in tal caso in frigorifero) in modo da aumentarne la digeribilità.
Frullare l’avena con le fragole e la banana e aggiungere poco alla volta altro latte fino a raggiungere la consistenza desiderata. A piacere aggiungere se necessario dell’altro dolcificante. Ottimo per colazione o merenda.

Sempre più di frequente ultimamente mi trovo di fronte all’arrogante ignoranza dilagante, che va contro lo stesso buon senso, oltre che il nostro bene e quello del pianeta.. e rimango basita e senza parole. Dall’ultima esperienza di un intervista per un programma televisivo durante la quale sono stata colpita della beata superficialità del contesto e chi mi intervistava per passare alla lettura della notizia delle proposte avanzate per ridurre le emissioni di CO2 nel processo di produzione del latte: una delle “ideone”sarebbe ottimizzare la produzione facendo produrre ogni mucca ancora più latte, in modo da avere meno mucche ma più produttive.. Insomma… aumentiamo l’efficenza della mucca!! Non possiamo ridurre ..sono le mucche che si devono dare da fare! Tutto ciò è così innaturale per me che rimango senza commenti, non ne esistono nella mia testa completamente in tilt!
Mi rimangono parole per quello in cui credo e sicura di poter contribuire faccio la mia parte prendendomi cura attraverso il cibo: mostrando, illustrando, divulgando, creandolo e insegnandolo.
Ultimo e poi passo alla ricetta: mamme, nonne e non solo continuate a viziare i bambini ma con i dolci creati con le vostre mani e senza caramelle. Consiglio la lettura di questo breve articolo per capirne il perchè.

Ora passo alla ricetta, un idea anche un pò più sana per far mangiare i cereali, lo yogurt e usare dolcificanti un pò più equilibrati ecco la mia ricetta del giorno, perfetta per la primavera! L’idea del cestino l’ho ripresa da un idea di The Black Fig: onore a Francesca che è molto creativa con il cibo!

Se avete bisogno di altre “dolci” idee e spiegazioni a riguardo guardate in calendario quando è il mio prossimo corso di pasticceria naturale!

cestini_yogurt

Ingredienti per 5-6 cestini
100 g di fiocchi di cereali da prima colazione (fiocchi di avena, frumento, fiocchi di riso..)
1 cucchiaio di semi misti (mandorle, semi di girasole,
3 cucchiai di malto di riso
cannella in polvere oppure vaniglia per aromatizzare
Per riempire i cestini:
Yogurt di soia al naturale
frutta a piacere
Composta di frutta oppure sciroppo di farro
Procedimento
Frullo i fiocchi di cereali e i semi insieme in maniera grossolana in modo da continuare ad avere una parte in fiocchi e una parte più fine. Aggiungo ai fiocchi la vaniglia o la cannella (o entrambe) e aggiungo il malto e 2-3 cucchiai di acqua e amalgamo con un cucchiaio (o le mani) in modo da ottenere un composto omogeneo che sarà molto appiccicoso. Utilizzo degli stampini da muffin e in ognuno metto un paio di cucchiai di composto e lo plasmo con le mani umide in modo da formare un cestino e continuo con tutto l’impasto. Metto in forno a 150-160°C per 20 minuti circa fino a quando i cestini si asciugano completamente. Appena raffreddati sono pronti per essere riempiti con dello yogurt bianco e composte di frutta oppure frutta fresca o cos’altro suggerisce la fantasia.

Il periodo di carnevale ha in cucina un unico grande filo conduttore: i dolci fritti. In Italia dal Nord al Sud la tradizione vede protagonisti dei dolci fritti: castagnole, chiacchere, frittelle… Ingredienti semplici e poveri per dei dolci che potevano essere così preparati in tutte le case.
Le frittelle di mele sono fra questi dolci del periodo: semplicissime fette di mela aromatizzate con spezie o vini liquorosi bagnati in una pastella a base di farina sapientemente aromatizzata…e poi il termine frittella genera subito il buonumore…Sperimentato!!!
Ho apportato le mie modifiche personali alle ricette tradizionali per trasformare in modo più “healthy” la ricetta ma senza lasciare insoddisfatti… anzi tutt’altro!
Sono in versione vegan (of course). Ho preferito usare una farina integrale anzichè prodotti raffinati aggiungendo anche un pò di farina di ceci. Dolcificanti? Pochi e di qualità, come un buon zucchero di fiori di cocco..
Le accortezze sulla frittura ve ne ho già parlato qui… Ultimo suggerimento… se proprio esagerate correte ai ripari con una bella insalata di foglie verdi, daikon e condita con succo di limone o un bel brodo di miso sapientemente preparato (e ne parleremo anche al corso sui rimedi nel piatto come si può preparare e usare)!

