In questi giorni pre-natalizi, alla ricerca di regali e dolcetti da condividere con gli amici i parenti questi fanno proprio al caso tuo!
Si tratta di tartufini speciali perchè contengono solo 3 ingredienti tutti eccezionali:
cioccolato fondante al 70%
nocciole del piemonte leggermente tostate
– ambrato e caramellato sciroppo di acero

Io li preparo per molte ragioni:
– si conservano per almeno una settimana, quindi sono ottimi come regalo di Natale;
– sono deliziosi, quindi sono ottimi anche come momento dolce senza esagerare dopo una cena tra amici;
– sono semplicissimi da preparare;
– sono velocissimi da fare;
– adatti a tutti… sono naturalmente senza latticini, senza burro, senza glutine.

La verità è che questi tartufini sono nati da un errore, mia intenzione era preparare tutt’altro… ma a quanto ho capito l’errore è stato graditissimo a tutti! =)
Il segreto della ricetta qual è?
Il segreto è che bisogna usare:
1) una cioccolata fondente di alta qualità!
2) delle nocciole del piemonte straordinarie!
Per la cioccolato ti invito a sceglierla controllando sempre gli ingredienti, l’ideale è che siano 3: pasta di cacao, burro di cacao e zucchero!
Per le nocciole ho usato queste un provvidenziale e graditissimo regalo della cara Chiara: le produce un piccolo produttore del Piemonte e le ho trovate veramente ottime!
Prima di passare alla ricetta piccolo aggiornamento sul calendario eventi: CI SONO QUASI!!! Tra poco saprete quando partirà il prossimo corso di cucina naturale base su principi macrobiotici, i corsi di dolci senza zucchero, quelli su pane con pasta madre e anche la NEW ENTRY sulle Fermentazioni… e altro ancora.
STAY TUNED!!!
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Tartufini Gianduia… belli, buoni e semplici!

Ingredienti

100 g di cioccolato fondente al 70%
100 g di nocciole leggermente tostate
4 cucchiai di sciroppo di acero
pizzico di sale

Cacao amaro quanto basta per ricoprire i tartufini

Procedimento
Mettere le nocciole in un tritatutto potente fino a ridurle ad una pasta di nocciole cremosa.
Nel frattempo sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente.
In una terrina incorporare delicatamente al cioccolato fondente la pasta di nocciole, il sale e lo sciroppo di acero n modo da ottenere una pasta omogenea. Far raffreddare bene il composto in modo da poterlo lavorare, quindi formare i tartufini e passarli nel cacao amaro. Conservarli in frigorifero e tenerli a temperatura ambiente preferibilmente 30 minuti prima di servirli.

Quando parlo di cioccolata calda con qualcuno di solito sembra che si stia parlando di un cibo taboo, una blasfemia, ambito da molti ma irraggiungibile dai più perchè “troppo”… Troppo cosa?
Troppo calorico?
Troppi zuccheri?
Troppo cioccolato?
In qualche caso perchè troppo cibo spazzatura dato che in alcuni preparati dentro c’è di tutto tranne il cioccolato!

Quando invece io parlo di cioccolata calda in tazza penso a diverse versioni, mille varianti golose e equilibrate, che si possano mangiare senza successivi sensi di colpa e per le quali sto sempre attenta che il risultato sia:

  • senza latticini
  • cioccolatoso
  • senza zuccheri raffinati
  • denso (la adoro così)
  • senza amido o con addensanti alternativi
  • goloso
  • equilibrato

Impossibile tutto questo?
No estremamente semplice!

Più buono della solita cioccolata in tazza?!?  Si decisamente si! =)

Adesso sto lavorando per mettere giù il mio nuovo calendario di corsi e eventi per il 2020, con nuovi corsi e collaborazioni, e avevo bisogno di una pausa tardo pomeridiana dolce così ho preparato questa versione di cioccolata calda scegliendo:

  • latte di mandorla che da la possibilità di avere una cioccolata in tazza con più corpo rispetto ad altri latti vegetali;
  • dolcificare con datteri (quindi niente zuccheri raffinati ma direttamente un frutto – sicuramente molto dolce – ma che apportano anche le sue fibre, minerali e vitamine)
  • farina di carrube come addensante anzichè amidi. La farina di carrube non viene ottenuta attraverso processi di raffinazione ma direttamente dalla macinazione delle polpa di carrube con le sue fibre e minerali (vengono eliminati solo i semi troppo duri e destinati ad altra lavorazione).