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Ingredienti (per una dozzina di frittelle)
2 mele
80 g di farina integrale
20 g di farina di ceci
3-4 cucchiai di zucchero di cocco + 1 cucchiaio
latte di riso q.b.
la scorza grattugiata di 1 limone piccolo
1/4 di cucchiaino di lievito per dolci naturale
4 cucchiai di marsala
1 cucchiaino di cannella
sale
Procedimento
Sbuccio le mele, levo il torsolo tenendole intere e tagliandole a fettine circolari quindi le ricopro con il marsala, la cannella e 1 cucchiaio di zucchero facendole macerare per almeno 30 minuti (ma potrebbero anche rimanere in frigorifero per diverse ore).
Preparare la pastella unendo insieme le farine, aggiungere un pizzico di sale, la scorza di limone, lo zucchero e il lievito. Mescolo insieme gli ingredienti a secco e poi aggiungo latte di riso per creare una pastella ben densa.
Bagno le fette di mela marinate nella pastella e le friggo in olio ben caldo.
Se per qualcuno dei commensali non sono abbastanza dolci si possono spolverare con dello zucchero di cocco fatto a velo oppure con dello sciroppo di acero. Enjoy!

Le mie origini del sud avvolte vengono fuori dirompenti con delle ricette come queste: gli ingredienti da soli sono già meravigliosi…dopo averli combinati insieme si può solo rimanere con gli occhi sgranati, la bocca aperta e dire…WOW!!!
Si tratta di piccole bombe energetiche!!! :)
fichi_cioccolato
Ingredienti:
12 fichi
40 g di mandorle
15 ml di sciroppo di agave
1/2 di fava di tonka
vino passito qb
cioccolato fondente qb
Procedimento
Tagliare i fichi a metà e metterli ad ammorbidirsi in un contenitore con un bicchierino di vino passito: si può usare anche un altro vino dolce liquoroso o brandy. I tempi di ammollo dipendono da quanto morbidi erano i fichi in partenza. Tritare finemente le mandorle e ridurle a farina, aggiungere una grattugiata di fava di tonka e lo sciroppo di agave e con un cucchiaino amalgamare e farne una pasta. Riempire i fichi con un cucchiaino della pasta di mandorle ottenuta e richiuderli bene.
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria e se necessario aiutarsi aggiungendo un cucchiaio di latte vegetale: bagnare i fichi nel cioccolato fondente in modo tale da ricoprirli. Lasciare asciugare per un paio di ore prima di servirli.

Queste sono le idee che mi piacciono tanto: semplici, con pochi ingredienti e sani e con effetto finale… WOW! :)
Datteri, cacao, riso, buccia di arancia… un mix che è special…e perfetto a questa stagione! I datteri naturalmente dolci e ricchi di minerali sono una carica energetica soprattutto in queste giornate fredde e l’arancia colora l’inverno e nella buccia ci sono le sue proprietà digestive e antibatteriche; il riso equilibra l’insieme e il cacao da il gusto che solo lui sa… :)

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tartufini_arancia_cacao
Ingredienti (circa 20-25 tartufini)
15/18 datteri
50 g di farina di riso
30 g di bucce di arancia bio candita (home made è meglio!) e tritata
2 cucchiai di cacao
1 manciata di uvetta
1 arancia
75 ml di acqua
Procedimento
Mettere in ammollo i datteri snocciolati e tagliati a pezzetti e l’uvetta. In un pentolino far cuocere la farina di riso ricoperta dai 75 ml di acqua bollente: far bollire per pochi minuti e poi spegnere la fiamma, coprire e lasciar riposare per almeno 45 minuti in modo che si riassorba tutta l’acqua.
Strizzare la frutta secca dall’acqua in eccesso e frullare bene fino ad ottenere un impasto omogeneo e colloso e aggiungere il semolino di riso ottenuto.
Grattugiare la buccia di arancia e aggiungerla all’impasto insieme alle arance candite e al cacao.
Mescolare tutto con un cucchiaio e una volta omogeneo  fare delle palline e infine lasciar riposare in frigorifero per almeno 2 ore prima di servire.