Il mio calendario corsi ed eventi sarà presto on-line, nell’attesa però puoi provare a preparare anche tu una super cioccolata calda in tazza!

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Cioccolata calda in tazza

Ingredienti per una tazza

200 g di latte di mandorla (il mio preferito è questo )

15 g di cacao amaro

10 g di farina di carrube

2 datteri medjool

1 quadratino di cioccolato fondente (facoltativo)

Procedimento

Sciogliere la farina di carrube e il cacao nel latte di mandorle e portare ad ebollizione. Aggiungere anche i datteri a pezzetti. Far bollire per almeno 2 minuti mescolando, quindi spegnere e frullare in modo da omogenizzare i datteri. Aggiungere il quadratino di cioccolata fondente per un extra scioglievolezza!!

Assaporare lentamente con il cucchiaino!!!

Gli gnocchi di patate cosa hanno di speciale per te?!? Per me che siano fatti a mano praticamente uno ad uno!!

Prima impastati, poi l’impasto arrotolato in cordoncini e infine questi cordoncini tagliati e rotolati nella farina passando tutti attraverso le mani uno ad uno. Hanno bisogno delle massima attenzione e quando si presta tanta cura ad un piatto non può non essere buono! Questa almeno è la mia teoria, e la tua?

Oggi la ricetta prevede la preparazione di questi gnocchi di patate magenta, dal colore rosa timido e dal gusto delicatissimo. Se sei di corsa saranno buonissimi anche con un filo di olio evo e della salvia, ma visto che io non lo ero ho preparato una pestata di foglie fresco di basilico e mandorle.
Le patate magenta hanno un gusto ottimo e se vuoi provarle in altre preparazioni prova per esempio questa idea

Questa ricetta è:
senza uova
senza lattosio e latticini
senza burro
vegan
facile e veloce da realizzare

Se non te la senti di affrontare questa ricetta da solo/a ti ricordo che da Ottobre parte il nuovo corso di Cucina Naturale base a Mantova: trovi le info qui.

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Ingredienti gnocchi per 3-4 persone
500 g di patate magenta
100-150 g di farina di grano timidia integrale
Per la ricetta della pestata di foglie fresche di basilico e mandorle vedi qui
oppure per variare pesto basilico e pistacchi oppure pesto di rucola

Procedimento
Scegli delle patate più o meno delle stesse dimensioni e falle cuocere in vaporiera (o forno a vapore): così facendo le patate manterranno tutto il loro sapore e inoltre assorbiranno meno acqua.
Quando le patate sono ben cotte sbucciarle..lo so, saranno bollenti ma l’ideale è lavorarle calde per quanto possibile.
Una volta sbucciate schiacciarle con uno schiaccia patate e raccoglierle in una terrina capiente: aggiungere poco alla volta la farina alle patate e impastare: dovrai ottenere un impasto sodo e omogeneo. Aggiungere più farina renderà gli gnocchi più sodi ma farà anche perdere un pò il sapore delle patate magenta così delicate. L’uso di una minore quantità di farina farà emergere il sapore delle patate e renderà gli gnocchi più morbidi.
Dopo aver ottenuto l’impasto tagliarlo in 5 pezzi e da ognuno ottenere dei cordoncini di impasto e con un tagliapasta tagliare dei pezzetti di circa 1 cm: ripassarli bene nella farina e quindi metterli da parte. Procedere con i restanti.
Preparare una pentola con acqua salata e portarla ad ebollizione. Gettare in acqua gli gnocchi delicatamente e poco per volta e ripescarli quando vengono su a galla.
Se sarà stata usata poca farina verranno a galla molto più velocemente, ma attenzione che non scuociano!
Condirli con pesto secondo i propri gusti!

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La primavera, germoglio dopo germoglio, è arrivata a pieno ritmo.
E anche la pioggia di questi giorni ne fà parte.. rinfresca l’aria, la rinnova e disseta la terra.. Che ci sostiene e ci nutre!
In questa stagione la terra per nutrirci ci offre alcuni vegetali di stagione fantastici per il nostro corpo: in questo piatto in particolare ho scelto la rucola e gli agretti!
Gli agretti sono tendenzialmente diuretici e sostengono i processi di depurazione (ve ne ho parlato anche qui ), invece la rucola, con il suo sapore pungente stimola il fegato e le sue funzionalità: in primavera per favorire una buona partenza del corpo dopo l’inverno.
Qui ho preparato un pesto con la rucola e i pistacchi per la pasta di grano timilia (ormai sanno tutti che è una delle mie preferite è quella degli amici della ValdiBella: se non li conosci ancora visita il loro sito!) ai quali ho aggiunto degli agretti e fili di carote scottati e spadellati: un piatto ben calibrato tra verdure e pasta: accompagna con dei legumi e qualche cruditè e il tuo pranzo sarà completo!

Ingredienti (per 2 persone)

120 g di linguine di grano timilia

un mazzetto di agretti

1 carota

1 spicchio di aglio

un mazzetto piccolo di rucola

4-5 foglie di aglio ursino

30 g di pistacchi

olio evo

sale 

Procedimento

Portare l’acqua per la pasta già salata ad ebollizione in una pentola. Lavare gli agretti, pulirli delle radici e la base troppo coriacea e sbollentarlo nell’acqua per 3 minuti circa, quindi scolare e metterli da parte.

Pulire la carota e tagliarla per la lunghezza aiutandosi con un pelapatate oppure con un attrezzo per preparare gli spaghetti vegetali: ottenuti i fili di carota sbollentarli nella stessa acqua bollente per 30 secondi. Scolarli e ripassarli in padella con olio evo e uno spicchio di aglio con anche gli agretti. 

Nell’acqua di cottura delle verdure cuocere le linguine.

In un mortaio pestare la rucola e l’aglio ursino dopo averli tagliati finemente a coltello aiutandosi anche con i pistacchi. Preparare un pesto grossolano e aggiungere l’olio.

Scola le linguine al dente, aggiungi il pesto di rucola e infine gli agretti e le carote. Servi subito.

Enjoy!

Dal tardo autunno in poi fino alla fine dell’inverno per me sono tanti i momenti buoni per preparare un succo di mela caldo, per esempio:
– quando ho un desiderio smodato (altrimenti detto “smania”) di dolce;
– quando ho voglia di un gusto dolce ma non ho voglia di un dessert;
– quando ho bisogno di qualcosa che mi rilassi e calmi;
– quando ho bisogno di facilitare il sonno;
– quando semplicemente mi va un succo di mela caldo!!!

Il succo di mela caldo ha un effetto in generale calmante, e in effetti le mele hanno una proprietà miorilassanti.
In Austria è uso comune bere l’apfelpunsch, il punch bollente di mela e spezie (cannella, chiodi di garofano, noce moscata..): succo di mela preparato portandolo ad ebollizione con le spezie prescelte. Le spezie usate hanno proprietà antinfiammatorie…mi sembra che una trovata geniale per l’inverno oltre che ottima!
Nella macrobiotica (per il prossimo corso vedi qui!)il succo di mela viene usato per le sue qualità energetiche “addolcenti”… non solo per i dolci, ma anche per l’umore: una sorta di balsamo naturale dell’animo: quindi se siete miei ospiti e vi offro un succo di mela caldo con cannella ci sono buone probabilità che sia mia intenzione far rilassare gli animi!!

Proprio per la sua azione rilassante accompagnata dal sapore dolce rassicurante lo preparo quando si è sottoposti a stress eccessivo che tra le conseguenze, specie fra le donne, porta anche a disordini alimentari. Quando siamo sotto stress è facile mangiar male:
..prima le patatine, poi un pezzettino di cioccolata fondente, poi un avanzino del pranzo, dopo 15 minuti due biscotti e così via ad oltranza senza trovare mai ciò che ci appaga. Ecco di solito non lo si trova semplicemente perchè non esiste quel cibo.. Ed è semplice, non esiste perchè si stà chiedendo ad un cibo “colmare/calmare” qualcosa che non ha nulla a che vedere con la fame!

In questi casi, prima di aprire confezioni, finire barattoli e scartare barrette, provo a fermarti 5 minuti per preparare un succo di mela caldo e mi ritaglio 2 minuti per sorseggiarlo con calma: di solito non me ne pento mai!
E’ semplicissimo, ecco come prepararlo.