Preparazione improvvisata di un plumcake viola arricchito da uvetta, mandorle e semi di girasole… perchè le merende e le colazioni hanno bisogno di amore e abbondanza!

Ho già raccontato che le carote viola non sono una strana forma di ortaggio frutta delle modificazioni in agricoltura di ultima generazione, ma un colore estremamente naturale e “originario” della carota?!? Le loro proprietà sono molte e il gusto è simile a quello della più diffusa carota arancione: possono essere molto più coriacee, quindi più che in insalata sono consigliabili cotte (questo plumcake ne è testimonianza!!) o magari per un estratto quando sentiamo di aver bisogno di un concentrato di vitamine e minerali!
Intanto noi ci dedichiamo al plumcake!

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plumcake_viola

Ingredienti
220 g di carote viola
370 g di farina di frumento (o farro)
200 ml di latte di mandorla
75 ml di olio di mais
160 ml di sciroppo di acero
50 g di farina di mandorle
una manciata di mandorle intere spezzate grossolanamente
2 manciate di uvetta
25 g di semi di girasole
un pizzico di vaniglia
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di aceto di mele
Procedimento
Pulire le carote, tagliarle a pezzettoni e frullarle insieme all’olio di mais ottenendo una crema omogenea: se necessario per amalgamare aggiungere un pò di acqua o di latte. In un contenitore mescolare la farina, la farina di mais, le mandorle spezzate, l’uvetta, i semi di girasole, un pizzico di vaniglia. Aggiungere al latte di soia l’aceto in modo che si raggrumi.  Aggiungere agli ingredienti secchi le carote, il latte di soia e se necessario aggiungere un pò di olio per ottenere un composto omogeneo, liscio. Aggiungere il lievito e amalgamare ancora. Versare il composto in una teglia da plumcake e mettere in forno a 175°C per 35 minuti circa. Consumare freddo.

Questa è un regalo per Ale , amica, sorella, compagna chef nell’organizzazione dei corsi di cucina VeganLab e “molto prossimamente” di tante altre cose viste tutte le idee che sforniamo quando siamo insieme unite e la voglia di condividere quello che sappiamo/sperimentiamo con gli altri! Anche Alessandra sforna ricette a go go sul suo blog http://potereaifornelli.blogspot.it/
La composta oltre che essere semplicissima, buona al naturale senza l’aggiunta di zuccheri, con i benefici di pere e mele e l’aroma e i benefici aggiunti dalle spezie.
Sia le mele che le pere sono frutti con una grande quantità di acqua e contengono entrambi pectina che, una volta assunta ed essendo questa solubile, forma una sostanza viscosa che ha la proprietà di legarsi al colesterolo cattivo che viene così espulso più facilmente. Vi è anche un altro tipo di fibra ( la stessa contenuta nei fagioli ), la lignina, non solubile ma in grado di assorbire molta acqua e facilitare così il passaggio delle feci nell’intestino. La pera contiene inoltre il sorbitolo, sostanza in grado di favorire il processo digestivo e di apportare benefici ai denti.
Anche la mela è ricca di acqua e quindi ha un ha un apporto calorico basso, circa 40 calorie per 100 grammi: se consumata cruda è un ottimo astringente, contiene fruttosio che viene assorbito dall’organismo umano senza bisogno dell’insulina, di conseguenza viene ben tollerata da chi ha problemi di diabete, è ricca di minerali, vitamine e fitonutrienti (importanti nella prevenzione delle malattie degenerative). Contiene anche procianidina, che è un nutriente che riesce a contrastare in modo efficace l’invecchiamento delle cellule e quindi lo svilupparsi dei tumori… E’ proprio vero che una mela al giorno…. =D
E le spezie? Si passa dallo zenzero che è un anti-nausea per eccellenza e digestivo alla cannella che ha placa la fame per il suo potere antiglicemico, è antisettico e disinfettante, per finire con l’anice stellato digestivo rilassante della muscolatura intestinale.
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Ingredienti
1 kg di mele
500 g pere
Anice stellato
Zenzero
Cannella
Procedimento
Sbucciare le mele e le pere e tagliarle a cubetti e metterle a cuocere in un pentolino a fuoco basso con qualche cucchiaio di acqua perchè non attacchino all’inizio della cottura: successivamente la frutta comincerà a lasciar andare la sua acqua di vegetazione. Lasciar cuocere fino a quando la frutta non sarà diventata ben morbida e a questo punto passare in un passaverdure. Rimettere sul fuoco la purea ottenuta per ancora una decina di minuti aggiungendo l’anice stellato (1/2 stelline), la cannella (mezzo cucchiano circa) e lo zenzero grattuggiato (mezzo cucchiaino scarso). Ancora calda mettere nei vasetti e sterilizzare in acqua bollente per 30 minuti circa.