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Succo di mela caldo speziato
Succo di mela caldo con spezie

Ingredienti
Succo di mela limpido
Specie a piacere (Cannella, chiodi di garofano, pimento, noce moscata, zenzero..)
Acqua
Procedimento
In un pentolino unisci del succo di mela e dell’acqua. La percentuale succo di mela/acqua può variare in base ai gusti personali: 50% succo di mela e 50% acqua per chi ama una bevanda moderatamente dolce, invece aumentare il succo di mela se avete bisogno di un gusto un pò più dolce. Trova le tue proporzioni anche perchè il succo di mele può cambiare come grado di dolcezza.
Porta ad ebollizione aggiungendo le spezie: per una tazza io uso 2-3 chiodi di garofano e altrettanti di pimento pestati, 1 cucchiaino di cannella in polvere e una grattugiata di noce moscata. Le spezie pestate grossolanamente le aggiungo all’inizio e faccio bollire insieme per qualche minuto, mentre le spezie in polvere le aggiunto a fuoco spento alla fine.
Filtra e versa in tazza.

I consigli di Jyoti
Il succo di mela è pur sempre ricco di zuccheri: non ti consiglio di usarlo frequentemente puro al 100% ( se non per dolcificare) nè di usarlo quotidianamente. Come per tutte le cose bisogna trovare un giusto mezzo.

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Ho appena finito di tenere un corso sulla panificazione con la pasta madre in cui i partecipanti si sono completamente immersi nell’atmosfera “piena di fermento” di batteri e lieviti selvaggi, farine e impasti.. Tutti erano così pieni di domande ed erano così tante le cose da dire e impastare che non abbiamo avuto modo di accennare a come usare la pasta madre anche per fare qualche dolce.

Così ho pensato di rimanere in tema con il periodo, ci avviamo verso il carnevale e i dolci fritti riempiono le vetrine.. e la nostra pancia!!!
Ho pensato a delle frittelle integrali con uvetta e mele, fatte lievitare con pasta madre. L’impasto è dolcificato pochissimo con dello sciroppo di acero: per chi ama un grado di dolcezza maggiore consiglio di servirle con del malto, uno sciroppo dolce a piacimento oppure con una spolverata di zucchero mascobado macinato finissimo.

Professionisti e neofiti della pasta madre provatele: sia per il gusto di farle lievitare naturalmente sia per la ricetta ben equilibrata! Ma soprattutto cari panificatori di sabato scorso, questa ricetta è apposta per voi per farvi esercitare!!! =)

In particolare ai neofiti di pasta madre consiglio di non demordere: può sembrare impegnativo ai rimi tentativi ma con il tempo vedrete grandi progressi … e che soddisfazione dare forma ai vostri pani!!!

Vi lascio alla ricetta dopo avervi ricordato l’avvio a Febbraio di un bellissimo corso base di cucina macrobiotica a Mantova: insomma il buono, il bello e il sano finalmente insieme!!!

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Ingredienti

200 g di farina di tipo 2
50 g di pasta madre rinfrescata
40 g di sciroppo di acero
150 ml circa di latte di avena/riso
1 tazza di uvetta
1 mela
la scorza grattugiata di 1 limone
cannella
pizzico di sale

Olio per frittura

Procedimento
In una terrina abbastanza capiente mescolare bene la farina con il latte di avena tiepido, lo sciroppo di acero, il sale e la pasta madre.
Tagliare la mela a cubetti e ricoprirla di cannella in polvere. Aggiungere all’impasta la mela, l’uvetta e la scorza di limone e amalgamare molto bene tutti gli ingredienti. L’impasto deve essere fluido (come per preparare le frittelle appunto) quindi se troppo asciutto aggiungere del latte vegetale.
Lasciare riposare ben coperto a temperatura ambiente per circa 5-6 ore: l’impasto è pronto quando avrà raddoppiato il suo volume.
Cuocere le frittelle versando cucchiaiate di impasto nell’olio bollente e friggere ad immersione.
Asciugale con molta carta assorbente e consumale preferibilmente calde- tiepide.

I consigli di Jyoti
– L’uvetta puoi renderla più profumata o aromatica ammollandola in precedenza: in del succo di arancia per una versione adatta anche ai bimbi, oppure in un pò di liquore (o vino liquoroso) profumato di tuo gradimento.
– Aumenta fino ad 80 g la pasta madre se vuoi ridurre i tempi di lievitazione. Ricorda anche che i tempi variano in base alla temperatura dell’ambiente.
– Se non hai ancora l’occhio con la crescita degli impasti usa una terrina di vetro e segna il livello dell’impasto alla partenza e controlla più spesso quanto cresce.

Nella stagione invernale, quando assaggio un dolce con le mele tiepido, mi viene subito da pensare che ci si possa finalmente riappacificare con tutto e che ad ogni cosa c’è rimedio…
Magia delle mele al forno o dei dolci?!?
Le mele tra i frutti sono quelle che danno un benefici al sistema nervoso grazie alla presenza di vitamina B1, che combatte in generale il nervosismo. Se sono cotte, le mele sono un ottimo rimedio contro la stipsi (crude sono da considerarsi leggermente astrigenti, ma dipende dal molto anche dal tipo di mela). Già questi benefici possono fare tornare il buonumore a tanti!!!
Le torte di mele hanno spesso un abbinamento antistress vincente che è dato da “mele & cannella“: la cannella è una spezia che induce anch’essa rilassamento. Inoltre sia la mela che la cannella stabilizzano gli zuccheri nel sangue. E’ ormai risaputo che gli sbalzi glicemici possono alterare l’umore: quando siamo affamati e a stomaco vuoto quanto siamo irascibili?!?

Allora mi sembra che uno strudel alle mele possa essere spesso una buona idea! Soprattutto se la ricetta è come questa senza zuccheri raffinati aggiunti.
Lo strudel di mele è una ricetta semplice e pratica, che di solito piace a tutti.

Se ti va, puoi anche accompagnare allo strudel di mele una salsa a base di sola frutta o composta oppure un pò di sciroppo di acero..

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Strudel di mele senza zucchero

Ingredienti per l’impasto

80 g di farina di farro integrale

80 g di farina di farro bianca

80 ml di succo di mela

1 cucchiaio di olio evo

1 cucchiaino di aceto di mele

Scorza grattugiata di limone

Pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno

2 mele

60 g di uvetta

50 g di frutta secca tritata grossolanamente (noci-mandorle-nocciole)

2 cucchiai di pan grattato di farro

Cannella a piacere

Procedimento

Mescolare in una terrina gli ingredienti per la pasta: farine, scorza di limone, sale e aggiungere i liquidi ben mescolati insieme. Impastare bene e far riposare per 15-30 minuti.

Nel frattempo tagliare le mele a cubetti, mescolarli con l’uvetta, la frutta secca tritata, i due cucchiai di pan grattato e la cannella. Se disponbile è ottima anche della scorza di arancia.

Stendere la pasta in un rettangolo di spessore sottile e disporre il ripieno. Chiudere lo strudel e infornare a 180°C per 25 minuti circa.                                                                            

 Pensavo di parlarvi di un insalata che è deliziosa, semplice e splendida per utilizzare la frutta secca che gira per casa durante le feste natalizie.. Un post fresco e veloce insomma..     Invece nell’accingermi a scrivere un post sul mio sito dopo quasi un mese ho appena scoperto che è arrivato il fatidico momento in cui wordpress ha cambiato tutte le sue impostazioni di scrittura… ci impiegherò un pò ad abituarmi quindi non so bene quando sarà pronto questo post…speriamo prima di Natale!!!  =) 

Torno alla nostra insalata, mi sono ispirata ad un piatto ammirato in un libro di ricette israeliane alcuni mesi fa, che mi è tornata in mente in questo periodo perchè è quello in cui i datteri si trovano in quasi tutte le case. Ho scelto la valeriana per questa insalata dopo il racconto di Serena, contadina appassionata dell’azienda Cencio Molle di Mantova:  queste foglioline dall’aspetto così delicato in inverno crescono molto bene, soprattutto dopo una gelata che acquistare alle foglie dolcezza e diventare più croccanti! La valeriana aiuta il fegato e le sue funzioni depurative.