Viaggiando si scoprono luoghi, persone, usi, costumi… e scoprire nuovi cibi è sicuramente un esperienza che tocca tutti i nostri sensi: la vista, il palato, l’olfatto, il tatto…andando oltre tocca il nostro stato d’animo con le emozioni che può generare (gioia, nostalgia..); non ultimo riguarda il nostro benessere fisico soprattutto se il cibo rinforza, energizza e depura il nostro corpo.
In Turchia per esempio si scoprono baazar colorati durante tutto l’anno da una grandissima quantità di vegetali e dei loro derivati: tra questi la varietà di dolcificati naturali sono la cosa che più mi stupiscono considerato che uno dei veleni che danneggia la nostra salute è lo zucchero bianco onnipresente ovunque, dal dolce vero e proprio al cibo cosiddetto “salato” (verdure in scatola, salse, sottaceti, ecc.).
LalinGrapeMolasseìTra gli scaffali dei supermercati turchi – tra un etichetta in inglese e qualche parola imparata in turco – ho scoperto la presenza di tanti prodotti per lo più a noi sconosciuti, pochissimo usati o di élite nel nostro paese per il costo proibitivo che hanno nei pochi negozi specializzati che li commercializzano (negozi che ormai per costi sono equiparabili a boutique di alta moda più che a shop destinati alla nutrizione!): tra questi melassa di carruba e di uva, sciroppo di gelsi… tutti prodotti 100% naturali.
Mi incuriosisce soprattutto la melassa di uva! E’ uno sciroppo della stessa densità del miele, dal colore molto scuro, derivato dalla bollitura del succo di uva ottenuto durante le vendemmie a settembre. La melassa di uva è in realtà già conosciuta nel bacino del mediterraneo per le sue caratteristiche sotto nomi e forme diverse: arrope, mostillo, mostarda, pekmez, petimezi… Infatti prima che gli arabi introducessero lo zucchero di canna nel bacino del Mediterraneo la melassa di uva (ma anche di fichi, melograno…) era un alternativa al miele, più costoso e di difficile reperimento (tuttora in Turchia il miele rimane mediamente più caro della melassa di uva).
La ricetta tradizionale italiana della mostarda di uva è semplicemente una variante della produzione della melassa: il vantaggio della melassa rispetto alla mostarda stà proprio nel poterla usare come dolcificante.

Caratteristiche
uzum-pekmeziQuesto dolcificante, esclusivamente derivante dal succo di uva, è ricco in calcio, potassio, magnesio e ferro, quindi il suo uso al contrario di uno zucchero bianco, che impoverisce il corpo demineralizzandolo, rinforza l’organismo. In particolare per la sua ricchezza in ferro viene consigliata nei casi di anemia: uno studio del “The Turkish Journal of Pediatrics” ha comparato l’assorbimento di ferro dalla melassa di uva e dal solfato ferroso (un tipo di ferro usato per il trattamento di persone anemiche) e dai risultati ottenuti la melassa sembra essere un ottimo trattamento per prevenire le carenze di ferro soprattutto durante l’infanzia. Personalmente credo che da bambina avrei preferito qualche cucchiaio di melassa di uva sul pane anzichè un cucchiaino di solfato ferroso!!!