 

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Insalata di valeriana, datteri e mandorle

Ingredienti
30-40 g foglie fresche di valeriana
1/2 cipolla rossa piccola (oppure 1/4 di una grande)
3-4 datteri
una manciata abbondante di mandorle
pane tipo chapati o pita (anche il pane carasau può andar bene)
1 cucchiaio di aceto di melograno
1 cucchiaio di olio evo
sumac
sale, peperoncino (facoltativo)

Procedimento
Tagliare la cipolla a fettine finissime, unirla ai datteri snocciolati e tagliati e mescolarli insieme in una ciotolina insieme all’aceto di melograno. Far marinare per circa 30 minuti. 
Lavare la valeriana e disporla in una terrina. Tostare in padella le mandorle e il pane tagliato a triangolini: sul finire della tostatura aggiungere l’olio evo, il sumac, il peperoncino e il sale: amalgamare bene e spegnere il fuoco. 
Aggiungere all’insalata la cipolle con i datteri marinati insieme alle mandorle con il pane. Enjoy!

I consigli di Jyoti
Prova a sostituire potrebbero essere sostituiti anche da delle ottime albicocche disidratate per rendere la ricetta più “nostrana”!
L’aceto di melograno può essere sostituito dall’aceto di mele.

Ho sentito diverse persone negli ultimi tempi che vorrebbero cambiare la propria alimentazione, dedicarsi, impegnarsi ma devono fare i conti con tempistiche e organizzazione. Quando si parla di legumi lo sguardo della maggior parte dei miei interlocutori si trasforma e sembra che l’unico pensiero che si delineii sia:

lunghe ore in cucina a guardar bollire una pentola di ceci e pasti tristi a base di legumi sconditi!” …

Non è esattamente così! Ma potrebbe diventarlo se non si conoscono alcune regole base e non ci si organizza.

Questo post serve proprio a far conoscere quali sono le regole base per cucinare i legumi  e rassicurarvi su come organizzarsi. Ancora in tantissimi non conoscono l’ABC per cuocere un legume, oppure ingenuamente si fidano di quanto riportato sulle etichette che non sono sempre attendibili.

Quali sono i legumi?

Nel nostro quotidiano i legumi che incontriamo sono soprattutto ceci, lenticchie, piselli, fagioli, soia, cicerchie, fave, lupino, arachide (si anche le arachidi sono legumi!), carrube (leguminose anche loro) ma anche fagiolini e taccole. Mi soffermerò soprattutto sui legumi secchi, quelli che danno più da pensare ai più.

La varietà dei legumi secchi è ancora più ampia se si pensa alle varianti per ogni tipo:

lenticchie: lenticchie verdi, mignon, beluga, rosse decorticate, gialle, bianche..

fagioli: cannellini, borlotti, red kidney, azuki, mung, corona, neri, d Spagna..

soia: soia bianca e nera

ceci: ceci comuni e ceci neri

Non si può certo dire che se scegliamo di mangiare legumi mangeremmo ogni giorno la stessa cosa: la varietà esiste ed è tanta.
I legumi sono quell’ingrediente che apporta al nostro pasto soprattutto proteine, quindi carboidrati e una vasta gamma di minerali: i grassi sono in minima quantità nei legumi salvo delle eccezioni come le arachidi e la soia.

LEGUMI E AMMOLLO, PERCHE’?

I legumi vanno sempre ammollati salvo delle eccezioni. L’ammollo serve per far assorbire acqua, quindi reidratarli e cuocere al meglio e in minor tempo. Questo è l’aspetto pratico ma vi è anche una motivazione nutrizionale, poichè l’ammollo riduce i fitati presenti nei legumi. Con un ammollo i fitati possono essere ridotti dal 4 al 51 % circa. I fitati sono delle sostanze naturalmente presenti nei legumi (e non solo) e hanno una funzione di preservazione per il seme, e legano dei minerali (magnesio, calcio, ferro, zinco) sequestrandolo dall’ambiente. Grazie all’ammollo i fitati si scindono e i minerali tornano di nuovo disponibili per noi.
E’ un meccanismo di difesa naturale del seme: si assicura tutti gli elementi necessari per germinare al momento giusto e diventare pianta! E condivisibile!! Tramite l’ammollo li rendiamo di nuovo disponibili per noi.

Quindi l’ammollo è sempre auspicabile, anche quando si tratta di legumi molto piccoli che apparentemente si cuociono in breve tempo come le lenticchie.

AMMOLLO E TEMPI

A seguire alcune indicazioni di massima sui tempi di ammollo che consiglio:

Ceci: 12-24 ore

Fagioli: mediamente 12 – 24 ore con eccezioni (ad esempio azuki 4-8 ore)

Fave: 8-14 ore

Lenticchie: 2 – 8 ore

Cicerchia: 8-24 ore

Come mai ci sono queste grandi variazioni di tempi? Ma insomma, i ceci devono stare in ammollo 12 ore o 24 ore?!?

I tempi di ammollo possono variare in base alle caratteristiche dei nostri legumi, quindi varia con

  • le dimensioni: più sono grandi più l’ammollo sarà lungo perchè si possano idratare (prova a pensare alla differenza che c’è tra un fagiolo Corona e un fagiolo azuki);
  • la “vecchiaia” dei legumi, ossia la data di produzione. I legumi continuano ad asciugarsi e diventare sempre più secchi con il passare dei mesi per questo motivo il vostro pacchetto di fagioli rimasto chiuso in dispensa per due anni avrà bisogno di un ammollo più lungo rispetto a dei fagioli raccolti 3 mesi prima.

Legumi come le lenticchie, di piccoli dimensioni, solitamente non vengono ammollati perchè nella nostra esperienza si cuociono in un tempo relativamente breve. Ai fini pratici l’ammollo non sembra quindi molto utile, ma ai fini nutrizionali (i famosi fitati di cui si parlava sopra) invece l’ammollo è utilissimo.

L’ammollo va fatto con acqua potabile, senza aggiunta di sali, in un contenitore che contenga almeno il doppio del volume di acqua rispetto ai legumi.

COTTURA

Finito il tempo di ammollo dei legumi e dopo averli risciacquati abbondantemente si può procedere alla cottura. Usa una pentola capiente in modo da versarci i legumi e ricoprirli abbondantemente con l’acqua. In acqua di cottura si può aggiungere a scelta:

alga kombu: ottima per la cottura dei legumi sia per la sapidità che rilascia nell’acqua (unami) sia per i nutrienti

erbe aromatiche: alloro, rosmarino, timo, finocchio, origano sono erbe aromatiche che favoriscono la digestione dei legumi oltre a conferire un ottimo aroma. Possono essere usate individualmente o mescolate.

spezie: chiodi di garofano, cardamomo, coriandolo, cumino, anice stellato sono spezie che aiutano anch’esse la digestione dei legumi e anche conferiscono un buon aroma.

Puoi provare ad usare uno solo di questi ingredienti oppure preparare dei mix: alloro e anice stellato per i fagioli bianchi, cumino e timo per le lenticchie oppure origano e coriandolo per i borlotti…

Aggiungi il sale solo a fine cottura.

Ecco alcuni esempi di tempi di cottura*:

Ceci: tra 1  e 1 ora e 30 minuti

Fagioli: tra 1 e 2 ore

Lenticchie: tra i 15 e 30 minuti

Cicerchia: tra 30 minuti e 1 ora

* I tempi sono comunque estremamente variabili: nessun seme è uguale all’altro.. per fortuna!

 

ORGANIZZAZIONE

Tutti noi abbiamo anche altro da fare nella vita oltre che cucinare i legumi, un pò di saggia organizzazione può essere utile.

Tutte le volte che posso farlo, preparo i legumi da consumare al momento, con la dovuta programmazione: hai bisogno di sapere il giorno prima cosa sarà il pranzo del giorno dopo. Questo tipo di programmazione a molti piace.

Puoi preparare dei legumi in più e conservarli per un paio di giorni in frigorifero: se cucini dei ceci puoi preparare oggi la pasta e ceci e domani un hummus. Nel caso i legumi fossero tanti ogni tanto puoi pensare a congelare una piccola porzione. Per me usare il congelatore non è un sacrilgio!!! =) Soprattutto se congeli dei legumi preparati da te per evitare di mangiare cibi pronti in un altro momento in cui arrivi a casa troppo stanco/a o tardi per poter pensare a mettere insieme una cena: in quei casi i tuoi legumi precedentemente congelati possono salvarti dai cibi pronti del supermercato.

Credo che sia necessario in alcuni casi scegliere il male minore, e sicuramente scegliere di cucinare con cura i propri legumi, suddividerli in piccole porzioni da congelare e conservare per quei momenti in cui l’alternativa sarebbe una cena a base di pizza surgelata!

Sconsiglio a tutti di fondare la propria alimentazione su cibi congelati, ma per comodità avere ogni tanto i nostri legumi da scongelare e scaldare può essere di grande aiuto proprio a mantenere un nostro equilibrio che sempre più spesso è delicato a causa della frenesia della nostra vita.