Ricetta della melassa di uva fatta in casa
E’ possibile durante il periodo della vendemmia preparare in casa la propria melassa di uva, le quantità e i tempi sono leggermente variabili perchè dipendono molto anche dal tipo di uva usata. La melassa di uva si ottiene dal succo non fermentato fatto bollire per un ora o più mescolando frequentemente per evitare che attacchi fino ad ottenere un composto scuro, appiccicoso, denso come il miele caldo.
bollitura
Ingredienti
10 kg di uva nera
2 cucchiai di cenere
Procedimento
Lavare accuratamente l’uva nera e pressarla per ottenere un succo (si può usare un passaverdure o schiacciarla con le mani) assicurandosi che non ci sia polpa: aggiungere la cenere durante il procedimento di pressatura così si amalgama insieme. Filtrare il succo ottenuto dalla pellicina e semini con un colino a maglie larghe e mettere il succo ottenuto in una pentola antiaderente e far bollire per almeno un ora. Il succo dovrà restringersi (un rapporto di circa 8:1) e diventare scuro, della consistnza del miele caldo. Per assicurarsi che sia al punto giusto di cottura prenderlo con un cucchiaino e posarlo su un piattino o dentro un bicchiere a raffreddarsi: la consistenza dovrà essere simile al miele e il coloro scuro. Attenzione a non farlo caramellare. Una volta pronto si può versare caldo in dei barattoli e sterilizzarli per 10-15 minuti. Questi barattoli si possono conservare anche per mesi.

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La popolazione italiana è aumentata ed è diventata ancora più colorata e vivace grazie all’arrivo dei tanti immigrati extracomunitari: indiani, pakistani, tunisini, bengali, egiziani… tutti arrivati con un bagaglio culturale e delle tradizioni…tra cui il cibo!
Per me entrare in un negozio alimentare etnico significa rimettermi in viaggio e tuffarmi nell’atmosfera di paesi esotici che tanto amo: profumi, colori, forme, voci (si voci, i proprietari sono per lo più stranieri quindi parlano la loro lingua o con accenti particolari) avvolte atmosfera densa…tutto questo mi riporta poi ai ricordi dei miei viaggi, soprattutto i viaggi in India,  e magari agli aneddoti collegati ad alcuni dei  cibi incontrati.
Entrare in un negozio alimentare etnico diventa un tuffo in alti paesi e se siamo aperti a chiaccherare con il proprietario, un momento di “scambio culturale”, ma non solo: inizia la scoperta che si possono trovare dei prodotti di ottima qualità (soprattutto quelli grezzi) alcuni quasi sconosciuti altri che stanno entrando a far parte della nostra alimentazione.

Per me è stato un meraviglioso regalo scoprire che in questi negozi potevo trovare quegli stessi dolcificanti che avevo scoperto in Asia come ottimi sostituti dello zucchero in molte ricette: naturali buoni, non raffinati e pertanto ricchi di sostanze nutritive. Molti sono degli ottimi sostituti dello zucchero e personalmente li ho fatti divenire parte della mia alimentazione, delle mie ricette e dei miei corsi di pasticceria naturale!

Eccone alcuni:

COCONUT TREACLE (MELASSA DI COCCO)
La melassa (o sciroppo) di cocco è un dolcificante naturale che viene estratto dal fiore della palma da cocco: praticamente si tratta della linfa della pianta che viene spillata in cima alla pianta dopo aver fatto un taglio a livello dei fiori. La linfa estratta viene poi filtrata e successivamenete fatta bollire per poter far evaporare l’acqua in eccesso. Il processo ad alta temperato fa “caramellare” la linfa che così diventa anche più scuro. Eliminata l’acqua in eccesso viene confezionata nelle classiche bottiglie di vetro che arrivano poi sulle mensole dei nostri “asian shop”. Tra i dolcificanti è uno dei più ricchi in minerali, ammino-acidi e micro-elementi visto che non si tratta di un prodotto raffinato ed estratto direttamente dalla linfa della pianta (qualche info nutrizionale in più su http://www.naturesblessings.com.ph/cocosugar.htm).USO: Comunemente si può usare per dolcificare tisane, caffè d’orzo, nella preparazione di creme e dolci.KITUL TREACLE (MELASSA DI KITUL)
La melassa di Kitul (nei paesi di origine viene chiamata “honey” miele) si ottiene allo stesso modo della melassa di cocco, con la differenza che l’estrazione viene fatta dal Kitul, una palma che è largamente diffusa per esempio nello Sri Lanka, India, Myanmar. Il colore e la forma sono uguali a quello della melassa di cocco, il gusto leggermente più forte.USO: si può usare per dolcificare tisane, caffè d’orzo se vi piace il suo gusto forte oppure nella preparazione di dolci soprattutto quelli a base di frutta secca, al cioccolato o carruba.COCONUT JAGGERY (JAGGERY DI COCCO)
La produzione dello jaggery di cocco è uno step successivo a quello della produzione della melassa di cocco. Per fare lo jaggery di cocco la linfa del cocco viene fatto bollire oltre il punto di formazione della melassa, la classica forma viene data dal fatto che dopo la cottura viene versato e fatto raffreddare nel guscio del cocco, ma in commercio si trova adesso anche a tocchetti o tronchi di piramide. Si trova nei negozi alimentari etnci comunemente sottoforma solida, un blocco di zucchero di 250 gr o 500 gr di colore marrone, ma in qualche occassione si può trovare anche tritato.
USO: può essere utilizzato alla stessa stregua di uno zucchero di canna, leggermente più aromatico, se acquistato in blocco è consigliabile grattuggiarlo o frullarlo prima dell’uso.