MANGIARE LEGUMI LESSATI?

Una volta che i legumi sono pronti il gioco è fatto, ti servirà pochissimo per insaporirli, il tuo sentiero non sarà costellato di lenticchie e fagioli sconditi da ora in avanti..

Esistono molte ricette ma i miei consigli per ricette veloci sono questi:

  • prepara delle salse e creme frullando i legumi con delle spezie e aromi..pensa all’hummus con i ceci che puoi fare anche con i cannellini, oppure ad una crema di lenticchie e senape o ancora i piselli con menta..
  • saltali in padella con poco olio e le erbe aromatiche o spezie di turno: fagioli con aglio e salvia, ceci con rosmarino, fave con capperi, lenticchie con zenzero..
  • insaporiscili con le verdure disponibili di stagione: borlotti con pomodorini e cipolle, ceci con porri e carote, lenticchie con zucca, cannellini con zucchine e cipollotti…

 

Se sei riuscito/a ad arrivare in fondo a questo post puoi affrontare qualsiasi legume! Provaci and enjoy!

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Durante questa estate mi sono convertita alle colazioni salate per motivazioni di gusto, ovviamente molto soggettive, e nutrizionali: una buona colazione salata (ben equilibrata naturalmente) crea minori sbalzi durante la mattinata e fornisce una buona dose di energia per la lunga mattinata che si ha davanti (ricordi il detto “colazione da re, pranzo da nobile e cena da povero”?!?). Se soffri di scarsa concentrazione la mattina, stanchezza, fame continua o anche supportare una tua dieta dimagrante, forse potresti considerare di provare ad usare ogni tanto delle colazioni salate!
All’inizio è più semplice iniziare con fette di pane e patè di olive oppure hummus, o magari della farinata di ceci avanzata dalla cena della sera precedente.. Pensa che fino alla seconda guerra mondiale la colazione tipo era per lo più fatta dagli avanzi della cena della sera prima!!!
Una volta preso il via ti puoi anche sbizzarrire (tempo permettendo) e con il caldo estivo io uso molto le insalate. Questa di oggi con il finocchio di mare o kritamo come lo chiamano in Grecia , ne ho raccolte un paio di manciate per rendere speciale la mia insalata! Il suo nome botanico è Crithmum maritimum ed è una pianta selvatica che cresce lungo le scogliere. Adora i climi secchi, la salsedine e le coste rocciose.. in questo mi assomiglia molto!!! =)  Ha una foglia carnosa ed estremamente aromatica, il fiore ricorda quello del finocchietto selvatico. Raccoglierla è semplice il periodo va soprattutto dalla primavera a settembre: si scelgono le foglie più tenere.
Come ogni pianta selvatica non va mai strappata completamente dal suolo e ne va sempre lasciato un pò perchè lei si possa riprodurre, altri animali/insetti possano usufruirne e tutti i membri del ciclo naturale stesso ne abbiano così vantaggio.

E’ ricca di vitamina C (ne facevano un grande uso i marinai nel passato che stavano per mesi e mesi in mare) e ha potere detox poichè migliora le capacità del fegato: sembra che già Ippocrate la suggerisse a tal proposito..

credits: https://frustratedgardener.com/2016/08/24/daily-flower-candy-crithmum-maritimum/

Può essere conservata in salamoia, dalla Grecia fino alle coste dell’Inghilterra viene preparata in questo modo. Per mangiarla subito invece consiglio di scottare le foglioline per 1 minuto e mezzo in acqua salata e poi usarla per un insalata, per una pasta aglio, olio e peperoncino più aromatica oppure una frittata o un insalata di patate..

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Ingredienti

1 cetriolo

1 carota

1 barbabietola piccola precedentemente lessata

2 manciate di finocchio di mare scottato (vedi sopra)

olive verdi

1/2 limone

1 spicchio di aglio

3-4 cucchiai di olio evo

sale

Procedimento

Emulsiona insieme il succo del limone con l’olio, sale e l’aglio schiacciato e fai riposare per almeno 30 minuti.

Prepara l’insalata tagliando le verdure e mescolandole insieme e condisci con l’emulsione dalla quale avrai eliminato l’aglio. Aggiungi le olive a piacere… e buona estate!!!