KITUL JAGGERY
Accade la stessa cosa che per il jaggery di cocco, solo che si ottiene dalla linfa del kitul anziché dal cocco.
USO: può essere utilizzato alla stessa stregua di uno zucchero di canna, leggermente più aromatico; se acquistato in blocco è consigliabile grattuggiarlo o frullarlo prima dell’uso.
(Altre info sulla lavorazione e produzione le trovate su: http://www.fao.org/WAIRdocs/x5434e/x5434e0n.jpg)

Al momento non ho ancora trovato le differenze nutrizionali tra il Kitul e il Coconut Treacle (anche se la melassa di Kitul viene considerata più pregiata e di conseguenza anche più cara), quindi non posso dire con certezza quali sia la differenza tra le proprietà nutritive dell’uno e dell’altro, ma personalmente in cucina – per i dolci – preferisco utilizzare il Coconut Treacle perchè più delicato di gusto.

Per quanto riguarda il jaggery invece, è possibile che in commercio lo troviate di varie colorazioni (da giallino-panna a marrone scuro quasi nero, vedi foto): la colorazione dipende dalla lavorazione ad alta temperatura per eliminare l’acqua: in generale i più scuri sono più “concentrati” molto più aromatici con un sapore caratteristico e anche più ricchi in nutrienti.

DATES SYROP (SCIROPPO DI DATTERI)
Lo sciroppo di datteri o melassa di dattero (anche questo chiamato da alcuni “honey” o miele di dattero!), più utilizzata nel medioriente e nord Africa, è un concentrato ottenuto dalla polpa del dattero: è estremamente ricco in sostanze nutritive (minerali, vitamine, micro-elementi). I datteri in genere hanno poche proteine e grassi ma ricchi in calcio, fosforo, magnesio, ferro, vitamine del gruppo B. Sembra sia ottimo anche nelle malattie dell’apparato respiratorio (un cucchiaino di sciroppo di datteri e un cucchiaino di miele sciolti in acqua calda è ottimo per le infiammazioni delle vie respiratorie) ed è un alimento fortemente energetico. Nella cucina del medioriente viene utilizzato addirittura a sostituire burro e zucchero.
USO: si presta bene nei milk-shake di frutta, negli yogurth, come topping, per dolcificare torte a base di frutta secca oppure si amalgama bene con i dolci al cacao e cioccolato (creme, torte, nella preparazione di cioccolatini, salamini dolci) e per i pandolci e i pani speziati (gingerbread, spice cake, ecc.).

La prima volta che ci si “avventura” in un alimentari etnico può sembrare difficile riconoscere questi prodotti, ma provate a chiedere al negoziante…all’inizio potrebbe guardarvi stranito per la vostra richiesta, ma appena capito vi mostrerà i suoi preziosi dolcificanti (e se siete fortunati – come capita ogni tanto a me – trovate anche il negoziante che ve li fa assaggiare perchè ne ha delle confezioni aperte!!!)

Nella sezione RICETTE trovi tanti dolci di pasticceria naturale dove vengono usati questo dolcificanti!

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